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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


venerdì 7 ottobre 2005
ore 12:37
(categoria: "Vita Quotidiana")



«Scusatemi, ho fatto tardi perché ero con Berlusconi e mettevo a punto la legge elettorale. Nella nuova legge chi ha più voti perde, e dopo il Mattarellum c’è il Faziarellum, che si può sintetizzare così: non ce ne andiamo più se non chiamano la gru»

Roberto Benigni alla «Notte bianca» di Roma, 17 settembre


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venerdì 7 ottobre 2005
ore 11:49
(categoria: "Vita Quotidiana")



Nobel per la pace all’egiziano Mohamed el-Baradei e all’Aiea

STOCCOLMA - Il Nobel per la pace è stato assegnato all’egiziano Mohamed el-Baradei e all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, della quale è direttore generale, per l’impegno contro la proliferazione delle armi atomiche.

Nella motivazione redatta dall’Accademia di Svezia si legge che el-Baradei e l’Aiea sono stati premiati per "i loro sforzi nella prevenzione dell’uso dell’energia nucleare per scopi militari e per l’impegno a far sì che l’energia nucleare sia utilizzata a scopi pacifici nel modo più sicuro possibile".


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venerdì 7 ottobre 2005
ore 09:52
(categoria: "Vita Quotidiana")



Milano, guerra sui nomi delle strade cittadine
di GIUSEPPINA PIANO

Toponomastica e storia recente diventano terreno di battaglia politica nel consiglio comunale di Milano. Ieri, in poco più di un’ora e mezza, è successo di tutto. La Casa delle libertà che governa Palazzo Marino è stata bocciata su una targa in ricordo di Bettino Craxi che la giunta aveva deciso di apporre sul palazzo di piazza Duomo dove Craxi aveva i suoi uffici. E mentre veniva approvata una nuova via Ernesto Calindri, e la dedica della sala del comando dei vigili urbani alla memoria del romanissimo Alberto Sordi (e del suo Otello Celletti), ecco maggioranza e opposizione dividersi anche sulla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Il centrosinistra voleva intitolare una via a Pietro Valpreda, l’anarchico ingiustamente processato per la bomba, il centrodestra si è opposto proponendo piuttosto una strada "alle vittime della strage di piazza Fontana". Risultato: voto congelato, l’Unione fa un passo indietro per "discutere" e "trovare un accordo".

Di sicuro non ci sarà la targa in ricordo di Craxi sul palazzo di piazza Duomo 19, dove per trent’anni ebbe il suo ufficio. Così ha deciso ieri sera il consiglio comunale di Milano, votando una mozione che chiede alla giunta Albertini di revocare la delibera con cui fu decisa a giugno l’apposizione della targa. Mozione presentata dal centrosinistra e approvata grazie anche ai voti della Lega e a un paio di astensioni targate Forza Italia e An. Un dispiacere per quel Nuovo Psi che punta a un’alleanza con l’Unione. Ma Bobo Craxi, oggi alfiere dell’avvicinamento a sinistra, esclude ripercussioni politiche. Tuttavia attacca duramente: "Dei consiglieri comunali di cui nessuno si ricorda neppure il nome si sono divertiti a fare scherzi per un minuto di celebrità. Credo che anche Fassino non sarà per niente contento".

L’opposizione di centrosinistra, invece, non ha trovato alcuna sponda nella Cdl per far passare la via Valpreda. Ma ha evitato di farsi bocciare la proposta: mozione arrivata in aula e subito congelata. Si cercherà un accordo bipartisan sulla memoria storica, ma nessuno crede che il nome dell’anarchico arriverà su una strada. La dicitura che vorrebbe "alle vittime di piazza Fontana e a Pietro Valpreda", infatti, presentata dal centrosinistra come emendamento a una propria mozione che voleva ricordare "come risarcimento morale" solo "colui che fu ingiustamente accusato di un crimine orrendo", non basta al centrodestra. "Se dovessimo intitolare a tutti gli imputati di strage poi prosciolti una strada - la replica di Livio Caputo per Forza Italia - paradossalmente dovremmo avere vie dedicate anche agli uomini di estrema destra imputati per quella strage e oggi prosciolti". Sono stati gli stessi forzisti a proporre la dicitura "alle vittime di piazza Fontana" per uscire dall’empasse, e l’Unione ha accettato di rinviare il voto per discuterne.


