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"La bellezza salverà il mondo."
F. Dostoevskij

Canova. "Amore e Psiche".
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"Fleba il Fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare,
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo,
o che volgi la ruota e guardi
nella direzione del vento,
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello e ben fatto
al pari di te."
Thomas Stern Eliot
"Death by Water"
da: "The Waste Land"

Edwar Moran, "Shipwrecked", 1877
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Il mio romanzo:

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LA MIA BAND

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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 7 ottobre 2005 - ore 01:02
La bellezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cos’è? E’ intuitiva, la cogli solo con la coda dell’occhio oppure devi guardare bene per scorgerla? E’ la bellezza assoluta, universale o "sta nell’occhio di chi guarda"? Possiede eternità? Una cosa bella rimane? Sconfigge il tempo? E se lo fa, resiste in tutto l’universo o solo nell’occhio di chi ha avuto al fortuna di scorgerla? E’ la bellezza misteriosa, come da svelare, o è la bellezza della routine, dell’eterno ritorno dell’uguale?
La bellezza della semplicità? O è poliedrica, meticcia.
Purezza o mescolanza?
Dov’è? Quali sono i suoi limiti? Se ne ha poi... perchè forse è meglio pensare ad una bellezza dai contorni confusi; una silhouette sfocata; un dono. Un raggio di luce solitario che, come una benidizione, scende sulle cose per darle nuova vita, solo per noi.
E’ la bellezza redentrice? Fa assurgere le cose ad una dimensione più alta, come una farfalla benevola su di un fiore ogni tanto? O si posa per sempre sopra qualcosa coprendola di maestosa semplicità, come le piramidi o le montagne?
E come la vediamo? Ci cambia? Noi cambiamo lei?
Tante domande. E al risposta è dentro di noi, ma non sappiamo coglierla. Perchè la riconosciamo la bellezza, quando arriva. Ma non sappiamo come busserà.
Tante domande. Ma, probabilmente, se sapessimo tutte queste cose e smettessimo di domandarcele, non la coglieremmo mai, la bellezza.
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mercoledì 5 ottobre 2005 - ore 18:47
vardai sti do birba...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Uno

e due.
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lunedì 3 ottobre 2005 - ore 16:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
[...] Tu che ti vesti di bianco
per sfuggire al futuro;
Tu che ti nascondi lentamente
per eludere la paura.
Codardo è il tuo nome!
E spaurito è il tuo viso.
Perchè chi non conosce il male,
non ne teme alcuno.

C.Arbetor
"La luna y el perro"
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domenica 2 ottobre 2005 - ore 14:24
Il potere giornalistico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte non ci rendiamo conto del potere che le nostre azioni, involontariamente o meno, possano sprigionare. Oggi riflettevo su quello che mi è accaduto qualche giorno fa. Avevo scritto un articolo su un incontro tra industriali, in cui compariva anche un intervista a tali Bombassei e Calearo, vicepresidente e deleganto federmeccanica per Confindustria a livello anzionale. Il giorno dopo era in programma uno sciopero dei metalmeccanici.
Ora: io avevo raccolto le impressioni dei dirigenti di assindustria che, ovviamente, criticavano in vario modo lo sciopero. Rileggendo l’articolo, però, mi sono soffermato su questa frase.
"Insomma: a pochi giorni dall’incontro del 4 ottobre con i sindacati, le acque non si possono certo dire calme. Con dei dati economici non confortanti, uno sciopero nazionale in programma oggi e, non di meno, l’atteso varo di una Finanziaria a cui tutto il paese guarda, il clima, sia quello politico che quello economico, si preannuncia tutt’altro che sereno."
In pratica, avevo suggerito che gli importanti incontri nazionali previsti tra qualche giorno non avevano grandi opportunità di ottenere una soluzione proficua. E chissà quanti metalmeccanici l’altroieri hanno comprato il giornale facendo sciopero e, ispirati, sono stati indotti a pensare la stessa cosa!
