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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 11:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ciampi sulla Tav: "Non possiamo restare isolati dallEuropa"
ROMA - "La montagna va rispettata, ma lItalia non può rimanere esclusa dalla realizzazione delle grandi reti di comunicazione europee". Lo ha detto Carlo Azeglio Ciampi riferendosi, anche se non direttamente, alla questione della Tav in Valle di Susa. "Dobbiamo usare i progressi delle tecnologie e delle coscienze scientifiche per garantire la tutela dellambiente", sono state le parole usate dal presidente nellintervento alla terza edizione della Giornata Internazionale della Montagna che si celebra al Quirinale.
La parola Tav non viene mai pronunciata, né la Valle di Susa menzionata, ma il messaggio appare chiaro, soprattutto quando Ciampi spiega: "Le politiche nazionali in questo campo devono integrarsi con quelle dellUnione europea che nei suoi trattati afferma limpegno nelle aree meno favorite. La strategia di sviluppo deve essere lungimirante ed equilibrata".
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 10:53 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Arrivano i discount della benzina Dieci centesimi in meno al litro
I primi colpi al monopolio della benzina in Italia lavevano già dato nei mesi scorsi i francesi di Auchan e Carrefour. Da ieri la guerra dei prezzi nei distributori ricomincia con un "salto di qualità" da Gallicano. In queste valli ad una trentina di chilometri da Lucca è stato inaugurato il primo impianto a marchio Conad-Leclerc (partner transalpino delloperazione). In pratica, il primo in assoluto di un gruppo italiano, interamente svincolato dalle compagnie petrolifere.
Una sorta di discount del carburante, rigorosamente self-service, posto allinterno di un centro commerciale. Qui il gruppo prevede di vendere circa 4 milioni di litri allanno a prezzi che mettono indietro le lancette degli orologi degli automobilisti allaprile del 2004. Lo sconto applicato è infatti di almeno 10 centesimi al litro con un risparmio medio di 5 euro per ogni pieno: alla pompa la verde costa 1,129 euro e il gasolio 1,024, 11 centesimi in meno rispetto ai prezzi praticati dalle compagnie che da oggi annunciano però "nuovi ribassi".
Ma come si arriva ad uno sconto mai visto in un settore più volte entrato nel mirino dellAntitrust e, 15 giorni fa, del Commissario europeo al Mercato interno Charlie McCreevy che ha avviato nei nostri confronti una procedura di infrazione per la scarsa concorrenza? Lasso nella manica di Conad sono i cugini francesi di Leclerc che "firmano" limpianto e liper di Gallicano. Il carburante è infatti francese, proviene da Marsiglia, da un deposito della Siplec, società transalpina seconda per importanza dopo Total Fina nel settore della distribuzione di carburante in Francia. Nonostante i costi per il trasporto e il peso maggiore che le tasse francesi hanno su verde e gasolio, il prezzo resta comunque più basso di quello praticato sulla nostra rete.
La storia dellimpianto ha già 24 mesi di battaglie alle spalle, come spiegano Ugo Baldi, amministratore delegato di Conad del Tirreno e Michel-Edouard Leclerc, presidente di Leclerc. I due manager, presenti allinaugurazione, non hanno risparmiato critiche nei confronti del sistema-Italia, "poco o per niente liberalizzato, mal disposto ad accogliere degli attori che non siano le stesse compagnie petrolifere: infatti - precisano - abbiamo atteso due anni per le autorizzazioni. E sono le stesse norme regionali ad andare contro la libera concorrenza". La storia stessa della Leclerc spiega le ragioni e levoluzione di questa guerra che non potrà certo terminare con lapertura di un solo impianto: "In Francia, mio padre - spiega Michel-Edouard Leclerc - ha iniziato la stessa battaglia "contro tutti" 30 anni fa. Oggi il nostro gruppo apre impianti anche in autostrada, cosa impensabile in Italia".
Il colpo basso piazzato dal Conad ha però riaperto delle vecchie ferite e acceso polemiche durissime con i gestori degli impianti. Luca Squeri della Figisc-Confcommercio, non crede alla promessa di Conad, e replica parlando di "una scorretta guerra mediatica dei prezzi: promettere 10 centesimi significa prendere in giro gli italiani".
