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GIULIA BLASI
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2009 Einaudi.




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ANPLAGGHED AL CINEMA,
di Rinaldo Gaspari con Aldo, Giovanni e Giacomo; regia
teatrale di Arturo Brachetti
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e Jake Gyllenhaal, di Ang Lee
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IL DIAVOLO VESTE PRADA,
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regia di Fausto Brizzi;

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1) Quelli che si appendono un Cd allo specchietto retrovisore dell'auto....
2) Quando arrivi a fidarti solo di te stesso...
3) essere ammalati quando in realtà hai un sacco di cose divertenti in programma
4) non aver avuto il coraggio di dire in tempo ad una persona quanto importante fosse per te e scoprire che ora non puoi più farlo...
5) Pensare di essersi dimenticati la macchina aperta con il portafoglio dentro
6) Sapere che il tempo passa inesorabile e aver paura un giorno di dimenticare tutto,la vita,gli amici,gli affetti,le persone....e aver paura di tutto questo!
7) svegliarmi e scoprire che mi piace la musica di dj Francesco..potrei morire..sul serio eh

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) suonare col proprio gruppo a San Siro con milioni di persone
3) Sarebbe una meraviglia se riuscissimo a essere onesti con noi stessi e con gli altri allo stesso tempo sempre...
4) Lo stupore di sentire che ogni giorno ti vuoi bene sempre di più e in modo diverso
5) ...vivere senza illusioni...
6) mio padre che viene da me e mi dice di essere orgoglioso di me...
7) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.


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venerdì 22 ottobre 2004 - ore 23:00


...and you will hear the songs you know
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mica detto che le raccolte siano per forza inutili...



Si avvicina Natale e come di consueto i negozi di dischi si riempiono di greatest hits, un tipo di prodotto discografico (nella maggior parte dei casi richiesto dalle etichette) che può rivelarsi un esercizio di futilità oppure un'occasione d'oro per fare il punto della situazione, con i singoli e i migliori momenti dopo anni di carriera, tutti in un unico compact. Ciò riesce più facile se l'artista (o il gruppo) in questione è noto per singoli radiofonici e se gli album non sono particolarmente consistenti. Per questo il Greatest Hits dell'ex Take That Robbie Williams (prima antologia
in studio, escludendo The Ego Has Landed, CD del 1999 destinato al mercato statunitense ed australiano) riesce
a mantenere le promesse. I grandi pezzi sono messi in vetrina isolati dal riempitivo che li circondava negli album.



L'elegante booklet nero (piuttosto delicatino...) contiene molte foto scattate in questi sette anni; mancano i testi,
ma è completa la lista dei musicisti che hanno collaborato
in ogni brano. Spiccano i nomi di Gavyn Wright, direttore d'orchestra, Neil Tennant e Neil Hannon (backing vocals in No Regrets, qui nella sua versione edit privata dell'intro), Brian May dei Queen - sua la chitarra elettrica in Eternity. Tre sono i brani per cui sono stati usati samples: è facile riconoscere il tema di James Bond "You Only Live Twice" in Millennium (uno dei suoi migliori singoli). Il meno riuscito Supreme cita "I Will Survive" di Gloria Gaynor; l'amore per la disco music torna anche in Rock DJ, noto più che altro per il video, con un indovinato campionamento da "It's Ecstasy When You Lay Down Next To Me" di Barry White.



Sedici CD singoli (ma Eternity e The Road To Mandalay erano un doppio lato A) più due inediti, tutti sistemati con intelligenza in ordine cronologico, per 78 minuti d'ascolto. C'è proprio tutto? Beh... no. L'assenza più inspiegabile è Something Stupid, la cover di Frank Sinatra cantata con Nicole Kidman per un mediocre album swing pubblicato tre anni fa, e un numero uno in classifica. Mancano all'appello anche It's Only Us, colonna sonora di un noto videogame; Better Man e Something Beautiful, ma anche le cover di Freedom di George Michael, mai inclusa in un album, e una discreta We Are The Champions. Le ultime due tracce sono inedite: Radio è un ottimo pezzo scritto con Stephen Duffy e con sonorità synth pop in stile Heaven 17; il secondo, Misunderstood, già trova posto nella colonna sonora del seguito del Diario di Bridget Jones, presto nelle sale...



