OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
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THEN DON’T COME AROUND
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martedì 12 dicembre 2006 - ore 09:45
Sono problemi grossi, eh:
(categoria: " Musica e Canzoni ")
(da tgcom.it) La Scala come sfondo di una soap opera. Non finisce di stupire il tenore Roberto Alagna. Dopo aver sbattuto la porta ed essersene andato dal teatro, offeso per i fischi del pubblico, e aver ribadito al Tg5 "Non ho cantato male", l’artista annuncia che si presenterà alla Scala la sera di giovedì 14 per cantare in Aida, come da contratto. Se il Teatro si rifiuterà di farlo salire sul palco Alagna farà causa. Il tenore vuol andare anche a Sanremo.
No, non ha cantato male. Non peggio che durante la ’prima’, in effetti. Ma i signorotti presenti alla prima il palco nemmeno se lo filano. Il dilemma principale, quella sera, era se il sindaco Moratti fosse vestita Armani o Valentino. Con una mossa che tutti attendevano, si è rifornita all’Oviesse, ma solo in un mondo perfetto.
In quanto alla partecipazione a Sanremo del tenore, non vedo dove sia la novità e dove possano nascere problemi: il Festival ha sempre ospitato autorità dell’intonazione come Jovanotti, DJ Francesco e Simone. Ci vuole qualcosa che stoni con il Belcanto.
Nel frattempo, Ilaria su Overdrive, per iniziare bene un martedì di lavori forzati. E stasera Banale, in consolle Kais
Venerdì 15 Pornopilots live al RoxyBar di Red Ronnie, Centergross, blocco 38/bis, Funo d’Argelato (BO). Sì, proprio lì 
SEMPRE ALLEGRI - BANDABARDO
Datemi i mulini a vento
le chiavi del convento
la soluzione a tutti i difetti miei
è la solitudine (ma non la vorrei)...
all’ attacco miele e tabacco!!!!!?
all’ attacco miele e tabacco!!!!!?
Sono nato sulle ossa rotte
dalla parte più forte
la fortuna è un fatto di geografia
voglio un 2 cavalli armato di energia
ALL’ ATTACCO MIELE E TABACCO
E VINO NERO CONTRO L’ ACIDITÀ
la danza dell’ arroganza
ha da finire e presto finirà
Non lascerò il timone al tempo
guardo l’orizzonte ogni momento
cerco soluzioni e trucchi di magia
credo che alla fine arrivi la cavalleria
ALL’ ATTACCO MIELE E TABACCO
E VINO NERO CONTRO L’ ACIDITÀ
Grido!!! senza permesso
senza rumore nessuno sentirà
Datemi i mulini a vento
le chiavi del convento
la soluzione a tutti i difetti miei
è la solitudine ma...
sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
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lunedì 11 dicembre 2006 - ore 10:41
Il futuro della carta stampata: la formazione parte dal.. bagno
(categoria: " Riflessioni ")

Ebbene sì: i luoghi comuni, come ogni fonte di energia non rinnovabile, si stanno esaurendo. Le mezze stagioni sono ormai sparite da troppo tempo per dire ancora che non ci sono più.
I giovani di oggi non sono i giovani di ieri, pertanto non sono più quelli di una volta da mo.
E Cher è talmente piena di plastica da essere più innaturale della sua "replica" in cera presente da Madame Tussaud, per cui non vale più il motto ventennale "ha la sua età, ma è sempre bella, eh".
Il problema è che non si può più dire nemmeno "siamo nel 2000". Almeno, non si può dire senza farsi ridere in faccia, visti i 7 anni interi già trascorsi dal "lieto evento".
Visto che, però, il nuovo millennio è già arrivato, sono innegabili i profondi mutamenti. Mutamenti che l’università ed i sociologi ci insegnano essere visibili dapprima dalle abitudini dell’uomo della strada (che non è uno dei pessimi album di Piero Pelù), in seconda battuta dalle piccole azioni quotidiane tra le quattro mura domestiche.
Prendo come esempio il primo Media Center della storia: mio padre.