Ma ai consumatori, lo scontro tra grande distribuzione, gestori e petrolieri non può che far piacere: per Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, lapertura di Gallicano e le altre dei grandi marchi "sono un fatto molto positivo, un modello da seguire. Infatti, non si tratta solo di risparmiare 5 euro al pieno, che per 30 pieni fanno almeno 150 euro annui. Ma di ottenere una ricaduta positiva sul costo di trasporto dei beni di largo consumo, con inflazione in calo e 81 euro allanno di risparmi per ogni famiglia".
La guerra dei carburanti è dunque solo allinizio: se gli altri marchi come Coop e i gruppi francesi affilano le armi, Conad punta su nuove aperture entro il 2006 a Roma, Imperia, a Modena e in Sardegna.
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 10:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sedicenne suicida a Rovigo:aveva perso 30mila euro al lotto
ROVIGO - Lossessione per il gioco ha fatto una vittima giovanissima a Rovigo. Un ragazzo di 16 anni si è suicidato per aver accumulato debiti di gioco per 30 mila euro. La vittima è stata ritrovata impiccata ieri, ma la notizia è trapelata solo oggi. A togliersi la vita è stato uno studente della provincia di Rovigo, che si è suicidato nella cantina di casa per lincapacità di sopportare le conseguenze di un debito da 30 mila euro accumulato giocando al Lotto allinsaputa dei familiari.
E stato il padre a trovare il corpo del ragazzo ieri sera. Alla famiglia, che vive in un comune a poca distanza dal capoluogo,il ragazzo ha lasciato un biglietto con la scritta "Perdonatemi". Il sedicenne, che studiava allistituto alberghiero, aiutava nei momenti liberi nella gestione della ricevitoria della sorella, e qui nel corso dei mesi ha giocato segretamente al Lotto, senza versare in cassa il corrispettivo delle puntate.
Accortasi infine dellammanco, la sorella ha pensato che si trattasse di una truffa telematica da denunciare, ma quando ha detto di volersi rivolgere alle autorità è uscita la verità. Sembra però che, pur nella prevedibile sorpresa per il comportamento del ragazzo, i familiari stessero già cercando di sistemare le cose. Ma evidentemente lo studente non ha retto alla vergogna, e ha scelto di togliersi la vita.
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 10:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
«L’omosessualità? Atti destabilizzanti e immaturi» Il commento dell’«Osservatore romano» al testo sul sacerdozio. «Non è un valore né una virtù» CITTA’ DEL VATICANO - L’omosessualità è «destabilizzante per la persona e la società», non «rappresenta un valore sociale» ma ha piuttosto il carattere di «un’incompiutezza e di un’immaturità sessuale». Induce ad atteggiamenti «narcisistici» e a rapporti interpersonali improntati alla «seduzione». Costituisce una «controindicazione per il sacerdozio», al quale vanno ammessi soltanto «uomini ben fondati nella maturità della propria mascolinità». Queste affermazioni trancianti sono contenute in un articolo di commento alla «dichiarazione» vaticana su sacerdozio e omosessualità, pubblicato ieri dall’«Osservatore romano» e firmato dallo psicologo e prete francese Tony Anatrella. Se la dichiarazione - ufficialmente pubblicata ieri, ma già nota ai media per una «fuga» del testo - aveva provocato reazioni critiche, questo commento scatenerà una tempesta polemica. Ecco un brano che - si può immaginare - sarà contestato parola per parola: «Negli ultimi anni l’omosessualità si è rivelata come un fenomeno sempre più preoccupante ed è stata ritenuta in diversi paesi come un’attitudine normale, mentre in passato era stata sempre considerata un problema nell’organizzazione psichica della sessualità e non era stata mai determinante nelle scelte della società. Essa non rappresenta un valore e ancor meno una virtù morale che potrebbe concorrere all’umanizzazione della sessualità. Non è un "bene" a partire dal quale si possano educare i giovani». Citando documenti ufficiali - sui quali si basa la «dichiarazione» che esclude gli omosessuali comprovati dall’ordinazione sacerdotale - il commentatore afferma che «l’omosessualità è un disordine». E questa è dottrina ufficiale della Chiesa cattolica, contenuta in testi (per esempio la lettera ai vescovi «sulla cura pastorale delle persone omosessuali», del 1986) che portano la firma del cardinale Ratzinger. Ma Tony Anatrella non si attiene alla sobrietà dei documenti ufficiali e abbonda nell’esame delle inclinazioni omosessuali con un linguaggio improntato a una valutazione sempre negativa. Ecco un brano destinato ai «formatori» dei seminari, per farli «attenti ai candidati che hanno incontrato difficoltà di identificazione con il proprio padre, che tendono a isolarsi, che fanno fatica a interrogarsi su se stessi, che si chiudono in una sessualità immaginaria e narcisistica, che hanno avuto