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e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





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mercoledì 5 aprile 2006 - ore 10:30


I buoni, cari, vecchi Muppets...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mr. Bassman (Johnny Cymbal)

Baa, ba-ba baa, ba-ba ba-ba-baa,
baa, ba-ba baa, ba-ba ba-ba-baa,
baa, ba-ba baa, ba-ba ba-ba-baa,
ba-ba-ba, ba-ba-ba, ba-ba-ba, boom boom boom boom


Hey, Mr. Bassman, you’ve got that certain something,
hey, Mr. Bassman, you set that music thumping,
to you it’s easy when you go, one, two, three
Bop-bop, bop-bop-bop!
You mean, ba-ba-bah ba-ba-bah, ba-baa, ba-baa-baa! (Yeah!)

Hey, Mr. Bassman, you’re on all the songs with a
boom boom, boom boom, boom, boom and a
bom bom, bom bom, boom boom bom bom,
hey, Mr. Bassman, you’re the hidden king of rock and roll
Bop-bop, bop-bop-bop!
No, no: ba-ba-bah ba-ba-bah, ba-baa, ba-baa-baa! (Oh!)

Well, it don’t mean a thing
when the leader’s singing,
or when he goes
hi-yi, yi, yi, ya-ya-ya-yi... (Yeah!)

Hey, Mr. Bassman, I’m asking just one thing:
will you please teach me, yeah, they way you sing ’cause
Mr. Bassman, I wanna be a bassman too
Bop-bop, bop-bop-bop!
Like this: ba-ba-bah, ba-bah, ba-ba-ba-bah ba-baa!

Bum bum, bum bum, bo-bo-bo-bum, bum, bum bum, now you
bum bom-bom-bum bum, bo-bo-bo-bum bum, bum bum (with me!)
bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum, bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum,
bo-bo-bo-bum, bo-bo-bum, bo-bo-bum, bo-bo-bum
bo-bo-bum bum bum bum, bum bum bum bum...

Well, it don’t mean a thing
when the leader’s singing
or when he goes
hi-yi, yi, yi, ya-ya-ya-yi... (Yeah!)

Hey, Mr. Bassman, I think I’m really with it,
hey, Mr. bum ,bo-boom, bo-boom
with a di-dit, di-dit, dit dit, dit dit,
come on, Mr. Bassman, now I’m a bassman too
dit dit, di-dit, bah bah bah!
Ba-ba-bah, ba-ba-bah, ba-baa ba-baa-baa, bah!

Bum bum, bum bum, bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum,
bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum, (you’ve got it!)
bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum,
bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum,
bo-bo-bo-bum, bum bum, bum bum,
bo-bo-bo-bum, bo-bo-bum, bo-bo-bum, bo-bo-bum
bo-bo-bum bum bum bum bum. Yeah!



Kermit: Oh, moving right along, now, it is time we proudly present...

Piggy: (interrupts entering) Kermit? Oh, Kermit?

Kermit: Hum, yes, Piggy?

Piggy: You haven’t forgotten that you promised to take me to dinner tonight?

Kermit: Er, aw, no, I remember.

Piggy: I’ll be very red, the color of passion

Kermit: I, um, I’ll stick with green, er, the color of envy.

Piggy: Envy?

Kermit: Oh, um, I’m envious of anyone not having dinner with you.

Piggy: (enraged) WHAT?

Kermit: Er, well, I mean that, aw, er, ...


(Dedicata al Pongocchio, a Zilvio e a tutti gli amici bassisti)

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martedì 4 aprile 2006 - ore 10:35


Post delle domande inconsuete
(categoria: " Riflessioni ")


L’altra notte ho fatto un sogno.

Un amico, di punto in bianco, mi ha guardato e con impeccabile indifferenza mi ha chiesto: "Se ti offrissi di fare un giro su un asino volante, accetteresti?"

La mia prima reazione, spontanea e nitida, è stata quella di pensare: "Ma che cacchio di domanda è? Gli asini volanti non esistono!"

Poi, però, ho guardato in faccia quest’amico e ho avuto l’impressione che non fosse in preda agli effetti dell’alcool. Di più, a causa della stima che ho sempre avuto per lui, ho pure avuto l’impressione che potesse effettivamente aver parcheggiato un asino volante dietro l’angolo.

