|



NICK:
sally
SESSO:
w
ETA': 21
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Mantenuta
STATUS: sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
quello che devo scrivere
HO VISTO
tante cose
STO ASCOLTANDO
una canzone
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
solito
ORA VORREI TANTO...
spaccare la testa a qualcuno
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cose interessanti
OGGI IL MIO UMORE E'...
nzomma
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
2)
3)

MERAVIGLIE
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
|
| Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo.
|
(questo BLOG è stato visitato 7262 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ULTIMI
10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso
il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
|
martedì 14 ottobre 2003
ore 14:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il SUPPLIZIO degli ORSI in CINA
In Cina ci sono circa 10.000 orsi prigionieri per l’estrazione della bile dalla loro cistifellea. Gli orsi sono collocati orizzontalmente in gabbie di ferro o legno che sembrano bare. Viene loro messo un collare di ferro e le sbarre della gabbia esercitano pressione sul loro corpo, per cui sono nell’assoluta impossibilità di muoversi. Un catetere d’acciaio perennemente conficcato nella loro cistifellea assorbe continuamente la loro bile da una ferita sempre aperta. Gli orsi non possono cambiare minimamente posizione e sono costretti a vivere in mezzo ai loro escrementi. Essi rimangono in queste condizioni di sofferenza dai 15 ai 20 anni, tutto il tempo della loro esistenza. Con la zampa raggiungono il cibo attraverso una piccola apertura della gabbia. Per placare la sete devono allungare la lingua per leccare le sbarre della loro prigione. Questi animali provano dolori terribili, la gabbia deforma loro le ossa, sono vittime di piaghe da decubito ed infezioni, sviluppano attitudini autolesioniste, provocandosi, per esempio, delle auto amputazioni e si consumano lentamente in quest'orribile condizione fino alla morte. Sono costretti ad un’esistenza intera di continuo dolore. Qualche orso impazzisce e muore suicida strappandosi le viscere davanti agli uomini capaci di tanta spietatezza.
La bile degli orsi viene utilizzata dai cinesi come ingrediente base di shampoo, afrodisiaci e numerose varietà di medicine“miracolose”, secondo una tradizione di ben 3.000 anni.
I luoghi dove si trovano gli orsi in queste condizioni vengono chiamati "fattorie della bile" (ufficialmente ne esistono 247) e - incredibile - sono meta continua di visitatori paganti, che si divertono a vedere le sofferenze di queste creature.
Un servizio realizzato con una telecamera nascosta all’interno di una di queste fattorie del dolore è stato trasmesso dal tg della notte di raiuno il 4 dicembre 2001 ed ha sconvolto gli ignari telespettatori italiani.
Anche se la bile di orso è da sempre alla base della medicina cinese, è riconosciuto anche dagli stessi esperti cinesi che essa può essere sostituita da prodotti di origine vegetale o sintetici, di uguale efficacia, più facili da recuperare e sicuramente più economici. Secondo recenti sondaggi la maggior parte dei cinesi non ha mai utilizzato la bile d’orso e l’85% è favorevole alla sua sostituzione con sostanze sintetiche o vegetali.
LEGGI
I COMMENTI (2)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 14 ottobre 2003
ore 13:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sarebbero 7.000 i visoni fuggiti ...
Sarebbero 7.000 i visoni fuggiti dall'allevamento Canova di Gherardi, nel ferrarese, colpito dal biltz animalista: lo afferma il titolare, Valerio Mezzetti, 50 anni, rientrato precipitosamente da Milano (dov'era appena atterrato dopo un viaggio a Cuba). L'uomo, che conferma la sigla dell'Alf lasciata sui muri con la vernice, descrive una situazione delle strutture con recinti abbattuti, pali di cemento gettati a terra, gabbie aperte a centinaia: per lui il gruppo d'azione doveva essere composto da almeno una decina di animalisti, non si spiegherebbe altrimenti il numero di gabbie che sono riusciti ad aprire e il numero dei capi liberati. Mezzetti ha quantificato i danni in centinaia di migliaia di euro perchè la maggior parte dei capi era da pelliccia oltre ad alcuni riproduttori. Sapevamo di essere nel mirino di questi animalisti». Nell'allevamento erano tenuti oltre 18 mila visoni (foto). I loro piccoli si sono gettati sulla trafficata strada vicino all'allevamento e almeno un centinaio sono rimasti schiacciati. I vigili del fuoco hanno lavorato dalle 6.30 fino alle 9.30 per pulire la strada dalle carcasse dei visoni, aiutati da addetti dell'Agea. Sorpresa e rabbia da parte dei vicini che si sono trovati i cortili pieni di visoni, con polli, galline e altri animali razziati dai voraci mammiferi.
