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Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato

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STO LEGGENDO

"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson

HO VISTO

Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere

L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran

e molte altre magie...

Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land

insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006
The PARALYMPIC WINTER GAMES!

Easy Rider (sempre)

Braveheart (sempre)

tanti western























































































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!





















Il pianeta che cerca di ribellarsi

Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!

La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi

Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!

Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta

Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)

La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare

Zente speciale a una cena speciale

Vasco

Lou Reed, bevendo sambuca del discount

Bruce Springsteen

STO ASCOLTANDO

Metal, country, blues, folk soprattutto

AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
Arab Strap
Arbe Garbe
Assalti Frontali
Attila
Avantasia The Metal Opera
Babazula
Bad Manners
Bad Religion
Balentes
Banda Bassotti
Barbara Morgenstern
Bathory
Bauhaus
Bierpatrioten
Bit-Nik
Black Sabbath
Blind Guardian
Blonde RedHead
Blue Vomit
Bob Seeger
Brooks & Dunn
Bruce Springsteen
Bud Tribe
Cappanera
Catharral Noise
CCCP
Ceca
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Children of Bodom
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Coro Bajolese
Corvus Corax
Cradle of Filth
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Cruachan
Crucified Barbara
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Dario Zampa
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Dark Tranquillity
Davide Van De Sfroos
Death In June
Die Apokalyptischen Reiter
Dioxina
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Dixie Chicks
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Dubliners
e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco
Eddie Vedder
Edguy
Einstürzende Neubauten
Eluveitie
Elvenking’s
Enslaved
Eric Clapton
Estorio Drolo
Fabrizio De Andrè
Fahrenheit 451
Falco
Farinei d’la Brigna
Fiamma Fumana
Finntroll
Frankie Hi NRG mc
Franti
Fred Buscaglione
Frontiera
Gaznevada
Gemelli Diversi
Giorgio Gaber
Giorno di Paga
Gipo Farassino
Giuliano Palma & The Bluebeaters
Gli Atroci
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Haggard
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Hank Williams Jr
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I Corvi
I Delfini
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La Piva dal Carnér
Lacrimosa
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Les Negresses Vertes
Litfiba
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The Lambrettas
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Tyr
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VillaAdaPosse
Vintersorg
Warlock
Willie Nelson
Woptime
Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

grezzo!

ORA VORREI TANTO...

l’Harley sotto il culo



STO STUDIANDO...

il manuale d’uso della Stihl

il regolamento dei Timbergames

robe native

OGGI IL MIO UMORE E'...

Guardo in faccia al vento, e resisto

FEDERALISMO!

PIEMONT LIBER!



FRIUL LIBER!



Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."

e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette

boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso

Al Grezzo importa:

della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose

Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):

radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose

Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama


Libero pensiero, bevute, viaggi e idee


Uomo del nord, spirito celtico, ombre nostrane


il canavesano dagli occhi di ghiaccio


Live to Ride








io bevo




somewhere on a desert highway


non c’è biker senza bikier




quant chi lin par sagre




cittadino onorario di Campodoro





Create your own visitor map!

LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGO


I’m ruder than you

io son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi libere


l’importante è una certa classe e zero cogniziòn


non puoi cavalcare due cavalli con un culo solo


Eventi & Convivi


www.paolovalperga.com





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SONDAGGIO: SONDAGGIO INTELLIGENTE


Se me rompi i maroni, cossa go da farte? a scelta:

ti apro il volto con la motosega (Stihl, mica cazzi)
ti fracasso la testa con la mazza ferrata
ti squarto con la mia spada
ti passo sopra con la jeep un po’’ di volte
ti aro (tu al posto della terra)
ti cavo gli occhi con le dita

( solo gli utenti registrati possono votare )

giovedì 7 giugno 2007 - ore 14:21


Di Nordest, foto d’Irlanda e Paris ma douche
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Red houses in Atha Clìath

E’ come quando corri, e poi t’inciampi e giù, le mani a ferirsi sul marciapiede d’asfalto, e la pioggia che ti ricopre, e un lampione che si riflette nella pozzanghera. E magari la pioggia si mischiasse alle lacrime. No! Nessuna lacrima, niente di niente. Solo una strada vuota e buio e rumore lontano di un’ambulanza e tu non sai dove andare. E allora cosa resta? Il sedersi al riparo di un portico o un balcone e stappare una moretti, e cercare una paglia non troppo bagnata. Guardi di fronte, e non sai dove sei. E nella testa s’affollano i pensieri, voci gridano e non capisci cosa dicono, e sai che qualcosa sta diventando una prigione di sentimento e cominci a voler scappare e che hai bisogno di soldi, maledetti pezzi del cazzo. E tutto gira, ma non come vorresti tu. Si tratta solo di salire sul giro giusto, ma tu sei lì, fermo, con la moretti in mano e le scarpe zuppe.
Tra quarant’otto ore sarò già arrivato in terra veneta. E vedrò un po’ di voi, e non sapete quanto questo mi renda felice. Nonostante dei porci a Rostock non raggiungano alcun accordo sul clima. Nonostante abbia scoperto che lo Chef Tony non è uguale in tutto il mondo. Ieri ho finito il mio primo romanzo. Ora cerco di pubblicarlo, magari prima lo correggo. E oggi ho iniziato il secondo. Lo so che è una strada difficile, ma voglio provarci. Ho iniziato molto presto a lavorare, giornate prima fatte di andare a scuola al mattino e lavorare il pomeriggio poi università lavoro sport scrivere disegnare. Cercando sempre di non perdere le persone, anche se inevitabilmente capita. Ora davvero mi piacerebbe riuscir a fare della scrittura qualcosa che mi sostenti, non solo quello, non riesco a star fermo, continuerò nella mia vita fatta di mille piccole cose, ma almeno qualcosa. E in due mesi in montagna di nulla e lavoro voglio scrivere il più possibile.
Io vorrei che qualcuno mi spiegasse perché tutto sta andando a puttane. Anche le lucky strike hanno cambiato miscela. E qualcuno mi spiegasse perché qualche notte fa una ragazza piangeva su un balcone al quarto piano e non avevo ali per salire. Mi vien quasi da bestemmiare. Anzi senza quasi. Bestemmio. Ci bevo su. Caffè macchiato, che le robe pulite e linde al Grezzo non van mica bene, se non c’è qualche macchia non va bene. Idee del cazzo, ma preferisco rovistar nel torbido che annoiarmi in una stanza asettica deserta, chi vuol intendere intenda, gli altri dormano in macchina. Io dormo in macchina, che la jeep è comoda. Un saluto speciale a Eddy Roth, che torni a parlare. E uno a NeraFalena che smetta di piangere. E uno ai folli inviatori di mail con cui condividerò il desco sabato sera. Prosit miei cari, e, come diceva il Corvo (non quello di Salaparuta, purtroppo), “non può piovere per sempre”, infatti, a tratti grandina.