Così il mio onanismo mentale onirico si è scatenato. Come sarebbe mai potuto essere fatto quest’asino? Come un comune somaro ma con in più un paio di splendide ali da falco che gli uscivano dal garrese, o piuttosto una cosa creata dall’uomo, con (che so io) un motore a reazione sotto la pancia, o un paio di rotori da elicottero? E poi, che carattere avrebbe avuto? Quello di un asino come gli altri, per cui il peggio che può succederti è che, se non gli va, non decolla e buonanotte, oppure quello di un fiero animale volante, per cui potrebbe sentirsi in diritto di decidere di portarti a duemila metri, mettersi in volo rovesciato e poi affaracci tuoi se riesci a stare in sella?

Aggiungete che, nel sogno, mi sentivo come se quello di poter volare in groppa a un asino fosse la cosa che più desideravo in vita.

Aggiungete anche che, per quello che è il rapporto con questo mio amico, sentivo che la mia risposta mi avrebbe in qualche modo vincolato. Sentivo che se gli avessi risposto di no, lui avrebbe potuto dire: "Ah, che peccato, avevo un asino volante parcheggiato proprio qui dietro l’angolo" (appunto!) e io mi sarei mangiato le dita sapendo che non l’avrei nemmeno potuto vedere. Sentivo pure che, se gli avessi risposto di sì e se effettivamente lui fosse risultato possessore di un asino volante, mi sarei moralmente impegnato a salire in groppa a questa bestiola esponendomi al rischio che avesse, come sopra, il carattere di un’aquila con l’indigestione.

Infine, in qualche modo, sentivo che non mi sarebbe stato concesso di chiedere spiegazioni o descrizioni. La decisione doveva essere presa così, al buio.

Mi sono svegliato prima di sapere che cosa gli avrei risposto e (anche se non a tempo pieno, intendiamoci) ci sto ancora pensando. Voi, al posto mio, che cosa decidereste di fare?

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lunedì 3 aprile 2006 - ore 13:42


Citazione
(categoria: " Poesia ")


I dare do all that may become a man;
Who dares do more is none.


(so d’aver coraggio quanto basta per fare nella vita quel che s’addice a un uomo; chi ardisce più di questo, non è uomo. Guglielmo Fraccalanza, noto anche come William Shakespeare, tradotto da Goffredo Raponi)

(Sì, certo: la citazione è stata suggerita da "V come Verzetta", il quale però, se pure non mi è dispiaciuto affatto, non mi ha nemmeno convinto del tutto.)

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venerdì 31 marzo 2006 - ore 16:53


... e insoma el biondo el ghe la gà fata
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Parlà el gà parlà, aprovà i lo gà aprovà, magnà gavemo magnà e bevudo gavemo bevudo. Yeah!

Congratulazioni, bidottore!

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giovedì 30 marzo 2006 - ore 12:52


Ottimisti e pessimisti
(categoria: " Pensieri ")


Tornato dalle mie vacanze suBBAQQuee, ho aggiornato la colonna di sinistra del mio blog citando, in due punti, altrettante canzoni che da molti anni hanno un posto inamovibile nel mio cuore: "I colori del giorno" e "Peter Pan", la prima dell’incredibile Marco Giacomozzi e la seconda... boh? Di Finà? Di Todeschini? Poco importa, in fondo: da sempre le canzoni goliardiche appartengono a chi le canta e le storpia. Ciò che importa è che canticchiando fra me e me che "Peter Pan era il mio eroe di allora e, certo, quand’ero giovane, andare via e dondolare in cielo ed essere tiepido e libero, essere Peter Pan..." ho ripensato al simpatico ragazzino, che volava grazie ai suoi ricordi felici.

Va da sé che a quel punto, quasi automaticamente, sono cominciati a affiorare i miei ricordi felici. Un parcheggio a Rosolina mare e gli occhi spalancati, un po’ imbarazzati e un po’ provocatori, di una ragazza che mi ha appena baciato di sorpresa. Casa mia e la voce di una donna che, inspirato a fondo, sussurra: "Che bello...". Lo scompartimento del treno notturno Stoccarda-Bonn mentre leggo sul display di un cellulare: "Per trattarmi come faresti tu, mi dispiace, ma ci vuoi tu". Un viale di parco Ravizza mentre leggo sul display di un altro cellulare: "Quanto mi piaci!". E mi rendo conto che volare non sarebbe un problema. Controllo di terra, qui Galvan69, abbiamo raggiunto la quota di crociera, manteniamo la rotta, passo.

