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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) pensare di essere l'unico alieno sul pianeta
2) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
3) capire di essermi perso qualcosa, di non aver sfruttato ogni occasione per rendere la mia vita degna di essere vissuta
4) aver trovato la persona che ti fa trovare la gioia di vivere solo per ricevere un suo abbraccio e sapere di averla persa per la paura di affrontare insieme le tue ferite ancora da rimarginare

MERAVIGLIE


1) Abbracciare qualcuno e sentire di aver trovato finalmente la tua casa..
2) arrivare a casa sporchi, infagati, pieni di freddo, e consolarsi con una lunga doccia calda..
3) Rendersi conto che non si vive per lavorare e non si lavora per vivere ma si vive per le piccole cose che la vita ci regala ogni giorno: l´amore, un sorriso, una carezza, uno sguardo intenso, un amico vero, una canzone...
4) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...
5) Gli amici veri, i sogni che si avverano e un sorriso spontaneo. Le notti in città,i big beat party.



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lunedì 18 dicembre 2006 - ore 10:09


e poi qualcuno osa dire che l’Occidente è superiore
(categoria: " Riflessioni ")


Pensate che a Dubai larga parte delle transazioni tra il cittadino e il governo avviene on-line.
Ovviamente questo ha enormi vantaggi sia per il cittadino (si fa tutto dal computer) e per la macchina amministrativa.

Leggete cosa scrive un amico di amici che lavora lì da un po’ di tempo:

"Per l’allacciamento di acqua e luce sono entrato nel sito di Dewa, il fornitore del servizio, ho dato il numero del contatore, ho mandato una copia scannerizzata del contratto di affitto, ho inserito il numero di carta di credito ed entro sera l’allacciamento era fatto.
E per i pagamenti della bolletta ricevo in email l’avviso che e’ stata emessa, clicco sul link, vedo la bolletta e pago. Poi ricevo anche copia cartacea.
Non ho mai visto un ufficio di Dewa. Spero che la societa’ esista davvero.
Perfino nel sito della polizia stradale e’ possibile inserire il numero di targa e verificare se ci sono multe pendenti a proprio carico. E se ci sono, e’ possibile pagare immediatamente con carta di credito."
Come da noi praticamente!



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giovedì 14 dicembre 2006 - ore 16:17


FINALMENTE!!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E finalmente stamattina ho firmato il preliminare per la casa, da marzo-aprile dell’anno prossimo abiterò all’Arcella, zona S.Bellino.
Wow una casetta tutta per me!!!!!!!



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martedì 12 dicembre 2006 - ore 18:01


