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venerdì 9 settembre 2005 - ore 20:31
Adesso che tu vai lontano...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Lucio Battisti non è più tra noi da
sette anni e ha lasciato un vuoto incolmabile nella cultura musicale italiana; intelligente anticipatore di correnti musicali, capace di comporre canzoni di facile presa (sebbene superbamente arrangiate) e anche di spiazzare il grande pubblico con arditi album sperimentali che molto hanno insegnato, e continuano ad insegnare, alle generazioni successive di cantautori. Lucio è stato celebrato in televisione, con concerti tributo ed iniziative discografiche come il discreto cofanetto
Le Avventure di Battisti e Mogol.
Già, le creazioni della coppia formata da
Giulio Rapetti ed il cantautore di Poggio Bustone (RI) sono le uniche in Italia a poter essere paragonate ai classici di Lennon e Mc Cartney.
Se inizialmente si può avvertire un’influenza rhythm’n’blues (Un’avventura è stata interpretata anche da Wilson Pickett) riascoltando gli LP successivi si nota la curiosità di Battisti e la voglia di mettersi continuamente in discussione: si passa così da suggestioni ’afro’ e sudamericane di Anima Latina e
Il nostro caro angelo (molti anni prima di ’Graceland’ e The Rhythm of the Saints di Paul Simon..) agli accenni dance del singolo Ancora Tu del 1976, fino al pop algido ed elettronico degli ultimi cinque LP composti con Pasquale Panella, poeta che recentemente è stato collaboratore di altri artisti, quali
Zucchero (Blue, Dindondio e Rossa mela della sera), Angelo Branduardi, Mike Francis, Cocciante, Minghi (nascosto anche dietro pseudonimi - Vanera, Duchesca, V.Di Paolo) e Mango.
Chissà se mai vedrà la luce un album postumo, di cui tanto si è parlato (annunciato con titoli fantasiosi, come
L’asola) oppure i tanti inediti provini riemersi in più special televisivi. Intanto la Sony BMG mette in commercio oggi il volume due della fortunata raccolta dell’anno scorso; tre CD, un inedito (
La folle corsa, canzone già incisa dalla Formula 3). Quella del 2004 ne aveva tre, di inediti:
Vendo casa (che già i Dik Dik avevano interpretato), La spada nel cuore, successo di Patty Pravo e Little Tony, e
Le formiche (per Wilma Goich).

Peccato che alcuni errori grossolani di mastering (nessuno nota l’inizio
troncato di Io vorrei non vorrei ma se vuoi?) e un libretto privo di note non rendano del tutto giustizia ad un cofanetto che sarebbe pur valido nelle scelte dei pezzi.
Restano ancora sogni non avverati: un dvd con tutte le sue
apparizioni televisive, una Anthology come quelle dedicate ai Beatles (negli anni Novanta), la ripubblicazione di tutti gli
album in veste rimasterizzata (per ora disponibili solo in un mastodontico e costosissimo box omonimo...) come è stato fatto per De Andrè pochi anni fa. Le raccolte rendono di più ai discografici, ma spesso sconvolgere l’ordine delle canzoni può risultare deleterio e confondere le idee dell’ascoltatore.
Concludo il post di oggi con un tributo non solo a Lucio, ma anche ad un altro valido cantautore che ci ha lasciati, il mai troppo celebrato Sergio Endrigo, autore di Adesso sì, che si può rintracciare nel disco Lucio Battisti Volume 4 (stampato anche come Pensieri e Parole per la nota serie
Orizzonte)

LUCIO BATTISTI - ADESSO SI’
Adesso sì, adesso che tu vai lontano
Sono acqua chiara le nostre lacrime
E non servono più
Adesso è tardi per ritrovare le parole
Che tante volte volevo dirti
E non ho trovato mai
Senza di me tu partirai per altri mondi
Ti perderai tra gente e strade sconosciute
Non ci sarò
Quando qualcuno mi ruberà gli occhi tuoi
Adesso sì, adesso che tu vai lontano
Il mio pensiero ti seguirà
Sarò con te dove sei
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mercoledì 7 settembre 2005 - ore 15:32
Goodbye, ruby(cond) tuesday
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Penultima sera al Banale estivo con la
compagnia di sempre, ma è stata tutt’altro che euforica; non m’hanno soddisfatto del tutto le selezioni di Maby. Bene o male, sono sempre le stesse
canzoni che girano: You Really Got Me (Kinks), Girls And Boys (Blur), The Bitter End (Placebo), la solita
orrenda cover di Radio Ga-Ga degli Electric Six. C’era anche Hounds of love (Kate Bush) assassinata dai Futureheads, decantati tanto dal Mist, impegnato a parlare del concerto di Bologna e a promuovere la
riapertura del
DNA (decollerà davvero il locale?) con tanto di esibizione di Pornopilots e Lucenera (è un buon motivo per
non mancare). Dopo un anno e mezzo, ho conosciuto Renato (renyceront) che spesso interviene in questo blog; peccato che non abbia intoppato la serata più felice, e il gruppone è dispersivo. Tuttavia, spero proprio ci si trovi anche più in là, in altre occasioni. Ma
non è tutto...