la chiamano arte, la città della fiat non si smentisce, però a me piace



La mère et sa fille



Velò flambè



Melancolia a Sligo



a qualcuno piace Spire



a qualcuno piace Guinness



Liffey, tramonto e gru

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giovedì 31 maggio 2007 - ore 12:04


Cerco casa a Casteo con bandiera pirata
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Tra Grecia e Turchia un anno e qualcosa fa

Buongiorno miei cari, mi spiace che non aggiorno spesso ultimamente, ma sembra che il tempo me lo rubino, e ho davvero un groviglio intricato di pensieri per la testa. Il lavoro di arredatore si è rivelato essere una fregatura, purtroppo, perché sarebbe stato un’attività bellissima, e molti mi dicono che sarei anche stato portato, sarà che mi entusiasma arredare, che restauro mobili, che boh! Non lo so. Ma è così. E allora prendo il bar in montagna. Non che la cosa mi entusiasmi eccessivamente, ma c’è bisogno de sghei. Ora come ora avrei solo voglia di mare, o di Parigi, o di paesi dell’Est, Serbia o Bosnia. E invece son qua, con gli occhi arrossati dal computer e la mente rapita da troppe cazzate. Si, cazzate, perché sono vivo, sono sano (spero) e ho un tetto e da mangiare. Tutto il resto sono cazzate. O forse no. E allora mi alzo in piedi e mi verso una dose abbondante di rum bailly, che chi se ne intende capisce cosa dico, è un nettare agricolo, buonissimo, e mi accendo un toscano e cerco di scrivere, poi prendo i colori e disegno un po’. Se solo avessi la testa per seguire di più questa attività, probabilmente potrebbe diventare un futuro, e non dovrei sbattermi come faccio quotidianamente da anni. So che è un sogno, ma lasciatemi sognare. Sarebbe bello far l’artista. Sarebbe bello far lo scrittore. Poi mi chiedo, se pubblica una gran testa di cazzo come Moccia? Non deve forse pubblicare il Grezzo? Pecco di superbia, e non son nipote di Pupi Avati. Pecco. Tremendamente Pecco. Siore e siori si apre la I Sagra del Pecco! Prodotto speciale della terra dei goderecci! Quando io penso pecco, quando mi muovo pecco. Per fortuna c’è don Zauker! E c’è leggere le rubriche del Vernacoliere. Ma soprattutto c’è don Zauker. Pentitevi stronzoli! Un’altra strada non male sarebbe fare il pirata, ma vorrei una nave con la doccia, e magari l’idromassaggio. Che mondo sarebbe senza jacuzzi? Uguale. Meglio. Forse. Io non ho la jacuzzi e vivo. Ma mi piacerebbe. Come una villa sul lago di Garda o una casa a Casteo. Son belli anche i Caraibi, ma le vigne son troppo lontane. Sulla nave già che ci sono voglio anche l’adsl e il satellite. Che se no come faccio a guardare su skyvivo i reality olandesi trash? E no, non si può. E come faccio a evitare National Geographic. Che è una tortura quel programma, che ti fa vedere posti in cui non andrai mai. Forse. Belli, molto belli. Certo non come il basso Friuli, ma belli lo stesso. Ho bisogno di un luogo in cui dire casa. Perdonatemi i deliri e leggete Livornocronaca. Forza Juve, forza Carl Zeiss Jena, ma soprattutto viva la mona, e poi le ombre, e poi, last but ot least, le persone che le senti solo al telefono e ti fanno stare bene. Prosit



Giardini pensili alla Bastiglia




Disegno mio: Sentinella bianca osserva il cielo in fiamme su un pavimento di sangue. (non preoccupatevi, aggiungo un rutto e resto il Grezzo)



Nuvole sopra Torino



Nuvole sopra Parigi (n’altra ’osa!)


