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Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato

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STO LEGGENDO

"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson

HO VISTO

Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere

L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran

e molte altre magie...

Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land

insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006
The PARALYMPIC WINTER GAMES!

Easy Rider (sempre)

Braveheart (sempre)

tanti western























































































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!





















Il pianeta che cerca di ribellarsi

Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!

La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi

Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!

Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta

Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)

La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare

Zente speciale a una cena speciale

Vasco

Lou Reed, bevendo sambuca del discount

Bruce Springsteen

STO ASCOLTANDO

Metal, country, blues, folk soprattutto

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Aeroplanicadono
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Amaral
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Warlock
Willie Nelson
Woptime
Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

grezzo!

ORA VORREI TANTO...

l’Harley sotto il culo



STO STUDIANDO...

il manuale d’uso della Stihl

il regolamento dei Timbergames

robe native

OGGI IL MIO UMORE E'...

Guardo in faccia al vento, e resisto

FEDERALISMO!

PIEMONT LIBER!



FRIUL LIBER!



Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."

e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette

boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso

Al Grezzo importa:

della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose

Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):

radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose

Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama


Libero pensiero, bevute, viaggi e idee


Uomo del nord, spirito celtico, ombre nostrane


il canavesano dagli occhi di ghiaccio


Live to Ride








io bevo




somewhere on a desert highway


non c’è biker senza bikier




quant chi lin par sagre




cittadino onorario di Campodoro





Create your own visitor map!

LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGO


I’m ruder than you

io son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi libere


l’importante è una certa classe e zero cogniziòn


non puoi cavalcare due cavalli con un culo solo


Eventi & Convivi


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SONDAGGIO: SONDAGGIO INTELLIGENTE


Se me rompi i maroni, cossa go da farte? a scelta:

ti apro il volto con la motosega (Stihl, mica cazzi)
ti fracasso la testa con la mazza ferrata
ti squarto con la mia spada
ti passo sopra con la jeep un po’’ di volte
ti aro (tu al posto della terra)
ti cavo gli occhi con le dita

( solo gli utenti registrati possono votare )

venerdì 19 gennaio 2007 - ore 14:21


Non si può resistere al chiaro di luna
(categoria: " Vita Quotidiana ")





E’ difficile scrivere oggi, ma lo voglio fare. Scrivo dal vento del ciclone, che sta abbattendo alberi nella mia terra. La mia terra. La mia terra che presto lascerò. Date precise ancora non esistono, è una nebulosa indefinita. Ma so che partirò, che parto. Lo voglio. Mi avrete però ancora per un po’ da queste parti, poi mi trasferisco a rompere le balle oltreoceano, per tre mesi all’inizio, per decidere se restare poi. C’è una cosa che voglio dire, che vi sembrerà assurda, ma per prendere la decisione ho voluto il consiglio di persone in cui ripongo fiducia, e per me, così lontano dalle tecnologie, è stato strano chiedere ad alcuni di voi che non conosco se non tramite messaggini blu e messenger. Ma in cui ripongo fiducia. Gente come il Roz o Mù, con cui non ho mai bevuto un’ombra o una pinta, ma presto provvederò. Che vi meritate molto, e un grazie dal vivo è il minimo. Un abbraccio a Ile e Maurizio, alla svizzera e a Cervé, a molti di voi, su, leggetevi qua a fianco. E uno forte al vecchio Steve e a Laura, la magica Laura. E ricorda Laura, il coraggio non sta nel partire, ma nel conoscere la strada, e tu ora la conosci. Scusatemi, ho molti pensieri per la testa che non riesco a mettere su carta, come ogni volta che si svolta nella vita. Datemi consigli, mi serve, mi fate piacere, davvero.
Ho visto Apocalypto, e poi la sera dopo Le ragazze del Coyote Ugly, belli, ma molto di più il secondo. Preferisco i revenge movies di Mel Gibson, come Braveheart (il mio film preferito in assoluto) o Il patriota, che ti lascian voglia di giustizia e sana, giusta rabbia. E ho rivisto Interceptor II Il guerriero della strada, e mi chiedo come sia diventato il bambino, Kid, col suo boomerang infallibile, coi capelli arruffati e lo sguardo un uomo che ne ha viste troppe.
E difficile eh cari!? Ogni cosa, sempre, ma è bello così alla fine. Tra un mese o giù di lì mi laureo. E fatemi alzare i calici e accendere i fuochi, stanotte si fa la luna, stanotte inizia l’anno lunare. Prosit! Pensate alla luna stanotte, vi proteggerà. Vi proteggerà nelle notti che vorreste fermare, in quelle in cui ci si perde. Sarà vostro faro sui mari d’asfalto.