Molu Gareta il ritorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nagam oltanì, amici miei, asciama? (=in oromifa come va la giornata amici miei?),
il mio ritorno in Etiopia è stato alquanto...turbolento...esattamente sopra l’areoporto del Cairo...porca miseria, dopo dieci minuti di montagne russe, l’aereo è letteralmente cascato per 2 lunghissimi maledetti secondi. Vi dico solo le urla della gente e io che chiudo gli occhi e penso "Ecco adesso muoio." Le hostess riportano poi l’ordine, in definitiva nulla di particolare, ma me la sono veramente fatta sotto e questo non aiuta a risolvere la mia antipatia verso gli aerei...
Dopo due giorni ad Addis Abeba, che è tornata vivibile grazie al sole di questi ultimi giorni, mi muovo alla volta della mia Moyale. A 200 km dalla mia casa etiope non riconosco il paesaggio...dove prima c’era una zona desertica, rossa come il rame e ricoperta solo di arbusti con spine, ora c’è una verde prateria. E’ verde ovunque, persino sui tetti delle capanne, dove è cresciuta un’erba alta 50 cm!
Splendido, è incredibile come si possa passare dal deserto alla giungla (cavolo in alcuni punti mi sembrava di essere nelle giungle dell’Amazzonia) e come questo possa diventare nuovamente un problema...
Infatti è ormai da 15 giorni che sta piovendo ogni giorno a catinelle...secchiate d’acqua che cadono dal cielo, roba che se corri 10 metri sotto quella pioggia è come farsi una doccia! Di conseguenza ecco che ricompaiono alluvioni, pond stracolmi d’acqua che rompono gli argini e l’acqua che fuoriesce d’appertutto raggiungendo case e strade. Scoppio di epidemie tra gli animali e anche tra gli uomini...infatti con mio giubilo in tutta l’area intorno a Moyale, ma soprattutto Moyale, è in corso un’epidemia di water diarrea e colera...contro cui non sono vaccinato dato che secondo "l’esperto" in malattie tropicali dell’USSL a Verona non ne avevo bisogno visto che andavo a vivere in una zona desertica...’fanculo è desertica per 9 mesi all’anno, ma quando piove qui è l’Apocalisse! La stada davanti a casa è distutta, dilavata dalla pioggia e ricoperta dalla spazzatura che l’acqua porta con sè, dappertutto c’è fango e un’odore di marcio e putrefatto (vi ricordo che secondo le regole della gestione della casa a Moyale, le feci e gli avanzi di cibo più tutte le schifezze vengono gettate davanti a casa in comodi sacchetti di plastica nera...). Come se non bastasse, lavorare è impossibile visto che non si riesce a muoversi senza dover attraversare i fiumi stagionali o veri e propri mari di fango...
Ma figuriamoci se ci facciamo spaventare da tutto questo...
Infatti alla mattina di giovedì si parte per El Gof, a 40 km da Moyale, ridente villaggio di cammellari e vaccari nella savana...tempo stimato per il tragitto, in stagione secca: 1 ora e 45 minuti. Sulla strada sappiamo dove sono i punti più difficili...solo che dove PRIMA c’era un piccolo rigagnolo ORA c’è un fiume largo 10 m e che consiste in una via di mezzo tra sabbie mobili e fango...insomma niente da fare...torniamo indietro?
Stò cazzo. Cambio strada.
Si arriva fino a Bokuloboma, si taglia per il field e si cerca di raggiungere l’ameno villaggio...primo ostacolo: il Koticha, come viene definito in Oromifa un terreno composto di fango nero e appiccicoso, ci si può giocare con le mani e costruire delle vere e proprie statue che rimangono in piedi...insomma è una specie di mastice. Lo affrontiamo all’urlo di Banzaiii con la macchina che deriva a destra e sinistra sollevando schizzi alti 3 metri di fango.
Ma passiamo. 1 a zero per il Ferenje contro Savana.
Secondo ostacolo: la strada non c’è. O meglio, dove prima c’era una strada ora c’è una informe boscaglia...Poco male, ci vado dentro e mi apro la pista...dopo quasi un’ora ne veniamo fuori, ma ho rifatto la carrozzeria...e chi se ne frega.
Ma passiamo. 2 a zero per il Ferenje contro Savana.
Arriviamo al villaggio, in un tempo stimato di 4 ore...chiaramente la comunità, dandoci per morti da qualche parte, si è dispersa e impieghiamo quasi 2 ore per raggruppare tutti i clan e iniziare il meeting...solo dopo la preghiera ovviamente...
Nel frattempo, gli altri pregano e io mi abbuffo di ciapati e latte, faccio due chiacchere con gli autisti della croce rossa, che ci comunicano che un’altra strada è praticabile per tornare indietro...teniamolo a mente...
Il Meeting inizia e anche la pioggia, quindi ce la sbrighiamo in fretta e siamo pronti per ripartire. Dopo un’ora di viaggio, buchiamo.
E piove che dio la manda...cambiamo la ruota e ripartiamo, zuppi come pulcini.
Passiamo ma 2 a 1 Ferenje vs Savana.
La pioggia non accenna a smettere e la tanto praticabile strada diventa il letto di un fiume da percorrere...ci fermiamo dove c’è una piccola depressione e quindi un lago. Giù dalla macchina, via le scarpe e iniziare a controllare la profondità e la consistenza del fango...decidiamo di provarci. Io sono contrario, mettiamo la cosa ai voti e io perdo. La macchina si tuffa nell’acqua, scoda a destra, poi sinistra, sbatto la testa contro il finestrino (da bravo coglione non mi sono allacciato la cintura) e bestemmio come un diperato.
Ma passiamo. 3 a 1 Ferenje vs Savana.
Proseguiamo e arriviamo al mostro finale...10 km ci separano dalla strada asfaltata...ma nel mezzo c’è lei, Nyata! Nyata (in Oromifa, letteralmente come "la mangiatrice") è una zona di fango Koticha larga quasi 50 metri...ricoperta di acqua...e piove....decidiamo di tentare o meglio io decido di tentare, mentre gli altri erano un po’ titubanti...questa volta mi lego la cintura e affrontiamo il mostro...la macchina si getta nel fango, cha arriva fino a metà ruota, scodiamo, ci giriamo, ritroviamo la traettoria, saltiamo di qua e di là col motore vicino a fondere, la macchina si impunta, deriva a destra...e alla fine...ci impantaniamo. Bloccati nella bocca del grande mostro.
Fanculo.
Bisogna scendere, scavare, mettere dei rami sotto le ruote e spingere.
Io scendo e sprofondo nel fango fino al ginocchio da cui non riesco più a uscire, bloccato come nel cemento. Iniziamo a scavare, sotto la pioggia, con le mani visto che avevamo solo una pala in macchina...proviamo a spingere ma non c’è niente da fare. Bloccati. Chiamo allora un’altra macchina dall’ufficio (che grazie a dio era già rientrata) per venire a tiraci fuori...dopo 40 minuti arriva e leghiamo i due mezzi con la corda (intanto avevamo scavato così tanto da raggiungere il centro della terra). Ma non basta, bisogna anche spingere...tutti in posizione e al povero ferenje rimane esattamente (brutti bastardi) il posto dietro la ruota posteriore sinistra. L’autista accellera io mi trovo totalmente ricoperto di fango...dalla testa ai piedi sono una patetica statuina nera...Risate generali e bestemmie (le mie).