Così divagando, mi torna alla mente una teoria fisio-psicologica di cui ho sentito parlare molto tempo fa, sviluppata da un personaggio del quale ricordavo vagamente che aveva un nome da telefonino (mi servirà una buona dose di scartabellamento nei miei immensi e disordinatissimi archivi elettronici per identificarlo in Milton Erickson, citato tra l’altro anche nel libro "Istruzioni per rendersi infelici" di Paul Watzlavick, che sarà il primo che compro non appena supererò la sensazione che continuare a entrare in libreria possa gettarmi definitivamente sul lastrico). Pare che quest’uomo abbia analizzato alcuni meccanismi semplicissimi della mente umana (tipo: avete presente quando cercate le chiavi di casa in tasca, non ci sono, le ricercate ovunque, non le trovate, frugate di nuovo le tasche, non ci sono, le cercate di nuovo ovunque, non ci sono, infilate le mani in tasca e sono lì? Ecco, cose così) mostrando che funzionano in due modi radicalmente diversi nelle persone depresse e nelle persone "positive".

Per esempio: il depresso (chiamiamolo "il pessimista") tende a sentire, la mattina appena sveglio, una specie di voce interiore che lo aggredisce con frasi del tipo "Svegliati, disgraziato! Se non riesci neanche a tirarti fuori da sotto le coperte non combinerai mai niente di buono nella vita!". L’ottimista, invece, viene esortato da una voce materna che lo incoraggia: "Forza, ormai hai gli occhi già aperti, il più è fatto... vedrai che se ti alzi poi ne sarai contento: coraggio, è un altro piccolo sforzo!". Sembra una cagata qualsiasi, ma è facile capire quanto possa rendere complicato affrontare non soltanto la giornata, ma anche la vita: i "pessimisti", infatti, tendono a sviluppare un sacco di problemi relazionali, di tendenza alla depressione, di difficoltà nel costruire rapporti di amicizia o di amore. Il bello è che, sempre a quanto dice Erickson, questo del risveglio è un punto relativamente facile da correggere e aggiustare.

Ma non è di questo che volevo parlare (come sempre, la mia graforrea è pari soltanto alla mia logorrea). Facciamo invece un giUoco: alla fine di questa frase, interrompete per un attimo la lettura e pensate a un vostro ricordo felice.

Fatto?

Bene. La domanda ora è: come avete visualizzato questo ricordo? In prima persona, rivedendo la scena esattamente come quando l’avete vissuta, o piuttosto "dall’esterno", quasi guardando un film sulla vostra vita girato da un regista più o meno dotato?

Ecco. Il punto chiave (e per questo Erickson mi è tornato in mente) sta nel fatto che gli ottimisti vedono i loro ricordi felici nel primo modo, in soggettiva, con un sacco di particolari, mentre i pessimisti tendono a vederli in terza persona, dall’esterno, togliendogli così emozione e gioia. Al contrario, naturalmente, gli ottimisti si vedono dall’esterno nei ricordi spiacevoli, che invece i pessimisti visualizzano in prima persona: rivedono mille volte le nocche del pugno che sta per colpirgli la faccia, il selciato che si avvicina durante il salto dal muretto con il quale si son rotti una gamba, il colore dell’inchiostro della lettera di licenziamento. Anche questo sembra ragionevolmente facile da correggere, ma la tendenza è quella.

Tutto ciò mi è venuto in mente quando mi sono reso conto che quei miei "ricordi felici" sono tutti in prima persona. Sento ancora l’odore di salsedine portato dal maestrale e i rumori indistinti del karaoke nel bar vicino, con le mie gambe che iniziano a tremare prima ancora che la mia mente registri coscientemente quello che è successo. La sensazione del lenzuolo e della sua pelle sotto le dita e, della sua pelle, anche il profumo inebriante, che mi invade le narici e mi inonda il cervello, con la luce del primo pomeriggio che entra dalla finestra. Il colore dei sedili dello scompartimento del treno, con il muretto di sassi di granito, debolmente illuminato dalla luna, di fianco al quale stavamo passando, e il dondolio del vagone con i suoi rumori. Il debole calore del sole autunnale sul mio viso e il fruscio della brezza fra le foglie ancora verdi degli alberi, con i cani che ansimano e corrono nella zona a loro riservata.

