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domenica 16 marzo 2008 - ore 19:05
Che buona lacqua messa qui dentro!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non so se qualcuno ha mai provato le sacche dacqua che si mettono negli appositi zaini... Anche se le lavi con lacqua, con il sapone, con laceto (non si dovrebbe perché potrebbero rovinarsi), anche se le lasci sotto lacqua corrente, non perdono MAI (ma proprio MAI ) il gusto da plastica. Dopo alcuni tentativi fatti tempo fa, adesso ci sono ricascato. Va beh, la userò solo quellunica volta per cui lho presa, però mi chiedo...
Perché continuare a vendere una cosa (comoda in teoria, ma) inutilizzabile?
Se qualcuno è mai riuscito a usarla senza che lacqua sapesse da plastica, per favore mi spieghi come ha fatto...
Oggi sono stato al Salone Nautico di Venezia e passando davanti ad uno stand mi sento salutare (per nome): il ragazzo che mi ha salutato mi viene incontro e: "Come va?... Oh, quanto tempo... Sai, ormai abito fuori Venezia, non vengo mai qua..." e mentre continuava a parlare io cercavo di ricordare chi fosse, facendo finta di sapere chi avevo davanti. Forse avevo capito, ma mi seccava chiederglielo. Va beh... ci salutiamo dicendoci "Ci vediamo!" (passeranno altri 10 anni credo...).
Mi allontano pensando allincontro appena fatto senza badare troppo alle barche attorno a me. Vengo "distratto" da una persona che da dentro di una barca (e che barca), parlando italiano con accento straniero, farfugliava qualcosa muovendosi in modo plateale. Sto per tirare dritto quando capisco che è Raz De Gan, allora mi giro per un momento e mi incammino nuovamente. Ma se cè Raz cè anche Paola Barale... Dietrofront! Eh si cè Paola Barale con i suoi 2 cani (cani?!). Devo dire che dal vero la Barale è molto meglio di quello che pensavo, moooolto meglio. Peccato non aver avuto la macchina fotografica. E Raz De Gan? Beh, lo facevo più "modello" invece è molto più normale di quello che si vede in TV.
Mi manca quell’atmosfera che si respira andando a Jesolo d’estate, dalle 20.00 alle 24.00... Fiumi di gente (e io intendo fiumi di ragazze ), rumore di motori (auto, ma soprattutto moto), la compagnia giusta...
e poi l’AIDA, ma io intendo l’A.I.D.A. che va dal 1995 al 1999, quella di Andrea Piccoli con personaggi come Maurizio Da Villa, Cristiano e Michel Altieri; e poi i dj Stefano Noferini, Marco Bellini (in foto insieme al principe Maurice), Massimo Cominotto e, beh, tanti altri più o meno famosi come Isaac. Poi me ne vengono in mente altri ancora, ma basta andare un po’ in giro per risentirli. Anche se la musica è un po’ cambiata e devo dire che (e qua si vede che sono "vecchio") preferivo la techno di quel periodo, più minimalista. Non che adesso non esista più proprio del tutto. Però è cambiato anche un po’ il target di persone che la ascolta. 10 anni fa’ pensare di trovare frequentatori di centri sociali (non me ne vogliano, nulla da dire sui gusti personali) che ascoltavano techno minimalista e/o elettronica sembrava una bestemmia. Cioè, voglio dire, (sbagliando ma...) nella mia testa vedo bonghi=centri sociali=sinistra, sintetizzatori=discoteca=figa. Sarà una visione antica ma continuo a pensarla così.
