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e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

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ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





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giovedì 11 maggio 2006 - ore 17:14


Fahrenheit 451
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non è facile scrivere qualcosa di un libro tanto famoso. Da un lato, viene la tentazione di supporre che lo conoscano quasi tutti, per cui si ha sempre il timore di essere banali o di dire cose già sentite e strasentite; dall’altro, però, ci si rende conto che "quasi" non significa "tutti". Perciò ho deciso di parlare di questo romanzo come se fosse un libro qualsiasi, uscito (tipo) l’altro giorno e scritto da un autore sconoscito. Del resto, goliardia è (anche) assenza di pregiudizi di fronte a uomini o istituti, no?

Montag (il protagonista viene chiamato solo per cognome da tutti) è un "fireman": il suo compito è quello di accorrere a ogni avvistamento di un libro per bruciarlo insieme con la casa che lo contiene. Montag vive infatti in un futuro in cui la cultura scritta è fuori legge; le informazioni vengono trasmesse via radio e televisione (in un modo ossessivo che ricorda vagamente il 1984 di Orwell, con la significativa differenza che qui i cittadini si sottopongono spontaneamente al condizionamento mediatico). Un giorno, però, incontra Clarisse, una strana ragazza che si lascia affascinare da cose assurde come, per esempio l’odore dei prati o il colore del cielo. Questo incontro scatena in Montag una serie di sensazioni represse e lo porta a confrontarsi in un nuovo modo critico con la realtà che lo circonda e con il senso del suo lavoro e della sua vita.

Non si può dire che la prosa di Roy Bradbury sia propriamente scorrevole, avvincente e piacevole (per lo meno, non in questo libro o, per lo meno, non nella traduzione di Giorgio Monicelli in cui l’ho letto). Va però detto che la brevità del testo e, soprattutto, la profondità di molte delle idee che ci si trovano fanno sì che la leggerlo sia un vero piacere. Molte volte mi sono trovato, parlando di un bel libro, a definirlo un libro che fa riflettere (e mi ci ritroverò, perché per me le due cose sono quasi coincidenti); qui mi sento di spingermi un passo oltre e di dire che, se vi capitasse di leggere "Farenheit 451" senza che vi si scateni una lunghissima serie di riflessioni sul nostro mondo e sul modo in cui viviamo, beh, allora probabilmente l’avete letto troppo distrattamente.

La lettura è fortissimamente consigliata a chiunque si senta provvisto di senso critico. E, ovviamente, buona giornata a tutti (anzi, buona serata, vista l’ora).

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mercoledì 10 maggio 2006 - ore 15:02


Trecento cose...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Allora: ammetto che non ne ho capito troppissimo il senso, ma tant’è: non posso sottrarmi a questa cosa. Certo che alcune sono proprio gustose (me la sto ancora ghignando a ricordare la giornata intera che io e un amico abbiamo passato a parlare come l’ispettore Cluseau).
Comunque, qualcuno si prenderà il tempo di spulciarle tutte? Mi sono annoiato io a sceglierle... mah. In ogni caso, 197 su 300: non male!

(Ciò ritarda vieppiù la recensione di "Farenheit 451" e il post sui galvantipi che è stato citato dal biondo, ma paSSienza...)