Oh minchia, ma allora sono un ottimista di merda?

Così, per eserciZZio, mi son messo a pescare anche qualche brutto ricordo. E ho rivisto il corridoio di farmacia mentre una studentessa (che non conoscevo) raccontava a un’amica che la mia morosa di quel tempo aveva intenzione di stare un’altra decina di giorni nella città dov’era in Erasmus e che non me l’aveva detto: ero "dentro" anche a quello. E ho rivisto dai miei occhi le mie mani sul volante nello svincolo tra la tangenziale Nord e la nuova statale del Santo in direzione di casa Calimero mentre, con il cuore in gola e conoscendo già la risposta, dico "se, come mi pare di capire, hai già deciso, è inutile che tu mi tenga in sospeso: dimmelo già adesso". E ho risentito lo stesso tuffo al cuore rivedendo, dai miei occhi, il traliccio dell’alta tensione deformato dal posteriore della Tempra che ci è finita contro capovolta a una velocità impressionante, dopo aver sbattuto contro la mia Mercedes massacrandola, e la paura che mio fratello potesse aver (sia pure involontariamente) ucciso qualcuno con un’arma che (sia pure in buona fede) gli avevo messo in mano io. E ho rivisto l’unico episodio della mia vita del quale io mi vergogni integralmente, ancora adesso dopo quasi dieci anni; ma in quest’ultimo non so dire se sono in soggettiva o se mi vedo dal di fuori. L’unico ricordo che indubbiamente vedo dal di fuori, per la precisione dal marciapiede opposto, è quello del Cagiva SST che mi è atterrato sullo stinco sinistro, strappandomi via il crociato anteriore, il tendine rotuleo, il collaterale interno e i due menischi. Ma, se permettete, preferisco tenermene un po’ distante.

Pare insomma che, come ho sempre sostenuto, io sia proprio un realista del cazzo con timide concessioni all’ottimismo, giusto per mettersi "da la parte del formajo": ancora una volta, il modo in cui penso di essere viene confermato dai fatti. E xe ben cussì, perlomeno finché, nonostante questo, continuo a pensare che la vita è una cosa meravigliosa. Controllo di terra, qui è ancora Galvan69, sempre a velocità di crociera, passo e chiudo. E buona giornata a tutti, anche e soprattutto a chi è stato svegliato dalla voce sbagliata.

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mercoledì 29 marzo 2006 - ore 13:58


Accadde di nuovo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ore nove del mattino. Scendo dal solito IC 600 (ora convertito a Intercity PLUS, il che significa che ogni giorno corro il rischio che qualcuno mi faccia alzare perche’ ha prenotato il posto su cui mi sono seduto io, sammorti chi fa onde, ma ciò in fondo aggiunge un corroborante pizzico d’imprevisto alla vita) e mi avvio verso lo scalone della stazione centrale di Milano, fischiettando come spesso mi accade. Per la precisione, oggi il brano scelto era il secondo movimento del secondo concerto dell’"Estro armonico" del buon Vivaldi:

Zam pam pararararararara-zam pa (um) pa-ra-pa-ram pa-ra-ram pa-ra-ram pam (um) pa-ra-pa-ram pa-ra-ram pa-ra-ram (pam pararam) (um) pam pararam...

Camminando e fischiettando, supero un distinto signore in giacca e cravatta che, una volta alle mie spalle, sbotta:

-- Ma che allegria!

Sorrido, mi volto, lo guardo e, senza smettere di camminare, replico:

-- Eh, beh, si fa quello che si può...

-- Ma scherza? -- mi risponde il personaggio, con un leggero accento gardesano, rispondendo al mio sorriso quasi senza accorgersene: -- ne serve, ne serve!

-- Eh già, -- aggiungo, -- per affrontare questa città ci vuole davvero una notevole dose di buonumore...

Il tipo a questo punto si apre a un sorriso totale e, guardandomi, mi dice:

-- Ci vorrebbe tanta più gente come lei, sa?

