spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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venerdì 15 giugno 2007 - ore 21:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all’asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...
E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l’età che s’invola...
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...
E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand’eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...
E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e a regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...
E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...
Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c’è solo il dolce ad attenderti, ma molto d’amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...
I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...
Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po’ folle, un po’ saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato..."
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PERMALINK
martedì 12 giugno 2007 - ore 13:32
Thirteen Things
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non abbiamo tempo per leggere.
In questi giorni No.
Guardami.
Esami. Con l’incoscienza la sveglia e…
(Le medie: Ugo Foscolo le visioni della Francesca e l’equazioni;
Le superiori: oddio adesso come faccio non ho mai studiato italiano e Matteo e i sistemi elettrici;
L’università: Merlino guarda che chiamo Maga Magò e gli asili…che poi mi spieghi perché si chiama asilo?? I bambini sono dei rifugiati? Le comparse fantasma, Ale e le pallonate nel cortile).
..l’ansia.
Papà, ti presento la mia vita.
Interno stanza…tanto lo sai che è fintamente ordinata giusto per le visioni che andrai a raccontare alla mamma…e che giusto da qualche parte un armadio sta per esplodere.
Siediti qua, la mia prospettiva caffè la mattina quando da sola mi sveglio.
E uno sguardo dalla finestra, dove controllo anche la pressione atmosferica di quelli che saranno gli umori della giornata.
Si, abbiamo ancora l’alberello di natale in casa…we are all sensitive people.
Se avessi i soldi ti porterei a Parigi…lo farò.
La sera…così, cosa faccio? Si gioca…non sono cambiata tanto, vero?

Qualche volta canto…come fai tu in macchina.
Alle volte sono triste, quando non lo sai, alle volte rompo tutto con tutti…
e cado…e non vorrei essere sola.
E vi vengo a cercare…al mare.

