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ho visto tante cose...quella più bella il viso di mia figlia appena nata..una sensazzione unica, indescrivibile....

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il mio numero UNO!!!



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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

“Addio” è una parola immensa e difficile, a volte la diciamo per necessità e forse non badiamo tanto ad essa e non pensiamo alla sua potenza, ma quando è il cuore a suggerire questa parola e la mente a comporla, quando le lacrime bagnano le labbra di chi la pronuncia e serra quelle di chi la riceve, quando un attimo diventa una vita...
in quel momento in quei pochi secondi necessari alla pronuncia,capiamo la vera natura di questa parola.
Non usate questa parola senza la mente, non usate questa parola senza il cuore !
Ora provate a sostituire in lettere “addio” in “ti amo”.






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venerdì 17 marzo 2006 - ore 13:30


Alla vita -Nazim Hikmet
(categoria: " Poesia ")


La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.


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martedì 14 marzo 2006 - ore 11:45


piscologia
(categoria: " Amore & Eros ")


La chimica che seduce

Per conquistare l’anima gemella, poesie, fiori, regali e abbigliamento sexy, sono un corollario della potente azione di piccole e poco seducenti molecole, che si aggirano nei meandri del cervello, scompigliando animi e corpi. Ginocchia che tremano, mani che sudano, vuoto nello stomaco, balbettio, batticuore, sono opera di una manciata di neurotrasmettitori (molecole che trasportano il messaggio da un neurone all’altro) e ormoni; una sorta di pozione d’amore, che una volta messa in circolo induce i sintomi tipici di una piacevole esperienza chiamata innamoramento.

Drogati d’amore
La tempesta che si agita nel cervello di trepidanti innamorati è causata sostanzialmente da una molecola, la feniletilamina (PEA), costantemente prodotta dall’organismo, che in elevate concentrazioni può indurre gli stessi effetti dalle amfetamine (entrambe agiscono sugli stessi recettori).
La sua azione, con un meccanismo ancora non noto, ha come principale effetto il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore, la cui attività è strettamente legata ad una rete di neuroni che genera sensazioni piacevoli in seguito a comportamenti che soddisfano stimoli come fame, sete, desiderio sessuale. Grazie a questo meccanismo, secondo la teoria dell’apprendimento, nel sistema nervoso rimane impresso il ricordo di un’esperienza positiva. Nel caso dell’innamoramento è l’associazione tra “incontro” e “piacere” che spinge il soggetto a ripetere lo stimolo che l’ha determinata, cioè entrare nuovamente in contatto con la persona responsabile dell’iniziale rilascio di feniletilamina.
Allo stato di benessere determinato dalla dopamina si aggiunge un’agitazione generale determinata dalla noradrenalina, molecola diffusa nel sistema nervoso, in particolare nell’ipotalamo e nel sistema limbico, con un duplice ruolo.
Come neurotrasmettitore provoca eccitazione, euforia ed entusiasmo, riduce l’appetito perché mangiare sottrarrebbe tempo per stare con la persona amata. Infine promuove la contrazione delle vene degli organi sessuali trattiene il sangue mantenendo a lungo l’erezione.
Come ormone regola la produzione di adrenalina; nell’esperienza amorosa ne induce il rilascio con conseguente aumento del battito cardiaco, della respirazione e della pressione sanguigna, da cui ha origine il rossore del viso.

C’è un ormone che dice stop all’uomo
La componente emotiva dell’innamoramento è legata ad un altro ormone, l’ossitocina; prodotto dall’ipotalamo, induce le contrazioni muscolari importanti durante il parto, per spingere il bambino fuori dall’utero, e durante l’allattamento, per convogliare il latte in dotti più ampi e facilitare le poppate del bambino. Viene anche chiamato "ormone dell’amore" in quanto promuove il comportamento materno, stimolando l’affettività e la voglia di prendersi cura del bambino. Questo ruolo agisce anche nell’ambito della coppia rafforzando l’attaccamento emotivo e potenziando meccanismi della memoria che fissano ricordi emotivi. L’ossitocina partecipa, a diversi livelli, alla risposta sessuale facilitando comportamenti che invitano all’incontro sessuale, durante il quale viene ulteriormente rilasciata inducendo risposte orgasmiche tramite l’attivazione dei centri limbici e vegetativi. Nel partner maschile inoltre, è responsabile del periodo refrattario che segue l’eiaculazione, durante il quale l’elevato livello di ormone nel sangue ha una effetto opposto, cioè inibisce l’eccitazione, con effetti benefici, però, sulla fase REM del sonno che segue.

