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la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






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ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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venerdì 29 settembre 2006 - ore 13:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Non è Achille ma il piè veloce non gli manca. Corre in senso ludico, circolare, blasfemo quasi nel suo architettonico e furioso modo di muoversi, l’impressionista della camminata, con il tratto fugace, che se anche lasciasse orme, sarebbero solo opere d’arte da ricordare.
Non ha un suo fantastico mondo, ma gli sorridono tutti anche quando si trincera dietro barricate di carta profumata e rilegata e stampata con omini seduti su righe di pensieri altrui, e con le orecchie impegnate in danze in altri posti. Gli si siedono accanto anche quando ha l’armatura che è il remake naturale di un vecchio film inospitale in bianco e nero, il colore, il colore con il suo insistente pulsare si fa strada tra i pixel del suo fotogramma e ne allargano i lineamenti, fiorisce un sorriso.
Non è me, insomma, non mi rappresenta, ma oggi si fa strada uno stato d’animo particolare


Cake_ I Will Survive
At first I was afraid.
I was petrified.
I kept thinking I could never live
Without you by my side.
But then I spent so many nights
Just thinking how you’d done me wrong.
I grew strong.
I learned how to get along.

And so you’re back from outer space.
I just walked in to find you here
Without that look upon your face.
I should have changed my fucking lock.
I would have made you leave your key
If I’d have known for just one second
You’d be back to bother me.

Oh now go.
Walk out the door.
Just turn around now.
You’re not welcome anymore.
Weren’t you the one
Who tried to break me with desire?
Did you think I’d crumble?
Did you think I’d lay down and die?
Oh not I.

I will survive.
As long as I know how to love
I know I’ll be alive.
I’ve got all my life to live.
I’ve got all my love to give.
I will survive.
I will survive.

It took all the strength I had
Just not to fall apart.
I’m trying hard to mend
The pieces of my broken heart.
And I spent oh so many nights
Just feeling sorry for myself.
I used to cry.
But now I hold my head up high.

And you’ll see me with somebody new.
I’m not that stupid little person
Still in love with you.
And so you thought you’d just drop by,
And you expect me to be free.
But now I’m saving all my lovin’
For someone who’s lovin’ me.

Oh now go.
Walk out the door.
Just turn around now.
You’re not welcome anymore.
Weren’t you the one
Who tried to break me with desire?
Did you think I’d crumble?
Did you think I’d lay down and die?
Oh not I.

I will survive.
As long as I know how to love
I know I’ll be alive.
I’ve got all my life to live.
I’ve got all my love to give.
I will survive.
I will survive.



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lunedì 25 settembre 2006 - ore 17:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")





-Sai com’è e sai cosa succede, ma ti soffoca quell’ipocondriaca mania di dubitare e allora respirare a pieni polmoni sarebbe l’ideale, ma anche lì l’amico, Lui, non era proprio capace. Nel senso, non che ci voglia molto ad aprire i polmoni, e a mandare giù, qualsiasi composto molecolare che sia più o meno alla stregua dell’ossigeno vitale, ma è questione di fiducia…e anche lì sembra le mezze misure non esistano. O ti fidi o non ti fidi, nessuna speculazione di sorta, semplice eppure difficile, antinomia per distrazione e definizione.
Così con il giornale in mano, ancora da leggere, pulito come la sua faccia da bambino che ha attraversato un po’ di età senza forse quasi accorgersene, prende la bici e scivola via con il traffico puntato sulle ginocchia ad ogni pedalata un po’ incerta.
Mi ha colpita in un momento di stazionario egoismo distillato, quando ancora ero un’animale ferito preoccupato solo di leccarsi le ferite, anche quelle immaginarie, per come era messo al centro della cronaca e delle politica, e dei locali e dei concerti e dei divertimenti banali, una posizione invidiabile la sua: al centro di tutto, eppure estraneo all’altrettanto tutto.
Che non è loneliness semplice, attenta e ricercata presenza anche quando potresti dirlo completamente solo. E me ne sono innamorata per questo, per la dissoluta mancanza della mania del principio e delle identità. Per l’essere accanto alle cose senza mezzi termini e piani di coerenza e atteggiamenti da rispettare e magliette a righe da dover indossare.-

