![]() |
|
|
![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
domenica 31 dicembre 2006 - ore 10:40 Exit 2006, enters 2007 Ancora più che l’anno scorso, in questa coda di 2006 non ho praticamente avuto un istante per aggiornare il blog (solo sei post questo mese: diavolo, mi sa che se non è un record in negativo poco ci manca) e meno che mai per seguire i blog degli altri (purtroppo, a parte pochissime eccezioni, non entro in un blog altrui da settembre). Ma, tanto quanto l’anno scorso, questo non significa che io abbia viaggiato a cervello spento: anzi, dovendo dire la verità, la mia tendenza a esaminare, valutare, rimuginare e psicomasturbarmi su tutto si è fatta ancora più presente e florida (come è forse inevitabile che succeda invecchiando). Sia come sia, quest’anno ho molte meno difficoltà degli anni scorsi a incasellare gli avvenimenti per data. A occhio e croce, ciò dipende essenzialmente dal fatto che, nell’anno che è appena finito, la mia vita è stata significativamente rivoluzionata. A questo punto sorrido, perché mi rendo conto che, se avessi voluto tentare di programmare o prevedere nel 2005 qualcosa del 2006, non sarei nemmeno andato vicino alla quasi totalità delle cose che sono successe. Forse non poteva essere diversamente, visto che all’inizio dell’anno ero praticamente un fagotto di stracci: mi ci è voluto in effetti un bel po’ (i primi mesi, secondo alcuni amici, le prime settimane, secondo altri) per ricostruire i pezzi della mia psiche uscita disintegrata dagli ultimi mesi dell’anno precedente. In compenso, però, il Galvan rinato dalle sue ceneri siccome fenice fuori sede mi piace tanto quanto il vecchio, se non di più: forse è un po’ più cinico, rassegnato e disilluso, ma tutto sommato la versione precedente era un po’ troppo disinteressata, entusiasta e sognatrice. Gran parte di quest’anno è stata caratterizzata non tanto da ciò che è successo a me, quanto da ciò che è successo a raqquanti prossimi miei. Un amico, sempre più amico, ha firmato il contratto a tempo indeterminato e sta iniziando a discutere di mutui insieme con la morosa (niente male, quindi). Un altro amico ha purtroppo lasciato la morosa storica (sei anni, tanti quanti già io prima di lui) e anche lui si barcamena come può in mezzo a un po’ di tempeste emotive: in compenso, anche grazie a questo, la nostra amicizia si è ancora più cementata (non benissimo, ma neanche disastro, quindi). Un terzo amico è stato lasciato da una morosa ancora più storica; non si può certo dire che l’abbia presa bene, ma, dopo svariati mesetti piuttosto altalenanti, ha chiuso l’anno con un colpo di reni quasi inaspettato e ora è pronto per spiccare il volo nell’anno che verrà (abbiamo avuto anche un serio momento di conflitto, che comunque sembrerebbe rientrato: abbastanza bene, quindi). Un quarto, enorme, amico, meriterebbe un discorso a parte: limitiamoci a dire che è stato per me assolutamente insostituibile (è stato soprattutto lui a raccogliere i miei pezzi all’inizio dell’anno) e che, conclusa nel bene o nel male una fase importante della sua vita e dopo qualche mese di mare abbastanza alto e abbastanza mosso ha, nell’ordine, trovato morosa in una donna fenomenale, trovato lavoro (sia pure, forse, non il suo lavoro dei sogni), stabilito alcune promettenti premesse per per un lavoro decisamente migliore e iniziato a convivere con la morosa di cui sopra (molto bene, quindi). La famiglia di amici che avevo ospite lo scorso Capodanno si è trasferita a Verona in una casa splendida perché lei, dopo un bel po’ di tempo, ha finalmente e meritatissimamente vinto un concorso da ricercatrice universitaria (eccezionalmente bene, quindi). Il mio compagno di merende preferito ha concluso un’odissea burocratica e iniziato a stabilizzare il suo rapporto con la ragazza: nonostante qualche piccola macchia qua e là (ma ci stiamo lavorando), sembra piuttosto ben indirizzato. Un mio ex collega è diventato papà. Altri conoscenti vari hanno sistemato diversi aspetti della loro vita. Insomma: mentre scrivo, mi pare di poter dire che il 2006 è stato un anno di piccolo o grande miglioramento per tutte le persone a me care (perlomeno, tutte quelle con cui sono rimasto in contatto e, quindi, delle quali so qualcosa). Per