
Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato
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PROFILONE ]
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SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson
HO VISTO
Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere
L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran
e molte altre magie...
Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land
insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006

The PARALYMPIC WINTER GAMES!
Easy Rider (sempre)
Braveheart (sempre)
tanti western











































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!










Il pianeta che cerca di ribellarsi
Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!
La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi
Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!
Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta
Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)
La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare
Zente speciale a una cena speciale
Vasco
Lou Reed, bevendo sambuca del discount
Bruce Springsteen
STO ASCOLTANDO
Metal, country, blues, folk soprattutto
AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
Arab Strap
Arbe Garbe
Assalti Frontali
Attila
Avantasia The Metal Opera
Babazula
Bad Manners
Bad Religion
Balentes
Banda Bassotti
Barbara Morgenstern
Bathory
Bauhaus
Bierpatrioten
Bit-Nik
Black Sabbath
Blind Guardian
Blonde RedHead
Blue Vomit
Bob Seeger
Brooks & Dunn
Bruce Springsteen
Bud Tribe
Cappanera
Catharral Noise
CCCP
Ceca
Charlie Mingus
Cher
Children of Bodom
Clash
Claudio Bisio
Cock Sparrer
Coro Bajolese
Corvus Corax
Cradle of Filth
Crazy Etilic Band
Creedence Clearwater Revival
Cruachan
Crucified Barbara
DAF
Dario Zampa
Dark Lunacy
Dark Tranquillity
Davide Van De Sfroos
Death In June
Die Apokalyptischen Reiter
Dioxina
Dire Straits
Dixie Chicks
Doro Pesch
Dubliners
e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco
Eddie Vedder
Edguy
Einstürzende Neubauten
Eluveitie
Elvenking’s
Enslaved
Eric Clapton
Estorio Drolo
Fabrizio De Andrè
Fahrenheit 451
Falco
Farinei d’la Brigna
Fiamma Fumana
Finntroll
Frankie Hi NRG mc
Franti
Fred Buscaglione
Frontiera
Gaznevada
Gemelli Diversi
Giorgio Gaber
Giorno di Paga
Gipo Farassino
Giuliano Palma & The Bluebeaters
Gli Atroci
Goran Bregovic
Haggard
Hammerfall
Hank Williams
Hank Williams Jr
Herbie Hanckock
Heretika
Herman Medrano
I Corvi
I Delfini
il Brusco
In Extremo
In Flames
Jan Garbarek
Jethro Tull
John Lee Hooker
Johnny Cash
Joy Division
Khaled
Kid Rock
Kina
Kirsty MacColl
Klasse Kriminale
Klaxon
Korpiklaani
La Oreja de Van Gogh
La Piva dal Carnér
Lacrimosa
LeAnn Rimes
Lene Marlin
Leonard Cohen
Les Negresses Vertes
Litfiba
Los Fatidios
Lou Dalfin
Lou Quinze
Lou Troubaires de Coumboscuro
Luciano Ligabue
Lynyrd Skynyrd
Madness
Magnifiko
Mago de Oz
Mano Negra
Marco Masini
Marko Perkovic Thompson
Matrioska
Mau Mau
Mauro Repetto
Max Gazzè
Mel Tillis
Merle Haggard
Metallica
Michel Petrucciani
Mirafiori Kidz
Modena City Ramblers
Morgenstern
Motley Crue
Mötörhead
Muddy Waters
Nabat
Negazione
Nena
Nerorgasmo
Nick Cave
Nightwish
Nina Hagen
Nitzer Ebb
Notorius B.I.G.
Odjila
Otyg
Pam Tillis
Pantera
Paolo Conte
Pearl Jam
Persiana Jones
Pitura Freska
Pogo
Prozac +
Ramones
Rappresaglia
Redbone
Righeira
Robbie Robertson
Rough
Sawyer Brown
Scorpions
Sefarad
Selecter
Sentenced
Sepultura
Sheryl Crow
Siouxsie and the Banshees
Sirenia
Sir Oliver Skardy
Ska-j
Skyclad
Slayer
Snoop Dogg
Soerba
Sonny Stitt
Spetsnaz
Spliff
Statuto
Steppenwolf
Steven Seagal
Strana Officina
Subway to Sally
Sun Ra
System Of A Down
Tazenda
Ted Nugent
The Bodysnatchers
The Cranberries
The Lambrettas
The Pogues
The Smiths
The Specials
The Tractors
Totenmond
Trace Adkins
Tristania
Truzzi Broders
Tupac Shakur
Tyr
U.D.O.
Vandals
Vasco Rossi
VillaAdaPosse
Vintersorg
Warlock
Willie Nelson
Woptime
Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
grezzo!
ORA VORREI TANTO...
l’Harley sotto il culo
STO STUDIANDO...
il manuale d’uso della Stihl
il regolamento dei Timbergames
robe native
OGGI IL MIO UMORE E'...
Guardo in faccia al vento, e resisto
FEDERALISMO!
PIEMONT LIBER!