Da ricordare la Sabry8 (Eight? Otto? Oslo?) che implora più di una volta di spiegarle cosa vuol dire la parola ’rubicondo’ – restando talmente contrariata da tirarmi per un orecchio!
Seguirà qualche giorno di pausa, il blog sta diventando una
routine e ho meno tempo per scrivere, visto che si avvicina sempre di più la conclusione della tesi di laurea. Proverò ad impostare diversamente i post, ci sto pensando, e ringrazio per i loro interventi e i feedback molti bloggers nuovi: parlo di
Barto, IenaFerox (compagno di corso che conosco molto poco ma del quale ho saputo apprezzare la competenza in campo
letterario e un’ironia mai scontata), Nico. MisterJive è un amico di vecchia data iscrittosi ora alla
community...e conto di conoscere presto MadeInPop e KillerCoke, un vero
intenditore di musica e ottimo compagno di chiacchierate...
SUPERGRASS - ALRIGHT
We are young, we run green,
keep our teeth, nice and clean,
See our friends, see the sights, feel alright.
We wake up, we go out,
smoke a fag, put it out,
See our friends, see the sights, feel alright.
Are we like you? I can’t be sure,
Of the scene, as she turns,
we are strange in our worlds.
But we are young, we get by,
can’t go mad, ain’t got time,
Sleep around, if we like, but we’re alright.
Got some cash, bought some wheels,
took it out, cross the fields,
Lost control, hit a wall, but we’re alright.
Are we like you? I can’t be sure,
Of the scene, as she turns,
we are strange in our worlds.
But we are young, we run green,
keep our teeth, nice and clean,
See our friends, see the sights, feel alright.
Are we like you? I can’t be sure,
Of the scene, as she turns,
we are strange in our world.
But we are young, we run green,
keep our teeth, nice and clean,
See our friends, see the sights, feel alright.
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sabato 3 settembre 2005 - ore 21:51
New head on the radio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri pomeriggio alle 16 sono comparso per la seconda volta a Radio Sherwood con Lisa e Rosita. E’andata molto meglio,
meno tensione e più voglia di divertirsi; la prima scelta del sottoscritto è stata una b-side dei Radiohead, Killer Cars (è strano mettere su un brano del genere
in radio, ma anche Lisa alla fine è rimasta soddisfatta della scelta; carico come pezzo, ben si adatta ad una puntata pre-weekend), intanto ho comunicato anche la notizia del loro
blog, Deadairspace, e delle
incisioni per il prossimo loro album – esce nel 2006, come quello degli Strokes (era in scaletta la loro Someday).

Il gioco della cover è stato
decisamente simpatico, e quando via SMS un ascoltatore ha tirato ad indovinare (è Rettore? o Patty Pravo?) è stata l’apoteosi... Quando mi è scappato un suggerimento (Per un’ora d’amore è dei Matia Bazar) dando praticamente il
nome della cantante, altre risate... Dico, chi mai comprerebbe un disco di Antonella Elia, o della Clerici?
Per fortuna mi tratto bene quando giro in auto (The Velvet Underground and Nico), e la
richiesta che è stata fatta da un amico è stata esaudita nel corso del programma... Una Sunday Morning particolare quella di domani (Independent di Bologna, cui alla fine non presenzierò) per molti spritzini (e non). Peccato che i
Bloc Party non parteciperanno come previsto – abbiamo comunque trasmesso The Pioneers alla conclusione della puntata. Nonostante la comunicazione a gesti per via delle cuffie malfunzionanti, è andata
benone.
RADIOHEAD - KILLER CARS
Too hard on the brakes again,
What if these brakes just give in?
What if they don’t get outta the way?
What if there’s someone overtaking?
I’m going out for a little drive,
and it could be the last time I see you alive
There could be an idiot on the road,
The only kick in life is pumping that steel.
Lock me up in the back of the trunk,
packed with foam and blind drunk.
They won’t ever take me alive,
cause they all drive..
Don’t die on the motorway,
The moon would freeze, the plants would die,
I couldn’t cope if you crashed today,
All the things I forgot to say,
I’m going out for a little drive,
and it could be the last time I see you alive,
What if that car loses control
What if there’s someone overtaking.
Lock me up in the back of the trunk,
packed with foam and blind drunk.
They won’t ever take me alive,
cause they all drive...Killer Cars
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mercoledì 31 agosto 2005 - ore 18:31
Tongue-in-cheek moment
(categoria: " Riflessioni ")
Padova e autovelox: un binomio che è emerso
spesso sulle pagine dei giornali in questi ultimi mesi; un imprenditore di Albignasego è stato fotografato undici volte in un anno, un record ottenuto
sempre sullo
stesso tratto di tangenziale, e ha anche invitato altri automobilisti multati in quella zona a segnalare i loro casi e creare un comitato dei maximultati...
