Someday baby, I don’t know when, we gonna get to that place, where we really wanna go... but ’till then, tramps like us, we were BORN TO RUN...
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martedì 20 novembre 2007 - ore 22:20
Oltre il confine
(categoria: " Pensieri ")
C’è una linea nella nostra anima... una linea tra un "prima" ed un "dopo"... Una linea che costa tanto passare... una linea oltre la quale si può ricominciare... con prati verdi verdi sterminati battuti da una brezza primaverile dove spuntano i fiori della nuova vita...
Oltre il confine Stanotte ho fatto le valige
Domani me ne andrò su queste strade
Che mi porteranno oltre il confine
Domani io ed il mio amore
Dormiremo sotto un cielo color rame
Da qualche parte oltre il confine
Ci lasceremo indietro
Tutta la sofferenza e la tristezza che abbiamo trovato qui
E berremo dalle acque pulite di una nuova vita
Ci incontreremo dall’altra parte
dove il cielo diventa grigio e bianco
laggiù oltre il confine
Per te costruirò una casa
Su di una collina erbosa
Da qualche parte oltre il confine
Dove la sofferenza ed i ricordi
La sofferenza ed i ricordi sono rimasti solo cicatrici
Laggiù oltre il confine
E dolci profumi di alberi in fiore riempiono l’aria
Pascoli verdi e oro
Scendono nelle fredde e chiare acque
E nelle tue braccia sotto cieli aperti
Scaccerò con un bacio la tristezza dai tuoi occhi
Laggiù oltre il confine
Stanotte canteremo canzoni
E sognerò di te
E domani il mio cuore sarà di nuovo aperto
E possano i cieli pieni di stelle
Portarmi salvo tra le tue braccia
Laggiù oltre il confine
Che cosa saremmo
Senza la speranza che un giorno
Potremo bere dalle acque del nuovo tempo
E mangiare i frutti della vite
Sono sicuro che amore e buona sorte saranno dalla nostra parte
Da qualche parte oltre il confine
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PERMALINK
domenica 18 novembre 2007 - ore 22:41
Sparando alla luna
(categoria: " Riflessioni ")
La luna... in certi momenti indica la strada... in altri illumina i sogni... Qualche volta è testimone delle lacrime di chi i sogni li ha persi per strada...
Sparando alla lunaLa luna può essere una falce
Oppure una palla da biliardo
E sembra doro, sembra dargento
Luce nel buio per cuori allo sbando
Ma per ognuno è un po diversa
Anche se è uguale per tutti noi
Sembra che possa muovere il mare
Ma non risolvere i nostri guai
E cè la vita davanti
Sparando alla luna
Lanciando in faccia i dadi
Alla signora fortuna
Non risparmiare i colpi
Sparando alla luna
La luna è sposa del sole
Ma se si amano è un mistero
Lei non sa fingere, non sa cantare
Lei non dirà mai il tuo segreto
Ti segue quando vuoi fuggire
E ti ascolta quando preghi
Forse a lei sembri un bambino
Quando piangi, quando ridi
Siamo milioni di sguardi
Sparando alla luna
La vita è troppo corta
E forse è solo una
Non risparmiare i colpi
Sparando alla luna
E una goccia di miele, una perla di sale
Quando è riflessa nel tuo sguardo
La luna nuova è puntuale
Ma per qualcuno nasce in ritardo
Fermiamo il tempo questa notte
E stringiamoci di più
Forse non ce la faremo ma
Proviamo a buttarla giù
Che cè la vita davanti
Sparando alla luna
Lanciando in faccia i dadi
Alla signora fortuna
Non risparmiare i colpi mai
Sparando alla luna
Io come te, niente da perdere
Proviamo a vincere, bang bang bang bang...
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PERMALINK
venerdì 16 novembre 2007 - ore 00:18
Storia e leggenda del lanciatore
(categoria: " Pensieri ")
Ogni sorriso lascia un segno... Una traccia nel cielo pieno di stelle in una notte per chi sa sognare... Chi sa disegnare linee in cielo sa amare... Le storie d’amore, i sogni, i desideri e le speranze... come traiettorie verso un infinito per un lanciatore di coltelli... E qualche volta si colpisce una stella che esplode illuminando il cielo... E quando il volo si esaurisce il lanciatore torna solo...
