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e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





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lunedì 6 ottobre 2003 - ore 15:54


Secondo diario segreto di Legolas, figlio di Weenus
(categoria: " Cinema ")



Giorno 1: Yuppi!

Giorno 2: Che figata correre!

Giorno 3: Quanto sono figo quando corro!

Giorno 4: Sono figo anche quando sto fermo. La corsetta per il Riddermark è stato un ottimo esercizio. Giurerei che il mio culetto si è rassodato ancora di più, ma mi sembra impossibile.

Giorno 6: Non è che Gimli mi sta guardando il culo?

Giorno 7: Ecco perché rimane sempre indietro.

Giorno 8: Momento irritante quando ci siamo imbattuti in Eomer. Ho temuto che fosse più grazioso di me fino al momento che si è tolto l'elmetto. Fortunatamente, assomiglia a un formichiere. Ha provato a approcciare Gimli ma l'ho dissuaso con fermezza. Nessuno ci prova con il mio nano.
Sono sempre il più grazioso.

Giorno 9: Vista una pira ancora fumante di cadaveri di orchetti, non molto carina. Aragorn è partito con una tirata di ore ed ore a proposito di hobbit legati in giro per il mondo. Non capisco perché i rozzi giochini hobbit gli sembrino tanto importanti.
Sempre il più grazioso.

Giorno 10: Che seccatura! Foresta di Fangorn. La muffa delle foglie è davvero terribile per la mia pelle.
Sempre il più grazioso, ma un po' in stile viscido e sudicio.

Giorno 11: Imbattuti in Gandalf, che ora è tutto bianco splendente. Gli ho chiesto a chi fosse necessario concedersi per ottenere l'ultima bottiglia di candeggiante di tutte le Terre di Mezzo e lui mi ha risposto: "Al Balrog". Probabilmente non ne vale la pena.
Ci sto ripensando, i miei vestiti cominciano a buttare radici.
Sempre il più grazioso ma, di questo passo, per quanto ancora?

Giorno 12: Chiesto a Gandalf il numero del Balrog. Gandalf ha risposto che non potevo chiamarlo. Gli ho detto di non essere geloso e possessivo. Lui ha risposto che non lo era: semplicemente, aveva ucciso il Balrog la settimana precedente.
Promemoria: mai uscire con Gandalf.

Giorno 15: Arrivati a Edoras. Molto scocciato: sospetto che Eowyn possa essere più graziosa di me. La cosa è decisamente inaspettata, perché avevo sempre pensato che le Bimbe Armate fossero tipi più robusti e a forma di pera.
Non il più grazioso! Grande amarezza.

Giorno 19: Aragorn ha tenuto testa a Theoden oggi. Aragorn è così maschio. Dio, quanto mi attizza.

Giorno 20: Il borsellino era assolutamente spaventoso. Neanche lontanamente carino. Sto seriamente pensando al suicidio.

Giorno 26: Esce di scena Aragorn, inseguito dai lupi di Isengard. Contro: sono qui con questa orribile collana. Pro: non devo più indossare quell'orribile borsellino.
Sono di nuovo il più grazioso!

Giorno 28: Aragorn è tornato. Apparentemente, finire giù da una scarpata non è letale quanto uno si aspetta. Gli ho detto di sbattermi per terra e trombarmi a sangue, ma lui mi ha semplicemente dato una virile pacca sulla spalla e ha detto "sì, sto screpolandomi un po', ma ci sto lavorando con un balsamo particolare."
Aragorn è davvero una sottospecie di zoccola.

Giorno 29: La battaglia del Pozzo di Elm è stata davvero imbarazzante. Non bastava essere costretti a affrontare l'idea della morte per mano di orchetti puzzolenti nelle sperdute campagne di provincia, ora sono perfino stato salvato da Haldir che è comparso all'ultimo momento con un'acconciatura davvero brutta.
Un aspetto positivo: Eowyn è rinchiusa in una grotta umida. Forse le verrà la cecità da minatore e allora sarò il più grazioso per sempre.

Giorno 30: Battaglia finita. Pare che Gandalf sia sempre elegantemente in ritardo. La speranza di una sveltina post-battaglia è stata cassata, perché Aragorn è tutto imbronciato a causa di una cartolina che gli ha mandato Faramir. È geloso del Portatore. Gli ho detto che Sam ucciderà Faramir, se solo ci prova, ma non è bastato per restituirgli il sorriso.
Ho deciso di lasciarlo perdere. Ho ricevuto una nota intrigante da Eomer: vedremo se è proprio vero quello che dicono degli uomini del Riddermark.
Nessuno si è ancora occupato di tirare fuori Eowyn dalla grotta. Sono sempre di gran lunga il più grazioso!

