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Charles Baudelaire
L’uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!










Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino.
[Charles Baudelaire]






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sabato 21 luglio 2007 - ore 18:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi bella immersione sul relitto dell’Evdokia II




e domani bis...



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venerdì 20 luglio 2007 - ore 22:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ok combinato!
domani e domenica immersioni su relitto e poi lunedì si parte con questo 40 piedi ... a dare una mano


destinazione CROAZIA

ci si vede tra 3 settimane

posso ospitare gratis una persona
(tra i conoscenti ovviamente) anche a rotazione
fatevi vivi presto

ciaoooo



ROMA (Reuters) - Cresce nel 2007 la domanda di laureati da parte delle imprese italiane, che entro l’anno avranno riservato 75.000 posti di lavoro a chi ha in mano il titolo di "dottore", una cifra mai così alta dal 2001.

Pubblicità
Lo riferisce in una nota Unioncamere, che insieme al ministero del Lavoro ha commissionato una ricerca da cui è emerso che il 9% dei posti di lavoro messi a disposizione nel 2007 sarà riservato ai laureati, per il 61,6% dei quali è pronto un contratto a tempo indeterminato.

Tra i più ricercati, i laureati in economia e commercio: per loro quest’anno ci saranno 24.000 scrivanie, con un incremento di circa 4.500 unità rispetto al 2006. Seguono ingegneria elettronica e dell’informazione -- 9.000, con 2.200 assunzioni in più -- che conquista il secondo posto, superando le lauree con indirizzo sanitario e paramedico (6.900).

Laurea breve, tradizionale, specialistica? Agli occhi degli imprenditori sembra riscontrare maggiore successo la laurea specialistica quinquennale, preferita nel 48,3% dei casi, contro il 16,3% della laurea breve, ovvero triennale.

La domanda di laureati è più consistente nelle regioni del Nord-ovest e del Centro (12,2% e 10,2% del totale) , e leggermente inferiore alla richiesta al Nord-est (8%, mentre al Sud la domanda di dottori ammonta al 5,5% del totale di posti di lavoro.

L’aumento della richiesta di laureati si deve per l’85% al settore dei servizi, dove i "dottori" sono l’11% del totale degli assunti del settore. Meno consistente la richiesta da parte dell’industria, che quest’anno assorbirà 19.000 dottori a fronte dei 17.000 circa del 2006.

Non tutti i laureati assunti nel 2007 sono però alle prime esperienze: tra i posti di lavoro messi a disposizione, il 64,7% è riservato da chi viene da un altro impiego.

Clima di ottimismo infine anche per i diplomati, per i quali la domanda nel 2007 supererà le 293.000 unità, contro le 235.000 del 2006, pari al 34,9% dei posti di lavoro messi a disposizione dal settore privato.




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giovedì 19 luglio 2007 - ore 01:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pubblicità progresso

venerdì dalle 19.30 in poi HAPPY HOUR dall’enoteca Eno’s del mio amico TARCI in centro a Maserà (sulla sx venendo da PD sulla statale)
passate che merita !

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mercoledì 18 luglio 2007 - ore 19:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")







Da Kiev notizie contrastanti: 55 in ospedale per intossicazione e ustioni. Il ministro Kusmuk: "Nessuna minaccia"
Alte concentrazioni di anidride fosforosa in diversi villaggi. Vietato il consumo di carne e verdure dell’orto
Ucraina, cresce l’allarme per la nube tossica
Ma le autorità cercano di rassicurare
L’incidente forse dovuto al cattivo stato dei binari e dei vagoni-cisterna
L’Ue pronta a intervenire con aiuti sul campo. Finora nessuna richiesta ufficiale


Pompieri sul luogo dell’incidente
KIEV - Decine di persone sono state ricoverate in ospedale in Ucraina con sintomi di intossicazione alle vie respiratorie e ustioni mentre cresce l’allarme dopo il deragliamento di un treno carico di fosforo giallo liquido, che si è incendiato e ha fatto fuoriuscire un’enorme nube tossica sui cieli della regione di Leopoli. Almeno 55 i pazienti che hanno chiesto assistenza medica nella sola giornata di oggi, di cui 19 bambini: non sarebbero, però, in pericolo di vita. Le autorità cercano di mantenere la calma e rassicurare la popolazione, ma la paura di una nuova Chernobyl non cessa.

