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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
mercoledì 13 settembre 2006 - ore 02:04 Giuseppino in tedeschia Il buon Giuseppino di bianco vestito si è di nuovo messo a pontificare come soltanto lui sa fare (e del resto, se non lo fa lui, chi altro?). Così, dalla cattedra di Ratisbona, si è messo a spiegare come e qualmente "Dio non si compiace del sangue" e come lidea di ottenere "la conversione mediante violenza" sia, in buona sostanza, "contraria alla natura di Dio". Ma porcaccia la tua musa ispiratrice, Giuseppino, sei o non sei tu il rappresentante dei tizi che sono partiti per le Crociate e che hanno sterminato gli Aztechi, i Maya, gli Inca, i Maori e tre quarti delle popolazioni africane? Dovrei per caso leggere nelle tue parole una qualche autocritica verso listituzione che tu infallibilmente rappresenti? Beh, se è così, mi sembrerebbe quanto meno onesto da parte tua essere un po più esplicito nel dirlo, perché fino a che continuerai a parlare in modo che ciò che dici sembri soltanto una critica nei confronti di altre religioni cugine della tua, beh, a me continuerà a sembrare che tu mi (ci? ti?) stia soltanto pigliando ieraticamente per il culo. Eppoi vieni anche a parlarmi dellinconciliabilità di fede e ragione, sai? Bella idea! In effetti a chi pende dalle tue raggrinzite labbra può sembrare perfettamente vero che "non ci sono prove a favore della teoria dellevoluzione". Tanto quanto ai contemporanei dei tuoi predecessori Urbano ottavo e Paolo quinto sembrava indiscutibile che non esistesse nessuna prova a favore del fatto che era la Terra a girare intorno al sole, non il contrario. Del resto, perché stupirsi? Dopotutto, sei sempre tu quello che ha dichiarato che "Allepoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo", permettendoti anche di chiosare che "Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Mi piacerebbe tanto, ma proprio tanto, avere una macchina del tempo, per spedire te e tutta la tua biancheria nel medioevo in cui ci vorresti ancora immersi. Sperando che il tuo ruolo in quellepoca felice sia quello di un popolano vessato, non quello di un alto prelato vessatore. Stammi bene, Benedetto, ma bene distante. Per il resto, come il solito, buona giornata a tutti. LEGGI I COMMENTI (22) - PERMALINK venerdì 8 settembre 2006 - ore 18:49 Piazze e grandezze Questa è Piazza Unità d’Italia a Trieste, la seconda più grande d’Europa con sbocco sul mare (alle mie spalle, mentre fotografavo). ![]() I Triestini, per questo "seconda" (la sua superficie è di circa 31000 metri quadri, contro i circa 37500 di Praca do Comercio di Lisbona), devono ancora elaborare il lutto. Parlando di questa cosa, in occasione del Convegno AMASES al quale ho partecipato ieri e ierlaltro, è ovviamente tornato fuori il discorso di Prato della Valle e della boria con cui i padovani lo vantano come "la piazza più grande d’Europa". Così mi è venuta la curiosità di mettermi a scartabellare un po’ su Internet e vedere, una volta per tutte, se è vero oppure no. Bene, risulta che ci sono un baito di città che vantano "la piazza più grande d’Europa": - Torino, con piazza Vittorio (Veneto); - Bordeaux, con esplanade des Quinconces; - Roma, con il Circo Massimo; - Praga, con piazza san Venceslao; - Cracovia, con piazza del mercato; - Mosca, ovviamente, con la Piazza rossa; - Kharkov (Ucraina), con Piazza della libertà. Non è affatto facile trovare le dimensioni precise delle suddette piazze. I risultati a cui sono arrivato però sembrano essere vagamente confortanti. Pare assolutamente incontrovertibile che la superficie della Piazza rossa si aggiri attorno ai 90500 metri quadri; Piazza della Libertà di Kharkov, in compenso, viene talvolta riportata come "la seconda più grande d’Europa", quindi (per quanto si scoprirà fra poco) potrebbe essere ancora più grande della sorellastra moscovita. Il Circo Massimo di Roma occupa una superficie complessiva di circa 105000 metri quadri, che però scendono attorno ai 60000 se si considera soltanto l’arena. Piazza san Venceslao di Praga e la piazza del mercato di Cracovia sembrano a questo punto delle misere dilettanti, con i loro rispettivi 45000 e 38000 metri quadri circa. Piazza Vittorio Veneto di Torino, dal basso dei suoi 34000, è a malapena degna di competere (ma i Torinesi, se messi alle strette, ritratteranno e vi diranno che si tratta della piazza porticata più grande d’Europa: chissà, forse questo potrebbe essere vero). Più imponente è invece l’estensione di esplanade des Quinconces a Bordeaux, che in effetti supera abbondantemente i 100000 metri quadri (circa 108000, secondo una misurazione approssimativa). Prato della Valle, nonostante i novantamila metri quadri millantati da Pocket