Stralcio d’intervista a due. Lasciato ad asciugare in una giornata indecisa sul da fare


John Coltrane and Frank Sinatra_LushLife
I used to visit all the very gay places
Those come-what-may places
Where one relaxes on the axis of the wheel of life
To get the feel of life from jazz and cocktails

The girls I knew had sad and sullen gray faces
With distingue traces that used to be there
You could see where they’d been washed away
By too many through the day, twelve o’clock tales

Then you came along with your siren song
To tempt me to madness
I thought for awhile that your poignant smile
Was tinged with the sadness of a great love for me
Ah yes, I was wrong
Again, I was wrong

Life is lonely again and only last year
Everything seemed so sure
Now life is awful again
A trough full of hearts could only be a bore

A week in Paris could ease the bite of it
All I care is to smile in spite of it

I’ll forget you, I will while yet you are still
Burning inside my brain romance is mush
Stifling those who strive

So I’ll live a lush life in some small dive
And there I’ll be
While I rot with the rest of those
Whose lives are lonely too


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giovedì 21 settembre 2006 - ore 14:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")




The Velvet Underground & Nico_ I’ll be your mirror

I’ll be your mirror
Reflect what you are, in case you don’t know
I’ll be the wind, the rain and the sunset
The light on your door to show that you’re home
When you think the night has seen your mind
That inside you’re twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
’Cause I see you
I find it hard to believe you don’t know
The beauty that you are
But if you don’t let me be your eyes
A hand in your darkness, so you won’t be afraid
When you think the night has seen your mind
That inside you’re twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
’Cause I see you
I’ll be your mirror



...non aggiunse altro mentre dormiva...non aveva bisogno di parlare al momento.


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mercoledì 20 settembre 2006 - ore 11:56


EmoCartolina per la Svezia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le scarpe e le mani che mancano...molectre, insomma!





Saluti a Minù...




(Lisa ThanKs)

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martedì 19 settembre 2006 - ore 16:06


Brindisi
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Con la monetina pronta nella tasca, Bruno, il nonno afferra il suo carrello della spesa, aveva adocchiato quello che sembrava il giusto compromesso tra portabilità e forza ancora in dotazione nelle sue braccia, ma una signora dai modi un po’ troppo decisi ed evidentemente con la fretta nella zona del basso ventre se l’era aggiudicato per prima. Così un po’ riluttante, da damerino che si deve accontentare dell’ultima dama rimasta in ombra, inizia a far ballare quel cestino roteante, che dall’andatura a scatti, lo si potrebbe datare all’incirca come l’età del nonno, tutto sommato una bella coppia insomma.
Reparto frutta.
Prende in mano delle fragole, ovviamente conscio del fatto che sono fuori luogo e stagione come i suoi pensieri, per la cronaca rimasti seduti sull’autobus di fronte a lei.
-Buon giorno, sig. Bruno? Come sta?-
-Bene grazie, non mi preoccupo più di me, e sto meglio. Lei invece? La vedo affamata oggi, o forse è solo sete, sete di…mi dica lei-
-Si…veramente avrei la bocca secca, eppure ho parlato poco…non saprei…devo aver perso la voce in sogno e adesso ho sete ad occhi aperti.-
-La capisco…bisognerebbe girare con i galloni pieni di molecole di desideri…signorina segua il mio consiglio, continui sempre ad avere sete.-

Con le fragole in mano, poi giù verso i latticini…ma non aveva fame…strano pensava…
-Io sono sempre andato a fare la spesa affamato, o per lo meno avevo sete…strano…-
-Alla salute!- lo salutò così la signorina dell’autobus, con il carrello della spesa pieno.
Bruno evidentemente un pò perduto.