001.Ho offerto da bere a tutti in un bar
002.Ho nuotato insieme ai delfini
003.Ho scalato una montagna
004.Ho guidato una Ferrari
005.Sono stato all’interno della Grande Piramide
006.Ho tenuto in mano una tarantola
007.Ho fatto il bagno nudo nel mare
008.Ho detto "ti amo" credendoci
009.Ho abbracciato un albero
010.Ho fatto uno strip tease
011.Ho fatto bungee jumping
012.Sono stato a Parigi
013.Ho visto una tempesta marina
014.Ho passato la notte sveglio fino a vedere l’alba
015.Ho visto l’aurora boreale
016.Ho cambiato pannolini a un bambino
017.Sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa
018.Ho coltivato e mangiato verdure del mio orto
019.Ho toccato un iceberg
020.Ho dormito sotto le stelle
021.Sono stato su una mongolfiera
022.Ho visto una pioggia di meteoriti
023.Mi sono ubriacato (speta che ghe penso un atimo, eh)
024.Ho fumato erba
025.Ho guardato le stelle con un telescopio
026.Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno
027.Ho fatto sesso orale
028.Ho scommesso e vinto ai cavalli
029.Mi sono finto malato pur non essendolo
030.Ho invitato uno/a sconosciuto/a a casa mia
031.Ho fatto battaglie con palle di neve
032.Mi sono fotocopiato il culo in ufficio
033.Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo
034.Ho tenuto in braccio un agnellino
035.Ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo
036.Ho fatto un bagno romantico a lume di candela
037.Ho fatto una doccia con acqua gelata
038.Mi sono messo a parlare con un mendicante
039.Ho visto un’eclisse totale
040.Ho preso il sole in topless (lo faccio da sempre)
041.Sono stato su un roller coaster
042.Ho compiuto una home run
043.Ho ballato come un matto fregandomene degli altri
044.Ho parlato con accento straniero per un giorno intero (ahahahahahah!)
045.Ho visitato il luogo d’origine dei miei antenati
046.Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita
047.Ho visitato tutti gli Stati dell’America
048.Amo il mio lavoro in ogni suo aspetto
049.Ho confortato qualcuno che è stato smerdato di brutto
050.Ho vinto a qualche lotteria
051.Ho ballato con estranei in paesi stranieri
052.Ho visto le balene
053.Ho masturbato altre persone
054.Ho rubato o danneggiato cartelli stradali
055.Sono stato rispedito in Europa all’arrivo in USA
056.Ho fatto un viaggio on the road
057.Ho fatto alpinismo
058.Ho mentito alla dogana
059.Ho fatto una passeggiata notturna sulla spiaggia
060.Ho fatto parapendio
061.Sono stato in Irlanda
062.Ho avuto il cuore spezzato più a lungo di quanto sia stato innamorato
063.Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei
064.Sono stato in Giappone
065.Scrivo il mio peso
066.Ho munto una mucca
067.Sistemo i CD in ordine alfabetico
068.Ho sognato di essere un supereroe da fumetto (ma ero molto piccolo, eh!)
069.Ho cantato in un karaoke bar
070.Sono stato a letto un giorno intero (sia da solo, sia no)
071.Ho fatto immersioni subacquee (ma va’?)
072.Ho sognato di essere invisibile
073.Ho fatto l’amore con qualcuno senza desiderarlo
074.Ho baciato sotto la pioggia
075.Ho giocato nel fango
076.Ho giocato sotto la pioggia
077.Sono stato in un drive-in
078.Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza però pentirmi d’averlo fatto
079.Ho visto la Muraglia Cinese
080.Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog
081.Ho rotto una finestra o un vetro
082.Ho iniziato un business
083.Mi sono sempre innamorato ricambiato
084.Ho visitato siti antichi
085.Ho fatto un corso di arti marziali
086.Ho ascoltato la stessa canzone per più di 6 ore (non arrivo a tanto)
087.Sono stato sposato
088.Sono stato in un film
089.Ho rovinato una festa
090.Ho pianto vedendo un film
091.Ho amato qualcuno che non meritava
092.Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini
093.Ho divorziato
094.Ho fatto sesso in ufficio
095.Ho fatto sesso in ascensore
096.Mi sono astenuto dal sesso (qualsiasi tipo) per oltre 10 giorni
097.Ho cucinato biscotti
098.Ho partecipato ad un concorso di bellezza
099.Sono stato in gondola a Venezia
100.Mi è venuta la pelle d’oca (nel senso buono) sentendo la lingua di un’altra persona
101.Ho almeno un tattoo
102.Ho almeno un piercing
103.Sono sceso in canoa sullo Snake River
104.Sono stato in uno studio tv come pubblico
105.Ho ricevuto fiori
106.Mi sono masturbato in luogo pubblico
107.Mi sono ubriacato da non ricordare più niente
108.Ho avuto dipendenze da droghe
109.Ho suonato in pubblico
110.Sono andato a giocare a Las Vegas
111.Ho mangiato pescecane
112.Ho inciso musica
113.Sono stato in Thailandia
114.Ho comprato una casa
115.Sono stato in zona di guerra (ma non apposta)
116.Sono stato in crociera
117.Ho picchiato mio fratello/sorella
118.Parlo più di una lingua
119.Mi sono fatto bendare
120.Sono stato coinvolto in una rissa
121.Ho emesso assegni a vuoto
122.Ho visto "The Rocky Horror Picture Show"
123.Ho cresciuto bambini
124.Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d’infantile
125.Ho seguito l’intero tour di un gruppo
126.Sono stato un groupie
127.Ho partecipato a uno Spring Break
128.Ho girato in bici in un paese straniero
129.Ho scoperto qualcosa d’importante sui miei antenati
130.Ho scritto al Governatore del mio Stato
131.Ho traslocato e iniziato vita in un’altra città
132.Sono stato sul Golden Gate Bridge
133.Avrei voluto essere in un telefilm
134.Ho cantato in macchina per almeno 20 miglia
135.Ho abortito
136.Ho subito un intervento di chirurgia plastica (ma non vi dico dove)
137.Sono sopravvissuto a un incidente stradale
138.Ho scritto articoli per giornali
139.Ho fatto diete
140.Ho pilotato aerei
141.Ho accarezzato animali di cui ho paura
142.Ho avuto rapporti omosessuali
143.Ho fatto innamorare ma senza poter ricambiare (ma non apposta)
144.Ho fatto nascere un animale
145.Sono stato licenziato