E' strano che io mi ritrovi a parlare del "ciccione ballerino" dei Take That (Noel Gallagher docet...); è un cantante per cui non ho mai provato simpatia - Gary Barlow è sempre stato meno esuberante, ma ha scritto pezzi pop di buona fattura, come "Another Crack In My Heart" e l'hit solista "Forever Love", ora agisce nell'ombra scrivendo per gruppi come i Blue o partecipando ai cori delle canzoni più recenti di Elton John. Ho la sensazione che questo Greatest Hits
sia una mossa della EMI per recuperare terreno in seguito alla magra figura fatta con l'album Escapology negli States; non dimentichiamo che esce ad un anno di distanza da un album live! Sebbene alcuni brani siano goffe imitazioni del brit pop (Old Before I Die e Strong), la bellezza di ballads come Angels, Feel e She's The One è rimasta intatta. Il duetto con la Minogue sarà anche in Ultimate Kylie, imminente doppio best of della cantante australiana.



ROBBIE WILLIAMS - FEEL
Come and hold my hand
I wanna contact the living
Not sure I understand
This role I've been given

I sit and talk to God
And he just laughs at my plans
My head speaks a language
I don't understand

I just want to feel real love
Feel the home that I live in
'Cause I got too much life
Running through my veins
Going to waste

I don't want to die
But I ain't keen on living either
Before I fall in love
I'm preparing to leave her
I scare myself to death
That's why I keep on running
Before I've arrived
I can see myself coming

I just want to feel real love
Feel the home that I live in
'Cause I got too much life
Running through my veins
Going to waste
And I need to feel real love
And a life ever after
I cannot give it up

I just want to feel real love
Feel the home that I live in
I got too much love
Running through my veins
To go to waste

I just wanna feel real love
In a life ever after
There's a hole in my soul
You can see it in my face
It's a real big place

Come and hold my hand
I want to contact the living
Not sure I understand
This role I've been given
Not sure I understand
Not sure I understand
Not sure I understand
Not sure I understand


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martedì 19 ottobre 2004 - ore 11:26


Viaggio immaginario nella città del peccato
(categoria: " Riflessioni ")


un nuovo ed interessante psico-test

Dal blog di RELLO: LINK



USCITA INNOCENTE: Preferisci vivere la vita di coppia in modo tranquillo, ma può anche capitare che qualche follia sessuale ti stravolga di tanto in tanto; il fuoco dei sensi
non arde perennemente, ma quando si accende può
incendiare. Il tuo asso nella manica è proprio nella
capacità di "sorprendere". Sappilo giocare bene!

USCITA FRUGALE: Anche se spesso affermi che ti piace mangiare, raramente ti abbandoni davvero ai piaceri della tavola. Finisci a fatica il tuo pasto e spesso lasci un boccone nel piatto. Forse è perché non ami indugiare molto a tavola o perché sei sempre distratto da qualche altro pensiero, ma, in ogni caso, il rituale della tavola non è fondamentale. Sono altre le cose e le attività che poni alla cima della tua attenzione e del tuo interesse. (vero solo in parte, ndr)

USCITA NON SVEGLIATE IL CANE CHE DORME: Buono, generoso, cordiale con chiunque, ogni tanto però perdi il lume della ragione, soprattutto quando ti sembra che gli altri approfittino della tua disponibilità e della tua ingenuità. In questo caso la tua collera si scatena ed è irrefrenabile, lasciando tutti sbigottiti: puoi fare davvero paura, se vuoi!



USCITA GENEROSA: Hai buon cuore e sul tuo aiuto si può sempre contare. Sempre? oppure tendi la tua mano solo a chi t'interessa veramente, parenti ed amici intimi? Diciamo che non neghi la tua generosità a nessuno, ma ti guardi dall'offrirla a chicchessia. (è vero, ndr) Ti piace spendere, quindi, sia per te che per gli altri, ma con giudizio. Attento però: gli altri potrebbero fraintendere la tua disponibilità
e pretendere più di quanto tu voglia o possa dare.

USCITA GATTO: Sei superbo, ma con giudizio. Senza dubbio ti piaci e ti piace piacere. Come un gatto trascorri molto tempo a "lisciarti il pelo", perché ci tieni ad avere un aspetto curato. Tieni anche in alta considerazione i tuoi pareri, che esprimi con convinzione, ma senza arroganza. Dato il tuo indubbio fascino, se anche esageri un po', gli
altri sono disposti a perdonarti. Anche perché, al momento opportuno, sai sfoderare la tua non comune simpatia e la tua ironia autocritica, doti per le quali adori sentirti lodare.

