Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
Espatriare.
STO STUDIANDO...
Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza più una lieve malinconia ...ma di altre sensazioni la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è "NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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mercoledì 27 gennaio 2010 - ore 18:36
Cose che girano.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mia nonna (che adesso non è quella creatura "bucolica" di una volta) mha racconato un sacco di storie da bambina. Cercava, raschiava i fondi dei libri e della sua memoria e credo avesse la principale funzione di intrattenere se stessa dalla banale ferocia quotidiana...ed io oggi sono piuttosto imbrigliata dalla rabbia che vi racconto qualcosa. Magari un giorno, dopo averla fatta finita con qualcuno e qualcosa, mi servirà tutto questo...non in termini postcattolici, sia chiaro.
" Marcel Duchamp mi dice perché non facciamo un affare assieme Tu metti il capitale Io fornisco i Diskoptiks Rotoreliefs, come li chiamo io Li esponiamo al Concour Lépine Divideremo i guadagni se ce ne saranno Sì, gli dico Faremo appello direttamente alla gente e si vedrà
Il giorno arrivò Vado al concorso, scorgo Marcel nel suo piccolo stand circondato dai suoi Diskoptik che girano orizzontali e verticali Era uno spettacolo aveva laria di un giovane venditore sorridente e onesto E io mi sono fermato a distanza per guardarlo Cera il pesce che girava, il bicchiere di champagne che girava, i dischi che giravano, tutto girava da darmi il mal di cuore Alla lunga guardarli girare dava il mal di cuore Lui non aveva il mal di cuore perché non li guardava
Cera alla sua sinistra un tale che vendeva una macchina per comprimere i rifiuti domestici era così facile li si ficcava con le dita dentro un cilindretto, una specie di frantoio Li si comprimeva e ne uscivano dei piccoli coni a quanto pare combustibili ma non bisognava metterci gli avanzi di cavolo né le merde di cane
Alla sua destra una tizia vendeva uno sbucciapatate automatico era come una matita che girava con la patata infilata su un tridente! Questo genere di cose cera!
In mezzo stava lui, Marcel, davanti a tutto questo stava il pubblico che passava solo che il pubblico non si accorgeva né di Marcel né dei suoi dischi passava direttamente dalla macchina tritarifiuti allo sbucciapatate senza fermarsi o al massimo dalle patate ai rifiuti
Io ero arrabbiato per i miei soldi ma ancora di più per Marcel Ma lui sorrideva dopo una mezzora mi fa segno di avvicinarmi Lo faccio E mi dice Non ci sono errori è tutto un errore Ci siamo sbagliati al cento per cento, almeno questo è chiaro
Quei dischi adesso sono ricercati dai collezionisti e non dalla gente Ma quando saranno nei musei la gente se li andrà a vedere la domenica mattina"
Henri-Pierre Roché (1879-1959), "alto con qualcosa di languido, un po troppo timido, un po troppo modesto. Non stupiva perché incantava. Amava molto il genere umano. La gente per lui era meravigliosa" (J. Paulhan)
Hilda Murrell (1906-1984) was a distinguished British rose-grower, environmentalist and anti-nuclear campaigner, whose bizarre murder remains a famous unsolved crime in the United Kingdom. "Her Murder. On 21 March 1984, she was preparing to present her paper An Ordinary Citizens View of Radioactive Waste Management as one of very few independent objectors at the first public inquiry into a new nuclear power plant in Britain, at Sizewell. At about midday, following a break-in at her home where it seems only a little cash was found to be missing, she was apparently abducted in her own car, which a man was seen driving erratically by many witnesses. A farmer quickly reported it abandoned on the side of a lane through his land just outside Shrewsbury; but the West Mercia Police took nearly three days to find her mutilated body in a poplar copse nearly half a mile across fields from the car.
Despite one of the biggest British police investigations in the 20th century, public criticisms of the police theory that it had been simply a “bungled burglary” grew as the police made no progress, and responded defensively to several bizarre developments in the case, including the emergence of two political motives: The Belgrano Connection and Nuclear Motive."
"Il ritorno dell’Italia al nucleare vale almeno 30 miliardi di euro. E una grossa fetta è destinata all’indotto, purchè riesca a fare fronte comune e spiccare un salto qualitativo e tecnologico. Sono questi i messaggi principali che arrivano dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dall’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, alle oltre 600 aziende riunite all’auditorium di Viale dell’Astronomia. «L’idea alla base del nucleare è arrivare al 25% del totale del fabbisogno energetico nazionale. Stiamo ragionando per investimenti per oltre 30 miliardi e, se riusciamo a fare sistema, stimiamo che circa il 70% di questi potrebbe riguardare l’indotto italiano», ha spiegato Marcegaglia, sottolineando che, proprio per questo motivo, il nucleare è «una grande opportunità» rappresentata non solo da Enel, ma anche da eventuali nuovi produttori che vorranno affacciarsi sul mercato nazionale. "
Mercegaglia, ancora??, non faccia lo struzzo, il nucleare in Italia non lo vogliamo.
