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il_poetO
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CITTA': Around Cittadella. Onara nolla conosce nisciuno.
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
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STO LEGGENDO
Sigmund Freud - Il Sogno, Also Spracht Zaratustra - Nietzsche, Poesie - Andrea Zanzotto (2a volta), Il Garofano Rosso - Vittorini, i due manuali di storia contemporanea.
HO VISTO
La Città Incantata, Shrek 2, Fuoco Cammina con Me, Lora di religione.
STO ASCOLTANDO
The Future Sound Of London, Mark Hollis, Mouse on Mars, Flaming Lips, Sonic Youth.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Nu ginz e na maglietta.
ORA VORREI TANTO...
Guardare la capovolta del cielo.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Storia contemporanea, Letteratura contemporanea, Filmologia.
OGGI IL MIO UMORE E'...
So, why so sad?
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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sabato 19 febbraio 2005
ore 22:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mi abbandono a un patetismo inutile
E' successo che da bambino mi piacevano le stelle. Un amore appassionato nei confronti di tutto ciò che era più grande, vasto, incontemplabile di me e della mia ristretta realtà provinciale. Trepidavo per le lacrime di San Lorenzo, fremevo nell'attesa di un'eclissi lunare, ammiravo il girovagare dei pianeti sullo sfondo ritmico delle stelle fisse; e poi fantasticavo sui miti e sugli animali mostruosi che popolavano i cieli delle epoche classiche. Orione che si difende dagli attacchi dello scorpione, e il cuore di questo, Antares, a mostrarsi lussurioso e ferale come o forse più del suo rivale Marte, Ares appunto. E ancora, le sette teste dell'Idra a competere con la bocca di fuoco del Drago, e Andromeda ad assistere, terrorizzata. Tutto questo fino alla disillusione. Tutto questo fino a un gesto meditato, dalle vaghe luci eroiche, dalle vaghe ombre vili, sofferto fino all'istante della compenetrazione di un corpo in un altro. Volevo il momento massimo dell'esistenza, e lo volevo acuto come un graffio alla lavagna, tale che rimanesse impresso a lungo nella memoria di questa provincia, che non conosce gli anni luce, che non conosce i miti, che conosce tutto ciò che sfiora l'esistenza. Si disimpara a sentire, qui; non solo l'ondivagare della gente attorno ai segreti di cartapesta altrui, ma soprattutto l'ondivagare della gente attorno all'irragionevole proprio sentire, rifiutato a priori, accantonato, appunto, a far posto al bronzo e alla cartapesta, come a carnevale, quando si dà ad intendere la gioia per la malinconia del nascondersi. La disillusione come risultato di una dialettica fra corpi e confini dell'immaginazione e del sentire lontani ordini e ordini di grandezza l'uno dall'altro: l'infinito spazio cosmico, col suo carico regale d'assenza, d'incontemplabile, di energie sovrumane, di contro all'etica del particolare, dell'utile, dell'avere il tutto per non avere meno. E così ho abbandonato le stelle; e ho dato sfogo all'incontemplabile mia privata interiorità in rapporto allo spazio in cui sono, a mio malgrado, inscritto. E' una tensione, questa, fra il privato e il pubblico, fra l'immagine ideale di me e il mio ruolo nel sociale, ancora pienamente vitale e palpitante. Ma fra queste due prospettive, nel mezzo che mi ha portato dall'infinitamente fuori all'infinitamente dentro, c'è stata Desirée. E oggi pensavo ai segni. Ai segni di questa realtà a priori nella quale siamo immersi: se li sappiamo accarezzare, è facile accorgersi come questi siano l'uno l'anello che lega l'altro, in una catena non dico predefinita, non dico tinta di una qualche finalità, ma forse, tessera dopo tessera, mosaico composto da un'intelligenza che sfugge alla quotidiana percezione, ma che sovraesiste ed è ciò che relaziona noi e i nostri accadimenti agli altri e ai loro accadimenti. Perché Desirée è "desiderata"; e desiderare è il latino* "smettere di contemplare le stelle".
*de+sidus.
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giovedì 17 febbraio 2005
ore 09:59 (categoria:
"Riflessioni")
Ars psycologica (?)
Pensavo e ripensavo stanotte che l'arte, se ben fatta e ben capita, ossìa, se fra voi e il cinema, per esempio, esiste lo stesso rapporto che ho io col film qui sotto -Lost Highways di David Lynch- non c'è Raffaele Morelli che tenga; si aprono porte sulla comprensione degli istinti umani con una forza e una chiarezza impossibili da ricevere da qualsiasi trattato o rivista di psicanalisi e psicosomatica. Mi capita a volte di vibrare a 25 frame al secondo. Buona Giornata.
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giovedì 17 febbraio 2005
ore 00:41 (categoria:
"Cinema")
Il volto della gelosia
A MYSTERY MAN, tall, well-dressed and groomed, older than Fred, approaches him.