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giovedì 6 ottobre 2005
ore 18:34
(categoria: "Vita Quotidiana")



Renato Zero arriva al traguardo
Il sogno di Fonopoli diventa realtà

Renato Zero ringrazia innanzitutto se stesso. Per la caparbietà con cui continua da quindici anni a credere nel sogno di Fonopoli. "Quella di oggi è una vittoria del ragazzo della Montagnola" esordisce l’artista, mostrando finalmente il progetto che sarà realizzato - ormai è ufficiale - entro la primavera del 2008 in un’area di tre ettari tra via della Magliana, il raccordo anulare e l’autostrada Roma-Fiumicino.

Un sogno che da oggi si avvia a concretizzarsi, grazie all’intervento massiccio del Comune di Roma che si prende interamente carico del finanziamento e della realizzazione dell’opera, che verrà poi affidata alla gestione dell’associazione Fonopoli. Il progetto è stato presentato questa mattina alla Casa del Jazz dal suo autore, l’architetto Tommaso Valle, insieme al sindaco Walter Veltroni, gli assessori al Patrimonio e alla Cultura, Claudio Minelli e Gianni Borgna.

"E’ la vittoria di un ragazzo di periferia, Renato Fiacchini" ha aggiunto l’artista, "che deve molto alla borgata dove è cresciuto. E questa giornata la dedico a loro, ai ragazzi di periferia, ai borgatari, ai coattoni. Devo a loro il successo di una voce che finalmente diventa coro. Un grido di battaglia che vuol dire non solo che lo spettacolo continua, ma che la vita ha bisogno di voi".

Mostrando orgoglioso il progetto della struttura con gradinate, percorsi pedonali, ampie vetrate, palcoscenici al chiuso e all’aperto, Renato Zero ha ricordato l’idea iniziale. "Fonopoli è una creatura insolita, non ci si poteva aspettare di meno dalla nostra fantasia. Sarà dedicato alla danza, al teatro, alla musica e, qualunque sia l’espressione artistica, il teatro è fornito di una regia audio e video per registrare tutto ciò che accade. Quindi, al termine di ogni spettacolo si potrà avere a costo irrisorio un dvd o un cd del concerto".

Era il 1990 quando Renato Zero si presentò all’architetto Tommaso Valle con lo schizzo di una struttura a forma di coccodrillo. Pochi anni dopo il Comune di Roma sposò l’idea di Fonopoli, ma solo oggi, a distanza di oltre un decennio, l’amministrazione capitolina annuncia che le difficoltà di reperire finanziamenti sono state superate, il progetto è stato modificato e finalmente il grande centro musicale, sportivo e culturale ideato dall’artista potrà cominciare a vedere la luce.

"Lo schema di origine del progetto" ha precisato Veltroni, "prevedeva la costruzione nell’area di numerose attività commerciali per rientrare dei costi, che avrebbero appesantito il quartiere. Oggi invece ci assumiamo noi il compito di realizzare un grande spazio sociale e culturale in periferia, in una zona che verrà investita del grande progetto di riqualificazione dell’architetto Richard Rogers".

Oltre alle sale per concerti rock e sinfonici, megaschermi per proiezioni cinematografiche e spettacoli di prosa, balletti e conferenze, sono previsti anche spazi per attività sportive, ristoranti e un asilo nido per i bambini del quartiere. "Sarà uno spazio culturale e sociale immerso nel cuore della periferia di Roma, elevando la qualità della vita soprattutto nelle zone meno centrali", ha detto ancora il sindaco di Roma.

