spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 7 maggio 2007 - ore 10:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
venerdì 4 maggio 2007 - ore 15:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando ha nostalgia la aiutano i sogni...ecco perché dormire, si proprio dormire, deve essere stata la risposta più calzante al quesito nelle classifiche delle meraviglie mondiali.
Insomma “certa gente” vorresti averla conosciuta anche prima, avresti voluto giocarci da bambina, anche litigarci se è per questo (aggiunge la zona franca del mio cervello dedita all’incazzamento), e poi vedere passare il tempo, bello piovoso oppure semplicemente bagnato un po’ di celeste, dalle fisionomie delle ombre…guardarle allungarsi, ripararsi, qualche volta sparire dentro una pozzanghera di non detti.
Così maledettamente sdolcinata in questo pomeriggio, pensiero stupendo, nasce un poco strisciando, recupero giorni persi ad immaginare e a sognare ombre, e ho la fenomenologia delle giornate passate in compagnia come retrogusto, sulla punta della lingua…non ho saputo resistere...questo post per l’esattezza avrei dovuto farlo tra nove giorni (Ale, confermi?) ma si sa la puntualità nella mia vita è un tale spreco di tempo.
Thanks.
Today is the greatest
Day I have ever known
Cant wait for tomorrow
I might not have that long
Ill tear my heart out
Before I get out
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PERMALINK
giovedì 3 maggio 2007 - ore 14:05
e poi...la quiete
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se qualcuno dunque avesse domandato qual era per lei la cosa piú bella, il modo migliore di passare il tempo, qual era il suo sogno, il suo desiderio piú grande, lo scopo della sua vita, con assonnato fervore lei avrebbe potuto rispondere: Dormire, nient’altro che dormire!
Ingeborg Bachmann, Tre sentieri per il lago (1972)
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PERMALINK
giovedì 3 maggio 2007 - ore 12:48
And said I’ve lost control again
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...non mi serve tempo, una decisione, una rinuncia, un addio...
categorica come un colpo puntato allo stomaco...
odiami che sarà più facile.
"Più le donne sono grandi, più piangono. E più hanno carattere, più hanno un pessimo carattere. Vedi, ragazzo, queste donne le chiamano disturbate.
Se non possono avere tutto vogliono il nulla.
Se non vengono amate si fanno odiare.
Sono le donne che conoscono alla perfezione, come i bambini e i poeti, l’arte di essere infelici. Non hanno invidie, tranne una. Per le belle e mediocri. Quelle alte con gli occhi azzurri che ti fanno ridere, ti divertono e che, per una sera non ti fanno pensare.
Ragazzo che non ho, devo chiederti un grande favore. Guarda al di là delle apparenze in futuro."
...oppure...minerva
...could live a little better with the myths and the lies,
When the darkness broke in, I just broke down and cried.
I could live a little in a wider line,
When the change is gone, when the urge is gone,
To lose control. When here we come....
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PERMALINK
mercoledì 2 maggio 2007 - ore 14:36
Interni alla finestra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"I capelli un po’ più scuri del resto, ma si schiariranno, pensò, quando la pelle si abbronzerà di più,
quella pelle liscia con i riflessi d’oro pallido su un fondo scuro. La sua pelle era certo liscia,
liscio era tutto il corpo, e lei si muoveva impacciata come se ci fosse qualcosa in lei e intorno
a lei che la imbarazzasse, come se questa cosa fosse visibile, sebbene non lo fosse che nella sua mente. E arrossiva quando lui la guardava, e se ne stava seduta, le mani strette intorno alle ginocchia, ..."
Ernest Hemingway, Per chi suona la campana
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PERMALINK
mercoledì 2 maggio 2007 - ore 11:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e adesso mi spiegate le somiglianze....
P.s.: Daniele non so come si fa la faccina!!!