esperienze omosessuali e tendono a minimizzarle, che visitano siti pornografici su Internet, che si lamentano degli altri e manifestano atteggiamenti vittimistici». E’ verosimile che il testo provochi reazioni anche all’interno del clero cattolico, quando per esempio afferma che omosessuali ordinati sacerdoti - da vescovi che hanno «mancato di lucidità e di saggezza» - tendono a «sviare la propria paternità spirituale verso scopi narcisistici», arrivano a «militare a favore dell’omosessualità» e persino a «praticare l’omosessualità», dando luogo a «scandali che colpiscono la comunità ecclesiale». Sottotraccia si avverte una riconduzione della pedofilia all’omosessualità, su cui la disputa è quanto mai accesa. Assunto centrale del commentatore è la denuncia dell’«atteggiamento permissivo» invalso nella Chiesa «da parecchi anni» tendente ad ammettere all’ordinazione «candidati con tendenza omosessuale», come se «il loro impegno a vivere nella continenza» potesse bastare a evitare «conseguenze negative». Egli si preoccupa anche di chiarire che la «dichiarazione» pubblicata ieri non «mette in discussione» la «validità dell’ordinazione» di sacerdoti con inclinazione omosessuale e che «sarebbe malsano» che si sviluppasse un clima di «denuncia e di sospetto» nei loro confronti».
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 10:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 09:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
martedì 29 novembre 2005 LETTERA APERTA
Chi di voi ha visto al cinema “Il Resto di Niente”? Pochi, immagino, perché di questo film, premiato da una rivista specializzata come “Bello, ma Invisibile” oltre a meritarsi il “David di Donatello” per i migliori costumi, sono state stampate appena 19 copie in tutto il territorio nazionale.
Noi c’eravamo… eravamo accanto ad Antonietta durante tutto il lungo periodo di preparazione del film “Il resto di niente”, qualcuno di noi per lunghi 7 anni… Noi che abbiamo partecipato, noi attori, assistenti alla regia, casting, responsabili di sartoria e scenografia… Respirando un clima di grande professionalità e responsabilità da parte dei tecnici e condividendo la partecipazione entusiastica, anche se estremamente faticosa della regista, la sua capacità di tenere compatta una troupe nonostante una difficile situazione produttiva. Noi che eravamo presenti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2004 e ci siamo trovati ad essere spettatori emozionati di una platea calorosa e partecipe. Noi che abbiamo partecipato alla conferenza Stampa a Roma, in cui c’erano oltre alla regista e la protagonista, Maria De Medeiros, i produttori Mariella Li Sacchi e Amedeo Letizia, l’Amministratore Delegato dell’Istituto Luce l’Avv. Luciano Sovena, il quale annunciava, in quella sede, la strategia di distribuzione sul territorio nazionale con “40 copie”…sono state stampate la metà: 20 copie.
In una serie di interviste rilasciate a varie testate giornalistiche, Antonietta De Lillo raccontava che dopo le molteplici vicissitudini del film, che ha subito una lunga gestazione per vari problemi … questo finalmente trovava un degno cammino “salvato” da un illustre ente pubblico di distribuzione; l’Istituto Luce. Elogi, elogi, elogi. Stimato dalla critica, vincitore di diversi importanti premi, citato dal Presidente della Repubblica, ma … non gli viene data la possibilità di raggiungere tutto il suo pubblico potenziale.
Le aspettative vengono deluse…
Veniamo al dunque: l’Istituto Luce querela per danni Antonietta De Lillo, in quanto rea di aver denunciato a mezzo stampa l’agonia di un film mal distribuito. Basiti, perché il danno maggiore per la scarsa visibilità, oltre ad averlo subito chi al film ha lavorato, investendo tempo, aspettative ed energie, l’ha subito il contribuente italiano, in quanto il film è stato realizzato con il sostegno del “Dipartimento dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali”, cioè con i soldi pubblici. Basiti, in quanto l’Istituto Luce si dichiara estraneo dalla responsabilità di distribuzione per aver ricevuto alla “Quality ” il solo mandato di “distribuzione fisica” de il Resto di Niente… La Quality? E chi è? Ci domandiamo, perché non era presente alla Conferenza Stampa o a Venezia, dove invece c’erano i rappresentanti della produzione Factory e dell’ Istituto Luce? E perché al cinema quando si spengono le luci e inizia il film c’è il logo de L’istituto Luce? Chi può risponderci? Questi i fatti. Inutile dire che chi scrive appoggia incondizionatamente la regista del film, doppiamente vittima, prima sul piano artistico e poi su quello “giudiziario”. Informandovi dell’accaduto, vi chiedo di condividere questo sostegno e far sentire la vostra voce, non solo in quanto spettatori privati di un nostro diritto, ma in quanto contribuenti contro lo sperpero di soldi pubblici.