Monogami per natura?
Una volta individuato l’oggetto d’amore, la tendenza è di tenerselo ben stretto concentrando su di esso le proprie cure amorose. Anche se ciò non sempre corrisponde alla realtà, esiste una componente biologica che spinge questo atteggiamento: la catena di reazioni innescata dalla PEA, tra le altre cose, determina il rilascio di vasopressina, ormone responsabile di un’aggressività che si manifesta, soprattutto nel maschio, con il controllo e la protezione della femmina in termini di territorialità per evitare che incontri altri maschi. Questo accade in generale nei Mammiferi, in realtà negli umani i livelli di vasopressina sono più bassi di quanto necessario per essere completamente monogami.

La crisi del 4° anno
Tutto ciò non dura in eterno. Molti ricercatori concordano nel limitare il periodo di innamoramento a 18 mesi con un termine massimo di 4 anni. Il cambiamento si verifica perché il cervello si abitua, si assuefa come ad una droga, all’effetto delle "molecole dell’amore", diviene tollerante alla loro azione. Ciò non significa che terminata la tempesta chimica la relazione sentimentale va in scadenza; in questa fase semplicemente si trasforma in ciò che gli antropologi definiscono "attaccamento" e, a livello del sistema nervoso, si assiste alla produzione di endorfine, una classe di molecole, simili per la struttura alla morfina, con azione analgesica, che hanno effetto calmante, rilassante.

Prima il corpo, poi la mente
Parlando dell’innamoramento si possono prendere parecchie strade differenti. Tutte, prima o poi, tendono però a mettere in secondo piano l’aspetto fisico dell’emozione: "Non è solo che lui (lei) mi fa battere il cuore ma…". Il fatto è che invece l’innamoramento, il desiderio o come lo si voglia chiamare è proprio solo quello. Certamente non solo il batticuore, ma la serie completa delle reazioni "fisiche" che si è soliti etichettare come le manifestazioni dell’emozione (quindi non soltanto del desiderio). Insomma, secondo il senso comune, esiste prima un’idea, una rappresentazione dalla quale nasce l’emozione puramente intellettuale e poi scatterebbero le manifestazioni fisiche. Sembra sensato, almeno a prima vista, ma non sembrò così a uno dei più geniali psicologi statunitensi: William James, che già alla fine del secolo scorso aveva messo a punto la cosiddetta teoria periferica delle emozioni.

Cuore, muscoli, respiro…
In realtà la parte intellettuale dell’emozione non esiste, o meglio non esiste se non come coscienza del fatto che si stanno sperimentando dei fenomeni fisici. In altre parole, per restare al colpo di fulmine, la dinamica sarebbe questa: si vede la persona, il polso accelera, le mani sudano, il respiro si fa corto ed è impossibile o quasi spiccicare parola, ci si accorge di quanto avviene al corpo e si conclude, quindi dopo e a causa dei fenomeni fisici, che si è innamorati.
La cosa effettivamente lasciò perplessi i contemporanei di James, e le obiezioni non mancarono di certo. Per esempio, il fatto che fosse comunque possibile ricordare un’emozione e, sostenevano questi critici, riviverla. Vero rispondeva lo psicologo, ma questa rievocazione, se era davvero emotiva non poteva prescindere dal ritorno del corredo di "sintomi" concreti. Un’altra conferma, secondo James, veniva anche dal fatto che in tutte le emozioni, per esempio l’ira o la tristezza, il perseverare delle manifestazioni esteriori rinforza l’emozione stessa: "ogni singhiozzo ne richiama un altro più forte" scriveva, così come, in un attacco d’ira, alzare volontariamente ancor più la voce rinforza l’arrabbiatura. Di converso, notava ancora James, gli episodi di depressione e malinconia vengono rinforzati da un’attitudine fisica rinunciataria (spalle piegate, muscoli rilassati, respiro contratto), ma basta raddrizzare la schiena, espandere il torace ed è difficile che non cambi qualcosa anche nell’assetto emotivo. Sembra troppo facile? Eppure funziona così buona parte della psicoterapia, senza contare i validati studi scientifici che provano come chi fa attività fisica-sportiva sia meno soggetto alla depressione.


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lunedì 13 marzo 2006 - ore 13:50


Non svegliarti "Guido Atzori"
(categoria: " Poesia ")


Busserò ai tuoi sogni
e chiederò
di entrare in punta di piedi.
Non svegliarti…
continua il placido sonno
non impedire
che possa accarezzare i tuoi pensieri.
Coglierò per te
nel giardino senza tempo
cesti di rose
sbocciate a nuova vita
con profumi inebrianti.
Lasciami sfiorare
i tasti del tuo cuore
per accordarli alla musica
che diffonde seducenti note
nello spazio immenso.
Dipingerò cieli azzurri
e tra verdi boschi
cascate d’acqua limpida
che fascia il tuo corpo
e lava l’anima mia.
Mi accendo alla tua fonte
mentre il tepore del sole scioglie
l’ultimo freddo legame
che ci stringe alla realtà.
Affascinato di te...
nella quiete del tuo respiro
m’avvolgo nell’attesa
che le corde del desiderio
vibrino all’infinito
e siano preludio all’amore
che bramo
anche nella disperazione
di un sogno.