Più recente (è accaduto il 25 agosto) è il caso del masso di tre chili che è stato lanciato a Salboro, alle porte di Padova: tre vigili stavano sistemando lautovelox sotto un cavalcavia e il masso ha vistosamente ammaccato il loro bagagliaio. Le installazioni permanenti sono ventisette, sulla A4, sulla A13, a Cittadella, in via Po (Limena – Altichiero), Villa Del Conte, Borgoricco, Villanova di Camposampiero e in zona Guizza.
Un po di ironia...ecco cosa NON si deve dire se la Polizia vi ferma per eccesso di velocità o per stato di ubriachezza...
Scusi signor agente, volevo arrivare
prima che finisse la benzina...
Scusi, non riesco a prendere la mia patente. Mi
potrebbe reggere un attimo questa lattina di birra?
Mi scusi agente... non mi ero accorto
di avere il rileva autovelox spento. La
prossima volta andrò più piano, promesso.

Minchia, ma tu sei il tipo dei Village People?
Cazzo, la vostra macchina raggiunge i 220 se
siete riusciti a prendermi. Chi ve lha elaborata?
Ma proprio tutti posso fare i poliziotti?
Pensavo bisognasse avere una buona
condizione psico-fisica e non
una panza del genere...
Dai, pago la multa, non controllarmi il bagagliaio!

Non potrebbe soprassedere? In fondo... io
sono uno di quelli che vi pagano lo stipendio!
Perché mi hai fermato? Chiedo per essere
sicuro che almeno uno dei due lo sappia.
Io soffro di solitudine ed ero sulla terza
corsia da solo. Ho visto i fari di unauto
in lontananza... e allora ho cercato di
raggiungerla il più velocemente possibile
prima che mi venisse una crisi di pianto.
Che culo, è già il secondo! Anche il suo
collega mi aveva dato solo un avvertimento!
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domenica 28 agosto 2005 - ore 21:43
So we may be gorgeous, so we may be famous
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Anche questo mese di agosto si sta
concludendo; non molto felice sul versante ’atmosferico’, un po’ piatto per il resto. Si preme l’acceleratore per la conclusione della tesi, intanto ho avuto la chance di partecipare ad un programma radiofonico (Sound Check Revolution), come già ho accennato. Non solo con Molectra, ma anche con una mia ex compagna di corso,
Rosita, che si è già laureata (in Comunicazione d’impresa).
A settembre tornerò ad esaminare novità discografiche. Ce ne saranno molte
prima di Natale, come sempre accade, e ci sarà anche qualche titolo da evitare. Tanto per nominare dei candidati, avremo un best of di Anastacia dopo
soli tre dischi (ma ha senso?), uno dei Blink 182, uno di Piero Pelù solista – ma...ha sufficiente materiale per riempire un
’best’ o sarà una raccolta congiunta tipo Tuttomax di Max Pezzali?

Dopo lo
scempio di The Very Best of Sting and the Police di qualche anno fa, avremo Mark Knopfler e
Dire Straits in un solo CD antologico (con diverse assenze, compensate nella limited edition, con tanto di DVD). Interessante, invece, The Singles, la raccolta definitiva con i singoli dei New Order, da ’Ceremony’ a Waiting For The Sirens’ Call (ce ne sono state molte altre, di raccolte, ma questa ha la tracklist più curata).
Arriverà anche un best di John Lydon con Sex Pistols, P.I.L. e brani incisi in collaborazione con altri artisti, tipo Open up con i Leftfield – ma sarà strano ascoltare tante incarnazioni in un solo disco. Possono mancare
Battisti e
John Lennon? Nossignori, c’è posto per Le Avventure di Battisti e Mogol 2 (sequel della vendutissima tripla retrospettiva del 2004), e per un doppio CD dell’ex Beatle che prenderà il posto sia di ’John Lennon Collection’ che di Lennon Legend del 1998; e quali saranno le prossime mucche da mungere? Vedremo...
JAMES The Best Of, 1998 FontanaPropongo oggi un bel disco, di un gruppo pressoché
ignoto al pubblico italiano (ricordo uno o due loro videoclip risalenti a quando MTV arrivava via satellite o Diffusione Europea): i James. A causa di un’inadeguata promozione la loro musica è relegata ad una nicchia di ascoltatori, ma il loro
Best Of è un ottimo punto di
partenza, come il titolo suggerisce. Non è facilmente reperibile nei negozi, ma lo si trova su CDwow.
