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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 13:00
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 12:59
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 10:39
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 10:06
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 10:06
(categoria: "Vita Quotidiana")



Morta la moglie di Pertini
Carla Voltolina aveva 84 anni

E’ morta a Roma, all’età di 84 anni, Carla Voltolina, vedova dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini. L’ex capo dello Stato morì il 24 febbraio 1990. Fu partigiana e sposò Pertini che conobbe nel periodo di clandestinità nel 1946. La donna ha chiesto di essere cremata come il marito, e che le ceneri siano tumulate vicine, nel cimitero di Stella a Savona. Non è prevista una funzione religiosa ma un rito civile.
Carla Voltolina era nata a Torino il 14 giugno del 1921. Sposò Sandro Pertini l’8 giugno del 1946. I due si erano conosciuti proprio a Torino, due anni prima, quando già la vocazione partigiana della donna si era manifestata. Negli anni precedenti aveva infatti militato nella sua città, poi nelle Marche, dove venne arrestata in seguito a un rastrellamento delle SS. Fu fatta evadere e si diresse a Roma, al fianco di Eugenio Colomi. Infine a Milano.
Carla Voltolina è stata una persona impegnata, prima di tutto in politica e nella Resistenza, tanto da essere iscritta al Distretto di Roma come combattente decorata con la Croce di guerra. Ma anche nel mondo dell’informazione: era una giornalista, iscritta all’Ordine dal 1945. Giornalista quindi in pieno periodo clandestino. Anche dopo, portò avanti la sua professione con l’obiettivo dell’impegno sociale e civile. Ha collaborato con "Il Lavoro" di Genova e a "Noi Donne" in veste di giornalista parlamentare, conducendo inchieste sulle carceri, gli anziani, la prostituzione. Ha pubblicato con Lina Merlin il volume "Lettere dalle case chiuse".
Donna di cultura, conseguì ben due lauree, una in psicologia presso la Facoltà di Magistero di Torino, l’altra in Scienze Politiche, a Firenze. Anche nel lavoro, come psicologa, non ha mai dimenticato il valore della solidarietà. Ha svolto attività nel mondo dell’alcolismo e della tossicodipendenza, è stata psicoterapeuta volontaria e per questa sua attività l’amministrazione di Prato le ha consegnato le chiavi della città.
Sempre a fianco del marito, di cui dopo la morte ha curato l’archivio, ha portato avanti tante iniziative di solidarietà e di impegno civile. E’ stata una first lady attiva nella società. Nel 2000 è stata insignita dell’alta onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine equestre di Sant’Agata.


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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 10:00
(categoria: "Vita Quotidiana")



MINORE STUPRATA: AMICA RACCONTA VIOLENZA IN BLOG DARK

Il racconto della violenza sessuale subita il 21 ottobre scorso da una 14enne di Lanciano (Chieti), che sabato ha portato all’arresto di 4 minorenni residenti in citta’, era su internet gia’ dal 22 ottobre. In un blog dark, dal vago sapore satanista, un’amica della vittima racconta punto per punto cosa accadde quel giorno. La scoperta e’ del quotidiano on-line "Lanciano.it" diretto dal giornalista Andrea Rapino. "Il fatto piu’ grave e sconcertante di questa settimana risale a ieri - scrive l’autrice - la mia amica e’ stata molestata dai pigri (zingari, che poi hanno dai 15 a i 17 anni...) della mia citta’. La mia amica e’ una ragazza seria pero’ a me e ad un’altra amica ci ha raccontato che gli piaceva il pigro! Solo che lei non lo sapeva che lui e’ un pigro, anche se noi glielo abbiamo detto tantissime volte. Ieri lui l’ha chiamata. Lui stava con gli amici e le ha detto di andare a fare un giro per conoscersi meglio. Lei gli ha risposto di si’". L’autrice racconta che a quell’appuntamento erano state invitate anche lei e un’altra amica, ma non hanno pero’ accettato. Il primo allarme e’ scattato all’una e mezza. Una delle 2 amiche rimaste in giro le ha fatto uno squillo sul cellulare per sapere se era tutto a posto. La vittima non ha risposto. Lo ha fatto al secondo tentativo. E poi basta. I suoi aguzzini le avevano preso il telefono. "Dall’incubo e’ uscita alle 4 - continua il racconto - l’hanno molestata di brutto, ce l’ha raccontato, e’ stata obbligata a fare certe cose". Un racconto che potrebbe gettare nuove ombre su quanto accaduto negli ultimi giorni e su cui stanno indagando polizia e carabinieri, insieme alla Procura della Repubblica di Lanciano e alla Procura per i minorenni dell’Aquila. C’e’ anche una discordanza di orari: nella denuncia presentata dalla 14enne i fatti si sarebbero consumati tra le 12 e le 14. Resta poi da capire come mai se la storia e’ on line gia’ da un mese e mezzo, sia venuta alla luce solo ieri.