146.Ho vinto soldi a un tv show
147.Mi sono rotto qualche osso
148.Ho ucciso animali (pletore di zanzare)
149.Ho ucciso esseri umani
150.Ho partecipato a un safari in Africa
151.Ho guidato una moto
152.Ho guidato un trattore
153.Ho dei piercings all’infuori delle orecchie
154.Ho sparato con armi da fuoco
155.Ho mangiato funghi trovati nel bosco
156.Ho fatto sesso anale
157.Ho subito operazioni chirurgiche
158.Ho fatto sesso su un treno (no, ma ci sto lavorando)
159.Ho fatto l’autostop
160.Ho avuto un serpente come animale domestico
161.Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo
162.Ho visto più paesi stranieri che non stati americani (ma non più che regioni italiane)
163.Sono stato in tutti i continenti
164.Ho viaggiato in canoa per più di due giorni
165.Ho fatto sci nautico
166.Ho mangiato carne di kanguro
167.Ho mangiato sushi
168.Ho fatto l’amore all’aperto
169.Ho preso a pugni qualcuno (ma tanto, tanto tempo fa)
170.Ho avuto relazioni della durata di oltre un anno
171.Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa
172.Ho cambiato idea su qualcosa o su qualcuno
173.Ho fatto licenziare qualcuno
174. Ho avuto paura di morire
175.Mi sono lanciato col paracadute
176.Ho mangiato scarafaggi o insetti
177.Ho mangiato pomodori verdi fritti
178.Ho letto Omero
179.Ho rubato al ristorante
180.Ho rubato al supermarket (ero alle elementari, credo)
181.Ho chiesto scusa molto tempo dopo
182.Sono stato eletto capoclasse almeno una volta
183.Ho riparato da solo il mio computer
184.Sono stato Dj
185.Ho pianto per una giornata intera
186.Ho barato al gioco
187.Sono stato arrestato
188.Ho bigiato la scuola
189.Mi sono masturbato insieme ad un’altra persona del sesso opposto
190.Ho comprato scarpe o vestiti ad un mercatino rionale
191.Ho vomitato in luogo pubblico
192.Ho venduto qualcosa ad un estraneo
193.Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua
194.Ho rubato la saponetta dall’albergo
195.Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria
196.Ho ruttato davanti ad altre persone
197.Ho copiato un compito in classe
198.Ho fatto sesso al primo appuntamento
199.Sono svenuto
200.Ho baciato qualcuno del mio stesso sesso
201.Ho fatto un tuffo da un’altezza di almeno di 10 m
202.Ho assaggiato un cibo coreano
203.Ho pensato seriamente al suicidio
204.Ho odiato
205.Ho avuto esperienze sado/maso
206.Ho lavorato in un bar
207.Sono stato in un sexy shop
208.Ho baciato una ragazza straniera
209.Mi sono perso in una città sconosciuta
210.Ho tirato dei bidoni (ma mai apposta)
211.Mi sono innamorato di un’amica
212.Ho fatto yoga
213.Ho fatto esercizi tantrici (non sessuali)
214.Ho assistito ad un incidente stradale
215.Sono stato legato
216.Ho giocato a squash
217.Ho avuto un colpo di fulmine
218.Ho fatto un video hard
219.Ho sentito la mancanza di un ex
220.Ho Giocato a briscola
221.Ho tenuto un diario segreto
222.Ho fatto sci fuori pista
223.Ho fatto jungle trekking
224.Sono stato con una più piccola di me
225.Mi sono spacciato per qualcun’altro
226.Mi sono arrampicato su un albero
227.Ho desiderato che una notte non finisse mai
228.Ho fatto una pazzia per amore
229.Ho fatto il bagno di notte
230.Ho fumato il narghilè
231.Ho scritto una lettera d’amore
232.Sono stato sospeso da scuola
233.Ho fatto sesso in un cinema
234.Ho fatto sesso in macchina
235.Ho fatto sesso sulla spiaggia
236.Ho perdonato
237.Ho fatto un incidente in macchina
238.Sono stata vittima di uno scherzo
239.Sono stato alle terme
240.Sono stato a vedere un gran premio di formula uno
241.Sono stato in un night
242.Sono stato in un club privè
243.Ho fatto parasailing
244.Ho mentito spudoratamente
245.Ho fatto un murales
246.Ho visto la barriera corallina
247.Ho fatto lo stronzo
248.Sono stato con più persone nello stesso giorno
249.Ho ricevuto i complimenti per qualcosa che so fare molto bene
250.Sono stato in un campo nudisti
251.Ho scoperto che qualcuno a cui tenevo mi sputtanava di nascosto
252.Per rabbia ho rotto degli oggetti (ma non apposta)
253.Sono stato al telefono più di 2 ore (e che palle!)
254.Sono scappato di casa (ci sono andato vicino...)
255.Ho scritto una poesia
256.Ho fatto sesso per ore senza venire
257.Sono stato a casa di uno sconosciuto
258.Ho detto una cosa e subito dopo ho fatto il contrario
259.Faccio abitualmente spuntini di mezzanotte
260.Ho fatto sesso in chat
261.Ho spiato dal buco di una serratura
262.Ho origliato a una porta
263.Ho camminato su un tetto
264.Ho conosciuto un travestito o una trans
265.Ho letto più libri in un giorno
266.Ho fermato qualcuna per strada per conoscerla
267.Sono stato in un tempio buddista
268.Ho fatto la sauna
269.Ho tradito
270.Ho preso una multa
271.Sono stato inseguito da cani inferociti
272.Ho ricevuto delle proposte oscene
273.Ho fatto un provino televisivo
274.Ho fatto di tutto per rendere felice una persona`
275.Ho fatto break dance in mezzo a una strada
276.Sono stato ai caraibi
277.Ho fatto un 69
278.Ho incontrato qualcuno conosciuto in chat
279.Sono stato ad un concerto
280.Ho guidato senza essere in grado di farlo
281.Ho fatto giochi alcoolici
282.Ho visitato più posti all’estero che in Italia
283.Non ho una sola nazionalità
284.Sono stato ad una festa della birra
285.Sono andato da qualche parte dicendo a tutti che andavo da un’altra
286.Sono stato ricoverato
287.Ho suonato in un gruppo
288.Ho corrotto qualcuno
290.Mi sono iscritto ad un partito
291.Sono stato tradito
292.Ho desiderato una persona per mesi senza riuscire a dichiararmi
293.Ho avuto una "storiella" con qualcuno in vacanza
289.Sono stato raccomandato
294.Ho desiderato di andare a vivere all’estero
295.Ho viaggiato senza biglietto
296.Sono stato single per scelta
297.Sono stato con qualcuno per passatempo
298.Ho volato
299.Ho avuto incubi ricorrenti
300.Ho girato nudo per casa


