Sono un normalissimo imprenditore-pasticcere-scacchista-rocker-salsero-netgamer-girovago come ce ne sono tanti al mondo.
"Tra tre persone, c’è sicuramente il mio maestro." (Confucio)
"Non date fede ai vecchi manoscritti, non credete una cosa perché il vostro popolo ci crede o perché ve l’hanno fatto credere dalla vostra infanzia.
Ad ogni cosa applicate la vostra ragione; quando l’avrete analizzata, se pensate che sia buona per tutti e per ciascuno, allora credetela, vivetela, e aiutate il vostro prossimo a viverla a sua volta." (Gauthama Siddharta Buddha)Se sei qui vuol dire che hai sbagliato indirizzo, ma potrebbe essere un inatteso colpo di fortuna.
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giovedì 3 agosto 2006 - ore 14:34
Ultimo post dedicato a terre lontane
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Con questo si esauriscono i post dedicati alla vacanza.
Ultimo post dedicato alla Gran Bretagna intera, e in generale a tutti quei posti che esistono solo nei brevi lassi di tempo in cui incrociano le nostre esistenze.
E’ una semplice questione di erba del vicino? Non credo, sinceramente. L’atmosfera è completamente diversa, la gente è diversa. C’è più comunicazione: le città sono piene di scritte di tutti i tipi, se hanno qualcosa da comunicare lo fanno. Un esempio?

Non parliamo del livello di civiltà. Potrei menzionare gli autobus notturni ogni 20 minuti, o i trasporti pubblici dove la gente paga (siete mai saliti su un tram a milano? mettetevi a contare quanti timbrano il biglietto o mostrano la tessera), le scale mobili dove la gente sta rigorosamente a destra, le code sempre rispettate... sembrano cazzatine, ma tutte insieme cambiano l’atmosfera. Non senti più la sensazione che il tuo prossimo sia lì lì per fregarti. E la cordialità del popolo britannico, siano inglesi che scozzesi, ma includiamoci anche gli irlandesi, non è una cosa innata: è solo il frutto di questo vivere più rilassato. Forse esagero, certo vengo da 3 anni passati a Milano, che posso definire senza problemi il perfetto opposto di tale esempio di civiltà.
Cè da dire però che loro non sono campioni del mondo! Io sì!
Adesso direi che mi sono disperato abbastanza per il fatto d’essere tornato a casa. C’è una massima di Confucio che dice "se sei ricco comportati come il miglior ricco, e se sei povero comportati come il miglior povero". Insomma, se mi trovo in italia, meglio comportarsi come il miglior italiano piuttosto di desiderare di essere da un’altra parte. Per gli sviluppi futuri c’è tempo, lo ribadisco se ce ne fosse bisogno, io dopo la laurea mi metterò a lavorare per i 4 anni necessari all’ammissione a un Master in Business Administration, per poi svolgere il suddetto in terra di Britannia. Edimburgo è in pole position. Ma questa è un’altra storia. Purtroppo 4 anni sono lunghi a passare. Ma passano. Nel frattempo vedrò di non perdere la mia voglia di esplorare tutto l’esplorabile e di conoscere tutto lo scibile. E qui ci sta bene un testo, ma stavolta propendo per una medley
Slade - Far far away/ P. McCartney - Wanderlust/ Slade - Pack up your troubles I’ve seen the yellow lights go down the Mississippi
I’ve seen the bridges of the world and they are for real
I’ve had a red light off-the-wrist without me even getting kissed
It still seems so unreal
I’ve seen the morning in the mountains of Alaska
I’ve seen the sunset in the East and in the West
I’ve sang the glory that was Rome And passed the ’Hound Dog’ singer’s home
It still seems for the best
And I’m far, far away
With my head up in the clouds
And I’m far, far away
With my feet down in the crowds
Letting loose around the world
But the call of home is loud
Still as loud
Light Out Wanderlust
Help Us To Be Free
Light Out Wanderlust
Do It Just For Me
Wanderlust
Oh Where Did I Go Wrong My Love?
What Petty Crime Was I Found Guilty Of?
What Better Time To Find A Brand New Day?
Oh - Wanderlust Away
So pack up your troubles and go head for the hills
Leave all your worries behind
Pack up your liquor and your cigarettes and your pills
Go catch a fish on the line
Somewhere over the sun there’s a bebop hummin’
Somewhere down at the station there’s a freedomtrain commin’
Can you hear that chugga luggin better get on board
Get out of the wind and the cold
You gotta get out of that rut before you get old
And I’m far, far away
With my head up in the clouds
And I’m far, far away
With my feet down in the crowds
Letting loose around the world
But the call of home is loud
Still as loud
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giovedì 3 agosto 2006 - ore 00:52
Un po’ di fotine...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
....giusto per rinfrancare lo spirito.
Alla larga: siamo 5, siamo incazzati per finta e siamo al tower bridge.

