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ElisaL, 32 anni spritzina di A Country Somewhere CHE FACCIO? tengo a bada l'overload del cervello Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Mail su mail HO VISTO - Come passa il tempo - Che il mio istinto non sbaglia. Eh no. Oserei dire mai. STO ASCOLTANDO Elisa - Toto - Duran Duran - Luftbrucke - vario ed eventuale ABBIGLIAMENTO del GIORNO Maglioncino e jeans (evvai di denim!) ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... La tennnologia! OGGI IL MIO UMORE E'... Buono E comunque, sempre: ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
![]() "I swear I see what is better than to tell the best; It is always to leave the best untold." (Walt Withman)
martedì 9 maggio 2006 - ore 15:52 Resoconto londinese... (ok, è lungo... prendete fiato...) Difficile ripartire da Londra proprio quando ti ci stavi ri-abituando. Difficile ripartire dopo soli 4 giorni. Paradossale, quasi, affermare che mi sono abbronzata a Londra, e di più: mi sono pure rimasti i segni della maglia che avevo. Si perché caso vuole che proprio i giorni in cui ero lì fossero straordinariamente assolati, tanto da meritarsi battute varie ai tg mattutini della Bbc (“Panorama insolito oggi eh?” –diretta al Giuliacci della situazione- e anche: “In questi giorni il tempo a Londra è davvero inconsueto, per il suo clima: 27 gradi, più di Roma”). E mentre mi dirigevo verso il Boeing 737-800 che mi riportava a Treviso, guarda un po’, pioveva…. Quattro giorni sono pochi, inutile dire che anche stavolta sarei rimasta ancora lì. Mi chiedo se, passata la novità, potrei mai stancarmi di questa città. Perché anche se dicono cavolate, o parlano del più e del meno, o fanno una battuta, mi piace sentire che l’inglese è tutto intorno a me (citazione…). Riporto frammenti, perché sarebbe impossibile fare una stesura logico-consequenziale-dettagliata di questo breve soggiorno. Quindi direi che: - Accidenti all’hotel e all’avere solo marmellate di arancia, fragola o more per colazione. Scelta meno peggio: arancia. Almeno l’hotel era pulito e rinnovato, buona scelta quindi. (tre giorni a passare in rassegna pagine su pagine internet hanno servito…) - Evviva Harrods e tutti i suoi “luxurious goods”. Soprattutto la tv al plasma della LG, la più grande finora, 72 pollici, relativo impianto home-theatre e dvd… Il tutto, udite udite, PLACCATO ORO testuali parole dalla targhetta (traduco) : “Abbiamo realizzato questo gioiello di impianto in oro per poter rendere il suono più performante, e dare un tocco di classe al vostro salone”. E io che, a prima vista, pensavo fosse solo una colorazione dorata. Se se…! Non riesco a descrivervi l’impatto visivo di cotanta preziosità. E già il plasma a 72”, credetemi, è un bel vedere. - Evviva Harrods, ancora, perché non riesco mai a girarlo tutto (cosa penso impossibile se non ci dedichi due giorni pieni). E anche perché non sarebbe Harrods se non ci perdi l’orientamento almeno una volta. Impossibile, anche questo, da spiegare. - Fantastici i pubs londinesi, manco a dirlo, molteplici e tutti pittoreschi, pieni di gente. E se c’è una cosa che costa meno di qua (forse una delle uniche cose…) è il bere. Record al minimo: mezza pinta pagata l’equivalente di 2 euro. - Merita tantissimo trovarsi alle 11 a Buckingham Palace per il cambio della guardia. Specie se c’è un sole pieno e ti ustioni il lato sinistro del collo… Bella parata, l’orchestra, le guardie e i cavalli tutti tirati a lucido… - Merita tantissimo il panino “ham & cheese”di un bar in zona Victoria. Posso affermare il contrario di un panino sempre prosciutto e formaggio di un bel pub a Carnaby Street: servitomi FREDDO. Non sapevo che in alcuni posti viene servito freddo. Accidenti, ora lo so. Immaginate addentare prosciutto alto quasi un centimetro, e formaggio freddo… Per me non è stata una grande esperienza…vabbè, sarò delicata. W il sandwich caldo. - Istruttivi e interessanti lo Science Museum e il Natural History Museum. Anche