Fra i blitz animalisti degli ultimi anni a Nordest si ricorda, nell'agosto scorso, i 900 visoni di un allevamento di Invillino di Villa Santina (Ud) liberati in un blitz notturno.
...
LEGGI
I COMMENTI (2)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 19:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
TI SEI MAI CHIESTO COSA C'È DIETRO A QUELLO CHE INDOSSI ?
Ogni capo di abbigliamento che contiene fibre di origine animale comporta un maltrattamento, più o meno grave agli animali. Generalmente quando si parla di maltrattamenti agli animali si pensa alle pellicce, ma non sono solo queste che comportano maltrattamenti, anche lana, seta, e articoli in pelle di ogni genere non sono immuni.
LANA Le pecore vengono selezionate e allevate affinché posseggano velli sempre più folti e ciò può portare, d'estate, a colpi di calore anche mortali, mentre, dopo la tosatura, in caso di abbassamento della temperatura, gli ovini muoiono per l'esposizione al freddo. La lana, oggi, proviene tutta da allevamenti che contano milioni di capi, situati in Sud America o in Australia; gli animali subiscono innumerevoli sevizie, i maschi vengono castrati con "l'elastico", a tutti gli animali viene tagliata la coda o praticato il "mulesing". Oggi, ormai, la tosatura è quasi totalmente automatizzata per misure standard; questo comporta il rischio che quando la pecora è fuori misura, le lame, che in pochi minuti hanno il compito di tagliare tutta la lana, taglino anche la carne... e questo purtroppo accade spesso. Dopo quattro anni di vita la lana cresce molto più lentamente e quindi l'animale è destinato alla macellazione (spesso viene esportato vivo verso il Medio Oriente per il mercato islamico).
LANA MERINO Questo tipo di lana deriva da una particolare qualità di pecore australiane che sono state selezionate in modo da avere una pelle molto rugosa e quindi essere in grado di produrre un maggior quantitativo di lana. Le mosche depositano le loro uova nella pelle e una volta liberate, le larve penetrano nella carne delle pecore; per ovviare a questo problema gli allevatori attuano una pratica chiamata "mulesing".
COS'È IL MULESING? Il mulesing è un operazione che comporta lo scuoiamento dell'area perianale ed il taglio della coda dell'animale, lasciando la carne viva e sanguinante, in questo modo si evita che la pecora sporchi il suo prezioso vello con gli escrementi o che le mosche depositino le loro uova tra la lana. Naturalmente il tutto viene fatto con coltellacci e di anestesia non solo non se parla, proprio non viene presa in considerazione. È evidente che alcuni animali non sopportino tutto ciò e muoiano di infezioni, ma nel contesto dei grandi numeri è ininfluente, e questo trattamento risulta comunque più economico.

SETA La seta è prodotta dal bozzolo della farfalla. Pochi sanno che per impedire che i bachi escano dal bozzolo, mangiando la parete, e quindi rompendo i fili di seta, le larve vengono uccise con ebollizione oppure in forno. Occorrono 1.500 bachi per fare 100 grammi di seta.
PIUMINO D'OCA Le piume vengono strappate dalla pelle delle oche vive, animali molto sensibili, senza alcun tipo di anestesia, per molte volte nel corso della loro vita.
CUOIO/PELLE La maggior parte del cuoio proviene da pelle di animali uccisi per la loro carne, o da mucche che non sono più in grado di produrre latte. Il cuoio è un prodotto diretto dell'industria crudele degli allevamenti intensivi. Bisogna poi tenere presente che la lavorazione del cuoio (la conciatura) comporta l'impiego di sostanze chimiche tossiche e altamente inquinanti.
PELLE DI COCCODRILLO/SERPENTE Inchiodati a un albero per la testa, viene loro praticata un'incisione sulla parte posteriore del capo e, afferrata la pelle, vengono "sbucciati" in un sol colpo (questo per mantenere la flessibilità della pelle). I corpi, nudi, rimangono abbandonati in questa posizione, torturati dalle zanzare, sino a che giunge, finalmente, la morte.