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venerdì 3 ottobre 2003 - ore 10:50


Diario segreto di Theoden
(categoria: " Cinema ")



Giorno 1: Ho assoluta necessità di un nuovo segretario particolare. Ho contattato il Servizio Scagnozzi in Novanta Minuti di Isengard: sembra la scelta migliore, perché se non ti arriva uno scagnozzo in un'ora e mezza ti regalano un orchetto. In realtà non so che cosa farei di un orchetto se me lo dessero, per cui spero che lo scagnozzo arrivi in tempo.

Giorno 2: Il tirapiedi nuovo è arrivato. Non è proprio il più bel tipo su cui mi siano caduti gli occhi ma, in fondo, non tutti possono essere dei bei ragazzoni senza cervello con una grande e vistosa coda di cavallo come Eomer. A insaputa di Eomer, Vermilinguo ha promesso di rifarmi il look con una linea di prodotti di bellezza studiata da Saruman in persona. Ha promesso che diventerò fresco e giovanile.

Giorno 3: Non sarà mica un capello bianco quello?

Giorno 4: Il nuovo look sta andando terribilmente a catafascio. Non sembro per nulla fresco e giovanile, assomiglio piuttosto a un nano albino dopo due anni di salamoia nelle Paludi della Morte.
Sospetto che Vermilinguo sia cotto di Eowyn. Non posso biasimarlo, Eowyn è decisamente topa. Non so dove voglia arrivare mostrandosi così alta e forte. Le avevo ben detto che posare per Bimbe Armate in Calore avrebbe attirato qualche attenzione in più dagli uomini.

Giorno 6: Perché nessuno si accorge che ormai assomiglio a un millepiedi? Eomer non ha nemmeno fatto un piccolo commento sul mio nuovo mascara. È così viziato. "Voglio fare una festa. Voglio un pony". L'ho bandito da Rohan per piagnistei.

Giorno 7: Ho cambiato idea sul nuovo look. Ora mi prende decisamente bene: è tanto inquietante che nessuno viene più a rompermi le scatole. Posso starmene seduto tutto il giorno sul trono in pace. Avevo proprio bisogno di una vacanza. I cittadini di Edoras sono così impegnativi e antigienici.

Giorno 8: Finita la vacanza. Gandalf è arrivato tutto baldanzoso sbandierando il suo nuovo look. Che palle, Gandalf. Non riesce a sopportare che qualcuno abbia un nuovo look inquietante. Prima donna!
Ha portato con se tre ragazzini di diverse dimensioni. Il mio squadrone di guardie del corpo scelte con cura sono state completamente annientate dal fascino del piccolo furetto peloso, del giovane elfo carino e del bel tenebroso. Evidentemente, devo rivedere i miei criteri di valutazione.

Giorno 9: Attaccati dagli orchetti. Aragorn "Non Son Pronto per Pagare il Conto" figlio di Arathorn è caduto in battaglia sulla scarpata, evitando così di doversi sbattere con il combattimento. Niente male, per l'Eroe Re degli Uomini.

Giorno 11: Arrivati al Pozzo di Elm. Mi sembra un buon momento per una bella pennica.

Più tardi

Pennichella interrotta dal ritorno di Aragorn, che non sembra così morto dopo tutto. Apparentemente, un numero assolutamente mostruoso di orchetti si sta dirigendo verso di noi. Il morale degli uomini non sta venendo significativamente migliorato dai goffi tentativi di Aragorn di svignarsela per l'uscita laterale. Gli ho dato già tre volte indicazioni sbagliate e si è trovato ogni volta nelle cantine. Se io non riesco a scappare da questo casino, non vedo perché dovrebbe farcela lui. Oltretutto, è tutta colpa sua. Non so in che modo, ma è colpa sua.

Giorno 13: Dove sono il cavallo e il cavaliere? No, davvero, dove sono? Era il mio cavallo preferito.

Più tardi

Stiamo perdendo clamorosamente la battaglia. Chi se lo sarebbe aspettato? Beh, io, per esempio.

