Mi riverso il succo dell’uva giù per la gola e ci scopro saggezza, ma la mia saggezza non nasce dall’uva, la mia ubriachezza non deve nulla al vino".
(Henry V. Miller)
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mercoledì 27 ottobre 2004 - ore 15:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sedici ragazzi sgozzati e uccisi soltanto perché volevano andare allo stadio. Non è successo in Iraq, ma in Algeria: venerdì sera, due ore dopo il tramonto, in pieno Ramadan, un pullman di giovani tifosi si dirige verso Algeri, per assistere alla partita tra la squadra di Maloudia e quella dell’Unione sportiva musulmana di Algeri. Entrato nella stretta gola di Chiffa, vicino a Sid el Madani, poco dopo la città di Medea, il pullman cade in un’imboscata; alcuni ragazzi vengono decapitati, altri uccisi con un colpo alla nuca, i loro corpi sono cosparsi di benzina e poi bruciati. Una scena simile, quasi identica a quella che 24 ore dopo si svolge vicino a Baquba, in Iraq, dove un pullman di giovani neoarruolati nell’esercito iracheno cade in un’imboscata di terroristi islamici e alle povere reclute è riservata la stessa fine dei giovani tifosi algerini. Due le differenze tra le stragi, identica la logica degli assassini. La prima differenza salta agli occhi: se uccidere reclute dell’esercito iracheno risponde a una qualche logica, sia pure orribile, perché mai uccidere giovani tifosi algerini? La risposta è tutta nell’ideologia dei terroristi del Gruppo salafita di predicazione e combattimento, che hanno la stessa ideologia dei Talebani e considerano quindi il gioco del calcio un peccato, e vedono nel tifo e nei suoi innocenti riti, la “venerazione di diavoli”, un’apostasia da punire con la morte. La seconda differenza riguarda l’occidente, non le vittime: la strage irachena di Baquba ha aperto infatti telegiornali e giornali di mezzo mondo; quella degli ancora più innocenti ragazzi di Medea, invece, è passata inosservata. Al massimo è stata riportata in un trafiletto di cinque righe, nelle pagine più interne. Pure, è una notizia importante, importantissima, tanto quanto è agghiacciante, perché conferma, con l’atrocità compiuta su quei sedici corpi straziati e oltraggiati, che il terrorismo islamico in Algeria è forte, continua a fare strage, che dopo 13 anni e una repressione feroce, è ormai diventato cronico. In questa conferma c’è anche la spiegazione del così poco rilievo che la strage dei tifosi ha così stranamente trovato sui nostri mass media, del perché nessun direttore di giornale abbia trovato interessante la notizia di un terrorismo islamico che considera il tifo calcistico un peccato da punire con lo sgozzamento e la morte. In Algeria, infatti, non c’è nessun americano, non c’è nessuna guerra, non c’è più nessun ebreo (sono stati costretti a fuggire, a centinaia di migliaia), non c’è nessun israeliano. Né Bush né Sharon possono essere accusati di aver fatto nulla che abbia prodotto terrorismo islamico. In Algeria non c’è questione nazionale aperta. Pure, dal 1991, 150 mila sono le vittime del terrorismo islamico, decine di migliaia sgozzate e decapitate. L’Algeria, insomma, testimonia, anche nell’orrore dell’ennesima strage, che il terrorismo islamico nasce dentro la società musulmana contemporanea, che non è reazione a nulla, neanche alla miseria, ma che è intrinseco a un orrido miraggio salvifico, a una religione, a uno scisma islamico, a una visione del mondo in cui il tifoso di calcio va punito con la morte.
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martedì 26 ottobre 2004 - ore 21:40
microcosmi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
un sorriso, un'eternità.
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martedì 26 ottobre 2004 - ore 13:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
oggi ho voglia di fare le cose con calma. mi muovo in bicicletta. sono sereno e felice.
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domenica 24 ottobre 2004 - ore 21:14
from disco to disco.
(categoria: " Vita Quotidiana ")

in realtà non è stato proprio così, quanto piuttosto una manifestazione di "affetto" da parte delle società che gestiscono le autostrade.
già già perché nessuno a padova est mi ha avvertito della chiusura dell'autostrada e che quindi era impossibile arrivare a venezia. elemosina di 70 centesimi dunque da padova zona industriale a padova ovest...
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|CONCLUSIONI:
|evviva il caffé borghetti!!!
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ps: era meglio andare alla sagra del porseo.
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ps: mercoledì al banale concerto dei DEUS (chi ha orecchie per nintendere, nintenda). niente cena con le zozze i think.
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giovedì 21 ottobre 2004 - ore 19:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono giorni in cui penso all’essere…mi guardo semplicemente attorno. Mi accorgo della nullità della persona presa nella vastità che la circonda. Intrecci di persone, di vita che si incrociano magari più di una volta nello stesso giorno e non se ne accorgono, perdendosi a vicenda.
Mi accorgo come tutto scorre velocemente, come quando faccio un forward con il videoregistratore, potendo vedere le immagini alla tv.
Cerco facce, e non le vedo, forse perché in realtà non voglio vederle. Non evito di certo lo sguardo, ma vado un po’ oltre, dando al tutto un contorno non ben definito. Incertezza ma non senso di vuoto.
Mi lascio andare via con i pensieri, ma non penso a nulla. Vorrei fotografare quello che mi circonda, ma sento che non mi basta. Vorrei allora registrare con la mia DV, soffermandomi sugli occhi della gente, sui loro frenetici movimenti, vorrei riprendere le luci basse delle macchine, le ombre che proiettano basse sui muri.
In realtà non faccio nulla di questo. Non pedalo neppure. Lascio che via tadi mi porti a casa. Lascio che ponte tadi mi dia lo slancio per via prosdocimo, lascio che la pendenza della mia via mi porti fino al cancello di casa, e lì un’altra discesa verso il garage. Passerei con il rosso in mezzo alle macchine perché mi sembra che potrei transitare senza che nessuna macchina mi prenda, o sia costretta a frenare di colpo, tanto mi pare perfetto questo scivolare.
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domenica 17 ottobre 2004 - ore 12:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
DISCO INFERNO

