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"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"


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domenica 28 giugno 2009 - ore 17:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")




« A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare; mi sembrava d’essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V. »



Annabel Mehran

Ritrovare il tempo non è impossibile, a patto che il mondo ricreato sia un mondo letterario, un mondo interiore, mistico, costruito su questo gioco di memoria e tempo. La struttura si basa sulla contrapposizione Tempo perduto-Tempo ritrovato, attraverso la memoria involontaria che è il ricordo improvviso e spontaneo di una sensazione provata nel passato, suscitata dalla stessa sensazione nel presente.


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venerdì 26 giugno 2009 - ore 12:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")



S. H.

People always told me be careful of what you do
And dont go around breaking young girls hearts
And mother always told me be careful of who you love
And be careful of what you do cause the lie becomes the truth


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giovedì 25 giugno 2009 - ore 19:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")





via


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mercoledì 24 giugno 2009 - ore 09:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")



StudioMela

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lunedì 22 giugno 2009 - ore 10:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")




" ...è un terrore smisurato di perdere il controllo e di morire, è il tuo io che si sfalda e si sgretola come un castello di sabbia sotto uno schiaffo del maestrale, è una paura che ti divora anche quando non ce l’hai, fomentata dal terrore che ti venga e allora viene, torna, ti fa battere il cuore parossisticamente, ti secca la gola, ti blocca le articolazioni, e puo portarti al collasso e alla morte, si, è raro ma si puo pure morire di paura, come di solitudine, di indifferenza e di vergogna, le crisi di panico comprendono tutte queste cose all’ennesima potenza non ne parlo per sentito dire, io non sono un eroe, ho paura anche io, tanto da non riuscire più a nuotare, a guidare, a fare un passo, persino a chiedere aiuto, son stato molto disturbato un tempo, se puo consolarti fratello che ne soffri, posso assicurarti che agli imbecilli non vengono, il tuo DNA è marchiato da una qualità oggi fuori moda, la sensibilità questa tua luna nera potresti anche ringraziarla un giorno perchè coincide con quanto di più puro, di alto e di nobile coustodisci dentro di te, la tua irripetibilità e la tua arte, diciamo che in una crisi di panico c’è anche questo, una protesta, la parte migliore di te, sta rifiutando di conciliarsi con il greve mondo esterno, piantala di darle torto e di volerla normalizzare, ha ragione lei, questa epoca mal si concilia con sensiblità, l’originalità e con l’arte detto questo sappi che c’è chi ti comprende, è una minoranza ma non sei solo, mai, ce ne sono mille la fuori pronti ad accogliere il tuo panico, devi cercarli, non puoi pretendere di parlare di baccalà in casa del macellaio, detto questo, faccio il Luca Sardella del panico come promesso: Tanto per cominciare sappi che una paura tira l’altra, come le patatine fritte, bisogna arrestare questa malattia prima che si trasformi in qualcosa di piu grave i medici ti daranno dei tranquillanti, bene, il mio agisce dopo l’intervento del medico, ti do per certo che ci sono degli psicofarmaci capaci di contrastare ogni crisi di panico trova il tuo e mettiti la boccetta in tasca, non puoi fare senza, non siamo eroi, ora sai che se ti verrà un attacco di panico, lo potrai contrastare con il numero x di gocce che ti avrà prescritto lo specialista detto questo, evitale fin che puoi, viviti il tuo panico, fino in fondo.

Accetta la tua luna nera, invita a cena il mostro, svegliati la mattina e programma volontariamente le cose che ti creano il panico, devi praticarle gradualmente aumentando via via gli obiettivi che ti sei posto, conosco sorelle che riescono a malapena a guidare da casa all’ufficio e a ritornare indietro, se un vigile le facesse girare a sinistra cadrebbero in crisi, dovete provarci senza vigile perche le crisi di panico non contrastate peggiorano e le paure sono infinite, girate a sinistra, non fuggite il mostro, cercatelo, magari vi fermerete dopo dieci metri, domani provate a fare meglio, 11 e poi 12 anche se è umiliante, fatelo, nessuno puo salvarvi dalle crisi di panico, è una delle più grandi cazzate illusorie che potete raccontarvi soltanto voi potete riuscirci. Io non riuscivo nemmeno più a nuotare e quel medico dei matti mi consiglò di non nuotare più verso il largo, non più verticalmente ma orizzontalmente a un metro dalla riva, nel caso fosse arrivata una crisi di panico, mi sarei tirato su in piedi e da un metro passai a 2 a 3 a 15 fino al mare aperto, per tornare a vivere fratelli bisogna accettare l’idea che si deve morire, come tutti.

Affidatevi a quell’infermiera che si chiama parola, e praticatela vedrete che guarirete io mi son scoppiato centinaia di Km fermandomi ad ogni autogrill per la paura. Io vi voglio bene APPANICATI, siete la parte migliore di questo paese, siete la parte che sta sott’acqua, emergete piccoli Nettuno e pure voi terrorizzate sirene, ritmate questo inossidabile quotidiano con le vostre intermittenze del cuore, venite fuori da quell’abisso di solitudine in cui vi siete infrattati, sorprendetemi con una delle vostre struggenti carezze, il vuoto è di fuori, voi siete stracolmi, versate un po di tenerezza e di rossore su queste città bianche e vuote ma fatelo subito, adesso, contrastate chi non ha certo il panico di invaderci con il suo ego trionfante, voglio dubbi e insicurezze, le crisi di panico mi danno fiducia, facciamole esplodere nelle strade, saremo tutti piu tranquilli, questa falsa sicurezza è feroce e ci uccide, io mi fido di chi ha il panico di vivere."






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sabato 20 giugno 2009 - ore 11:07


Some secret stories.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


" She was sad, though. But it was a hopeful kind of sad.
The kind of sad that just takes time."
The Perks of Being a Wallflower


Jaime Lazich

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mercoledì 17 giugno 2009 - ore 09:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando l’incapacità di fidarti mette alle strette.


Gustavo Minas

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martedì 16 giugno 2009 - ore 10:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Starti accanto adesso è peggio di star male.
Dai su che passa anche questa volta...
Un Bertoli al posto di un Bartholin, per favore.

property of Giasco Bertoli

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domenica 14 giugno 2009 - ore 21:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci si rialza così con niente e grazie a nessuno.


Ye Rin Mok

The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes...
Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love





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domenica 14 giugno 2009 - ore 17:30


Il Positivismo della domenica pomeriggio.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




" Dinanzi all’uomo e alla donna si aprono due strade: la crudeltà o l’indifferenza. Tutto lascia supporre che prenderanno la seconda, che tra loro non vi sarà né spiegazione né rottura, ma che continueranno ad allontanarsi l’uno dall’altra".

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