Subway: questo è quel che si dice un panino!

Cosa starà guardando quel grande uomo?

Uno zaino può diventare una chitarra quando si tratta di un gesto di puro......

Strane presenze si aggirano dietro i muri di Baker Street
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mercoledì 2 agosto 2006 - ore 14:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Post dedicato alla cucina britannica. Ebbene sì, esiste anche quella e ai più sfugge. Diciamo che serve sapere dove andare, altrimenti o si magna male o è un salasso. Lungi da me paragonarla alla ben più ricca cucina nostrana, ma una capatina in terra di Albione ogni tanto è piacevole anche dal punto di vista gastronomico.
Da segnalare:
- Il sidro: bevanda pressochè inesistente da noi, tranne in pochi locali. Unalternativa più dissetante della birra, il più diffuso è lo Strongbow, reperibile in ogni locale.
- Il cranachan: un dolce esclusivamente scozzese: base di buon whiskey, a cui si aggiungono frutti di bosco, granella di qualcosa e panna montata!
- La steak & ale pie: e tutte le "pie" in genere, sicuramente il piatto più originale che hanno. Soufflè ripieni di carne aromatizzata alla birra (o in alternativa pollo e funghi.... o salmone, come sperimentato)
- Le ale: mentre da noi lale è fiappa e insipida, nei pub britannici la versione non da esportazione è più corposa e ha un gusto più intenso. Il fatto che comunque sia sgasata la fa scendere mooolto facilmente. Impossibile dimenticare la stout per eccellenza, la Guinness, che in Irlanda è unaltra cosa rispetto che allestero.
- Lidromele: una delle bevande alcoliche più antiche del mondo, un distillato di miele che fa circa 14-15 gradi: veramente ottimo, peccato che sia introvabile nei pub.
- Il "boxty": piatto irlandese veramente interessante: un pancake (identico come aspetto a quello tipico americano) di patate (probabilmente fatto con farina di patate) avvolto attorno a svariati ripieni (io ho provato quello al manzo irlandese e funghi).
- Il british breakfast: lì di mattina si mangiano di solito salsicce, fagioli, funghi, pomodori, uova e pancetta. Tutto insieme. E ovviamente i classici toasts imburrati. Simpatico il porridge, protagonista di un episodio piuttosto divertente.
- Il whiskey: le informazioni dicono che Edimburgo ha fatto unaltra vittima, che come me ha scoperto il mondo dei whiskey. Non è giusto, sono sempre stato io additato come "quello che prende whiskey"!
Menzione donore per lhaggis scozzese, la chocolate fudge cake, il chocolate pudding, le cozze irlandesi, lirish stew, il filettone di angus (hmmmmm), il mitico SUBWAY e il Pret a Manger simbolo di ogni partenza da un aeroporto londinese.
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martedì 1 agosto 2006 - ore 15:49
Parte 3: London Calling
(categoria: " Vita Quotidiana ")