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lunedì 8 maggio 2006 - ore 20:01


Diario di bordo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


(giusto per dire che, anche se non sono stato onlàin per quasi una settimana di fila, non è perché me ne sono stato lì a condurre chiesette.)

Mercoledì. Giornata pienozza: dovevo sistemare milleuna burocrazie a Milano (fissare gli orari del corso di Risk Management dell’anno prossimo; prenotare voli e alberghi per i prossimi convegni di Roma, Parigi, Ragusa, Firenze, non necessariamente in quest’ordine; raccogliere un po’ di libri da portarsi al concorso di Siena per preparare la lezione, qualsiasi essa fosse stata; etc. etc.), ci sono riuscito. Poi sono tornato a Padova e, senza passare dal via, ho puntato la macchina verso Siena. Unico momento integralmente piacevole della giornata, la cena toscana a base di tartufo; del resto, siamo nati per soffriggere.

Giovedì. Sveglia all’alba e trasferimento verso il dipartimento di Economia dell’Università di Siena, per sostenere il primo concorso da associato della mia vita. Prima buona notizia: di un cesto di domande, solo nove candidati erano stati ammessi all’orale e io ero tra quelli. Verso le undici ho esposto la storia della mia vita di ricerche alla commissione e estratto il tema per la simulazione di lezione. Nella mia beata ingenuità, contavo di preparare la lezione in doedoquatro e poi, magari, di andare a trovare una carissima amica perugina: la preparazione è invece finita intorno all’una e mezza, con due brevi pause per un panino in Campo (oh yeah) e per una cena in un ristorantino niente male con la mia ospite senese (ho riportato a casa la ricetta di un dolcetto al cioccolato stratosferico, anche se forse non propriamente leggIerino).

Venerdì. Sveglia, ultima prova della lezione, poi di nuovo in dipartimento per esporla alla commissione. Credo di aver fatto una figura decisamente più che dignitosa; sia come sia, finita la lezione, ho girato la macchina verso Padova. Durante il viaggio ricevo la seconda buona notizia: la commissione é ancora in camera di consiglio dopo quattro ore, il che é un po’ strano per un concorso il cui esito era dato per scontato (in ogni caso, ho scoperto a posteriori che tutto è andato come previsto, anche se probabilmente la lunghezza della riunione finale resta un buon segno). Il ritorno a Padova è avvenuto giusto in tempo per accettare l’invito a una cena cinese dal biondo: il suo maiale all’agrodolce meritava che ci si alzasse in piedi in segno di massimo rispetto. Poi ne è nata una serata intimista di chiacchiere e flussi di coscienza di quelle che mi ricordano quanto importanti siamo io e i miei amici gli uni per gli altri; ciò ha purtroppo avuto come effetto collaterale l’ennesimo pacco al Bello, ma credo che saprà capire e perdonare.