Sconcertante.
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sabato 1 ottobre 2005 - ore 19:55
Pensiero d’un pomeriggio d’autunno.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi pomeriggio ero nel salotto di casa mia a leggere un libro. Mentre alzavo lo sguardo cambiando pagina, notai una mosca che si era posata sulla cornice in legno della grande finestra che dava sul giardino. La guardai per qualche secondo mentre si strofinava l’addome e la testa con le sue piccole zampe. Poi si fermò; immobile. E la guardai mentre restava ferma in quella posizione per quasi un minuto. E in quei momenti mi chiesi: che fa? Che interesse ha a fermarsi un essere che non può pensare? Immobile: che fa? Sembra ascoltarsi. Aspettare per il gusto di farlo. Perchè mi pare assurdo? Abbiamo perduto il senso atavico dell’attesa?
Suona così strano a noi, uomini pensanti, il fermarsi in quiete dal moto perpetuo del nostro mondo?
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sabato 1 ottobre 2005 - ore 00:59
La differenza tra uomini e donne
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le donne cercano un solo uomo che soddisfi tutte le loro esigenze.
Gli uomini cercano tutte le donne per soddisfare la loro sola esigenza.
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venerdì 30 settembre 2005 - ore 02:30
Arthiteuthis rex
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Piovre e calamari giganti esistono. Un tempo solo mitologici mostri marini (tipo quelli del Capitano Nemo o delle colonne d’Ercole) sono, ormai da diversi anni, verità biologica. Eppure, nessuno li ha mai visti vivi. Troppo a fondo nel mare e troppo dispersi nell’immensità dell’oceano per poterli trovare. Le uniche testimonianze della loro presenza sono i corpi morti di questi giganteschi animali trascinati dalle maree a riva.
Questo fino a ieri. Perchè una troupe di biologi marini giapponesi sono riusciti a filamre, per la prima volta, un "Arthiteuthis rex", ossia un calamaro gigante, a caccia nei mari del sol levante. Il tutto grazie ad una sonda che è scesa fino a 900 metri di profondità.
Inoltre, in questi giorni, sulle spiagge del Cile è stata rinvenuta un enorme carcassa di una creatura gelatinosa, lunga quasi venti metri, a cui, al momento, non si riesce a ricondurre neanche lontanamente nessun essere vivente finora conosciuto.
Come spesso accade, sono le cose nascoste a meravigliarci. Le cose che pur sappiamo esistere, ma che sono così celate ai nostri occhi; cose così lontane da noi o così dentro di noi da non sembrare vere. Da sconcertarci quando si presentano in tutta la loro esuberante vitalità.
E così, come calamari giganti, le carcasse di quello che abbiamo dentro, di quello che siamo ma non conosciamo, timidamente - e improvvisamente - a volte si arenano a riva. E allora strabuzzi gli occhi, ma sai che quella carcassa è solo il primo raggio di una grande realtà che ti è dentro, e che pure non ti è molto chiara. Come un mondo nascosto dentro al tuo costato, che non puoi vedere perchè non riesci a piegare la testa a sufficienza.
E allora, a volte, salpi in mare per cercare, con una sonda, di raggiungere ciò che hai intravisto. Per trovare la maestosità di quel rimasuglio di vita che hai incontrato una mattina, svegliandoti, inaspettatamente sulla spiaggia della tua quotidianità.
E cali la tua sonda; ed esplori. Potrebbe sembrare un giro a vuoto: troppo ampio il mare, troppo piccole le mani testarde che immergi per tastare, al buio, nell’acqua grande. Sembra un impresa disperata. Ma a volte lo trovi; quais per caso. E quando succede, non sai che fare. Rimani lì, stupito, a chiederti il perchè e il percome, mentre la nuova affascinate realtà si muove silenziosa e tentacolare nelle profondità del tuo essere. E ti trascina a se, con tutta la forza di una fatalità.
