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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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mercoledì 21 marzo 2007
ore 16:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
«E una strega». E perde il posto a scuola di Deborah Bonetti
LONDRA – L’Inghilterra è da sempre famosa per i suoi castelli popolati da fantasmi, per i suoi maghi come Harry Potter e i suoi folletti, ma la maggior parte di persone concorda nel definire tutto ciò nient’altro che leggende, credenze, superstizioni. Invece, proprio nel giorno dellequinozio di primavera, spunta una strega in carne e ossa, che denuncia il proprio datore di lavoro per discriminazione. Parliamo di Sommer De La Rosa, una graziosa "streghetta" di 34 anni, che è stata licenziata dalla scuola dove lavorava perché è «una strega bianca».
«NON HO FATTO INCANTESIMI» - Sommer, che ammette di praticare la religione Wicca (una versione spirituale e religiosa della stregoneria) è stata allontanata dall’istituto, dove faceva l’assistente di classe, perché «insegnava agli alunni cose inappropriata». Ma la De La Rosa, che ha trascinato la scuola in tribunale, sostiene di non aver mai fatto alcun incantesimo a scuola, di non aver cercato di convertire nessuno studente (pratica vietatissima nella religione Wicca, che si oppone al proselitismo) e di non essere arrivata a bordo di una scopa volante. Quindi, sostiene la Sommer, le devono ridare il posto di lavoro. Alla prima udienza in tribunale, la De La Rosa ha dichiarato: «Sono stata trattata con diffidenza dagli altri membri del corpo insegnante per via della mia religione pagana. Quando hanno scoperto che ero una strega bianca sono cambiati nei miei confronti. Mi parlavano solo se strettamente necessario».
«ARRIVA IN RITARDO» - Il trattamento, che forse risulta comprensibile per chi non è abituato ad avere streghe come colleghe, è sembrato invece estremamente ingiusto a Sommer, Wiccan convinta. Il culto conta circa 150 mila persone nel Regno Unito e più del doppio in America. La De La Rosa ha anche aggiunto di essersi offesa quando una maestra le ha imposto di togliersi un ciondolo con il pentagramma, uno dei simboli tradizionali del paganesimo. Sommer, che insegnava musica e educazione religiosa ora rivuole il posto, ma la scuola è contraria, dicendo che la donna arrivava in ritardo e insegnava cose molto dubbie ai suoi allievi. Il processo, nella cittadina di Hove, continua.
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mercoledì 21 marzo 2007
ore 12:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 20 marzo 2007
ore 17:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Principessa di morte! Principessa di gelo! Dal tuo tragico cielo scendi giù sulla terra! Ah, solleva quel velo! Guarda, crudele, quel purissimo sangue che fu sparso per te!
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martedì 20 marzo 2007
ore 14:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Università, Mussi riforma il triennio: massimo 20 esami e meno corsi di laurea
ROMA - Novità nella didattica universitaria. Dopo averlo più volte annunciato, oggi il ministro Fabio Mussi ha emanato oggi il decreto ministeriale di riforma delle nuove classi di laurea triennali e magistrali.
Il provvedimento è stato varato dopo aver acquisito i pareri del Cun (Consiglio universitario nazionale), della Crui (Conferenza dei rettori), del Cnsu (consiglio nazionale studenti universitari) e delle commissioni parlamentari competenti.
Sostanziali alcune delle modifiche previste dal decreto. In particolare, nelle lauree conseguite durante il corso triennale è previsto un massimo di 20 esami, per un massimo di 180 crediti; mentre per le magistrali di 12, con un massimo di 120 crediti. Con il conseguente invito alle Università a far sì che più moduli vengano aggregati, per raggiungere una minore frammentazione didattica.
Inoltre, la modifica prevede che agli studenti che nellambito di una stessa classe si trasferiscano da ununiversità a unaltra o da un corso di laurea a un altro, verrà garantito il riconoscimento di almeno la metà dei crediti accumulati fino a quel momento.
Infine, viene ribadito che il limite dei crediti formativi riconoscibili per le conoscenze e le abilità professionali, ai fini della laurea triennale o della laurea magistrale, è pari rispettivamente a 60 e 40.