In fede stefania de santis raffaele di florio
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mercoledì 30 novembre 2005
ore 09:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tav, veglia davanti al cantiere Attesi 30 mila per bloccare i lavori
I primi tecnici della ditta incaricata di eseguire i lavori per la Tav hanno raggiunto il cantiere in Valle di Susa. Centinaia di agenti in assetto antisommossa proteggono larea: posti di blocco sono stati organizzati dalla polizia lungo le strade di accesso a Venaus. Vietato il transito alle auto: il paese si può raggiungere solo a piedi. Oggi dovrebbe essere il giorno di apertura dei lavori ma i manifestanti sono decisi a bloccare il cantiere. La notte è trascorsa senza incidenti. Nonostante il freddo e la neve un centinaio di persone ha continuato a presidiare larea dove dovrebbe essere aperto il cantiere. Lunghe colonne di auto dei manifestanti sono parcheggiate ai lati della strada che porta alla frazione Berno. Allalba si sono aggiunte altre centinaia di persone e, secondo i sindaci della zona, oggi a manifestare contro la Tav dovrebbero essere in venti-trentamila.
Clima teso. In Valle di Susa la tensione è alta e si temono altri tafferugli con la polizia, come è capitato ieri. Per proteggere il cantiere e bloccare i manifestanti, erano stati mobilitati 1.200 uomini armati di manganeli e scudi antisommossa. Durante unanimata discussione tra un gruppo di europarlamenti e i dirigenti delle forze dellordine, Vittorio Agnoletto, rappresentante a Strasburgo di Rifondazione comunista, è rimasto ferito leggermente.
Fini condanna, i Verdi: "Sospendete i lavori". Nei palazzi della politica, la protesta in Vale di Susa raccoglie reazioni contrastanti. Il vicepremier Gianfranco Fini punta lindice contro il partito della No Tav: "Contrastare lalta velocità significa avere una visione che non corrisponde allinteresse generale del paese. In Valle di Susa ci sono infiltrazioni di gruppi che vogliono determinare forti scontri sociali". E poi, riferendosi a un episodio di un paio di settimane fa, il vicepremier ha aggiunto : "Quando si trovano pacchi esplosivi, non è mai politica". I Verdi hanno presentato una mozione parlamentare per chiedere limmediata sospensione dei lavori: "Lingente schieramento di forze dellordine rappresenta unescalation preoccupante - ha detto Alfonso Pecoraro Scanio - esiste una solida e vasta opposizione sociale a questopera con cui è indispensabile fare i conti". E intervenuta anche la Cgil nazionale: "Le autorità devono astenersi da ogni azione di forza e deve essere immediatamente ripristinata la libera circolazione nella valle. Sulla Tav bisogna tenere aperto il dialogo".
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martedì 29 novembre 2005
ore 19:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
EX CIRIELLI: PRESCRITTI 80% PROCESSI PIRATERIA MUSICALE
Con la definitiva approvazione della legge ex Cirielli "oltre l’80% dei processi contro la pirateria musicale finiranno in prescrizione, siamo ad una depenalizzazione mascherata dei reati di contraffazione. Un paradosso nel Paese che invoca sistematicamente la tutela del Made in Italy". Lo ha dichiarato il Presidente di FIMI (Federazione industria musicale italiana), Enzo Mazza per il quale: "la pirateria musicale in Italia costituisce il 25 % del mercato, nel 2004 e’ stati sequestrati oltre un milione e trecento mila cd pirata, con 876 arresti. Nel primo semestre del 2005 sono gia’ oltre un milione i cd sequestrati e 238 gli arrestati".
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martedì 29 novembre 2005
ore 18:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ex Cirielli, sì del Senato
Il Senato ha approvato la ex Cirielli, il disegno di legge che taglia i tempi di prescrizione dei reati e inasprisce le pene per i recidivi. L’aula di Palazzo Madama ha detto sì al provvedimento con 145 voti a favore, 104 contrari e un astenuto.