Allargo anche io il mio sorriso, lo ringrazio, gli auguro di tutto cuore una buona giornata e mi tuffo nelle scale della metropolitana, pronto a affrontare una giornata di lavoro mentre fuori splende tutto questo sole.

In più, il solito personaggio che volantina per l’Herbalife fuori dalle scale della fermata di Porta Romana, oltre a rispondere al mio solito saluto e al mio solito sorriso, oggi mi ha offerto un’inaspettata stretta di mano. Ci siamo scambiati un altro augurio di buona giornata anche con lui.

Ci sarebbe anche un’interessante riflessione nata fra ieri sera (dalle solite chiacchiere con il sempre ottimo Bibbo) e stamattina in treno, ma è un po’ lunghetta e, poi, per oggi va bene così. Domani, forse... e, come il solito, buona giornata anche a voi.

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lunedì 27 marzo 2006 - ore 15:45


Heri dicebamus...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... settimanetta yeah. Giornate passate all’incirca così: controllo attrezzature...


poi un po’ di sano relax sul ponte superiore in attesa di raggiungere il sito...


(foto a principale beneficio del Bello: ogni promessa è una promessa)

e poi via, a pinneggiare nel blu, coscienti di ogni proprio respiro, in equilibrio perfetto con l’acqua attorno...


Ciao, amica tarta!


E, dentro e fuori dall’acqua, tante riflessioni e tante occasioni di pensare a se stessi e alla propria vita; poi, il ritorno. Tutto sommato, sarei prontissimo a ricominciare.

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venerdì 17 marzo 2006 - ore 11:22


Riordinamento
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Con il portatile finalmente in condizioni accettabili di funzionamento (ho detto accettabili, non perfette, ma in fondo chi si accontenta gode e a culo tutto il resto), ho iniziato a rimettere mano ai messaggi arretrati nei vari inbox. Non sto parlando, intendiamoci, di messaggi che non ho letto, ma semplicemente di messaggi che ho lasciato lì perché, per qualche ragione, meritavano dell’attenzione supplementare da parte mia. Si trattava di circa 800 unità, attualmente in inesorabile diminuzione.

A un certo punto del lavoro, mi sono reso conto che la gran parte dei messaggi si era accumulata da ottobre dell’anno scorso. In qualche modo, questo mi ha fatto sorridere. Ho ripensato a altri momenti passati in cui l’inbox aveva raggiunto livelli paragonabili e mi sono reso conto che i periodi di accumulo dell’e-mail non sono stati (come superficialmente li credevo) miei momenti di mona o di clamorosi buchi d’inefficienza, quanto semplicemente (come probabilmente è umano che sia) fasi in cui ho avuto a che fare con cose che ritenevo tanto importanti da dedicarmici completamente, anima e corpo.

Ben venga, dunque, l’aumento dei messaggi inevasi. Spero che ne capiti un altro presto. E che anche per quello, comunque vada, la successiva apocalittica rottura di coglioni per sfoltire gli inbox sia un prezzo che pagherò volentieri per aver vissuto un altro splendido pezzo di vita.

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martedì 14 marzo 2006 - ore 12:06


Questi test sono sempre simpatici
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grazie a Phelt per aver segnalato nel suo blog questo test. Il mio risultato è stato (commenti tra parentesi quadre):


Dal tuo rapporto con il cibo si direbbe proprio che a letto sei intelligente, sensuale... tra i pochi veri buongustai. [Urco, deh! Nd.G]

Sei un tipo intelligente, raffinato, dotato di stile e equilibrio; questo ti rende, tra le lenzuola, uno degli amanti più stimolanti! [Seee... come no? Nd.G] Dal tuo modo di porti a tavola si deducono una grande passionalità e appetito per i piaceri della vita, uniti ad un buon gusto, che ti rendono irresistibile e degno di lode. [Non so come, questi due concetti riferiti a me mi danno i brividi. "Irresistibile" mi fa pensare più che altro a un panino di Badole, e "degno di lode" a uno scolaro diligente. In entrambi i casi non mi ci vedo, Nd.G]

Il tuo amore per la buona tavola e il non rinunciare ai piaceri ti portano ad essere lussurioso anche a letto, come in tavola: un buon antipasto, un primo, un secondo, il dolce, in fondo... sono simbologie che si ritrovano anche nella tua sessualità, dove ogni cosa ha la sua importanza e tutto contribuisce al piacere. [Minchiazza, che profondità di analisi! Nd.G]