USCITA BIGHELLONA: Vivi con un chiodo fisso nella testa: le ferie. Odi i posti di lavoro dove la gente sgomita per far carriera. Hai i tuoi ritmi e vuoi rispettarli. Sei un sognatore; ti piace abbandonarti alla lettura e non ti fai tanti scrupoli se non riesci ad evitare qualche minuto di ritardo ad un appuntamento o a rispettare tutte le scadenze.



USCITA EQUILIBRATA: Non sei affatto invidioso, perché sei soddisfatto di quello che hai e non desideri ciò che non puoi possedere.. Certo qualche volta è anche bene saper imparare dagli altri, ed è ciò che fai quando le tue cose non vanno bene. Ma non accade troppo spesso, anche perché sei sempre capace di vedere il lato positivo della tua vita.

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lunedì 18 ottobre 2004 - ore 14:28


Night and day
(categoria: " Musica e Canzoni ")




Like the beat beat beat of the tom-tom
When the jungle shadows fall
Like the tick tick tock of the stately clock
As it stands against the wall

Like the drip drip drip of the raindrops
When the summer shower is through
So a voice within me keeps repeating
You, you, you

Night and day, you are the one
Only you beneath the moon
or under the sun
Whether near to me, or far
It's no matter darling where you are
I think of you
Day and night, night and day,
why is it so

That this longing for you follows wherever I go
In the roaring traffic's boom
In the silence of my lonely room
I think of you
Day and night, night and day

Under the hide of me
There's an oh such a hungry yearning
burning inside of me
And this torment won't be through
Until you let me spend my life
making love to you
Day and night, night and day

Cole Porter

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sabato 16 ottobre 2004 - ore 19:58


Sonnet XVIII
(categoria: " Poesia ")




Dovrei paragonarti ad un giorno d'estate?
Tu sei ben più raggiante e mite:
venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell'estate ha vita troppo breve:
talvolta troppo cocente splende l'occhio del cielo
e spesso il suo volto d'oro si rabbuia
e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
nè perdere possesso del bello che tu hai;
nè morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
perchè al tempo contrasterai la tua eternità:
finchè ci sarà un respiro od occhi per vedere
questi versi avranno luce e ti daranno vita.

William Shakespeare

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mercoledì 13 ottobre 2004 - ore 14:19


La spirale del silenzio
(categoria: " Riflessioni ")




Elisabeth Noelle-Neumann ha elaborato la teoria della spirale del silenzio secondo la quale il potere di influenza dei media sulla società è attribuibile all'abbassamento della selettività nella percezione da parte dell'uomo. Secondo la sociologa tedesca, il mezzo stampa è il più indicato per un tipo di comunicazione atta a stimolare e modificare a lungo termine atteggiamenti ed abitudini che riguardano l'uomo
in quanto essere sociale. Per spirale del silenzio si intende uno spostamento d'opinione nato dal fatto che un gruppo appare più forte di quanto non sia in realtà; per contro, coloro che hanno un'opinione diversa appaiono più deboli
di quanto lo siano in verità. Il risultato è un'illusione (ottica o acustica) sull'effettiva situazione della bilancia del potere. Nel generarsi di un processo di spirale del silenzio, si viene in pratica a credere a ciò che si pensa che gli altri credano.



Il ruolo dei media in questa dinamica riguarda l'effetto di amplificazione legato alla visibilità delle diverse tendenze d'opinione a confronto sulla scena sociale. Messaggi che tendono a rompere la spirale sono quelli che amplificano problematiche sommerse, dando così vita a movimenti e correnti di pensiero. I media tradizionali sono costruttori
di una comunicazione unidirezionale e rendono visibile e dominante il punto di riferimento costuituito dai trends presentati come in via d'espansione nel clima d'opinione.

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sabato 9 ottobre 2004 - ore 16:49


Piccolo spazio pubblicità
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo blog appoggia la nuova iniziativa di ZorroBobo!