Primo episodio riassuntivo della carriera di Tim Booth e soci, seguito da una raccolta di B sides, un doppio album dal vivo e una recente Collection inglese che mescola successi a rari brani inclusi in album tributo e altre compilation ora non più sul mercato. I James hanno esordito negli anni Ottanta, ma dei primi album c’è una sola traccia relegata alla fine del CD (Hymn From a Village). Diciotto i singoli, presentati in ordine non cronologico; due inediti arricchiscono la scaletta, tra cui
Destiny Calling, segnalato pure nell’adesivo sul jewel box.

L’enfasi è sugli album incisi per la Fontana/Mercury Records (Gold Mother, Seven, Laid e Whiplash), che da una parte si inseriscono nel contesto britpop degli anni Novanta mentre dall’altra fanno propria la lezione di band come
U2, Smiths,
Simple Minds: questi i punti di riferimento più evidenti. Un disco solare come la copertina.
Brian Eno ha prodotto Laid e Whiplash ed è presente anche come autore di Tomorrow.
She’s a Star è l’hit single che gli U2 avrebbero scritto se non si fossero
impantanati nelle sperimentazioni (Zooropa, Pop); Waltzing Along e Say Something si memorizzano facilmente, e
Born Of Frustration richiama Don’t You della band di Kerr, mescolata ai Cure più radiofonici, senza però sembrare una fastidiosa imitazione. Da non perdere neanche Runaground, Lose Control, che abbraccia le sonorità ’baggy’ dell’inizio dei Novanta, e How Was It For You (vicina più al
Julian Cope di World Shut Your Mouth),
Seven e Sometimes. Buono anche il libretto, completo di note biografiche ed informazioni sulla carriera. Consigliato a chi se li è fatti sfuggire in questi anni.
JAMES – SHE’S A STAR
Whenever she’s feeling empty
Whenever she’s feeling insecure
Whenever her face is frozen
Unable to fake it anymore
Her shadow is always with her
Her shadow could always keep her small
So frightened that he won’t love her
She builds up a wall
Oh no, she knows where to hide in the dark
Oh no, she’s nowhere to hide in the dark
She’s a star
She’s a star
She’s been in disguise forever
She’s tried to disguise her stellar views
Much brighter than all this static
Now she’s coming through
Oh no, she knows where to hide in the dark
Oh no, she’s nowhere to hide in the dark
She’s a star
She’s a star
Don’t tell her to turn down
Put on your shades if you can’t see
Don’t tell her to turn down
Turn up the flame
She’s a star
She’s a star
It’s a long road, it’s a great cause
It’s a long road, it’s a good call
You got it, you got it
She’s a Star - JAMES
- THE BEST OF JAMES
- 1998 Mercury Records LTD, London
- 536 898-2
- Voto: 7/10
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martedì 23 agosto 2005 - ore 23:41
Feels like home...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Martedì sera
a casa, parte del solito gruppone del Banale si è avventurato in un
tour gastronomico; intanto, bentornato The Fly! Venerdì
26/8 sarò
ospite di Sound Check su Radio Sherwood, che vede tra i collaboratori la spritzina Molectra. Niente politica, nonostante la fama dellemittente, e buona musica. Si avvicina lIndependent di Bologna, che vedrà sul palco
Bloc Party, Bravery, i Queens of the Stone Age, Skin, Maximo Park (alcuni saranno in Italia per la
prima volta), i Subsonica e altri ancora; non sono
ancora sicuro di andarci. Ecco qui, intanto, il programma completo dellevento:
LINKPresto inizierà anche il tour nei negozi per
aggiornare infine la mia attrezzatura (ho bisogno di un sintetizzatore nuovo) e finora ho avuto modo di leggere schede solo su Internet. Mancano ormai solo
due mesi alla
consegna della mia tesi. Solo a me
non piace la nuova copertina dei Depeche Mode? Che i Cure abbiano fatto scuola? Cosa significa il fantoccio?

Spero di essere più presente su Spritz prossimamente, nel frattempo in sottofondo cè il cd dei
National, Alligator, che mi sta accompagnando da più di una settimana, insieme a diverse riscoperte (i Modest Mouse, i quattro dischi di
Nick Drake – tre album ufficiali, più la raccolta postuma di rarità Made To Love Magic – e ancora The Magnificent Tree degli Hooverphonic ed antologie dei James e di Randy Crawford.
Conto di
dedicare molto presto un post al libro desordio del romano Sciltian Gastaldi, promettente scrittore e giornalista free-lance autore di Angeli da unala soltanto, pubblicato da PeQuod... Conto di scrivere, tra poco, anche del più recente best-seller di Valerio Massimo Manfredi, Limpero dei draghi. A tutti gli affezionati, vecchi e nuovi, grazie per la pazienza; quando avrò
nuovi stimoli, tornerò a scrivere come prima.
DEPECHE MODE - PRECIOUS
Precious and fragile things
Need special handling
My God what have we done to You?
