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"Per me, ciccino mio"





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la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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mercoledì 22 novembre 2006 - ore 17:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Premessa:
Non mi piacciono le indiscusse attenzioni sull’argomento e non mi piace che sia sempre e solo il parere di uno psicoterapeuta che mangia psicanalisi a colazione ad essere riportati nelle riviste, sono citazioni insulse e limitanti e altamente obsolete, anche se a parlare è il cosiddetto esperto. Conviene alla paranoia del momento e la psicoanalisi la biascicano un po’ tutti essendo un semplicissimo ricorso ad una modalità biunivoca di causa effetto che mette a dormire le varie coscienze, ma ci tenevo a riportare un articolo. Il lessico è ovviamente giornalisticamente parlando pompato, eccessivo, solitamente i casi ordinari sono più pacati e meno rumorose. Il perché è banale: attorno ho esempi di situazioni simili.

Criticano di continuo le loro compagne per inesistenti chili di troppo. Controllano quanto e cosa mangiano. Le spingono a fare esercizio fisico a ritmi ossessivi. Sono pochi i mariti e fidanzati così, ma esistono
Nessuno può costringere qualcun altro a diventare anoressico. In genere, questi uomini esaltano una tendenza già presente nella donna", chiarisce Fabio Piccini, psicoterapeuta, responsabile del Centro per la terapia dei disturbi del comportamento alimentare della casa di cura Malatesta Novello di Cesena e presidente dell’associazione Ab.it (www.anoressia-bulimia.it). "Un’altra possibilità è la cosiddetta follia a due: i partner sono invischiati in un rapporto di estrema dipendenza reciproca, che si regge su un circuito patologico di richiesta-esaudimento. Quello dei due più debole e con minore autostima è portato, per mantenere la relazione, a compiere atti autolesionistici di natura diversa: può accettare di diventare uno schiavo sessuale, di mantenere il partner o di trasformare il proprio corpo, per esempio nel senso di un’estrema magrezza".

Ma queste donne, senza quel partner, avrebbero ugualmente sviluppato un disturbo alimentare? "Difficile dirlo. In genere, in assenza di un altro connivente, il soggetto si infligge da solo la stessa sofferenza. A volte, però, la vita prende una direzione o un’altra proprio in base agli incontri che si fanno. Si può essere talmente in crisi da accettare qualsiasi compromesso, purché appaia come una soluzione rapida ed efficace". Nella follia a due, il membro della coppia "debole", in questo caso la donna, "è passivo, compiacente, con un forte bisogno di accoglimento. In cambio dell’acquiescenza ai desideri del compagno, ottiene la certezza di non essere abbandonata", osserva Calchi.

Del resto, un soggetto psicologicamente “sano” (le virgolette sono mie) non si mette con un’anoressica. Anzitutto, scegliere una compagna in cui i caratteri sessuali secondari sono quasi assenti significa temere il confronto con la donna adulta, consapevole e assertiva". In più, nelle anoressiche gli squilibri ormonali provocano frigidità. "Il rapporto con il cibo è rapporto con il corpo, quindi anche con la sessualità", fa eco Piccini. "Non a caso l’eros, in queste coppie, spesso è assente, o povero, o caratterizzato da perversioni. I maschi di cui stiamo parlando non cercano il piacere sessuale, ma quello dato dall’esplicitarsi al massimo di una relazione di potere"
Le modalità messe in atto dall’uomo, sostiene Nicoletta Calchi, "non sono mai esplicitamente normative. In altre parole, non dicono mai: "non mangiare". La richiesta si esprime a livello più sottile: il soggetto fa leva sui punti deboli della compagna, o assume atteggiamenti di rifiuto se questa non lo asseconda".

E quando non si tratta di fidanzati, si tratta di altre figure maschili di riferimento.





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martedì 14 novembre 2006 - ore 13:51


Propositi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Intervista con L’ Ironia...



...Dopo tre giorni dicono risorga...


...speriamo sia femmina

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martedì 14 novembre 2006 - ore 10:09


Rassegne Cinematografiche
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Alle volte in un disperato deserto mi sembra un cerchio perfetto quell’abbraccio che cola a picco su un lago di emozioni contrastanti.


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martedì 14 novembre 2006 - ore 09:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.
Lasciateci aprire le finestre,
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.
In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un’idea tra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Lasciate almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione.
....
Lasciateci il gusto dell’assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria..."



(eh...sto diventanto terribilmete antica...e mi piace anche)
(Tiz, la mia prof di statistica preferita...porterò rispetto alla nonna, anche con Bruno...)