Under a lovers’ sky
Gonna be with you
And noone’s gonna be around
If you think that you won’t fall
Well just wait until
Til the sun goes down
Underneath the starlight - starlight
There’s a magical feeling - so right
It’ll steal your heart tonight
You can try to resist
Try to hide from my kiss
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
Deep in the dark
You’ll surrender your heart
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
No, you can’t fight it
It’s gonna get to your heart
There’s no escape from love
Was a gentle breeze
Weaves it’s spell upon your heart
No matter what you think
It won’t be too long
Til your in my arms
Underneath the starlight - starlight
We’ll be lost in the rhythm - so right
Feel it steal your heart tonight
You can try to resist
Try to hide from my kiss
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
Deep in the dark
You’ll surrender your heart
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
No you can’t fight it
No matter what you do
The night is gonna get to you
Don’t try then
You’re never gonna win
Part of me the starlight - starlight
There’s a magical feeling - so right
It will steal your heart tonight
You can try to resist
Try to hide from my kiss
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
Deep in the dark
You’ll surrender your heart
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
No, you can’t fight it
You can try to resist
Try to hide from my kiss
But you know
Don’t you know that you can’t fight the moonlight
Deep in the dark
You’ll surrender your heart
But you know
But you know that you can’t fight the moonlight
No, you can’t fight it
It’s gonna get to your heart





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giovedì 11 gennaio 2007 - ore 21:15


Di strade, moto e assi di picche
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ci son sogni che non ti togli mai dalla testa, di quei sogni che son lì quando ti svegli, quando vai a dormire, quando sei con la tua ragazza, quando guidi, quando cavalchi, quando alzi i pesi in palestra, quando lavori, quando mesci birra, quando bevi con gli amici, quando bevi da solo. E nella notte più profonda e più buia c’è sempre una luce, il faro di una moto, bicilindrico che sputa fiamme e fumo. Non so come spiegare, ma è qualcosa che si ha dentro da sempre. E’ quel qualcosa che ti fa mettere in macchina il sacco a pelo e partire senza sapere dove ti fermerai, che ti fa schiacciare l’acceleratore su strade sterrate, che ti fa piacere la polvere sulla giacca di pelle. Il sogno di andare, viaggiare, per il senso stesso del muoversi, volere ogni giorno un cielo diverso, sino al giorno in cui si trova il proprio cielo, si ferma la moto, ci si ferma a guardare, e si respira casa. L’America blu nella testa, quella dei vecchi pick up e delle Harley Davidson, quella dei Lynyrd Skynyrd e di Bob Seager, quella dei diavoli ai crocicchi, quella delle montagne, della neve e dei montoni stretti sul collo. Forse sbaglio, forse il mio sogno è solo un ingenuo pensiero. Ma io ci credo, credo nel Texas, nel Montana, credo nelle foreste dove correvano i Mohawk, nei territori innevati del Canada. Sarà il sangue che ribolle. Credo nelle Alpi, credo nella mia terra, credo nella Grande Dea e nei Celti. E so che non sono il solo. Marci al midollo, ma con un cuore che batte e non si ferma e tiene il ritmo, e a volte è lento blues, a volte batte troppo forte. Ci son troppe strade da correre per restare fermi. Lascio volentieri le poltrone e la tv, le lascio a chi ha sogni diversi, che questo proprio non me lo schiodo, è sempre lì. Un abbraccio e un brindisi a chi lo condivide con me, e so che qualcuno c’è, qualcuno che nella testa canta i Mötörhead, qualcuno che quando vede una nera striscia di strada non riesce a non partire. Per quelli che bevono seduti al bancone, per quelli che non hanno mai troppo sbagliato, per quelli che la vita è una strada, un deserto, una montagna, un saloon, un’Harley.



If you like to gamble, I tell you I´m your man,
You win some, lose some, all the same to me,
The pleasure is to play, makes no difference what you say,
I don´t share your greed, the only card I need is
The Ace Of Spades

Playing for the high one, dancing with the devil,
Going with the flow, it´s all the same to me,
Seven or Eleven, snake eyes watching you,
Double up or quit, double stake or split,
The Ace Of Spades

You know I´m born to lose, and gambling´s for fools,
But that´s the way I like it baby,
I don´t wanna live for ever,
And don´t forget the joker!

Pushing up the ante, I know you wanna see me,
Read ´em and weep, the dead man´s hand again,
I see it in your eyes, take one look and die,
The only thing you see, you know it´s gonna be,
The Ace Of Spades




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lunedì 8 gennaio 2007 - ore 10:54


Waiting for the moon
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno! E’ il mio primo post dell’anno nuovo, del nuovo anno solare: l’anno lunare comincerà il 19 gennaio venturo, con la luna nuova che si fa in quella notte. Un augurio a tutti voi, che i giorni a venire portino prosperità, strade da correre, paesaggi da osservare stanchi, ma felici per la loro bellezza. Ho molte cose da dire, poco tempo, e come difficoltà a condensarle in poche parole, vorrei un po’ di voi intorno a un tavolo imbandito, e allora sì che parole e risate scroscerebbero a fiumi. Spero abbiate passato bene questi giorni freddi, ma non freddi a sufficienza. Che sia naturale o, come credo, dovuto allo smog, il riscaldamento del pianeta sta mutando l’ambiente. Non nevica, per ora, quest’estate i campi della mia terra non avranno acqua. La faglia del mio pozzo si è abbassata, l’ho scoperto ieri: una faglia che è sempre stata lì, disponibile, profonda, di acqua freschissima e buonissima (per quanto possa essere buona l’acqua non mischiata a malto e luppolo e fermentata), acqua di ghiacciaio antico, infiltrata tra i ciottoli dell’altopiano detritico. Ora si è abbassata. Non è campanilismo estremo, pensate a quanti altri pozzi sono nella stessa situazioni, alla terra che bramerà l’acqua tra qualche mese, agli incendi. Spero di sbagliarmi. E’ dalle piccole cose che si dovrebbe iniziare ad avere un maggiore rispetto dell’ambiente: raccolta differenziata, uso intelligente degli imballaggi, coltivazione di orto e frutteto (se possibile). Non so, sta andando un po’ tutto a puttane, e il governo depenalizza i reati ambientali, ma ‘ndeve tuti a cagher! L’è pà posibil! Sta tera l’è nostra! Vivere, o cercare di vivere, in armonia con l’ambiente, non è così difficile, per esempio se non c’è neve sulle Dolomiti non si sparano un sacco di chilometri di sostanze chimiche per salvare la Gran Ciaspolada, ”evento tradizionale sportivo”! Non si fa il cazzo di “evento tradizionale sportivo”! Ci si ferma con gli aerei di pesticida sulla Val di Non, che le mele di quella valle, invece del logo melinda, dovrebbero avere il teschietto con la scritta no mording! E bisognerebbe cambiare le leggi, proposta di quelle dure e pure, stile lega di un tempo: quando si prende uno che sta bruciando copertoni (roba che inquina da paura), non gli si fa la multa (cioè, non gli si fa solo una multa che gli ranchi via anche la casa, anche il sudore, che comunque si deve fare), gli si taglia i piedi sul posto, si cauterizzano con le sue stesse fiamme di copertone, e lo si lascia che si trascini a casa così, il porco. Ipse dixit. Mordo. Davanti a casa c’è un cartello, con un omino stilizzato con basette e occhi azzurri, sopra c’è scritto: attenti al Grezzo!