Mio padre ha sempre vissuto la multimedialità come un’esigenza, fin dagli anni ’80: il suo riposino in divano, infatti, era parte di un complesso rituale.
Fase 1: PREPARAZIONE AUDIO
Ingredienti - Telefono cordless per breve chiaccherata pre-pennica, radiolina "Irradio" accesa vicino al bracciolo del divano, sintonizzata sul giornale radio del veneto e, ovviamente, Onda Verde, radio in omaggio con i crackers Pavesi "Crackerina" puntata su Radio Radicale, flusso audio dal televisore puntato su Rai Tre (in attesa del telegiornale), chiacchere di famiglia
Fase 2: PREPARAZIONE VIDEO
Come già annunciato in parte precedentemente, il canale sintonizzato sulla tv era Rai Tre. Il telecomando a portata di mano assicurava un pronto cambiamento verso le tv locali. La vista era solleticata anche dalla lettura di Gazzettino, Repubblica ed ulteriore quotidiano, in più volantini del supermercato (almeno due), Quattroruote e Mega Almanacco.
Fase 3: ALTRI STIMOLI SENSORIALI
Caffè (gusto). Cuscino (tatto). Non sono stati notati stimoli olfattivi.
Cosa è cambiato da allora? Più o meno tutto.
Sul divano, oltre a mio padre, si intende, un computer portatile collegato in wireless. Sul tavolo, ancora la tazzina di caffè. Probabilmente la stessa di 20 anni fa, ovviamente lavata.
Sullo schermo del computer, Media Player con Radio24 in streaming audio, Acrobat con il PDF de "Il Padova", Firefox con Google News, posta elettronica sempre sottomano. La tv trasmette programmi da intrattenimento. Eufemismo per dire che, generalmente, dal divano a fianco mia madre segue Centotartine.
Dove sono finiti tutti quei giornali, oltre che in una mappa di bit o in vettori a video? Dove tutti quei volantini? Sia mai che mio padre abbia smesso di freqeuntare l’edicola?
La risposta è semplice: il posto ideale della carta stampata è il bagno.
Ogni italiano che si rispetti possiede un "mobiletto della cultura". Le facili battute sul termine "cul-tura" in bagno sono troppo scontate.
Sul mobiletto del bagno di casa mia poggiano almeno sette fonti di consumo critico:
- Altroconsumo
- volantino Auchan
- volantino Mediaworld
- brochure Metro
- volantino Dix
- volantino in’s
- romanzo formativo (offerte speciali LIDL)
Parte del tempo libero del lavoratore (o del pensionato, poco cambia) viene usato per "trasformare energia" (in merda?) nel bagno. Durante questo momento personale, nel quale solitamente si è privi del cellulare e del notebook, importanti istituti di ricerca affermano si apprenda il 90% delle nozioni culturali del giorno. Con un interesse ed una sete di conoscere notevole. Si divorano pagine. I termini "divorare" e "sete" si contrappongono perfettamente alle azioni compiute sul trono del potere (e del sedere, of course).
E’anche per questo che ho deciso di mettere la Divina Commedia e l’autobiografia di Paris Hilton in bagno. State pronti ad interrogarmi, non ve ne pentirete: questo è periodo di studio intensivo, grazie alle influenze intestinali.
MOTHER RUSSIA - IRON MAIDEN
Mother Russia how are you sleeping
Middle winter cold winds blow
From the trees the snowflakes drifting
Swirling round like ghosts in the snow
Mother Russia poetry majestic
Tells the time of a great empire
Turning round the old man ponders
Reminiscing an age gone by
Mother Russia
Dance of the czars
Hold up your heads
Be proud of what you are
Now it has come
Freedom at last
Turning the tides of history
And your past
Mother Russia
Dance of the tsars
Hold up your heads
Remember who you are
Can you release
The anger the grief
Can you be happy
Now your people are free
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martedì 5 dicembre 2006 - ore 20:41
The end has no end - studio aperto update
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fame.. tanta. Sete pure. Ricomincia la "vita normale". Qualcuno penserà che sia idiota, che fare uno sciopero della fame non serva a niente, da singoli. Francamente me ne infischio, direbbe qualcuno. Come dei piccoli modi di tentare di stuzzicare che, mi dicono, arrivano da persone che non mi tangono minimamente, senza spessore. Persone per le quali servirebbe uno speaker’s corner a Parco dei Tigli, ma non basterebbe, forse, un parco Sigurtà di forma circolare, per trovare abbastanza angoli.
