Hai mai visto la terra dalla luna?
non c’è migliore nella morte.
c’è solo la nera luce della speranza
o della pace,
meglio l’accecante luce della follia
in una mattina conservata in un cappuccino.

Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo.
(F.W. Nietzsche)
"Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto."
(Oscar Wilde)
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lunedì 26 dicembre 2005 - ore 14:49
Per favore non abbandonate gli animali
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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domenica 25 dicembre 2005 - ore 12:21
Auguriii!!! e tanti bei regali
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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giovedì 22 dicembre 2005 - ore 17:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Henri de Toulouse-Lautrec (1894)
Albi, Musée Toulouse-Lautrec
Carboncino e olio su tela
111,5 x 132,5 cm
FELICITA RAGGIUNTA, SI CAMMINA
Eugenio Montale
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che sincrina;
e dunque non ti tocchi chi più tama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case
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martedì 20 dicembre 2005 - ore 18:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")

MELANCONIA Giorgio De Chirico(1912/1914) Collezione privata,Olio su tela
78,8 x 63,5 cm
MALINCONIA
Giuseppe Ungaretti
Calante melinconia lungo il corpo avvinto
al suo destino
Calante notturno abbandono
di corpi a pienanima presi
nel silenzio vasto
che gli occhi non guardano
ma unapprensione
Abbandono dolce di corpi
pesanti damaro
labbra rapprese
in tornitura di labbra lontane
voluttà crudele di corpi estinti
in voglie inappagabili
Mondo
Attonimento
in una gita folle
di pupille amorose
In una gita che se ne va in fumo
col sonno
e se incontra la morte
è il dormire più vero
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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 14:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Roy Lichtenstein, Hopeless, 1963
ESTATE
Cesare Pavese
E riapparsa la donna dagli occhi socchiusi
e dal corpo raccolto, camminando per strada.
Ha guardato diritto tendendo la mano,
nellimmobile strada. Ogni cosa è riemersa.
Nellímmobile luce dei giorno lontano
sè spezzato il ricordo. La donna ha rialzato
la sua semplice fronte, e lo sguardo dallora
è riapparso. La mano si è tesa alla mano
e la stretta angosciosa era quella dallora.
Ogni cosa ha ripreso i colori e la vita
allo sguardo raccolto, alla bocca socchiusa.
E tornata langoscia dei giorni lontani
quando tutta unimmobile estate improvvisa
di colori e tepori emergeva, agli sguardi
di quegli occhi sommessi. E tornata langoscia
che nessuna dolcezza di labbra dischiuse
può lenire. Un immobile cielo saccoglie
freddamente, in quegli occhi.
Fra calmo il ricordo
alla luce sommessa dei tempo, era un docile
moribondo cui già la finestra sannebbia e scompare.
Si è spezzato il ricordo. La stretta angosciosa
della mano leggera ha riacceso i colori
e lestate e i tepori sotto il viviclo cielo.
Ma la bocca socchiusa e gli sguardi sommessi
non dan vita che a un duro inumano silenzio.
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domenica 18 dicembre 2005 - ore 12:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
INNO ALLA MORTE
Giuseppe Ungaretti
Amore, mio giovine emblema,
Tornato a dorare la terra,
Diffuso entro il giorno rupestre,
E lultima volta che miro
(Appiè del botro, dirruenti
Acque sontuoso, dantri
Funesto) la scia di luce
Che pari alla tortora lamentosa
Sullerba svagata si turba.
Amore, salute lucente,
Mi pesano gli anni venturi.
Abbandonata la mazza fedele,
Scivolerò nellacqua buia
Senza rimpianto.
Morte, arido fiume...

LA DONNA E LA MORTE
Egon Schiele
(1915)
Vienna, Österreichische Galerie
Olio su tela
150,5 x 180 cm
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venerdì 16 dicembre 2005 - ore 12:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")

CANZONE DAMORE
Anne Sexton
Ero la ragazza della catena di S. Antonio,
la ragazza tutta discorsi di bare e serrature,
quella delle bollette del telefono,
la foto sgualcita e i contatti persi,
quella che continuava a dire
Ascoltami! Ascoltami!
Mai! Mai!
e cose del genere
Quella con il bavero
tirato su fino agli occhi,
con gli occhi blu canna di fucile,
con una venuzza sulla piega del collo
che vibrava come un diapason,
con le spalle nude come un palazzo,
con quei piedini e quei ditini,
con un vecchio gancio rosso in bocca,
una bocca il cui sangue gocciolava
nelle regioni orrende della sua anima
la ragazza che si addormentava sempre,
era vecchia come i sassi,
ogni mano un pezzo di cemento,
per ore e ore
e poi si svegliava,
dopo la breve morte,
ed era tenera come,
delicata come
tenera e delicata come
luce in eccesso,
per niente pericolosa,
come un barbone che mangia
o un topo su un tetto
senza botole,
con niente di più onesto
che la tua mano nella sua,
con nessun altro, nessun altro che te!
E cose del genere.
Nessun altro, nessun altro che te!
Oh, non si può tradurre
quelloceano
quella musica
quel teatro
quel campo di pony.
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mercoledì 14 dicembre 2005 - ore 20:20
(categoria: " Vita Quotidiana ")

STANCO D’AMORE
Hermann Hesse
Nei rami s’addormenta cullando
il vento stanco. La mia mano
lascia un fiore rosso sangue
morire lacerato sotto un sole rovente.
Ho già visto fiorire e morire
molti fiori;
vengono e vanno gioie e dolori,
e custodirli nessuno può.
Anch’io ho sparso
nella vita il mio sangue;
non so però, se mi dispiace,
so solo, che sono stanco.
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martedì 13 dicembre 2005 - ore 17:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
NUOVE STANZE
Eugenio Montale
Poi che gli ultimi fili di tabacco
al tuo gesto si spengono nel piatto
di cristallo, al soffitto lenta sale
la spirale del fumo
che gli alfieri e i cavalli degli scacchi
guardano stupefatti; e nuovi anelli
la seguono, più mobili di quelli
delle tua dita.
La morgana che in cielo liberava
torri e ponti è sparita
al primo soffio; s’apre la finestra
non vista e il fumo s’agita. Là in fondo,
altro stormo si muove: una tregenda
d’uomini che non sa questo tuo incenso,
nella scacchiera di cui puoi tu sola
comporre il senso.
Il mio dubbio d’un tempo era se forse
tu stessa ignori il giuoco che si svolge
sul quadrato e ora è nembo alle tue porte:
follìa di morte non si placa a poco
prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo
ma domanda altri fuochi, oltre le fitte
cortine che per te fomenta il dio
del caso, quando assiste.
Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco
tocco la Martinella ed impaura
le sagome d’avorio in una luce
spettrale di nevaio. Ma resiste
e vince il premio della solitaria
veglia chi può con te allo specchio ustorio
che accieca le pedine opporre i tuoi
occhi d’acciaio.
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lunedì 12 dicembre 2005 - ore 14:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
CONTEMPLO
Fernando Pessoa
Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sullacqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?
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