FRIUL LIBER!

Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."
e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette
boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso
Al Grezzo importa:
della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose
Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):
radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose
Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
MERAVIGLIE
1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
Libero pensiero, bevute, viaggi e ideeUomo del nord, spirito celtico, ombre nostraneil canavesano dagli occhi di ghiaccioLive to Ride
.jpg)
io bevo
somewhere on a desert highwaynon c’è biker senza bikier
quant chi lin par sagre
cittadino onorario di Campodoro
Create your own visitor map!LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGOI’m ruder than youio son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi liberel’importante è una certa classe e zero cogniziònnon puoi cavalcare due cavalli con un culo soloEventi & Conviviwww.paolovalperga.com
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mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 12:30
Australia!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Leggete il titolo: Ooooostreeelia! Magari con un pessimo inglese. Pensiero di stamattina. Sveglia presto per fare palestra, sollevamento pesi davanti alla rassegna stampa di Sky. Scorrevano titoli di petrolio che scende dirottatori turchi conflitti eterogenei. Dalle mie braccia scorrevano endorfine fino al mio cervello. Nella mia mente scorrevano immagini che ancora scorrono: Australia! Come in un trailer. Voglio andare in Australia prima o poi, magari presto, mi affascina tantissimo come terra, mi attira, come magnete e io ferro (e se vado avanti coi pesi tra poco sarò ferro davvero, eh eh). Vedevo me seduto sul lungomare a bere XXXX con l’Opera House di sfondo. Mi piacerebbe un giorno guidare la mia jeep nell’Outback, terra degli aborigeni, di spiriti e menti ancestrali. Gente che vive nel luogo più inospitale nel mondo, vivono ascoltando la terra, ascoltando ciò che il vento comunica, ciò che le correnti magnetiche sotto la terra dicono loro. Australia di grandi distanze e spazi infiniti, di cabernet e nebbiolo dell’altro mondo. Australia di bere una Castlemaine con al collo un dente di coccodrillo. Terra rossa e montagne sacre. Onde immense e surf, e montagne e piste da skeleton. Australia dei tifosi alle Olimpiadi vestiti da canguro e lattina di birra. Australia delle opportunità. Andare al lavoro in bici tra le larghe vie di Melbourne, tra grattacieli splendenti cristallo e acciaio e villette con piscina e bandiera e quattro per quattro e parabola. Segnali stradali con canguri e diavoli di Tasmania. Aprire un ristorante italiano a Sidney, dirsi australiano perché australiano lo è chi si trova bene a vivere in Australia. Parlare un inglese da schifo e incontrare cacciatori di coccodrilli e sciamani nel deserto. Australia.

Frankie Hi Nrg MC come soundtrack. Oggi va così. Lavoro, palestra e Australia.

