spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 6 luglio 2007 - ore 13:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I’m going missing for a while,
I’ve got nothing left to lose no no no...un nazi mi salverà...mio fratello era figlio unico...
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mercoledì 4 luglio 2007 - ore 12:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Parto da time e mi do del time, così come si da del tu ad una persona appena conosciuta ma già prontamente familiare.
Racconto come se fossi sfinita, rannicchiata su un letto di eventi che vorrei descrivere e parlare, parlare addosso, ma invece sussurro piano, e i passi delle giornate scivolano a piedi nudi lasciando impronte leggere senza riguardi per quello che calpestano, ma soffici, con l’innata capacità di non spezzare nulla, nemmeno le ombre.
Vi racconto di Eugenio, il collettivo Eugenio!?...dove l’esclamativo è il cognome e l’interrogativo una supposizione.
Collettivo significa un mostro a più teste, una figura mitologica come la medusa ma più grande più sofisticata e più reale…il mito va a casa e rimane la vita invidiata, quelli che gli dei avrebbero voluto per se.
Eugenio invece è un’idea, una di quelle lampadine che esistono e che solo Archimede in persona è capace di farti apparire giusto un momento prima della tragedia del buio e del caos.
Poi due mani che si intrecciano, si inerpicano tra autostima e creatività, e fanno una scala un percorso su per tre giorni, che ognuno sale e scende tra sorrisi, esasperazione, note distorte…qualcuno s’è perso, qualcun altro addormentato, ma Eugenio sale i gradini e qualche volta scivola su una buccia, ma non di banana, sto parlando in senso figurato, e dalle mie parti si scivola anche su un’incomprensione per poi ridere riderne di gusto, perché in fin dei conti Eugenio c’è, è un comico, è rotondo, un po’ smemorato, e se qualcuno non è apparso nel collettivo con nome e cognome è perché in fondo è una cosa implicita, come i postulati di Kant, ci sono e basta. E poi mi raccomando, Eugenio, com’era?, non prendere le palle…ci vediamo l’undici mi raccomando...
In tutto questo una parentesi di quando quella volta mi sono addormentata…ho sognato...e al mattino mi sono svegliata con in mano quelle visioni e di giorno le porto come se fossero un bicchiere d’acqua pieno, con la cura di non fare scivolare nemmeno una goccia di quello che ho visto.
I should have made myself a pyre
I should have set the world on fire
I know i’ll work it out
But you keep me hangin on
Gonna make a pyre
It’s my one desire
Gonna set the world on fire
I’m gonna give it back to lawrence
I’m gonna blame it on the audience
I know i’ll make it through
But i keep on losin you
Gonna make a pyre
It’s my one desire
Gonna set the world on fire
I’m gonna do it just for you
My pyromania’s coming through
I’m gonna make you a prescription
On gasoline and contraddiction
I know i’ll make it through
But i keep on losin you
Gonna make a pyre
It’s my one desire
Gonna set the world on fire
...per lanteprima fotografica cè...
CHI (non il setimanale da parrucchiera)
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giovedì 28 giugno 2007 - ore 17:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I just don’t know what to do with myself
just don’t know what to do with myself
just don’t know what to do with myself
I don’t know what to do with myself

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martedì 26 giugno 2007 - ore 20:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cose che accadano...al di là, al di sopra di quello che credevo potesse accadere...meraviglia potersi ricredere...
I am young and I am lost,
Every sentence has its cost,
I am young and I am lost...
(ahahahah and I dont care...)
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martedì 26 giugno 2007 - ore 12:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
FondamentalMENTE...è tutto inutile...
...quando ti svegli con i petardi esplosi in testa, sulla testa, nella testa...
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lunedì 25 giugno 2007 - ore 11:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Cosa accade al di là delle parole…e non ci presti neppure attenzione.
Una rilegatura, semplice un po’ antica, forse per vezzo e innata ostilità per le cose senza tempo, ma senza una ruga o una smagliatura sulla copertina. Quello che accade al di fuori di quello che racconto è prospettiva inaccessibile, un fuori campo, e come tale si sente.
Riunione di gabinetto…ma proprio di gabinetto ieri, lo spazio delle coinquiline e non dei politici e all’ordine del giorno le guerre. Quello che muovo senza consenso informato, quello che esigo ma non dico, - l’espressione di una necessità è principio di debolezza e soprattutto di limitazione ed io non voglio limitare- questa la mia sentenza con in mano lo spazzolino e il dentifricio, quasi a rafforzare l’alito di questa affermazione. Chi si sta lavando la faccia si alza incredula…mozione non approvata, l’asciugamano cerca di portar via i segni di quello che ho appena detto.
Inizia l’arte dell’argomentazione, e delle accuse e scuse…bisogna tirare lo sciacquone…quasi quasi rinsavisco e scopro che sono vicino alla copertina, sulla copertina e la limitazione non è necessariamente nell’espressione ma nella mancanza di essa…mi dimeno, non mi sopporto, sono stata un classico politico che nel nome della libertà ha imposto la propria volontà quando invece volevo solo essere uno stato d’animo con una copertina, un’indice ed un racconto.
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giovedì 21 giugno 2007 - ore 20:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Alice guarda i gatti...