Mystery Man: We've met before, havent we? Fred: I don't think so. Where was it that you think we've met?

Mystery Man: At your house. Don't you remember? Fred: No, no I don't. Are you sure Mystery Man: Of course. As a matter of fact, I'm there right now.

Fred: What do you mean? You're where right now? Mystery Man: At your house. Fred: That's fucking crazy man. Mystery Man: Call me.

Phone Voice of Mystery Man: I told you I was here.
Fred: How did you do that? Mystery Man: Ask me. Fred: How did you get into my house?

Phone Voice of Mystery Man: "You invited me. It's not my habit to go where I'm not wanted." Fred: Who are you?
They laugh (identical laughs, both over the phone and in person) Phone Voice of Mystery Man: Give me back my phone.
Mystery Man: It's been a pleasure talking to you.

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giovedì 17 febbraio 2005
ore 00:32 (categoria:
"Riflessioni")
I am... the "Dangerous"
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lunedì 14 febbraio 2005
ore 23:36 (categoria:
"Riflessioni")
La Vida es Sueño
Cioè, alla fine, diciamolo: io non mi ci trovo in questa scenografia di posto. Che sia sprizzit, oppure la vita vera, quella dei bar, quella dei pub e discoteche, io non mi ci trovo. E non mi ci trovo neanche nel confronto con gli altri esseri umani, quelli che quando aprono la bocca, parlano, perché io ho un difetto, e il difetto è che non guardo mai negli occhi e leggo le labbra, invece, come un sordo. Io non ascolto nella vita reale; mi accorgo che come qui, nel virtuale, come nelle fantasie romanzesche o cinematografiche, io leggo invece di ascoltare. Leggo la sceneggiatura e il copione di questo gran teatro sconclusionato e... (la vida es sueño) mi accorgo di non essere il deus ex machina. Non sbuco fuori all'istante a regolare i vivi e i morti, non sbroglio o broglio i fili dei burattini, non sono il burattinaio. Avevi ragione, Desy, quando dicevi che avevo bisogno di te per porre il mio controllo su qualcuno, per sentirmi padrone di una fetta dello show; e al mio comando hai pianto, al mio comando hai sofferto, al mio comando hai parlato di me alle tue amiche. Non mi bastavano le tue arrabbiature quando non ti comandavo abbastanza; io volevo comandare al mio di ritmo. E poi a fili invertiti, sì ...ecco la risposta all'amore: una gran matassa di fili con la quale si pone il controllo su un organismo sensibile. Da burattinaio a burattino, con la testa all'in giù, a guardare la fossa dell'orchestra, distinguendo il tum tum della grancassa del tuo ventre contro il mazzo di qualcun altro dal mio compound di quattro ventricoli quattro. L'amore mi ha frustrato; col suo servire le delizie del potere e infliggere le pene della schiavitù, questo è l'amore, raise and fall di ogni destino. E c'è quel giorno, oh sì, quel giorno, in cui si sa di potersi prendere per un istante, autenticamente proprio e inalienabile, l'istante, la rivincita, l'ultima comparsa che sa di acuto di Traviata, e quantomeno sentirsi un contrappeso, un sacchetto di sabbia col grande onore di chiudere il sipario; il proprio privato sipario. Una tragedia greca, in quell'istante irrappresentabile: e il corteo a farsi trascinare da un perché. Stupidi. Io sono stato, un momento, padrone della macchina di me.
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lunedì 14 febbraio 2005
ore 23:00 (categoria:
"Riflessioni")
Ipse dixit e l'ipse sono io (part. II)
La vita è un palcoscenico dove, se mostri il pisello, si grida allo scandalo, ma se perdi la testa a fiotti di sangue... oh mio dio, che foia generale.
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lunedì 14 febbraio 2005
ore 09:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Epigramma II
Nel mondo dei segni a priori ora che il tuo sguardo si è spento potresti essere / qualsiasi luce da qualsiasi finestra.
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mercoledì 9 febbraio 2005
ore 12:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Epigramma
Bastava la sera, un parco, una panchina / E poi, nel ritorno alla linea del tempo, eccoci adulti, stupidamente adulti.