Intanto...ecco una piacevole riscoperta (thank U The Fly):
pubblicato nel 1993 a nome dei Tears For Fears, in realtà l'album Elemental è opera del solo Roland Orzabal. Pur
non essendo al livello dei tre album precedenti, ha degli episodi pregevoli al suo interno. Il successivo Raoul And The Kings Of Spain, che ha segnato il passaggio dalla PolyGram (ora Universal) alla Sony Music, è stato invece
un vero e proprio flop; in seguito è uscita un'incompleta raccolta di b-sides e rarità, e lacunose antologie, spesso
in serie economica e non autorizzate, hanno il compito di riassumere i loro vecchi successi senza troppa fantasia. Roland Orzabal si è interessato successivamente alla carriera dell'emergente Emiliana Torrini e ha inciso lo sfortunato album solista Tomcats Screaming Outside.

Quest'anno è uscito negli States il nuovo CD dei Tears For Fears (Curt Smith è tornato dopo 15 anni), che in Italia e nel resto d'Europa sarà lanciato all'inizio del 2005. Finora
le recensioni sono tiepide; il primo singolo, Closest Thing
To Heaven
, ricorda fin troppo Sowing The Seeds Of Love.
Si sta comportando piuttosto bene invece Call Me Mellow. Il loro classico Mad World, tuttavia, è stato recentemente riportato al successo grazie ad una cover acustica di Gary Jules, inclusa nella colonna sonora del film Donnie Darko.



TEARS FOR FEARS - BREAK IT DOWN AGAIN
Break it down again

So those are my dreams
And these are my eyes
Stand tall like a man
Head strong like a horse

When it’s all mixed up
Better break it down
In the world of secrets
In the world of sound

It’s in the way you’re always
hiding from the light
See for yourself you have been
sitting on a time bomb
No revolution maybe
someone somewhere else
Could show you something new
about you and your inner song
And all the love and all the
love in the world
Won’t stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Break it down again

So these are my schemes
And these are my plans
Hot tips for the boys
Fresh news from the force

When it’s all mixed up
Better break it down
In the world of silence
In the world of sound

No sleep for dreaming say
the architects of life
Big bouncing babies, bread and
butter can I have a slice
They make no mention of
the beauty of decay
Blue, yellow, pink umbrella
save it for a rainy day
And all the love and all the
love in the world
Won’t stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Horsin’ around
Pray to power
Play to the crowd
with your big hit sound
And they won’t simmer won’t simmer,
won’t simmer down
Play to the crowd
Play to the crowd
Play yeah yeah

It’s in the way you’re always
hiding from the light
Fast off to heaven just like
moses on a motorbike
No revolution maybe
someone somewhere else
Could show you something new
to help you with the ups and downs
I want to break it down
Break it down again

Break it down again
No more sleepy dreaming
No more building up
It is time to dissolve
Break it down it again
No more sleepy dreaming


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venerdì 8 ottobre 2004 - ore 21:01


Q is for Quality
(categoria: " Musica e Canzoni ")




Q è un mensile musicale. Nessuno ricorda come sia stato scelto questo nome; il primo numero è apparso nel Regno Unito nell'ottobre 1986, con in copertina immagini di Paul McCartney e John Belushi, più una guida su quello strano nuovo formato chiamato "compact disc". Proprio come lo stesso CD, Q ha presto convinto anche i più scettici, e il sostegno di molti acquirenti di album ha assicurato negli anni un solido futuro. Da quel primo numero di 18 anni fa,
Q è con il tempo diventato il mensile musicale più venduto ed autorevole nel Regno Unito, l'habitat naturale di grandi recensioni e la prima scelta per le interviste a grandi star.



Sin dalle prime edizioni, Q ha cercato di adottare uno stile
di scrittura allo stesso tempo chiaro, forbito ed accessibile. Ogni mese ci sono ben 200 recensioni, con valutazioni che vanno da una a cinque stelle. Bob Dylan, Bruce Springsteen e Madonna sono solo alcune delle celebrità del firmamento internazionale intervistate dal magazine; raramente una leggenda del rock, da gennaio a dicembre, non ottiene almeno una menzione. Gruppi come gli U2, gli Oasis e i Radiohead fanno visita regolarmente tra le pagine, ma c'è posto anche per Justin Timberlake e Christina Aguilera...