quanto riguarda me, è stato un anno in cui ho capito ancora meglio che cosa voglio dalla vita e mi sono rafforzato nella mia convinzione di essere la persona giusta per ottenerlo (per la verità, come mi è proprio, questa convinzione non è ancora inscalfibile, ma -- tanto per dire qualcosa di nuovo -- ci stiamo lavorando). Anche per me è stato un anno di grandi rivoluzioni: ho firmato il contratto grazie al quale posso finalmente definirmi un professore, ho ottenuto un mutuo, ho comprato casa, ho progettato i lavori che mi interessava farci e ho iniziato a realizzarli (e il risultato, per quanto fatto finora, mi fa semplicemente tracimare di soddisfazione e desiderio di trasferirmici al più presto). Ho dedicato diversi mesi a preparare le lezioni che avrei dovuto dare da settembre a dicembre (periodo nel quale, in effetti, a parte insegnare e respirare sono riuscito a fare pochissimo d’altro) e il risultato è stato a dir poco soddisfacentissimo: gli applausi a fine corso dei dottorandi e delle matricole sono state due iniezioni ricostituenti grazie alle quali anche il mio ego, che un po’ mi aveva rimproverato in passato, si è messo un po’ tranquillo. Nel complesso è stato un anno decisamente impegnativo e tutt’altro che riposante, ma ha ricambiato quest’impegno con grandi soddisfazioni, o stendendo delle solidissime basi sulle quali salire per averne presto altre ancora più grandi. Anche dal punto di vista del rapporto con me stesso posso dirmi decisamente soddisfatto. Ho messo nella giusta prospettiva un leit motiv della mia esistenza dalle elementari ai giorni nostri (l’avevo sempre covata come vaga consapevolezza, ma improvvisamente mi è apparsa una spiegazione limpida, semplice e chiarissima che mi ha aiutato a collocare correttamente tanti conflitti nei quali mi son trovato incasinato nel passato più o meno recente). Credo di aver ridimensionato qualche possibile disparità nella quale involontariamente si agitavano alcuni profondi rapporti ai quali tengo moltissimo. Ho saputo essere forte in momenti in cui era il caso di esserlo e ho iniziato a impegnarmi per non disperdermi in mille ingenui tentativi di cercare cose che forse non ci sono. In generale mi sono confermato, come giustamente e perspicacemente mi ha definito un amico, un "contenitore": so essere tutt’altro che comune sia nella generosità sia nella stronzaggine, sia nella sensibilità sia nel cinismo, sia nello stile sia nella grezzaggine. Ciò fa sì che chiunque possa, dati alla mano, dimostrare incontrovertibilmente che sono qualsiasi cosa lui voglia vedere in me. Ora come ora, mentre sta finendo quest’anno straordinario, anche questo mi sembra un motivo per essere felice. Buona giornata, buon anno nuovo e buona vita a tutti. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 26 dicembre 2006 - ore 12:01 Infinite cose da dire... ... e così poco tempo... Da dove iniziare? "The colour of Magic", primo della lunga serie dei libri di Terry Pratchett ambientati nel "mondo disco" (un mondo piatto e circolare che poggia sulla schiena di quattro elefanti ritti sul dorso di una gigantesca tartaruga che nuota imperturbabile nel vuoto cosmico) è una lettura favolosa, anche al terzo o quarto ripasso. "Slevin - Patto criminale" è un film decisamente niente male. Luci Liu (quella che ogni volta mi fa pensare per mezzora a dove cacchio lho già vista finché non mi viene improvvisamente in mente che ha fatto ORen Ishii in Kill Bill) è al solito un notevolissimo pezzo di fanciulla e Bruce Willis è in grande spolvero. La trama è abbastanza annodata e avvincente da non far rimpiangere il buon vecchio Hitchcock. Insomma, era ora di vedere un film così. Anche perché era ora di passare unaltra seratina nel Nuanda studio in ottima compagnia. In "The Island" (quello del 2005) cè Scarlett Johansson: ciò è tutto quanto si possa dire di buono sul film. No, dai: cè anche Steve Buscemi in ottima forma (un caratterista sempre efficace) e cè una frase che merita tutto il film. A un certo punto il protagonista (Ewan McGregor, per la cronaca) chiede "Che cosè dio?" e Buscemi risponde: Sai quando vuoi tantissimo una cosa, chiudi gli occhi e esprimi quel desiderio? Dio è quello che non ti ascolta. Per il resto, ieri è nato per noi