Sabato. Sveglia molto più presto del desiderato per un po’ di shopping con gli amici. Pranzo veloce e poi di corsa a fare la cavia per un’esaminanda massaggiatrice olistica (complimenti!), poi giusto in tempo alla Guizza per spararsi dalla tribuna la partita Petrarca - Amatori Catania. Forse porto decisamente sfiga, perché non sono mai riuscito a vedere il Petrarca vincere; in compenso, le polpette e le birre dei Petrarchini sono sempre puntuali e eccellenti. La sera ho avuto il piacere di accettare un invito alla festa di compleanno di un’amica con la quale avevamo perso i contatti per troppo tempo: è stata una serata proprio bella, anche alla luce di un paio di incontri decisamente sorprendenti (alla faccia del destino cinico e baro). Certo, ci ho messo dentro una delle mie clamorose figure di merda, ma in fondo so che ne faccio più o meno una l’anno: basta abituarcisi e sperare che per quest’anno il dazio sia stato pagato.

Domenica. Ennesima sveglia presta, causa camminata in montagna (vedasi l’eccellente resoconto del biondo, che contiene tra l’altro anche qualche accenno a quanto sopra). Poi ritorno a Padova giusto in tempo per l’ormai irrinunciabile happy hour legnarese e successiva serata giocherellona.

Oggi. Armi, bagagli e moto in direzione di Bologna, per un secondo concorso. Arrivato nel luogo deputato, scopro con tristezza che non sarebbero riusciti a sentirmi oggi, per cui dovrò tornare nella città delle due torri sia domani sia dopodomani. Di conseguenza, dovrò tirare un doppio pacco, sia alla kartata di mercoledì (arriverò a sera troppo devastato per poter pensare di divertirmi a correre in pista) sia al viaggio posticipato il giovedì mattina per accompagnare un amico (questa settimana andrò a Milano solo quel giorno e devo sfruttarlo all’osso). Mentre son lì che penso a un modo per rendere accettabile questa spiacevolezza, rammento di aver visto poche centinaia di metri dopo il dipartimento un cartello (blu) con l’indicazione (in bianco): "SS 65 della Futa". Decido che è un chiaro invito e suggerimento dello stesso destino cinico e baro di cui sopra, e via andare! Cazzo, quella non è una strada, è una clinic di guida. Ho spazzato via un bel po’ di ruggine, e sto vincendo sempre di più la mia ritrosia per le curve a sinistra. Certo, mi sono preso un sacco di acqua tra Bologna e Padova e forse avrei potuto evitarla se fossi tornato subito, ma ragazzi se ne è valsa la pena! E stasera, corso di cucina internazionale; se non ricordo male, tocca al Pakistan.

Prossimamente. Le previsioni per i prossimi giorni sono facili. Bologna in moto anche domani, per la discussione dei titoli e il sorteggio del tema per la lezione; poi ritorno rapidissimo a casa per preparare la lezione medesima (è probabile la serata in reclusione). Bologna in moto anche mercoledì, per la lezione medesima; è probabile, in caso di bel tempo, un’altra puntatina verso la Futa (il sedile dietro è vacante, nel caso che qualcuno voglia passare la giornata a sentire la mia lezione e seguirmi nelle pieghe successive ). Giovedì Milano, a lavorare come un pazzo e a dormirci anche, perché venerdì mattina sono in commissione di laurea; poi, ritorno a Padova a rotta di collo per la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Hawking e, se non ho capito male, pizza con un gruppo di persone davvero interessante. Si ricomincia a tirare il fiato, quindi, da sabato prossimo.

Ciò detto, buone giornate a tutti.

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mercoledì 3 maggio 2006 - ore 09:55


Niente di vero tranne gli occhi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho finito anche il secondo romanzo di Giorgio Faletti. Bah. Il primo non mi era dispiaciuto, ma mi rendo conto che molto dipendeva dall’indulgenza che è giusto riservare a un "debuttante". Con questo secondo libro, trovo che alcuni suoi limiti stilistici inizino a infastidire notevolmente. Il suo stile resta piuttosto macchinoso e troppo elaborato, tanto che spesso è proprio faticoso seguirlo. La trama in sé non è malaccio, anche se i colpi di scena sono veramente calati dall’alto quasi senza una minima traccia di logica.

D’altra parte, se ha fatto tutto questo successo Dan Brown, anche il buon Faletti merita qualcosa. Nessun consiglio, lascio la scelta alle coscienze individuali.

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martedì 2 maggio 2006 - ore 10:14


Un’analogia
(categoria: " Pensieri ")


Il comunismo, in sé, è un concetto splendido. L’idea che lo fonda è così nobile, grande e bella che, credo, nessuno può negare che abbia un fascino quasi irresistibile. Se fosse possibile realizzarlo in tutta la sua purezza e semplicità, probabilmente si otterrebbe qualcosa di poco diverso da un vero e proprio paradiso.

Purtroppo, però, tutte le sue applicazioni sono state da discutibili a disastrose: URSS, Cina, Corea, tutto il blocco est-europeo in generale, la stessa Cuba hanno tutte i loro intollerabili bachi, grossi o enormi che siano.