Giorno 16: Scena eroica di suicidio sacrificale rovinata dall'arrivo di Gandalf e del sempre insopportabile Eomer. Perché Gandalf ha aspettato il tramonto per arrivare? Sospetto che l'abbia fatto per ottenere il miglior impatto scenico dato dal sole alle sue spalle mentre stava cavalcando giù dal monte. Commediante del cavolo. Mi sono vendicato dicendo a tutti gli uomini che Gandalf porta le calze a rete sotto la sua tunica bianca. Il primo che riesce a far schioccare la sua giarrettiera vince il permesso di coccolare Legolas.
Chi ha in mano la fiamma di Arnor adesso, razza di checche segaiole?

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giovedì 2 ottobre 2003 - ore 16:33


Girl of the year
(categoria: " Fotografia e arte.. ")



And the winner is...



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giovedì 2 ottobre 2003 - ore 16:33


Sempre di fretta
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Visto che questa sera sono onoratissimo di essere impegnato per lo spritz-fish organizzato da zilvio e che il poco tempo libero che mi resta prima deve essere legittimamente dedicato a lavorare un po' e, soprattutto, a fare almeno un'altra partita di bridge in rete, per oggi mi limito a un'icona che vale la pena di essere gradita.

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mercoledì 1 ottobre 2003 - ore 12:03


A grande richiesta...
(categoria: " Cinema ")



... riprendono i diari segreti del Signore degli Anelli. Tranquilli, questa volta sono soltanto tre.

Secondo diario segreto di Aragorn, figlio di Arathorn

Giorno 1: Corsa di quaranta miglia per Rohan. Niente scoiattoli da mangiare. Gimli sembra delle dimensioni giuste per uno spiedo. Dicono che il sapore del nano ricordi quello del pollo.
Ancora non Re.
Aggiornata la barbetta. Aspetto incolto, complessivamente soddisfacente.

Giorno 2: Imbattuti in un'armata di Rohirrim. Ho chiesto a Eomer se sapeva dove si trovavano gli hobbit, ha risposto in modo singolarmente cauto. Forse ce l'ha ancora con me dall'ultima volta che ci siamo ubriacati assieme e io ho scritto frasi oscene in elfico su tutto il suo cavallo. Ho deciso di non fargli notare che ha spudoratamente copiato l'acconciatura di Legolas.
Non avrebbe lo stesso atteggiamento nei miei confronti, se fossi Re.

Giorno 3: Una volta che hai visto una pira ancora fumante di cadaveri di orchetti, le hai viste tutte. Non credo che serva dire altro.

Giorno 4: Imbattuti in Galdalf. Sembra che alla fine non sia morto, ma che il Balrog lo abbia costretto a farsi sponsorizzare da una compagnia di detersivo per lavanderie, così ora è Galdalf il Bianco Splendente. Razza di zoccola della pubblicità. Di questo passo, tra un po' lo vedremo chiedere il biglietto per assistere al suo giochino col cappello a punta.

Giorno 6: Edoras. Re Theoden insopportabile. Ha continuato tutto il tempo "Sei il Re qui? L'ultima volta che ho controllato, ero io il Re qui. Mi sto guardando attorno e non vedo nessun altro con una corona in testa. Eh? Eh?"
Sono stato costretto a ammettere che in effetti non sono ancora Re.
Mi sono però vendicato rubandogli il portafogli mentre era distratto. L'ho usato per aprire un credito alla Breccia di Rohan, dove ho comprato due borsellini genelli per Gimli e Legolas.

Giorno 7: Sospetto che Eowyn sia cotta di me. Non posso biasimarla, la mia barbetta è tanto virile che mi attizzo anche da solo.

Giorno 9: Caduto in battaglia sulla scarpata. Stupidi lupi di Isengard. Pensavo di essere stato salvato da Arwen, ma quando mi sono risvegliato stavo baciando il mio cavallo. Piuttosto perplesso.
Persa la mia collana lucicante preferita nel fiume. Mi sento piuttosto giù, perché non c'è niente di peggio dei brutti gioielli. Beh, forse l'anello.
Barbetta aggiornata: look bagnato.

giorno 12: Ritorno trionfale al Pozzo di Elm. Gimli mi ha abbracciato, come se avessi bisogno che qualcuno mi ricordasse che mi arriva giusto al cavallo dei pantaloni.
Legolas mi ha restituito la collana, yess! Ha borbottato qualcosa in elfico che poteva essere "Sei in ritardo" oppure "Sbattimi per terra e trombami a sangue", non saprei dire quale dei due. Devo dare una rinfrescata al mio elfico, non mi va di tirare a indovinare.
Ancora non Re, ma troppo occupato a tenere alto il morale degli uomini per preoccuparmene. La prossima battaglia dovrebbe essere una passeggiata, davvero.