Due le fasi della realizzazione del progetto. La prima prevede la costruzione della struttura principale, l’auditorio con circa 4000 posti. Avrà un costo iniziale di 15 milioni di euro e sarà terminata entro due anni e mezzo. In un secondo momento saranno invece realizzati i due teatri all’aperto e i laboratori artigiani. E solo allora il sogno potrà dirsi completamente avverato.


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giovedì 6 ottobre 2005
ore 18:17
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 6 ottobre 2005
ore 17:52
(categoria: "Vita Quotidiana")



Scattone dopo la cella la cattedra

Giovanni Scattone è uscito dal carcere il 2 aprile del 2004, dopo aver scontato due anni e quattro mesi di prigione. Il Tribunale di sorveglianza lo ha ammesso in prova ai servizi sociali affidandolo alla formazione dei portatori di handicap. La Cassazione gli aveva cancellato la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e per questo il suo nome è stato ammesso nella graduatoria per le supplenze nei licei. Così, da una settimana circa, ricopre il ruolo di supplente alla cattedra di Storia e Filosofia di un liceo della periferia romana. La preside dell’istituto Primo Levi, Giuliana Stanzione, spiega a Repubblica che nessuno degli studenti si è lamentato del professore. Anche se fuori dalla scuola i genitori non nascondono la loro perplessità. "E’ davvero assurdo che una persona condannata per l’omicidio di una studentessa insegni ai nostri figli - dicono - Questo lo trovo fortemente diseducativo". Al contrario ai ragazzi sembra piacere. In classe pare che si faccia capire bene, che sia paziente e che riesca a mantenere alta l’attenzione durante le lezioni e pure la disciplina.


Il processo Marta Russo è stato uno dei casi più controversi e discussi che tanto fecero parlare l’opinione pubblica. Scattone, come del resto anche il suo amico e collega Salvatore Ferraro, si è sempre proclamato innocente. Il delitto avvenne fuori dall’università La Sapienza di Roma il 9 maggio del 1997. Marta Russa venne colpita da un proiettile alla testa mentre passeggiava con un’amica in uno dei viali attorno alla facoltà di Filosofia. Il 2 giugno 1999 la Corte d’Assise condannò Scattone a sette anni per omicidio colposo ritenendolo copevole di aver sparato alla studentessa da un’aula dell’ateneo romano. Il 7 febbraio 2001 in Appello la condanna fu ad otto anni, ma la sentenza venne annullata dalla Cassazione qualche mese più tardi. Infine la sentenza definitiva arrivò nel dicembre del 2003 quando Scattone venne condannato a cinque anni e quattro mesi di carcere per omicidio colposo.


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giovedì 6 ottobre 2005
ore 17:44
(categoria: "Vita Quotidiana")



Centomila anni di sesso
A Dresda la mostra dell’eros

Dai graffiti erotici alle statuette. Dai mosaici alle prime fotografie. Se il primo amplesso dell’umanità non ha lasciato traccia, dall’arrivo dell’Homo Sapiens in Europa si sono accumulati nei millenni moltissimi documenti sulla vita sessuale dell’uomo. Da ieri raccolti in piccola parte in una mostra apertasi al Palazzo Giapponese di Dresda, in Germania orientale, dove resterà fino al gennaio prossimo.

I graffiti delle caverne paleolitiche francesi a Le Portel (vecchi di 12.500 anni), le statuette dell’età del bronzo con gli attributi in evidenza, gli espliciti mosaici ed affreschi di Pompei testimoniano l’interesse intramontabile dell’umanità per il sesso, inteso ovviamente non come semplice atto di riproduzione.

"Il sesso è vecchio quanto l’umanità, e noi siamo la sua prova vivente", ha detto l’archeologo tedesco Christian Gliwitzi oggi a Dresda, dove si è inaugurata la mostra, dal titolo inequivocabile: ’Centomila anni di sesso’.