Non è stata una seduta lineare come ci si attendeva alla vigilia. Per sei volte è mancato il numero legale, tanto che l’approvazione prevista dal calendario d’Aula in mattinata, fra una sospensione e l’altra della seduta, è slittato al pomeriggio.
I lavori sono ripresi al rilento, con l’opposizione che ha chiesto di verificare il numero legale ad ogni nuova votazione sui diversi emendamenti. Ma la maggioranza si è ricompattata. Tutti gli emendamenti della minoranza sono stati bocciati e l’approvazione è andata avanti spedita fino al voto finale.
Restano le polemiche. L’opposizione accusa la Cdl di aver approvato una legge che, inasprendo le pene per i recidivi, contribuirà a rendere più affollate le già stremate carceri italiane mentre la maggiorazna difende l’impianto del provvedimento che renderà più scorrevole l’iter giudiziario.
"E’ un provvedimento con vizi devastanti", dice il senatore del gruppo Verde Giampaolo Zancan, vicepresidente della commissione Giustizia. "E’ la peggiore delle ’leggi vergogna’, i cui vizi sono stati denunciati da avvocatura, magistratura e università, senza una sola voce di consenso. Un vera devastazione del diritto".
"La recidiva - continua ancora nella dichiarazione di voto - non sarà soltanto una circostanza aggravante, ma inciderà, contro ogni razionalità, nel calcolo della prescrizione e nell’ esecuzione della pena, secondo una logica di diritto penale di ’tipo d’autore’, cara al diritto nazista".
Per Luigi Bobbio, capogruppo di Alleanza Nazionale in commissione Giustizia, invece questa legge è "fatta nell’interesse di tutti i cittadini di avere più sicurezza e una giustizia rapida e certa. Infatti il provvedimento obbligherà certa magistratura a svegliarsi dal torpore e dalle sacche di inefficienza e impedirà di trascinare procedimenti per anni e anni".
Bocciatura su tutta la linea da parte dell’Associazione nazionale magistrati. "Una brutta legge. Si è cominciato non dalla testa, come sarebbe stato ovvio, ma dai piedi. Avrebbero dovuto prima pensare alla durata ragionevole dei processi e poi, semmai, agire sulla prescrizione. Invece si è fatto il contrario", dice il presidente Ciro Riviezzo. "Adesso - prosegue - vedremo le conseguenze, ci sarà sicuramente una maggiore ingestibilità dei processi e più difficoltà a portarli a termine in tempi utili".
Durissimo anche il giudizio della Cgil-Fp. Secondo il sindacato la ex Cirielli "farà definitivamente esplodere il nostro sistema carcerario" provocando nel 2006 un aumento di 20 mila detenuti "che così passerebbero dalle attuali 61 mila unità a più di 80 mila", mentre la capacità di ricezione delle carceri è per sole 40 mila persone.
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martedì 29 novembre 2005
ore 18:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Belize dedica isola a Berlusconi, si chiamerà "Silvio Bay"
Sarà davvero soddisfatto il premier italiano Silvio Berlusconi. Il governo del Belize, per dimostrargli ammirazione, ha intitolato una delle sue isole al Cavaliere con il nome di "Silvio Bay". Si tratta di un magnifico atollo caraibico, una di quelle località paradisiache con mare cristallino e spiagge. Nei giorni scorsi Berlusconi aveva ricevuto a Palazzo Chigi la delegazione del Belize guidata dal primo ministro Said Wilbert Musa.
La notizia è rivelata dal settimanale "Chi". La settimana scorsa - come anticipa il periodico - il premier Berlusconi ha ricevuto a Palazzo Chigi la delegazione del Belize guidata dal primo ministro Said Wilbert Musa. Nellincontro cera anche lambasciatore Nunzio Alfredo DAngeri. Dopo aver trattato i principali temi di politica internazionale, con particolare riferimento allarea caraibica e centroamericana, Berlusconi e Musa si sono intrattenuti in un amichevole colloquio. In questa occasione il primo ministro beliziano ha rivelato al nostro premier di avergli dedicato unisola: un piccolo paradiso, un tempo identificato col nome Black Birds, che ora si chiama "Silvio Bay".
Negli scorsi giorni al premier era stata intitolata una scuola in Thailandia. in questo caso però si era trattato di un gesto di riconoscenza da parte di operatori italiani che lavorano nella cooperazione internazionale. Era stato Don Gelimini a scegliere di dare alla nuova struttura il nome del presidente del Consiglio italiano.
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