We always try to share
The tenderest of care
Now look what we have put You through
Things get damaged
Things get broken
I thought wed manage
But words left unspoken
Left us so brittle
There was so little left to give
Angels with silver wings
Shouldnt know suffering
I wish I could take the pain for you
If God has a master plan
That only He understands
I hope its your eyes Hes seeing through
Things get damaged
Things get broken
I thought wed manage
But words left unspoken
Left us so brittle
There was so little left to give
I pray you learn to trust
Have faith in both of us
And keep room in your hearts for two
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giovedì 18 agosto 2005 - ore 23:25
It's written on the skin
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Sono trascorsi già ventisei anni dal debutto degli
Echo and the Bunnymen, band di culto di Liverpool: nome che suona familiare
non solamente agli amanti dell'indie pop, ma anche alle molte persone che li hanno
scoperti grazie all'inclusione del brano 'The Killing Moon' nella colonna sonora di
Donnie Darko. Nel 2003, la Warner ha celebrato la band di Ian Mc Culloch e Will Sergeant con una serie di remasters, ricchi di materiale extra, e il prossimo 16 settembre arriva invece il nuovo album Siberia. Il 10 saranno ad Azzano Decimo (PN) per la Fiera della Musica, insieme ai Marlene Kuntz, proprio per presentare le nuove canzoni. Non tutti forse sanno che il
bizzarro nome della band deriva dalla drum machine (dai due membri fondatori chiamata Echo) con cui hanno inciso i primi provini; all'inizio, con loro c'era anche Julian Cope, che ha fondato successivamente i
Teardrop Explodes, prima di lanciare una carriera solista a dir poco 'idiosincratica' (e che i critici in più di un'occasione hanno
accostato a Syd Barrett)
Il video del loro singolo Bring On The Dancing Horses (dalla raccolta di successi Songs To Learn And Sing) è stato girato da Anton Corbjin, in seguito all'opera per i Depeche Mode e gli U2). Vado a ripescare un singolo che non è forse tra i più rappresentativi, ma che dimostra
quanto gli odierni Coldplay siano loro debitori. Dall'album del 1999 What Are You Going To Do With Your Life, uno dei migliori
lenti degli ultimi anni.
Per ulteriori
informazioni sul concerto:
LINK
ECHO AND THE BUNNYMEN - RUST
I wish that you were here
Down amongst the dust
I need someone to help me
Yeah I need something in these tears
Turning me to rust
I need someone to help me
Yeah I need someone to touch
Give me one more try
And I'll come flaking back to you
I wish that you were here
I wish that it was true
I can feel the stars shooting through my heart like rain
Leaving all the scars where the pleasure turns to pain
Point me in the light of a bright
And shining new direction
And then take me home again
Just when you thing it's over
Just when you think it's done
Out of every nowhere
You never see it come
I know the lines are showing
I can't keep them in
Like everybody's story
It's written on the skin
Give me one last try
And I'll make it up to you
Wish that you were here
Wish that I was true
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domenica 14 agosto 2005 - ore 23:42
Energie di una voce prigioniera
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Il 10 giugno la Warner Music ha pubblicato su compact disc per la prima volta Energie, storico album di
Giuni Russo; la Nar International invece si occuperà a settembre di un DVD catturato
dal vivo (Mediterranea) e della ristampa di A Casa Di Ida Rubinstein, un
disco raffinato in origine pubblicato per l’etichetta
L’Ottava di Franco Battiato. In anticipo sui tempi (Sarah Brightman, Andrea Bocelli, Emma Shapplin..) l’album rielabora
arie e
romanze di Bellini, Verdi e Donizetti, con la complicità del direttore d’orchestra Alessandro Nidi. Grande è l’
interesse che si sta risvegliando nei confronti dell’artista, anche se molti suoi album erano da lungo tempo introvabili (è stata organizzata anche una
petizione on line indirizzata alle case discografiche Warner e Sony) e intanto i negozi si sono riempiti di raccolte
confusionarie, non approvate né da Giuni Russo né da Maria Antonietta Sisini (Irradiazioni, i due cd di Voce che grida) e dei remake per la D.V. More Records.
Energie, anno 1981, contiene otto canzoni, sette delle quali vedono Franco Battiato, che intanto aveva
raccolto consensi da parte del grande pubblico abbracciando il pop dopo anni di
complessi lavori sperimentali, come
autore e produttore. Il disco è stato registrato negli studi di Alberto Radius, della Formula 3, presente anche come chitarrista, e annovera tra i musicisti anche Giusto Pio (al violino) e Paolo Donnarumma al basso. La nuova edizione in CD include
tre bonus tracks.