"Leffetto prevedibile del nuovo decreto - fa notare il ministero dellUniversità - è quello di una consistente diminuzione e di una parallela riqualificazione dei corsi di laurea esistenti".
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martedì 20 marzo 2007
ore 10:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Gino Strada: «Via tutti» «Così ho mediato per uin governo che loro odiano» di Francesco Battistini
KABUL — Era lì ad aspettarlo sulla porta dellospedale di Lashkar Gah. Fumando. Nervosissimo. Gino Strada conosce Daniele Mastrogiacomo da una vita e da due settimane ce laveva stampato nei pensieri, negli incubi. Eppure: «Quando mi si è parato davanti, quasi non lho nemmeno guardato. Non lho riconosciuto: sembrava un talebano».
Labbraccio forte, un po di commozione intorno. Parole attese e una tensione che Gino, ci aveva confessato una sera, «raramente ho provato in vita mia». Dire che era cominciata bene, non si può. Prima ancora che arrivasse a Kabul, dovendo mollare linaugurazione dun ospedale in Sudan, il chirurgo sera trovato a ricucire lennesima gaffe. E martedì scorso, quandera atterrato per prendere in mano il più complicato e pericoloso sequestro dun italiano in Afghanistan, a un certo punto gli era anche scappato di dirlo: «Ma che cazzo gli è venuto in mente a DAlema di parlare di "canali umanitari"? È come metterci letichetta! Con che faccia vado a trattare laggiù? Con quella duno che sono sette anni che si fa un mazzo così per aiutare gli afghani e adesso, invece, si trova qui a rappresentare proprio il governo dun Paese che loro odiano? Sia chiaro, eh? Io lho detto subito — sera messo a gridare in cucina —: fuori dai coglioni il Sismi, i Ros e tutti quei signori! Se hanno un capo, che li richiami subito. O noi, o loro». Dire che non avesse ragione, non si può.
«Se non era per Emergency che aveva gli uomini giusti...», sospira adesso il Daniele liberato. Lospedale di Lashkar Gah è stato il crocevia dei contatti, delle liti, delle voci. Come quella dun elicottero militare inglese che laltro giorno a un certo punto si sarebbe messo di mezzo, nella fase più delicata dello scambio, facendo esplodere lira del dottor Strada. Ira annusata, trattenuta. Troppi contatti, troppa confusione nella trattativa: «Quel che sto vedendo, lho già visto altre volte — disse un altro pomeriggio, mentre in cucina si tiravano le tagliatelle che di solito tira lui per svagarsi e lui invece stava di là, al telefono, sempre appiccicato —. È cominciata la solita corsa, la solita gara a chi è più bravo. Tutti ad aprire i canali. Speriamo che non finiamo per incasinarci troppo...».
Una settimana senza dormire. Senza staccare un attimo. Le telefonate con DAlema, «ciao Massimo». Con Ezio Mauro. Con la moglie di Mastrogiacomo. A mangiare pochissimo, a giocarsi tutto, pensando a quanti mediatori si bruciano in queste trattative: «Non labbiamo mai visto crollare un attimo — raccontano i suoi —, neanche il giovedì dellaudio, quando sera messa proprio male e sembrava che i talebani lavessero tagliato fuori». «Grande, grande Gino!», è stato lemozionato saluto di Daniele. Ieri a Emergency hanno accolto quindici sciancati, feriti, ultimi che nessuno vuole. Come in un giorno normale. Almeno la sera, sè festeggiato? «Siamo tutti troppo stanchi. Si cena, si guarda un po di tivù. E poi a dormire».
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lunedì 19 marzo 2007
ore 17:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 19 marzo 2007
ore 13:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 19 marzo 2007
ore 12:52 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LUniversità dei prof "esterni": in molti atenei sono più della metà di MASSIMILIANO PAPASSO
Il ministro Mussi qualche settimana fa li ha definiti come "lo zoccolo duro delluniversità". Senza di loro molti rettori sarebbero costretti a chiudere bottega e alcuni studenti molto probabilmente non potrebbero nemmeno laurearsi. Eppure dal prossimo anno accademico, quella dei docenti a contratto, sarà una figura destinata a ridimensionarsi radicalmente nel panorama accademico italiano. Lo prevede il decreto approvato in questi giorni e che fissa un tetto molto rigido allutilizzo dei cosiddetti "contrattisti": in pratica per ogni corso di laurea, vecchio o nuovo che sia, le università dovranno garantire che almeno il 50% del personale docente utilizzato per la didattica sia di ruolo.