La "normalità" ricomincia, senza mollare il pensiero ad una persona che sta male. Cercando, possibilmente, di stare bene quanto basta per portare avanti i propri ideali. Grazie a chi partecipa o ha partecipato a questa avventura, e a chi si è anche solo minimamente interessato.
Domani un’altra piccola battaglia avrà un suo seguito. Quella per chi, in qualche modo, non aspetta regali dal cielo per "la fama". Per chi ci mette anima e, parecchio, corpo. A SUO MODO, ovviamente.
Quindi in bocca al lupo a Lisa, per tutto ciò che le porterà questa circostanza capitata quasi per caso, in una metropolitana di Milano.


E domani al Bo sarà un giorno importante per una persona che non vedo da parecchio.. In bocca al lupo pure a te, bravaragazza.
Banale, aspettami. Bello sorridere e guardare nel vuoto ascoltando musica. Non è la fame. Perlomeno, non quella "da sciopero".
UPDATE: Il servizio su L.F.P. è andato in onda su Studio Aperto ad ora di pranzoe in questo articolo..
TAKE A CHANCE - THE MAGIC NUMBERS
What You gonna do when it all breaks down
Take another heart through this lonely town
What You gonna do when she turns around
And says I never ever thought that you’d be messing ’round
But then You dance dance dance with the woman that lets you
How’s it gonna feel until I catch You
What You gonna do when she turns around
And says you broke another heart that was broken down
It’s a crying shame, that the love you’ve made
Is a cross that you bear when it’s cold
Why don’t you leave me alone?
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lunedì 4 dicembre 2006 - ore 13:15
non so quanto duro, stavolta
(categoria: " Vita Quotidiana ")
per Welby. per porre fine ad un comportamento ingiusto.
lasciatelo morire, e quindi vivere, finalmente, in pace.
due giorni senza cibo e, per quanto riesco, liquidi solo a "ore pasti".
e vaffanculo a chi non ha capito niente del satyagraha.
le vostre menti si rispecchiano nel nulla che vivete ogni giorno.
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domenica 3 dicembre 2006 - ore 14:52
Rebus per La Leila
(categoria: " Riflessioni ")

THREE IS A MAGIC NUMBER - SCHOOLHOUSE ROCK
Three is a magic number,
Yes it is, its a magic number.
Somewhere in the ancient, mystic trinity
You get three as a magic number.
The past and the present and the future.
Faith and Hope and Charity,
The heart and the brain and the body
Give you three as a magic number.
It takes three legs to make a tri-pod
Or to make a table stand.
It takes three wheels to make a ve-hicle
Called a tricycle.
Every triangle has three corners,
Every triangle has three sides,
No more, no less.
You dont have to guess.
When its three you can see
Its a magic number.
A man and a woman had a little baby,
Yes, they did.
They had three in the family,
And thats a magic number.
3-6-9, 12-15-18, 21-24-27, 30.
3-6-9, 12-15-18, 21-24-27, 30.
Multiply backwards from three times ten:
Three time ten is (30), three times nine is (27),
Three times eight is (24), three times seven is (21),
Three times six is (18), three times five is (15),
Three times four is twelve,
And three times three is nine, and three times two is six,
And three times one is three of course.
Now take the pattern once more:
Three! . . .3-6-9
Twelve! . . .12-15-18
Twenty-one!. . .21-24-27. . .30
Now multiply from 10 backwards:
Three time ten is (30 - Keep going), three times nine is (27),
Three times eight is (24), three times seven is (21),
Three times six is (18), three times five is (15),
Three times four is twelve,
And three times three is nine, and three times two is six,
And three times one...