solo per tutti gli spazi interattivi che ci sono. Foto di rito col modulo originale dell’Apollo 10, e con “Forest Pig” (maiale de furesta–cinghiale), scimmie, aerei, motori, gemme, dinosauri, termometri, razzi ecc… - D’effetto la stanza al Natural History con la ricostruzione esattamente fedele del terremoto che colpì la città di Kobe in Giappone nel 1995 mietendo 6000 vittime. Ci si trova all’interno di un mini supermercato (le immagini che fecero il giro del mondo furono proprio quella di una telecamera a circuito chiuso) dove viene riprodotta la stessa scossa ondulatoria di 7,3 gradi scala Richter. Impressionante, se si pensa che fu proprio così. - Il negozio di giocattoli più grande di Londra (beh, è un palazzo intero…), Hamleys, da visitare anche se sembra non interessarti (è il mio caso, sono entrata per curiosità e ne sono uscita entusiasta, in più con un peluche a forma di maialino/diavoletto che ride a crepapelle e vibra con suoni e movimenti). E un sacco di cose mai viste qui. - Sarebbe stato da filmare il bambino di circa 8/9 anni che stava giocando a “Guitar Hero”, nuovo gioco della Playstation 2, dove imbracci una chitarra e devi seguire la musica (tutte canzoni famose) e farci gli accordi e gli assoli che ti vengono indicati dalla lettera corrispondente che si illumina. Avevo le lacrime agli occhi a forza di ridere guardando questo biondino con la chitarra quasi più grande di lui, suonare PERFETTAMENTE le parti di “I Love Rock And Roll”. Troppo rocker nell’animo! - Sarebbe stato da filmare anche l’ometto puntualmente vestito simil-Elvis che, a sorpresa, dentro al treno della metropolitana in corsa ha acceso il suo amplificatorino e si è messo a suonare “Johnny Be Good”. Troppo convinto. - Sarebbe stato bello fare un giro sul London Eye, la ruota panoramica più grande del mondo (135 mt.), ma faceva un caldo bestiale e tutti si sventolavano dentro alle cabine, in più 18 euro a testa non sono pochi… Prossima volta, maybe. - Oltre a non avere il bidet, gli inglesi hanno spesso due rubinetti separati per l’acqua calda e fredda, e quasi sempre il lavandino è piccolissimo, anche se la stanza magari è abbastanza ampia e ci sarebbe stato tutto lo spazio a sufficienza per un lavabo ragionevolmente più grande. Spesso nei ristoranti non riuscivo nemmeno a sciacquarmi le mani! - Proficue le loro file ordinate e lo stare rigorosamente a destra sulle scale mobili. - Insidiosa e fastidiosa la bufera che si scatena in alcune metropolitane (Piccadilly su tutte) all’arrivo del treno. - Bizzarro incrociare gente che io chiamavo “Gennaio”, e altri chiamati “Agosto” rispettivamente per: essere vestiti in cappotto e sciarpa di lana, essere in canottiera e infradito. Pur nella stessa soleggiata giornata di Maggio. Entrambi comunque paradossali. Specie la versione "canotta di sera". - Istruttivo anche l’ispezionamento del mio bagaglio a mano (la mia semplice borsa) in aeroporto a Stansted. Avevo pure i minuti contati, vabbè. Dapprima una poliziotta ispeziona per bene me (eppure avevo la faccia più da brava ragazza di tutti/e! -sarà per quello...hehe...), poi l’addetta alla dogana mi chiede se può guardare nella mia borsa. “E’ il Suo lavoro”, le dico sorridendo io. Così apre per bene tutto, anche il portafoglio, e mentre sbircia le 15 sterline che mi erano rimaste (tra l’altro del mio ragazzo), fa la linguetta trovandole appetibili. Io la smorzo dicendole con una battuta che non avrebbe trovato molti soldi perché Londra è molto cara. Lei ride. Poi con un aggeggio fatto a mestolino con un filtro usa e getta mi passa in rassegna tutta la borsa, passa sopra i cellulari e dentro i vari scomparti. Mi requisisce momentaneamente i cellulari e va ad analizzare il filtro in un macchinario apposito. Azz…mi sembrava di avere a che fare con GRISSOM di C.S.I.. Le chiedo cosa fosse, dato che nel frattempo stavamo chiacchierando amabilmente, e mi spiega che serve per vedere se le mie cose sono state a contatto con polveri esplosive. Grissom vero