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PERMALINK
venerdì 27 aprile 2007 - ore 11:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se non fosse così probabilmente sarei un altro romanzo, uno di quelli ricchi di foto, con la copertina accattivante, un buon narratore ed una sequenza lineare, se prosa sono prosa, se poesia sono poesia e così dicendo. Quando qualcuno si inoltrò nei nessuno e nei centomila viveva in compagnia scrivendo, e occhi blu prima di andare via mi aveva lasciato come un monito: -scrivi purista della scrittura ma ogni tanto lasciati vivere anche da quello che scrivi, elimina le forme impersonali, quelle che tanto ti piacciono per porre a distanza di sicurezza i possibili lettori o amici, ad un certo punto diventano quasi la stessa figura, e usa il personale, usalo per raccontare, e per farti magari riconoscere e chissà che qualcuno poi si possa immedesimare.-
Così gelida e apostrofata tra l’intercapedine di immagini e aggettivi non c’è spazio ai dialoghi e non c’è competizione se non prendi parti con cui allearti…-no, no ma io sono stata sempre senza patria e senza nome, primo errore di megalomania-, le parti le ho prese proprio nell’assenza di una decisione.
Oggi è la giornata dei qualcuno.
Qualcuno con i modi più costruiti dei miei, in un giorno di assurda naturalezza su un divano senza atteggiamenti, mi aveva detto che ci sarà sempre una bella persona, una bella calligrafia con la quale misurarsi e magari uscirne, anzi sicuramente uscirne sconfitti, e semplicemente aveva riportato la singolarità del proprio essere all’entrata in un locale a testa alta. Mi piace ricordarli così alcuni momenti e mi piace prenderle così le parole questa mattina, semplici per come sono.
Mi ritrovo in una piazza e allora imparo, imparo anche qui dal qualcuno che mi fa da maestro, mi mette un cartello al collo, lo stesso che ha lui, lavori in corso c’è scritto, senza nessuna specificazione e allora l’allenamento inizia la critica, non solo della ragion pura, ma anche di tutto ciò che è irragionevole, e bada bene aggiunge, non è forma di scetticismo ma senso e scarto e volontà…aboliamo la potenza.
Con il cartello al collo, poi, me ne vado in giro, scopro che non è leggibile a tutti e allora fermi un po’ che faccio il punto della situazione. Misia interrogata alla lavagna, tempo presente di tutti i suoi umori. Faccio linee, equazioni e algoritmi, unisco i puntini tra i qualcuno e ne escono miti…just for one day…just a perfect day.
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PERMALINK
giovedì 26 aprile 2007 - ore 12:44
I CoNformisti agli sMIle...Spettacolo puro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Con tutte le contraddizioni e le incertezze del destino umano
la vita va vissuta sempre come fosse un dono.
A volte si ha la sensazione di un presente ostile, di un futuro orrendo
ma in fondo son contento
di appartenere al mondo.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
La morte di un attore molto amato
Le chiacchiere del dopo terremoto
Godeva tutto il funerale quando lui ha cantato
L’arresto di un politico famoso
La favola del bacio misterioso
La chiesa si converte al rock piuttosto all’improvviso.
lo prego e piango di qua
qualche volta piango di là.
L’Europa ci regala un’altra tassa
Il gran rilancio della mafia russa
Si incaglia in mare un’ammiraglia c’era l’acqua bassa.
La crisi si è risolta sghignazzando
Bambino stupra anziano reverendo
Il pianto di una Madonnina, non le piace il mondo.
E anch’io… piango di qua
qualche volta piango di là.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
Nel gioco del falso e del vero
qualsiasi dolore del mondo è spettacolo puro.
È come se fosse un libro di avventure
che mi fa bene e male al cuore
un libro che non chiudo mai.
Piango di qua
qualche volta piango di là.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
È sempre più sicuro il pendolino
Leghista vende il Duomo di Milano
Tribù che mangia missionario pare molto buono
A volte la Ferrari ci fa male
D’Alema sembra sia un sentimentale
Tra poco ci sarà del sesso sempre più virtuale.
Io amo e piango di qua
Qualche volta piango di là.