E poi basta, ci sei qua tu, Adieu Tristesse …ti presento la mia famiglia, i miei amici.
youre my art star
youre my love star
you take care of me when im feeling sick
youre a desert road to safe water
youre my childhood dreams all in one
youre a death train
youre a car wreck
youre a willow tree in my garden
when i look at you i see summer
i will never leave you alone
youre a fawn
youre a silo
youre my fathers hands when its cold outside
when i just think of you everything burns and disappears from my eyes
when i just think of
you
when i just think of
you
when i just think of
you
when i just think of
you
i will never...
i wont ever...
i wont ever (leave you)...
Elephant Parade_Thirteen Things
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PERMALINK
domenica 10 giugno 2007 - ore 21:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il miglior complimento che può ricevere una donna è l’emulazione
Detto questo. Non volle ricevere complimenti.
"Se cè qualcosa che odio - diceva - è sicuramente il buon gusto: per me è una parolaccia"
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PERMALINK
sabato 9 giugno 2007 - ore 18:08
afteRHours...my sweetness
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il Lusso
Il lusso di una giornata.
Mi concedo quattro volte linsostenibile leggerezza di essere dolce.
Quattro volte tanto afterhours.
Se vuoi parlare. (Io, il linguaggio, divento)
Se vuoi parlare di dolcezza taglia dai libri della crudeltà.
Uccide lo spettacolo carnale
è una cosa così sporca
che la farei per niente
e ti prendo mentre cerchi qualè
Ma non cè niente che sia per sempre
tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
o è solo che non sai come finire?
Una strana calma, una calma enorme
soltanto per capire chi sei
quando un capriccio diventà realtà
chiaro che ti uccido dentro a quel che sei
Ci si adatta a tutto...
anche ad una giornata
in cui sei quel che sei
Oh ... sweetness, sweetness, I was only joking
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PERMALINK
venerdì 8 giugno 2007 - ore 00:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ogni vita ha peso e
dimenticanza calcolabile
La bambina torna...con quel vestito che bello che era l’ultima volta.
Un viaggio in macchina lungo un vomito e una nausea interminabile.
Come sempre stessa strada, finestrini giù, per sentire, aria, datele dell’altra aria.
Puntuale come l’assenza e quel pianto bianco che come sempre pulito tornava nella credenza, le cose da dire, la bimba va adesso piatto bianco sintattico neanche da lavare questa sera.
La chiamano dimenticanza, indifferenza...strano pensa la bimba, non dovrebbe avere un peso, e invece è quasi calcolabile...sui fondi di un bcchiere mandato giù a forza d’amore...poco calcolabile.
Vorrei fosse zero.
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PERMALINK
mercoledì 6 giugno 2007 - ore 14:08
cosa fai domani non lo chiese a nessuno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E se tu tornerai
t’amerò come sempre ti amai,
come un bel sogno inutile
che si scorda al mattino.
Prova a lasciare le campane
al loro cerchio di rondini
e non ficcare il naso
negli affari miei
e non venirmi a dire
"Preferisco un poeta,
preferisco un poeta
ad un poeta sconfitto"
tanto io non ho sentimenti...solo sensazioni...giusto?
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PERMALINK
martedì 5 giugno 2007 - ore 16:59
vizi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
io e la semplicità.
si può dire che siamo diffidenti l’una dell’altra.
ma in fondo mi piaci...sig.na semplicità.
un vizio che voglio assolutamente a fior di schiuma per ogni mio pensiero.
"piccoli mondi in viaggio
accappatoi, specchi, succhi di frutta e scatole
una valigia colma di tovaglie
Vertigini e imbarazzi dei corpi
il latte alle ginocchia
le macchine che fanno le granite, i colori delle granite
Incastonare televisioni
L’importanza della dignitè di un viso
guardarsi circondare
li anima e li governa
Non distogliere lo sguardo
magari da sola
il fruscio umido dell’erba
stare seduti per terra e annusare la nebbia
la mia macchina è il mio palcoscenico
Sospensione per guardare diversamente la vita
Lasciare che le cose accadano" (auguri anche così..sig.na libertà)
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PERMALINK
martedì 5 giugno 2007 - ore 09:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
lunedì 4 giugno 2007 - ore 12:08
Tra fantasie bianche...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ragazzo triste come me ah ah
che sogni sempre come me ah ah
non c’e’ nessuno che ti aspetta mai perché non sanno come sei
Ragazzo triste sono uguale a te,
a volte piango e non so perché
tanti son soli come me e te ma un giorno spero cambierà
Nessuno può star solo,
non deve stare solo quando si e’ giovani così
Dobbiamo stare insieme, amare tra di noi
scoprire insieme il mondo che ci ospiterà
Ragazzo triste come me...
Hey hey hey vedrai - hey hey hey vedrai
non dobbiamo star soli mai,
non dobbiamo star soli mai...
Tanto piangere…ma sembra una sorgente insaziabile e su smettila. Guarda i capelli, belli perfetti incorniciati al viso, mi piace ricordarli così, se non li posso vedere me li immagino sul tuo viso da cartolina, che cammina con un senso disorientato e di masticato equilibrio dall’alto dei tredici anni che ti ritrovi sulle mani e che ogni tanto per ridere scherziamo e quei segni tra un dito e l’altro non sembrano poi così cambiati che sei sempre quella che portavo in braccio.
E poi oggi va così, di sensazioni diverse che fanno fatica anche solo a starci accanto nella mia testa. In bici, poi ancora più indietro, forte forte la barba sulla pelle è una certezza da sempre così come l’odore in parentesi di fumo lanciate lontano, “Fumo blu, fumo blu Una nuvola e dentro tu
E poi, e poi se un uomo sa di fumo Ma sì, ma sì è veramente un uomo”, e adesso vicino vicino, ti devo portare nella mia vita, troppo tempo ne sei rimasto fuori, incastonato tra racconti che forse non ti sei mai immaginato, che se la vita va immaginata allora tanto vale non vivere, mi dicevi sempre e allora hai ragione…non immaginare papà e sbrigati, c’è un altro programma che non aspetta altro che essere disfatto a appeso ai fili dell’improvvisazione.
E poi, con tutti questi “e poi” mi sembro Guccini…ma è la congiunzione capace oggi da sola di tenere insieme cielo e terra e mare.
Veniamo al mare, dunque.
Sai, se non ti scrivo spesso non significa che non ti penso e se non ti parlo non significa che non abbia poi parole e lettere e romanzi ed enciclopedie da raccontarti…solo che ho scoperto il peso che può avere la conoscenza, la conoscenza dei miei sentimenti e allora…cioè, non succede che un vocabolario di un sentimento venga un giorno a farti una lezione cattedratica sull’abc del suo sentire, si insomma non si è mai visto in giro una definizione di quello che provo per te finire direttamente nelle tue braccia e poi un’enciclopedia con le gambe non esiste anche per dare modo a chi vuole sapere di fare la sua strada…e all’enciclopedia di scappare…cioè, ehm, di consolidare il suo sapere, si insomma meglio così.
(ciao anche a te mamma Sofia!)
I mie ragazzi e le mie ragazze tristi….
To answer a question
It’ll probably take more
If you’re already there
Well then you probably don’t know
Well we were the people
That we wanted to know
And we’re the places that we wanted to go
It’s hard to get hold of
And hard to let go
Always something we look for
From the day we were born
Instead we’re the people that we wanted to know
And we’re the places that we wanted to go
Yeah we’re the places that we wanted to go
We’re the places that we wanted to go
.
.
.
’Cause you’re the places that I wanted to go
Yeah you’re the places that we wanted to go
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PERMALINK
giovedì 31 maggio 2007 - ore 15:05
Parcheggitudine
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Parcheggiati…un giorno di coscienza in più e si guarda fuori dal finestrino.
Bisogna toglierci da questo parcheggio…al più presto.

Chi li progetta, i parcheggi, magari ne vede meglio le uscite, le pianifica e intanto veloce veloce fa un rapido giro di perlustrazione, in bici per una prospettiva personale, più a contatto con il resto, per contare meglio gli spazi e poi risalire e andare via…dai, ci sei quasi.
Chi invece nel parcheggio proprio non ci vuole stare…sembra una bimba abbandonata da una mamma distratta e in preda all’euforia pensa di potersela svignare…sorvolando tutto…e invece no…ma siamo sicuri che non si può?
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