Storia e leggenda del lanciatore Mio nonno li lanciava sempre spalle al bersaglio,
senza voltarsi mai, senza il minimo sbaglio:
e io stavo a guardarlo innamorato perso sulla riva del fiume,
seguendo i suoi coltelli volare leggeri come piume...
E mio padre m’insegnò a lanciarli ad occhi chiusi,
perché si mira con il cuore,
perché un vero lanciatore di coltelli ricama la vita,
non tira mica per colpire;
e mio padre m’insegnò che i venti cambiano sempre
e ti imbrogliano le dita e non c’è memoria dei tiri precedenti
perché ogni volta è una scommessa infinita.
E volavano su nel cielo lungo invisibili fili d’oro
i coltelli di mio padre e di mio nonno,
ogni tiro era un capolavoro,
ogni lama prendeva una stella,
ogni stella si sparpagliava nel cielo,
e potevi finalmente vederla la vita vederla, vederla davvero...
E così imparai a lanciarli senza essere bravo,
forse per imitarli, o forse perché amavo...
E volavano su nel cielo lungo invisibili fili d’oro:
ma questi erano i "miei" coltelli e lo vedevo che assomigliavo a loro;
e ogni volta ero senza fiato, e ogni volta mi guardavo la mano,
"ma come ho fatto? Ma com’è che è stato?
Com’è che vanno così lontano?"
E volavano su nel cielo come ricordi, come paure,
queste piccole cose di uomo che sono ritorni, che sono avventure
e anch’io ogni tanto prendevo una stella,
e illuminavo uno sputo di cielo e potevo finalmente
vederla la vita vederla, vederla davvero!
All’alba raccoglievo i coltelli di mio padre e di mio nonno;
e loro non mi dissero mai che viaggiavano dentro un sogno;
che finito il momento magico del suo coltello in volo,
il lanciatore è solo.
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PERMALINK
giovedì 15 novembre 2007 - ore 00:12
Diavoli e Polvere
(categoria: " Riflessioni ")
Quando un uomo si trova solo, nel deserto, a difendere i valori in cui crede, della società in cui è cresciuto e si rende conto che non ci sono più valori da difendere e che quel Dio imparato a scuola e sui polverosi banchi di una dottrina ormai dimenticata non è l’unico Dio possibile... e che i nemici hanno gli occhi della fame e dei fratelli... allora scopre i Diavoli e la Polvere...
Diavoli e Polvere Ho il dito sul grilletto
ma non so più di chi fidarmi
Quando guardo nei tuoi occhi
vedo solo diavoli e polvere
Siamo molto lontani da Casa,
e Casa è molto molto lontana da noi
Sento soffiare uno vento gelido,
Diavoli e polvere
Ho Dio dalla mia parte
e cerco solo di sopravvivere
Cosa fai quando ciò che ti fa vivere
uccide quello che ami
La paura è una cosa forte
e, credimi, ti scuote il cuore
Prenderà la tua anima piena di Dio
e la riempirà di diavoli e polvere
Ti ho sognato questa notte
in un campo di pietre insanguinate
Ti ho sognato questa notte
in un campo di ossa e fango
Ogni donna e ogni uomo
Lottano per una vita giusta
Cercano l’amore donato da Dio
con la Fede che Lui ci dona
Ho il dito sul grilletto
ma stanotte la fede non mi basta
Se guardo nel mio cuore
ci sono solo diavoli e polvere
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PERMALINK
domenica 11 novembre 2007 - ore 20:50
Io voglio credere
(categoria: " Riflessioni ")
Nella vita può capitare di vedere una foto, di leggere alcuni pensieri di un anima bella e sentirla vicina, nei suoi attimi di tristezza, nei suoi momenti di gioia... Questo mi è successo leggendo il blog di una persona speciale... Lei mi dice che è difficile crederci... lo so... è difficile crederci, soprattutto quando questa stessa vita ci ha tante volte fatto soffrire, cercando in tutti i modi di sgretolare la voglia di sognare... Oggi io so solo che è tanto bello sapere che c’è...
Buona serata a tutti amici di Spritz.