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mercoledì 8 marzo 2006 - ore 09:30


festa della donna
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’origine della festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu’ proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita.
L’8 marzo assunse col tempo un’importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
L’8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.


Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra.
Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.


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mercoledì 8 marzo 2006 - ore 09:26


lo scorpione
(categoria: " Amore & Eros ")


Caratteristiche del segno

Segno d’acqua, governato da Marte e Plutone. I suoi mille contrasti ne arricchiscono il fascino. Possiede una memoria da elefante e uno spirito di vendetta talmente sviluppato da scoraggiare ogni nemico. Adora le discussioni intelligenti, in cui dare sfogo al suo animo appassionato, coraggioso e... prepotente. Contraddittorio, complicato, sensibilissimo, prevaricatore, possessivo: nessuno può dire di conoscerlo a fondo, ne lui pretende di essere capito. Esige solo amore sincero, per vivere giorni paradisiaci e anche a condizione, qualche volta, di visitare le profondità dell’inferno.
L’intensità e la passione degli scorpioni li rendono partner davvero indimenticabili. Affrontano con seria considerazione le questioni d’amore e talvolta si lasciano prendere dalla gelosia. La loro innata tendenza alla riservatezza rende talvolta difficile per loro confrontarsi e spiegarsi nei problemi d’amore. Quando sono coinvolti in una relazione, liberano tutta la loro passionalità e sono pronti a riversare nel rapporto tutte le loro energie.

Lo Scorpione ha un temperamento stravagante, individualista, combattivo; è geloso e possessivo, dotato di un’intelligenza profonda ed è mosso da una costante ansia di trasformazione e miglioramento. All’apparenza i tipi Scorpione sono freddi e chiusi, ma la riservatezza è un modo per nascondere il loro ricco mondo interiore. Sono molto suscettibili e talvolta scambiano per provocazione anche le semplici divergenze. Sono ovviamente persone ricche di molti pregi, dotati di una forza d’animo eccezionale, una visione anticonformista della vita, ambizione e gran senso di responsabilità nei confronti degli altri.
Il segno dello Scorpione è attratto dalle atmosfere esotiche e dai luoghi misteriosi. Lo Scorpione ama viaggiare in solitudine per poter rigenerarsi a livello mentale e spirituale, trascorrendo giornate intere in meditazione e relax. Questo segno acquisisce sempre un arricchimento interiore dai viaggi intrapresi. A volte lo Scorpione ha bisogno anche di emozioni forti e trasgressive. Le mete consigliate: il deserto, per la meditazione e il relax, il Marocco, l’Olanda e tutti i paesi un pò intriganti e trasgressivi.

Lo Scorpione in campo affettivo è severo fino a diventare crudele, soprattutto verso se stesso. Non riesce a misurare e controllare i suoi sentimenti perchè gode di una passionalità estrema. Il nativo del segno dello Scorpione si irrita solo di fronte all’indifferenza. La gelosia in questo segno è molto forte, nasce più che altro dal fatto che il partner abbia tramato qualcosa alle sue spalle, questo lo può rendere anche violento. Il dolore e il piacere, il negativo e il positivo per lo Scorpione sono eternamente insieme. Lo Scorpione è spinto a conoscere e a superare i propri limiti e spesso fa giochetti che spingono il partner, che non è Scorpione, ad abbandonarlo per incomprensione. La particolarità più importante nei rapporti con lo Scorpione è la drammaticità nella sessualità e nell’erotismo. Il nativo di questo segno può cambiare spesso partner o al contrario di questo può limitare e talvolta eliminare il proprio bisogno di sesso. Non si può dire dello Scorpione che sia fedele o traditore, in pratica non mente e non fa mai niente contro la propria natura.


lo scorpione le affinità con gli altri segni

Le intese piu’ profonde nascono con il Cancro e i Pesci. Mentre con il Toro possono nascere grandi passioni e profonde intese durature nel tempo. Con la Vergine, Capricorno, lo Scorpione ha una buona intesa soprattutto sul piano della collaborazione, avendo entrambi stima reciproca. Molto difficile il rapporto con il Sagittario spesso è solo attrazione che finisce non appena lo scorpione cerca di approfondire con la sua sensibilità il rapporto. Possibilità di rapporto con la Bilancia, mentre con il Leone e l’Acquario per via dei caratteri ostinati e polemici, l’intesa è quasi nulla, ma ciò vale anche con l’Ariete e i Gemelli troppo estranei al modo dello Scorpione.