Alla fine del 1990 nascono i Q Awards, e anche stavolta Paul McCartney ricopre un ruolo "chiave". Continuano oggi giorno con successo; David Bowie, i Led Zeppelin, Phil Spector e Keith Richards sono alcuni degli artisti saliti sul palco per ricevere un premio; Tony Blair, George Martin e Bob Geldof sono invece personalità che hanno presentato
e consegnato i premi ai vincitori. Gli U2 hanno consegnato trofei ai R.E.M., e i R.E.M. agli U2. Dieci anni dopo nascono Q-TV, una stazione interattiva che trasmette 24 ore su 24
i video musicali più votati dai lettori, e il sito Q4music.com.



Ecco la lista dei vincitori dei Q Awards 2004:

Best New Act: Razorlight

Best Producer: Mick Jones
per l'album THE LIBERTINES

Best Live Act: Muse

Best Video: Franz Ferdinand, TAKE ME OUT



Q Merit Award: Shane Mc Gowan

Best Single: Jamelia, SEE IT IN A BOY'S EYES

Q Innovation and Sound Award:
The Human League

Q Inspiration Award: Pet Shop Boys



Best Album: Keane, HOPES AND FEARS

Best Act In The World Today:
Red Hot Chili Peppers

Q Classic Songwriter Award:
Sir Elton John

Q Icon Award: U2

Q Lifetime Achievement Award: Roxy Music




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mercoledì 6 ottobre 2004 - ore 23:27


Listen without prejudice...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


un altro inaspettatamente grande secondo album



Ricordate i Savage Garden, duo australiano che con soli due album ha venduto 20 milioni di copie nel mondo? Con un pop commerciale alla Roxette dell'album onomimo, e in primo luogo con la ballata Truly, Madly, Deeply, Darren Stanley Hayes e Daniel Jones si sono fatti conoscere in Italia nell'estate del 1998. Dopo la partecipazione alla colonna sonora di "The Other Sister" e ad un'edizione del Pavarotti and Friends, l'anno seguente è stata la volta del secondo (ed ultimo) album del duo, Affirmation, dai testi meno spensierati (Darren si è separato dalla moglie Colby Taylor) e dalla patinata produzione di Walter Afanasieff. Ottengono un discreto successo i singoli I Knew I Loved You (da ricordare il video, girato in metropolitana, con l'attrice Kirsten Durst) e Crash and Burn. E un world tour.



In seguito allo scioglimento del duo, Darren Hayes incide un album solista senza infamia né lode, Spin, con qualche imbarazzante momento 'da boy-band'; partecipa anche al singolo benefico What's Going On con Bono ed altri artisti. Va molto meglio con il duetto con Olivia Newton-John (Lift Me Up) e con una toccante cover 'pianoforte e voce' di In Your Eyes - un brano dall'album "So" di Peter Gabriel - relegata a lato B di un singolo. Lo scorso mese è uscito il secondo album, The Tension And The Spark, edito dalla Columbia/Sony Music. Prodotto dallo stesso Darren Hayes con Robert Conley e mixato da Mark "Spike" Stent (unica eccezione I Forgive You, prodotta insieme a Marius De Vries), questo disco ha sonorità spigolose, spesso vicine all'electroclash (che contrastano il falsetto soul di Darren)
e ottenute alternando sintetizzatori analogici e moderni sequencers. Il tutto unito a testi intimi in cui il cantante di Brisbane si rivela particolarmente vulnerabile, riuscendo dove ha fallito "American Life" di Madonna. Certo, si tratta pur sempre di un album pop e le ingenuità non mancano (come ad esempio l'ironico singolo Pop!ular, non di certo una mossa indovinata). Andrà meglio con Darkness?



Molti brani potrebbero entrare nelle playlist radiofoniche: I Like The Way (che suona come un incontro - riuscito - tra i Pet Shop Boys e Prince), dal cui testo proviene la frase che dà il titolo all'album; il già citato I Forgive You, l'ammiccante Love And Attraction (tra Human League e Basement Jaxx) senza dimenticare Sense Of Humour, che non sfigurerebbe in un LP dei Depeche Mode. Dublin Sky è l'unico episodio che richiama in qualche modo lo stile dei Savage Garden; Unlovable ha un sound vicino all'ultimo Michael Jackson.