Ecco: in un momento imprecisato di questa (peraltro splendida) fine di settimana, mi sono reso conto che si può dire sostanzialmente la stessa cosa della mona.

(E mi sa che stavolta vado veramente in cerca di essere crocifisso...)

LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK



sabato 29 aprile 2006 - ore 09:39


Esagerazioni
(categoria: " Pensieri ")


Ricevo a mo’ di testo di uno dei soliti messaggi spammosi che mi intasano le caselle di posta:

Suicide is the most sincere form of self-criticism.

Urco!

LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



venerdì 28 aprile 2006 - ore 15:47


The bromeliad trilogy
(categoria: " Riflessioni ")


Finita la lettura di quest’altro capolavoro (che pure, formalmente, viene dichiarato un libro per bambini) mi piacerebbe, come il solito, farne una piccola recensione. Ma le parole non bastano. Per cui, mi metterò a citare liberamente (la traduzione è mia):


... a alta quota, in un pendio montano nuvoloso, si trovava una pianta che assomigliava a un fiore gigante. Cresceva incastrata in una biforcazione degli alberi, con le radici penzoloni nell’aria per cercare di intrappolare il nutrimento che poteva trarre dall’umidità. Tecnicamente, era una bromeliacea epifita, anche se il fatto di non saperlo non le faceva poi tanta differenza.

Al centro del suo bocciolo, l’acqua condensava in una piccola piscina.

E c’erano le rane.

Rane molto, molto piccole.

Avevano un ciclo vitale così ridotto che aveva ancora le rotelline laterali.

Cacciavano gli insetti tra i petali. Deponevano le uova nella piscinetta centrale. I girini crescevano e diventavano altre rane. E facevano altri girini. Alla fine morivano e affondavano e diventavano parte del compost alla base delle foglie che, di fatto, contribuiva al nutrimento della pianta.

E questo era il modo in cui le cose erano andate fin da quando le rane avessero ricordi. (Circa tre secondi. Le rane non hanno una grande memoria.)

Però un bel giorno, mentre era a caccia di mosche, una rana perse la strada e si arrampicò attorno al lato di uno dei petali più esterni, o forse foglie, e vide qualcosa che non aveva mai visto prima.

Vide l’universo.

Più precisamente, vide il ramo che si stendeva lontano nella nebbiolina.

E, molti metri più in là, scintillante di gocce di umidità in un solitario raggio di luce solare, c’era un altro fiore.

La rana si sedette e osservò.

[...]

La rana aveva portato qualche altra giovane rana al suo posto tra le foglie al limitare del mondo del fiore.

Fissavano il ramo. Non c’era soltanto un fiore, lì fuori, ce n’erano dozzine, anche se le rane non erano capaci di pensare esattamente così, perché le rane non sanno contare oltre uno.

Vedevano un sacco di uno.

Li fissavano. Fissare è una delle poche cose che le rane sanno fare veramente bene.

Pensare non lo è. Sarebbe bello dire che le piccole rane pensarono intensamente e a lungo al nuovo fiore, alla vita nel vecchio fiore, all’impulso di esplorare, alla possibilità che il mondo fosse più grande di una piscina con petali inttorno al bordo.

In effetti, ciò che pensarono fu: .--.--.mipmip.--.--.mipmip.--.--.mipmip.

Ma ciò che
provavano era troppo grande per essere contenuto in un fiore.

Con attenzione, lentamente, per nulla sicure del perché, si lasciarono cadere con un "plop" sul ramo sottostante.

[...]

Una delle rane cadde dal ramo e scomparve quietamente nel baldacchino di foglie che c’era molto più giù. Dal momento che gli animali molto piccoli e leggeri riescono a sopportare cadute molto lunghe senza farsi male, è molto probabile che sia sopravvissuta nel mondo della foresta sotto l’albero e che abbia avuto la seconda esperienza più interessante che sia mai capitata a una rana.

Le altre rane arrancarono oltre.

[...]

Le rane erano avanzate di un bel po’ sul ramo, ormai. Ciò che sembrava un’estensione uniforme di legno grigio-marrone era, simile a, un labirinto di corteccia ruvida, radici e cespi di muschi. Era insopportabilmente spaventoso, per rane che avevano passato la vita in un mondo con petali attorno al bordo.

Ma arrancarono avanti. Non conoscevano il significato della parola "ritirata". O di qualsiasi altra parola.

[...]

C’erano altri rischi, oltre a quello di cadere dal ramo. Una delle rane fu mangiata da una lucertola. Molte altre tornarono indietro non appena uscite dall’ombra del loro fiore, perché, come osservarono, ".--.--.mipmip.--.--.mipmip.--.--."

La rana che conduceva si voltò a guardare il suo gruppo che si stava assottigliando. Ce n’erano uno... e uno... e uno... e uno... che in totale assommavano a -- aggrottò la fronte nello sforzo del calcolo -- sì, uno.