"Bukowski non sa vestire, Bukowski non sa parlare, Bukowski ha paura delle donne, Bukowski ha lo stomaco in cattivo arnese, Bukowski é pieno di terrori, odia i vocabolari, le monache, le monete, gli autobus, le chiese, le panchine del parco, i ragni, le mosche, le pulci, i depravati; Bukowski non ha fatto la guerra. Bukowski é vecchio, Bukowski non fa volare un aquilone da 45 anni; se Bukowski fosse una scimmia lo caccerebbero dalla tribù... "


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lunedì 13 novembre 2006 - ore 09:38


Thanks For birthday
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Un ventaglio di emozioni...avrei giurato che non ci sarebbe più stata un Sunday morning vista la capienza e l’esaustività di un Saturday night...invece mi sveglio sulla soglia di quello che vorrei dire...ma non adesso e non qui.
Grazie.



(se non ho cantato è stato ovviamente per il vostro bene...sarebbe stata una tortura per le vostre orecchie...)

Portishead_Only You
We suffer everyday,
What is it for,
These crimes of illusion
Are fooling us all,
And now I am weary,
And I feel like I do.

It’s only you,
Who can tell me apart,
And it’s only you,
Who can turn my wooden heart.

The size of our fight,
It’s just a dream,
We’ve crushed everything,
I can see, in this morning selfishly,
How we’ve failed,
And I feel like I do.

It’s only you,
Who can tell me apart,
And it’s only you,
Who can turn my wooden heart.

Now that we’ve chosen to take all we can,
This shade of autumn, a stale bitter end,
Years of frustration lay down side by side.

And It’s only you,
Who can tell me apart,
And it’s only you,
Who can turn my wooden heart.

It’s only you,
Who can tell me apart,
And it’s only you,
Who can turn my wooden heart




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venerdì 10 novembre 2006 - ore 12:23


Di sproloqui e soliloqui e loquibus affini&spritzini
(categoria: " Vita Quotidiana ")





ahahahahahahahahahahahahahaha
quanto ridere mi fa...
quasi quasi mi viene da piangere...

"Accolita di rancorosi
gelosi, avvelenati, sospettosi
incazzosi dentro casa
compagnoni fuori in strada
ci intendiam solo tra noi!
ringhiosi che rimangon sempre soli
gli ingrati se ne vanno
noi restiamo e ci teniamo la ragione "



Quando avete finito richiamatemi che tiro lo sciacquone

..."STAY UNICUM"...AGORAFOBIC thanks

Morrissey_ Dear God, Please Help Me

I am walking through Rome
With my heart on a string
Dear God, please help me

And I am so very tired
Of doing the right thing
Dear God, please help me

There are explosive kegs
Between my legs
Dear God, please help me

Will you follow and know
Know me more than you do
Track me down
And try to win me?

Then he motions to me
With his hand on my knee
Dear God, did this kind of thing happen to you?

Now I’m spreading your legs
With mine in-between
Dear God, if I could I would help you

And now I am walking through Rome
And there is no room to move
But the heart feels free

The heart feels free
The heart feels free
But the heart... feels free

The heart feels free
The heart feels free


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martedì 7 novembre 2006 - ore 15:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Il mio nome Angelene
Il casino più carino che tu abbia mai visto "
PJHarvey





Inizi ad andare lontano se non hai la meta prefissata. Se non hai niente da dire, a braccia virtuali, se non hai niente da raccontare per il momento ad occhi distratti. Si tratta di un silenzio studiato a tavolino quasi per custodirsi e riprendere in mano il peso delle parole. Di situazioni ne accadono, si sovrastano, quasi la foga narrativa fosse un fiume in piena pronto a trascinarti via, ma stranamente divento per la prima volta personale, senza trucchi, senza nonni e bambini saccenti immaginari, si insomma a parlare in prima persona quasi mi ci trovo bene e mi sembra di galleggiare.
Capitolo uno: i fine settimana sono divenuti cartoline postali, riassunti per necessità in poche ma spero rappresentative righe di emozioni da spedire in cambio di un ricordo. Non sempre, non sempre ma spesso i giorni sono diventati infrastrutture per venire a trovarti, mentre siamo magari nello stesso posto…sai cosa? Sono diventati frames da descriverti in pochi istanti con un bicchiere in mano, aspettando che forse scivoli via quell’angustia e quegli occhi estranei che fantasticamente non sembrano mai rifletterti..."e adesso eviterò di metterti una canzone dei Pooh"...