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martedì 7 marzo 2006 - ore 09:14


Com’è Straordinaria La Vita "Dolcenera"
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Ci sono momenti che passano in fretta
e il tempo che vola sa di sigaretta
Ci sono momenti che pensi alla vita
ed altri in cui credi che è proprio finita
E ti viene da vivere
e ti viene da piangere
e ti viene da prendere un treno
andare affanculo e lasciare tutto com’è
Che qui non è facile
e ti senti fragile
eh qui dove tutto quello che conta è quello che senti
e sentire com’è, sentire com’è…
Com’è straordinaria la vita
com’è, coi suoi segreti, i sorrisi, gli inganni
Com’è straordinaria la vita
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno
Com’è straordinaria la vita
che non si ferma mai
si! Non si ferma mai!
E ti viene da vivere
e ti viene da credere
e ti viene da provarci ancora
continuare a lottare e dare il meglio di te
Che qui non è facile
e ti senti fragile
eh qui dove tutto quello che conta è quello che senti
e sentire com’è, sentire com’è…
Com’è straordinaria la vita
com’è che ti fa credere, amare e gridare
Com’è straordinaria la vita
che non si ferma mai
si! Non si ferma mai!
Eh eh eh
eh eh eh
Com’è straordinaria la vita
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno
Com’è straordinaria la vita
che non si ferma mai
si! Non si ferma mai!
E mi viene da ridere
e mi viene da vivere!


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lunedì 6 marzo 2006 - ore 13:09


umore nero
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’umore nero lo si può combattere, nei casi più lievi, a tavola e stando all’aria aperta sotto il sole. Cominciamo con il sole! Stare troppe ore dentro casa, in ufficio, al chiuso lontano dalla luce solare causa una forte produzione di un ormone, la melatonina. Questa è responsabile di sintomi di depressione e di stanchezza profonda, ma anche di alterazione nel comportamento alimentare e del sonno. Consiglio di vivere almeno due ore al giorno alla luce diretta del sole. Così facendo la concentrazione della melatonina nel sangue si riduce, migliorando il tono dell’umore e del sonno. Avere molta melatonina nel sangue porta alla fame di dolci. Tre sono i comportamenti alimentari sbagliati nel depresso e nell’ansioso insicuro. Voracità: mangiare tutto in breve tempo. Spiluzzicare di continuo cibo ad ogni ora. Infine il rifiuto del cibo a causa di una netta perdita di appetito. Insomma quando manca l’amore, l’autostima o c’è depressione, tristezza di vita, insoddisfazione nel vivere o si mangia troppo o si smette di mangiare. Migliaia di aretini soffrono del più diffuso errore alimentare, il «bing eating disorder» che significa continue abbuffate, in particolare alla sera dopo il lavoro. Si va dai dietologi per una dieta ma il problema non è il cibo, è dentro di loro. La dieta vera è imparare a mangiare, la dieta la si fa prima nella testa e poi a tavola. Con il cibo si può avere un corpo nuovo, una mente nuova. Col cibo ci si può curare.


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giovedì 2 marzo 2006 - ore 12:17


proverbi
(categoria: " Riflessioni ")


Non avere giumenti, non avere servi, non avere compagni, ma porta sempre con te in una borsa tutto ciò che possiedi. Mangia con essa al fianco, dormi con essa al fianco, lavati con essa al fianco e in quella borsa che tieni legata al tuo braccio troverai sempre la tua anima.

La morte e la vita, la gloria e l’oscurità, il dolore e il piacere, la ricchezza e la povertà, toccano in eguale misura i buoni e i cattivi perciò non sono né beni né mali.

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martedì 28 febbraio 2006 - ore 14:04


la mia sera di Pascoli
(categoria: " Poesia ")


La mia sera
Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!Si
devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.
È, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube del giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Né io... e che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don... Don... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era...
sentivo mia madre... poi nulla.. sul far della sera.


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venerdì 24 febbraio 2006 - ore 11:29


Umanità
(categoria: " Poesia ")


Le generazioni degli uomini sono come le onde del mare. Ogni onda è se stessa, la prima non è la seconda, la seconda non è la terza. Ma tutte fanno parte della stessa acqua. Così è per l’uomo. Io, che vivo oggi, sono una parte dell’umanità, della materia del cielo e della terra. Anche il mio antenato fu una parte dell’umanità, della materia del cielo e della terra. Ora egli non è più. Ma gli elementi restano. Egli, come me, servì per comporre e accrescere il grande mare della vita.

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