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mercoledì 7 dicembre 2005
ore 09:57
(categoria: "Vita Quotidiana")



Milano pronta alla sfida nell’anno zero del dopo-Muti
di Natalia Aspesi

Sul palcoscenico della Scala l’antipatico Nettuno scatena l’ira di un orribile e meduseo mostro portatore di fragorose tempeste, e lascia sulla sabbia bianca del nuovo "Idomeneo" reperti misteriosi, stracci e carte che un vento mozartiano fa volare; e per questa inaugurazione, attesa e amplificata come non accadeva da anni, ci si chiede quali detriti, di risentimento e nostalgia, di sollievo e speranza, ha lasciato sulla città il tifone di chiacchiere e scontri e rivalse e odii che per mesi hanno avvilito e paralizzato il suo teatro, uno dei pochi simboli di eccellenza e di grazia del suo grande passato culturale e storico che le siano rimasti.

Si sa che Milano ha molto amato il maestro Riccardo Muti, che ha dominato per due decenni il Piermarini con il suo magico talento superbo e scontroso: c’è una società milanese e non solo, di appassionati musicali e mondani, che ne è stata orgogliosa, che ha subito la sua perdita come un oltraggio, che ne porta il lutto e aspetta al varco la nuova stagione, il nuovo sovrintendente, i nuovi direttori d’orchestra che da stasera si alterneranno sul podio, per fare confronti, per ricordare, per sentirsi feriti dalla grande assenza e manifestare il proprio dissenso per quel vuoto ritenuto incolmabile.

C’è chi ha dimostrato il suo sdegno o il suo dispiacere ritirandosi dalla Fondazione Scala, ci sono critici musicali che hanno disertato la prova generale, di solito un evento irrinunciabile, con la scusa che al San Carlo di Napoli davano un "Fidelio" anche lì con giovane direttore d’orchestra (la nuova alta moda della lirica), per di più moravo (Tomas Netopil), regia, scene e costumi innovativi (Toni Servillo e Mimmo Paladino); si sa che gli Amici del Loggione hanno già organizzato il viaggio a Vienna, per godere le "Le nozze di Figaro" che Riccardo Muti dirigerà il 10 dicembre.

E c’è chi teme che questa sera parte degli spettatori su quel podio considerato ormai strettamente mutiano, vedrà non un giovane direttore d’orchestra per la prima volta chiamato alla Scala e addirittura a inaugurarne la stagione, ma un intruso, un usurpatore, oppure un ripiego, per sostituire l’insostituibile Muti, uno straniero per di più lanciato, anni fa, proprio da un altro grande esule scaligero, il maestro Claudio Abbado.

Ma in questo senso, il nuovo sovrintendente Stéphane Lissner, affabilmente deciso, entusiasticamente intransigente, ha avuto uno dei suoi colpi di genio marinettiani: chiamando Daniel Harding a dirigere il Mozart d’apertura quando avrebbe dovuto essere, come progettato da tempo, lo stesso Muti a dirigere un altro Mozart, ha praticamente azzerato la possibilità di confronti. Non solo perché Muti, come dicono gli esperti, è uno dei cinque più grandi direttori d’orchestra al mondo, ma anche perché il ragazzo inglese ha 35 anni in meno: quindi meno esperienza, meno celebrità, meno fan, meno carisma e potere, ma anche un modo di pensare e affrontare la musica con il cuore e lo slancio da (quasi) trentenne di oggi.

