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"Per me, ciccino mio"





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la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"


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venerdì 21 maggio 2010 - ore 10:36


Persitudine, persiste.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ho passato il pomeriggio a Venezia ieri, c’erano più macchine fotografiche che turisti.
Questa è la prima cosa che mi viene in mente nella disastrata folla di pensieri di oggi. La seconda, con ordine, sono i miei ospiti, quelli che si sono appena svegliati, e che vi presento: mia cugina, svizzera, doppia cittadinanza, che non si sa mai, laureata in qualcosa che a che fare con l’urbanistica, ed il suo ragazzo, basso, francese e biologo marino. Tanto mia cugina non mi legge.
Siamo stati a Venezia assieme, abbiamo camminato come si cammina all’infinito tra le calli. Sono una coppia, egoisticamente simbiotica, imbarazzantemente felice...ed è ovvio che mi paragono a questo modello di coppia multiculturale, multiviaggio, multitutto, cioè vi spiego: si sono conosciuti in Vietnam per caso, lui ha lavorato da qualche parte in IndiaNonSoDove, e adesso è ritornato in Francia a otto ore di treno da mia cugina. Sono ancora troppo lontani, si lamentano. In dieci giorni hanno girato l’Italia, dalle Puglie a Torino passando per Roma. Io mi sento frantumata solo così, a star seduta sul divano, e non per la fatica fisica di un viaggio, ma per quella mentale di stare assieme ad un’altra persona.
Tra mezz’ora hanno l’altro treno, vado a fargli il caffé, una cosa che mi riesce bene quanto l’ostinarmi a non capire il francese.
Ah...l’oroscopo internazionale...perchè devo diventare selvaggia...
"Perché dovresti scegliere questo momento così luminoso per calarti in luoghi bui ed esplorare i misteri che si agitano là in fondo? Quale impulso ribelle può spingerti ad allontanarti dai piaceri sicuri e dalle soluzioni facili per andare in cerca di gioie complesse e risposte imprevedibili? Secondo me hai bisogno di liberarti dai desideri effimeri e dai sogni passeggeri per riallinearti con le tue esigenze più profonde. Hai bisogno di prenderti una pausa dalle banali ossessioni del tuo ego grigio e incapace di emozioni per tornare in sintonia con la tua anima selvaggia e sempreverde."


E mi salva solo l’elettronica al sole.



Everything change & we’ll all change again
Sun sheds the light as the life sheds its skin.
You kiss your wish to the heart of the world
Secrets are safe with, will not break the spell

Come on, lets go home.
Buried in your womb.
Sing a song of death,
Til’ there’s none left

Love comes close
But chooses to spare me
Death comes close
But ceases to take me
I want to twist, the knife a bit deeper
To siphon the love from the hearts I believed in
Look outside, world is exploding,
Stay inside, still never knowing.
Taking cover, with each other,
Sleeping off the century of hope.

Everydays changing will remain the same.
Silhouettes shy as rain rots the drain.
Everydays decay debases the dream,
The ghosts that will haunt you are not what they seem.
Still you say you’re dead
To deprevity,
But that can’t be true, ’cause I know you can hear me.

Love comes close
But chooses to spare me
Death comes close
But ceases to take me
I want to twist, the knife a bit deeper
To siphon the love from the hearts I believed in.
Look outside, world is exploding,
Stay inside, still never knowing.
Taking cover, with each other,
Sleeping off the century of hope.

Love comes close
But chooses to spare me
Death comes close
But ceases to take me
I want to twist, the knife a bit deeper
To siphon the love from the hearts I believed in.
Look outside, world is exploding,
Stay inside, still never knowing.
Taking cover, with each other,
Sleeping off the century of hope.

Love Comes Close

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giovedì 20 maggio 2010 - ore 21:26


Santoro si sta sfogando. Pure io.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




property of Ana Kras

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lunedì 17 maggio 2010 - ore 21:08


"Non ho voglia, sono stanco. Non mi va di venire al Festival"
(categoria: " Vita Quotidiana ")






"Per voi il cinema è spettacolo.
Per me è quasi una concezione del mondo.
Il cinema è portatore di movimento.
Il cinema svecchia la letteratura.
Il cinema demolisce l’estetica.
Il cinema è audacia.
Il cinema è un atleta.
Il trionfo del cinematografo è garantito, perché è soltanto la logica conclusione di tutta l’arte moderna."


