spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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martedì 12 dicembre 2006 - ore 14:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 12 dicembre 2006 - ore 14:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Did you say "no, this cant happen to me,"
And did you rush to the phone to call
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didnt know him at all
You didnt know him at all, oh, you didnt know "
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giovedì 7 dicembre 2006 - ore 09:40
Buon Giorno...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...idiot????
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mercoledì 6 dicembre 2006 - ore 13:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
" Will they ever believe us ?
And when you want to Live
How do you start ?
Where do you go ?
Who do you need to know ?
"
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martedì 5 dicembre 2006 - ore 13:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"je ne veux plus entendre que le silence." Why do your eyes paralyze me
What makes me feel this way
Just carry me away with silence and heartbeats
As rapid thinking about your embrace
and how it makes me feel
I just want to feel this way forever
Sleep on portraits painted as perfect as you
Why have I been given the chance to fly
When Im not with you I feel lesser alone
I remember your face
imprinted on angels
Your voice as beautiful
as the sounds of waves
crashing against my heart
Time slows down when you look at me
Im infatuated with this
infatuated with you
Its so hard for me to understand why
I hadnt found you before dont dull away
hold my hand
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lunedì 4 dicembre 2006 - ore 15:24
Settimanale respirazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prima sigaretta della settimana.
Dimestichezza tra le dita e principio di rilassamento distensivo in nuvole di pensieri:
-sorriso, aspiro, sorriso: saperti adesso così vicina, mi rende instabilmente sorridente;
-inspiro, inspiro...sospiro: non aggiungo altro...(altrimenti è un’ovvietà amorosa scontata, anche se tu non ne hai la benché minima idea...);
-ossigeno, si oltre alla nicotina e altro c’è anche ossigeno: quando tra un pò di giorni rotolerò verso sud si andrà al mare...ecco la vita perfetta...
"mi piace, tornare bambino e giocare
coi secchi di sabbia col sole, farmi pulire dal mare
mi piace, non dover programmare
se non il minuto che viene, poi ricominciare" -rilasso tutte le imprecazioni: ahahahahahahahahahaha niente agripolis, tié brutta bacucca!!!
-ultimo tiro pregustato di questo lunedì: fine settimana liquidamente emozionale, sorrisi e paure in trasfusione, e sono contenta anche di questo, anzi soprattutto per questo.
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venerdì 1 dicembre 2006 - ore 09:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le mura ovattate. Sembra d’esser ritornata in uno stato interiore essenziale, una placenta di suoni considerevoli, scivolano sulle pareti, si mescolano e ritornano rotondi e quasi indistinti. Nessuna distrazione se non quella sorda di un intenso vibrare nello stomaco, solidità sonora e percezione a pelle d’esser vera.
Bisogna rimanere al buio, e bisogna rimanere al di fuori dell’altro per iniziare a raccontare silenziosamente. Lasciarsi raccontare addosso dalle note. Ed eccola…la rabbia per prima, il suono conciso ai piedi della chitarra, alzarsi perspicace, come se non ci fosse altro da cogliere, e dà voce, diventa urlante perché semplicemente non ce la fa più…non ce la fai a camminare a testa bassa, non ce la fai a guardare in faccia, non ce la fai a guardare le vene, vene tagliate, rifugi esistenziali spezzati. E allora grida, urla, prende forma, ci parlo perché è suono ed emozione che non scappa via, rimane seduto al tavolino, nel basso ventre a riverberare le sua tonalità.
La placenta di questa stanza attenua i confini, e così non ti tagli, si, in modo da non strapparti l’anima nella cucitura che va da un’emozione ad un’altra. Vibrano e basta.
E poi mi viene a trovare il tuo pensiero, entrato con prepotenza e sedutosi su tutti i miei stati d’animo. Mani interrogative le tue, ma non rispondo, e così facilmente prendi e vai via.
Dietro una chitarra due occhi fanno capolino, notarne la forma affusolata, prendine nota, scrivi, fissa cosicché quella forma si allunghi in un sorriso…e non aggiungere altro.
Esplodo composta, seduta davanti ad una batteria.
Modi di ritrovarsi:
chitarrista abbracciato, racconta vita in primo piano, una settimana va via sulla punta delle dita, in punta di dita-Chitarrista ritrova spazio. Perché a lui ridategli spazio, il suo…che sia lontano dalle costrizioni di un planare quotidiano di un carattere prestabilito, qui invece spazio e figura e carattere non hanno senso, è dimensione e basta. –Bassista, le mani, non lo sapete, ma le mani osservano. Smontano suoni e li adattano e li trascrivono, ritmo ritmo oceanico, sotterraneo, un letto e vi si adagiano le parole.
Sguardi…cosa guardi quando hai la responsabilità di un suono tra le braccia?
Non vedi…osservi, ascolti e immagini, intuisci movenze sonore.
Pausa…at next scriptorumclip.
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lunedì 27 novembre 2006 - ore 18:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dopo una giornata così...non rimane che:
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lunedì 27 novembre 2006 - ore 10:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"In qualche parte del mondo
una capanna tra gli alberi
sopra una piccola spiaggia
accarezzata dal mare. "
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mercoledì 22 novembre 2006 - ore 17:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Grazie per avermi spedito questa cartolina delle eterne mie indecisioni. Ho preso atto delle note che ripetendole ho perso via via…e probabilmente, lo sai bene anche tu, non era voluta, non era voluta la mia assenza accanto a te…quando poi, tutto quello che volevo era solo starti accanto e parlarti semplicemente, o meglio parlarti e basta, che poi non esiste mai il semplice ma solo quel meraviglioso senso d’appartenenza all’essere spontanei...e sei terribilmente distante ancora via, si tu non sei come gli altri. Strana pretesa quella di scriverti qui e farmi leggere così senza la mia solita faccia da buffona...ma puoi leggermi serio, vestito di nero, con la tua faccia aperta ai dubbi, l’espressione scettica e magari per una buona volta riesci anche a riconoscerti.
"Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne
immagini ancora altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per
farcele stare tutte. Io non so, a me la vita sembrava già così difficile,
sembrava già un’impresa viverla e basta. Ma tu, tu sembra che devi
vincerla, la vita, come se fosse una sfida. Sembra che devi stravincerla,
una cosa del genere. Una roba strana. È un po’ come fare tante bocce di
cristallo e grandi..."
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