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PERMALINK
sabato 10 novembre 2007 - ore 14:32
Gli anni
(categoria: " Riflessioni ")
Il tempo... questa ruota che gira... Tutti sappiamo che non si può fermare e che non si può tornare in dietro... Eppure il cuore lo può fermare... Eppure il cuore lo può sconfiggere... Eppure i sogni ci volano sopra... in avanti ed in dietro... Gli anni... passati... gli anni passati a vivere e a sognare... Gli anni che abbiamo davanti... Quante albe e quanti tramonti ancora da vedere insieme... seduti su una spiaggia mentre un mare ci ascolta...
Gli anni Gli anni t’inseguono
quando sei solo
gli anni ti parlano
ma non è vero
Gli anni rimangono
silenziosi, leggeri,
stanno dove li metti
e si nascondono
negli odori, nei fogli,
nel wysky, nei cassetti
gli anni si impigliano
e si aggrovigliano
Vorrei parlarti
vorrei spiegarti
vorrei lasciarti
e poi cercarti
Vorrei sognare
che è stato solo un sogno
che mi hanno raccontato
senza dormire
perché il mondo non c’è
quando io sono addormentato
e poi dormire
con una poesia
che da sempre so a memoria
senza sognare
e la ragazza usciva
lentamente dalla storia
gli anni continuano
telefona almeno per dirmi
come ti va la scuola
fatti guardare
come ti sei fatta bella,
è vero, il tempo vola
gli anni t’imbrogliano
io non so più se
sono buoni o cattivi gli indiani
però non vale
che stavo in piedi a vedere
con chi usciva lei domani
gli anni sorridono
e un’altra donna leggera
leggera danza sulle dita
corrono avanti
e colori, persone,
giochi, giorni, albe e tramonti
Gli anni che passano
non sono mai tanti
gli anni miei...
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PERMALINK
venerdì 9 novembre 2007 - ore 00:48
Parco Balboa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A San Francisco, nella California del Sud c’è un grande parco... Si chiama Parco Balboa, provincia di Tor di Quinto (http://www.balboapark.org/)... di giorno ci sono le persone per bene che corrono... Di notte arrivano i fantasmi di una America sempre più povera... più dentro che fuori... Questa è una cosa scritta per quelle ombre che di nome fanno Spider, Xman, Cochise... ombre al confine di un crepuscolo civile... In US come in Italia... Talvolta mi chiedo se siano Rumeni qui da noi, messicani, italiani e cinesi oltre l’oceano o solo i fantasmi materializzati delle nostre paure, le ombre di una coscienza dell’occidente oggi sempre più simile ad un impero in piena decadenza morale...
Parco Balboa Stese la sua coperta appena sotto la freeway
Mentre la sera si faceva scura
Si fece un tiro di coca
Si riavviò per Balboa Park
Dove gli uomini nelle loro Mercedes
Vengono di notte a fare affari sporchi
Nel fresco della sera di San Diego,
con ragazzi del confine
Era cresciuto vicino alla Zona Norte
Tra faccendieri e contrabbandieri
Aveva inghiottito le loro palle di cocaina
Portate attraverso il rettilineo della dodicesima strada
Dormendo in un ricovero
Se la notte diveniva troppo fredda,
Scappando dalle pattuglie
che controllavano il confine
Passato il rottamaio attraversato i binari
e per tutta la durata del temporale
Stesero le loro coperte sotto la freeway
e ciascuno si scelse un nome
c’era X-Man e Cochise
Little Spider con le scarpe da basket coperte dal fango del fiume.
Erano venuti al nord in California
e sono finiti col veleno nel sangue
Lo Fece per i soldi
a volte mandava a casa quello che poteva
il resto andava in sneakers a collo alto, coca
e in jeans come quelli che portavano i gavatchos.
Una notte la polizia di confine fece una retata sulla dodicesima strada
Una grossa macchina venne giù veloce per il viale
Spider restò immobilizzato alla luce dai suoi fari
Fu colpito e cadde di schianto.
Mentre la macchina se ne andava Spider si teneva lo stomaco
Barcollò fino alla sua coperta nel sottopassaggio
Si distese per terra e sentì il sapore del suo sangue riempirgli la bocca
Chiuse gli occhi e ascoltò le macchine
sfrecciare velocemente...