Stravince con la moto un bel bambino
Pannella spaccia droga al mercatino
Scambiava la fontana antica per un trampolino
Cossiga quasi sempre torna in ballo
Emilio Fede clona il suo cervello
La grande svolta dell’Italia parte dal Mugello.
Io svolto e piango di qua
qualche volta piango di là.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
Nel gioco del falso e del vero
qualsiasi dolore del mondo è spettacolo puro.
È come se fosse un film di sentimento
che mi coinvolge proprio tanto
un film che non finisce mai.
Piango di qua
qualche volta piango di là.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
Uccide sette coppie e non gli basta
La mistica Pivetti è via di testa
Il caso della mucca pazza in cerca di analista
Il costo giornaliero di un pentito
Adesso la massaia fa il soldato
Andava in giro per Venezia col suo carroarmato.
Per forza… piango di qua
qualche volta piango di là.
La carica dei topi in ospedale
Il vecchio incatramato al Quirinale
Si spara chiuso dentro un cesso alla Bicamerale
Purtroppo Bertinotti non concorda
La nostra maggioranza è un po’ bastarda
La guerra delle quote latte fatta con la merda.
Io osservo e piango di qua
qualche volta piango di là.
Piango di qua
qualche volta piango dì là.
Nel gioco del falso e del vero
nel gioco del falso e del vero persino la vita e la morte
è spettacolo puro
La vita e la morte spettacolo puro.
La vita e la morte spettacolo puro.
La vita e la morte spettacolo puro.
Spettacolo puro!
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martedì 24 aprile 2007 - ore 13:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
martedì 24 aprile 2007 - ore 12:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Felpa, tuta, cappuccio sulla testa…con il caldo non si perde la semantica riparatoria del nascondersi.
In mano istantanea di un ronzio finalmente esausto.
Oscenamente corta, la gonna, il vestito, non mi sentivo così. Era solo illusione, poco sincera e perfettamente etichettata, disagio.
Disagio con curve che mi curvano, mi piegano, in ginocchio davanti ad urla che pretendono di ricordarmi che io vivo. Concerto, voce non perfetta soprattutto nei falsetti precari ma tutto sommato le chitarre sono scialuppe di salvataggio garantite…tutto e niente, dove tutto è niente, dove la musica è per la musica…c’è qualcuno tra voi che sappia suonare una danza vertigine che tolga le scarpe e le calze alle femmine…no, non credo Paolo.
Sempre in ginocchio mani in terra, a cercare l’appiattimento e non sentire una singola parte, solo silenzio irreale di un pavimento freddo. Poi passano, passano addosso, i bottoni tra una tolleranza e l’altra si lacerano e sono stretta, stretta. E poi pensieri circostanziali, guardali, li riconoscono sempre subito, sono quelli finti che sembrano usciti da una clinica di chirurgia plastica, ma anche abituali, come le mutandine. Solite le guardo. Sorrido. Riprendo la fisionomia di un sorriso. Faccio scorta ancora un po’ di camion di parole, con questa faccia un po’ così, divento un autostoppista di frasi. Applausi. E’ la penna che applaude, appassire in una borsa in tempi di prime arie calde estive non è il massimo. Racconta adesso che puoi, tanto non puoi morire, sei inventata.
Scrivi Dancing...ora puoi.
Ho ballato di tutto, lo sai
sui sentiere dei grammofoni, sai
woody, woody…
Ho ballato un po’con tutti, lo sai
gente nuova e gente vecchia, lo sai
Smoothie, smoothie…
Blue fame, blue love…
Mai nessuno che abbia amato, lo sai i miei
piedi, mai nessuno, lo sai.
Footie, footie…
Vedi, il cuore e i piedi, proprio così,
sono i primi che si stancano, sì.
Moody, moody…
Blue flame, glue love…
Una donna calda, sono così,
come si usa dire, sono così.
Hothead, hothead…
Che trascina al largo senza pietà
chi non sa nuotare e mai imparerà.
Bloody, bloody…
Blue flame, blue love…
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