Giorno 14: Di vedetta sui bastioni del Pozzo di Elm. Sta arrivando un numero di orchetti assolutamente mostruoso. Ma chi vogliamo prendere in giro. Siamo completamente fottuti. Forse questo posto ha un'uscita laterale.

Più tardi

Gli elfi hanno mandato in nostro aiuto un'armata composta dai loro guerrieri più slanciati e aggraziati. Va da sé che non saranno utili per nulla in combattimento, ma per lo meno morirò guardando qualcosa di carino.
Theoden continua a mormorare "È incredibile!" a proposito dell'armata elfica. Sono costretto a essere d'accordo con lui: è incredibile che le sopracciglia di Haldir non siano intonate con il vestito.
Continuo a tentare di svignarmela per l'uscita laterale, ma Gimli mi segue ovunque. Di questo passo, non sarò mai Re.

Giorno 15: Sorprendentemente vittoriosi nella battaglia del Pozzo di Elm, ma i festeggiamenti sono stati rovinati da una fastidiosa cartolina di Faramir, che include una sua foto sulle spiagge di Osgiliath insieme con il Portatore e il suo compagno grassottello mentre bevono assieme una pina colada, tutti in vestiti hawaiiani. Il testo della cartolina recita: Caro Aragorn, grazie per l'Anello e gli hobbit. Sono piccoli, ma molto flessibili: proprio quello che avevo sempre desiderato! Ricordo ancora con affetto le notti che abbiamo passato assieme a Minas Tirith. Baci e abbracci, Faramir. Maledetto Faramir. Sarebbe stato lo stesso lasciare che Boromir si impadronisse dell'anello eliminando tutti gli intermediari. Bah, per lo meno ho la certezza che Sam lo ucciderà, se solo ci prova.
Ancora non Re.



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martedì 30 settembre 2003 - ore 10:10


Amica mia...
(categoria: " Riflessioni ")



... certo che il tuo concerto è stato splendido! Come avrebbe potuto essere altrimenti? Hai sostituito noi tre con tre musicisti che non sono certo meno bravi di noi; anzi, sicuramente almeno nel mio caso sei andata molto, ma molto, in meglio. Certo, forse qua e là si poteva raffinare un po' l'arrangiamento, ma considerato il ridottissimo numero di prove non si può fare altro che togliersi il cappello. Davvero, è stato un bellissimo concerto. E poi non è questo il problema.

Lo ammetto, avevamo tutti e tre un po' di malinconia, soprattutto quello di noi che stava con voi fin dall'inizio del gruppo. Già non è stato facile sentirsi sostituiti, poi ci hai pensato tu a tentare di umiliarci definitivamente con un paio di frasi dal palco come soltanto tu le sai dire. Ma del resto è legittimo che si suoni con alcuni più volentieri che con altri. E poi non è questo il problema.

Il problema è continuare a vederti falsa e ipocrita. Il problema è che tu continui a fare finta di essere contenta di vederci, quando appena ci distraiamo un attimo cerchi istantaneamente di buttarci addosso tutta la merda che ti capita sottomano. Il problema è che tu voglia ancora fare finta che il nome del gruppo sui cartelloni fosse lì solo per caso (come se ce ne importasse qualcosa, poi!). Il problema è che non soltanto non hai mai avuto il coraggio di dirci che ti eri rotta le palle di noi e volevi suonare con gente più brava (cosa, del resto, perfettamente legittima da parte di chiunque: anche io ho fatto un paio di serate con Giovanna), ma anche e soprattutto che stai andando a raccontare in giro che siamo stati noi a "lasciarti a piedi".

Ma forse in fondo, come Camilleri fa dire al suo commissario Montalbano, il problema è soltanto che chi nasce tondo non può morire quadrato. Buon futuro, amica mia.