Ecco una pagina Web dove reperire snippets audio:
LINK
Lettera al Governatore della Libia è
già nota ai fan di Franco Battiato anche casuali, perché presente anche nel disco dal vivo
Giubbe Rosse (e nella più recente Platinum Collection). Il sole di Austerlitz rievoca culture mitteleuropee, con il suo ’rumore di cancelli che si aprivano da case neoclassiche’ e i campi d’artiglieria militare. Crisi metropolitana è un episodio new wave più ostico: un
arrangiamento non lontanissimo da ’Cuccurucù’ di Battiato lascia sfogare la cantante, che canta, grida e conclude con un’urlata citazione di ’O Sole Mio’ il suo disagio urbano. Si torna alla quiete con le memorie affettive di
Atmosfera; se amate Gli Uccelli di Battiato, non resterete indifferenti a L’addio, con le sue rievocazioni: ’da una crepa sulla porta ti spiavo nella stanza,
un profumo invase l’anima e una luce prese posto sulla cima delle Palme’ e poi ’con te dietro la finestra guardavamo le rondini sfrecciare in alto in verticale’. Giuni ironizza sulla sua incredibile
estensione (si avvicina alle
cinque ottave) in Una Vipera Sarò, quasi la sua risposta personale a ’Brava’, di Mina. Rispetto al vinile, due brani sono in ordine
rovesciato: L’attesa e Tappeto Volante.
Le canzoni che sono state
aggiunte alla scaletta sono il lato A del suo singolo di maggior successo, Un’estate al mare, il retro Bing Bang Being e un’Adeste Fideles registrata per un album natalizio. Il successo di
Un’estate al mare, completo del verso del gabbiano (inconfondibile), non era previsto, e presto Giuni Russo si ritrovò, suo malgrado, ad essere una gallina dalle uova d’oro della casa discografica di turno. Hit come ’Limonata cha cha cha’ e Alghero collidono con la sua volontà di proseguire un discorso originale, ricercato e non sempre adatto alle grandi platee. Il lato B è una filastrocca che lascia poco spazio a commenti: ’cosa credi che si ripeta la canzone, ma il denaro non mi ha, il denaro
non mi avrà’.

Nonostante l’emozione nella
riscoperta di questa interprete unica, faccio fatica a ringraziare la Warner per la riedizione. Se Giuni fosse viva, ci avrebbero mai pensato? Polemiche a parte, si tratta di un buon prodotto. La rimasterizzazione è però poco convincente: ci sono diversi drop-out, e più volte sembra di ascoltare un nastro col
Dolby B
inserito (tutto il fruscio è sparito, rendendo il suono poco naturale). Non mi pare ci siano errori di stampa nel libretto, che include pure un comunicato stampa di un entusiasta Franco Zanetti. Un piccolo capolavoro, che si offre anche come introduzione a Giuni Russo e al suo
talento, meglio di qualsiasi antologia.
La Warner Italy potrebbe riproporre prima o poi vecchi titoli di Umberto Tozzi (il doppio best del 2002 ha già una qualità del suono sorprendente), Enrico Ruggeri, Donatella Rettore, Gianni Togni, Ivan Cattaneo - i suoi dischi cantautorali, Urlo, Ivan il Terribile e Il cuore è nudo e i pesci cantano non sono più reperibili, e la raccolta che gli è stata dedicata è confusa e inadeguata. Energie è entrato anche nella classifica degli album più venduti in Italia, a
ventiquattro anni dalla prima pubblicazione. Che dire, se non è un bel risultato questo...
GIUNI RUSSO - IL SOLE DI AUSTERLITZ
Si udiva appena un suono di campane
Dei passi svelti sopra rami secchi
Rumori di cancelli che si aprivano
Di case neoclassiche
Esposte al sole di Austerlitz
Lascio i fuochi della battaglia
I campi di artiglieria militare
Parto senza salutare
E ritornando a casa dal lavoro
Ci colse in strada il suono della guerra
Rumore di persone che fuggivano
Da case neoclassiche
Nascoste al sole di Austerlitz
Lascio i fuochi della battaglia
I campi di artiglieria militare
Parto senza salutare
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sabato 13 agosto 2005 - ore 16:14
Lallegro tormentone
(categoria: " Musica e Canzoni ")
La canzone estiva, i motivi
da spiaggia, la cultura
vacanziera sono elementi ben radicati negli usi e costumi degli italiani. Una colonna sonora precisa, pensata e confezionata per la stagione calda, inizia a delinearsi dai primi
anni Sessanta, con autori, cantanti e canzoni che accompagneranno grandi e piccoli fatti della società italiana. Forse da qualche anno a questa parte
non esiste più ununica canzone che
predomini monopolizzando le radio. Enzo Gentile ha da poco ritirato il
Premio Lunezia per il libro Legata a un granello di sabbia, prima ricerca in Italia sul fenomeno della canzone balneare.
Duecento pagine, incluso un inserto
a colori con le copertine più rievocative (Abbronzatissima e Sei diventata nera, hit di Edoardo Vianello, Piero Focaccia, Mina, fino ai Righeira, Una rotonda sul mare di Fred Bongusto e Spiagge di Fiorello); la prefazione è di Gianni Mura e ci sono interessanti contributi di Gino Paoli, Ricky Gianco, Caterina Caselli e Renzo Arbore.