Padova, dovrebbe aggirarsi attorno ai 74-75000. Una volta di più, insomma, dobbiamo chinare il capo di fronte ai Francesi e alla loro grandeur, ma in ogni caso siamo ben piazzati: basti pensare che superiamo comodamente piazze dichiarate "tra le più grandi del mondo" come, per esempio, El Zocalo di Città del Messico ("solamente" 58000 metri quadri) e ce la giochiamo con altre del calibro di Piazza Reale di Isfahan (in Iran, di circa 80000 metri quadri). C’è, in tutto questo, una notevole nota consolatrice: Prato della Valle è nato così, nel senso che è sempre stata soltanto una piazza. Da questo punto di vista, si possono allegramente depennare dalla lista sia le due piazze esteuropee (entrambe frutto di abbattimenti in epoca comunista) sia, come il suo stesso nome suggerisce, la stessa esplanade des Quinconces (creata "spianando" un quartiere all’inizio del 1800, pare su suggerimento di quel megalomane di Napoleone). Perciò, se qualcuno di voi volesse continuare a vantarsi dell’estensione del Prato, ora sa quale eccezione formale può dargli incontrovertibilmente ragione. Al solito, la verità rende liberi. P.S.: la piazza più grande del mondo, nel caso che a questo punto qualcuno ne avesse la curiosità, è indiscutibilmente piazza Tiananmen di Pechino, che occupa circa quattrocentoquarantamila metri quadri. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK lunedì 4 settembre 2006 - ore 16:00 Sarà un caso? Finché scrivevo post scorrelati dal mondo reale e esprimevo considerazioni assolutamente generali e prive di qualsiasi importanza contingente, le due righe degli ultimi dieci visitatori sono arrivate a avere un aspetto di questo genere: ULTIMI 10 VISITATORI: rosablu77, Vampina, Lucignola, Gino Pongo, girella, EmmaBovary, Cedric, Viper, lsdn, fabio oppure ULTIMI 10 VISITATORI: entropia, lucadido, shannara, fret, void, yaku, lsdn, emily, lazzaro, pippiri Dalla volta che mi sono permesso, sia pure senza rabbia né livore, di esprimere unoncia di contrarietà su una particolare situazione, laspetto tipico è diventato questo: ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, shannara, giuseppino, ospite, ospite, ospite, ChrisRubio, ospite Molto probabilmente è un caso, eh. Però è un caso buFo. LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK sabato 2 settembre 2006 - ore 16:37 Sparsi appunti di una densa giornata A volte, lazzurro può essere ancora più azzurro di quanto lo ricordavi. Reprimere la propria rabbia, se non si è braverrimi a farlo, è in generale inutile e molto spesso dannoso. Mignighe e magnighe va a Milàn par iscriverse alUniversità: Mignighe se iscrive al Politecnico, e Magnighela a boconi. Ma soprattutto, Firenze, stanotte sei bella, in un manto di stelle che in cielo risplendono tremule come fiammelle. E basta, ho già mezzo magone così... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 29 agosto 2006 - ore 14:15 Momenti Anche se per chi non mi conosce abbastanza a fondo può forse essere difficile da credere, non ho difficoltà a ammettere che qualcun altro ha ragione, nei momenti in cui è così. Ebbene, questo sembra proprio essere uno di quei momenti. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 18 agosto 2006 - ore 13:25 Hrpfpfpfpfffff... Quante cose ci sarebbero da dire, poffarre! Epperò non vedo ragioni plausibili per farlo. Di fatto, una preoccupante percentuale di frequentatori di questo sito e, purtroppo, anche di questo blog, mi ha insegnato una cosa fondamentale: mai fare nomi, mai esporsi, mai comunicare direttamente i propri pensieri. Non si creda ch’io non ne abbia sgamato la ragione: tra le altre, si tratta del modo più semplice per non avere responsabilità, in nessun caso e davanti a nessuno. Se chiamati a rispondere delle proprie accuse (specie se infondate), infatti, si può sempre dire con l’aria più innocente del mondo: ma non hai capito una fava, non mi riferivo a te, ma purtroppo non ti posso dire a chi mi riferivo per ragioni di riservatezza perché io non son mica uno che va in giro a raccontare i cazzi altrui, vero. Siccui, diciamo in perfetto spritz style che mi dolgo nel constatare che, purtroppo, nemmeno farmi i cazzi miei riesce a salvarmi dalla sporadica e immeritata omogeneizzazione dei miei poveri marroni. Ci rido su, perché (come dice mio zio, e forse ha ragione) ho un senso dell’umorismo abbastanza sviluppato, ma mi pare che così non vada proprio benissimo. Qualcuno, qui, continua a sbagliare valutazioni. Qualcuno continua a non capire un cazzo di quello che penso, eppure pensa di averci capito tutto. Qualcuno continua a non immaginare quanto io abbia capito, eppure insiste a convincersi che io non abbia capito un cazzo. Qualcuno, in virtù di questa erronea valutazione della disparità di comprensione, continua a