Da Cinema e Cinema, Vladimir Majakovskij..quello che non è andato a Cannes è Godard

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sabato 15 maggio 2010 - ore 17:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho fatto le superiori a Casarano, Liceo Scientifico, Piano Informatica, sezione C.
Primi due anni passati in silenzio, ultimo banco il primo anno, accanto a quelli che venivano in corriera con me, selezione per appartenenza. Mi resi conto sin da subito che le affinità non funzionavano così, ma non capivo l’alternativa, ero di una timidezza unica, intramontabile ed indiscutibile, passai il primo semestre maluccio.
Mi ripresi il secondo, ricordo la geometria analitica, quei triangoli di dimostrazioni mi sembravano più semplici dello scambiare una parola con qualcuno in classe. Ero nerd, nerd non come le cretine di trent’anni che vedete adesso con occhiali montatura spessa e ultrachic, ero nerd da dentro a fuori, con la salopette in jeans, che ora va tanto di moda...come dicevo, vado due passi avanti per ritrovarmi poi superata.
Il secondo anno, con una posizione del banco più strategica mi sembrava quasi di essermi avvicinata alla parte della classe che contava...avevo preso anche la smemoranda, il che però non fece di me qualcosa di molto diverso rispetto al primo anno.
Mi sembravano tutti un pò più intelligenti o svegli, adesso rivedo tutto e non c’era nulla di tutto ciò...come spesso accade.
Dal terzo poi iniziò una piccola rivoluzione, e quello che vi potrei raccontare non sarebbe tanto diverso da Uto e Due di Due di Andrea De Carlo, alle volte credo di non aver avuto una sola vita e credo di essere stata Livio e Uto e Misia assieme. Adesso capite da dove arriva il nick, così non dovete più farmi imbarazzare nel dovervi spiegare chi fosse Misia.
Tutto ciò mi è venuto in mente oggi, non perchè piove, nè perchè sono nostalgica, e no, oggi non ho nemmeno la febbre, mi è venuto in mente solo perchè pensavo a com’ero e spesso mi chiedo se rivedendomi i miei compagni di classe mi riconoscerebbero, o se io stessa sarei capace di riconoscermi.
Ovviamente c’è di mezzo F.B., ho trovato il gruppo Liceo Scientifco Casarano, VC 2000-2001...al quale non mi sono iscritta.




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mercoledì 12 maggio 2010 - ore 16:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un padre alla figlia:
"Tanto per cambiare, pensiamo a un vero e proprio pasticcio concreto, per vedere se serve. Ti ricordi la partita di croquet in ‘Alice nel paese delle meraviglie?’
Figlia: Sì… coi fenicotteri?
[...]
P. Sì, stavamo parlando dei fenicotteri. Il fatto è che l’uomo che scrisse ‘Alice’ pensava alle stesse cose cui pensiamo noi. E si divertì con la piccola Alice immaginando una partita a croquet che fosse tutto un pasticcio, un assoluto pasticcio. Così stabilì che si dovessero usare fenicotteri invece di mazze, perché i fenicotteri potevano piegare il collo e così il giocatore non avrebbe saputo se la sua mazza avrebbe colpito la palla né come.
F. D’altra parte la palla poteva andarsene per conto suo, perché era un porcospino.
P. Certo. Così ogni cosa è talmente ingarbugliata che nessuno ha la minima idea di ciò che può accadere.
F. E poi anche gli archi se ne andavano in giro, perché erano soldati.
P. Certo… ogni cosa poteva muoversi e nessuno poteva dire come si sarebbe mossa.
F. Per far questo pasticcio assoluto era necessario che ogni cosa fosse ‘viva’?”



Sono a casa adolescente da due giorni ammalata con la febbre.
Chiusa in questo scrigno, ogni tanto ho fatto capolino fuori dal balcone a respirare catrame e dire agli operai che stanno asfaltando il pezzo di strada sotto camera mia che no, non è mia quella macchina, che se fosse mia mica starei dove sono, niente sarebbe così com’è... l’operaio arancione dopo un quarto d’ora mi dice che non ha senito nulla, cosicché ritorno nel mio acquario.
In questi giorni ho riscoperto cosa significa ammalarsi a maggio, sperimentato l’actifed, il decongestionante che mi fa dormire meglio del valium, e riposato sull’imperfetto, un tempo verbale che credevo aver perso e che alle medie aveva salvato tutti i miei temi, non usare mai il passato remoto, usa l’imperfetto!




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lunedì 10 maggio 2010 - ore 10:16


...che non c’è nessuna fretta, maledetta primavera.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"C’ è gente che si isola due passi indietro. Io, non per vantarmi, tendo piuttosto a isolarmi due passi avanti. Ma poi lascio passare il grosso della truppa; e così mi ritrovo due passi indietro...".