L’ultima parte del viaggio inizia il 25 luglio, a Stanstead dove, dopo il consueto volo in ritardo, ci congiungiamo al resto del gruppo, composto da
due vecchie conoscenze e da un degno terzo elemento.
Treno per Londra, e arriviamo a Liverpool Street. Da lì, metropolitana fino a Queensway (la mia affezionata Lancaster Gate è chiusa) che si rivela un incrocio tra sauna e bagno turco. Londra è infatti investita da un’ondata di caldo con pochi precedenti.
Tra tormenti e fatiche si arriva in ostello, solo per constatare che la camerata da 6 letti (uno occupato da un australiano) è più sauna della metropolitana. Se non altro la direzione offre gentilmente un eroico ventilatore.
Prima serata trascorsa a dimostrare come in quanto a bere e mangiare abbia sempre ragione io, punto e basta. Emerge, durante la serata, che io mangio tanto senza ingrassare perchè
nel mio stomaco esiste un universo parallelo popolato da tanti piccoli omini che consumano tutto quello che arriva loro, e che ovviamente mi considerano dio. Ciò sarà poi una specie di tormentone.
Secondo giorno spendaccione, obiettivo Carnaby Street con tappa d’obbligo a Oxford Street. I soldi iniziano a scarseggiare, ma
come resistere a certe tentazioni?
Per la cronaca ho trovato la maglia di Ogden’s Nut Gone Flake degli Small Faces: un trionfo!
Naturalmente si passa per Trafalgar, tutte le strade portano a Trafalgar, e
c’è chi si intrattiene con i leoni che da anni non fanno scendere il povero ammiraglio Nelson dalla sua colonna, spiegando loro la filosofia di Schopenhauer
Serata passata al Tower Bridge by night, con imprevisti del tipo aver bisogno di un bagno ma trovarsi nella City. Per le foto rimando ai resoconti di chi al momento si trova ancora in aeroporto!
Il giorno dopo... come descriverlo? L’obiettivo è uno solo: ABBEY ROAD. Ma gli dei ci sono contro. Dunque partiamo da Piccadilly Circus poco dopo mangiato, e:
- prendiamo l’autobus nella direzione opposta fino al capolinea al Waterloo Bridge. Il conducende si era dimenticato di aggiornare il cartellino. Sosta pub per rinfrescarsi dal caldo dei mezzi pubblici.

- Prendiamo l’autobus giusto. Ma un improvviso blackout a Piccadilly blocca il traffico e ci sorbiamo 1 ora di coda. Poi per guasto tecnico l’autobus si ferma a Baker Street, troppo lontana da Abbey Road per farla a piedi. Altra sosta pub.
- Prendiamo un altro autobus, chiediamo in giro quand’è la fermata per Abbey Road. Come ho potuto dubitare di me? Un’occhiata fuori dal finestrino, e poi un urlo isterico: "Eccola, è lei, è lei!!!!". Ti pare che ho bisogno che qualcuno mi dica "quella è Abbey Road"?

Scatta allora la caccia alla foto, funestata dall’UNICA pioggia della vacanza. Io che come al solito mi distinguo per professionalità ho portato nello zaino una camicia simile a quella di Ringo nella copertina dell’album, e prontamente la indosso. Trovo in un’isola pedonale un punto sicuro e abbastanza vicino per installarci il nostro
fotografo di fiducia.
I primi tentativi non sono incoraggianti, e suscitano la comprensibile rabbia dei poveri automobilisti
che costringiamo in coda
Alla fine più o meno viene, anche se col difetto che il primo della fila (io) si è girato senza motivo verso il fotografo!
Certo all’epoca potevi stare in mezzo alla strada a fotografare senza rischiare la vita.
Alla fine decidiamo di mangiare là vicino causa pioggia, e finiamo in un ristorante indiano col proprietario che, offesosi per averci sentito dire che la salsa non era poi tanto piccante, si vendica dandoci una pietanza che ci fa andare a fuoco. Le vittime innocenti sono ancora una volta i miei omini. Poveri piccoletti... Serata proseguita poi a Covent Garden.
Ultimo giorno turistico, capatina alla zona Westminster dove, in preda a esigenze intestinali dettate dalla salsa della sera prima,
mi fiondo dentro la sede della chiesa metodista con il solo scopo di cercare una toilette.
Ci spostiamo poi in zona Notting Hill-Portobello Road, e poi il gruppo si separa perchè io e il socio decidiamo che bisogna provare una bisteccona di angus prima di tornare in Italia, e ovviamente i costi sono giustificati solo per noi buongustai.
Ultima bevuta, ultima sera. Che brutta atmosfera! Non voglio tornare a casa, continuo a ripetere, non voglio tornare a casa!
Ma tornare si deve, la sveglia suona alle 3:50 della notte. Sì, esiste anche quell’ora. Autobus per King’s Cross alle 4:20, e arrivo in stazione poco dopo. Ma pare che non sia la stazione giusta. Già, perchè esistono 3 King’s Cross: la principale, St.Pancras e Thameslink. E il treno per l’aeroporto di Luton parte dall’ultima. Morale della favola, prendiamo solo il treno delle 5:22, arriviamo in aeroporto alle 6:10, 5 minuti dopo che i check in per Bergamo hanno chiuso. Ohi ohi... prossimo volo: 6:35... del giorno dopo!
Risultato:

per
24 ore.
Il giorno dopo si torna a casa. Finito, tutto finito. La vacanza si esaurisce come questa guinness che ha avuto la sfortuna di incrociare la mia strada.
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lunedì 31 luglio 2006 - ore 15:43
Parte 2: Dublino
(categoria: " Vita Quotidiana ")