Update: è nata la bimba di Bijoux, a quanto pare. Benvenuta cangurina!
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PERMALINK
martedì 3 ottobre 2006 - ore 09:57
Di mattine, follia e corse sul ghiaccio
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Ci sono mattine che uno si sveglia e guarda fuori. E fuori è grigio e c’è pioggia sottile. Ci sono mattine che poi anche il caffè ha un sapore troppo uguale a sempre e, anche se fuori è grigio, devi uscire. Cammini tra asfalto bagnato e foglie per terra, ti son da contorno auto posteggiate bidoni palazzi garage. E per un’altra via che giri, di nuovo auto bidoni palazzi garage. E cerchi di lavorare ma proprio non ce n’è, e ne cambi troppi, e ognuno è una piccola sconfitta e una piccola vittoria. E cammini col cappuccio su. E mormori un rap che da un po’ stai scrivendo. E tiri su una manica e guardi le vene, e sei contento che siano ancora così. Si deve fare qualcosa di folle! Come paracadutarsi senza paracadute. Correre contromano in tangenziale. Correre ai 100 all’ora col viso a dieci centimetri dal ghiaccio. Si deve proprio fare! E continui a camminare e passi supermarket e McDrive. E si staglia la silouhette dello stadio in disuso e tu cammini. Cammini per rioni e mercati senza meta apparente, che la meta è solo dentro di te.
Giro nella notte e sento le ossa rotte minchia quante botte cantava già Tupac se muoio questa notte chi cazzo se ne fotte! Siam carne da macello e proprio sul più bello arriva la signora e suona la mia ora. Dal tetto del palazzo guardo la strada sotto volare via d’un botto è un sogno d’altri tempi ora è alla borsa che si trovano gli esempi. Sabato sera ho scoperto una cosa che mai avrei potuto pensare. Nel bene e nel male, è stata comunque una scoperta. L’essere umano è strano.
Il primo weekend di novembre, a Cesana, vado a fare il primo corso piloti di skeleton. Si deve fare qualcosa di folle!

Che ne dite?
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PERMALINK
venerdì 29 settembre 2006 - ore 11:13
Di sogni, di film e di rap...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno cari! Di nuovo manco da un po’ di giorni, il tempo me lo rubano. Credo che se un giorno decidessero di ridarmi indietro il tempo rubato ora, mi troverò vecchio a poter vivere ancora molti anni. Voglio raccontarvi un sogno di qualche notte fa e darvi un consiglio cinematografico, sto andando tantissimo al cinema, davvero tantissimo. Mercoledì ho visto Little Miss Sunshine, esilarante e agro, ma merita, splendida figura il nonno eroinomane. Peccato il cinema, locale centrale e chic, tradotto: caldo, piccolo e scomodo, pessima frequentazione di intellettuali e accademici di varia specie. Per la serie: “Cara hai visto il cartello Phoenix, dove siamo andati per il convegno nel 2002”, ecco, ma non solo una volta. Questo spiega perché nella casa che mi sto mettendo a posto abbia predisposto un locale grande in cui far stare un proiettore e un telo.
Ma torno al sogno, che poi ho rifatto, uguale, poche sfumature diverse. E’ un sogno che fa uscir fuori una parte forte di me, desideri e idee non troppo nascosti. Immaginate...loft gigantesco, pareti con griglie di metallo e quadri, impianto stereo da paura, talkin’ che esce dalle casse, stavo seduto su un grande divano, dentro un completo nero un po’ largo, camicia rossa, cravatta chiara e molto, molto oro addosso, un diamante nell’incisivo. Guardavo in un monitor da 70 pollici Baywatch senza sonoro,e muovevo la testa seguendo la musica. Da una porta laterale, dopo qualche minuto, usciva una splendida ragazza: pantaloni bianchi, larghi, canottiera mimetica, grandi orecchini, pelle nera bellissima. Let’s go! Un negro altissimo ci porgeva due pellicce, bianca la mia e sul rosso quella della ragazza, tuba e basco bianco in testa. Baron Samedi e Regina versione tardo metropolitano. Scendevamo su un montacarichi di metallo traforato. Le scarpe di vernice si bagnavano nelle pozzanghere della via buia tra bassi fabbricati. Una luce. Un lampione lontano. Due luci, un Hummer Limo bianco che ci viene a prendere. E noi salivamo, e via bevendo vino italiano tra grattacieli oltre i vetri oscurati.