Alcuni degli uno iniziavano a essere spaventati. La rana che li conduceva capì che se volevano sperare di arrivare al nuovo fiore e sopravvivere lì, c’era bisogno che ci fosse più di una sola rana. Ce ne voleva almeno uno, o se possibile anche uno. Diede agli altri un gracidio di incoraggiamento.

"Mipmip," disse.

[...]

La rana che conduceva stava iniziando a lottare con una nuova idea. Era vagamente conscia di aver bisogno di un nuovo tipo di pensiero.

C’era stato il mondo, con la piscina in mezzo e i petali intorno al bordo. Uno.

Ma più in là lungo il ramo c’era un altro mondo. Di qui, assomigliava in modo disarmante al fiore che avevano appena lasciato. Uno.

La rana che conduceva si sedette in un cespo di musco e divaricò gli occhi, in modo da poter vedere entrambi i mondi contemporaneamente. Uno lì. E uno là.

Uno. E uno.

La fronte della rana si gonfiò per cercare di far spazio nella mente a una nuova idea. Uno e uno erano uno. Ma se avevi uno
qui e uno ...

Le altre rane rimasero stupefatte a guardare gli occhi del loro condottiero che piroettavano e piroettavano.

Uno qui e uno lì non possono essere uno. Erano troppo distanti. C’era bisogno di una parola che indicasse entrambi gli uno. Bisognava dire... Bisognava dire...

La bocca della rana si allargò. Sogghignò in modo tanto plateale che quasi le estremità della bocca si incontrarono dietro la sua testa.

L’aveva risolta.

".--.--.mipmip.--.--!" disse.

Voleva dire: uno. E uno
oltre uno.

[...]

Le rane rimaste si accucciarono tra il musco per sfuggire al calore del sole pomeridiano.

Lontano, nel cielo orientale, c’era uno spicchio di bianco.

Sarebbe bello pensare che le rane avevano leggende su quello spicchio. Sarebbe bello pensare che secondo loro il sole e la luna erano fiori distanti, un fiore giallo il giorno, un fiore bianco la notte. Sarebbe bello pensare che avevano leggende su di essi, e che dicevano che quando una buona rana muore il suo spirito va nei grandi fiori nel cielo...

Il problema è che qui stiamo parlando di
rane. Il loro nome per il sole era ".--.--.mipmip.--.--." Il loro nome per la luna era ".--.--.mipmip.--.--." Il loro nome per tutto era ".--.--.mipmip.--.--." E quando sei inchiodato a un vocabolario di una sola parola, è decisamente difficile avere leggende a proposito di qualsiasi cosa, in genere.


Ecco, spero che questo (insieme con lo splendido Gedankenexperiment del biondo) possa rendere l’idea di quanto sia grande questa trilogia. Dietro una favola apparentemente innocente su un popolo di gnomi -- anzi, niomi, -- Terry Pratchett parla del rapporto degli uomini con l’ignoto, di religione, di politica, di potere. Visto che è una favola per bambini, sarà una favola che leggerò sicuramente ai miei bambini, più e più volte, fino a che non sarò sicuro che l’abbiano capita.

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giovedì 27 aprile 2006 - ore 11:50


Un buon punto di vista
(categoria: " Riflessioni ")


Lasciate che l’occhio della vostra immaginazione diventi una telecamera.

Ecco il globo terrestre, una palla scintillante bianca e blu, come l’ornamento di qualche inimmaginabile albero di Natale.

Trovate un continente...

Messa a fuoco

Ecco un continente, un profilo irregolare di gialli, verdi e marroni.

Trovate un posto...

Messa a fuoco

Questo è un pezzo del continente, che sporge nel mare tiepido verso sud-est. Gran parte dei suoi abitanti lo chiamano Florida.

In effetti, non è così. Gran parte dei suoi abitanti non lo chiamano in nessun modo. Non sanno nemmeno che esiste. In gran parte, i suoi abitanti hanno sei zampe e ronzano. Molti di loro hanno otto zampe e passano un sacco di tempo in ragnatele a aspettare che gli abitanti con sei zampe arrivino per pranzo. Molti degli altri hanno quattro zampe e abbaiano, o muggiscono, o se ne stanno immobili in paludi a far finta di essere tronchi. In effetti, solo una minuscola proporzione degli abitanti della Florida hanno due zampe, e anche molti di questi non la chiamano Florida. Si limitano a cinguettare e a volare di qua e di là.

Matematicamente, un numero sostanzialmente insignificante di esseri viventi in Florida la chiamano Florida. Ma sono gli esseri importanti. Per lo meno, secondo il loro punto di vista. E il loro punto di vista è quello importante. Secondo il loro punto di vista.