What is it?!
Three!
Yeah, Thats a magic number.
A man and a woman had a little baby.
Yes, they did.
They had three in the family.
Thats a magic number.
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sabato 2 dicembre 2006 - ore 11:50
MMS
(categoria: " MMS & SMS ")

grazie new age. grazie, grande gruppo. grazie, grandi persone.
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mercoledì 29 novembre 2006 - ore 00:44
Emme Pi Tre (bus, bloody bus)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’iPod è alla sua sesta "G", che sta per generazione: viva l’iPod!
iPod non è solo un oggetto, anche se ormai dire questa frase è un luogo comune, iPod è lifestyle, è uno status symbol, prima, un necessOrio, poi, come è stato per il telefono cellulare.
Da iPod sono scaturiti migliaia di cloni, più o meno eleganti, più o meno costosi, più o meno capienti.
Ognuno per necessità acquista il lettore mp3 che più gli fa comodo. Esistono vari tipi di lettore:
- con hard disk
Per l’uomo che non deve chiedere mai, quello che deve sempre avere il pezzo giusto al momento giusto, quello che non può non portare con sè le intere discografie di Cristiano Malgioglio, Jem & le Holograms, Tina Turner, Marco Ferradini e i Linkin’Park. E l’indimenticabile "Conto su di te" di Titti Bianchi, of course.
- chiavetta
Il primo vero concorrente dell’iPod, aipod dei poaretti, all’inizio. In realtà, ottimo compromesso per ascoltare musica facendo jogging, footing, fist fucking e qualsiasi altra attività finisca in -ing. Nonché compendio ideale per l’autoradio con la "finta cassetta". Generalmente, l’utente di chiavettaemmepitre lo riconosci dalle sue pile sempre scariche.
- nano
Si sanno le dicerie sui nani, non trovo giusto per l’ennesima volta giudicare chi ha scelto di tenere un nano in tasca. Ne uscirebbero troppe considerazioni filosofiche di bassa lega.
- taiwano è bello
Sì, so che si dice taiwanese. Ma Taiwano fa rima con Bajano, ed ecco nascere una miriade di lettori MP4 taiwanesi con più tinte sullo schermo di Sandy Dai Mille Colori. Piccolo problema: il 90% dei loro utenti non sa nemmeno se l’mp4 si mangi o si beva. E verrà sempre sfottuto dagli amici che, con la stessa cifra, han comprato un Nano. Poco importa se poi la moglie, con il Nano, fa cose indicibili.
Insomma, si può essere razzisti per il modo di ascoltare l’mp3, si può essere più o meno fighetti, ma un solo segno di riconoscimento unisce ormai giovani e vecchi, fedifraghi e perifrasi, peripatetiche e patetiche: la cuffietta bianca.
Spunta e risalta più dello spacco tra le chiappe dai jeans a vita bassa.
Più del tatuaggio del delfino sulla tetta.
Più del rigonfiamento del Siffredi nazionale.
Più del rosso_da_lampada il sabato pomeriggio in Piazza Garibaldi.
Insomma, è la nuova vera divisa del mondo. Rissa in pullman in gita scolastica? Nessun problema, mettiti le cuffiette bianche e sarete di nuovo amici. Marito che rientra in casa prima e ti scopre con l’idraulico? Un paio di cuffiette ed un disco di Lionel Richie e passa tutto. Diarrea? Un Imodium e le cuffiette nel posto giusto.
Ecco. Quelle cuffiette hanno rotto il cazzo.
O, meglio, gli adolescenti con quelle cuffiette.
Sto generalizzando, sì.
Ma provate voi a prendere un pulmi della Sita. Prendetelo dopo ANNI che non ne usufruite, quando l’mp3 era solo un’estensione di alcuni file nel vostro computer.
Avrete di sicuro a fianco un baldo 16enne che, tra un brufolo e l’altro, spara al di fuori delle sue cuffiette musica più forte del megafono del Molletta, ombrellaio, arrotino. Probabilmente, il vero padre del 16enne.