Il vice primo ministro Aleksander Kuzmuk ha assicurato che non c’è alcuna minaccia immediata per la vita e la salute della popolazione nella regione di Leopoli e i dirigenti del dicastero per le situazioni di emergenza hanno invitato i mass media ucraini a non "diffondere voci incontrollate che non corrispondono alla realtà" e ipotesi su un grosso inquinamento ambientale.

Eppure, sempre da Kiev arrivano notizie contraddittorie. Il ministero per la protezione ambientale ha riferito che la concentrazione di anidride fosforosa nell’aria di alcuni villaggi della regione di Leopoli, Angelivka e Lesnoye, è di 3,5 milligrammi per metro cubo, contro un livello di norma di 0,15 milligrammi per metro cubo. I tassi di contaminazione nel suolo e nell’acqua non sono invece ancora stati rilevati. Agli abitanti della zona è stato proibito di mangiare carni del proprio bestiame e verdure dell’orto.

Complessivamente sono state evacuate 1.093 persone.
Per quanto riguarda le cause del deragliamento, tra le ipotesi formulate dagli investigatori c’è il cattivo stato dei binari e quello dei carri-cisterna che trasportavano il fosforo, da cui sarebbero fuoriuscite 400 tonnellate di materiale.

Ieri lo stesso Kuzmuk, che guida la commissione d’inchiesta sull’episodio, aveva sostenuto che "l’incidente avrebbe potuto ripetere il disastro di Chernobyl", quando nel 1986 esplose un reattore di quella centrale nucleare.

Il fosforo giallo, utilizzato per la fertilizzazione e gli esplosivi, è ritenuto una sostanza tossica di prima categoria e può avere effetti letali in una concentrazione di un decimo di grammo. Si incendia facilmente producendo un gas tossico, intacca le ossa umane e il cervello e può produrre necrosi del fegato.

L’Unione europea è pronta ad offrire assistenza - da ospedali da campo alla gestione dell’evacuazione degli abitanti dalle zone a rischio - all’Ucraina, se riceverà una richiesta in tal senso, che finora non è arrivata. E sta monitorando lo spostamento della nube tossica, che potrebbe toccare anche altri paesi limitrofi.

(18 luglio 2007)

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lunedì 16 luglio 2007 - ore 17:36


terrremoto e rilascio di materiale radioattivo in Giappone
(categoria: " Vita Quotidiana ")


pensiamoci...


KASHIWAZAKI, Giappone (Reuters) - Un potente terremoto ha colpito il Giappone nordoccidentale oggi, provocando la morte di almeno sei persone, costringendone migliaia ad evacuare la zona e causando un incendio di piccole proporzioni alla più grande centrale nucleare al mondo, che ha subito perdite di materiale radioattivo.

Le scosse sono state avvertite fino a Tokyo, e i reattori della centrale nucleare nella zona di Niigata sono stati spenti per controlli.

Secondo quanto riferito dai media giapponesi, due donne di circa 80 anni sono morte quando le loro case sono crollate a causa delle scosse provocate dal sisma che ha raggiunto un’intensità di 6,8 gradi e il cui epicentro è stato localizzato a circa 250 chilometri a nord-ovest di Tokyo.

Un portavoce della polizia ha confermato che sono morte sei persone mentre oltre 700 sarebbero i feriti.

"(Le scosse) Erano troppo forti per poter stare in piedi. Alcune persone si sono rifugiate sotto ai tavoli, altre sono uscite immediatamente", ha spiegato il funzionario di polizia Masao Honma a Kashiwazaki, vicino all’epicentro del sisma.