Aderisco, a modo mio, ma con tutto il cuore, i muscoli, il cervello, alla roba dei blog anti pedofilia. Resto sul sanguinario, mi spiace son fatto così, per me c’è un sola soluzione quando prendi quella gente (dopo esser sicuro della colpevolezza però): o li ammazzi o li fai lavorare incatenati, di quei lavori massacranti che in dieci giorni muori di fatica. E se li ammazzi, mica iniezioni o morti dolci, uccisi a frustate, linciaggio, mani nude. Fucilata se si è pietosi. Il tutto dopo un po’ di torture. Rogo no, perché ci bruciavano mie antenate. Parole avversabili le mie, ma ci credo: nessuna pietà per chi si macchia di reati quali la pedofilia e lo stupro: nessuna pietà di chi tradisce, di chi rovina la vita intera di una persona, nessuna pietà, e basta. Ha proprio ragione Lemmy, the worst crime in the world. Vi lascio con questo aderire a modo mio, con una dei più bei pezzi dei Mötörhead, e ditemi se non la pensate più o meno come me dopo che l’avete letta.

Little girl sleeping in dreams of peace
Mommy been gone a long time
Daddy comes home and she still sleeps
Waiting for the world worst crime
And he comes up the stairs like he always does

And he never turns on the light
And she’s wide awake, scared to death
She smells his lust and she smells his sweat
Curled in a ball she holds her breath

Praying to a God that she’s never met
Don’t let Daddy kiss me, don’t let Daddy kiss me
Goodnight

Little girl lies by her Daddy’s side
And she listens to him breathe
She knows there’s something awful wrong
That she’s far too young to see

And she knows she can’t tell anyone
She’s too full of guilt and shame
And if she tells she’ll be all alone
They’d steal her Daddy and they’d steal her home

And it’s not so bad when Daddy leaves her alone
Praying to her God with his heart of stone
Don’t let Daddy kiss me, don’t let Daddy kiss me
Goodnight

Why, tell me why,
The worst crime, in the world

And so Daddy lies by his daughter’s side
And he sleeps deep and well
No nightmares come to him tonight
Though his daughter lives in hell

For his seed is sown where it should not be
But the beast in his mind don’t care
And the only sound are tears that fell
Little girl turns her face to the wall

She knows that no-one hears her call
But it seems that God hears nothing at all
Don’t let Daddy kiss me, don’t let Daddy kiss me

Goodnight




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venerdì 29 dicembre 2006 - ore 20:26


The End Of December
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Now I guess there’s something wrong:
All stars fall down the story ends
Maybe there’ll be another song
Though nothing’s left but somnolence
And I’m so tired and worn out
Sometimes I feel like Hawkeye Pierce
I try to laugh among the tears

How I’m trying not to think of you night and day
But with each breath your last words come my way
Will I ever trust in anyone again?
Some say treasures are hidden behind sorrow and pain

Til the end of December
I’ll be waitng for you
And I cannot longer stay here
Amongst your broken promises
Another planet’s calling
I’ll be gone with the rain
Til the end of December
I’ll be waiting for you
Oh, believe me that I will wait
Til the end of December

You made me tumble made me fall
And though I seem to understand
I crash my head against the wall
How could this vow of yours disband?
And how much longer will I stand
Lying awake in sleepless nights
I wish I could replace my mind...

