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"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"


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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



martedì 9 giugno 2009 - ore 14:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mal di testa. E non è colpa di berlusconi. O forse si.

(property of Anna Bond)

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martedì 9 giugno 2009 - ore 12:30


Franceschini fa qualcosa di sinistra.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’amaca di Michele Serra,
La Repubblica 09/06/2009

"Il solliveo fa parte dei piaceri minori. Ma in mancanza di piaceri maggiori, benvenuto al sollievo. La destra ha vinto le elezioni, e si sapeva, ma Berlusconi ha visto naufragare il suo sogno di dominio assoluto, e tanto ci basta per respirare. La sinistra è in cocci, ma la sorpresa è che i cocci sono tanti, e abbastanza grossi da poterci costruire qualcosa, e magari qualcosa di non troppo riciclato. Il sei per cento ahimè disperso all’estrema, il quasi tre dei radicali, il ventisei di Franceschini e l’otto di Di Pietro non sono tutta sinistra, ma sono comunque opposizione, e alternativa alla destra. Fanno comunque il quaranta e rotti per cento. E’ un elettorato abituato da troppi anni a specchiarsi in un assetto partitico, e politico, nel qualse si riconosce a stento."
(Gli unici che ci si riconoscono lo fanno nella figura di berlusconi, popolani con l’arrivismo in faccia declinato tra soldiculosessosoldipoterechebellavita, e nella figura di quel decerebrato di bossi, altri popolani con la fisima dello straniero...)parentesi mie.
"Tanto che una porzione consistente ha scelto l’astensione.
C’è da chiedersi se, scampato il pericolo di tracollo finale, gli stati maggiori dei partiti d’opposizione ricominceranno a litigare per spartirsi brandelli di visibilità, o capiranno che ci sono le basi per un’alternativa. Restiamo in attesa con vigile pessimismo. Che è un pò meglio del pessimismo catatonico che lo ha preceduto. "


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lunedì 8 giugno 2009 - ore 14:47


Io sono quella disgregata...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mio fratello è davvero figlio unico.
L’avevo capito già da quando a due anni dimostrò la sua sensazionale autonomia nel difendersi lanciandomi una di quelle ciabatte che si usavano allora, quelle di legno, zoccoli con zeppa in legno massiccio che neanche la miglior libreria dell’ikea, in fronte. Papà era dispiaciuto davanti alle mie lacrime, ma anche orgoglioso, vedi come si difende il tuo nuovo fratellino.
Poi lui infilava dita nelle prese della corrente ed io barbie, apriva i suoi primi giochini elettronici e li aggiustava ed io barbie, si faceva i primi soldi riparando le autoradio ed io liceo scientifico barbie filosofa, poi i primi piatti, il dj, contest vinti, soldi, si è fatto da sè, il mio papi è contento. Ed io? no, nulla, niente disgregata in mezzo al mio niente, in mezzo ai pochi soldi guadagnati pure male. Fratellino prestami qualche soldo, va. Una pecora nera è indispensabile per il corretto funzionamento della famiglia, da qui si stabiliscono gerarchie di paragoni e definizioni su ciò che sei, o meglio non sei.


Un classico per gradire...mio fratello figlio unico avrebbe messo l’ultimo successo house deluxe vol. 9.




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domenica 7 giugno 2009 - ore 23:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"There’s nothing material I’m really attached to--this sounds so corny, but my photographs and my stories are my most treasured positions. I truly am one of those people who live for art, so I don’t really have an object that I’m attached to. I am attached to my stories and my ideas and the books I read, but of course that’s not a physical connection. "



Parole e foto di:
Susannah Benjamin
(15 anni.)





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venerdì 5 giugno 2009 - ore 13:29


Populismo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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giovedì 4 giugno 2009 - ore 19:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Now that I’m older
The stars should lie upon my face
And when I find myself alone
I feel like I
I am blind

I wish the stars could shine now
For they are closer
They are near
But they will not present my present
They will not present my present

I wish the light could shine now
For it is closer
It is near
But it will not present my present
It makes my past and future painfully clear

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mercoledì 3 giugno 2009 - ore 18:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")




LA FATICA (ESTREMA) DI UN VOTO - L’AMACA
di Michele Serra, La Repubblica - 3 Giugno 2009

Dario Franceschini appare nei telegiornali quasi sempre in location molto andanti, stazioni ferroviarie, piazzette, scorci urbani ordinari e quasi mai riconoscibili. Sembra a Voghera anche quando magari é a Parigi. E’ circondato da piccoli capannelli dall’aria cordiale ma non particolarmente agguerrita, la presenza degli addetti alla sicurezza attorno a lui non é percepibile, o si sono attardati in pizzeria oppure sono stati selezionati appositamente tra i meno aitanti e cipigliosi sul mercato. Parla alle telecamere con un’assenza di solennità che rasenta la distrazione, e anche quanfo pesta duro non riesce a far pensare all’incombenza di una qualche Ora Fatale, piuttosto quell’ormai ordinaria rottura di balle che é, per mezza Italia, il governo Berlusconi. E’ spesso spettinato. Non sorride. Guarda preferibilmente il giornalista che lo interroga e non la telecamera, come se non stesse rivolgendosi alla Nazione o al Popolo ma semplicemente parlando con un tizio in mezzo alla strada, come effettivamente é.
Il suo basso profilo e l’assoluta mancanza di teatralità (e di ruffianeria) ne fanno l’esatto contrario antropologico di Berlusconi. Credo pochino nel futuro del Pd, e per dirla tutta anche nel suo presente, ma credo che Franceschini meriti la fatica (estrema) di un voto.