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venerdì 25 maggio 2007 - ore 11:38


Di scelte, cavalieri dell’apocalisse e Donegal
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Cavalli fuori Donegal

E ti siedi sotto al tiglio e ti accendi una sigaretta, anche se lo sai che dovresti smettere, e domattina ti sveglierai con un colpo di tosse e la bocca cattiva ma ora ci sta, e deve starci. Ti siedi sotto al tiglio e ti appoggi al suo tronco, e guardi il cielo carico del temporale che sta per venire, e a te non importa, che la pioggia ti investa con tuoni e fulmini, e poi basta attraversare il cortile e sei a casa, e metterai su un disco magari e ancora un cicchetto. Che la tua mente deve stare occupata, è meglio così. Finora ho avuto una vita non facile, questo si, ma certo non costellata di tragedie, guerre e privazioni. Allora no, una vita facile, che un tetto e del cibo per nutrirmi l’ho sempre avuto. E ci sono persone che devo ringraziare, e altre che devo maledire. E per i primi avrò sempre le braccia aperte, sempre il bicchiere pieno, la tavola imbandita e le orecchie per ascoltare. Per i secondi, beh, meglio per loro che questo posto non diventi far west, se no saranno smembrati e appesi agli alberi. Sono delle piccole cose che mi fanno gustare questa vita, come ieri sera da Fra, la mia amica Francesca di kick boxing moda rispetto. Una di quelle come ce ne sono poche nel mondo. Ed è bastato bere mirto con lei, Rik e Alberto da quel balcone all’ottavo piano, guardando sotto quella nuova periferia che sembra quasi bella, quasi progettata da geometri senza turbe mentali. E’ bello come a volte persone così diverse riescano a essere unite, io di spade, metallo e boschi, lei di stivali borse e capelli. Forse è che alla fine siamo dei tamarri tutti e due. Lei con la punto coi dadi, io con la jeep coi peluche, anche se uno è dei mondiali, e l’altro è un pipistrello.
Ho bisogno di un consiglio da voi, che mi importa di quello che mi direte: devo scegliere tra due proposte di lavoro. La prima è prendere un lavoro in un bar in montagna, in Val d’Aosta, in un luogo incantevole, come dipendente, per luglio e agosto, a tremila euro totali netti, con vitto e alloggio compresi. In pratica fare un lavoro che mi piace (il barista), gestirmi abbastanza il locale, lavorare due mesi senza pause tantissime ore. La seconda (della quale non sono ancora sicuro mi prendano) è lavorare come “consulente d’arredo”, con la prospettiva di diventare arredatore, per una ditta che si occupa di arredo, una cosa grossa, a Collegno, che tratta senza esposizione, direttamente come tramite tra le aziende e i clienti. Lunedì vado a vedere, dalle 9.30 alle 17.30, che ho fatto il colloquio e mi hanno chiesto di andare a questa presentazione, spero sia un buon segno. Qui si tratterebbe di un mese in prova retribuito, poi se confermato sei mesi a progetto rinnovabili. Questo mi intriga, perché ormai anni fa iniziai architettura proprio con l’idea di occuparmi di arredamento d’interni (col mero ragionamento del guadagno). Che mi dite di fare?
E mi sparo nelle orecchie gli Apokalyptischen Reiter, e alzo il bicchiere a Toime e NV nuove arrivate nella lista blog. A Mao per tutto quello che è, e che è tanto. A Elvenstar, per un finlandese perché. A NeraFalena, per le simili idee. A Laura perché è lei. A Ile perché è super, anche se la musica che ora ho nelle orecchie proprio non la sopporta. E a Marzia, perché ha lo sguardo furbo. Aspetto i vostri consigli. E metto altre foto dell’Irlanda, che mi piacciono di più delle immagini che trovo su Google. Hugs and cheers



Donegal Square. 6 p.m., drinking heavy cider



oceano e pietre e strada

Ich zog aus um zu verstehen wollte fühlen was andere sehen
seelenhunger trieb mich an sprengte tausendfach meinen verstand
als ich den Berg erklommen die See den Sturm den Schnee genommen
traf mich ungestüm ein Blick gebannt riss er mich mit

und ich sah in seine wilden Augen
er lud mich ein mit ihm zu gehen
auf seinen schwingen fühlt’ ich alles leben
die zeit wich dem Moment - wie alles flehen

er durchwandert die Zeiten nun schon seit Ewigkeiten
er der nicht süchtig wandelt, der des Lebens nur gewahr
nicht Besitz noch Mammons fesseln keinem Führer keinem Helden
nur sich selbst den Fron gegeben erhebt er sich in freie Welten

nicht in hast verloren wird er endlos neu geboren
jeder Augenblick ein Freund, ich hatte davon geträumt
die Gunst zu erleben nach nichts zu streben
machte mich erneut zum kinde wiegte stürmisch meine sinne.

Die Apokalyptischen Reiter -Der Adler.




anche le pietre si sgretolano prima o poi

UPDATE 26/5 h. 9.54: ho visto tornare il capitano Jack Sparrow, non servono altre parole, spero ne facciano un quarto, un quinto. Fino a Pirati dei Caraibi, La casa di riposo delle Ultime Lune.
Tra le mani ho un biglietto per un concerto del 14 giugno...IRON MAIDEN e SLAYER!!!!! my girl is so lovely



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lunedì 21 maggio 2007 - ore 10:01