Le scosse hanno provocato la sospensione dell’erogazione di gas per 35.000 case e ha interrotto la fornitura di acqua per tutte le abitazioni di Kashiwazaki, una città in cui abitano circa 95.000 persone. Circa 25.000 case nella zona di Niigata sono rimaste senza energia elettrica, secondo quanto riferito da alcuni funzionari.

Le abitazioni, molte delle quali in legno, sono state gravemente danneggiate mentre il tetto di un tempio è crollato e le strade sono state sventrate dalle scosse del sisma che si è verificato nello stesso luogo in cui se ne verificò tre anni fa un altro che provocò 65 morti.

Sono entrate in funzione anche le sirene che segnalano l’allarme Tsunami lungo le località costiere del Mar del Giappone, ma l’allarme è rientrato.

Sono stati approntati circa 100 centri di evacuazione secondo quanto riferito dalla prefettura di Niigata, mentre soldati e squadre di emergenza sono state inviate per coadiuvare il lavoro dei soccorritori.

Un incendio di modeste proporzioni è stato spento all’interno della centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa - l’impianto più grande al mondo - che si trova nei pressi dell’epicentro del sisma.

La Tokyo Electric Power (Tepco), la più grande azienda in Asia nel settore delle utility, ha fermato per precauzione i tre generatori principali dell’impianto nucleare dopo l’incendio di un trasformatore dell’unità numero 3.

Tepco non è in grado di dire quando le tre unità verranno riattivate, ma un funzionario ha detto che per il momento non è in programma l’aumento della produzione nelle centrali a gas o a petrolio per rimpiazzare la capacità energetica perduta.

Non sono per il momento disponibili ulteriori dati sull’impatto delle perdite radioattive sulle persone e sull’ambiente.

L’Agenzia meteorologica del Giappone ha fatto sapere che le scosse di assestamento nella zona potrebbero continuare.

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domenica 15 luglio 2007 - ore 15:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi prima vera immersione al laghetto


e adesso non vedo l’ora di andare in mare




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venerdì 13 luglio 2007 - ore 18:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")