(Terry Pratchett, da The bromeliad trilogy)

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mercoledì 26 aprile 2006 - ore 15:58


Badole le printemps
(categoria: " Poesia ")


Varie concatenazioni di eventi mi richiamano alla memoria un’immortale opera di poesia che mi fu comunicata, molto tempo fa, dal bravo Michele Giacomazzi. A lui va, oltre alla mia duratura ammirazione, anche una contingente gratitudine.


For (1)

Maggio sal sì (2)
Cià cip (3)
Olla ma’! (4)
Io ne sé. (5)

(1) l’Autore desidera dedicare questa lirica a qualcuno, forse l’amico del cuore, forse la persona amata; forse per timidezza o forse per ritrosia, però, non si sente di rivelare pubblicamente il destinatario.

(2) la primavera sta sbocciando, maggio già prepotentemente si erge in tutto il suo splendore.

(3) e gli uccellini ne celebrano il trionfo cinguettando felici.

(4) il Poeta non riesce, a questo punto, a trattenere una spontanea esclamazione di giubilo, la cui potenziale connotazione blasfema è però fortunatamente bloccata da una repentina elisione.

(5) e poi, in fondo, sembra concludere il Vate, chi xe che sa, chi mai può vantare una completa conoscenza di tutte le cose del mondo?



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martedì 25 aprile 2006 - ore 02:20


Pax tibi Marce, boccolorum inspirator
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Credo che sia di dominio pubblico il fatto che il patrono di Venezia è san Marco evangelista. Forse è meno noto il fatto che Marco fosse un soprannome, dato che l’uomo in realtà si chiamava Giovanni, e che il suo vangelo non fosse narrazione di eventi da lui osservati, ma piuttosto resoconto fedele di quanto raccontatogli da san Pietro. Poco male, del resto, spesso le cose non sono quello che paiono a prima vista. Sia come sia, narra la tradizione popolare che le spoglie di san Marco siano state trafugate da Alessandria (quella del faro, non quella pedemontana) da Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, i quali le fecero passare sotto il naso della dogana musulmana nascondendole in mezzo a una partita di carne di maiale.

Secondo uno sviluppo della leggenda, un tale Basilio della Giudecca, uno dei marinai della nave che fece quel viaggio, ebbe un ruolo tanto importante nel recupero delle spoglie che gli fu fatto dono del roseto che cresceva sulla tomba egiziana del santo. Tale pianta ebbe poi l’infelice ruolo di confine tra le due parti in cui, alla morte di Basilio, i suoi figli si divisero la proprietà: quando poi i due rami della famiglia arrivarono alla totale rottura (pare che qualcuno ci sia pure rimasto, pace all’anima sua) il roseto la prese tanto male che decise di non fiorire più. Ma, il venticinque aprile di molti anni dopo, due discendenti dei due rami della famiglia si videro attraverso le foglie del roseto e si innamorarono a prima vista: tale fu la gioia della longeva pianta che essa decise di celebrare questo amore trionfando di boccioli rossi, uno dei quali fu prontamente colto dal giovane per essere regalato alla sua innamorata.

Secondo un’altra leggenda, invece, il giovane trovatore Tancredi era innamorato della splendida nobildonna Maria Partecipazio. Per cercare di ottenere un rango sufficiente a permettergli di chiedere la mano della sua innamorata, Tancredi decise di partire per la guerra contro i mori; dopo aver dimostrato il suo onore in più occasioni, però, fu purtroppo ferito a morte sopra un roseto, che si tinse del rosso del suo sangue. Tancredi, morente, chiese al prode Orlando di portare all’amata Maria un bocciolo di quel roseto e così Orlando fece. Il giorno dopo aver ricevuto il fiore, Maria Partecipazio venne trovata morta con il bocciolo di rosa scarlatto posato sul cuore.

Sia per l’una o per l’altra ragione (o per entrambe?), i veneziani usano celebrare il venticinque aprile regalando un bocciolo di rosa rossa alla loro amata.

Tutto questo per dire che mi son reso conto che dal preciso esatto lasso di un bel po’ di tempo (dal 1993, per la precisione) il mio primo atto il 25 aprile è sempre stato quello di entrare dalla mia fioraia di fiducia e comprare il più bel bocciolo di rosa che aveva in bottega. Domani mattina (o questa mattina, se siete tra quei puristi per cui la mezzanotte è indiscutibile confine tra l’oggi e il domani) non sarà così. Ebbene, la cosa sorprendente è che questo fatto non mi pesa né mi rattrista; anzi, nonostante che un po’ mi senta a disagio per doverlo ammettere, vivo questa constatazione con una vaga ma netta sensazione di grande libertà.

Oddio, inaspettatamente mi rendo conto all’improvviso che una tentazione ci sarebbe. Ma, a parte qualche interessante difficoltà logistica, forse è meglio lasciar perdere: eventualmente ne riparliamo l’anno prossimo. Per questa volta va così: buona festa del "boccolo" a tutti.

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