Tool_Jambi

Here from the king’s mountain view
Here from the wild dream come true
Feast like a sultan I do
On treasures and flesh, never few.

But I, I would wish it all away.
If I thought I’d Lose you just one day.

The devil and his had me down,
in love with the dark side I’d found.
Dabble in all the way down
up to my neck soon to drown.

But you changed that all for me.
Lifted me up, turned me round.
So I...
I...
I...
I...
I would
I would
I would
Wish this all away

Prayed like a father dusk to dawn.
Beg like a hooker all night long.
Tempted the devil with my song.
And got what I wanted all along.

But I,
And I would,
If I could,
And I would,
Wish it away,
Wish it away,
Wish it all away,
Wanna wish it all away,
No prize that could hold sway,
Or justify my giving away,
my center.

So if I could I’d wish it all away.
If I thought tomorrow would take you away.
You’re my peace of mind, my home, my center.
I’m just trying to hold on,
One more day.

Dim my eyes...
Dim my eyes...

Dim my eyes if they should compromise
our fulcrum what you need divides me then
I might as well be gone.

Shine on forever.
Shine on benevolent son.

Shine down upon the broken.
Shine until the two become one.

Shine on forever.
Shine on benevolent son.

Shine on upon the severed.
Shine until the two become one.

Divided I’m withering away.

Divide and I’m withering away.

Shine on upon the many, light our way
Benevolent son.

Breathe in union.
Breathe in union.
Breathe in union.
Breathe in union.
Breathe in union.
So as one survive.
Another day and season.

Silence leech, and save your poison.
Silence leech, and stay out of my way







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lunedì 6 novembre 2006 - ore 10:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 30 ottobre 2006 - ore 12:10


Quando la capa gira
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Fatti un giro, uno che sia unico, ma più che riscoprire differenze riprova semplicemente a guardare, mica sempre a riconoscere, che in fondo non ti serve a molto. Bruno si sveglia presto, prende la bici e riprova il suo centesimo discorso da nonno mentre pedala sulla nebbia in corsa, corsa che ovviamente è un eufemismo a spasso a piedi nudi con i suoi anni. Doveva elargire consigli questa mattina, da troppo oramai se n’era stato in pensione moralistica, e poi ripensava che una pennellata di chiaro avrebbe potuto far luce alle opere prime del suo vicino, a questo punto adottato a titolo condominiale nel ruolo di nipote.
La sera prima erano stati svegli fino a tardi, con lo stereo a palla, tanto Bruno è sordo, e si erano letti i labiali delle reciproche esistenze. Il nonno aveva intuito la forza del fine settimana che aveva invasato gli occhi del povero giovane, e lo aveva visto anche perso nell’intricata trappola delle leggi fisiche della sensualità percepita. Bruno gli avrebbe parlato, era proprio intenzionato a spiegargli in due parole che la semplicità nella zona dei sentimenti è il nastro bianco e rosso che delimita una zona da analizzare, da preservare, ma si insomma non era proprio necessario usarlo come bavaglio per zittire la scena di una passione… Gli avrebbe detto questo, in una stanza, al suo ritorno, con un caffé…nero, bollente.


Carla Bruni_Le Ciel Dans Une Chambre

Quand tu es près de moi,
Cette chambre n’a plus de parois,
Mais des arbres oui, des arbres infinis,
Et quand tu es tellement près de moi,
C’est comme si ce plafond-là,
Il n’existait plus, je vois le ciel penché sur nous... qui restons ainsi,
Abandonnés tout comme si,
Il n’y avait plus rien, non plus rien d’autre au monde,
J’entends l’harmonica... mais on dirait un orgue,
Qui chante pour toi et pour moi,
Là-haut dans le ciel infini,
Et pour toi, et pour moi
Quando sei qui con me
Questa stanza non ha piu pareti
Ma alberi, alberi infiniti
E quando tu sei vicino a me
Questo soffitto, viola, no
Non esiste più, e vedo il cielo sopra a noi
Che restiamo quì, abbandonati come se
Non ci fosse più niente più niente al mondo,
Suona l’armonica, mi sembra un organo
Che canta per te e per me
Su nell’immensità del cielo
E per te e per me.
mmmhhhhhhhh
Et pour toi, et pour moi.
mmmhhhhhhhh


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giovedì 26 ottobre 2006 - ore 16:24


Geografi_ca_Mente
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po’ come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com’era fatta un’isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com’era una strada verso l’Oriente o attraverso l’Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli.
Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l’imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell’immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio.

Ascanio Celestini




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