Il viaggio nella memoria è disegnato attraverso il Cantagiro, il
Festivalbar e Un disco per lestate, e i juke box... Lenfasi è sugli anni Sessanta; prezioso il contributo di Vianello, che da una parte valuta positivamente il suo lavoro, e dallaltra racconta che la sua casa discografica lo sopportava a fatica.
Racconta Morgan dei Bluvertigo: Negli
anni Sessanta, tanto più i brani sembrano frivoli e leggeri, quando più si afferma una scuola di arrangiatori e di musicisti di primissimo ordine che
passano da cosiddetti
motivetti leggeri a colonne sonore per il cinema e ai primi cantautori: si sentono orchestre che suonano con una
raffinatezza senza pari in dischi rincorsi da collezionisti, con un gusto stylish ripreso da molti gruppi in questi ultimi otto-dieci anni. Io dalla riscoperta di quei brani sono rimasto
abbagliato, completamente
conquistato. Bene.

Si scopre inoltre come sono nati i fortunatissimi LP di cover anni Sessanta del cantautore bergamasco
Ivan Cattaneo. Franco Zanetti spiega: Ivan stava pensando ad un nuovo disco: gli parlai di quel repertorio, facendogli ascoltare una trentina di pezzi, i più famosi. Il proposito era di scherzare, prendere in giro unepoca, con un po di trasgressione che stava nel suo dna. Tutto fu realizzato in
assoluta economia, quasi un
disco casalingo. Lui studiò la copertina, scelse le canzoni, i suoni e il botto fu tale da inchiodarlo per sempre a quel lavoro. 2060 Italian Graffiati è stato un cover album di enorme successo, così come
Bandiera Gialla, pubblicato in contemporanea con linaugurazione dellomonimo
locale di Bibi Ballandi a
Rimini. Le vendite dei
due dischi superano il milione e mezzo di copie; in seguito, i discografici iniziano a sfruttare i cataloghi e a riproporre gli interpreti originali...
Particolarmente interessante è lultimo
capitolo, Tanti buoni motivi per lestate –> Guida alle canzoni estive della nostra storia, con un elenco, in ordine alfabetico, di
schegge, di vampate di calore che toccano in ugual misura lepidermide e lanima. Un riepilogo
meditato, con motivi indelebili come Acqua azzurra acqua chiara, Andamento lento, Bollicine di Vasco Rossi, 50 Special dei Lunapop; Con te sulla spiaggia di Nico Fidenco, Gloria di Umberto Tozzi, che ha
spopolato anche allestero (merito anche di Laura Branigan), Kalimba de Luna, Kobra della Rettore, Mare Mare di Carboni, Onda su onda, Piccola Katy dei Pooh, Sotto questo sole di Baccini e i Ladri di Biciclette, Una zebra a pois e Unestate al mare.
PAOLO CONTE - ONDA SU ONDA
Che notte buia che cè...povero me, povero me...
che acqua gelida qua, nessuno più mi salverà...
son caduto dalla nave son caduto
mentre a bordo cera il ballo...
Onda su onda, il mare mi porterà
alla deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva
onda su onda, mi sto allontanando ormai
la nave è una lucciola persa nel blu
mai più mi salverò...
Sara, ti sei accorta?
Stai già danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Stupenda lisola è...il clima è dolce intorno a me,
ci sono palme e bambù...è un luogo pieno di virtù
steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso
guardo in faccia il paradiso...
Onda su onda, il mar mi ha portato qui:
ritmi, canzoni, donne di sogno, banane, lamponi...
onda su onda, mi sono ambientato ormai
il naufragio mi ha dato la felicità
che tu non mi sai dar...
Sara, ti sei accorta?
Tu stai danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Onda su onda..
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mercoledì 10 agosto 2005 - ore 17:10
Just keep walking!
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Sono passati ormai otto anni dall’ultimo album degli INXS e dalla scomparsa del cantante Michael Hutchence, e si torna a parlare della rock band australiana, emersa negli anni 80, a causa di un reality show della CBS, di dubbio gusto, con il quale si sta cercando un nuovo vocalist (che inciderà un CD per la Epic - Sony). Già Terence Trent D’Arby, un cantautore di gran talento ma molto lontano dallo stile di Michael, e Jon Stevens hanno accompagnato la band in concerto. Oltre ad un album postumo del solo Hutchence (dove si può reperire anche una collaborazione con Bono...) negli ultimi anni sono uscite diverse antologie: negli States la Rhino ha pubblicato ’Shine like it does’ (doppio cd) e un best of più succinto con due canzoni inedite, le stesse incluse nella raccolta europea Definitive INXS.
The Years 1979 1997, cofanetto preso in considerazione in questo post, è l’unica retrospettiva su cui valga la pena interessarsi.