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lunedì 29 settembre 2003 - ore 11:16


Black Out
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Sabato sera ero al Lake Ranch, un posto nuovo a Taggì di sotto (che merita una visitina, meglio durante il giorno, perché è veramente una situazione interessante). Finito il concerto degli amici Dea Calypso (LINK) ho dato una mano a caricare in macchina gli strumenti; proprio quando avevamo finito e stavamo decidendo se separarci o andare tutti assieme da qualche parte (io dovevo andare all'Enigma, Marco -- il cantante -- si sentiva irresistibilmente attratto dalla rotonda della Saimp) si è spento il lampione del parcheggio. Un po' una scocciatura, perché il Lake Ranch è un bel po' in campagna, quindi non si vedeva proprio più niente; abbiamo però pensato tutti che fosse un inequivocabile segnale lanciato dai proprietari del locale al fine di suggerire che era ora di andarsene. In ben poco tempo ci saremmo accorti che non era così.

Ho fatto un giro un po' largo per arrivare all'Enigma; per capirci, mi sono trovato a passare per Campodoro. È stato assolutamente irreale passare per paesi completamente bui, senza un lampione acceso, senza una luce a una finestra o in un giardino. Ero l'unica macchina che passava (per quelle strade a quell'ora non è poi così sorprendente, in fondo) e i miei fari erano l'unica fonte di illuminazione.

Sono arrivato al parcheggio dell'Enigma, sono sceso dalla macchina e ho alzato gli occhi al cielo. E mi è mancato il respiro. Il cielo era come si riesce a vederlo soltanto in alta montagna o in posti fuori dal mondo, la Via Lattea sembrava stampata nel cielo, le Pleiadi sembravano perfino più grandi del solito. E poi, le costellazioni: quando si vedono così tante stelle, faccio perfino fatica a riconoscerle. Poco importava che, senza corrente, non funzionassero le spine della birra.

Avrei voluto andare in Prato della Valle e godermi Padova sotto le stelle, ma ho pensato che con i semafori spenti sarebbe potuto essere piuttosto pericoloso realizzare quest'idea. Anche da casa mia, però, il cielo era uguale, splendido, magnetico. Non sono riuscito a evitare di pensare che stiamo perdendo questo spettacolo soltanto perché ci ostiniamo a costruire i lampioni sbagliati, a buttare inutilmente megawatt di luce verso il cielo ogni notte, che basterebbe così poco per riappropriarsi di così tanto. Il mio pensiero più forte, però, non era questo, quanto quello che volevo riempirmi gli occhi e la memoria di questo spettacolo, non sapendo se riuscirò più a vederlo di nuovo.

Salendo le scale, mi sono sentito stranissimo. Il buio era praticamente totale ma non c'era nessun segno di quella piccola inquietudine, rimasuglio atavico della paura del buio che si ha da piccoli e che si accompagna sempre all'oscurità. In quell'imitazione di nulla mi sentivo invece intero, protetto e parte del tutto come raramente ero riuscito a sentirmi in passato. Mi sono addormentato in pochi secondi, accompagnato da una sensazione molto prossima alla felicità e con gli occhi della mente ancora pieni di stelle.


Black-out
(Francesco Guccini)

La luce è andata ancora via,
ma la stufa è accesa e così sia,
a casa mia tu dormirai,
ma quali sogni sognerai
con questa luna che spaccherà in due
le mie risate e le ombre tue,
i miei cavalli ed i miei fanti,
il tuo Hesse sordo ed i tuoi canti,
tutti i ghiaccioli appesi ai fili,
tutti i miei giochi e i tuoi monili,
i campanili, i pazzi, i santi e l'allegria.

E non andrà il televisore,
cosa faremo in queste ore?
Rumore attorno non si sente,
giochiamo a immaginar la gente,
corriamo a fare gli incubi indiscreti,
curiosi d'ozi e di segreti,
di quei pensieri quotidiani
che a notte il sonno fa lontani
o che nel sogno sopra a un viso
diventan urlo od un sorriso,
il paradiso, inferno, mani, l'odio e amore.

Avessi sette vite a mano
in ogni casa entrerei piano
e mi farei fratello o amante,
marito, figlio, re o brigante
o mendicante o giocatore,
poeta, fabbro, Papa, agricoltore.
Ma ho questa vita e il mio destino,
e ora cavalco l'appennino
e grido al buio più profondo
la voglia che ho di stare al mondo:
in fondo è proprio un gran bel gioco
a far l'amore tanto e non bere poco.