E quando ti svegli con questo in mente, metti su le tue catene, prendi i pesi e alzi il volume, e Notorius ti accompagna, e poi Lauryn ti accarezza.
Strumming my pain with his fingers,
Singing my life with his words,
Killing me softly with his song,
Killing me softly with his song,
Telling my whole life with his words,
Killing me softly with his song.
I heard he sang a good song, I heard he had a style,
And so I came to see him and listen for a while.
And there he was this young boy, stranger to my eyes,
Strumming my pain with his fingers,
Singing my life with his words,
Killing me softly with his song,
Killing me softly with his song,
Telling my whole life with his words,
Killing me softly with his song.
I felt all flushed with fever,
Embarrassed by the crowd,
I felt he found my letters and read each one out loud.
I prayed that he would finish,
But he just kept right on strumming my pain with his fingers,
Singing my life with his words,
Killing me softly with his song,
Killing me softly with his song,
Telling my whole life with his words,
Killing me softly with his song
Strumming my pain with his fingers,
Singing my life with his words,
Killing me softly with his song,
Killing me softly with his song,
Telling my whole life with his words,
Killing me softly with his song.
Strumming my pain with his finger, yeah he was . . .
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PERMALINK
lunedì 25 settembre 2006 - ore 10:33
Lento lunedì
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Per quelli che corrono assieme. Per quelli che sedili di cemento e alberi gialli e palazzoni fan da sfondo. Per quelli che accendono una sigaretta sotto il cappuccio nero, pantaloni troppo larghi e anelli troppo grandi. Per quelli che l’estate non li porta via e il cemento brucia più dell’asfalto e allora via al centro commerciale e prendi due bombole due birre due dischi due punte, tutto in tasca e suona suona, corri. Corri più forte dell’uomo in divisa dietro. Corri fuori ai bordi dei bordi della città. Per quelli che poi riprendono fiato tra i pilastri di un cavalcavia. Sopra di loro passano motori verso chissà dove. Per quelli che restano lì sotto al pilastro a fumare e ridere, ma sempre di meno. Per quelli che poi la vita va avanti e la vita cambia. Per chi conosce le persone giuste, i luoghi giusti, ha la macchina giusta, gli occhiali giusti. Per chi la mattina si alza e scarica bancali per otto ore. Per chi appartamento in un’altra città e auto sportiva. Per chi sedili di cemento e alberi gialli e palazzoni. Per chi corre l’autostrada e guarda sotto un pilastro, un quartiere. Per chi da un bar beve birra e guarda verso l’autostrada. Per quelli che non sanno perché ma gli sale un’incredibile malinconia. Per chi pigia i tasti del Bose della BMW. Per chi mette su un disco e fa girare il piatto. Per quelli che si lasciano accarezzare dalla voce di Lauryn Hill e chiudono gli occhi. Per quelli che sanno che c’è qualcun altro.

Strani incroci nella vita, strade incomprensibili. Ma è così, e si resiste, si deve, si deve. Si deve mordere. Respect.
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PERMALINK
giovedì 21 settembre 2006 - ore 14:43
Pearl Jam, I’m still alive!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Cosa vogliono dire i Pearl Jam? Molto, per me vogliono dire molto. Voglion dire Ten ascoltato in cuffia su un pullman fuori da Buchenwald, di fianco un viso sottile e capelli biondi. Cosa vuol dire Eddie Vedder? Vuol dire una voce ascoltata guardando fuori da un treno. Pioggia e campi verdi. Vuol dire stringersi nel maglione e aver paura di arrivare. Per me i Pearl Jam sono stati molto, dalla prima volta che li ho sentiti, su un vecchio stereo a Lignano, ero piccolo, mi piacquero. Pearl Jam vuol dire un porticato bianco in corso Sebastopoli e una corsa. Pearl Jam vuol dire correrlo e abbracciare Syl. Ecco perché devo ringraziare molto, ma proprio molto, Pecchia che mi ha venduto i biglietti, Plain che me li ha mandati. Non saprei quali parole usare per descrivere il concerto di martedì sera, bellissimo è troppo poco. Energia, si percepiva pura energia.
I Pearl Jam e una Mirafiori da brivido dopo, a mangiare kebab su una panchina nel verde. Solo questo posso dire per descrivere: Even Flow, Jeremy, Alive.
E ancora ascolto Eddie Vedder e penso a troppe cose, all’ikea, ai morti di Marghera, non so dove sia il collegamento. Penso a chi mette il Prosecco in lattina e vorrei ucciderla.
E ora vi metto su una canzone che mi ricorda una cosa che volevo scrivere ma proprio non ci riesco. Ve ne chiedo scusa.
Scrivete qua sotto, quello che vi viene.
LAST KISS
oh where oh where can my baby be?
the lord took her away from me
shes gone to heaven so i got to be good
so i can see my baby when i leave this world
we were out on a date in my daddys car
we hadnt driven very far
there in the road straight ahead
a car was stalled the engine was dead
i couldnt stop so i swerved to the right
ill never forget the sound that night
the screaming tires, the busting glass
the painful scream that i heard last
oh where oh where can my baby be?
the lord took her away from me
shes gone to heaven so i got to be good
so i can see my baby when i leave this world
when i woke up the rain was pouring down
there were people standing all around
something warm flowing through my eyes
but somehow i found my baby that night
i lifted her head she looked at me and said
hold me darling just a little while
i held her close i kissed her our last kiss
i found the love that i knew i had missed
well now shes gone even though i hold her tight
i lost my love, my life, that night
oh where oh where can my baby be?
the lord took her away from me
shes gone to heaven so i got to be good
so i can see my baby when i leave this world