Deep in wood
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Cammini nel profondo dei boschi, e lo senti, lo senti quanto sei parte di quella terra, di quelle montagne. Cammini per strade appena battute e sei fratello di volpi e cinghiali, fratello delle creature notturne che nessuno ha mai descritto. E le senti, senti il respiro che soffia dietro a una quercia, senti l’odore penetrante di chi vive nel buio e nelle paludi. E guardi in cielo la luna, e sembra guardarti anche lei, con quella falce sottile, e vuole dirti qualcosa, ma tu non cogli, che l’abbiam persa quella capacità, l’abbiam persa per imparare la tecnologia. Abbiam perso la magia per la tecnologia. E poi torni a casa, guidando lento, quasi per goderti il mais che sta crescendo nei campi, e auguri una morte lenta e sofferente a chi ti sfanala e supera. E tu vuoi solo goderti un po’ di quella statale di notte, col cielo terso e l’aria calda. Perché solo lì trovi un attimo di quiete, con le casse che rilasciano piano Sad but True. Ed è proprio così, è triste ma vero, viviamo, vivo in un mondo così, dove gli squali avanzano sulla terra e alle volpi non resta che galleggiare in acqua inquiete. E poi? Cosa resta? Lavoro centro commerciale coda in tangenziale posteggio pluripiano radiogiornale isoradio info traffico carrello rtl offerte del giorno menabrea baguette. E un grande vuoto fatto di persone sorridenti e auto posteggiate e auto rigate e auto vecchie fuori norma. E vite spezzate e case in affitto e vite alla deriva. Tutte. O quasi. E guidi sulla tua statale e davanti a te hai le montagne, alte, protettive, come mura, le più importanti che ci sono. E ti accorgi di essere ormai lontano da casa, e che il disco è cambiato e c’è una voce femminile che canta sulla musica dell’inferno. E chiudi gli occhi un momento e vedi il giro in centro l’aperitivo i campi di concentramento sabato serali. Tu non sei lì. Un giorno ti siederai di fianco al fiume e vedrai scorrere l’acqua, poi risalirai sulla moto e cercherai un nuovo fiume. O forse no, forse tu sarai la, nel profondo dei boschi.



Hey I’m your life
I’m the one who takes you there
Hey I’m your life
I’m the one who cares
They, They betray
I’m your only true friend now
They, They’ll betray
I’m forever there

I’m your dream, make you real
I’m your eyes when you must steal
I’m your pain when you can’t feel
Sad but true

I’m your dream, mind astray
I’m your eyes while you’re away
I’m your pain while you repay
You know it’s sad but true, sad but true

You, You’re my mask
You’re my cover, my shelter
You, You’re my mask
You’re the one who’s blamed
Do, Do my work
Do my dirty work, scapegoat
Do, Do my deeds
For you’re the one who’s shamed

I’m your dream, make you real
I’m your eyes when you must steal
I’m your pain when you can’t feel
Sad but true

I’m your dream, mind astray
I’m your eyes while you’re away
I’m your pain while you repay
You know it’s sad but true

I’m your dreams,
I’m your eyes,
I’m your pain

I’m your dreams,
I’m your eyes,
I’m your pain,
You know it’s sad but true


Hate, I’m your hate
I’m your hate when you want love
Pay, Pay the price
Pay for nothing’s fair

Hey, I’m your life
I’m the one who took you there
Hey, I’m your life
And I no longer care

I’m your dream, make you real
I’m your eyes when you must steal
I’m your pain when you can’t feel
Sad but true

I’m your truth, telling lies
I’m your reasoned alibis
I’m inside open your eyes
I’m you

Sad but true





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lunedì 14 maggio 2007 - ore 11:39


Di Alpini, lupi e strane impressioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Capita che di sabato ti svegli, ti alzi, prendi un treno, e ti ritrovi a cantare e bere rosso. Capita che con Cris giri in mezzo alle Penne Nere. Capita che vorresti arruolarti, ma solo per il vino e l’adunata. Capita che cerchi Bifry ma non lo trovi. Capita che è l’Adunata Nazionale, mica cosa da poco. Ciucco, dove c’è un grappino. In realtà a me ne servono parecchi. E tra barbe lunghe, damigiane e magliette evocative (La do solo agli Alpini, super!), il sabato è passato, finendo col silenzio dei boschi dietro casa mia, in compagnia della luna e del vento, null’altro.



E poi una bella sorpresa, qualche giorno prima: quei gran bastardi dei vigili mi han tolto sei punti perché invece di fermarmi al rosso prima della linea mi ero fermato sulla linea. Sei punti e 160 euro. Allora, com’è che non arrestano ladri e stupratori ma al grezzo via 6 punti? Ma impiccatevi teste di cazzo, incontratemi di notte quando ho la spada al fianco, e sarete voi a farvi dare molti punti. Io dovevo nascere in un’altra età, dove si girava raminghi col proprio branco di lupi, coperti di una pelle e con la spada stretta al fianco, con gli occhi pieni di stelle e foreste a non finire. Invece sono in un’epoca in cui mi tolgono 6 punti perché mi son fermato trenta cm troppo avanti. Ah, dimenticavo, nel frattempo mi aveva superato una porsche che invece ci è passata col rosso. Ma stavano facendo il verbale a me sti gran figli di vacche, senza offesa per le vacche. Ne ho tratto un insegnamento: alla prossima auto niente jeep infangata, porsche. No, sempre jeep infangata. E un pensiero: morite tra tremende sofferenze vigili del comune di Chieri, voi e tutti quelli come voi, e via anche i figli, andiamo con la vendetta trasversale, o come si dice. Malattia e fame per voi. Vi marciscano le membra. Vi maledico.
Forse sto elaborando il mio sogno, il mio obiettivo, quello per cui sto cercando un lavoro diverso, che in questo stato del cazzo gli imprenditori non possono fare un cazzo. Ma impiccatevi anche voi intera classe politica. E si impicchino quei della finanza, dell’asl e del fisco. Alè, tante forche più posteggi. Il mio sogno è una vallata con un torrente che scorre, una tenuta, cani, cavalli, capre, vacche, magari, frutteti, orti, e boschi, boschi infiniti, misteriosi e folti. E una casa grande di pietra e legno, con il bosco alle spalle, e un grande prato davanti. Sapete che grigliate poi!?
VIVA GLI ALPINI!



a chi piacciono i Sentenced, a qualcuno in Ticino

The axe, the bottle and the rope
The feeling there really is no more hope
The thought of the great unknown
And facing it alone
The dark, the silent and the cold
The feeling I have come to the end of my road
Yes, these are the things I spend
My remaining moments with