Sei raffinato nella cura dei particolari; senza sfociare nel feticismo, ami una bella biancheria intima, un partner che si sappia muovere, che ti faccia impazzire [il che mi colloca in un buon 98% della popolazione, credo, Nd.G]: allo stesso modo, tu in prima persona sai prendere in mano le redini del gioco e offrire notti da urlo al tuo compagno o alla tua compagna. [Ma quando mai? Nd.G] Che dire di più? Hai gusto, esperienza, delle buone conoscenze teoriche, che non sono da deprecare, ma anzi aiutano a sperimentare nuove situazioni senza cadere nel becero, ami l’eleganza anche nel portamento [Ma se cammino come un elefante con la psoriasi e le emorroidi? Nd.G] ma non disdegni neanche la sveltina se il luogo, particolarmente eccitante o a rischio, la richiede. In poche parole, ti sai adattare, riuscendo ad ottenere il meglio dalle situazioni, come a tavola ti piace avere i tuoi tempi, senza fretta, per poter gustare più che ingozzarti.

L’unica cosa da evitare è che questo edonismo si trasformi in egoismo o eccessiva puntigliosità, il che degraderebbe la tua tipologia da buongustaio a goloso e non è la stessa cosa! [Madonna, quant’è vero! Nd.G] Evitando questo, non si può che dire: continua a vivere il sesso come un piacere e come una cosa gioiosa, senza investirlo di significati che non ha. [Grazie, quindi! Nd.G] Detto questo... fortunata chi ti prende! [Mah, Nd.G]

Essere brillante, avere stile, sono gli ingredienti migliori per risultare vincente in un rapporto, anche sessuale. Hai tutte le carte in regola per far provare piaceri inimmaginabili... [Sì, nel senso che ho tutte le parti anatomiche richieste; a parte questo, però... Nd.G] non cullarti sugli allori, non sei affatto il migliore, c’è sempre da migliorare e sempre da imparare, ma uno come te lo sa! [Ecco, finalmente qualcosa di sensato, va’, Nd.G] Vai, ‘Sex Machine’! [Sissì, vai, vai... in culo, vai. Nd.G]

Il tuo profilo ascendente, ovvero la sfumatura più nascosta del tuo carattere, è: un tipino curioso, stimolante, con la voglia di sperimentare... provare... [Nascosta tanto bene, ’sta sfumatura, che a momenti non la trovo neanche io, Nd.G]

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lunedì 13 marzo 2006 - ore 11:52


Manfrine e punti di vista
(categoria: " Riflessioni ")


Ieri Silvio Berlusconi se n’è andato durante la registrazione della trasmissione di Lucia Annunziata. Per tutta la giornata mi sono tenuto un po’ tranquillo, tanto per evitare di mischiare "a mille voci al sonito" anche la mia. Stamattina mi sono guardato il video (ce n’è un estratto molto succinto anche su Repubblica.it, per dire) e ho letto i commenti di Repubblica, Corriere, Unità, Secolo XIX e Il Tempo: così, per cercare di perdermi il meno possibile (il lunedi`, il Manifesto non esce). Ne ho anche parlato con alcuni amici e conoscenti, sia di sinistra sia di destra, per capire che cosa ne pensino.

Dopo tutto ciò mi sono formato un’opinione sull’accaduto, naturalmente. Quello che mi colpisce di più, però, è una questione che sta a monte: finché dieci persone diverse, guardando la stessa cosa, vedranno dieci cose diverse e finché la correttezza, l’educazione e il rispetto saranno considerati semplici punti di vista, sarà assolutamente insignificante chi governerà l’Italia nei prossimi cinque anni. Non sarebbe male ricordare che le cadute di stile, pure innegabilmente deprecabili nella sconfitta, sono assolutamente imperdonabili nella vittoria.


Nota di colore: come qualcuno ha già avuto modo di vedere, questioni indecifrabili mi hanno costretto a cambiare il mio contatto messenger, migrando al ".com" con il fine di lasciar cadere nell’oblio il problematico ".it". Se non altro, pare che ora mi si veda online quando lo sono, il che mi pare comunque un guadagno.

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