e proprio insomma. Dopo tutto ciò, mi ridà gentilmente le mie cose e mi chiede dove stessimo andando. “Venice”, rispondo. E Lei: “Per quanto rimarrete?” “Veramente sono di Venezia….” Sorride. Tanti saluti Grissam! - Da nervoso assoluto vedere che gli unici a fare casino in fila e a litigare per chi c’era prima e chi no all’imbarco erano solo gli italiani. Ma porca miseria… Tanto in aereo ci si va tutti, no?? Vabbè… Ok il racconto è già troppo lungo, anzi, lunghissimo… E sicuramente ho dimenticato qualcosa. ![]() LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK martedì 2 maggio 2006 - ore 12:17 Londons calling again... ![]() Questa è una foto che ho fatto io nel Dicembre scorso... Ebbene, chi lavrebbe mai pensato... Nato quasi per scherzo, deciso abbastanza improvvisamente ma... domani riparto, e francamente: non aspettavo altro. Stavolta, Londra, ti dedicherò tutto il mio tempo... Take Care, Elisa. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 30 aprile 2006 - ore 17:56 Soave Guitar Festival 2006 Consiglio vivamente a tutti i chitarristi/musicisti/appassionati di andare a far visita a questo Festival della Chitarra, in particolar modo domani, Lunedì 1 Maggio, se non avete di meglio (ma credetemi, ne vale la pena!). Vi segnalo il bravissimo Tommy Emmanuel su tutti, ed i miei amici Bermuda Acoustic Trio (trovate il link tra i Bookmarks). Per informazioni sul Festival, il sito di riferimento è: Guitaranch. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK lunedì 24 aprile 2006 - ore 13:32 ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 7 aprile 2006 - ore 15:22 L’istinto detta il dovere e l’intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo. (Marcel Proust) .....mah..... Non sono propriamente daccordo... Dipende da molte cose, dipende da quanto una persona si fida del proprio istinto, e da quante volte esso ha avuto ragione. Se io ho potuto notare più e più volte di potermi fidare del mio istinto, non lo eludo, ma lo seguo, a volte con cautela, a volte dopo averlo "filtrato" con una successiva razionalità (quasi a cercare di capirci di più...come se si dovesse sempre e per forza trovare una spiegazione razionale alle cose...uff..). Quindi il fatto di evitare di agire istintivamente non credo dipenda dallessere intelligenti, ma soprattutto dalla fiducia che riponiamo nel nostro istinto, data quindi da una sorta di "valutazione dei precedenti successi", mettiamola così. Anzi: uno può essere "ottuso" perchè non gli dà retta, o lo vuole zittire... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 30 marzo 2006 - ore 10:10 Evvai di GreenRock Contest Stasera, Greenwich Pub - Semifinali GreenRock Contest: - Luftbrucke (Padova) - Venerea (Padova) ...I’ll be there......... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 25 marzo 2006 - ore 17:40 Strafalcioni in zapping No, non è una ricetta... Stavo facendo zapping, quando mi imbatto in "Tutti pazzi per il reality" condotto da Roberta Capua. Tra gli ospiti, Angela Sozio (la rossa del Grande Fratello 3 - popò di opinionista...), che commenta Katia Ricciarelli e Leopoldo Mastelloni de "La Fattoria". Dice, testuali parole: "Katia e Leopoldo sono due personaggi con la A maiuscola..." e vi assicuro che era convintissima, anzi, se aveste visto la presunzione e la convinzione con cui affermava ciò...!! Capisco se fosse stata ironica...sarebbe stata una battuta, ma credetemi, non lo era. Ma per piacere... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 25 marzo 2006 - ore 12:35 Dialoghi (sur)reali Dialoghi realmente (e recentemente) accaduti, a me raccontati e ivi riportati poichè troppo bizzarri: "Ah... dovrò mettere anch’io l’ADSL perchè quando accendo il computer ci vuole un sacco di tempo...è trooooppo lento..." "Maaa... tu hai l’ADSL?" "Si..." "Ah.... io invece ho messo Alice..." ...ambè... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 23 marzo 2006 - ore 13:21 Email, il regno degli equivoci ? Prendo spunto da un articolo apparso su Panorama questa settimana: secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of personality and social psychology, condotto dagli psicologi americani Nicholas Epley e Justin Kruger, quando mandiamo un messaggio di posta elettronica sopravvalutiamo la nostra capacità di comunicare e anche la capacità dell’altro di interpretare ciò che abbiamo scritto. Solo nel 50% dei casi l’intenzione del mittente, con il suo tono ironico o serio, viene compresa. Da ciò gli equivoci, i malintesi, richieste di chiarimenti, scambio di email infuocate, sino alle litigate online. Come si innesca questo tipo di incomprensioni? Per capirlo gli studiosi americani hanno preso 30 coppie di studenti universitari che dovevano comunicare al loro partner via email informazioni sulla vita del campus, utilizzando un tono o serio o ironico. Il 90% si è detto sicuro che il compagno avrebbe interpretato correttamente. Invece, soltanto metà dei destinatari ha mostrato di capire ciò che il mittente intendeva. Tutta colpa del mezzo elettronico? Non solo, stando agli psicologi. E’ anche l’egocentrismo tipico dell’essere umano che non ci permette di distaccarci dal nostro punto di vista. Vediamo gli altri come se fossero parte di noi. E anche quando leggiamo, usiamo ugualmente come metro il nostro io. Da qui i fraintendimenti e l’incomunicabilità. Un problema, questo, già noto nella comunicazione online, tanto che si è creato una sorta di galateo virtuale fatto di "emoticons": faccine per aggiungere elementi espressivi, oltre ai consigli di esperti di tenere conto dell’altro che sta al di là dello schermo. Ma ci sono tanti modi di comunicare... a volte basterebbe prendere in mano il "vecchio" telefono e chiarire il tutto. La cosa migliore resta sempre e comunque il "face to face"... perchè è l’unica comunicazione colorita dall’intonazione della voce, dall’espressione del viso e dall’importanza dei gesti. Vantaggi e svantaggi dell’era cybernetica... Dea serie: "Se stava mejo quando che se stava pexo??" Mah... Personalmente, ringrazio la tecnologia. Poi sta a noi metterla da parte quando non è il caso, o non abusarne. LEGGI I COMMENTI (17) - PERMALINK martedì 14 marzo 2006 - ore 16:05 L’ effetto farfalla Un sistema dinamico deterministico si dice caotico se la sua dinamica è governata da uno strano attrattore. Una caratteristica peculiare di un sistema caotico è l’apparente impredicibilità delle traiettorie del sistema, dovuta alla forte sensibilità rispetto alle condizioni iniziali: un piccolo errore nella conoscenza dello stato del sistema in un certo istante può provocare un errore anche grande nelle previsioni a medio e lungo termine. Il caos è detto deterministico ma può apportare impredicibilità e indeterminazione perché nelle biforcazioni vi sono momenti di indeterminismo che azioni esterne veramente accidentali possono orientare casualmente (ma sono tali solo se esiste in qualche luogo una radice di indeterminazione intrinseca alla materia). Se così non fosse il mondo sarebbe nonostante tutto laplaciano, perché la catena delle cause, non ammettendo niente di indeterministico quindi niente che sia realmente accidentale, darebbe luogo ad un’evoluzione unica e necessaria per quanto multiforme e complicata. In questo quadro qualunque disturbo esterno potrebbe sbilanciare una biforcazione forzando il percorso e superandone il teorico in determinismo. Ovviamente sarebbe illusorio parlare di contingenza delle cause in un universo laplaciano dove il caso è apparenza ma non esiste, e tutto il processo è necessario e univoco. Nonostante il concorso di varie cause possa sembrare accidentale, se ogni causa singola è necessaria anche il risultato lo sarà. Se invece vale l’ipotesi che esistano momenti, eventi e forme in cui vige una causalità non deterministica, si apre lo spazio anche per l’esercizio della libertà umana e della responsabilità. ...oggi va così... LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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