And the wind blows through my heart
Shivers me one last time
As I now reach out in the dark
No one there

Why did it have to be so hard
For us to live our lives
Again I reach out in the dark in despair

The desperation and the snow
The feeling of finally coming back home
The melancholy and the hole in the soil so hard and cold

And the wind blows through my heart
Shivers me one last time
As I now reach out in the dark
No one there

Your love for me, my love for you
Things we somehow managed to lose
Now there´s only the ruthless wind
To blow right through
It freezes my heart, my desperate heart
It freezes my heart, my desperate heart
It freezes my heart, my desperate heart
To think we both will die alone

And the wind blows through my heart
Shivers me one last time
As I now reach out in the dark
No one there

SENTENCED -NO ONE THERE-


Update h. 16.05: batteria scarica, bestemmie. e il mio starter è rimasto in montagna. la jeep ferma. cazzo!

Update dell’update: h. 20.36, martedì. la batteria sono andato a prenderla in fabbrica e me la son montata. ho risparmiato un sacco di euro. fate come me


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lunedì 7 maggio 2007 - ore 16:04


Di Alpi elfi e vallate
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Panorama dal colle di Sampeyre

Le Alpi sono molto di più di una catena montuosa. Le Alpi sono un luogo dell’anima. Profumi, colori, freddo, stelle che ti porti sempre con te. E ogni dove tu vai, ogni dove riposerai viaggiando, le Alpi saranno con te. Torno da un bel weekend in Val Varaita, valle occitana della Granda, su al Meira Garneri, a quasi 2000 m s.l.m., incantevole è forse l’unica parola adatta. Mangiato bevuto camminato arrampicato giocato con Ombra, cucciola di pastore tedesco di 4 mesi vera forza della natura, in ottima compagnia. Con tanti pensieri in testa però, tornati puntuali a vorticare quando l’altimetro della jeep ha cominciato a segnare i 500 m s.l.m., ma non importa, è così che va, è così. Passando, sulla statale, ho visto l’insegna della locanda dal nome più bello che possa esistere: Locanda dei Viandanti e Sognatori, mi pare a Melle, o forse già Frassino. Non riesco a riordinare i pensieri, è strano questo periodo, ma è così, è come se in un grande archivio ci fosse qualche bastardo particolarmente dispettoso che sposta i dati.
Sabato notte, cielo coperto, freddo pungente sottozero, seduto su un tronco tagliato guardavo un piccolo squarcio nel cielo fitto di stelle. In quel silenzio totale non volevo altro che quell’attimo si prolungasse. Restare lì, ascoltare i lupi (ebbene sì, c’erano e ululavano, ma io non ne ho paura), respirare a fondo l’aria gelida, e diventare parte della montagna stessa, come gli elfi forse decisero di fare un tempo, disgustati dall’umanità, dagli uomini che salgono e portano cannoni asfalto fucili quad seggiovie sci vasche di ghisa radio gps. Disgustati dal sangue che arrossava i sentieri, dalle grida del fratello che sgozzava il fratello. E sono semplicemente rientrati nella terra, nelle rocce, negli alberi e nel vento (anche se qualcuno rimane in Ticino…)
Le braccia sanguinano, da dentro, e fanno male. Venerdì passando sulla rotonda speravo di non vederli più quei segni, invece la pioggia non ha lavato via nulla. E non è solo questo. La pioggia e la neve laveranno le ferite, e il calore le chiuderà, un giorno.



ma cemento e violenza non sono nulla al confronto di un fiore che vince la neve



Ombra!



andare a Elva era impossibile, anche con la jeep, ma i piedi nessuno li ferma, e il cane neanche!



primi segni di disgelo, qualcuno guarda curioso



per me qualcosa di spettacolare questi posti

Lungo l’arco alpino potreste incontrare questa specie animale (per nulla in via d’estinzione, che si difende benissimo) conosciuta come Homo Selvaticus Boarus, volgarmente detto Grezzo



potete ingraziarvelo con offerte di vino rosso e birra fresca, e se l’ra lo permette anche di grappa. Accetta anche pane e moccetta e cinghiale volentieri. Non badate ai suoi versi, dice cazzate e bestemmia. A volte la montagna trema, vuol dire che ha digerito

a che serve spingersi sino in Patagonia quando esistono cose così sulle Alpi? (beh, serve)










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venerdì 4 maggio 2007 - ore 10:50