But it won’t last forever
So my friends do say
Step by step I’m getting by
And though sometimes my heart still sticks to yesterday
I hold on to my dream and I’ll be riding again

Til the end of December
I’ll be waitng for you
And I cannot longer stay here
Amongst your broken promises
Another planet’s calling
I’ll be gone with the rain
Til the end of December
I’ll be waiting for you
And I guess I can wait
For sure I will wait
Til the end of December
Til my hearts beats again
I won’t surrender
Til the end of December

You don’t want me anymore
So I walk out of your door
I don’t want to hear one more pathetic excuse
You didn’t give me just one chance
I should have known by clairvoyance
From the first time you didn’t wear the ring anymore

Good luck to you
So long, Farewell, Goodbye
I won’t come back again
You were not the one I searched for
But I know I will find her

Til the end of December
I’ll be waitng for you
And I cannot longer stay here
Amongst your broken promises
Another planet’s calling
I’ll be gone with the rain
Til the end of December
I’ll be waiting for you
And I got strength to endure
Til the end of December
All the love that I have will show me the way
Til the end of December
Til my heart beats again I know I’ll obtain
Til the end of December
I’ll be waiting for you




Katja



Sid

The Antichrisis

Per Laura, per Giulietta, per Cristina, per Gloria, per Silvia, per Miriam, per Simo, per Ilenia, per Francesca, per Jacqueline, per una ragazza valdostana, per una ragazza austriaca. Per tutti coloro che sono nei miei pensieri, nella mia vita.

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venerdì 22 dicembre 2006 - ore 11:01


Di alpi, luci, guerrieri e guardiani ciechi
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno miei cari! Vi scrivo in questa mattina fredda, che sa di arance tagliate a metà e miele di castagno, con rock pesante (molto pesante) nelle orecchie, e un sorriso a metà, ma comunque almeno mezzo sorriso c’è. Fino al VI sec d.C. il natale si festeggiava alla fine di marzo, nelle scritture è riportato che la nascita avvenne in primavera. Poi si decise di festeggiarla nei giorni successivi al solstizio d’inverno, per sovrapporla ai saturnali romani, riti orgiastici fortemente radicati (e ditemi, fate un giro in un qualsiasi centro e ditemi se qualcosa è cambiato). Nell’arco alpino, nella cultura centroeuropea di cui facciamo parte (anche se con forti influssi, per fortuna, mediterranei), in questi giorni si festeggiava la Festa delle Luci: l’allungarsi di nuovo delle giornate, il gelo sui campi, a tenerli fertili e vivi, il sole di nuovo, anche se freddo come lame nel sangue. Ed erano balli e banchetti e sacrifici. Ed era la vita nel suo eterno susseguirsi di eventi, ed erano le stagioni, la neve, le gemme, i frutti. Well, preferisco festeggiare il ritorno della Luce, per quanto sia anche affascinante la natività, ma vista da un’altra ottica, un’ottica di case bianche e polverose, e di tre ricchissimi sovrani negromanti che onorano il figlio di una ragazzina e un falegname. E il bambino li guarda, sorride, e lì è un Dio, lo è in un sorriso, in una risata, in uno sguardo, in un pianto anche. Un suo fascino ce l’ha.
Buona Festa delle Luci allora a voi! Prosit! Prosit a Laura, per questo e per troppe altre cose, e per un cielo dove almeno una stella c’è sempre, e non ci si perde, quando il mare è piatto e il vento gelido, la mente non si perde. Prosit a Stefano che, beh, a te tanti brindisi, lo sai, e tanti anche alla tua ragazza, che li merita. Prosit a Ilenia sulle note di una sigaretta che brucia e sulle maree del grano, in te trovo la rabbia sana, il coraggio, in te trovo molto, molto. Prosit a Isa con la casa nuova e una festa e il metallo nelle orecchie, a te che mi fai scoppiare a ridere, a e cui ho alzato tanti bicchieri reali. Prosit a Marcello, per tutto, ma ora perché mi ha fatto tornare a leggere Dago. Prosit a Federì che condivide con me idee e malattia per i motori (ma tu corri di più). Prosit a Max che è dottore, è notav, e se dovesse cadere in disgrazia…no, non cadrai in disgrazia. Prosit a Cris mentre Bruce Dickinson canta. Prosit a Dile con gli occhiali rotti, a Thrì e Francesco a intossicarsi a Milano. Prosit a Marzietta, a Dody, a Dimebag. Prosit a Tshakra con una cavalcata, un torneo, un saccheggio, una birra, un drago come compagno. Prosit a tutti voi che stimo, che leggete questo blog, che sorridete al di là del monitor. I miei occhi, la mia spada, le mie mani siano per voi. Gli spiriti vi proteggano, sempre, e un po’ pensateci anche voi a proteggervi

P.



Stop be quiet now
Out with the light and
Then up and down it goes
Fly
Out with the light
There at the door
The inspiration I’ve looked for
The spirit of the youth appears

No one ever dares to speak
It’s nothing else but fantasy
It’s make believe
Make believe
No one ever dares to speak
It’s nothing else but fantasy
But one day
It all will come to life

Step out of line
And I ‘ll teach you how to fly
Then away we’ll go
Leave your mark land of mine
Leave your mark
In the land of mine

The second one to the right
And then straight on
Until morning light
Stop be quiet now
No irritation
No, not the slightest doubt

We go at once
Quick – we better hurry
There from the read I sense
The end of fun gets near
Wonderful thoughts
And imaginations
These things will lift you up

What is it like?
You ask me, my dear
Will there be fairies
Or things to fear?
For fairies sake I’d say
You better come whit me
So soon you’ll see
Now up and down it goes
And round
Round and round and round
Praise
To my cleverness
They all follow me
All praise to innocence
That’s everything it needs
Fly in
Fly out
They’ll leave it all behind

No one ever dares to speak
It’s nothing else but fantasy
It’s make believe
Make believe
No one ever dares to speak
It’s nothing else but fantasy
But one day
It all will come to life