Satisfaction (uhu hu hu) came in the chain reaction (burnin') I couldn't get enough, (till I had to self-destroy)
so I had to self destruct (uhu hu hu)

I just can't stop
When my spark gets hot
Just can't stop
When my spark gets hot

maledetti maledetti wonderwoman non era un trans!!!!!!!!!
(ed io che volevo chiederle se sapeva anche volare e non solo correre velocemente...)
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mercoledì 13 ottobre 2004 - ore 09:20
l'idiota
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Tra le tante categorie di donne, esistono anche quelle che non chiaveresti mai. Tra queste esiste il sottoinsieme delle donne che non chiaveresti mai perché:
a) non ci sono né santi né ragioni che siano capaci a drizzartelo un attimo (a meno che non facciano tutto loro e tu te ne stai bello indifferente);
b) lo hai deciso per partito preso;
il motivi di questa sub-categoria b) sono molteplici: morosa di un tuo amico, o più semplicemente si tratta di un’amica, per quelle volte che credi fermamente nella possibilità di amicizia tra uomini e donne.
12/10/2004.
Questa mattina mi sono svegliato male. E ciò ha determinato un susseguirsi di stati d’animo insoddisfacenti che ho cercato di placare anche con delle pastiglie di biancospino. Ma andiamo con calma.
Mi sveglio alle 8.30 con un’alza bandiera da paura perché avevo involontariamente sognato un’avventura furbetta con una cara amica. La cosa assurda di tutto ciò risiede nel fatto che mi sono passati davanti, in una frazione di secondi, mille e mille momenti che ho trascorso con lei e contemporaneamente nella mia testa, vuota, rimbombava l’eco…ma perché non me la sono mai chiavata??? Anche perché di petting platonico ce n’è stato a bizzeffe.
Probabilmente la soluzione risiede nella definizione della sub-categoria b) sopra menzionata, caratterizzata in questo caso di un miscuglio eterogeneo di fattori esterni.
Comunque tale quesito ha dominato la mia mente tutto il giorno, influenzandolo in modo molto negativo.
Durante la pausa caffè non sono riuscito a manifestare i miei migliori pensieri a Monica, ed al posto di chiederle come stava, sono riuscito solo a esprimere le osservazioni più qualunquiste ed inutili di questa terra (fa freddo vero?)…per di più a pranzo ho percorso tre piani di un palazzo con davanti una tipa che, per come l’ho conosciuta (le ho dato la precedenza alla porta) sembrava che aspettasse solo che io le chiedessi qualche cosa, ma io proprio rincoglionito pensavo ad altro (cercavo il ritmo di una canzone di Chet Baker…chissà, magari se lo trovavo la giornata sarebbe cambiata radicalmente, avendo in mente un corpo bellissimo che scende le scale a ritmo di jazz).
Il pomeriggio poi un’assurdità, passato cercando di affogare i pensieri in conti insensati, sul fatto che dovrei vendere le mie macchine fotografiche e dedicarmi solo sul più pratico e vuoto digitale..ed allora leggi listini, commenti etc.etc. (ho lavorato oggi vero?) per poi mandare nel cesso tutto ciò verso le 19 di sera, quando mi sono reso conto del tempo che perdevo e delle cazzate che avevo in testa.
Non soddisfatto, mando un po’ a zoccole la serata. Almeno a tango ho imparato la figura “medio con te” che non solo mi ha esaltato, ma con il suo nome personifica la giornata di oggi che gentilmente e graziosamente mi ha mostrato il suo dito medio.
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lunedì 11 ottobre 2004 - ore 22:34
for you...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

The autumn wind
And the winter winds
They have come and they have gone
And still those days
Those lonely days
They go on and on
And guess who sighs his lullabies
tonight that never end?
My fickle friend,
The summer wind
Umm... the summer wind.
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lunedì 11 ottobre 2004 - ore 16:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")

sono stanco di essere un uomo della città
in questa gabbia di cemento a vivere come si fa
troppi problemi inutili e troppe preoccupazioni
è meglio stare sugli alberi e stare a penzoloni
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lunedì 4 ottobre 2004 - ore 15:00
Munchener Freiheit
(categoria: " Vita Quotidiana ")
pensavo che oggi fosse molto peggio!

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