Di luna, piste e qualcuno volato via
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno miei cari! Inizio con un pensiero edificante: voglio il permesso di abbattere a fucilate chi suona il clacson senza motivo. Carico, miro e voilà. Lui muore, io dormo. E penso anche che molti potrebbero infilarsi nel culo le sirene, ma di lato e accese. Che bel la mattina svegliarsi rilassati e felici! Ne ho fatte di cose in questi giorni, parecchie, ma sento come se molto andasse verso il nulla, non so, come portare mattoni costruire il muro poi abbatterlo col martello. Funziona come metafora.
Stanotte sono andato a fare fuoristrada notturno dopo che aveva piovuto. E’ bello sollevare i muri di fango, è bello nella notte squarciare il buio con gli abbaglianti, poi fermarsi, spegnerli, spegnere il motore, e guardare un pezzo di cielo che s’è aperto, e c’è la luna quasi piena, e si stagliano i pioppi. E’ bellissimo. Poi riparti e rombando ti senti di nuovo un po’ in qualche strada del Montana, ma qui i paesi son troppo vicini, qua non abbiamo spazio, qua siamo come animali in gabbie troppo strette, sviluppiamo nevrosi e preoccupazioni. E’ bello correre agli ottanta su una strada piena di buche e fango (non fatelo se non avete un fuoristrada adatto, quindi vi è vietato se siete tra i criminali che hanno comprato robe tipo x5 cayenne e robe simili. Io non vi vengo a rimorchiar fuori dalle pozze), è bello con i finestrini chiusi e la colonna sonora sparata di metallo pesante. E una famiglia di lepri ti attraversa la strada e tu inchiodi e la jeep si gira e si alza e le sospensioni urlano, le balestre vorrebbero ucciderti. Il gommista ti ama. Ma le lepri son salve. Resta una coscienza ambientalista anche se vado a buttar fumi di gasolio in mezzo alle foreste.
Stasera parto per un rifugio, che ho bisogno di silenzio e cielo senza luci. Ho bisogno di luoghi diversi, ho bisogno della mia musica di una birra di scarpe robuste di un maglione pesante. Ho bisogno di respirare la stessa aria delle streghe e dei folletti. Ora vorrei caricarmi qualcosa sulla spalle, la spada al fianco, e andare verso castelli al di là delle Alpi. Periodo strano, con momenti molto belli e altri molto scuri. Che fare? Non so, ci bevo su una Castello.
E poi ti svegli una mattina e senti un grande vuoto e non capisci ed è come se ti avessero scavato dentro di notte. Bevi il tuo caffè e suona il telefono e rispondi e senti e lo lasci cadere sul tavolo. A piangere non riesci. Non è così che deve andare. Togliete tutte le rotonde, fate i guardrail di gommapiuma, e i campi attorno morbidi morbidi. Buon viaggio, lo so, tu hai ancora le mani strette al manubrio, ovunque tu ora ti trovi.
Un bacio celtico a Mao, che svegliarsi e voler vedere subito i messaggi e…e…la canzone sotto è per te, Antichrisis, metallo tedesco di quello doc. Un abbraccio di quelli forti a Laura, che me ne accorgo sempre di più, tu sai prendere il Grezzo, e non è cosa facile, tu sei preziosa, e ti voglio un bene di quelli infiniti. E alzo i bicchieri a un po’ di voi che da poco siete entrati in lista blog! A sambagt, a elcheccone, a fajan, a bifry e a eddy roth. E ancora un brindisi, seduti su un prato, con lattine di birra, a qualcuno che lo sa.



Forever I Ride

As the autumn wind blows hard in crafling devastation
I was not prepared to find fate in a state of rage
Love once seemed so strong to me, promising salvation
another Tragedie d’amour appearing on life’s stage
And again he hears the raven’s cry...

I’m strucked down without warning
with your words like cyanide
She left me in the morning but forever I will ride
And forever I ride...

Suddenly I’m lost inside tremendous aberration
Songs that used to make me glad now make me wanna cry
Restlessly I’m walking empty streets up to the station
Standing there in silence as the trains keep passing by
And the turns his face towards the sky...

The stars fade in the dawning:
But the door’s still opened wide
And still I am adorning, but forever I will ride
And forever I ride...

In love from the first time that I saw you
and the fire in you eyes
Take me to your sea of flowers
Hold me as the wind shakes the rye

Lady of the Lake: I long to be with you
Burning streams like ours cannot disband
The mist it spreads your name in early morning dew
Forever shall you be Queen of the Land

Incense leaving trails of smoke
A vision of us fasting our hands
Angels laying siege to my heart
and I shall not longer withstand

Ladyof the Lake: I long to be with you
This love of ours will never ever end
May the silver moon
make all our dreams come true
Forever shall you be Queen of the Land

Hear the song of the waves
Storm’s calling up the thunder and light
A premature grave overgrown by black lilies of night
Hekate arise!
Bring back the love of my life!

Rain falls down, it soaks my cloak on this cold grey morning
I missed the last traing that could have me taken back to you!
There’s no use in staying here waiting for the dawning
The fool just saddles up again as if he always knew
and again he hears the raven’s cry



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venerdì 27 aprile 2007 - ore 12:45


Di montagna, momenti e cicatrici
(categoria: " Vita Quotidiana ")





E sei ancora qui, respiri il fumo e sputi la rabbia. La tua jeep è sporca di terra, come il tuo cuore, sporco di terra asfalto benzina. Guardi verso le montagne, e non c’è nessun altro posto in cui vorresti essere. Guardi la linea ultima del sole che fa neri i crinali e ti si apre ogni pensiero. E’ la strada, quella lunga striscia d’asfalto, terra, sassi, quella lunga striscia di libertà, quella striscia di cui non puoi fare a meno. E un posto in cui sentirsi a casa. E quando non ce l’hai, quando a casa ti sei sentito poche volte, sputi ancora più rabbia. Ed è meglio, è proprio meglio che non i guardi indietro, che indietro ci sono ferite che sanguinano ancora, che indietro le cicatrici fanno un male bestia, che indietro occhi ti guardano, e sai che in quegli occhi avresti dovuto guardare anche tu, e lasciare questi posti e andare altrove. Che un bar lo avresti trovato ovunque. Montagne da amare, beh, solo in alcuni posti. Una donna di quelle che meritano, beh, in pochi. Ma basta pensare. Gesto meccanico, l’accendino solleva il tappo, bevi a fondo una becks un po’ calda. Ma non importa. E chiudi gli occhi, con la birra che ti sale. E Vedi. Vedi un campo infinito di mais e un cancello col teschio di bisonte. Vedi una vecchia che ti parla attraverso un fuoco agitando le mani con una danza antica. Vedi oceano e foreste infinite di aceri e abeti. Vedi montagne aguzze e visi coperti da barbe lunghe, occhi aguzzi come le montagne. E il sangue non mente, quello no, quello non mente. Sanguina. Tieni gli occhi chiusi e sorridi, che non esiste solo la rabbia, esistono anche i sorrisi, aperti, forti, di quelli che accecano e disarmano, la risata piena, quella boara sguaiata. Perché ci sono momenti che capisci che devi morderla sempre e ancora la strada, morderla sempre la vita. Momenti che si è insieme e ci si guarda negli occhi vicino a una statale, cielo grigio, spritz arancione. Momenti che dopo tanti bicchieri un amico di quei tutti scuri ti abbraccia, che ti vuole bene, e tra voi mai più di una stretta di mano. Momenti che guardi sotto da un castello, e occhi negli occhi si capisce tutto. Momenti che un’ombra e poi due e poi tre e poi ciao vecio. Momenti che le stelle sono tutte sopra di te, e l’oceano intorno, e qualcuno vicino. Momenti che a Salzburg si beve solo Stiegl, e sempre allo stesso chiosco. Momenti che sono talmente importanti, talmente belli, che le cicatrici smettono per un po’ di bruciare. Ma qualcosa deve cambiare, e non voglio smettere di mordere. Prosit vecchi! Prosit a voi che leggete!