Cerco di dimenticare tutto questo... cerco di dimenticarlo...
Cerco di cancellare tutto questo... cerco di cancellarlo...
Dalla lavagna...
JEREMY
At home, drawing pictures of mountain tops with him on top
Lemon yellow sun, arms raised in a V
And the dead lay in pools of maroon below
Daddy didnt give attention
Oh, to the fact that mommy didnt care
King Jeremy the wicked...oh, ruled his world...
Jeremy spoke in class today...
Clearly I remember pickin on the boy
Seemed a harmless little fuck
Ooh, but we unleashed a lion...
Gnashed his teeth and bit the recess ladys breast...
How can I forget?
And he hit me with a surprise left
My jaw left hurtin...ooh, dropped wide open
Just like the day...oh, like the day I heard
Daddy didnt give affection, no...
And the boy was something that mommy wouldnt wear
King Jeremy the wicked...oh, ruled his world
Jeremy spoke in class today...
Woo...
Try to forget this...try to forget this...
Try to erase this...try to erase this...
From the blackboard...
Jeremy spoke in class today...
Jeremy spoke in, spoke in...
Jeremy spoke in class today...
Woo...
Woooooohhh...spoke in, spoke in...
Woooooohhh...uh huh, uh huh...e poi fuori...
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PERMALINK
martedì 19 settembre 2006 - ore 18:16
Enter Sandman
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per qualcuno lontano, nel tempo e nello spazio.
Say your prayers little one
Dont forget, my son
To include everyone
Tuck you in, warm within
Keep you free from sin
Till the sandman he comes
Sleep with one eye open
Gripping your pillow tight
Exit light
Enter night
Take my hand
Off to never never land
Somethings wrong, shut the light
Heavy thoughts tonight
And they arent of snow white
Dreams of war, dreams of liars
Dreams of dragons fire
And of things that will bite
Sleep with one eye open
Gripping your pillow tight
Exit light
Enter night
Take my hand
Off to never never land
Now I lay me down to sleep
Pray the lord my soul to keep
If I die before I wake
Pray the lord my soul to take
Hush little baby, dont say a word
And never mind that noise you heard
Its just the beast under your bed,
In your closet, in your head
Exit light
Enter night
Grain of sand
Exit light
Enter night
Take my hand
Were off to never never land
Metallica, 13 agosto 1991
Scompare la luce
Arriva la notte
Prendi la mia mano
Andiamo al paese immaginarioE tra poche ore...Pearl Jam!
Prosit ai metallari che passano di qua, ai bikers, e anche agli altri via!
A Mutter e Darrell che apprezzeranno la canzone, Nasdrovije!
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PERMALINK
domenica 17 settembre 2006 - ore 18:44
Radici, incroci, scontri e parcheggi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Dalla finestra guardo le montagne nere sotto le nuvole. Sentieri neri percorsi in antico, percorsi ora, percorsi dalla mia gente di occhi azzurri e capelli rossi. Sentieri della mia gente sulle Alpi. Sentieri della mia gente tra le foreste del Canada. Radici incerte e miste. Radici forti di popoli lontani ma uguali. Genti guerriere. Sangue di guerrieri e streghe mi scorre. Sangue di dominatori e dominati. Parlo la lingua di qua, ma bestemmio in veneto, parlo in italiano come lingua veicolare. Ora a voi scrivo in italiano. Saluto in friulano. Bevo birra slovena. Non parlo mohawk. Conosco le parole antiche delle erbe per la gente delle Alpi, sento come fulmini nel corpo quando respiro l’aria della mia terra. La mia terra che trovo ovunque. La mia terra in Canavese, in Friuli, sul Rosa. La mia terra è con me dove vado, la porto negli occhi e nello spirito. Perché solo così si può sopravvivere, credo, voglio credere. Ovunque con me un po’ di quello che è stato prima di me. Non siamo cambiati, telefonini e auto sono segnali di fumo e cavalli. Chissà se gli urli che a volte sogno sono gli stessi fatti attaccando tra la boscaglia mille anni fa e duecento anni fa? Come gli alberi anche noi abbiamo radici, ma che possiamo portare con noi. E le radici sono sui tappetini del Cherokee e tra gli scarichi di un’Harley futura. Radici oltre la statale tra camion e bidoni. Radici tra le gru del porto di Amburgo. Radici insanguinate come canta Max Cavalera. E basta chiudere gli occhi per vedere il passato, aprirli per vedere il presente, chiuderli per intuire il futuro. Sul mio passaporto mentale c’è scritto indiano alpino. Sul mio passaporto di carta italiano, ma non importa.
Roots Bloody Roots
Roots Bloody Roots
Roots Bloody Roots
Roots Bloody Rooooooooots
I believe in our fate
we don’t need to fake
It’s all we want to be
watch me freak
I say
we’re growing everyday
stronger in every way
I’ll take you to a place
where we shall find our
Roots Bloody Roots
Roots Bloody Roots
Roots Bloody Roots
Roots Bloody Roots
Rain
Bring me the strength
to get through another day
and all I want to see
set us free
Why
can’t you see
can’t you feel
this is real
oooaahhhhhh
Roots Bloody Roots – Sepultura - 1996
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PERMALINK
mercoledì 13 settembre 2006 - ore 19:23
Da Chicago a Los Angeles, la madre di tutte le strade
(categoria: " Vita Quotidiana ")