Il cinnazzo sente il bisogno di comunicare al mondo ciò che sta ascoltando. Non è sordo, non per il momento, almeno. Non gli state sul cazzo, non lo sta facendo contro di voi. Vuole istruirvi. Vuole che la sua musica di merda vi coccoli. Come quando avete tolto gli Iron Maiden al semaforo d’estate ed avete messo i Take That per fare i piacioni con la tardona in Ritmo Cabrio.
O come quando avete spergiurato di essere dei fan di Nek al Karaoke dopo un anno di astinenza.
Nella testa del cinnazzo, le sue cuffie sono fatte così. Come Radio Rahim in "Fa’ la cosa giusta" di Spike Lee, si sente nel suo ghetto e vuole colorarlo.
Ma, in verità, colora solo le sue cuffiette bianche di giallo cerume, pronto a schizzarvi addosso da un momento all’altro. E se leggendo questo gridate che schifo.. beh, non salite più su un pullman.
Dimenticavo di dire che ho un iPod con 20gb di discografie assurde e che ho già rotto quattro cuffiette. Ma non in pullman, eh.
SING - BLUR
I can’t feel
I am numb
I cant feel
So whats the worth
In all of this
Sing to me
So whats the worth in all of this
If the child in your head
If the child is dead
Sing to me
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sabato 25 novembre 2006 - ore 14:33
Gli uomini non piangono - forse.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nel cuore ho spazio per alcune cose. I bei ricordi di una storia e mezza, al sicuro dai ricordi brutti, la famiglia, alcuni amici che non vedo mai ma ai quali tengo tantissimo, altri amici che io chiamo famigghia perché necessari compagni di vita quotidiana, o quasi.
E poi c’è la musica, che si è aggiudicata almeno il mio ventricolo sinistro, e che dà nel peggiore dei casi inerzia, nel migliore milioni di joule di energia al sangue per pomparlo verso il mio personale nirvana. Che, a dispetto del sostantivo, nel mio caso significa Pearl Jam, e "momenti" di altri gruppi. Lo scorso agosto, in quel di Urbino, ho dato al mio povero cuore uno scossone notevole. Nato sotto forma di "band - che - ascolti - da - tanti - anni - e - che - non - hai - mai - ritenuto - necessario - andare - a - vedere - dal - vivo".
Ieri sera Dario degli Amari mi ha detto che per lui sono una band di formazione. Chiunque li senta sostiene siano dei geni. E questi stronzi a settembre decidono di sciogliersi.

Arab Strap Farewell Tour. Bologna. Un venerdì di paura all’Estragon, tra fumo di canne, vodke redbull pagate a peso d’oro, odore di piadine, qualche faccia conosciuta e tanti uniti per la musica. Ed un fortissimo odore di tabacco, quasi incredibile, delle poche sigarette accese nel tendone.
Una ragazza che conosci di vista ha gli occhi lucidi per tutto il concerto, e senti di capirla mentre la vedi piangere cantando.
Ricordi dei cinque sensi di un’ultima serata. Come quando sai che stai baciando la tua ragazza per l’ultima volta, e che ricorderai quel momento per qualche anno, almeno. Ed apri il sesto senso ad assorbire ciò che vuoi, quello che non sentirai dagli organi di input ma che amplificherà i tuoi pensieri per ore ed ore, pure la mattina dopo.
Una serata tutta mia, una serata dallo sguardo che non si può muovere, quando te ne fotti delle pile scariche della digitale, del merchandising, del telefono, di tutto. E nella quale poi uscire e dare la terza dimensione al volto di una persona con cui parli ogni giorno, per ironia della sorte subito dopo averla vista protagonista su Mtv ad ora di "cena", ritrovando altri attori attivi di una musica che accompagna le tue giornate.
Tu, che stai leggendo queste righe, non sai cosa ti sei perso. E probabilmente non lo so nemmeno io, perché il concerto di ieri lo digerirò, probabimente, in settimane, più che in giorni.