pontificare da un’inesistente (e, se anche esistesse, comunque immeritata) cattedra grandi lezioni di stile, non sapendo dove stanno di casa non solo lo stile, ma neanche l’onestà, la correttezza, la sincerità e la coerenza. Forse ciò dipende dal fatto che qualcuno ha una notevole coda di paglia, che il tempo non è ancora riuscito (come pure, detto sinceramente tra noi, avrei tanto sperato) a far cadere e marcire in qualche caneson. Forse dipende, più semplicemente, da altre cose, che continuerò signorilmente a fingere di non aver capito e di non sospettare nemmeno. Ma, per favore, basta così. La dignità impone di scegliere tra due strade: o ignorarmi totalmente e convincersi che ogni riferimento si possa intravvedere in ciò che scrivo è assolutamente autoinventato, oppure comunicare i propri sospetti e i propri fastidi direttamente a me senza maldestre ironie, nello spirito di un’amicizia che non ricordo di aver negato di mia iniziativa a qualcuno che io abbia conosciuto. Qualsiasi altra via è troppo inutilmente complicata, per non dire assurda e insulsa: in particolare, mi rifiuto categoricamente di dovermi autocensurare per non rischiare di urtare la sensibilità di qualcuno con il quale non ho a che fare da mesi e di conseguenza, legittimamente, in moltissimi momenti non è più nemmeno un ricordo. Ovviamente, se qualcuno si è sentito chiamato in causa da ciò che ho scritto, sappia che non mi riferivo al suo caso, ma purtroppo non posso dire a chi mi riferivo per ragioni di riservatezza perché io non son mica uno che va in giro a raccontare i cazzi altrui, vero. Pace e bene e buona giornata a tutti. P.S.: parlando col sempre ottimo Gelida, ieri sera, abbiamo concordato che la mia traduzione della cosa di Brecht era decisamente migliorabile. L’ho pertanto riaggiustata. Ancora BuGaT. LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK martedì 15 agosto 2006 - ore 18:29 Dedicata a Gelida, con affetto Amore, finalmente ho capito... Ho capito perché sei fuggita. Ho capito perché non mi hai dato spiegazioni. Ho capito perché mi hai fatto del male. Era tutto così semplice... Sei una testa di cazzo!! (Flavio Oreglio) LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 13 agosto 2006 - ore 11:59 No go el fisico Qualcuno si ricorda come varia la portata di un tubo in funzione della caduta di pressione ai due estremi? Io no, per dire. Il che non sarebbe nemmeno gravissimo, se non fosse che devo insegnarlo la settimana prossima. Sarà bene che mi metta sotto con ancora più determinazione. Buona giornata a tutti. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK venerdì 11 agosto 2006 - ore 10:34 La tela di Penelope, o chi inganna chi Molti anni fa viveva in Grecia un uomo chiamato Ulisse (il quale, nonostante fosse abbastanza saggio, era molto astuto) sposato con Penelope, donna bella e ricca di doti, il cui unico difetto era una smisurata passione per la tessitura, abitudine grazie alla quale aveva potuto trascorrere da sola lunghi periodi. Dice la leggenda che ogni volta che Ulisse con la sua astuzia scopriva che, nonostante le proibizioni, lei si accingeva a iniziare unennesima volta una delle sue interminabili tele, lo si poteva vedere di notte preparare alla chetichella gli stivali e una buona barca, e poi, senza dirle niente, se ne andava a girare il mondo e a cercare se stesso. In questo modo lei riusciva a tenerlo lontano mentre civettava con i suoi pretendenti, facendo credere loro che tesseva perché Ulisse viaggiava, e non che Ulisse viaggiava perché lei tesseva, come avrebbe potuto immaginare Omero, che però, come si sa, a volte dormiva e non si accorgeva di nulla. (Augusto Monterroso, da "La pecora nera e altre favole") LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 8 agosto 2006 - ore 14:18 Madonna, quant’è vero! (undevicies) Einer fragte Herrn K., ob es einen Gott gäbe. Herr K. sagte: "Ich rate dir, nachzudenken, ob dein Verhalten je nach der Antwort auf diese Frage sich ändern würde. Würde es sich nicht ändern, dann können wir die Frage fallenlassen. Würde es sich ändern, dann kann ich dir wenigstens noch so weit behilflich sein, daß ich dir sage, du hast dich schon entschieden: Du brauchst einen Gott." (Una persona chiese al signor K. se esistesse un Dio. Il signor K. rispose: "Ti consiglio di capire se il tuo comportamento cambierebbe a seconda della risposta a questa domanda. Se non dovesse cambiare, allora possiamo lasciar perdere la domanda. Se invece dovesse cambiare, posso esserti d’aiuto perlomeno abbastanza da dirti che hai già deciso: tu hai bisogno che ne esista uno.") (Bertolt Brecht - Libera traduzione mia, con l’aiuto del sempre ottimo Gelida) LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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