The Clash_ Lost in the Supermarket
I’m all lost in the supermarket
I can no longer shop happily
I came in her for that special offer
A guaranteed personality

I wasn’t born so much as I fell out
Nobody seemed to notice me
We had a hedge back home in the suburbs
Over which I never could see

I heard the people who lived on the ceiling
Scream and fight most scarily
Hearing that noise was my first ever feeling
That’s how it’s been all around me

I’m all tuned in, I see all the programmes
I save coupons from packets of tea
I’ve got my giant hit discoteque album
I empty a bottle and I feel a bit free

The kids in the halls and the pipes in the walls
Make me noises for company
Long distance callers make long distance calls
And the silence makes me lonely


And it’s not hear
It disappear
I’m all lost


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lunedì 18 settembre 2006 - ore 12:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")




-La grazia e lo stile del far finta di niente…che quasi quasi come le bolle di sapone ci credi, ci puoi credere e allora non scoppiano…per cui se qualcuno non scoppia, per la stessa legge, è perché fondamentalmente ci crede…alla sua bolla.-
Ha esordito senza mezzi termini, quasi avesse il fiato sul collo di quelle parole, da far uscire per forza, senza chiedersi se fosse il posto o il momento giusto. E d’altronde non era né il posto né il momento giusto. Le pareti colorate per non far caso al nero provvidenziale di un illuminazione finta come gli accessori di alcuni visi e alcuni sorrisi ad essi abbinati. Alle pareti i pesci, che quasi quasi (dico troppi quasi quasi ultimamente, quasi quasi smetto) faccio finta di essere al mare, di fronte al mare con le onde dei vestiti e dei profumi che vanno e vengono dalla rive che sono i miei pensieri.
Poi mi riprendo e gli dico –si, ci credo, il confine tra il vero e il verisimile sta in come te le racconti le cose e ovviamente su quale detersivo usi per fare le bolle- detto questo non ho voglia di fare speculazioni di questo tipo, mi volto e mi guardo in giro.
Ho una settimana alle spalle, una valigia rossa a pois, leggera tutto sommato ma confortante nella forma e nelle cose che ne custodisce…chi se ne accorge ti guarda un po’ sorpreso, ma non importa, ho deciso di portarmi dietro alcune cose…anche quando ballo e possono sembrare ingombranti.
Non mi piacciono le sedute criptiche all’insegna degli atteggiamenti e delle posture studiate, così di sabato capita che diventi scontrosa perché alle volte manca spazio, si insomma datele spazio, e dategli spazio…esco fuori a fumare, non ho mezze misure, ho nostalgia di scarpe che ballano in pista…tra tante mancano proprio le sue.
Po respiro, prendo coraggio, si ci vuole coraggio alle volte soprattutto tra i tavoli sporchi e i gli abbracci che come sedie ti accolgono sinceri senza pretese. Qualcuno passa, come un cameriere degli umori, lo fermo, chiedo una corazza…-una corazza al tavolo- urla.
Chissà se Jeff ne ha mai ordinata una mi chiedo.



Interpol_Evil Rosemary
Heaven restores you in life
Coming with me
Through the aging, the fear and the strife
It’s the smiling on the package
It’s the faces in the sand
It’s the thought that holds you upwards
Embracing me with two hands
Write, we’ll take you places
Yeah maybe to the beach
When your friends they do come crying
Tell them how your pleasure’s set up on slow-release

Hey wait
Great smile
Sensitive to faith not
Denial
But hey whose on trial?

It took a life spent
With no cellmate
The long way back
Saying meanwhile can’t we look the other way?

He speaks about travel
Yeah, we think about the land
We smile like all people
Feeling real tan
I can take you places
Do you need a new man?
Wipe the pollen from the faces
Make revision to a dream while you wait in the van

Hey wait
Great smile
Sensitive to faith not
Denial
But hey whose on trial?