Passiamo, ma 3 a 2 Ferenje vs Savana.
Arrivo alla fine distrutto in guesthouse, zuppo di acqua e fango, dopo quasi 10 ore complessive di macchina (per fare due ore di meeting). Senza passare per la stanza vado direttamente in bagno, alla doccia. Giro il rubinetto dell’acqua calda...
Niente, nulla esce...
Poco male, la doccia me la faccio fredda...giro il rubinetto dell’acqua fredda...
Niente, nulla esce...
Qui mi fermo, 3 a 3 Ferenje vs Savana, palla al centro.

Dopo una settimana i nuovi volontari per Moyale sono arrivati dopo un tour di force da paura e stiamo imparando a conoscerci. Mi sembrano persone in gamba e credo che la convivenza sia nella vita che nel lavoro possa essere positiva, vedremo...per adesso siamo tutti concentrati sull’epidemia di colera e water diarrea, oltre alle nuvole di zanzare che cercano di violentarci ogni sera dopo il tramonto (se non becco la malaria adesso non la becco più)...
Come se non bastasse, il lavoro è rallentato dalla mancanza di fondi (i donatori sono in ritardo con i versamenti...) e per i movimenti di truppe partigiane e militari nell’area: alcuni giorni fa, OLF e OGADEN insieme sono entrati nell’area di Moyale da tre differenti fronti, scontrandosi cone le truppe militari nel field, nessun pericolo per me, ma qulache morto in entrambe le parti e zona a rischio scontri...va beh...

Un saluto e un abbraccio, aspettando il periodo più caldo dell’anno in Etiopia, verso fine dicembre, tirate delle palle di neve anche per me in Italia...

Luca "Molu Gareta"


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martedì 12 dicembre 2006 - ore 15:31


RUTTAAAAAAAA
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Tanti auguri Rutta!!!!!!!!! 1000 di questi burp!!!!!