Dove il disco degli Interpol rappresenta una continuazione di un discorso intrapreso, mantenendo le stesse sfumature, questo secondo capitolo di Darren Hayes è un nuovo inizio. Mentre Spin guardava agli anni '80, questo nuovo album è perfettamente immerso nel presente. Lo scarso successo che sta ottenendo è dovuto alla sua difficile collocazione: troppo "alternativo" e troppo poco ruffiano per piacere al pubblico di MTV, allo stesso tempo può far storcere il naso in quanto opera dell'ex cantante degli "sdolcinati e fatui" Savage Garden (ruolo dal quale sarà difficile emanciparsi).

The Tension And The Spark è davvero un second chapter tra i più coraggiosi ed originali dai tempi di Neither Fish Nor Flesh di Terence Trent D'Arby e del controverso Supposed Former Infatuation Junkie di Alanis Morissette. Una delle più gradite sorprese del 2004, che al momento fatica ad abbandonare il mio lettore. Da ascoltare senza pregiudizi.



DARREN HAYES - VOID
I've seen so many faces
These hands have lied before
I've kissed so many lips it's blocked my mind
I've whispered bullshit, nothings
I've cried alone in night
I thought I'd found the one a million times

But doesn't anyone fill the void?
Doesn't anyone kill the joy?
Doesn't anyone take the place of you in my heart?
And doesn't anyone fill the void?
Doesn't anyone kill the joy?
Doesn't anyone take the place of you?

I let a stranger love me
I gave away my pride
I bit my lips, so I could block my mind
I've called your name to others
Just like a spinal chord
Severed and broken but the spark still tries

And doesn't anyone fill the void?
Doesn't anyone kill the joy?
Doesn't anyone take the place of you in my heart?
Doesn't anyone fill the void?
Doesn't anyone kill the noise?
Doesn't anyone take the place of you?

They don't know you like I do
They don't see the good inside you
They don't lie with you in bed
and join you when you're dreaming
They don't see your softer side
Who'll be there to turn your light on?
Who will try to wash away the stain
that love has left us?

Doesn't anyone fill the void?
Doesn't anyone kill the joy?
Doesn't anyone kill the place of you in my heart?
Doesn't anyone bring the noise?
Doesn't anyone kill the joy?
Doesn't anyone take the place of you?


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martedì 5 ottobre 2004 - ore 18:57


We ain't going to the town...
(categoria: " Musica e Canzoni ")




Come direbbe qualcuno, "il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista". In effetti, nel caso degli Interpol, la pressione dev'essere stata parecchia, dopo le recensioni lusinghiere del primo album Turn On The Bright Lights, un piccolo capolavoro con reminiscenze dark/new wave (Joy Division, i primi Cure) ma che deve molto anche a band come gli Smiths (basta un confronto tra "Say Hello To The Angels" e "This Charming Man" del gruppo di Morrissey per capirlo) e i R.E.M. Antics è un esempio tipico di CD che meriterebbe un maggior successo di pubblico: in Inghilterra non ha superato la 21esima posizione in classifica (ancora peggio ha fatto in Italia il singolo Slow Hands, fermandosi alla 44esima tacca della hit parade). Un vero peccato.



Dai primi minuti di ascolto, ci si accorge che le bright lights sono ancora spente. Un organo introduce la malinconica melodia (molto Sixties) di Next Exit. I due brani successivi, Evil e Narc fanno leva rispettivamente su efficaci giri di basso e riff chitarristici. Potrebbe tranquillamente essere un singolo radiofonico il quarto brano, Take You On A Cruise, ed è impossibile ascoltare Slow Hands restando fermi, complice il suo beat quasi "disco" (ma la canzone è molto vicina al suono della band rivelazione Franz Ferdinand).

Pur non avendo un ritornello tra i più memorabili, Not Even Jail è un brano d'atmosfera che colpisce per la produzione globale. Public Pervert e C'mere hanno un romanticismo obliquo che farebbe piacere ai fan dei Placebo; a dispetto del titolo fuorviante e dei vari "oh sweetheart" ripetuti nelle strofe, Length Of Love è una canzone amara dal mood quasi minaccioso, costruita su poche note. La conclusiva A Time To Be So Small è stata pubblicata nella sua demo version in una compilation: è meno tesa, e alle chitarre si aggiunge stavolta qualche accenno di piano. Non mancano contenuti extra (Opendisc Technology); la confezione è
uno slipcase bianco, il libretto (nero) non contiene i testi.