It took a life spent
With no cellmate
Find a long way back
Saying meanwhile can’t we look the other way?
You’re weightless, you are exotic
You need something for which to care
Saying meanwhile can’t we look the other way?

Leave some shards under the belly
Lay some grease inside my hand
It’s a sentimental jury
And the makings of a good plan
You’ve come to love me nightly
Yeah you’ve come to hold me tight
Is this motion everlasting
Or do shutters pass in the night?

Rosemary
Oh heaven restores you in life
I spent a lifespan with no cellmate
The long way back
Saying meanwhile can’t we look the other way?
You’re weightless, semi-erotic
You need someone to take you there
Saying meanwhile can’t we look the other way?
Why can’t we just play the other game?
Why can’t we just look the other way?



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martedì 12 settembre 2006 - ore 10:53


Zucchero (quello commestibile)
(categoria: " Vita Quotidiana ")



-Buon giorno!-
-Caffé, cappuccino, macchiatone, un pò di zucchero?-
-Torta della casa?-

(trova gli intrusi...)

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lunedì 11 settembre 2006 - ore 09:47


Seguimi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono piuttosto io, semplice oggi, quasi con un velo di sobrietà. Mi sono svegliata che avevo voglia di me, di quel maglione a righe pieno di difetti, di quelle scarpe ancora un pò nuove di serenità fugaci, di quel bracciale pieno di promesse ad intrecci, colorato dai sogni di mia sorella, la maglia a maniche corte per quando più tardi mi farò abbracciare dal sole, quella con la scritta in francese...la mia prima valigia pronta per Parigi, pantaloni, identità comoda senza spigoli...bici con i girasoli che mi sembra di essere in campagna (e non solo per le caprette che saltellavano nell’appartamento tra venerdì e sabato notte)...
Se hai la mente in ordine non è detto che lo siano le mani...e viceversa.
Parla ridi scherza.

Buon giorno...



Cose Semplici E Banali_Afterhours
Oggi le mie mani sembrano d’avorio
è l’inizio di una nuova era anche per me

Oggi è mattino e mi ha afferrato lucido
e se fossimo noi ad esser sbagliati
e se fossimo noi pazzi e malati
hai il coraggio o no?

Cose semplici e banali per riconcigliarmi
con gli anni sprecati
e dentro ci sei tu
grazie a tutti per davvero
siamo alla fine
e ho perso l’inizio
ma ho un senso in più.



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giovedì 31 agosto 2006 - ore 13:13


Congegni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esco a fare una passeggiata. Sono un pò curiosa.
Ho fogli da riempire con serate...centrifugare il tutto.
Due lavaggi:
il primo per capi delicati: le partenze e i saluti e i riassunti di nostalgie...sai che inizio ad odiare fortemente la svezia...chissà perchè...
il secondo per capi colorati: lavaggio con acqua particolare...lacrime...e un abbraccio come ammorbidente...grazie...
il terzo per i capi scuri: quelli che ancora devo digerire di questa Padova navigliosa, hanno etichette strane, visi che non si fanno vedere e borghesi dimensioni di finta di niente finta di niente...ma la mamma prima di partire mi ha insegnato a dividere anche i capi e i sorrisi scuri sintetici da quelli in fibra naturale...e ne ho visti almeno due ieri sera, non so perchè ma il brancamenta come ammorbidente mi piace proprio.
Fine del bucato serale.

Adesso mi centrifugo un pò da sola.
Non ho paura solo del buio.
E voglio un congegno...il mio e che si spenga da se...perfavore.



