spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è
"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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giovedì 26 ottobre 2006 - ore 12:14
ATTESE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 25 ottobre 2006 - ore 16:13
Nuntereggae Collection
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“Cittadini lavoratori alle ore
diciotto il nostro
beneamato segretario sarà con noi
Ma che fortuna grazie alla luna
capofortuna stasera è con noi
ha una gran testa come uomo e una bestia
sembra immortale ma è come noi”
Ha il senso dell’amicizia drammatico, commovente, ci credi anche, ma come sempre accade a teatro…sono solo maschere.
Ha il passo incosciente e bulimico, ingoia e non appena stai per voltarti vomita opinioni.
Guarda, si la coscienza identitaria di artistiche espressioni, ma poi tutto sommato un culo, un culo che parla meglio di Sartre e Mirò messi insieme, si sa è sempre un argomento di conversazione preferito.
Ma dai, su, che sto scherzando, si dai, che ci crediamo ancora un po’ alla tua messa in scena…ma si, che in fondo mi fai ridere.
(Consiglierei di non farmi arrabbiare però...)
Rino Gaetano_io Scriverò
Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d’universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sessso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure
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martedì 24 ottobre 2006 - ore 09:38
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Scandalisticamente allocato fuori da ogni esterna percezione, sembra che l’esistenza e lui non sia siano mai incontrati se non per caso, per puro fottutissimo caso.
Non aveva idea di cosa stesse in un ministero, all’ombra dei fatti di un Quirinale, solo raramente sentito così di sfuggita dai discorsi di viandanti televisivi…che poi a dirla tutta erano anche quelli solo discorsi occasionali, l’oggetto della conversazione ignoto ai due conversatori, come spesso accade, tanto per parlare. Gaber l’aveva un giorno fatto rinsavire dalla follia unica di un solipsismo arrugginito sulle corde di un pensiero poco carino (carino…carino era la parola più osannata che onestamente lo faceva vomitare, la via di mezzo delle giuste ipocrisie. Se qualcuno vi dice:-Uhm carino-, automaticamente sentitevi sollevati da un senso leggiadro di presa in giro, con garbo, s’intende), e l’aveva ributtato nella folla. La folla e i la sua immensa socialità, le sue costanti richieste, quasi fosse un’eterno bambino sciocco da accontentare, se l’erano ripreso.
Il caso, dicevamo. Il caso è quel giorno, su un balcone, oltre i vetri milioni di persone ed un egoismo sprezzante lasciato ad asciugare, goccia dopo goccia, non rimane che aspettare.
Marta sui Tubi_L’equilibrista
Fuochi accese e desideri
Scarabocchi i miei pensieri e
Pungente ostinazione
Peso in fretta le mie mani
Guanti che non calzano mai
Come li avevo ieri
Ora fino a quando?
In equilibrio su una fune
Camminare a passi lenti
Ora arrivo in fondo
E non so cosa dire
E provo un po’ a tossire però
Mai silenzio Mai…
…Se c’è un fine ?
Prova un po’ a capire
Vivere e morire resterò
Qui sospeso e tutto ciò che so
È schivare il vento
Che gli occhi della folla soffiano attendendo di vedere
L’ultimo spettacolo di un goffo giocoliere
Che sorride sempre, sorride sempre ,sorride sempre
Gli ultimi due passi e un salto!
Mai silenzio Mai…
L’equilibrista gioca con la gravità dei sogni che ha nell’anima
Fai volare in alto tutto e non temer di non saper riprenderlo
Prendi i tuoi misteri e lanciali tra mille torce, illumina
Danzo sulla corda che mi tendi con i tuoi occhi elastici
Mai silenzio
Mai…
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lunedì 23 ottobre 2006 - ore 12:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un pò di ordine, con ordine ordine ordine...un Verdone di qualche tempo fa avrebbe chiamato una Magda in preda al terrore bulimico di apprensioni semi vitali...no sai, giusto i puntini sulle i, che se ci sono un motivo ci sarà, e poi non sono semplici stanghette.
Mi piace, I don’t like it, semplice semplice.
Mi piacciono le improvvisazioni burlesche di chi non ha il fiato sul collo del dover essere, o del dover scrivere, di chi non ha la psicanalisi come scusa e come cura un genitore troppo umano.
Mi piace papà quando mi chiama dal lavoro, si proprio quello, quel papà che vicino non ci posso proprio stare perchè se no finiamo in pronto soccorso dei silenzi cocciuti.
Mi piace, I like, come te lo devo dire? I difetti, le allucinazioni sofiesche, la felpa nera, lo sguardo sorpreso di chi apre una scatola del mulino bianco, la risposta coincisa e "preziosa" di un, anzi del Festeggiato, e il balletto tiramisù di Nico, che non è la cantante, la Svezia che credetemi, non è così lontana come dicono le carte geografiche, la Melissa, che aiuta i sogni, e la coinquilina che li coltiva...basta...per il momento.
(non posso fare a meno di questi giri di vite e chitarra)
The Velvet Underground & Nico_We’re Gonna Have A Good Time Together
We’re gonna have a real good time together
We’re gonna have a real good time together
We’re gonna have a real good time together
We’re gonna dance and bawl and shout together
Sha-na-na-na-na -na-na-na-na-na ...
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lunedì 16 ottobre 2006 - ore 15:18
Ci vuole un pò di Filo&Sofia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Raccontare evitando accuratamente di essere personali, quanto più velatamente possibile, sai io ci tengo alla mia privacy…o forse ci tengo anche alla mia intima incomprensione, non racconto e non spiego di conseguenza, e non mi dispiego. S’impara a placare mediare dimenticare nelle amicizie, ad attenuare le sfumature di ogni singola lettera, perché se così non fosse ti dicono allora che sei in una zona diversa, non sbagliata, ma per l’appunto erroneamente e anche spesso volutamente diversa.