Andatevene a fanculo, Arab Strap. Perché io, i vostri fan, il mondo ..avevamo ancora bisogno di voi. E sento il gusto di ogni sorso dei tanti di birra che vi ho visto bere. Affanculo. Lo scriverò e penserò in tutti i i modi possibili. Quanto cazzo c’ho pensato mentre "chillavo" all’Unwound, una volta tornato. Fanculo.
Enecessario, si deve, è doveroso avere questa canzone.
THERE IS NO ENDING - ARAB STRAP
Not everything must end
Not every romance must descend
Not every lover’s pact decays
Not every sad mistake replays
If you can love my growing gut
My rotten teeth and greying hair
Then I can guarantee I’ll do
The same as long as you can bear
If you love my little poofy hands
My skinny arms and reeking feet
The way I dance, the way I eat
If you love the morning spots I try
And squeeze before you’re up to see
Each torn ankle, each weak knee
But still my moods must swing
To solitude I must still cling
And you won’t love me every day
And suffer many a display
But plates may smash and doors may slam
My comments may be less than kind
But that won’t mean I’ve changed my mind
I’m a huffy prick the best of times
I love to sulf and shout and squeal
But please don’t doubt the way I feel
Cause when the Sun burns up the earth
Our progeny will raise a can
Here’s to where it all began
And every day I hear the world
Is cracking up, the end is near
I hear we all should live in fear
Bullies, burglers, paedophiles
Bird flu and passive smoke
(They’re coming!)
Volcanoes, earthquakes, tidal waves
Heart disease and strokes
(They’re coming!)
Terrorists with homemade bombs
And factions everywhere
(They’re coming!)
They’re drinking in the street
And they could steal your home
And I don’t care!
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venerdì 24 novembre 2006 - ore 16:52
tunait in padova
(categoria: " Musica e Canzoni ")
PORNOPILOTS LIVE
@Unwound Arci Club, via Dalmazia
E complimenti ai Club11, per uno show divertente ed un bellissimo EP che aspettava solo di concretizzarsi tra le mani di chi li segue.
BORDERLINE - CLUB11
In the middle of my street hopes like snakes in a can..
I lost my words in my hand..now I can’t understand.
People shouting, people joking
Everybody laughs about
A drunk man talking!
People shouting, people joking
Everybody laughs about
A drunk man talking!
And all the lies we tell each other
To sleep better and not to think
To all the stories that we built
Not to stay forever in this earth
We are all the same when we try
To get time to breathe, to get time to leave!
We don’t need those beautiful leaders!
Who is the feeder? kill those feeders!
And I can’t stand no more this killing sense of gravity!
And I can’t stand no more this killing sense of gravity!
And I can’t stand no more this killing sense of gravity!!!
Tonight we fly, tonight we die
We dance with darkness then were born again
I want to stay with you
I want to find a way
Give me some matches cause now I am blind
I will scream with you all your silence
I will paint with you all your fears
We are all the same when we try
To get time to breathe, to get time to leave!
We don’t need those beautiful leaders!
Who is the feeder? kill those feeders!
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martedì 21 novembre 2006 - ore 16:40
Apdeit
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Esiste un bel sito ufficiale, allindirizzo www.whiterosemovement.net , e nella sua homepage esiste un link al loro diario/blog, e lì si può trovare una foto.
Benedetta sia linvenzione del permalink. Dora in poi verrò chiamato fotografo.
E ho un EP bellissimo tra le mani ed un nuovo album dei Bloc Party che mi aspetta. Ah, se non dovessi andare a lavorare..
NUOTANDO NELLARIA - MARLENE KUNTZ
Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo, momento
è la tua pelle ciò che sento, nuotando nellaria.
Odori dellamore nella mente dolente,tremante,ardente,
il cuore domanda cosè che manca
perché si sente male,molto male,
amando,amando amandoti ancora.
Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso
e non mi basta nuotare nellaria per immaginarti:
se tu sapessi che pena.
Intanto laria intorno è più nebbia che altro
laria è più nebbia che altro.
E certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile dovresti credermi
sentirti qui con me perché tu non ci sei
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi.
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