PELLE DI CANGURO AI canguro tocca una sorte non molto diversa da quella del coccodrillo per prelevarne la pelle; questa viene utilizzata per la produzione di scarpe da ginnastica e da tennis. L'Italia è la principale importatrice di questo tipo di pelle.
ALTERNATIVE
La lana può essere sostituita da tessuti altrettanto caldi come il pile; per quanto riguarda gli indumenti intimi, ottima alternativa è il cotone invernale, nella cui trama si trovano microscopiche camere d'aria che isolano perfettamente dal freddo, o la spugna di cotone. Per le imbottiture, lasciamo alle oche le loro piume, possiamo acquistare prodotti fatti con Hollifill. Oltre ai materiali citati ve ne sono numerosi altri senza crudeltà, vegetali o sintetici, come per es: cotone, lino, viscosa, acrilico, canapa, fustagno, goretex, nylon, poliestere. thinsulate, polarguard, fibrefill, cordura, durabock, pelltech, aitech, q7000, ecc. Per il cuoio esistono svariate alternative: Lorica, Vegetan Bucky, Vegetan Micro, Vegetan Uppers, Vegetan Suede, Suedette. Per quanto riguarda la seta, si può optare per tessuti quali rayon e raso di cotone.
Attualmente in Italia siamo a conoscenza di due soli indirizzi dove è possibile acquistare capi d'abbigliamento (scarpe, giacche, cinture, portafogli) in materiali non violenti: PROGETTO GAIA Via N. Copernico, 41 - 20125 Milano - Tel. 02/67075700 (Stazione Centrale via Melchiorre Gioia) - MM Gialla Sondrio - Tram 2 - Filovie 90-91-92 e LE SCARPE DI LINUS Via Teatro Filarmonico, 3 - 37121 Verona - Tel. 045 8010922 (anche acquisto online e spedizione a casa)
I materiali sottoelencati non hanno bisogno del processo di concia, non contengono tutti i residui chimici della pelle (come il cromo), molto dannosi per la salute.
Vegetan Bucky È una microfibra grassa per un uso intenso che assomiglia tantissimo, sia alla vista sia al tatto, al vecchio cuoio. Spruzzarci sopra un impermeabilizzante o usare il grasso ammorbidente (dubbin). Questo materiale tende a scurirsi con l'uso. Vegetan Micro È il materiale in microfibra più resistente sia all'usura sia all'acqua usato dalla Vegetarian Shoes. Ha delle prestazioni eccezionali come la pelle della miglior qualità ed ha una venatura caratteristica. Usare lucido (polish) o grasso ammorbidente (dubbin). Vegetan Uppers È il materiale standard usato per le tomaie, va bene per essere calzato ogni giorno. Traspirante, resistente all'acqua e biodegradabile al 70-80% circa. Si pulisce con un lucido (polish) o con il grasso ammorbidente (dubbin). Vegetan Suede Molto morbido al tatto, traspirante ma non resistente all'acqua. Questa finta pelle scamosciata rende comodissima la scarpa. Si può rendere impermeabile spruzzandoci sopra un impermeabilizzante e può essere spazzolata come un vero scamosciato o nubuck. Suedette Materiale leggero e alla moda. Non traspirante né resistente all'acqua. Pulire con acqua calda insaponata. Lorica Materiale sintetico, più economico e meno inquinante della pelle. Ha le stesse caratteristiche della pelle: traspirabilità, idrorepellenza, permeabilità al vapore acqueo, resistenza alle lacerazioni, agli strappi, ai graffi, agli sfregamenti e agli agenti atmosferici. Si smacchia facilmente, si lava anche in lavatrice, è ignifuga e presenta un'ottima resistenza dei colori alla luce. È anallergica, è infatti usata per la produzione di materiale ortopedico che deve stare a contatto con la pelle.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 19:14 (categoria:
"Riflessioni")
"le cose che noi vediamo non sono state donate all'uomo, ma ciascuna nasce e perisce per il bene del tutto."
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 18:56 (categoria:
"Riflessioni")
 Volpe bianca dopo aver dato il suo "contributo" per la creazione della pelliccia.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 18:54 (categoria:
"Riflessioni")
La maggior parte degli animali selvatici è ancora oggi catturata con l'uso delle tagliole. Quando la tagliola scatta violentemente sull'arto, l'animale non ha più scampo: o in preda dal terrore ed alla sofferenza lancinante, si strappa l'arto a morsi, e allontanandosi va incontro a morte certa per dissanguamento e per incapacità a rifornirsi di cibo; oppure decide di rimanere intrappolato, ed in tal caso dovrà predisporsi ad una lunga agonia che può solo essere abbreviata dall'arrivo dei cacciatori.