Step out of line
And I ‘ll teach you how to fly
Then away we’ll go
Leave your mark land of mine
Leave your mark
In the land of mine

Life is a map
And it is quite confusing
The lights are up
Now let the play begin
She flies, she flies
Into the light she flies
No words like “just” in mind
She’s finding Neverland
There on the day she dies
Don’t stop it now
She still enjoys the scene
Don’t stop it now
Don’t stop it now
Don’t stop it now
Don’t stop it now, now, now

No one ever dares to speak
It’s nothing else but fantasy
It’s make believe
Make believe
No one ever dares to speak
It’s nothing else but fantasy
But one day
It all will come to life

Step out of line
And I ‘ll teach you how to fly
Then away we’ll go
Leave your mark land of mine
Leave your mark
In the land of mine

Blind Guardian -Fly-







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sabato 16 dicembre 2006 - ore 12:35


Sabato mattina, nuvole.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ho visto crepacci nei ghiacciai, le nuvole rincorrersi sopra di me. Ho visto un mig far saltare la macchina davanti a me, in una mattina slovena, ancora yugoslava. Ho visto una volpe venirmi vicino e il mondo nelle sue pupille. Ho visto brutti posti che non voglio che altri vedano. Ho visto il sole caldo di Weimar d’ottobre, il mare grigio di Scozia a luglio. Ho visto delle persone incamminarsi per una via, e poi non le ho viste più. Ho visto la gente che vive sotto i ponti sulla Senna, quelli che vivono in villaggi sperduti sulle Alpi. Ho visto come si monta un’opera d’arte, quanta passione ci va per cucinare bene. Ho visto la canna di un fucile puntata al mio petto. Ho visto il balenare del metallo, e ho corso. Ho visto la mia jeep arrivare in posti incredibili, ma anche esser tirata fuori dal fango da un trattore. Ho visto i funghi arancioni sugli alberi in ottobre, le foglie cambiare colore, l’aria cambiare profumo. Ho visto venirmi incontro Miriam, che non ci speravo più. Ho visto due occhi e un sorriso in stazione a Conegliano, un anno fa tra qualche giorno. Ho visto un corpo sinuoso in una mansarda piena di fumo. Ho visto una guardia di frontiera turca, gli occhi negli occhi, una guardia di frontiera serba, una guardia di frontiera macedone. Ho visto la biblioteca di Sarajevo, il ponte di Mostar, il porto di Dubrovnik, prima. Dopo ho rivisto Sarajevo, Mostar, Dubrovnik, ma non c’erano più né biblioteca, né ponte, né porto. Ho visto Stefano bestemmiare nel caldo del castello di Lubiana. Ho visto, e ho camminato, il Triglav, il Patscherköpfel, il monte Camino, il Mombarone, il Gran Paradiso, il Bianco, il Rosa, il Monviso, solo per dire i più belli,e chissà quanti ne ho dimenticati. Ho visto una foglia attaccata ad un foglio, e mi è salito un qualcosa di bello. Ho visto ballare il tango nell’inverno di Torino, la Moldava straripare a Praga qualche estate fa. Ho visto il mio braccio sanguinare. Ho visto tanti, troppi film. Ieri ho visto Metalmeccanico e Parrucchiera in un turbine di sesso e politica, che mi piace sempre molto. Ho visto un paio d’occhi chiari in sogno, le altre cose, e molte altre ancora, le ho viste nella realtà. In sogno poi, ho visto molte cose.
Ho sentito, e ho visto, Nick Cave cantare Stagger Lee a tre metri da me, Blixa Bargeld a Venaria l’anno scorso gridare nel microfono. Ho sentito il profumo tra i capelli di Syl. Ho sentito denti morsicarmi e unghie affondare nella mia schiena inarcata. Ho sentito il rumore della neve che si stacca, il rombo della valanga. Ho sentito il vento che mi parla, parla a molti, ma quasi nessuno ascolta. Ho sentito consigli e parole. Ho sentito i capelli morbidi e l’abbraccio stretto di Cris. Ho sentito il legno che crepita nei camini. Ho sentito, e visto, l’Art Ensemble of Chicago suonare dal vivo. Ho sentito le ruote gridare e il cuore battere troppo, troppo, troppo veloce. Ho sentito il sudore del cavallo sulla mia pelle. Ho sentito la voce di Fra, che, lo sa, è importante. Ho sentito una ragazza urlarmi contro, poi abbracciarmi, poi andare via, poi ritornare. Ho sentito tanta, ma tanta, ma proprio tanta musica diversa. Ho sentito il freddo d’estate e il caldo d’inverno. Ho sentito il male di una ferita, e il bene di un sorso di vino dopo aver spaccato legna. Ho sentito il telefono suonare senza rispondere, per non farmi troppo male. Ho sentito il telefono che non suonava. Ho sentito il telefono suonare senza che me l’aspettassi, e voilà. Ho sentito bicchieri rompersi e birra scendere nei bicchieri, quelli non rotti. Ho sentito tante, troppe cose, tante che non riesco neanche a dire. Molte più di queste che scrivo ho sentito e ho visto.
Ma non voglio smettere di vedere, non voglio smettere di sentire. Questo è il mio volere, adesso. Un abbraccio forte a tutti voi, che gli spiriti vi proteggano.



Voglio vedere un’aurora boreale

In the books of what will be
Written by the demon lord?
Never lift your head up to the east
’cause darkness wakes the best!