ITALIA: rischio povertà per 2 milioni e mezzo di famiglie

MILANO (Reuters) - La famiglia italiana soffre le carenze dello stato sociale e in un Paese "a due velocità" due milioni e mezzo di nuclei familiari sono a rischio povertà, l’11% delle famiglie totali, ben 8 milioni di persone.
E’ quanto afferma l’Eurispes che ha presentato oggi la ricerca "Problemi di famiglia. Senza rete: la famiglia italiana di fronte alla crisi del welfare", realizzata in collaborazione con Federcasalinghe, sostenendo che il totale delle persone a rischio povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti comprende circa 5 milioni 100.000 nuclei familiari, all’incirca il 23% delle famiglie italiane e più di 15 milioni di individui, dei quali quasi 3 milioni minorenni.
Mancato o insufficiente adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni, impennata del credito al consumo, modesta ripresa dei consumi, aumento dei prezzi "regolamentati", le tariffe di trasporto e altri servizi di pubblica utilità sono le tessere del mosaico composto da Eurispes. Rilevando che oltre il 50% delle famiglie italiane "dispone di un reddito mensile inferiore a 1.900 euro. In particolare, le famiglie monoreddito e quelle con più di due figli hanno probabilità maggiore di impoverirsi".
IN AUMENTO LA POVERTA’ IN GIACCA E CRAVATTA
In Italia, dice l’istituto, vivono in condizioni di povertà relativa 2 milioni e 585mila famiglie (l’11,1% delle famiglie residenti), pari ad un totale di 7 milioni e 577mila persone (il 13,1% della popolazione italiana), con una concentrazione del 69,8% nel Mezzogiorno.
Aumenta la povertà definita dall’Eurispes in "giacca e cravatta", quella che colpisce i ceti medi in difficoltà, in fila alla mense Caritas, lavoratori che, pur percependo uno stipendio, la sera, non avendo la possibilità di una casa nella quale rientrare, usano i dormitori pubblici.
E alla povertà di lungo periodo, dice ancora la ricerca, si affianca sempre più spesso una povertà circoscritta a eventi temporanei (diminuzione del salario e/o del potere di acquisto, fuoriuscita ed espulsione dal mercato del lavoro, variazioni nel reddito da pensione o da sussidio,
In crescita anche l’indebitamento degli italiani, del 9,8% tra il 2005 ed il 2006, fra mutui, prestiti per l’acquisto dei beni durevoli e rate per prodotti di consumo. E l’Eurispes prevede che continuerà a crescere, in questo 2007 ed in futuro, col credito al consumo che rappresenta ormai una forma stabile di integrazione del reddito e che nelle previsioni interesserà un 12% di famiglie in più.
Consistente anche il ricorso al credito per mutui, saIito nel 2006 del 9,7% che si prevede quest’anno arrivi all’11,6%. E come avvenuto negli Stati Uniti e in Spagna, anche in Italia è allarme per l’insolvenza dei mutui per la casa, col 5,1% dei contratti non onorati.
Per risparmiare, dice ancora l’Eurispes, le famiglie italiane sempre più spesso si destreggiano tra saldi ed offerte promozionali, tagliano le spese superflue, riducono i beni non essenziali e privilegiano le spese alimentari.
DIFFICILE PER I GIOVANI LASCIARE LA FAMIGLIA E MOLTI CI TORNANO
Una situazione di precarietà che grava sui giovani occupati con posto a tempo determinato, e che per il 43% è costretto a rientrare nella casa dei genitori dalla quale era usciti per motivi lavorativi.
Precarietà che segna anche la vita di coppia, che coinvolge solo un quarto degli italiani tra i 18 e i 34 anni, a fronte di una media della Ue a 15 del 36,5%.
"Per primi lanciammo un segnale d’allarme nell’agosto del 2002 denunciando un’inflazione galoppante all’8%", commenta Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, ricordando le critiche dal governo di allora. "Ma per noi l’inflazione non è né di centrodestra né di centrosinistra. E i nostri dati si sono rivelati esatti. Oggi, a distanza di cinque anni, segnaliamo nuovamente, sperando in una maggiore capacità di ascolto della politica e delle Istituzioni, che l’inflazione, dopo un periodo di stasi, sta tornando a crescere più di quanto indicato dalle statistiche ufficiali", aggiunge.
"Anche dalla nostra rete sul territorio ci giungono continue segnalazioni del disagio e delle difficoltà economiche vissute dalle nostre associate", ha detto invece Federica Rossi Gasparrini, deputato e presidente di Federcasalinghe.
"Un numero sempre crescente di famiglie è assediato da una comunicazione martellante che spinge verso un sempre maggiore indebitamento. Basti pensare che la pubblicità delle finanziarie è aumentata del 28% negli ultimi anni... sono 8 milioni e mezzo le casalinghe in Italia in età lavorativa 18-65 che non hanno reddito e che nessuno vuole ascoltare", dice ancora la presidente di Federcasalinghe. Indicando come obiettivo "quello di istituire con il Ministro del Lavoro, analogamente a quanto avviene sul tema delle pensioni, un tavolo della concertazione del lavoro familiare, valido non solo per le casalinghe a tempo pieno, ma anche per coloro che lo sono a tempo parziale".


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martedì 10 luglio 2007 - ore 18:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


una domenica sull’Agner...






ferrata Stella Alpina


il bivacco


si prosegue per la via normale fino in cima



stambecco non autoctono



gigli di monte: bellissimi!




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sabato 7 luglio 2007 - ore 19:36


meraviglia birmana
(categoria: " Vita Quotidiana ")


girando la testa di 90° a dx ...





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venerdì 6 luglio 2007 - ore 12:58


tigre ferita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una tigre ha perso una zampa cercando di liberarsi da una trappola nel parco di Tesso Nilo, sull’isola di Sumatra. Il Wwf, che ha fotografato l’animale ferito, denuncia l’accaduto. La tigre di Sumatra è una specie in via d’estinzione: ce ne sarebbero solo 400 esemplari al mondo.





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