Del resto il musicista austriaco aveva 24 anni quando compose l’"Idomeneo": opera il cui successo gli aveva montato la testa al punto da meritarsi un calcio nel sedere da parte del conte Arco incaricato all’uopo dal vescovo di Salisburgo di cui Mozart era un modesto dipendente. Certo Riccardo Muti ha gloriosamente aperto ogni anno, per diciannove anni consecutivi, la stagione scaligera: e a parte la sua drammatica uscita di scena dopo mesi di amari scontri con l’ex-sovrintendente Fontana e l’orchestra, gli scioperi, i dispetti del sindaco e gli interventi pacificatori dell’allora prefetto Ferrante, forse qualcosa si era davvero mummificato in un rito meraviglioso, supremo, ma senza contraddittorio, rischio, innovazione. Senza curiosità, senza ansia, senza, anche, errori talvolta necessari.

La Scala si era chiusa in una perfezione soffocante incrinata da furori e depressione, la Scala, mito internazionale supremo, assomigliava sempre più alla sempre più isolata Milano, una Milano arrabbiata e immobile, stanca e senza un progetto per il futuro. La Scala aveva davvero bisogno di discontinuità, di novità, di cambiamento, ed è peccato che tutto questo sia stato pagato con la perdita di Muti.

Ma quando alla prova generale, e si spera stasera per l’inaugurazione, l’"Idomeneo", l’orchestra, il coro, i cantanti, il direttore d’orchestra e quello del coro, il regista Luc Bondy e i suoi collaboratori, sono stati accolti da un infiammato, quasi stupito applauso liberatore, si è capito che la Scala è pronta ad affrontare una stagione nuova, vitale, della sua lunga storia. Il primo segnale che anche Milano e i milanesi vogliono cambiare, uscire dal grigiore stagnante di questi anni, dalla palude di inettitudine e indifferenza che da anni opprimono la città e umiliano i suoi cittadini.


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martedì 6 dicembre 2005
ore 15:22
(categoria: "Vita Quotidiana")



Palermo, si risveglia dal coma ascoltando Radio Maria

PALERMO - Si risveglia dal coma ascoltando Radio Maria. Due anni fa i medici dell’ospedale di Palermo avevano abbandonato ogni speranza: dopo un ictus a 87 anni, Elena Giacopino era caduta in uno stato vegetativo. Poi il miracolo: ieri, come d’incanto, si è risvegliata e ha ripreso a parlare come se nulla fosse.

Era stato il suo medico di famiglia a consigliare l’ascolto di Radio Maria: sapeva che l’anziana era molto devota e ricordava che in passato altri pazienti caduti in coma erano migliorati ascoltando la musica preferita.

Dopo due anni di terapia, nonna Elena ha ripreso conoscenza e adesso domanda ai parenti di raccontarle cos’è successo in tutti quei giorni in cui era addormentata.

Eppure, secondo i medici dell’ospedale civico, due anni fa Elena non aveva più speranze di uscire dal coma. La dimisero e la riaccompagnarono a casa, convinti che non avrebbero potuto più far niente per lei. Ma contrariamente alla prognosi, il risveglio c’è stato: "Nonna è di nuovo lucida - dicono i parenti - ricorda tutto, anche il giorno di due anni fa quando si sentì male".


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martedì 6 dicembre 2005
ore 15:07
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 6 dicembre 2005
ore 13:29
(categoria: "Vita Quotidiana")



Lunardi: "Si mettano il cuore in pace"
Prodi: "Grave errore lo sgombero forzato"

Critiche fortissime arrivano soprattutto dagli esponenti del centrosinistra, ma non solo, per il blitz compiuto stanotte dalle forze dell’ordine in Val di Susa. Ma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, taglia corto: "Mi auguro che si mettano il cuore in pace tutti perchè tanto l’opera si fa, i cantieri sono aperti", ha detto a Taranto, dove oggi inaugura la nuova strada Anas 286 di collegamento fra la statale 7 Appia e la statale 106 Jonica con il varco nord per il porto di Taranto.

"Io ho aperto un tavolo di concertazione da un anno - ha proseguito Lunardi sulla vicenda Val di Susa - con chi vuole avere spiegazioni, con la gente del posto. Nessuno mai si è presentato. Noi siamo a disposizione.
Adesso aprirò anche un osservatorio permanente a Susa per poter controllare, a cui dovranno partecipare tutti quelli che sono interessati, dai sindacati ai parroci, alla gente del posto, ai loro esperti, a tutti quelli che vogliono avere spiegazioni su questa opera che si deve fare ed è indispensabile", ha però aggiunto.