Der Kerzen Schein
Er leuchtet fahl
Als das Sonnenlicht er stahl
Und nur das groe Himmelszelt
Bezeugt das Ende dieser Welt

So feed the spark
Welcome to the land of dark
Death in all the centuries is what I left behind
Take my hand
Forgotten in the promised land
Death in all the centuries is what I left behind

The knowledge, brought to the world
Is growing with a bitter taste
In a dream I saw things that will be
Centuries away

Des Mondes Schein
Er leuchtet fahl
Das Herz der Finsternis er stahl
Nun gleiend Lichte ihn umgibt
Und doch des Menschen Hoffnung siegt...?

So feed the spark
Welcome to the land of dark
Death in all the centuries is what I left behind
Take my hand
Forgotten in the promised land
Death in all the centuries is what I left behind

The night when evil steps out of the dark
And the cross is rising again
And fires are keeping the light
Burn, my friend...

And the sign of humanity is burning tonight
I can’t escape from this ritual silence
Humanity’s burning tonight

When I open my eyes
I see soldiers in the fields
Dead bodies on the ground
There are children inbetween
Explosions shock the land
And the evil shows its face
The one called Hister rises
This is the fall of grace...

Beast ferocious from hunger will swim across rivers
The greater part of the region will be against the Hister
The great one will cause it to be dragged in an iron cage
When the German child will obcserve nothing

In the books of what will be
Written by the demon lord?
Never lift your head up to the east
’cause darkness wakes the best!

Der Kerzen Schein
Er leuchtet fahl
Als das Sonnenlicht er stahl
Und nur das groe Himmelszelt
Bezeugt das Ende dieser Welt

So feed the spark
Welcome to the land of dark
Death in all the centuries is what I left behind
Take my hand
Forgotten in the promised land
Death in all the centuries is what I left behind

The knowledge, brought to the world
Is growing with a bitter taste
In a dream I saw things that will be
Centuries away

So feed the spark
Welcome to the land of dark
Death in all the centuries is what I left behind
Take my hand
Forgotten in the promised land
Death in all the centuries is what I left behind

And the sign of humanity is burning tonight
I can’t escape from this ritual silence
Humanity’s burning tonight

HAGGARD -Awaking The Centuries-




Canzone un po’ dedicata a Tshakra, e a chi gli viene un brivido sentendo il rumore di due spade, a chi gli si scalda il sangue vedendo un cavallo, una spada, una strada da correre. O un’harley, un canne mozze, una strada nel deserto.




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lunedì 11 dicembre 2006 - ore 09:38


Seppellite il mio cuore a W.K.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno miei cari, inizia la settimana, cammino sul filo, sotto, le lame, oltre forse un mare o un giardino, ma questo non lo posso vedere, solo è meglio proseguire che star fermo a guardare sotto. Come prima cosa un abbraccio e un augurio a Laura, che per me è una persona speciale, che ora sento che ha trovato il suo, come si dice da queste parti, e la spero felice, sempre. Lo sai Laura? A volte il futuro gira come non vorremmo, come non ci possiamo aspettare, e la vita taglia tronchi e fiumi destinati a crescere e fluire, e quando vedi invece che un albero cresce sino a toccare le stelle di notte e che un fiume raggiunge il mare, questo è il giusto cammino. Se incontri una volpe per strada o in sogno, non metterla sotto con la macchina, e non averne paura.
Credo sempre di più nelle comunicazioni mentali, un po’ perché l’ho già sperimentato più volte, un po’ perché continua a stupirmi quello che si riesce a fare. Qualche sera fa, dal caro Symo, rividi E morì con un felafel in mano, che vidi per la prima volta anni e anni fa con G.tta al Romano. E durante le prime scene, ci siamo inviati lo stesso messaggio, con le stesse parole, guardando lo stesso film. Io e G.tta ormai sarà un anno che non ci vediamo, anche di più. E parecchi mesi che non ci si sentiva. Mi ha colpito.
Ora cerco di vedere, e anche se tutto è nebbioso, confuso, vedo, basta chiudere gli occhi. Vedo un canyon e una distesa di ghiaccio, vedo una strada piovosa di città di notte, vedo una statale da correre in moto, vedo boschi da camminare silenziosi. Su ognuna di queste strade voglio vedermi camminare. E con altre persone voglio camminare. La settimana scorsa ho rivisto Miriam Ragazza di Luce, che pensavo finita chissà dove, e invece lì, io e lei, a bere caffè in un piccolo bar. Sto convincendo la mia ragazza a rivedere i film di Leone, e le piacciono, questo mi fa ben sperare nell’umanità. E da questo vellutato mattino, con questo noioso post, mando un abbraccio a voi che leggete, ad Ameba nuova arrivata, e per giunta padovana in trasferta da ste parti! A Fastidio che ora dovrebbe esser tornato da Paris, e a voi che mi lasciate sempre scritto qualcosa.



Update: la nazione Seminole ha comprato l’Hard Rock Cafè. Natives are back! Sono felice.