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PERMALINK
giovedì 8 novembre 2007 - ore 00:28
Oltre le nuvole
(categoria: " Pensieri ")
Ho scritto queste righe in una notte fredda di un gennaio di alcuni anni fa... Mio papà se ne era andato e le strade davanti a me erano due... O la disperazione per una perdita immensa o il pensiero, a mio modo molto religioso, nel senso che richiede un atto di fede per essere accettato, che la storia non finiva li... che esisteva da qualche parte un posto, un giardino, da cui lui avrebbe continuato ad essere con me... E da là lo sentivo sussurrarmi di continuare a camminare... a guardare avanti... ad essere portabandiera dei valori che lui aveva cercato di trasmettermi... magari senza parole... magari anche solo con gli occhi, o con un sorriso... o con quella lacrima prima dell’ultimo addio...
Io non so se esiste davvero un posto "oltre le nuvole"... o "oltre" e basta... io so che proprio davanti alla morte sono riuscito a sentirmi vivo... e a portare tutto il dolore e l’amore dentro di me... e questo, penso, sia un piccolo modo per dire alla faccia brutta di madre natura... hai perso... questa volta l’amore ha vinto...
Oltre le nuvole Ho dovuto andare via
oltre il cielo, oltre il mare
ma non t’ho lasciato sai
solo che non puoi vedermi
Non aver paura
non ti preoccupare
vivi la tua vita
cerca un pò d’amore
io ti aspetto quà
Oltre le nuvole
Se tu potessi vedere
Quello che io vedo ora
Non avresti più paure
E non piangeresti più
Da questi giardini
Ti accarezzerò
Con una dolcezza
Che non hai provato mai
Non aver paura
non ti preoccupare
vivi la tua vita
dona un pò d’amore
io ti aspetto quà
Oltre le nuvole
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PERMALINK
martedì 6 novembre 2007 - ore 14:25
Mi mancherai...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I pensieri si accavallavano: le mie montagne, castagni, faggi, abeti, sentieri, il rumore dei fossi, il profumo del muschio: quelle vette sono fatte di miliardi di conchiglie, ogni goccia dei torrenti finisce al mare; anchio sono un mollusco, una stilla, ma posso piangere.
... Ciao maestro Enzo...
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PERMALINK
martedì 6 novembre 2007 - ore 00:22
Moira del Circo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siamo stati tutti bambini... Ricordo quando mia mamma nei pomeriggi delle domeniche piovose e grigie di una Ferrara immobile mi portava al Circo... Questa è una storia scritta anni fa quando il bambino stava piano piano aprendo gli occhi e scoprendo che dietro un sorriso possono nascondersi tante lacrime... Bozo che ride pensando al suo domani... Dario che si tocca il cuore, forse ferito un ultima volta mentre fuori la grandine cade quasi per cancellare le storie con il suo violento ticchettare sul tendone... Nina che piange mentre balla sul filo di un valzer lento che lei sente essere la vita sottile e tagliente come quel filo... Tutte facce della mia anima, se l’anima esiste... Niente dura in eterno... tutto ritorna come l’inverno...
Moira del Circo Moira del circo guarda la pista vuota
Si appoggia alla rete dei trapezisti
C’è il suo cavallo che gira nel cerchio
Un colpo di frusta gli tiene il tempo
Mentre Bozo il clown ride in faccia al domani
Si butta per terra e batte le mani
Canta stonato una vecchia canzone
Per questa vita da baraccone...
Dario bestemmia e si tocca il cuore
Mentre grandina sul tendone
E nelle gabbie le bestie stan buone
Stanotte dorme anche il leone
E Nina piange mentre balla sul filo
In equilibrio sul suo destino
A volte dolce, a volte violento
Come l’aria di un valzer lento...
Omar il nano ha un mezzo sorriso
Un amore triste scritto nel viso
Un cuore grande come quel cielo
Che sfiora la tenda come un velo
C’è poca gente stasera al circo
Ma si divertono sempre i bambini
Tornano in pista gli animali
E tutti gli artisti per l’ultimo
giro...
Niente dura in eterno
Tutto ritorna come l’inverno
Niente è mai vinto, niente è mai perso
L’amore vince su tutto il resto
E Moira del circo ringrazia e ride.
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