E poi, improvvisamente, le acque si calmano, la creatura fugge via con un colpo scivoloso di tentacoli. E rimani tu; cambiato. Travolto da quel che cercavi e a cui, d’altronde, non potevi sfuggire. Perchè era lì.
E sei cambiato. E senti che qualcosa di te hai perso. Se ne è andato giù con quei tentacoli. E tu rimani a guardare l’acqua smossa. A pensare a che parte di te è rimasta impigliata laggiù.
A pensare se quella parte di te tornerà più.
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mercoledì 28 settembre 2005 - ore 11:50
Finally Back Home
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dopo l'intenso vagabondare degli ultimi giorni, eccomi ritornato davanti alla mia tastiera cercando di rimettere ordine alle idee e ai ricordi degli ultimi giorni. Tante cose da dire, poco tempo per farlo. Vediamo di andare con ordine.
Sabato:
Bellissima festa. Le disperate corse e il lavoro forzatissimo che è costata a me e ad altri ha dato i suoi frutti. E sì che, ad un certo punto, pensavo davvero di non riuscire a farcela. Gli stronzi che dovevano portare il palco alle 10.30 si sono presentati con sette ore di ritardo e, perlopiù, senza un mixer degno di questo nome e le casse spia! Inoltre il tipo delle bibite aveva sbagliato qualche particolare della prenotazione. Conseguenze: corse disperate per montare il palco meticciandolo con mezzi propri, niente check per i gruppi e bottiglie di birra anzichè barilotti. Fortunatamente alla fine è venuto tutto bene. La partecipazione è stata numerosa e calorosa, e per questo ringrazio davvero tutti. Uniche due piccole pecche: come era prevedibile, organizzando una festa non sono riuscito a gustarmela fino in fondo, ma vedere la gente divertirsi direi che ha largamente ripagato il lavorio continuo a cui sono stato sottoposto. In secondo luogo la prestazione dei Soul Blade. Dio mio: mia più canterò stanco orbo, mezzo imbriago, senza check, e col microfono che salta! Una cosa insopportevole! Portate pazienza tosi, e se potete venite a vederci al greenwich il 20: possiamo decisamente fare meglio di così!
Bravi i vintage che hanno sostenuto come al solito con classe la scena e bravi gli Fda che hanno contirbuito a rendere notevole il desfo generale.
Un enorme grazie a tutti coloro che mi hanno regalato il cellulare. Sono davvero commosso! Mettere tutti i nomi sarebbe impresa improba ma sappiate tutti che è un regalo quanto mai gradito, visto che il mio cell precedente stava ormai cadendo a pezzi!
In conclusione: grazie a tutti fioi!!!
Domenica
Giornata sempre lavorativamente intensa per l'anniversario di matrimonio dei miei, ma più dilatata nel tempo di quella che la precedeva, e dunque a ritmo più blando. Una squadra di una ventina di persone - tra cui l'eccellente Akira, che ringrazio in modo particolare - si è adoperata per preparare da mangiare e da "sentire" per un centinaio di persone. Tanto vino, tantissima porchetta: tanto basta alla felicità di un uomo (vero akira?
). Una prestazione dei soul balde direi più che accettabile rimette in carreggiata la band in previsione greenwich (ci voleva proprio dopo la serata precedente!
). Bella festa anche qui, anche se non aveva niente a che fare con quella del giorno precedente
. Non posso nemmeno vederne il finale in realtà, perchè devo correre in stazione a Padova per prendere il treno per Milano, dato che il giorno dopo ho una prova di ingresso per un master in giornalismo. In treno conosco una ragazza MOLTO carina e simpatica che vive a Milano, di cui però, alla fine, non riesco a strappare il numero di telefono nonostante mi sia trascinato la sua pesantissima valigia per molti milioni di scalini (
). Vabbè. Mi aggiro di tarda sera per questa città che sembra una grande ed affascinate contorsionista, per come si agita e insieme affascina nei suoi movimenti di strade trafficate, luci al neon, finestre illuminate dalle televisioni. Arrivo infine a casa del mio "ospitante", scultore cugino di mia madre, che si rivela una perosna squisita e mi mette davvero a mio agio. Crollo presto a letto.