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lunedì 4 dicembre 2006 - ore 10:14


Dicono che nevicherà...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Dicono che nevicherà. Non lo so, ma il freddo, quello sì, quello è dentro e nulla lo schioda. Pezzi di ghiaccio come iceberg nella mente e nel sangue. Pezzi di ghiaccio taglienti che feriscono e al contempo danno forza. Dicono che nevicherà, e il cielo è grigio e il vento freddo. E tanti imbecilli hanno già affisso babbinatale e stelline. Periodo del cazzo, fiera del pessimo gusto. Io se vado al governo cancello dal 4 dicembre al 4 gennaio, in blocco, così, perché mi va. E ci son stati in passato folli re che l’hanno fatto. Solo che bisognerebbe cancellar certi giorni passati, non i giorni a venire, che sono lì e non sai. Dicono che nevicherà, e per me sta già nevicando, di quella neve fitta che non ti fa guardare oltre, che aguzzi la vista ma è solo un’ombra bianca e lattiginosa, come nebbia ma più fredda, più dura, ferisce. Porto nel sangue il sangue di popoli del freddo, di genti che camminavano le Alpi e i boschi del Quebec. Sono abituato a questo, se ha ragione Darwin. Voglio prendere la mia jeep, montare le chiodate più robuste, mettere in una cassa un bel po’ di birra, mele, carne in scatola e pane a cassetta, un buon numero di dischi con me, un buon numero di libri. Qualche bottiglia della mia grappa, vestiti pesanti, qualcosa di elegante. Penna e fogli per scrivere. Reflex e digitale. Partire verso qualche nord. Non so quale, forse verso l’Islanda, forse verso la tajga. E non riesco a capire chi vorrei al fianco, e chi vorrei seduto dietro, che il cherokee è grande, spazio ce n’è! Forse partire verso il Canada e lassù rimanere, in una casa sul lago, tra alberi rossi e gialli, come nei film, lontano da tutto, con i lupi come compagni. O le volpi, come quella che accarezzai, quando ero piccolo, e mi dissero che non era da tutti, che me lo sarei ricordato, che era il mio animale, e io ero suo. E la vedo ancora quella volpe, e sono sicuro che lei vede me, come se entrambi ne avessimo bisogno. Buon inizio settimana miei cari, un bacio a Laura, che ora è felice, e io per lei lo sono. Un calice alzato al cielo per Stefano a Parigi, per Marcello e Federico nella capitale, o poco più in là. Un calice e un abbraccio a Cris tra le montagne di qua, con Bruce Dickinson nelle orecchie. Un abbraccio e un calice a Ilenia nella campagna lontana dalle Alpi. Un yuk yuk a chi ha appena visto i RHCP. State bene! State bene tutti (a parte i malvagi)!



Baby, have you seen, there is a snake in our paradise
A serpent that’s wriggling between us
and freezing our feelings to ice

And with each drop of blood we bleed because of this
something so precious dies and it feels it really is...

Killing Me Killing You
Killing all we have
As our loves wither away

Burning Me Burning You
Burning us to ash
Drowning us in a sea of flames

Darling, do you feel, there is a storm coming our way
The burning light between us is already starting to fade
The fire in our hearts is smothered by the rain
and the crimson flame of passion turns into something gray

And with each drop of blood our shattered hearts ever bleed
something so precious dies and is lost eternally

Killing Me Killing You
Killing all we have
As our loves wither away

Burning Me Burning You
Burning us to ash
Drowning us in a sea of flames

Each teardrop from your eyes
makes something inside me die
Each of these days that draws us part
takes a piece from my heart

Kill me kill me kill me again with your love
and chase the storm away
Bring me bring me bring me the end with your love
and haunt the demons away

Killing Me Killing You
Killing all we have
As our loves wither away

Burning Me Burning You
Burning us to ash
Drowning us in a sea of flames

Kill me kill me kill me again with your love
and chase the snake away
Bring me bring me bring me the end with your love
and haunt the serpent away

SENTENCED Killing me, killing you




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lunedì 27 novembre 2006 - ore 10:31


...parli solo di figa, politica e vinello!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno miss & sir (si sa, le miss s’accompagnano ai sir! Mica ai boys che non han i sgheis!) State bene? Mi risolvo a scrivere solo stamane, diciamo perché un po’ schiacciato dagli impegni, tra la tesi, il lavoro, ciò che sto scrivendo e le relazioni sociali per me immancabili e necessarie. Forse aveva ragione Giulietta quando mi disse che come esistevano i cani da caccia, da riporto, da punta, io ero un uomo da bar. Lo presi come un complimento. Forse non lo era, ma continuo a pensare lo fosse. Ma veniamo al clou! Da giovedì alle 5 e qualcosa per Padova s’aggira un nuovo Dottore in Scienze Politiche!!! Stefano aka Fastidio si è laureato! Certo che chiamarlo nuovo dottore, lui che dottore della mona e del vino lo è sempre stato. Dottore a chilometri zero si può dire? Gran bella discussione, gran bel voto, gran bella festa. Soprattutto bella festa! Violenta ed etilica al punto giusto. Tanto che sul treno del ritorno mi è venuto in mente che dovrei modificare una canzone dei Persiana Jones, e sarebbe il mio pensiero in musica: …esta noche lo sé, yo quiero volver, quiero ir al Bar Las Bocas! Una cana con el dotor, una copa con ella, es mi noche en Padova!. Non sarebbe male eh! Comunque, devo dire, davvero, oltre a rinnovare felicitazioni, congratulazioni e balle varie, che Stefano, oltre a un grande amico, sei anche una persona che sa come far star bene i suoi ospiti, e non è poco in questa terra arida e dura. E che belle conoscenze patavine che ho fatto, anche se probabilmente molti patavini patavini non sono. E anche Pannella, devo dire, a dir poco fantastico. Cosa si è perso chi non c’era! Un colloquio ufficiale tra il Santo Padre e Pannella! E un special thank a chi mi ha dato un nuovo soprannome, très charmant: Porco Maltese! E voilà! Non mi soffermo oltre a descrivere il tutto. Solo dedico l’insieme al dottor Pellizzon (che ora mi manderà in mona), al suo futuro con una laurea in tasca e tanto vino in corpo!
Prosit amico mio!

qua sembra quasi una persona seria!