"Mauro Corona è solito ripetere di non essere nato in barca." Con questa frase si apre la biografia di Mauro Corona sul suo sito internet . Prima cosa: cercando "Corona" su Google il primo link disponibile è quello di Fabrizio (Corona): che schifo! Purtroppo Mauro (Corona) è solo al terzo posto... La seconda cosa un po’ strana è stato trovare una sua pagina sul web. Non che non me lo aspettassi, ma non me lo vedo seduto davanti ad un pc a scrivere sul suo sito. Lo penso in montagna, con la testa assorta nei suoi pensieri e contemporaneamente libera, a perdersi nella natura che lo circonda. Ma senza pensarci troppo. Si può approvare o meno il suo modo di vivere. Certo non è facile poi giudicare dalle impressioni. Io personalmente lo trovo una persona vera, forse un po’ distante da me per quanto riguarda certi eccessi, ma non così tanto come potrebbe sembrare. Conosco altre (non molte) persone che hanno quella scorza dura in apparenza. E come per Corona, anche queste persone trovano nella natura il loro sfogo per la mente, sapendo cogliere molti aspetti da cose che a prima vista danno poco. Questo lo capisco. Nel sito di Corona, c’è la possibilità di sottoscrivere una petizione per non far passare i TIR in Valcellina, per salvaguardare l’ambiente. Secondo me l’iniziativa è buona e stavo pensando di sottoscrivere anch’io la lista. Quando vado in montagna (Cadore, Ampezzano e dolomiti di Sesto) vorrei poter togliere dalle strade i TIR e dalla montagna i turisti. Mi rendo conto che l’economia di quei posti si basi sul turismo ma, vivendo in una città che ormai punta solo sul turismo, sinceramente non ne posso più delle masse di persone che come pecore pascolano ovunque e a caso. Girando in Agosto non sembra neanche di essere più in montagna. L’ultima volta che sono stato sulla ferrata Lipella sembrava di essere in coda a Gardaland. Per fortuna eravamo partiti molto presto e la coda si è limitata all’ultima pezzo, dalle Tre Dita in su (dove, a dir la verità, la ferrata non è neanche più tecnicamente la "ferrata Lipella"). D’altro canto con il muoversi di interessi economici poi lavorano anche delle persone, però non vorrei che finisse come a Venezia, dove per salvaguardare posti di lavoro si continuano a mantenere attivi gli stabilimenti chimici. O che per far fronte alla pesca abusiva di vongole sono stati resi regolamentari certi sistemi di pesca invasivi per il fondale della laguna e concesse zone finora non intaccate dalla raccolta di massa. Ecco. Credo che alla fine l’uomo moderno non sappia più accontentarsi ma voglia sempre di più. E sempre di più per se stesso. Io, a differenza di Corona, potrei dire di essere nato in barca ma, visto dove sono nato, la cosa non stona, anzi si intona appieno.
Sono stato anni a pensare di aprire prima un sito, poi un blog, poi di nuovo un sito personale. Ecco, forse nel momento meno adatto (montagna di impegni) ho aperto questo blog. Anzi non volevo neanche aprirlo, ma poi il fatto di avere l’ADSL da poco, mi ha spronato. Il punto è che nel blog posso raccontare cose vere, cose non vere, cose giuste, cose sbagliate. Un blog può essere l’immagine di tante identità: una persona, un’idea, uno stato di essere. Ma voi frequentatori di queste pagine queste cose le sapete... Dico questo perché non ho ancora deciso se tenere una linea precisa in quello che posto. In questo momento stavo scrivendo il post che vedrete dopo di questo, ma stavo pensando anche a quello successivo ancora. E credo che si noterà una certa contraddizione... Contraddizione che forse è sintomo di pazzia?...
Lentocipedi e Pedormienti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io che in città mi muovo prevalentemente in bici o a piedi (e mezzi pubblici) e che vado in MTB in montagna, non posso proprio sopportare 2 categorie da me chiamate lentocipedi e pedormienti
LENTOCIPEDI: (velocipedi lenti) non hanno un’età ben definita, possono essere giovani o anziani, non fa differenza. Velocità max 15 km/h. Quando devono per forza di cose fermarsi ad un semaforo o ad un incrocio, si posizionano davanti a tutti, credendosi degli scooter o delle moto, e ripartono, ma a velocità lumaca. Va beh la velocità non sarà il loro forte, ma poi si metteranno in parte e mi lascieranno passare... No! Infatti tendono sempre a occupare le piste ciclabili posizionadosi al centro. Allora cerchi di superarli (a sinistra) ma ondeggiano prima a sinistra, allora spontaneamente punti verso destra e anche loro tornano da quella parte. E poi non sai mai quando devono svoltare, perché se è vero che vanno piano, quando svoltano lo fanno invece piegando improvvisamente senza prima indicare con il braccio. Quando poi i lentocipedi sono in gruppo non c’è più niente da fare. Se poi ci sono anche le borse della spesa attaccate al manubrio...