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martedì 8 febbraio 2005
ore 10:20 (categoria:
"Poesia")
Autoreferenziale
Vorrei scrivere di cose mie senza l'aiuto di nomi e pronomi che rimandino a me e ci terrei a costruire un sistema di cifre che parli di cose che sono / o che furono fatti o persone degne di essere un segno, degne di essere parti di una struttura referenziale a scanso di nomi e pronomi.
Perché io come un infante allo specchio / mi accorgo di occupare un segmento d'altro / di essere l'onnipotente infimità del tutto: potrei circoscrivermi a un'impronta o disegnarmi nei contorni di un cuscino e potresti, tu -se non hai dimenticato- raccontarmi con un bacio e in ultima figurazione / chiamarmi col nome di un piccolo mai nato.
Ma sin d'ora mi voglio disfare / dell'immagine compromessa da nomi e pronomi estinguendo l' "io", il "me" e il "mio" di questa poesia, prima che tutto diventi / segno senza significato.
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domenica 6 febbraio 2005
ore 23:46 (categoria:
"Riflessioni")
Decalogo sui rapporti Uomo - Donna e viceversa.
1)La donna è prima di tutto un oggetto sessuale. Solo dai maschi si sente la parabola del sacchetto in testa.
2)La donna, da un rapporto affettivo, richiede l'oblio delle proprie insicurezze, siano queste di natura fisica, economica, psicologica, esistenziale. L'appagamento sessuale per la donna è di stampo egoistico; la sessualità per lei non è mai fonte d'insicurezza perché conscia dell'assoluta visione meccanicistica preponderante dall'altra parte. Da ciò si conclude che dal partner sessuale non richiede sicurezza, ma appagamento; il tutto in barba all'assicuratore di turno.
3) L'amore è insicurezza. Raggiunta la sicurezza viene la noia e con essa, a ruota, la voglia "d'altro".
4) Il maschio moderno sta progressivamente assumendo connotazioni femminili, e cioè insicurezza e vanità, il che, aggiunto all'innata fragilità sessuale, spiega, in ossequio all'enunciato qui sopra, perché l'amore sia sempre più "uomo", oltre all'articolo.
5) Conscio della pochezza dei suoi contenuti e dell'infimo controllo sulla donna e sulle situazioni relazionali, il soggetto maschio entra in competizione con il ruolo sociologico della donna. Torna a uno stadio diffuso nel mondo animale diventando cioè merce da esaminare e scegliere; da qui la valorizzazione dei caratteri sessuali secondari e dei tratti somatici modellabili, oltre che del corredo vestiario.
6) Causa scatenante della situazione di cui sopra è la crescente aggressività e strapotere decisionale femminile. Ciò comporta una crisi d'identità solo maschile, dato che per l'uomo trattasi di una perdità di una leadership comportamentale, mentre per la donna è una recente conquista. La donna è conscia di questa conquista a causa del confronto con la precedente generazione. L'uomo è frustrato a causa del confronto con la precedente generazione.
7) Il maschio, impaurito dall'aggressività femminile e frustrato dalla quasi totale detronizzazione nel campo sociale, reagisce provocando la donna nel suo stesso territorio: la valorizzazione estetica. Vanità maschile contro vanità femminile è una sfida che però non ha alcun senso, perché l'uomo non è un puro oggetto estetico. E non mi si parli di Dorian Gray; era custode di valori estetici, non oggetto. L'unione "sentimentale" fra questi nuovi fenotipi di uomo e donna avviene non appena il maschio abbandona la sfida estetica; considerando la già congenita e generazionale inferiorità, per l'uomo è una débacle totale.
8) L'apoteosi della donna come oggetto estetico avviene non appena questa comincia a palpare la propria capacità di essere "oggetto" estetico. Questo avviene dai 15 ai 18 anni. Poi comincia lo sfacciato abuso della posizione.
9) Il maschio se fosse svincolato da gravi zavorre morali, si concederebbe l'uso smodato della ninfetta, unico oggetto sul quale non avrebbe la preoccupazione del controllo e della dominazione: è lui stesso che si lascierebbe volutamente dominare, non facendo insorgere così la frustrazione.
10) L'amore in natura non esiste. Resta da vedere se esiste una realtà sovranaturale.
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