Cronologicamente si va dal Paleolitico alla fine del XIX secolo, l’ambito di diffusione dei reperti è limitato all’Europa per arginare in qualche modo lo sterminato materiale disponibile. I 250 reperti in mostra, proveniente da 60 musei di numerosi paesi europei (compreso quello di Archeologia Sudtirolese di Bolzano), tracciano con dovizia di particolari una vera e propria storia erotica del Continente.

Si parte con i triangoli rappresentanti la vulva femminile, incisi sulle pareti di caverne abitate tra 30 mila e 12 mila anni prima di Cristo. C’è un grosso ditale con la punta aperta (trovato nella ’Tomba del Pene d’Orò a Varna, in Bulgaria e risalente al 4300 a.C.), a conferma che l’abbigliamento sexy non è una scoperta recente. C’è anche un gonnellino di treccine di spago, unite tra loro solo alla cinta ed all’attaccatura della coscia, che nel movimento lasciavano trasparire le forme femminili, trovato in una tomba del 1.400 a.C. a Egved, in Danimarca.

Una vera orgia di immagini a carattere sessuale è arrivata fino a noi da manufatti e statue del periodo greco, quando l’erotismo interessava di più dell’appena inventata filosofia. Le raffigurazioni spaziano dai gesti di culto verso il fallo (Phallos, la parola viene dal greco) simbolo della fecondità, alle scene di amplessi alla maniera classica o a quella ’greca’.

Più pragmatici i romani, che hanno lasciato non solo grazie a Pompei un segno indelebile del loro interesse per l’argomento. Verso la seconda metà del XIX secolo vicino ad Arnheim in Olanda furono trovati alcuni oggetti di epoca romana, tra i quali il più interessante era un fallo con le ali, realizzato in bronzo, una testimonianza vecchia di millenni della sinonimia in molte lingue (compreso l’italiano) tra la parola ’uccello’ e pene.

Uno schizzo di Leonardo da Vinci, realizzato nel XV secolo per illustrare l’atto sessuale tra un uomo ed una donna attraverso una sezione longitudinale del loro corpi, corredato con l’obbligatoria scrittura speculare (Leonardo era mancino), conclude il periodo dedicato al Medioevo, con statuine di uomini dalla testa d’oro ed una piena erezione del V secolo d.C (provenienti da Lunda, Svezia). Riforma e controriforma, il Secolo dei Lumi e anche il bigotto Ottocento hanno lasciato anche loro le tracce sul tema, che la mostra usa per completare l’arco della ricerca.

La mostra si conclude con alcune delle prime fotografie di nudi femminili in pose erotiche, scattate tra il 1852 ed il 1880. Rappresentano le antesignane della enorme mole di immagini e scene pornografiche del nostro tempo che ora sono un tema principale, per esempio, di internet.





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giovedì 6 ottobre 2005
ore 17:29
(categoria: "Vita Quotidiana")


quante balle...
Bush: "Dopo l’11 settembre
sventati 3 attacchi negli Usa"

WASHINGTON - Dopo l’11 Settembre 2001, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno bloccato dieci attacchi terroristici in tutto il mondo, di cui tre sul territorio Usa, e hanno intercettato cinque preparazioni di attentati e diversi trasporti di armi. L’ha oggi detto il presidente George W. Bush, in un discorso pronunciato al National Endowment for Democracy sulla strategia dei terroristi e il conflitto in Iraq.


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giovedì 6 ottobre 2005
ore 16:53
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Blackout informativo totale"
Il Vaticano blinda il Sinodo

Accusata fino a ieri di sovraesposizione mediatica e ingerenza nella politica italiana, la Chiesa usa l’atteggiamento opposto per quanto riguarda le questioni interne al Vaticano. E’ stato deciso il blackout informativo sul sinodo dei vescovi. Nessuna notizia su quanto avviene all’interno, nessun resoconto ufficiale della discussione in corso: tutto è lasciato alle indiscrezioni.