Monologhiamo oggi, io e la mia sottile linea d’ombra, spiattelliamo concetti da senso comune insieme a cadute di stile e picchi di sorda emotività, ma come qualcuno mi aveva suggerito, per poter raccontare di nuovo bisognava spegnere qualche luce, fosse anche quella severa dell’autocritica…fosse stata dell’Enel si sarebbe parlato di improvvisi rincari e quanto mai probabili black out, invece sono io la mia centrale e oggi sembra in sciopero, senza molta convinzione, però.
Si osservano meglio gli embrioni con questa luca, se ne vedono a decine. Embrioni di uomini e donne, che chiamerei volentieri ragazzi a vita, perché la prime parole sembrano spaventare, embrioni persi in involucri di vecchi amori, non nascono non ne vengono fuori, si preferisce tranquillamente sguazzare nel liquido amniotico dei baci passati… Embrioni di lavori, di situazioni, embrioni di desideri che si addormentano in macchina…quanto m’imbarazza non vedervi nascere.
E poi veniamo a te, sai, se hai ancora paura si dice che mi devi dare la mano…e che passerà anche questa stazione senza fare del male…
Un po’ di filo e la Sofia…Sofia non andare via…
Counting Crows_ Amy Hit The Atmosphere
f I could make it rain today
And wash away this sunny day down to the gutter
I would
Just to get a change of pace
Things are getting worse but I feel a lot better
And that’s all that really matters to me
Amy hit the atmosphere
Caught herself a rocket ride out of this gutter and
She’s never coming back, I fear
But any time it rains,
She just feels a lot better
And that’s all that really matters to me
We’ve waited so long for someone to take us back home
It just takes so long
And meanwhile the days go drifting away
And some of us sink like a stone
Waiting for mothers to come
There has to be a change, I’m sure
Today was just a day fading into another
And that can’t be what a life is for
The only thing she said was she feels a lot better
And that’s all that really matters to me
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giovedì 12 ottobre 2006 - ore 13:07
Un ricordo toccante
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per il momento vietato parlare...
urla, piuttosto, composta...
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martedì 10 ottobre 2006 - ore 12:32
Waiting for...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 9 ottobre 2006 - ore 12:19
Dont Laugh
(categoria: " Vita Quotidiana ")
( Società del CaveauSong)
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mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 14:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Colorato, evidentemente in contrasto con il mese che va ad annunciare, il nuovo foglio del calendario. Io veramente sarei rimasta, in maniera inconsueta ancorata ancora a quella precedente, per cui mi sono rifiutata di eseguire con mano veloce il solito rituale, di scoprire dietro una pennellata di Mirò il mese che mi attende. Altri tempi quando sbirciavo in anticipo, e l’identità era una penna, un’arma ferma da demolizione e conquista. Adesso sembro un Chinaski con le mani in tasca e il mezzo sorriso, quello di un rifiuto con spiegazione.
Chinaski tira fuori dalle tasche ancora briciole di situazioni che si sono frantumate qualche giorno fa. Le mette insieme e fa una montagna...di briciole, che non stanno molto bene assieme, ma ne distingue il singolo sapore sulla lingua. Prima di ingoiare, ed eventualmente vomitare le assapora una per volta.
Briciola del sabato.
Come fa ad avere il sapore netto se è stato a guardare tutt’altro? Come si fa a vivere e a vedersi raccontare la vita davanti dai gesti, i passi, i racconti d’altri? La comodità è esclusa ma ci riesce, si racconta sentendosi raccontare…e poi lo so, lo so, il resto è un guscio di desideri…che rimane solo suo.
(Relax. Turn around and take my hand.)
Briciola del lunedì.
Se fossi stata veramente Chinaski le avrei detto di leggere meglio il contratto, mi sarei avvicinata al suo naso da perbenista in modo da farle avere in maniera netta le lettere stampate su ogni singola connessione sinaptica, le avrei urlato delle clausole sindacali e dei suo quarant’anni passati al setaccio da comportamenti da bestie di terza elementare. In una rapida occhiata le avrei insinuato la vergogna.
Ma non sono Chinaski.
Ivan Graziani_Voglio Un Mondo Minorenne
A quel dio minorenne, per quella dea minorenne voglio che il tempo fermi la sua corsa e i loro volti non invecchino mai voglio che l’anima rimanga sulla tela come quella di Dorian Gray.
Voglio un mondo minorenne.
Entra, sei il benvenuto nella mia stanza dei giochi è una piccola, piccola stanza ma mi protegge dai mostri.
Ma come sempre arrivano i nostri a massacrare gli indiani ma io ho sempre il mio arco e le frecce, se no ci sono le mani.
Ehi, ehi tu non farmi uscire, no, non ci provare io non ci riuscirei,
fuori c’è il mondo con le sue paure, le lascio volentieri a te.
Voglio un mondo minorenne. La vita è come la scala di un pollaio una scaletta a pioli è corta, sporca e quando cadi giù si cade sempre da soli.
Ma a te che sei fuori non ti voglio spaventare ti metteresti a sparare io nella mia stanza mi posso esercitare io mi posso sfogare…
Ehi, ehi prova un po’ a picchiare su una batteria dal ritmo fatti trascinare via scaccia la violenza via dai tuoi pensieri e tornerai pulito come ieri. Dentro un mondo minorenne.
A chi c’è, a chi mi vuol sentire una proposta farò: voglio un mondo un mondo minorenne.
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lunedì 2 ottobre 2006 - ore 17:52
(categoria: " Vita Quotidiana ")
né allipocrisia, né alla falsità...mondo del lavoro idiota...
assolutamente silenzio e rabbia.
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