La sera del 22 siamo in aeroporto a Edimburgo: il volo atterra a mezzanotte, orario un po’ scomodo per arrivare. E infatti a renderlo ancora più scomodo ci pensa la nebbia che fa ritardare il volo di 1 ora.
Arrivo a Dublino, ci infiliamo nel B&B che si rivela sì simpatico, sì accogliente...
ma mooooolto stretto
La mattina parto in solitaria alla scoperta di Dublino, giro un po’ lungo O’Connel Street e vedo la zona Temple Bar. A un certo punto mi accorgo che...................diamine, non l’ho ancora bevuta! Infilata rapida in un pub a Temple Bar dove col sottofondo di musica folk celtica si consuma la prima
Guinness extra cold
Il socio febbricitante mi raggiunge per il pranzo al simpatico pub O’Shea dove tutti sono intenti a guardare il calcio gaelico, bizzarro e peculiare sport irlandese.
Il pomeriggio passa tra Trinity College e St.Stephen’s Green dove possiamo
ammirare la Sgt.Pepper’s Lonely Heart Club Band
La sera rimaniamo tranquilli in un locale a bere un irish mist dopo l’altro. Nella giornata appena trascorsa ho ingurgitato svariate pinte di guinness. Ma anche più di svariate.
Secondo giorno ancora turistico, Dublino è piena di storia e tutti quegli edifici imperiosi in stile neoclassico mi incutono un certo rispetto!
Nella cripta di una cattedrale scopro che
nella Dublino medievale suonavano i Queen
.
Lo so anche perchè me l’hanno detto
gli autoctoni durante i nostri giochi per strada 
La sera si decide di fare i pazzi alla Temple Bar, ma la parte migliore è la cena da Gallagher’s (more about that nel post sulla cucina).
Ma e già tempo di fare le valige per incontrare a Londra il resto della truppa.
Addio Dublino, io ti benedico
O forse
l’ha già fatto qualcun altro?
Riassunto: Dublino è bella. Molto bella. Meravigliosa. Certo non ci vivrei, cosa che posso dire di Edimburgo, perchè qui comunque l’influsso del turismo si vede parecchio. Ma da turista ho apprezzato, e tanto.
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domenica 30 luglio 2006 - ore 17:46
Parte 1: Edimburgo
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Siamo in 2 a cominciare il viaggio, io e
questo qua Dopo due voli tranquilli, arriviamo allostello di Edimburgo: sistemazione in stanze singole con un bagno ogni 3 a 26 euro a notte... grandioso, anche per la posizione centrale.
La città è come me la ricordavo: affascinante, suggestiva, BELLA. Latmosfera è quasi surreale
Lostello è davvero bello. Ma davvero bello. Notare come questa fosse una singola. 
La sera ci sollazziamo con la prima mangiata scozzese, io naturalmente mi butto sullhaggis, del quale la maggior parte di voi farebbe meglio a non sapere la composizione. Dessert di chocolate fudge cake e crannachan (o cranachan, non lo saprò mai), di cui parlerò nel post dedicato alla cucina britannica.
Il secondo giorno ci buttiamo su una full scottish breakfast (more about that later) e pieni come botti saliamo nella camera obscura, un osservatorio da cui si può vedere tutta Edimburgo.
E che ci sarà mai da vedere?
Poi tappa dobbligo al castello, dove ritroviamo per caso una nostra compagna svizzera di appartamento in ostello. Il mondo è piccolo, almeno rimediamo compagnia.
Poi ripeto,
questa città è meravigliosa
Alla fine della giornata riusciamo a risolvere lenigma
delle mucche
ovvero cè la cow parade e la città è invasa di statue di mucche che verranno vendute per beneficienza a settembre.
Inizia a scorrere copioso il whiskey. Edimburgo ha rappresentato la mia introduzione nel mondo di questo prelibato nettare, e sembra che anche il mio compagno di viaggio ha subito lo stesso effetto. Smooth, smoky, strong, on the rock, limportante è provarli tutti.
Terzo giorno dedicato allarte, National Gallery gratuita con imbianchini tipo Monet e Degas. Un po di riposo perchè le gambe iniziano a protestare per i ritmi forsennati, una chiacchierata da dio a dio e poi alla ricerca di una serata rock. Essì, eccherrazzo, trovare serata rocknroll!