Forse 41 minuti sono pochi per un CD, ma poco importa. Non c'è un solo brano che si comporti da inutile riempitivo. Antics si rivela un disco più omogeneo, che si apprezza dopo più di un ascolto; manca l'effetto sorpresa di Turn On The Bright Lights, ma è senz'altro più solido ed accessibile per chi non conosce già il gruppo di Paul Banks (che sarà
in Italia a dicembre). Antics è un disco da non perdere.

Per leggere qualche recensione: LINK




INTERPOL - SLOW HANDS
Yeah but nobody searches
Nobody cares somehow
When the loving that you've wasted
Comes raining from a hapless cloud
I myself may look upon your face
Disappear in the sweet, sweet gaze
See the living that surrounds me
Dissipate in a violent waste

Can't you see what you've done
to my heart and soul...
This is a wasteland now

We spies, we slow hands
Put the weights all around yourself
We spies, oh yeah, we slow hands
You put the weights all around yourself

I submit my incentive is romance
I watched the pole dance of the stars
We rejoice cause the hurting is so painless
From the distance of passing cars

But I am married to your charms and grace
Just be crazy like the good old days
You make me wanna pick up a guitar
And celebrate the myriad ways that I love you

Can't you see what you've done
to my heart and soul...
This is a wasteland now

We spies, yeah, we slow hands
You put the weights all around yourself
We spies, oh yeah, we slow hands
Killer for hire, you know that yourself

We spies, we slow hands
Put the weights all around yourself
We spies, oh yeah, we slow hands
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venerdì 1 ottobre 2004 - ore 13:00


Psycho test
(categoria: " Riflessioni ")


direttamente dal blog di Chiara@



Orientamento: introverso
Funzione dominante: pensiero
Funzione d'appoggio: intuizione
Funzione terza: sensazione
Funzione inferiore: sentimento
Tendenza: giudicante



Questo tipo introverso ha generalmente una
mente originale ed è attratto da quello che
potremmo chiamare il mondo delle idee. È
intellettualmente curioso e audace. Possiede ottime
capacità analitiche, è un eccellente stratega ed
in grado di elaborare ottime soluzioni a problemi
anche molto complessi. È anche un buon organizzatore.
Ma, contrariamente al tipo pensiero estroverso,
è meno impaziente nel tentare di implementare
o realizzare le soluzioni che ha pensato.

Si sente più a suo agio nel processo ideativo
o creativo che nel processo realizzativo (che
per definizione avviene nel mondo esteriore). A causa
di questa caratteristica, ha tendenza a pensare molto
prima di agire. Preferisce nettamente lavorare da solo
o con poche persone che giudica competenti. Inoltre
non ama saltare da un progetto ad un altro:
preferisce (se può) affrontarne uno alla volta.

Ha uno spirito critico molto sviluppato. Tende pertanto
a essere un perfezionista. Si impone e impone degli
standard molto elevati e detesta mostrare un
lavoro che non abbia raggiunto gli standard che ha
fissato. È anche una persona molto autonoma. Tra
i 16 tipi, è probabilmente quello più individualista
e indipendente di tutti. La sua funzione inferiore
è il sentimento. Può quindi non prestare attenzione
o magari non rendersi nemmeno conto dei sentimenti
degli altri o delle reazioni emotive che suscita.

Rischia quindi di apparire come una persona dura,
"dal cuore di pietra". È inoltre una persona
riservata che non si lascia conoscere facilmente.
La lontananza che mantiene dalla sfera emotiva
può causargli delle difficoltà ed incomprensioni.

In alcune occasioni compensa però questa sua
tendenza con degli slanci che possono sorprendere chi
non lo conosce bene. Può tendere ad essere molto
astratto e teorico. Possiede una grande capacità
di concentrazione ma non è un buon osservatore.

Le sue analisi si basano molto di più sulle sue
intuizioni, nelle quali crede molto, piuttosto che
su una accurata osservazione di fatti e dettagli.
Sul piano lavorativo dovrebbe evitare i lavori di
routine. Non deve essere forzato. Può svolgere
funzioni molto varie (per esempio in campo
scientifico) e può essere prezioso per le sue
idee e le sue capacità organizzative. Preferisce,
come abbiamo detto, lavorare da solo
o con gruppi ristretti di persone.



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