]

And the road becomes my bride
I have stripped of all but pride
So in her I do confide
And she keeps me satisfied
Gives me all I need

And with dust in throat I crave
Only knowledge will I save
To the game you stay a slave

Roamer, wanderer
Nomad, vagabond
Call me what you will

But I’ll take my time anywhere
Free to speak my mind anywhere
And I’ll redefine anywhere

Anywhere I may roam
Where I lay my head is home

(And the earth becomes my throne)

And the earth becomes my throne
I adapt to the unknown
Under wandering stars I’ve grown
By myself but not alone
I ask no one

And my ties are severed clean
Less I have the more I gain
Off the beaten path I reign

Roamer, wanderer
Nomad, vagabond
Call me what you will

But I’ll take my time anywhere
I’m free to speak my mind anywhere
and I’ll never mind anywhere

Anywhere may I roam
Where I lay my head is home

But I’ll take my time anywhere
I’m free to speak my mind
And I’ll take my find anywhere

Anywhere I may roam
Where I lay my head is home
I say!

But I’ll take my time anywhere
I’m free to speak my mind anywhere
And I’ll redefine anywhere

Anywhere I may roam
Where I lay my head is home

Carved upon my stone
My body lies, but still I roam,
Yeah yeah!

Wherever I may roam
Wherever I may roam
Woah

Wherever I may roam
Wherever I may roam
Yeah!

Wherever I may wander, wander, wander
Wherever I may roam

Yeah, yeah, wherever I may roam

Yeah, yeah, wherever i may roam
Wherever I may roam
Wherever I may roam


Metallica




update 30 aprile: io voglio aprire un rifugio con questo spettacolo assoluto, e farla stare bene come non mai






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venerdì 20 aprile 2007 - ore 10:55


Di alberi, birre di notte e viaggi
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Bulmer’s the Way!

Buongiorno! Latito, ma per una buona causa, anzi, per più buone cause. L’orto e le grappe in primis. Stamane, ascoltando il gr, ho sentito, come ogni mattina, delle code su tangenziali e autostrade. Code di gente che si sposta da casa per sedersi dietro a un computer in un’azienda. Bene. Perché quel computer non glielo si installa a casa? Basta code, meno consumi, più inquinamento, meno stress del lavoratore, meno costi per l’azienda (molti di meno). Sarebbe da raffinare, ma non mi pare un’idea così impossibile e idiota. Almeno, di solito le mie idee tirano sull’impossibile e idiota, questa no. Ma lascio da parte le polemiche inutili, davvero inutili, che ce ne sarebbero mille altre, come per certi assurdi divieti che ancora vigono nel mondo. Boh, mondo un po’ del cazzo, ma ce lo teniamo così. Forse di nuovo questo post sarà caotico e incomprensibile. Accendete Bloomberg Television, è lo stesso ma con glamour.
Mi piace svegliarmi la mattina e respirare la glicine, vedere i pipistrelli sotto al mio tetto, che per qualcuno saranno inquietanti, a me danno una certa sicurezza. Mi piace girare la terra e vederla sotto scura. Mi piace lardellare la carne, colorirla e speziarla. Mi piacciono gli occhi che si chiudono e poi si sgranano goduti. Raggiungo rari momenti di romanticismo quando metto su i catarrhal noise tra le candele accese. C’è chi apprezza. E io son boaro nel profondo.
E poi di notte ti svegli, ti apri una birra ed esci fuori, e non c’è quasi una luce, nessuno che passa. Ti siedi sul cemento e guardi la luna attraverso il tiglio. Brindi alla luna. Ti tocchi il collo, sei vivo. E vorresti partire in quel momento preciso. Che quello è il momento giusto. Partire con un twin cam 96 da 1584 centimetri cubici sotto il culo. E tanto cromo intorno. Partire perché è la strada il senso. Fermarsi in qualche bar di province lontane e vedere gli occhi su di te, sulla tua polvere, sui tuoi occhiali scuri, che li hai sempre su, sulla scritta sulla maglietta Brutti Sporchi & Cattivi. Parlare con persone che hanno accenti e lingue diverse, parlare di alberi e montagne, di quelle cose che ci sono nel cuore, di quei rami che si intrecciano dentro di noi, e non sappiamo. Noi siamo come alberi secolari, che non hanno più memoria di tutti i loro rami, e solo quando un raggio di sole ne colpisce uno remoto tutto torna in mente. Partirei, e stavolta passerei dalla Svizzera per andare a nord.
Caotico e incomprensibile, ascolto Doro Pesch (accento crucco da paura) e devo andare all’Ikea. Sono abbronzato solo sulla schiena. Rustego color! Devo abbronzarmi anche davanti, allora Applarö.