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domenica 9 maggio 2010 - ore 21:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Una sinfonia in tre movimenti. Il mediterraneo, una nave da crociera. Numerose conversazioni in molteplici lingue tra i passeggeri, quasi tutti in vacanza. Un vecchio criminale di guerra (tedesco, francese o americano non si sa) accompagnato dalla nipote. Un famoso filosofo francese, Alain Badiou. Un agente della polizia di Mosca, squadra inquirente. Una cantante americana, Patti Smith. Un vecchio poliziotto francese. Un’ufficiale licenziata dall’Onu. Un ex agente doppiogiochista. Un ambasciatore palestinese. Come nel viaggio marino degli argonauti, c’è in ballo dell’oro, eppure ciò che si vede (l’immagine) è molto diverso da ciò che si ascolta (il suono). Questa umanità in navigazione visita sei autentici (o falsi) miti: Egitto, Palestina, Odessa, Grecia, Napoli e Barcellona. La nostra Europa. La notte, un uomo che deve apparire in tv per presentarsi come candidato alle elezioni locali viene convocato davanti al Tribunale dei figli, una giovane e il suo fratellino, che lo chiamano a rendere conto di Libertà, Uguaglianza e Fraternità


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venerdì 7 maggio 2010 - ore 09:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Sacrificata pazienza.

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giovedì 6 maggio 2010 - ore 14:14


"Integrali sui cammini"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"confusione, uno stato d’infelicità costante. Come le scimmie che armeggiano con due bastoni per cercare di arrivare alla banana, all’idea, e non c’è verso, mi sento sempre stupido… poi chissà come i bastoni s’incontrano e raggiungo la banana"

da Confusion

Riassunto delle puntate precedenti.
Sono stata molto capace nel costruirmi le varie coincidenze dell’ultimo periodo, sono riuscita per una volta ad avere un tempismo funzionale, e allora si inizia a lavorare ad un progetto. Parlare di lavoro sulle relazioni e sulle reti ha in sé una forte labilità nel quantificare ciò che si fa, a differenza di uno scambio materiale di beni, quando vai ad operare in più scuole è estremamente complicato tracciare un monitoraggio di vantaggi e svantaggi...e così mi sento un pò confusa, cerco di non lasciarmi sedurre dallo stabilire ciò che è giusto o sbagliato, mi aggiro per il Pio X come fece il mio caro Richard alla Nasa; parlo con il responsabile del progetto, non m’importa niente cosa rappresenti come associazione, m’importa il processo e le finalità che hai avuto nel tuo lavoro, come l’hai sviluppato, cos’è successo e perchè.
Quindi ho inziato anche a diffidare dai ruoli delle persone che mi circondano: viso carino che cammini con la corsetta da all star, non m’importa chi rappresenti, m’importa la tua funzione in relazione alla mia vita, che è praticamente quella del piacevole intrattenimento, visto quanto mi fai ridere appuntando con la tua vocina se ahinoi rimembriamo di te che sei come gli antichi egizi, per sempre uguale a te stessa.
Treviso è strana, sembra un labirinto, e non colgo la distinzione nel dialetto da quello padovano.
Dagli egizi alla Grecia, meglio di Voyager, e non rimango indifferente come vorrei a quello che sta succedendo, continua a tornarmi in mente la questione del perchè la popolazione greca si sia sempre dovuta sedere sopra al suo passato pensando di vivere di rendita per i secoli avvenire, poi mi viene in mente la Merkel e la figura di merda che il Nano ci fece fare, e non mi preoccupo per la figura in sé, ma per l’eventualità che se per caso dovesse succedere ciò che sta accadendo in Grecia anche qui da noi la signora Merkel probabilmente riceverà una telefonata nel momento stesso in cui il Nano andrà ad elemosinare aiuti finanziari.


"I make mistakes. I have regrets. I hate being alone. I’m always late. I never call anyone back. I don’t like being wrong. I’m a huge procrastinator. I act like I’m a lot tougher than I am. I hate being ignored. I cry. I’m shy. I get annoyed by people too easily. I have enemies. I can’t sing. I have horrible balance. I laugh really obnoxiously. I can’t trust anyone with my life. Many things just seem to get to me. I’m not perfect. But the beauty of it is that I don’t care. "

Detto questo, prima o poi mi stancherò di tutto, anche di te




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lunedì 3 maggio 2010 - ore 10:50


Signore e signori, buongiorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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