Uno dei titoli di punta del catalogo Sound and Vision Deluxe della Universal Music, The Years organizza tutti (ma proprio tutti) i
successi della band in ordine
cronologico, dal primo singolo Just Keep Walking (riproposto in veste dance pochi anni fa, con il titolo I’m So Crazy) ai tre brani da ’Elegantly Wasted’ del 1997. Il libretto, completo di informazioni sulle selezioni musicali e sui dieci
videoclip inclusi nel DVD (altro non è che un assaggio del più sostanzioso I’m Only Looking) ha note di Andrew Farriss, tastierista e coautore di tutte le canzoni, del bassista Garry Gary Beers, di Jon e Tim Farriss e del sassofonista (e chitarrista) Kirk Pengilly. Le tracce sono state ben rimasterizzate da
Don Bartley.

Il primo CD include canzoni incise dal 1980 al 1987, da ogni loro album (The Loved One è nella versione originale, sarà poi reincisa per l’album Kick). The One Thing, Don’t Change e To Look At You sono i brani più rappresentativi del terzo ’Shabooh Shoobah’, primo ad essere distribuito in America; Original Sin è prodotta da Nile Rodgers degli Chic, e I Send A Message assomiglia nello stile a Material Girl di Madonna. Listen Like Thieves (What You Need, il singolo apripista, ha impressionato anche Mick Jagger!) ha spianato la strada al successo mondiale di Kick, con una pletora di grandi singoli come Need You Tonight, onnipresente in ogni retrospettiva anni Ottanta che si rispetti (e presente nella colonna sonora de Le Ragazze del Coyote Ugly), New Sensation, Never Tear Us Apart (di cui sono state realizzate diverse cover, da Tom Jones alla replica nota per nota di Joe Cocker) e Mystify. C’è anche la title track, un ponte tra gli Stones e i primi Supergrass, con tanto di sezione fiati.
Altri dieci anni di musica ci aspettano nel secondo cd; parte con X, album che ha deluso le aspettative dopo tanta attesa (alcune canzoni, tra cui ’Suicide Blonde’, tentano di ripetere la magia di
Need You Tonight; spicca la ballad By My Side). In scaletta c’è anche un estratto da Live Baby Live, collage di esibizioni dal vivo catturate dall’ultimo tour; la presenza dell’inedito Shining Star rende del tutto superfluo l’acquisto del cd citato (è meglio puntare sul DVD). L’ambizioso Welcome To Wherever You Are del 1992 rivede Mark Opitz alla produzione dopo molti anni; influenzato da ’Achtung Baby’ degli U2, purtroppo non ottiene i risultati di vendita di Kick; emerge Taste It, con un video controverso. The Years offre però ben cinque brani dall’album, da tempo fuori catalogo in Italia (ma negli Stati Uniti la ristampa Rhino comprende anche le B-sides dei singoli come bonus tracks) e ci sono
tre brani da "Full Moon, Dirty Hearts".

La popolarità della band si è un po’ appannata, eppure non riesce difficile rivalutare, col senno di poi, The Gift, Time e il duetto con Ray Charles in Please (You Got That...). Segue un lungo silenzio, durante il quale la stampa si occupa più dei numerosi flirt del cantante (da Kylie Minogue a Helena Christensen fino a Paula Yates). In Elegantly Wasted riemerge l’energia sopita nelle prove più recenti, e tornano certe
inclinazioni funky in Searching. Due gli inediti: Salvation Jane appartiene alle sessioni di X, Tight a quelle di Welcome To Wherever You Are. Buona ma non proprio spettacolare la qualità del DVD che in poco più di 40 minuti mostra quanti progressi il gruppo ha fatto, dal low-cost Just Keep Walking a The Gift. Band sottovalutata, gli INXS hanno miscelato il rock più ’sanguigno’ al pop che invadeva MTV e le classifiche del tempo; quando gli altri si ispiravano a Bowie e ai Roxy Music,
Michael Hutchence in mente aveva Mick Jagger... La sua voce, le sue movenze e una
carica da vero ’animale da palcoscenico’, saranno mai rimpiazzate dal vincitore di un reality? Meglio ricordarli così, nelle quarantuno tracce di The Years. Attenzione ai prezzi: si va dai
23 euro di CDWow.com ai 40 di Ricordi.
INXS - ORIGINAL SIN
You might know of the original sin
And you might know how to play with fire
But did you know of the murder committed
In the name of love, yeah
You thought what a pity
Dream on white boy
Dream on black girl
And wake up to a brand new day
To find your dreams have washed away
There was a time when I did not care
And there was a time when the facts did stare
There is a dream and it’s held by many
Well I’m sure you had to see
It’s open arms
Dream on white boy
Dream on black girl
And wake up to a brand new day
Dream on black boy
Dream on white girl
Then wake up to a brand new day
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