Cielo sul Lough Corrib



Sligo is so sad...



Aran’s walkin’



a volte faccio la spesa...

All our friends been acting strange
Sunshine smiles - even when it rains
And they pretend that they don’t see
The trouble with you and me
But they know you’re about to leave

And even you have played a part
Of someone who is still true at heart
Do you think that i don’t know
Your love for me turned cold
How sad to see you go ...but

I’m hoping that you’ll fall in love again
And never look back on what might have been
I pray that we will stay the best of friends
And in my heart i hope that you will fall for me again

But don’t say there is no way
The things you loved before haven’t changed
Well i could find somebody new
Who wouldn’t tear my heart in two
But i’d never get over you ... oh, no ... so

So i’m hoping that you’ll fall in love again
And never look back on what might have been
I pray that we will stay the best of friends
And in my heart i hope that you will fall for me again

Fall For Me Again – Doro






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mercoledì 11 aprile 2007 - ore 14:48


Cieli, vini, incroci
(categoria: " Vita Quotidiana ")





il cielo su donegal town

Ed è un po’ come cantavano i Truzzi Broders …E questa è una canzone senza finale, come senza fine è il nostro sbatterci, il nostro vivere, il nostro amare… Senza finale, ma chi li cerca i finali? Si viaggia, si prova, si assaggia di tutto, si fuma di tutto, si guarda di tutto, si parla di tutto. E poi? Poi, beh, almeno un po’ s’è vissuto. Capitan cose che sembrano quasi uscite da un film, da un film scritto male, scritto di fretta da una mano malferma. E ti ferma una pattuglia, ma non ti controllano nemmeno, ci scambi due parole, e fuggono di fretta. Vanno a prendere un piccolo pezzo del tuo passato. Tanto piccolo no. Lo leggi la mattina in una mail, e ci bevi sopra un caffè, che intanto va così lo stesso. E metti in tracklist solo musica che ti faccia incazzare, che di un po’ di rabbia si ha sempre bisogno. E viene voglia di fuggire, che due passi in corso Tazzoli non sono come due passi sulla Galway Bay. In realtà nemmeno come due passi sul Mombarone. Viene voglia di fuggire. Anche se dietro un angolo ti senti a casa, su una panchina scassata, o sdraiato sull’erba che tangenziale e centro commerciale ti fanno da sfondo. E poi ricevi una notizia guardando un film mangiando creme caramel. E speri che non faccia troppo male quello che è successo. Perché io a Syl ci tengo davvero, e davvero tanto, e una sua lacrima è per me una coltellata in pieno petto, che sian lacrime versate o le lacrime tenute. Si incrociano avvenimenti e invecchi. Meno capelli schiena abbronzata mani rovinate occhi sempre più azzurri e bramosi di vedere tutto. Basette sempre più in asportabili. E si arriva a litigare per una frase “perché una volta non ti tagli le basette?” Ma col cazzo! E poi scrivi un post come questo, che si capisce un cazzo, ma magari questo ve lo dico, che non è un post disperato, è un post sereno anche se non sembra, sereno e un po’ incazzato. Un po’ come il cielo. Sereno incazzato e blu.
Ho visto La guerra degli Antò. Bello. Come quando a York si camminava per mano parlando di anarchia e centri commerciali. Syl, lo vedi che sei importante. Eri tu piccolo istrice, sei tu.
E ora ancora un po’ d’Irlanda, che ci sta sempre, anche se bevo Erbaluce e non Guinness, ma che cazzo, il Canavese è la mia terra alla fine!



Sheep!

TI HO VISTO IN PIAZZA
Ti ho visto in piazza, tu con la tua ragazza, mi hai dato degli acidi buoni che vengono dall’Olanda
E ora son qui sulla mia branda che mi rigiro e vedo Betta che tossisce, mentre vedo il mondo a strisce e la tua faccia multicolore
Poi arriva Danilo e si mette a rollare, tutti in tavola che c’è il tè da fare, ha portato uno sballo di nero che ora mi sale più leggero
E poi si va fuori, che freddo nelle vene, c’è un’osteria un po’ più in là dove costa poco e si mangia abbastanza bene
E poi rientriamo in camminata lunare, con dei salti di sei metri, ci vedete avanzare
E Marisa mi tira in un portone e si fa baciare, in un arcobaleno di luci, io la bacio senza protestare
Poi si va a casa sua lì vicino a fare l’amore, ma senza troppo casino, la sua amica non si deve svegliare che domani deve andare a lavorare
E quando mi sveglio sono solo, mi fa male agli occhi la luce, perfino il bianco del lenzuolo
E questa è una canzone senza finale, come senza fine è il nostro sbatterci, il nostro vivere, il nostro amare
Vivere come un vortice di lavandino, come la fiamma di un cerino, che si consuma e a poco a poco poi scompare
Vivere come in un nido di serpenti, con le unghie e con i denti, aggrapparsi alla vita per non farla più scappare, per non farla più scappare.


Truzzi Broders, 1982



qui c’era puzza di pesce, lo dice anche la lonely planet



luce da schifo, forse non so più fare il mio mestiere, ma mangiare cheddar e barretet di cereali 600 m sopra l’Atalantico, beh, non è da tutti i giorni



skinhead relax



...and the boys of the NYPD choir were singing Galway Bay and the bells were ringing out for Christmas Day...



sky over eyre square, Galway Town, and a tree



cibo sano, 4.30 p.m.

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