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martedì 12 dicembre 2006 - ore 15:15


Casetta
(categoria: " Vita Quotidiana ")




casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa
casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa
casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa casa
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e giovedì mattina preliminare!!!!!



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lunedì 20 novembre 2006 - ore 10:10


Molu Gareta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Posto l’ultima mail che mi ha mandato un mio amico che da alcuni mesi sta lavorando per una ONG tra l’Etiopia e il Kenya. Secondo me sta vivendo un’esperienza indimenticabile, sembra vivere veramente anni luce da Padova e dal mio mondo.
In questo momento lui si trova a Moyale



questa è la sua mail:

"Neghenni Ibbadada miei cari,
dopo un periodo di seria latitanza (dovuta anche al mio rientro in Italia), ritorno a scrivervi di Moyale e delle mie malefatte (preItalia)...
Dato che nell’ultimo periodo mi dono trovato un po’ a corto di risorse (i bastardi locali erano tutti in ferie e io dovevo chiudere un progetto) mi sono dovuto un po’ adattare: contabile, veterinario, magazziniere e...autista. Provate però un po’ a immaginare l’effetto, in una cittadina dove sono l’unico bianco e dove tutti si fermano a fissarmi per la strada solo quando vado a comprare il pane, nel vedermi sfrecciare in moto per le strade di Moyale, con la mia social promoter (donna e quindi in Etiopia incapace di guidare la moto) seduta non a gambe aperte, ma bensì di fianco (con gonna lunga fino alle caviglie, sandalini e velo). Ovviamente tutto in barba alla sicurezza e alla legge, dato che non ho la patente etiope per la moto, guidavo senza casco e piano non andavo...
Ma quando piove o bisogna andare un po’ lontano...si prende la macchina (evvai...). La domenica mattina (perchè dormire quando puoi tranquillamente alzarti alle 7 e farti 70 kilometri in mezzo alla savana), bisogna portare barili di gasolio in un villaggio che fa da base per il rifornimento dei nostri camion che trasportano acqua (siamo ancora in siccità, porca...). All’andata guida il mio fedele meccanico, ma al ritorno...evvai! Il tutto con un sorpasso nel mezzo del nulla di un camioncino carico di persone che si mette a fare il bastardo senza farmi passare...urla della gente e sorpasso ovviamente sulla destra!
Il mio meccanico ha annuito soddisfatto per la manovra (poi si è tolto la cintura e ha alzato gli occhi al cielo).
Durante un viaggio fino al villaggio di Udeth (circa 300 km da Moyale) ho per la prima volta visto nel bush una gazzella, maschio adulta. Devo ammettere che è un animale veramente imponente, alta più di un cavallo con le grandi corna ritorte...infatti il destino ha voluto che durante il ritorno sulla strada asfaltata incontrassi un disperato (davvero disperato, all’ultimo stadio) con un cucciolo di gazzella da vendermi. Di solito rifiuto queste cose (se il buon Dio ha deciso che le gazzelle vivano libere, ci deve essere un motivo), ma era veramente giovane, aveva ancora 10 cm di cordone ombelicale e mi sono fatto impietosire. Quindi la compro con la sciocca idea di svezzarla e riportrala nel bush. Per ben 20 birr (=2 Euro) torno con la gazzella in macchina.
Reazione in Guesthouse: cane impazzito che inizia a correre intorno alla casa, gatto che cerca di cavare un occhio all’animale e la gazzella che si chiude in un buco e non viene più fuori.
Benissimo.
Per prima cosa vado a comprare il latte, poi il tuto (=biberon in amarico, e vai a spiegare al farmacista a Moyale perchè ti serve sto’ biberon...) e cerca di dare da mangiare alla gazzellina (che ha proposito, viene battezzata Ghedemsa, in Oromifa appunto gazzella). Dopo un po’ i risultati arrivano: la gazzella cresce un po’, il cane la accetta, il gatto quando capisce che c’è del latte diventa un pezzo di pane...insomma alla sera mi sentivo come san Francesco, tra cane, gatto e capriolo.
Ma le cose belle finiscono...infatti inizia il fottuto Ramadam per gli islamici. La corrente elettrica viene spostata dalle 3 del pomeriggio fino alle 3 del mattino, dato che i nostri amici seguaci di Allah possono mangiare solo dopo il tramonto. Durante il giorno Moyale si trasforma in una città fantasma...nessuno in giro (tutti in casa a dormire o poltrire, a Moyale circa il 60% della popolazione infatti è mussulmana) negozi chiusi e clima da guerra post-nucleare.
Tranne che in ufficio. Infatti io me ne sbatto del ramadam e voglio tutti al lavoro. D’altronde lavoro con mussulmani, ortodossi, protestanti e non posso fermare il lavoro perchè tu sei a dieta. Conseguenza, cadaveri ambulanti che si muovono per l’ufficio, bianchi come cenci e con delle occhiaie che ci potresti parcheggiare la macchina. Pensate che durante il giorno non possono mangiare, bere e nemmeno ingoiare la propria saliva! Quindi un muratore in questo periodo rischia la morte!