E riesco a scrivere qualcosa solo adesso, dopo giornate dense di problemi e ostacoli, giornate che voglio che passino, voglio un po’ di relax, a volte penso che me lo merito. E tra sorprese mattutine di specchietti rubati (e il ricambio arriva dagli USA e costa 93,92 euro!), corse dal ricambista (perché per noi american four-wheel-drive addicted il ricambio va solo originale). Casini in cantiere, cadute dal ponteggio, casini insomma. Ok, ora basta parlare di questo. Lunedì al cinema, “Cars – Motori ruggenti”, che dire, bellissimo, per grandi e piccoli, divertimento e buoni valori, molto americano, molto molto bello, creato da quella geniale congrega della Pixar.

Davvero incredibili gli effetti. Mi piacciono i cartoni animati, tantissimo. Mettete su Shrek o Cars, datemi due birre, e fate la mia felicità per due ore! (anche se, ehm, prediligo altro, però dopo i cartoni!).
E Cars mi ha fatto venir fuori un vortice di collegamenti. Ho rispolverato un sogno, un viaggio che prima o poi farò, la Route 66 dall’inizio alla fine, in moto, harley softail black train. Coperta e fucile a canne mozze. Amuleti, jeans e gilet di pelle. Tipo Renegade ma con la testa rasata, e magari non da solo, e non ricercato. Fermarsi in polverose piazzole, pompe arrugginite di benzina. Vecchi in salopette, whisky fatto in casa, campi di cotone, tabacco, mais. Seguire le curve della 66, piegando poco, dando giusto un filo di gas, settanta miglia all’ora, carne secca e birre a prendere il fresco. Chissà se ci riuscirò. A volte penso che avrei dovuto nascere da quelle parti, chissà poi se mi sarebbe piaciuto, o se è solo un sogno. Sogno americano un po’ particolare, di blues e Harley Davidson, e Zippo, Levi’s e Jack Daniel’s, di Kid Rock e Merle Haggard. Sogni di America dalle strade blu, di grandi camion e vecchi fuoristrada. Nostalgia di luoghi non visti, nostalgia inspiegabile. E stamattina ascoltavo Cumuli, e pensavo a quando ero un ragazzino e la ascoltavo, a quando certe cose le ho provate, nostalgia.
Si che lo so
che cè ogni tanto la tentazione ti passerà, si però il vuoto credo che non si riempia mai per tutti è così Si perché è un po il vuoto di tutti noi ci sbattiamo tanto per chiuderlo ci proviamo e non ci riusciamo mai allora tanto vale conviverci. Cumuli di roba e di spade non ti servono a un cazzo lo sai cumuli di cazzi tuoi ci son sempre e cancellarli non puoi cumuli di roba e di spade non ti riempiono quel vuoto lo sai tanto quello non si riempie mai. E pensavo a Daisy Duke e allo zio Jesse. Mi sento molto country boy.
The preacher man say’s it’s the end of time
The mississippi river, she’s goin dry
The intrest is up, and the stock market’s down
You only get mugged if you go down town
I live back in the woods you see,
My woman, my kids, and my dogs, and me