E questo buio, che sollievo,
ci dona un altro medioevo,
io levo dall'oscurità
tutta la nostra civiltà,
velocità di macchine a motore,
follia di folla e di rumore
e metto ritmi più lontani,
di bestie, legni, suoni umani,
odore d'olio e di candele,
fruscìo di canapi e di vele,
il miele, il latte, i pani e il vino vero.

Ma chissà poi se erano quelli
davvero tempi tanto belli
o caroselli che giriamo
per l'incertezza che culliamo
in questa giostra di figure e suoni,
di luci e schermi da illusioni,
di baracconi in bene o in male,
di eterne fughe dal reale
che basta un po' d'oscurità
per darci la serenità,
semplicità, sapore, sale e ritornelli.

Non voglio tante vite a mano,
mi basta questa che viviamo,
comuni giorni intensi o pigri,
gli specchi ambigui dei miei libri,
le tigri della fantasia,
tristezza ed ottimismo ed ironia.
Ma quante chiacchiere stavolta,
che confusione a ruota sciolta,
lo so che è un pezzo che parliamo,
ma è tanto bello, non dormiamo,
beviamo ancora un po' di vino,
che tanto tra due sorsi è già mattino.

Su sveglia e guardati d'attorno,
sta già arrivando il nuovo giorno,
lo storno e il merlo son già in giro,
non vorrai fare come il ghiro...
Non c'è black-out e tutto è ormai finito
e il vecchio frigo è ripartito,
con i suoi toni rochi e tristi
scatarra versi futuristi...
Lo so siam svegli ormai da allora,
ma qualche cosa manca ancora...
finiamo in gloria amore mio
che dopo, a giorno fatto, dormo anch'io...


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venerdì 26 settembre 2003 - ore 16:03


Il suonatore Jones
(categoria: " Musica e Canzoni ")


(Fabrizio de André)

In un vortice di polvere
altri vedevan siccità,
a me ricordava la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore;
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore?

Libertà l'ho vista
dormire nei campi coltivati
a cielo e denaro, a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato;
libertà l'ho vista
svegliarsi ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazza a un ballo,
per un compagno ubriaco...

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare;
finì con i campi alle ortiche,
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

(È una canzone che mi accompagna da un sacco di tempo. Ieri sera, però, l'ho riascoltata quasi per caso e mi ha assalito di nuovo con tutto il suo splendore, regalandomi di nuovo sensazioni incredibili. "Se la gente sa...")


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giovedì 25 settembre 2003 - ore 11:33


Ci sono...
(categoria: " Riflessioni ")



Ci sono gli uomini e le donne, ma questo si sa.

Tra questi, ci sono gli uomini interessanti e le donne interessanti. Non sono mai tanti quanti si spererebbe, ma in fondo non sono neanche pochi. E ciò non è male. Più in là, non so molto altro degli uomini.

Quello che so è che in mezzo alle donne interessanti, esistono anche le donne splendide. Sono quelle che non puoi fare a meno di guardare, di immaginare e di desiderare, con cui ti diverti a chiacchierare e delle quali non puoi evitare di apprezzare le qualità, più o meno spirituali che siano.

Poi, però, ci sono le donne che sembrano scese da un altro pianeta. Non ti basta guardarle, non ti basta parlarci assieme, non ti basta immaginarle, non ti basta sognarle. Più hai occasione di passare vicino a una di loro, più hai la netta sensazione che lei sia tutto, tutto quello che hai sempre cercato, tutto quello che hai sempre desiderato. Forse anche di più. Ti chiedi se il suo uomo si renda conto di essere tanto fortunato, oppure se lei per lui sia soltanto una ragazza come tante altre. E credi di sentire dentro di te la sicurezza che per stare con quella donna potresti mandare in vacca lavoro, amici, famiglia, tutto, sicuro che non te ne pentiresti neanche per un solo istante.

Alla fine ti rendi conto che è soltanto il ticket di Delirio che picchia troppo. Torni a casa, ci dormi sopra, ti svegli e ritrovi tutti i tuoi sentimenti nei posti giusti. Bene così.

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mercoledì 24 settembre 2003 - ore 19:11


Zanzare
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Che palle, gente, qui in studio è pieno di zanzare! Qualcuna è perfino sopravvissuta al freddo, per le nostre povere scatole hanno dovuto subire continue molestie anche quest'inverno!

Dovrei ricordarmi di portare qui un Vape... ma come cacchio si fa la mattina presto, quando è già difficile entrare nell'ordine di idee di chi deve lavorare, a ricordarsi anche delle zanzare?

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