PEDORMIENTI: (pedoni che dormono) età indefinita, senso dello spazio nullo. Camminano un po’ dove capita ciondolando a destra e sinistra. Non si preoccupano se stanno occupando una pista ciclabile (un po’ di più se occupano una strada) e neanche se arrivano biciclette. Qualcuno di loro si accorge solo all’ultimo momento e credendo di fare una favore si scansano di colpo dalla parte opposta a quella che pensavi. Il massimo del loro stadio di disattenzione lo raggiungono in coppia con un cane al guizaglio: ovviamente il guizaglio è rigorosamente allungabile. Per provare l’ebrezza di un incidente con un cane vi consiglio di andare a Cortina d’estate sul tratto ciclabile e pedonabile della vecchia ferrovia, nella zona centrale (vicino alla stazione degli autobus) attorno alle 10-11 di mattina.
Queste ovviamente sono mie personali opinioni, non è detto che io, abituato a correre oltre i 20 km/h, sia ben visto da chi va piano.
Comunque, al di là delle capacità dei singoli, bisognerebbe però tenere presente alcuni aspetti:
1) Capita di lamentarsi che nelle nostre città non ci siano piste ciclabili sufficienti; succede anche a Padova e a Mestre. C’è da dire però che spesso le lamentele sono fuori luogo. Spesso infatti (non sempre comunque) le piste ci sono, ma non vengono usate, perché magari considerate troppo lunghe rispetto a percorsi stradali più diretti. Per aver guadagnato poi in termini di tempo, cosa? 5 minuti?
2) Ci si lamenta che pedoni e ciclisti non sono tanto tutelati, ma vorrei fermare ciclisti e pedoni uno ad uno e ricordare loro che alcuni comportamenti sono sanzionabili dal codice della strada tipo: - ciclisti e pedoni che attraversano col rosso (indipendentemente che ci siano o no veicoli in arrivo) - pedoni che attraversano fuori dalle striscie con le striscie lì a 2 passi. - pedoni che occupano le piste ciclabili - ciclisti che occupano i marciapiedi - ciclisti che entrano in contromano nei sensi unici o peggio in strada (perché tanto basta stare vicini al ciglio) - ciclisti che non tengono la destra - ciclisti che viaggiano appaiati - ciclisti che superano le code di auto sulla sinistra - ciclisti (teoricamente anche i pedoni) che usano i lettori mp3 mentre cavalcano i loro mezzi - biciclette senza i necessari dispositivi di sicurezza, previsti dal codice, funzionanti, freni in primis.
3) Il codice della strada serve a tradurre in regole quello che comunque dovrebbe stare al buon senso di ogni persona. Quindi poi in quanto regola DEVE essere rispettato. In teoria...
4) Bisogna essere comunque un po’ flessibili e tolleranti. Magari il marciapiede non è sufficientemente largo, o la pista ciclabile si interrompe bruscamente su un marciapiede, o per arrivare in certi posti proprio non si può far a meno di passare su marciapiedi (ciclisti) o piste ciclabili (pedoni). E comunque, anche nel cercare di essere più tollerante, continuo a non capire perché ai semafori pedonali/ciclabili si attraversa anche con il rosso! Il semaforo (oltre che una spesa, inutile se non lo si rispetta) è anche uno strumento che ci assicura una maggiore protezione, in più è OBBLIGATORIO rispettarlo (non esistono eccezioni e casi particolari).
5) Ovviamente poi c’è da considerare anche il comportamento degli automobilisti in genere, ma dilungherei un po’ troppo... magari un’altra volta.