I got a shoutgun, and a rifle, and a 4 wheel drive
A country boy can survive
And a country boy can survive
See, I can plow a field all day long
I can catch catfish, from dusk till dawn
We make our own whisky, and our own smoke too
Aint too many things these ole boys cant do, no
We grow good ole tomatoes, make homemade wine
A country boy can survive
And a country boy can survive
Cause you cant starve us out, cant make me run
Hey there boy, I got a big shotgun
We say grace, and we say mam
If you ain’t into that, we don’t give a God damn
I had a good friend in n.y. city
He never called me kid rock, he called me hillbilly
My grandpa taught me how to live off this land
His taught him to be a businessman
He used to send me pictures of the broadway night
I’d send him some of that homemade wine
But he was killed by a man with a switchblade knife
For 43 dollars, my friend lost his life
I wanna spit some beachnut in the dudes eyes
Shoot him with my mother fuckin 45
A country boy can survive
Cause you cant starve us out, cant make us run
Hey there boy, I got a big shotgun
We say grace, and we say mam
If you ain’t into that, we don’t give a God damn
Were from north california, and south alabam
And little towns all around this land
Well I can skin a buck, and run a trout line
A country boy can survive
Well a country boy can survive
Survive
Kid Rock
E un pensiero a Sandra Bullock, e a chi le somiglia un po più warrior.
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domenica 10 settembre 2006 - ore 17:58
Cielo plumbeo friulano, per te. Rage in sunday
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno! Buon pomeriggio, a seconda di quando leggiate, a seconda di quale concezioni abbiate del giorno. Sarà lungo questo post, sarà lungo perché devo parlare di un po’ di cose. Perché di domenica c’è più tempo, ci si trova fermi a pensare, si affollano rabbia e occasioni nella testa, e poi si sente una voce al telefono e tutto prende una sfumatura diversa. Per te, per i tuoi occhi furbi nell’obiettivo a villa manin, per le nostre mani sul tavolo di fronte la statale. Cielo padano plumbeo e sotto noi. Per te che...è strano ma è così. Per te che, beh, è strano ma è bello. Per i sogni tuoi e i miei. Per le risate al telefono e quelle dal vero, per le tue lacrime e la mia rabbia. Per le strade percorse pensando a te. Per le scelte, i consigli, per te. Per te e me davanti al fuoco una sera di parecchi mesi fa. Per tutto, per te. E leggerai e capirai, e un giorno vedrò delle stelle splendere sul soffitto, e mischieremo lingue diverse del nord, province diverse ma uguali, province di trattori e passaggi a livello. Nostre strade per paesi che credono di essere città. E mi parlerai di Londra e Mondragon, e io di Parigi e Tavagnasco. Per te.