Se il Papa ha introdotto la novità di un’ora al giorno di discussione libera (dalle 18 alle 19) per questo sinodo, già nei giorni scorsi l’assemblea sinodale e il Vaticano hanno imposto di non diffondere le notizie relative ai contenuti di questi interventi ma di riferire solo l’argomento trattato.

Oggi un’altra restrizione: non deve essere riferito nemmeno il nome di chi ha toccato un determinato argomento. Ad annunciarlo nell’ultima seduta di discussione libera è stato lo stesso segretario generale de sinodo, Nikola Eterovic, rivolgendosi all’assemblea sinodale. "State tranquilli gli addetti stampa non riferiranno i vostri nomi", ha detto al principio dei lavori. E così è accaduto.

La motivazione di queste limitazioni sono giustificate dal timore che i padri sinodali potrebbero non sentirsi a proprio agio sapendo che i loro interventi nella discussione libera vengono riportati con un certo clamore sulle pagine dei giornali.

E in effetti in questi giorni sono stati molti e delicati i temi affrontati: dal celibato per i preti all’ordinazione dei laici sposati, dall’aborto all’assenza crescente di sacerdoti e vocazioni. Molti interventi nella discussione libera di ieri sera, hanno sollevato la questione degli abusi liturgici che si verificano durante le messe, sia da parte dei sacerdoti che dei fedeli.

Qualche indiscrezione comunque filtra. Per esempio le parole del vescovo haitiano Pierre-Antoine Paulo che ha ricordato che l’eucaristia cristiana "è radicata nella pasqua ebraica" e nella esperienza di liberazione del popolo ebraico. Si tratta dunque di trarre le conseguenze di questo anche "per la liberazione dell’uomo: la Chiesa - ha sottolineato - non esclude la liberazione nè una certa teologia della liberazione".

Oppure il problema è stato sollevato dal vescovo nigeriano Michel Christian Cartateguy sulla possibilità di ammettere alla comunione le donne cristiane sposate a un musulmano, che , già escluse dalla comunità musulmana, si sentono ai margini anche di quella cristiana.

Ancora è tornato il tema dell’intercomunione, cioè delle celebrazioni comuni fra cattolici e altre chiese cristiane. In particolare, è stato sollevato il problema del rapporto fra cattolici e ortodossi. A Mosca, ha spiegato un padre sinodale, probabilmente l’arcivescovo moscovita monsignor Kondrusievic, esistono più di 500 chiese ortodosse e solo due cattoliche. Eppure alcuni fedeli ortodossi vengono a confessarsi nella chiese cattoliche. A questo proposito è stato chiesto al cardinale Scola di fare un documento che contenga tutte le proposte venute fino ad ora sul questo tema.


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giovedì 6 ottobre 2005
ore 16:23
(categoria: "Vita Quotidiana")



TERRORISMO: AL QAEDA CERCA PERSONALE, ANNUNCIO SUL WEB

Al Qaeda cerca personale: il ’network del terrore’ ha messo un annuncio pubblicitario su Internet per trovare adepti che sappiano scrivere comunicati web e montare video. Sul sito del giornale arabo "Asharq al-Awsat", che ha sede a Londra, e’ apparso un annuncio per segnalare che al-Qaeda cerca "personale" per la produzione di video e la compilazione di comunicati sulla guerriglia in Iraq, i territori palestinesi, la Cecenia e le altre zone in cui e’ attivo l’estremismo islamico. Il quotidiano assicura che il ’Global Islamic Media Front’, la rete di propaganda dell’organizzazione terroristica internazionale, "avvicinera’ i membri interessati e che li contattera’ via e-mail"; ma non chiarisce come i militanti possano prendere appuntamento con l’organizzazione di propaganda qaedista. Neanche una riga neppure sul salario: "Ma ogni musulmano sa -scrive il quotidiano- che la sua vita non appartiene a lui, bensi’ alla nazione islamica violata il cui sangue viene versato. E nulla deve avere la precedenza su questo".


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