Stop quindi ad insegnamenti appaltati a personale esterno, esperti e professionisti di vario genere che le università ingaggiavano con contratti di diritto privato per poche centinaia di euro allanno. Un fenomeno che negli ultimi tempi ha fatto registrare un vero e proprio boom dato che i docenti a contratto sono arrivati ad avvicinarsi pericolosamente alla somma dei professori ordinari, associati e ricercatori, a cui normalmente dovrebbe essere affidato il settore della didattica nelle università italiane.
I dati. Secondo di le cifre raccolte dallufficio di statistica del Ministero dellUniversità, nello scorso anno accademico sono stati 48.797 i docenti a contratto reclutati dagli atenei. Di questi a ben 33.008 è stata affidata la titolarità di un insegnamento ufficiale. Ovvero per 12 mesi esperti di un determinato settore, liberi professionisti o semplici laureati dal curriculum accattivante hanno svolto in tutto e per tutto le funzioni di un docente universitario tenendo lezioni, presenziando alle sessioni desame, ricevendo gli studenti e assegnando tesi di laurea. Un lavoro che normalmente ai docenti di ruolo frutta migliaia di euro lanno e che invece ad un "contrattista" viene riconosciuto con una retribuzione, nella migliore delle ipotesi, di appena mille euro ad incarico. Un fenomeno in continua ascesa visto che negli ultimi cinque anni il numero dei docenti a contratto si è moltiplicato del 126%, passando da quota 21.536 del 2000 ai quasi 50 mila del 2005 (ultimo dato disponibile).
Gli atenei a contratto. La moda di affidare a non accademici moduli didattici o un intero corso universitario ha contagiato quasi tutti, senza molte differenze tra atenei pubblici e privati. In testa a questa speciale classifica cè lUniversità di Bologna con 2.744 docenti messi sotto contratto nel 2005, di cui 1148 erano titolari di insegnamenti ufficiali. Seguono la Cattolica di Milano con 2706, lUniversità di Padova con 2124 e quella di Pavia con 2124 contrattisti. Ma se per alcuni di questi atenei la proporzione tra docenti di ruolo e a contratto è ancora a favore dei primi (la somma dei professori ordinari, associati e ricercatori dellAlma Mater bolognese è di 3092) per altre università, soprattutto quelle più piccole, la realtà è completamente ribaltata. E il caso, tra gli altri, dellateneo di Ferrara dove a fronte di 678 docenti di ruolo quelli a contratto sono 1400, di cui quasi il 90% è titolare di insegnamenti ufficiali. Oppure di alcune facoltà della Sapienza di Roma (Architettura, Psicologia, Scienze della comunicazione, Sociologia) dove il numero di docenti a contratto supera quello di tutti i docenti di ruolo messi insieme, inclusi i ricercatori.
Questione di budget. Le cause che hanno spinto gli atenei a ricorrere ad un così massiccio utilizzo di docenti a contratto sono soprattutto di natura economica. Visto che molto spesso chi accetta di insegnare alluniversità, svolgendo molto spesso un altro lavoro, si accontenta anche di poche centinaia di euro. Facendo risparmiare così alle università cifre considerevoli. "Non tutti i docenti a contratto vengono sottopagati - spiega Alessandro Perfetto, dirigente dellarea amministrativa dellateneo emiliano - . Soprattutto nelle facoltà di nuova istituzione, le retribuzioni possono anche adeguarsi attorno ai 10/15 mila euro lanno. Dipende dai singoli casi. Più in generale, poiché la stragrande maggioranza di questi docenti sono dei professionisti o esperti che svolgono anche un altro lavoro, gli stipendi possono essere anche al di sotto dei mille euro. Certo in linea generale i docenti a contratto per le università italiane rappresentano sicuramente un vantaggio in termini economici, visto che il loro stipendio incide diversamente sulle casse dellateneo rispetto a quello di un professore di ruolo. Ma non dimentichiamo che le università negli ultimi cinque anni hanno dovuto fare i conti con una crescita senza freni dellofferta formativa. E quella dei docenti a contratto era lunica strada percorribile per tenere i bilanci sotto controllo".