Ma di notte...si abbuffano di cibo dopo il tramonto, dormono, vengono svegliati intorno alle 3 del mattino da pazzi che girano per la città suonando dei tamburi (svegliando per un mese anche il sottoscritto...) per il secondo pasto. Di fianco a casa, inoltre c’è un’officina meccanica, la quale lavora durante tutta la notte, allietando il mio riposo con rumori di martelli, frese e urla...ma ditemi voi se è possibile....
Inoltre non si trova carne in tutta la città, di conseguenza io sono a dieta e pure il mio cane Bunna...fino a quando non decide di assaggiare la Ghedemsa! Chiaramente la ferisce a morte e quindi mi tocca ucciderla e poi mangiarmela...anzi gli altri se la sono mangiata dato che io ero in Italia (porca miseria!)
L’undici settembre, secondo il calendario etiope è il capodanno (infatti i geni vivono ancora nel 1999, ma valli a capire), e quindi decidono di festeggiare...facendo eplodere due bombe all’ufficio dell’immigrazione (300 m da casa mia, sul confine col Kenya) e prendendosi a raffiche di mitra per una decina di minuti. Nessun problema, ti chiudi in casa e lasci che si ammazzino con calma, poi tutto ritorna alla normalità, il che significa di fatto che nessuno sa niente, nessuno sa se ci sono stati morti, nessuno sa chi sparava a chi...insomma come al solito, se si chiedono le cose in via ufficiale...ma in via ufficiosa magari si viene a sapere che in Gode (una città nella Somali) si sono sparati di brutto con dei morti, che l’ambasciata sospettava possibili dimostrazioni di forza da parte di gruppi antigovernativi e che i soldati erano in allerta da almeno due giorni...va beh poco male...
Dopo capodanno c’è Meskel o Festa della Croce. E’ una festività ortodossa, dove bruciano una enorme pira di legno, ballano e pregano intorno al fuoco, tutti vestiti di bianco e con delle grandi candele fatte di cera d’api. Decisamente suggestivo, anche a Moyale....Secondo la tradizione una regina etiope durante questa cerimonia aveva seguito i lapilli che si alzavano dalla pira e cadevano nel field, in un punto dove lei troverà dei resti della croce di Cristo. Inoltre a seconda della direzione dove cadrà la pira alla fine della cerimonia si possono leggere differenti auspici...
A Moyale io ero tra gli spettatori della cerimonia...15 giorni dopo i fattacci di capodanno e mi metto a contare guardando le persone...1,2,3,4, soldato, 1,2,3,soldato, 1,2, soldati...va beh è ora di tornare a casa, di corsa.
Ma la vita continua...con i soliti alti e bassi...e questa volta i bassi sono stati veramente bassi: una notte vengo sveliato a mezzanotte dal mio guardiano, perchè due del mio staff sono alla porta della guesthouse. Rogne, questo vuol dire rogne grandi come una casa e ne ho la conferma appena vedo la faccia di uno dei due: è pallido, con lo sguardo vitreo e senza la forza di parlare. Mi viene detto che la moglie (abita a Meki, circa 200 km da Moyale) è morente a casa. Ma porca putt...di corsa in ufficio, si apre la cassaforte, si prendono i soldi per la benzina della macchina e partono nella notte per Meki. Naturalmente arrivano alla mattina, appena in tempo per vederla morire. La donna è morta per una non ben precisata malattia mentale (boh...), ma la cosa assurda è che, da buoni ortodossi, si sono rifiutati di portarla in ospedale, ma l’hanno sbattacchiata da un chiesa all’altra per farla benedire. La famiglia di lei (e anche lui, ovviamente) pensava che ci fosse del male (evil o devil, qulcosa del genere) in lei e praticamente l’hanno lasciata morire come se fosse una lebbrosa. Superstizione e religione, bella combinazione...e adesso lascia il mondo a 24 anni, con marito e due figli.
Benissimo.
Come se non bastasse, torno una sera a casa da Moyale e mi trovo il guardiano con una faccia gonfia come una zampogna e deformata...il tutto perchè sulla fronte ha una specie di immenso bubbone che gli porta una generale infiammazione del volto e dolore, febbre ecc...una specie di lesmaniosi, che ho scoperto molto comune nell’area. Quindi portalo di corsa dalla persona che ha Moyale Etiopia ne capisce di più di medicina: il veterinario.
Non si può fare niente, se non aspettare e portarlo il giorno successivo dalle suore in Kenya, le quali cercano di siringare il bubbone e sgonfiare la faccia: chiaramente lui si rifiuta e bisogna incidere la fronte e medicare...perfetto...si va avanti così per almeno una settimana fino a tornare alla situazione di normalità. Dopo due giorni lo stesso bubbone gli esplode sulla gamba e quindi via di nuovo con la giostra...
Da Moyale vi abbraccio tutti e come sempre, il vostro appoggio è importante, per superare la solitudine, la stanchezza e tutti i momenti di profonda demoralizzazione, quando mi sento un po’ come Don Chischotte contro i mulini a vento...