il salvatore, alleluja alleluja. In meno di dieci minuti di predica, il parroco di Strigno (laddove la messa di mezzanotte resta parte del rassicurante rito del Natale) è riuscito a fare uno slalom quasi incredibile tra tutti gli argomenti con i quali poteva farmi girare le palle, dai PACS al caso Welby. Ma ha anche aperto un paio di concessioni apprezzabili, dal fatto che i non cattolici hanno il diritto di pensarla come gli pare (il che però, temo, non include il diritto di legiferare anche come gli pare) al fatto che i mussulmani non son mica cattivi in quanto tali e che forse sono peggio i falsi cristiani che li usano come scusa per i loro scopi. Consideriamolo un pareggio, via. Ora torno alla mia traduzione (mi son lasciato coinvolgere nel folle progetto di tradurre in inglese il testo del corso di Matematica del primo anno) e ai DVD che devo vedere prima di restituirli al legittimo proprietario. Buone feste, sperando di avere tempo nei prossimi giorni per il rituale bilancio di fine anno. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 13 dicembre 2006 - ore 20:18 La lunga notte del dottor Gàlvan Sapevo che mi spettavano i biglietti da visita "aziendali" (e già mi vien da sorridere, perché la mia proverbiale pignoleria mi porterebbe a volerli chiamare "biglietti di visita, ma per una volta mi piegherò verso la corrente, via). Per dirla tutta, tra l’altro, da quando "pendolo" in treno, ho pure scoperto di averne un certo bisogno (ho conosciuto decine fra broker, avvocati con ammanicamenti nel mondo della finanza, risk manager e vari ed eventuali personaggi con i quali tenere aperta una porta di comunicazione potrebbe essere utillimo a me o, più probabilmente e soprattutto, ai miei studenti presenti e futuri: per ognuno di questi, il rito di scambiarsi i biglietti da visita ha un’importanza paragonabile alla comunione di Pasqua per un cristiano). Però è stato inevitabile, una volta avuta in mano la scatola con i biglietti, pensare al mio quasi omonimo Gérard Galvàn, personaggio di Daniel Pennac, e alla sua ambizione: Dire che sognavo quel biglietto da visita è dir poco. Nella mia immaginazione si dispiegava come uno stendardo la cui ombra cancellava i colleghi e copriva tutto il campo medico: Medicina interna Anche se per la verità (non condividendo più di tanto la sua fregola) il passo che mi è venuto in mente è un altro: La demolizione del mascellare superiore non fermò il mio pugno, che continuava il suo viaggio -- lussazione della mandibola, lingua tranciata, frattura del setto nasale, sfondamento dell’orbita (avrebbero dovuto operarlo, se non volevano che l’occhio gli cascasse nel taschino; se devo dirgliela tutta, miravo alla commozione cerebrale) [...]Bien fait, docteur Galvan. E buona giornata a tutti. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 9 dicembre 2006 - ore 12:37 Le ali della sfinge Questultimo romanzo di Andrea Camilleri è a tutti gli effetti una delle storie del commissario Montalbano così come le racconta Camilleri. Levoluzione (?) psicologica del commissario è come il solito interessante, ma forse sta iniziando a svanire quella forma di magia che faceva percepire i suoi predecessori come piccoli capolavori quasi perfetti. Insomma, diciamola diretta: limpressione è che uno dei due, fra Camilleri e Montalbano, stia iniziando a stufarsi. Oppure, come direbbe un amico, che Camilleri stia iniziando a scrivere libri à la Camilleri, in unimitazione manieristica di se stesso sempre meno sentita. Resta comunque una lettura decisamente piacevole e apprezzabile. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK sabato 2 dicembre 2006 - ore 14:43 Insospettabile concordia Da un’intervista di Stefania Medetti a Joaquin Navarro-Valls pubblicata sul n. 34 di "mediaforum", 7 novembre 2006: [...] L’unica cosa -- ma letteralmente, l’unica -- di cui l’essere umano si dovrebbe fare "servo" è la verità. Perché la verità -- qualsiasi verità, riconosciuta ed accettata come tale -- è una liberazione e non una servitù. Liberazione dallo stretto cerchio degli interessi, dell’egoismo e dai capricci personali. Nella comunicazione -- come dicevo prima -- si fa partecipi gli altri di quello che si è riconosciuto come vero. Ma se con la mia volontà rifiuto di comunicare quello che con la mia intelligenza ho riconosciuto come vero, ho introdotto in me stesso il principio della mia adulterazione e quindi anche la mia comunicazione è malata, è adulterata. Credo che nel rapporto personale con la verità delle cose non ci possa essere un equilibrio innestabile. La verità è sempre eccessiva, travolgente. Posso essere "equilibrato" nel comunicarla ad altri, ma non nel mio rapporto personale con essa. [...]Improvvisamente, insomma, scopro di pensarla allo stesso modo dell’ex portavoce di Wojtyla, e neppure su un argomento di poco conto. Son cose che danno da riflettere. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 1 dicembre 2006 - ore 11:38 Gli improbabili dialoghi con Galvan [3] (La scena è abbastanza complessa. Sugli sviluppi di questioni squisitamente gestionali, Galvan è intento in chiacchiere notturne con Xxxxxx, unamica con la quale in passato ci fu un interessante scambio reciproco che però non portò alle conseguenze chella avrebbe sperato. A seguito di queste speranze disattese, Xxxxxx aveva dedicato unimportante quantità di energia a gettare scientificamente merda su Galvan, peraltro e per fortuna con scarso successo. Passata la di lei incazzatura, i due ricominciarono a chiacchierare assieme; lamica spesso si trovava a affermare con entusiasmo di aver "fatto sue" molte delle cose affermate in passato da Galvan, ammettendo che però alcune avevano richiesto molto tempo a essere digerite. Pochi istanti prima del dialogo riportato, Galvan spiega allamica che, a suo parere, "capire" una persona è una cosa differente da esserci daccordo. Può perfettamente capitare, in effetti, di riuscire a immedesimarsi nei procedimenti mentali di qualcuno al punto di poter prevedere i suoi pensieri e le sue reazioni -- il che può perfettamente rispondere alla definizione di "aver capito" la persona in questione -- ma, per contro, di non avere la minima idea di quali possano essere le motivazioni o gli scopi che lo portano a agire e pensare così. Ciò, aggiunge Galvan, può legittimamente essere dovuto al fatto che a volte, magari, neanche la persona in questione le capisce... A quel punto lamica interrompe.) Lamica: E vero! E come quando molli uno e lui ti chiede "Perché?" E a te la cosa sembra chiarissima e gli spieghi: "Eh, è perché non ho trovato in te quello che stavo cercando!" Galvan: (intuendo e imbeccandola) E poi lui ti chiede... Lamica: (annuendo) E poi lui ti chiede: "Ma che cosè che stavi cercando e non hai trovato in me?" E a quel punto tu lo guardi e dici: "Eh... Boh?" (Breve momento di pausa) Galvan: Senti un po, visto che siamo qui, vuoi che te la dica proprio tutta? Lamica: Certo! Galvan: Hai capito, ora, perché io e te non siamo mai stati assieme? Lamica: (perplessa) Er... Galvan: Te lo chiedo meglio: avresti trovato in me quello che stavi cercando? Lamica: (con convizione) Certo! (Un istante dopo, improvvisamente basita, portandosi la mano alla guancia) Oh, cazzo... LEGGI I COMMENTI (12) - PERMALINK lunedì 27 novembre 2006 - ore 12:42 Sotto i venti di Nettuno Visto il mio gradimento di "Parti in fretta e non tornare", opera prima di Fred Vargas, non potevo che affrontare con entusiasmo questa altra opera della stessa autrice. Tanto più che il protagonista è quello stesso commissario Adamsberg che, insieme con il suo fidato vice Danglard, aveva reso semplicemente indimenticabile il romanzo precedente. Purtroppo, non è facile dire se "Sotto i venti di Nettuno" sia allaltezza delle aspettative. Sicuramente è scritto molto bene, comè normale che accada. Sicuramente la storia è interessante, ma purtroppo questa volta (non so se per mia strana attitudine, come può testimoniare Gelida che era seduto di fianco a me alla proiezione di "Volver", o perché effettivamente sia così) alcuni aspetti "topici" della trama sono forse un po troppo sgamabili. Lo stesso personaggio di Adamsberg, inizio a pensare, più che un uomo con la testa fra le nuvole e procedimenti mentali zingari, a ben guardare, ha i procedimenti mentali di una donna con i difetti di un uomo. Sospendo il giudizio, quindi, aspettando di leggere unaltra opera della Vargas. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 22 novembre 2006 - ore 18:11 Le cinque equazioni che hanno cambiato il mondo Mentirei se dicessi che sapevo perfettamente chi è Michael Guillen, ma in qualche modo lavevo sentito nominare: è una specie di versione statunitense di Piero Angela specializzato nella divulgazione della matematica. In questo libro si dedica a cinque importanti equazioni dalle mirabili conseguenze:
Per ognuna di queste equazioni, lautore dà una precisa ricostruzione storica romanzata sia della vita dei personaggi in questione sia del periodo storico (nel senso della Storia con la S e della storia scientifica) in cui lequazione è nata. Naturalmente non dice niente di nuovo (comè giusto e perfino doveroso che unopera divulgativa faccia) e qua e là si lascia andare a qualche commento vagamente discutibile o fuori squadra, ma è decisamente un lavoro ben fatto. Grazie, quindi, allamica che me lha regalato. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK martedì 21 novembre 2006 - ore 20:45 Palindromo E ressa per tre passere. (Thanks Cordialmente Elio and thanks Calimero. Da aggiungere alla spettacolare "O mordo tua nuora o aro un autodromo" e al mio quasi manifesto culturale "In girum imus noctem et consumimur igni".) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 18 novembre 2006 - ore 11:43 Libbre di carne e rossi importanti Probabilmente "Il mercante di Venezia" è la meglio riuscita tra le commedie di Shakespeare: a parte la storia delle tre maschere, che si sgama immediatamente a mille kilometri di distanza (ma forse, mi sono chiesto, ai suoi tempi non era così scontata: mah?), sia la trama sia i personaggi sono meravigliosamente involuti e irraggiungibili, quasi in eterno bilico tra il bene e il male, tra il saggio e lo sciocco, tra il giusto e lingiusto. Forse è questa la ragione per la quale la compagnia di Eros Pagni ha voluto realizzarne un allestimento con costumi "anni 30": forse la scelta è stata di accostare una storia di grandi eccessi da entrambi i lati a unepoca di grandi eccessi da entrambi i lati. Sia come sia, Eros Pagni lui-mème è stato semplicemente grandioso nella parte di Shylock (che, per inciso, probabilmente è la parta teatrale più difficile che sia stata scritta in assoluto). Il monologo allinizio del terzo atto avrebbe meritato senza dubbio un applauso a scena aperta, che (come spesso accade a Padova) è invece clamorosamente mancato, per venire poi compensato con due cugini minori in punti nei quali si sarebbe anche potuto farne a meno. Ma i padovani a teatro son sempre i padovani a teatro e, purtroppo, questa volta ne condivido vergognosamente le colpe. Poi la serata è proseguita in modo dolcissimamente abbandonato, bevendo vino rosso toscano nel mio vestito dal nome nemetico, seduto di fronte a una splendida e affascinante fanciulla dal nome altrettanto nemetico. Bellissime chiacchiere, vivace scambio di battute, piacevole strato di cemento su un paio di amicizie neonate ma molto, molto promettenti. La conclusione poteva essere soltanto una: sedersi con un amico storico in garage, seduti a un tavolino di emergenza con due sedie recuperate in modo fortunoso, a centellinare una bottiglia di Brunello di Montalcino Biondi-Santi del 1999. Così, solo perché ogni tanto il palato e lo spirito richiedono emozioni intense. Buona giornata e buona fine di settimana a tutti. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
BLOG che SEGUO: [ Conoscenti e bella gente in genere: ] [kbl]sandy centipede ceres cherry-lyn cia2003 dott.ssa_i entropia fabio gatsu81 giuseppino gwen jadepeg jashugan la donky laurina lazzaro leonida lordzoster lucadido marrabbia momo nickyts ninfea pippiri quaela vane82e61 viper void 25 akirafudo beatrix_k girella vampina [ e con blog in sonno: ] albxxx ayeye barotropico bibbo chobin chrisrubio dade666 dark night emmabovary genjosanzo gino pongo goku ilbello kabiria77 miss lsdn sailei temporale zilvio [ Visitatori sporadici ma sempre graditi - conoscenze virtuali: ] dr remengo erpo jslf maryz phelt shannara thewolf trap (e senza blog o quasi: banshee cedric emily fly misash) [ Un dovere morale: ] casbah BOOKMARKS La Pagina di Gino (da Pagine Personali / HomePage ) Dilbert (da Tempo Libero / Umorismo e Satira ) UTENTI ONLINE: |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||