Lavoro e ancora lavoro questa sera e i gatti dove sono? Non ci sono più...
Alice guarda i gatti...
Ma i gatti lo sanno?
No, ma se non ci sono, non è necessario che sappiano...
La maturità, la mia non di sicuro, sintende (la mia si è persa e non sa più tornare)...le cose stanno cambiando in fretta, ed io cartolina persa, smarrita, nell’immobile istantanea di una città...ma i palazzi i giardini le piazze i tetti cambiano, crescono, si demoliscono, e si ramifcano...e Alice cosa fa?
No, non lo sa...
Non sa tante cose...e forse prima o poi uscirà dall’istantanea di una vita quasi perfettamente uguale da cinque anni...con un piede fuori dalla polaroid, forse Alice qualcosa poi sa...fratellozzo ti aspetto...che qualcosa alice e gatti alla fine sapranno...mi manchi.
Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Irene al quarto piano è lì tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un’altra sigaretta.
E Lillì Marlen, bella più che mai,
sorride e non ti dice la sua età,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti muoiono nel sole
mentre il sole a poco a poco si avvicina,
e Cesare perduto nella pioggia
sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un pò,
e il tram di mezzanotte se ne va
e tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più e i pazzi siete voi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sol
mentre il sole fa l’amore con la luna.
Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai pane o carità
e un posto per dormire non ce l’ha,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
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giovedì 21 giugno 2007 - ore 12:02
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 20 giugno 2007 - ore 10:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Accorata, illusa serenità, è una bell’apostrofo tra una giornata e l’altra, un po’ come parlare di niente o osservare parole di un discorso e sembrare distante…che alle volte il linguaggio non lo ascolto semplicemente come gocce scivolate per inerzia su n tavolo in pendenza verso l’udito, le immagino le solidifico, si condensano e allora le guardo in piedi tra me e chi mi sta parlando, non sono distratta, direi rapita.
Punti cardine forse spiegati.
E ancora posizioni da prendere, in un modo o nell’altro nell’argomentare una tesi la si deve pur sostenere…ma si fa fatica a sostenere qualcosa in movimento, su un’altalena che andando su e giù inevitabilmente ti sposta le prospettive.
L’estetica, sarei tutto sommato per la concatenazione simbolica e l’armoniosa proporzione che concilia memoria gusto morale (assenza della morale, s’intende) in una sola forma che per lo più s’intuisce e ti cade addosso semplicemente come un vecchio vestito prezioso, senza ulteriori spiegazioni che non siano la semantica delle stesse cuciture…ma la funzionalità mi richiama, frastornata esigenza di non cadere e di non crollare nella vita quotidiana, uno stuzzicadenti dritto sarà pur meno bello, ma a quanto pare, e non lo dico io, regge molto di più gli umori di uno inclinato al piano dei pensieri, che sembrerà un po’ più bello, ma cede.
Allora mi riscopro un po’ funzionalmente esteta, con qualche frattura verso l’esterno…scopro che l’esteta non dovrebbe preoccuparsene e farsi crollare con un mood estetico, senza farsi influenzare dello spazio circostante, senza perdersi i paure di edifici adiacenti…
Mi preoccupa la fenomenologia di un viso che non posso controllare e i visitatori che ne apprezzano i lineamenti e fanno confronti e mi preoccupa il ricorso alla funzionalità quando non posso più sopportare e supportare l’estetica delle cose.
E allora al via costruzioni di edifici con gli stuzzicadenti dritti e anche simbolici…ne escono ricami di viso complessi ma che saltano agli occhi in maniera istantanea e semplice e forse lontanamente sereni…che la serenità va nascosta preservata quasi sublimata.
Ho vaneggiato come al mio solito riuscendo ad essere comprensibile come un ornitorinco.
(Tiz mi porterai ancora in giro con te?)
Misia dans le musée
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martedì 19 giugno 2007 - ore 11:13
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo stato delle cose.
A testa in giù…in questi giorni la certezza, gravità alcuna, e il sangue non affluiscono solo nelle zone d’inerzia della ragione.
Sono cose che magari impari da piccola, -guarda appoggiati e al muro e capovolgi, tieniti bene con le mani, sottosopra e quasi quasi ti sembra di essere nelle leggi della norma a testa in su-.
Lo stato delle cose. Passo successivo.
A testa in giù e trasloco. Le cose, i pensieri, le opinioni vanno spostate, anche le persone alle volte vanno trasferite fisicamente, per riscoprire le distanze…se non so quanto sei lontano non potrò mai raggiungerti, è il motto.
Lo stato delle cose di lunedì (o martedì lunedico) è un gran sonno, un gran sognanza a testa in giù, con il puzzle di me in subbuglio, le mappe autostradali non servono non mi riconoscono e il navigatore satellitare, quello che qualcuno chiama e lo definisce come pianificazione, slittato, Filippo è inutile che continui a dirmi le direzioni da seguire facendomi passare per caselli autostradali di congetture forzate ed inutili…a testa in giù e dalle parti del mare s’improvvisa...ahahah Venezia arrivo...anche di martedì...
“Una società di persone che non sognano non potrebbe esistere. Sarebbero morti in due settimane. “
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