Ora, permettetemi il cambio radicale di tono, e non voglio assolutamente sminuire ciò che è scritto sopra, che è il motivo di questo post, ma quando turbinano i pensieri tutto deve uscire fuori, tutto esce fuori, tutto assieme, come quando si scopre il petrolio, solo che i pensieri non me li compra nessuno. Come ho già scritto, sto cercando di aprire un’attività artigiana, una produzione di spiriti, bene, ma mi scontro con le ottuse normative italiane. Paese del cazzo con governi del cazzo. Leggi del cazzo fatte da teste di cazzo. Ok l’igiene, ma se faccio il laboratorio attaccato a casa, a 7 metri dal bagno (misurati), perché devo fare, comunicante al laboratorio, un bagno e un antibagno? E perché un magazzino di prodotto, e uno di stoccaggio? Non mi servono a una sega! E costano un occhio! Ma come cazzo credono di incentivare l’economia mettendo ostacoli ai piccoli. I piccoli crescono, creano indotto, occupazione. Questo risolverebbe moltissimi problemi, e invece no! Vuoi aprire, preventiva una spesa di 50000 mila euro se no non apri. E butta via soldi in notai e marche da bollo. Fallisci prima di aprire, voilà, e bravi! Ma impiccatevi tutti, banda di ladri che mi fate pagare l’affitto sul mio (è forse altro l’ICI?)! E lasciate che se uno vuole imprendere imprenda! E invece no, gira che ti gira, tutto resta chiuso in poche mani. E chi avrebbe denti il pane non lo trova, non è che non ce l’ha, è che deve firmare troppe carte per poterlo ottenere, e non è detto che se poi c’è qualcosa che non va, tipo mezzo metro cubo, te lo tolgano appena addentato. Ipse dixit. No ICI, no troppe norme per le aziende. Stato minimo e impresa libera. Prendiamo il buono dagli States, e invece no, prendiamo solo il cattivo, le guerre e macdonald. Ok, stop che è meglio, voglio gli sceriffi, non voglio le asl, non voglio i notai, non voglio le normative ministeriali. Can survive a country boy? A country boy will survive!
In ultimo, la serie A senza la Signora è una cosa poco seria. Se incontro i commissari della figc che hanno fatto questo, beh, gli faccio parecchio male, a quei cazzo di dirigenti dell’inter che hanno in mano la federazione. Forza Juve, in B, in C1, in Eccellenza, non importa, forza Juve! Prosit
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venerdì 8 settembre 2006 - ore 14:17
I miss the sweet grass of Tennessee
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Forse sarà stata la cena a basa di tortillas e peperoncini fritti (tutto homemade, sono un buon cuoco tex-mex), forse la birra castello e il jack daniels, forse le birre al newcastle, forse il ragnarok che si ostinano a chiamare temporale, forse la grandine che mi feriva, ma stanotte ho fatto un sogno che voglio raccontare, così, mi va. Forse saranno stati i Lynyrd Skynyrd ascoltati prima di dormire, anche. Ero in un basso fabbricato perso nel nulla di boschi e campi di mais, l’ultimo sole del giorno scendeva su una striscia d’asfalto crepato, e accompagnava pick up, furgoni e moto che venivano a fermarsi in uno spiazzo di terra battuta di fianco al fabbricato. Sul fabbricato campeggiavano due teschi di bufalo e la semplice scritta
grill & drinks. Nel porticato di legno un gruppo di vecchi neri e bianchi suonava blues con washboard, banjo e contrabbassi di secchi e corde, battevano il tempo su un vecchio bidone di gasolio, e una bambina bionda cantava con voce stridula canzoni antischiaviste. La gente entrava nel locale, portavano tutti jeans e stivali, come Bo e Duke, tutti stetson e phyton in vista. E tutti erano in attesa! Quella sera si esibivano le Southern Sweeties! E tra i visi degli avventori comparivano persone conosciute: c’era Fastidio col bicchiere in mano al bancone, sotto a fucili e bandiere confederate appese, c’era Cris che serviva ai tavoli con camperos istoriati, c’erano altri visi, che non riesco a ricordare. E sul piccolo palco ricavato da vecchi bancali, ecco arrivavano loro, le Sweeties, basso, chitarra, batteria e tre coriste, e suonavano musica del sud, delle piantagioni, degli hillbilly, cantavano di Wounded Knee e delle Black Hills, e una foto appesa dietro al bancone sembrava cambiare qualcosa, Tatanka Yotanka pareva sorridere.

Dentro la musica. Fuori il silenzio, solo il frinire delle cicale tra le pannocchie, e il rombo di una Night Train a fari spenti che correva la statale, guidata dalla luce lunare, lanciata a cento miglia l’ora verso chissà quale visione. E passava davanti al bar, senza fermarsi, e la vita proseguiva, per il motociclista, per le ballerine, per la bambina che cantava il blues, e tutto era silenzio dopo, solo le cicale e la bandiera confederata che sventolava al vento.

Forse non devo bere Jack Daniel’s a cena.
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