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mercoledì 3 giugno 2009 - ore 13:49


"Siamo al minuto che intercorre tra il sedicesimo ed il diciottesimo"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’analogico non è nostalgia, non sono colori, non sono frammenti acchiapati e restituiti come il bagliore di uno specchietto tornasole. L’analogico non era una moltitudine di facce su internet, non erano le tue tette sbaraccate su myspace, né lineamenti stitici propinati dove meno te lo aspetti. L’analogico se ne stava in un cassetto con buona pace di tutti. Dietro una digitale dovrebbe esserci il limite perentorio di un rullino e la ristrettezza comunicativa di un fotogramma stampato. A.m.r.




Alison Scarpulla

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martedì 2 giugno 2009 - ore 14:12


°Gloomy Sunday°
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In occasione del “festival for fashion and photography” che si terrà a Vienna dal 9 giugno, la rivista Drome, invitata per l’occasione, ha organizzato un evento che lega la fotografia con il tema della morte. Angelo Cricchi ha realizzato una serie di bellissime immagini, dei ritratti immaginari, di donne che hanno scelto la morte attraverso il suicidio. I ritratti sono frutto della sua fantasia, ma le protagoniste di queste storie tragiche non sono immaginarie. Le donne in questione sono Diane Arbus, Sylvia Plath, Sarah Kane, Jean Seberg, Dalida, Capucine, Didone, Cleopatra e molte altre, che hanno scelto, in tempi diversi, una fine simile.
Le immagini saranno esposte al Mak Museum dal 9 al 16 giugno. Il titolo della mostra è “Gloomy Sunday. Imaginary Portraits of Women who chose Death”





via

Angelo Cricchi

"Mi ha fatto piacere vedere le tue foto, quelle sul gioco. E’ strano come metti distante il soggetto. tra te e quelle figure c’Ë un oceano, un’ abisso di idealita’ di bellezza irraggiungibile, di incanto impalpabile, Ë questo cio’ che mi colpisce di piu del tuo lavoro: quanto quelle figure non vengano mai sfiorate, perchÈ non hanno sangue nÈ corpo. La suggestione che l’immagine suscita diventa forte come uno schiaffo che ti fa vedere un bagliore, come la luce che ti acceca, come il miraggio di un sogno che ti ricordi per sempre. E’ il raggio luminoso che ti rimanda uno specchio puntato dritto in faccia, violento e pieno di stupore. Mi sembra che tu sia cosÏ, che intimamente tu sia proprio cosÏ, come dire amante di cio’ che non si puo’ raggiungere, di cio’ che Ë impalpabile, come chi si ferma un istante davanti alla porta prima di entrare e alla fine non entra perchÈ il sogno Ë più reale e più coinvolgente del vero. Anche se agisci, se confondi la tua carne con quella delle altre, se nutri gli occhi e la bocca di liquidi densi in luoghi oscuri o penombre colorate di rosso, cio’ che guardi, ti ricordi e ti piace. Ë l’ essenza abbagliante di un corpo che si dissolve dopo averlo usato."



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venerdì 29 maggio 2009 - ore 17:50


capelli corti sempre più corti, testa di fiammifero.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Nan Goldin

" L’opera di Nan Goldin è inseparabile dalla sua vita. Segnata dal suicidio della sorella diciottene Barbara Holly il 12 aprile 1965, è proprio fotografando la propria famiglia che inizia il suo lavoro fotografico. In seguito rimane molto vicina all’album di famiglia sia per la tecnica che per i soggetti scelti.

Ballata della dipendenze sessuale è un diaporama diffuso nei musei di cui esistono più versioni. E difficile distinguervi ciò che è spontaneo da ciò che è messo in posa, ciò che è costruito da quello che è colto al volo. Vi si vede il suo entourage subire il travaglio della vita: vecchiaia, amore, morte, infanzia si succedono nei pochi secondi della proiezione prima dell’immagine successiva. Questo gruppo di persone a lei vicine di cui molte sono scomparse risulta ghermito in una congiura orchestrata dalla morte.

Le foto, anche se danno l’impressione di essere state rubate, non sono mai scattate con il soggetto troppo vicino all’obiettivo per risultarne sorpreso."




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