Afterhours_Come vorrei strichinina
se è una bambina
avrà una vita
da cellula impazzita

come accarezzo la noia che fa
quando un capriccio diventa realtà
edda come vorrei
edda come vorrei
perché tutto questo volere
non diventa energia
e non ci spazza via

strichinina
se è una bambina
congelata
anima arrangiata

come accarezzo la noia che fa
quando un capriccio diventa realtà
edda come vorrei
edda come vorrei
perché tutto questo volere
non diventa energia
e non ci spazza via



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martedì 29 agosto 2006 - ore 14:11


Un giorno di ordinaria Padova
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ci vuole disciplina anche con le pecore... o come dice il sole, soprattutto con le pecore...



Siediti, su, un attimo, il tempo di prender fiato...

-Cosa vuole?-
(Una parte di me lo guarda rapita dal micidiale senso di non comunanza e quasi fastidio per l’intromissione, quello che t’installano i genitori la prima volta che ti dicono "non accettare caramelle dagli sconosciuti!", s’intende. L’altra parte, quella incline all’empatia congenita, mi rapisce e mi contagia, mi costringe a fermarmi e a sedermi con un sorriso misto a stupore e lacrime -le lacrime sono solo pozzanghere, basta non andarci dentro..o non farsi schizzare da uno di quegli automobilisti che sembrano divertirsi a mutilare la tristezza delle tue piste giormaliere.)
A chiusura della parentesi mi siedo sulla panchina, accanto a lui insomma. (Eh...che volete farci...La parte congenita è una malattia difficile da estirpare).
-Padova ti piace, come ti sono piaciuti tutti i tuoi uomini, vero?-
-E tu i fatti tuoi ti sono piaciuti sempre meno come le tue donne, vero?...si...ha ragione...mi scusi ma quando qualcuno ci azzecca divento reazionaria...in attesa della rivoluzione. Mi dica, e poi? Mi convinca a risorgere-
-Niente…lavoro…cerchi anche lavoro, vero? Si vede…cioè ti ho osservata prima…mentre uscivi da quell’agenzia. Lo sai benissimo…ci vuole stile anche nei gironi di merda come i tuoi. E tu ti muovi come una modella in mezzo ad una sfilata di sfortunati eventi, in equilibrio perfetto…corri tu che puoi, corri nel tuo campo minato, corri e continua ad esercitarti con la chitarra che in fondo, anche con quel tuo iniziale plin plin, ti vuole bene.-

Oggi va così…

"Penso che tutti i miei ricordi sono legati alla musica. Ricordo di quando baciai per la prima volta una ragazza. Era ad una festa di compleanno. Peter Frampton cantava "Baby I love your way". Ricordo di quando andavo a casa di Tom ad ascoltare i Ramones a tutto volume. Ricordo di quando feci l’amore per la prima volta con "Perfect Day" di Lou Reed che accompagnava il mio primo amplesso. David Bowie non fa che ricordarmi Tony e i suoi periodi berlinesi. La mia vita è come un infinita compilation. Nella mia testa una lunghissima partitura dei Led Zeppelin.
Forse il vero problema sono io, non la musica. Sono io che da piccolo chiudevo a chiave la porta della mia camera per saltare sul letto con una matita in mano. Ero Roger Daltrey.
Sono io che da ragazzo chiudevo a chiave la porta della mia camera per saltare sul letto con la scopa in mano. Ero Jimmy Page.
Sono io che da uomo uso le bacchette del ristorante cinese per fracassare i timpani dei miei vicini battendole con violenza sul bordo del tavolo della cucina.
L’unica differenza è che non devo chiudere la porta a chiave.
Il problema è che non sono riuscito, con gli anni, a far crescere dentro di me una sorta di personalità propria. Sono una specie di ibrido. Sono uno Zelig. Soffro di nomadismo acuto nonché di identità multiple. Forse sono pazzo, ma, dopotutto, se lo fossi non starei qui a parlarvene.
Io, sostanzialmente, sono la musica che amo...sono Lou Reed. Sono i romanzi che leggo...sono Kerouac. Sono i film che vedo...sono Woody Allen."
Tutto qua.




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