Lunedi
Sveglia presto e a caccia di questa famigerata scuola IULM. Arrivo: l'università è una specie di astronave: un complesso di otto edifici nuovissimi con tanto di scale mobili e schermi ultrapiatti. Gente in mega tiro che scivola nervosa qua e di là, e io mi comincio a sentire un pochino a disagio nella mia camicia stropicciata dal viaggio e il mio deodorante a buon mercato. Al test siamo in più di duecento con quindici posti liberi (auguri...). Ci provo lo steso. Niente macchina da scrivere meccanica stavolta. I figliocci di mediaset riescono a procurare un pc a tutti i concorrenti. (
) Elaboro con molta fantasia un pezzo sull'Onu e me ne torno in stazione, dove mi aspetta il treno per Firenze. A bordo incontro due anziane signore in vacanze, simpatiche ma assai chicchierone. A Firenze trovo il mio albergo e, dopo una pizza al cartone da "spizzico", mi muro in camera mia nell'intenzione di studiare un po' di etica giornalistica e diritto dei media per il colloquio di selezione del giorno dopo. Col cazzo. Mi impianto invece a vedere il signor Hannibal Lecter spadroneggiare contro draghi rossi per tutta la sera, e mi addormento incoscientemente sulle pagine dei libri di testo.
Martedì
Mi sveglio con calma; il colloquio è alle undici. Faccio colazione e poi prendo l'autobus per raggiungere la periferia. Arrivato lì assisto a qualche colloquio di chi mi precede, e devo dire che la situazione mi tranquillizza assai. La concorrenza è assai meno spietata di quello che mi aspettavo (pochissimi pubblicisti o altri collaboratori come me; solo gente a cui piaceva scrivere, e che magari lo fa molto meglio di me, ma che si presentava con poco in mano). Inoltre, i prof sono annoiati e il colloquio sembra molto informale. Al mio turno tiro fuori con un pretesto l'intervista che feci tempo fa al ministro Alemanno e mi gioco subito ttute le carte. Di solito non mi sbilancio sull'esito dei miei esami, ma credo di avere ottime probabilità di essere passato.
Torno in stazione per prendere il treno verso Padova, e mi sorprendo a pensare al Centipede e ad altri amici che, proprio in quel momento, si stanno laureando, e senza ricevere da me nemmeno un paio di malrovesci. Quando arrivo a Padova è già troppo tardi per i festeggiamenti, ma la Marta mi chima sulla strada di casa avvisandomi che la sera c'è una cena per festeggiare il neo dottore. Ovviamente, non chiamava per pura cortesia: voleva un passaggio. Ora: non sei venuta alla mia laurea, non sei venuta alla mia festa di laurea, non mi hai cagato per un sacco di tempo e ti aspetti che io ti faccia da tassista? Certo. E visto che sono io lo faccio anche col sorriso sulle labbra. Bella festa poi in quel del casale Volpato, dove l'ottimo Marco ha un ottimo motivo anche lui per festeggiare dato che oggi parte per sei mesi in crucconia. Bella mangiata assieme e consuete cazzate di giovani mentalmente disturbati in seguito. Torno (da solo, perchè l'altra ha già trovato un altro passaggio) a casa a notte fonda. Entro in camera mia e, poggiando la testa sul cuscino,non faccio nemmeno a tempo a pensare per quanto tutto questo durerà che mi addormento pesantemente.
Ah... peraltro:
BRAVO CENTIPEDE!
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venerdì 23 settembre 2005 - ore 19:56
Meno...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
giovedì 22 settembre 2005 - ore 11:44
Yeah!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Passato lo scritto a Firenze!!!
Da 160 adesso siamo a 73. Ora nuova tagliata: rimarremo in 30!
Mammamia...
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