Luca "Molu Gareta"



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venerdì 17 novembre 2006 - ore 14:05


La Notte dei disegnatori viventi
(categoria: " Lavoro ")




Tutte le spritzettine e gli spritzettini sono invitati alla serata che il PanStore ha organizzato presso il Gasoline road bar.
Se volete conoscere un po’ di disegnatori, farvi fare qualche autografo o sketch, chiaccherare di fumetti, manga & comics, venite e spero passerete una bella serata! Dai che ci si beve una (o più ) birra in compagnia

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venerdì 17 novembre 2006 - ore 13:59


Morandaz alla Radio
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ieri sera il Morandaz è stato intervistato in diretta su Radio Venezia per via della serata che abbiamo organizzato per giovedì prossimo (23 novembre) al Gasoline!!!! Sempre più The Great Moranda! Rulez

P.S. chissà se qualcuno era sintonizzato e ha sentito le castronate che ho detto



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giovedì 16 novembre 2006 - ore 15:26


DESFO!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Mi sento ancora morto da ieri sera. Dio mio che desfo che è stato. Un grazie a Frà che mi ha invitato e tutti gli altri con cui ho bevuto e fumato. Stamattina alle 3 ero uno straccio! Anche adesso più o meno.

Un GG a Fabio che per la prima volta l’ho visto vestito elegante, con pure la cravatta (ROSSA!)



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venerdì 10 novembre 2006 - ore 13:58


Moranda vs Poste 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pare che settimana scorsa abbiano pubblicato la mia lettera su Il Mattino, oggi andrò in emeroteca per vedere se riesco a trovare il giornale di quel giorno e farmi almeno una fotocopia.
In compenso ieri su Striscia hanno fatto vedere un servizio sulle poste e sulle mancata consegna, soprattutto dei pacchi che vengono dall’estero. C’è gente che li sta aspettando da più di un anno! Ma PD!

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