Risulta che il Citrus Club abbia il venerdì a tema anni 70 e 80.
Io vengo preso da una dancing frenzy che nessun club italiano mi ha mai visto addosso, Israfel viene senza successo abbordato da 3 scozzesine una dopo laltra, ma riesce a carpire uninformazione curiosa: gli abitanti di Edimburgo non si considerano scozzesi. Oibò. Neanche inglesi a dire il vero. Io nel frattempo vengo adottato dagli abituè del club, che apprezzano la mia preparazione musicale e dicono che normalmente quello è un posto in cui non ci va nessun
itallion. Eh no, quelli che fanno casino sono itallions, io solo italian! Se ne ricorderanno. Come sono diverse le cose dallItalia...
E il whiskey continua a sgorgare copioso
Ultimo giorno in Scozia passato nella zona portuale e dentro lo yacht reale Britannia, modesta residenza navale della famigliola di stato inglese.
Ci scusiamo per la coca cola
Purtroppo la vacanza a Edimburgo deve finire. Però si dà il caso che inizi contemporaneamente quella a Dublino. Questa modalità di viaggio ha reso la concezione del tempo problematica. Sono sembrate 3 vacanze distinte. Anzi 4. ma non anticipo le prossime puntate.
Riassunto: la Scozia è un gran posto dove vivere, Edimburgo rimane la mia città preferita.
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domenica 30 luglio 2006 - ore 15:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bene, (sì, bene per modo di dire... è più unitalianizzazione di "well", visto che non credo gli inglesi inizino il discorso dicendo "pozzo") è finita.
Lultimo post lho scritto da una tastiera metallica incavata in un telefono pubblico in quel buco di aeroporto di Luton, e lho fatto per ingannare il tempo.
Non è ancora tempo di resoconti, quelli verranno domani quando avrò accesso alle foto. Nel frattempo posso limitarmi ad un riassunto.
Edimburgo... che dire? Ci andrei a vivere domani. 2 anni fa presi due importanti decisioni: avrei fatto lì il master, e avrei iniziato a bere whiskey. Due decisioni che escono rafforzate dai 3 giorni splendidi passati in Scozia.
Dublino... magica! Unatmosfera incredibile, quasi fiabesca. Ma preferirei Edimburgo per viverci. Ciò non toglie che Dublino sia più indicata per una visita.
Londra è Londra! Ho perso il conto di quante volte lho vista, eppure è sempre unemozione vedere il ponte, o fare shopping in Carnaby Street o a Notting Hill... o fare una foto a Abbey Road grazie alla complicità di altre 4 persone senza troppe rotelle a posto.
Stay tuned for more rocknroll!
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domenica 30 luglio 2006 - ore 01:23
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ricapitoliamo... Sono a Luton. Dovevo essere a casa... qualcosa e andato storto, e abbiamo dovuto aspettare 18 ore al terminal... altre 6 di attesa per tornare. saro sintetico: non volevo tornare a casa e ancora adesso mi sto capacitando a fatica della cosa. La vacanza e stata memorabile, e seguiranno gustosi resoconti
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lunedì 17 luglio 2006 - ore 14:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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venerdì 14 luglio 2006 - ore 21:33
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Riassunto del mondo:
Materazzi ha bombardato di sentenze di retrocessione Beirut e i tassisti hanno bloccato il G8 in Russia, il governo dice che si andrà avanti con la riforma anche senza il consenso degli hezbollah e Zidane ha colpito una nave israeliana che ora è in fiamme e rischia 30 punti di penalizzazione. Il papa ha chiesto che gli orologi anti-scippo a Napoli non insistano con lescalation di violenza, e le borse di tutto il mondo presentano mari molto mossi.
Bisogna sempre stare aggiornati.
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