L'ERMELLINO, ad esempio, viene spesso catturato con una lastra di ferro ricoperta di grasso che, quando viene leccata, la lingua rimane incollata alla lastra stessa.
Per le pelli del LEOPARDO si preferisce invece immobilizzare l'animale in una strettissima gabbia ed introdurgli quindi nell'ano una lunga sbarra di ferro arroventata, che viene poi spinta con forza fino ai polmoni.
Le pellicce di FOCA, richiedono le pelli candide dei cuccioli ed è per questo che ogni anno ne vengono uccisi 400.000. Le piccole foche vengono bastonate e scuoiate vive, di fronte agli occhi delle madri che spesso cercano di proteggere la prole facendo loro scudo con il proprio corpo. Quelli d'allevamento invece vengono rinchiusi nelle gabbie; un alto numero di animali si spezzano i denti contro le sbarre altri si automutilano o si suicidano a furia di violente testate contro le pareti della loro prigione; numerosi i casi di cannibalismo o i casi di soggetti che, impazziti, ripetono ininterrottamente lo stesso inutile movimento.
I CONIGLI e gli AGNELLI sono appesi per i tendini ad un gancio e scuoiati vivi.
Ai CINCILLA' invece si gira la testa di 180° fino a spezzargli il collo.
Gli AGNELLINI PERSIANI (i breitschwants) sono invece estratti dal ventre materno.
I VISONI vengono finiti con il fracassamento del cranio.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 14:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Liberamente tratto da "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di M. Kundera
Subito all'inizio della Genesi c'è scritto che Dio creò l'uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Per un non credente la Genesi è stata redatta da un uomo, per un credente, è sì, parola di Dio, ma espressa in parole umane, e legata a una storia, una cultura, un tempo e uno spazio, in altri termini legata all'Incarnazione; in ogni caso non certamente redatta da un cavallo o un vitello. Si, il diritto di uccidere un cervo o una mucca è l'unica cosa sulla quale l'umanità sia fraternamente concorde, anche nel corso delle guerre più sanguinose. Questo diritto ci appare evidente perché in cima alla gerarchia troviamo noi stessi. Ma basterebbe che nel gioco entrasse una terza persona, ad esempio un visitatore di un altro pianeta, il cui dio gli abbia detto: "regnerai sulle creature di tutte le stelle!!" e tutta l'evidenza della Genesi diventerebbe di colpo problematica. Un uomo attaccato al carro di un marziano, o magari fatto arrosto da un abitante della via lattea, si ricorderà forse della cotoletta di vitello che era solito tagliare nel suo piatto e chiederà scusa (in ritardo) alla mucca. L'uomo sfrutta le mucche come il verme solitario sfrutta l'uomo: si è attaccato alle loro mammelle come una sanguisuga. L'uomo è un parassita della mucca; questa è probabilmente la definizione che un non-uomo darebbe dell'uomo nella sua zoologia. ... Se non siamo credenti dobbiamo ritenere che l'uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulle altre creature.