"La decisione del ministero dell’Interno di sgomberare con la forza il cantiere di Venaus è un grave errore", ha detto il leader dell’Unione, Romano Prodi, al termine del seminario programmatico del centrosinistra, indicando piuttosto la via del "dialogo e del confronto per costruire con gli amministratori e gli abitanti della Valle una soluzione per uscire da questa difficoltà".

Il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti definisce il blitz "un fatto di gravità inaudita". "La Repubblica italiana mostra alle polazioni della Valle un volto che contrasta con la sua ispirazione democratica e con l’anima della Costituzione’’, osserva ancora Bertinotti, chiedendo pertanto "l’immediato ritiro delle forze dell’ordine" e "l’attivazione immediata di un tavolo di confronto e negoziato tra il governo e la regione da un lato e i rappresentanti della Val di Susa dall’altro".

"La Repubblica italiana mostra alle popolazioni della Valle un volto che contrasta con la sua ispirazione democratica e con l’anima della Costituzione’’, osserva Bertinotti, chiedendo pertanto "l’immediato ritiro delle forze dell’ordine" e "l’attivazione immediata di un tavolo di confronto e negoziato tra il governo e la regione da un lato e i rappresentanti della Val di Susa dall’altro".

Estremamente critico anche il segretario dei Ds Piero Fassino: "La scelta del governo di risolvere con la forza invece che con il dialogo e il negoziato la difficile situazione in Val di Susa non può essere accettata - ha detto - Lo sgombero forzoso, effettuato nel cuore della notte con il ferimento di manifestanti esaspera un clima di tensione già pericolosamente alto. Per questo sono preoccupato e chiedo al Ministro degli Interni di assicurare che non ci saranno più atti di forza e di violenza".

"Il governo si è comportato da fomentatore, determinando una situazione estremamente critica sotto il profilo dell’ordine pubblico, di cui occorre chiedere conto al ministro Pisanu - denuncia Francesco
Ferrante, direttore nazionale di Legambiente - Ora capiamo i motivi del tormentone con cui il ministro è intervenuto sulla stampa per esprimere preoccupazioni circa il rischio di esiti violenti o addirittura eversivi della protesta in Valsusa: dal momento che i manifestanti proprio non ne volevano sapere di assumere comportamenti che corrispondessero a queste aspettative, ci ha pensato il governo a ordinare violenza e devastazione".

Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto parla di una ’Genova due’: "Le dichiarazioni di questi giorni avvalorano tale preoccupante ipotesi: prima Pisanu getta l’allarme di infiltrazioni terroristiche e sovversive tra i manifestanti, da giorni impegnati nella difesa del proprio territorio e della propria sicurezza. Poi, questa notte è arrivata la risposta delle forze dell’ordine con violentissimi ed ingiustificati atti di violenza verso i manifestanti, che pacificamente presidiavano la valle".

Di atto illegittimo delle forze dell’ordine parla anche il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: ’’Considero irresponsabile il ricorso alla violenza contro manifestanti civili e pacifici, amministratori locali e cittadini, in Val di Susa. Il blitz di questa notte è un atto grave che va condannato", conclude.

Fortemente critica anche la Cgil, che "depreca quanto avvenuto stamani all’alba in Val di Susa: non è mai l’uso della forza che dà soluzione ai problemi. Oltre ad essere grave in sè, è un pessimo segnale in direzione del dialogo".

E così Ermente Realacci, dell’esecutivo della Margherita e presidente onorario di Legambiente, che definisce l’atto di forza di stanotte "un’accelerazione incomprensibile, ora che sembravano aprirsi spiragli di dialogo. E’ necessario che il governo riferisca presto in Parlamento". La stessa richiesta è stata presentata dal capogruppo dei deputati Ds, Luciano Violante, al presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.

Si pronuncia a favore della realizzazione dell’opera Emma Bonino, nel corso di una conferenza stampa per la presentazione della nuova forza politica "La Rosa nel Pugno": "La Tav - ha detto - è un’opera utile per il Paese, i cittadini devono solo essere meglio informati, ma noi comunque siamo favorevoli alla sua realizzazione".

Della stessa opinione l’ex segretario dell’Udc Marco Follini ai microfoni di Radio 24: "Con franchezza, credo che l’Alta velocità sia un progetto positivo che aiuti la modernizzazione del nostro Paese e che quindi vada promosso".


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