Tutta colpa del "3+2". In effetti se il decreto del 21 maggio del 1998 parlava di docenza a contratto solo nel caso in cui le università dovessero "sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche", lasciando quindi intendere la straordinarietà della norma, gli atenei nella realtà si sono fatti prendere un po la mano facendo ricorso ai contrattisti senza pensarci su due volte. Soprattutto perché con lentrata in vigore del sistema del "3+2" la priorità era diventata quella di assicurare linsegnamento di migliaia di nuovi corsi di laurea senza pesare eccessivamente sulle casse dellateneo. "La volontà del ministro Mussi di mettere un freno a questo fenomeno ci trova abbastanza daccordo - dice Silvano Focardi, rettore dellUniversità di Siena, che lo scorso anno aveva poco più di mille docenti a contratto - Già da questanno nel nostro ateneo abbiamo previsto un taglio del 20% alle supplenze e ai singoli contratti. Sicuramente le università in questi anni hanno abusato di questo istituto ma è tutto collegato allentrata in vigore del "3+2", visto che con il ricorso ai docenti a contratto si poteva facilmente far fronte a qualche carenza dal punto di vista organico. A mio avviso però considerare tutti le tipologie di docenti a contratto come dei precari delluniversità è sbagliato. Tra di loro, è vero, ci sono molti professionisti che tengono degli interi corsi universitari e seguono i ragazzi anche durante le tesi, ma ce ne sono anche altri che entrano in aula solo per qualche ora".
"Più ore ai prof". Ma adesso che il decreto varato dal ministro Mussi riporterà la situazione alla normalità, il vero rischio per gli atenei è che il taglio dei contrattisti finisca con il compromettere del tutto i già traballanti bilanci delle università. "Soldi in più soprattutto in questo particolare momento non ce ne sono - assicura il rettore Focardi - Come faranno gli atenei a sostituire i contrattisti non lo so. Unidea potrebbe essere quella individuata dalla legge 230 sullo status giuridico della docenza che prevedeva un aumento delle ore di insegnamento dei professori universitari fino a 120 ore, contro le 60 attuali. La priorità adesso è non incidere ulteriormente sui bilanci".
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venerdì 16 marzo 2007
ore 11:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
i futuri incontri di belle amanti scellerate saranno scontri saranno cacce coi cani e coi cinghiali saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
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venerdì 16 marzo 2007
ore 09:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Pestaggio mortale dei secondini negli Usa In Florida Martin Lee, un ragazzo di 14 anni, è morto in ospedale dopo essere stato aggredito in carcere
TAMPA - Incastrate da un video lungo 36 minuti: le guardie di un carcere minorile in Florida, che si sono sempre dichiarate innocenti, sono stateinvece riprese mentre massacravano di calci e pugni un giovane di 14 anni, Martin Lee Anderson. Nelle immagini, dopo il pestaggio, dopo oltre venti minuti si vede arrivare una persona con un camice bianco e solo dopo 35 gli infermieri caricano il corpo esanime del giovane su una barella. E questa, in breve di Martin Lee Anderson, morto il giorno dopo il pestaggio in ospedale.
SEVIZIE - Le sevizie, a cui è stato sottoposto il ragazzo, non si sono limitate alle botte. La testa del ragazzo è stata sbattuta più volte contro il terreno, e poi contro uninferriata. Martin Lee prima del pestaggio aveva avuto uno sventimento mentre faceva ginnastica. Le guardie, sosteneva la difesa, stavano solo cercando di farlo riprendere. Dopo la diffusione del video shock, però, la posizione della difesa è sempre più scricchiolante. I condannati rischiano infatti 30 anni di carcere e lo stato della Florida di dover risarcire 40 milioni di dollari alla famiglia Anderson.
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