"Lintelligenza non avrà mai peso, mai nel giudizio di questa pubblica opinione. Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai da uno dei milioni danime della nostra nazione, un giudizio netto, interamente indignato: irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato da secoli, la cui soave saggezza gli serve a vivere, non lha mai liberato."
Lina Scheynius, Pasolini, ed il mio pessimismo...sicuramente meglio della tua realtà.
Come svoltare una domenica di merda.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
René è morto. Per la precisione nel 1967. Qualcuno lha fatto rinascere e gli ha dato in mano una macchina fotografica. « Le immagini vanno viste quali sono, amo le immagini il cui significato è sconosciuto poiché il significato della mente stessa è sconosciuto »
Is it really The End? Is it the end of an era or something else? Should I heed the words on this spread: wade not into unknown waters? In the small remote corner of the planet I grew up in—a refined and course place where there were moments where men were gentle and at times even noble—I often felt estranged and separate from the general world. I was drawn to the ideal, but mostly surrounded by the mundane.
That is why I took pictures. I was looking to unite the two. I was trying to pull the ordinary me into the extraordinary, to get closer to the wonder of people and places. I was searching for a way in as I was practicing a way out. No wonder I was so confused and anxious as a young man.
Just as I had finally found comfort with myself and my surroundings, the culture does its thing. It evolves and changes into a place where I am again not comfortable. Where I seek beauty, it finds contentment with an ugliness that is celebrated as an important vernacular. Where I seek symmetry, the rhythm of life is discordant. When I finally almost found my buoyancy, the world switches and everything is out of balance.
The question is, as I walk into the unknown future, how do I find the way to me all over again? Rodney Smith
Stanchezza ciclopica portami via. Schiaccia i finti santi e i finti poeti, calpesta chiunque continui a parlare di Craxi come una vittima, come di una buona persona, e dai un calcio a sua figlia che non sa quel che dice. Già che ci sei poi, in ultimo, poggia le tue chiappe stanche ciclopiche sulla faccia dei conduttori e degli opinionisti di raidue, ti hanno dato del "bamboccione" senza tener conto del precariato e della totale assenza di un futuro. Una volta seduta, oh ciclopica stanchezza, infine, scorreggia.
To the centre of the city where all roads meet, waiting for you To the depths of the ocean where all hopes sank, searching for you I was moving through the silence without motion, waiting for you.
Quando tutto va un pò così, filano bene solo le concezioni assiomatiche alle quali si dà un breve emivita di verità assolute. Cosicché qualcuno si svegliò psichedelico con le parole di Michel come zucchero filato tra le dita, da distribuire con parsimonia per addolcire una sorella di quindici anni che tra i vari "mali" del secolo, oggi ha scelto l’attacco d’ansia.
"Forse, un giorno, non sapremo più esattamente che cosa ha potuto essere la follia.” […] Resterà soltanto un enigma di questa Esteriorità. Quale era dunque, ci si domanderà, questa strana delimitazione che è stata alla ribalta dal profondo Medioevo sino al ventesimo secolo e forse oltre? Perché la cultura occidentale ha respinto dalla parte dei confini proprio ciò in cui avrebbe potuto benissimo riconoscersi, in cui di fatto si è essa stessa riconosciuta in modo obliquo? Perché ha affermato con chiarezza a partire dal XIX secolo, ma anche già dall’età classica, che la follia era la verità denudata dell’uomo, e tuttavia l’ha posta in uno spazio neutralizzato e pallido ove era come annullata?”
Se me l’avessero chiesto, se mi avessero domandato, non era così che mi sarei immaginata la vita. Mi spiace per tutto, anche se come fai a dispiacerti per tutto? Non ne sono capace.
(per chi avesse bisogno dei sottotitoli: mi riferisco al terremoto di Haiti e alla morte di Joy Reatard)
"La felicità non è allegra"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Volevo dire questa frase con un’idea precisa e non sapevo quale fosse la maniera migliore di esprimere quest’idea. O meglio, lo sapevo ma adesso non lo so più, mentre, appunto, dovrei saperlo”