Qua è decisamente lui!



Hangover e facce da mona. Hangover e facce da picio (per chi legge da nordovest)



Capolavoro di Francesco e Denise



WE’LL NEVER WALK ALONE!

Rude boys outta jail!
Rude boys outta jail!
Rude boys out on bail!
Rude boys outta jail!

They mess around in every town
But now they’ve learned the rules
They used to be rough,
They used to be tough
But now they’re keeping cool

They don’t fight, they look just right
In their tonics and button downs
If you see them around,
Don’t put them down
They’re the coolest guys in town

Rude boys outta jail!
Rude boys outta jail!
Rude boys out on bail!
Rude boys outta jail!

They mess around in every town
But now they’ve learned the rules
They used to be rough,
They used to be tough
But now they’re keeping their cool

THE SPECIALS -Rude Boys Outta Jail- 1980






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giovedì 16 novembre 2006 - ore 10:51


Di baroni, crocicchi e moto sulla strada
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno a voi che leggete! Il mondo se ne va gentilmente a puttane, e a noi cosa resta se non sognare? Forse seguire il mondo, ma no, non gradisco. E allora, in questa mattina di nebbia e sonno, vi racconto di un sogno che mi ha svegliato stamane, con un leggero senso di inquietudine e sicurezza assieme. E non si ha voglia di alzarsi, ma caffè e palestra chiamano, e si deve. Nel sogno, che spero si tratti di sogno e non di vita parallela, camminavo guardingo su strade non asfaltate, in mezzo a campi di cotone a perdita d’occhio, era quel momento del tramonto in cui il sole, nascosto dietro l’orizzonte, manda ancora il riflesso dei raggi, e il cielo è quasi blu oltremare e rosa e nero assieme, e in questa luce incerta camminavo, stringendo il manico del coltello, liberando gli stivali dalla sabbia che e dal fango che li facevano pesare di più a ogni passo. Si faceva buio, e cominciò a tirare un vento caldo, che suonava come una musica di contrabbasso e viola, i miei occhi cercavano di scoprire da dove provenisse quella musica, che catturava l’orecchio e le membra, che parevano ora quasi spinte verso un incontrarsi di strade, verso un crocicchio. E chi sta seduto al bordo dei crocicchi con la tuba e la faccia nascosta, col bastone col pomello bianco? Per quelli che han certi pensieri, il suo nome non è sconosciuto. E il Baron Samedi mi aspettava per propormi un affare,e giocava con il vorticare dei miei pensieri sei un assassino sei un fuggitivo solo con me trovi la fuga solo con me solo con me. Ma nulla era vero, e vedevo i suoi denti bianchissimi luccicare nel sorriso beffardo del Loa contraddetto. Come vuoi uomo, ti ho dato una possibilità. Tanto da me devi tornare, sono il barone sabato, il re dei cimiteri, dei crocicchi, della morte, degli incontri furtivi, degli amanti, dei musicisti, dei vendicatori. Correvo, correvo via, sino a che non trovavo una grande moto ad aspettarmi, e fuggivo verso case costruite e motel, lontano dalle paludi vodun, lontano dal ghigno del barone. E in quel momento non mi importava di nulla, ero di nuovo sulla strada, di nuovo sulla strada.



On a long and lonesome highway,
east of Omaha
You can listen to the engines
moanin’ out it’s one old song
You can think about the woman,
or the girl you knew the night before
But your thoughts will soon be wanderin’,
the way they always do
When you’re ridin’ 16 hours,
and there’s nothin’ much to do
And you don’t feel much like ridin’,
you just wish the trip was through

Here I am, on the road again,
there I am, up on the stage
There I go, playin’ star again,
there I go, turn the page

So you walk into this restaurant,
uh strung out from the road
And you feel the eyes upon you,
as you’re shakin’ off the cold
You pretend it doesn’t bother you,
but you just want to explode
Yeah, most times you can’t hear ’em talk,
other times you can

All the same old cliché’s,
is it woman, is it man
And you always seem outnumbered,
you don’t dare make a stand
Make your stand

Ah But here I am, on the road again,
there I am, up on the stage
Here I go, ah playin’ star again,
there I go, turn the page
Woah

Out there in the spotlight,
you’re a million miles away
Every ounce of energy,
you try and give away
As the sweat pours out your body,
like the music that you play

Later in the evenin’,
as you lie awake in bed
With the echoes of the amplifiers,
ringin’ in your head
You smoke the day’s last cigarette,
rememberin’ what she said

What she said

Yeah, and here I am,
on the road again,
there I am, up on that stage
Here I go, playin’ star again,
there I go, turn the page
And there I go, turn that page

There I go, yeah, Here I go, yeah, yeah
There I go, yeah, Here I go, yeah
Here I go-oh-o, There I go
And I’m gone

Turn the page Bob Seger covered by Metallica





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