Se siamo credenti leggeremo nella Genesi che Dio aveva affidato all'uomo il dominio sugli animali, ma ricordiamoci che quel dominio gli è stato dato solo in prestito. L'uomo non era il padrone, ma soltanto l'amministratore del pianeta e un giorno dovrà render conto della sua gestione.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 13:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Oca protagonista in tavola
"No se màgna oca" è un detto trevigiano usato (naturalmente a suo tempo) dalle ragazze per allontanare pretendenti. Ma noi parliamo dell'oca che in questo periodo comincia ad essere protagonista in tavola. L'oca, volatile che si identifica con il suo fegato, ricorda da sempre momenti di grande convivialità, per chi ama stare a tavola e la tradizione trevigiana è quella dell'oca col sedano. Infatti questo è il periodo delle fiere di San Luca e l'oca arrosta è il piatto della tradizione gastronomica trevigiana per il periodo freddo. Protagonista delle aie delle campagne con i primi freddi l'oca finiva in "tecia" e le piume utilizzate per preparare i piumini in vista dell'imminente freddo. Oche che venivano portate a pascolare nel corso dell'estate e prima di essere uccise strette in serragli, sottoposte a cura "anti-linea" per essere grasse e ingrossare il fegato da sempre prestigioso. E nella nostra cucina l'oca trova un posto di rilievo, forse grazie anche ad un territorio ricco di acque, tra canali e fiumi così il volatile è sempre stato presente prima nei cortili e poi sul piatto. Ora nelle aie viene meno visto che ci sono capannoni e non cortili. Ma in tavola è pregiata e richiesta: è il suo momento e dei buongustai. Oca arrosta in tavola (ma non si disdegni quella lessa) alle fiere di S. Luca è tradizione ed appositi stand propongono la degustare solo di oca come si moltiplicano le cene a tema in tanti ristoranti in provincia e in città come alle Beccherie dove è il piatto del menù stagionale. E a Treviso poi da giovedì 16 a domenica 19 saranno quattro giorni dedicati all'oca con la 6. edizione dell'Ocalonga proposta sulle mura a Santi Quaranta, dove sarà allestito un apposito e grande stand, dalla "Congrega per il recupero delle tradizioni trevisane" con un programma che prevede cene preparate da chef come Lorenzo dell'Antica Torre (giovedì), Celeste e Toula (venerdì) in onore ad Alba Di Pillo Campeol. Quindi gli appuntamenti di sabato e domenica quando ci sarà anche l'allestimento di una fattoria con animali da cortile e la passeggiata fra i castagni con le oche. E dopo una bella mangiata di oca? Magari una bella dormita su un piumino di penne d'oca.
Michele Miriade
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 13 ottobre 2003
ore 13:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ogni anno nel mondo vengono uccisi 2 milioni di gatti e cani per farne pellicce. Un gatto vale da 1 a 3 dollari. Un pastore tedesco 9 dollari. Per confezionare una pelliccia servono dai 18 ai 24 gatti. Per quelle di cane si arriva a 12 animali. Una società cinese ha ammesso di aver venduto fra gennaio e marzo del '98 40 mila capi di cane e gatto.
Arrivano dall’Asia e vengono vendute con etichette equivoche. In realtà sono pelli di pastori tedeschi e gatti scuoiati vivi. L’Italia? Non ferma l’importazione.
Un pastore tedesco scuoiato vivo: così la pelle è più pregiata. Un pastore tedesco che cerca disperatamente di sfuggire a un coltello. Ma una mano lo tiene fermo e l’arma gli apre una zampa. Il povero cane guaisce, cerca di ribellarsi ma il coltello affonda nella pancia, gli attraversa tutto il corpo. L’animale si torce nell’agonia, cade in un lago di sangue. E in due minuti, ancora vivo, diventa una pelliccia. Un ragazzino cinese tiene in mano un soriano impiccato nel suo cappio di ferro. Lo esibisce come un trofeo. Sorride soddisfatto, apre la gabbia vicino, lega la corda al collo di un gattone rosso che gli va incontro con la coda alzata e soffoca anche lui. Poi li scuoia entrambi. "Massacri autentici, gli animali vengono quasi sempre scuoiati vivi": Rick Swain, uno degli investigatori, è sconvolto. "Cani e gatti sono allevati in piccole aziende o addirittura in famiglia.
Li fanno vivere al freddo perché la loro pelliccia cresca meglio. Poi, in primavera, li squartano. Una pelle di gatto vale da 1 a 3 dollari, quella del vostro pastore tedesco può arrivare anche a 9".
Le parole e l’orrore di Swain e dei suoi compagni hanno piegato gli Stati Uniti, che il 13 ottobre hanno approvato un disegno di legge che vieta il massacro, dunque l’importazione di pelli di cane e di gatto. Rimane aperta una voragine: quella dell’Europa. La gran parte delle pelli arriva in Germania, Francia, Italia. I filmati parlano. Stanze e stanze dove migliaia di pelli dondolano appese: gatti rossi, i più pregiati, gatti soriani, i più dozzinali. Continua Swain: " più di una volta abbiamo sperato che fosse un’allucinazione. Purtroppo ci siamo accorti che era tutto vero: alcuni gatti nel laboratorio si muovevano ancora". Gatti senza testa "perché una delle coperte più richieste all’estero è proprio quella fatta di teste e orecchie di felino".
Del resto per una pelliccia di gatto servono dai 18 ai 24 animali. Per un cappotto quattro o sei, per il risvolto di un piumino niente: si preferisce il cane. Killer, compratori, mediatori intervistati dagli americani sono stati prodighi di dettagli. Alcuni hanno confessato di aver in magazzino perfino 100 mila pelli di cani e di gatti. Il commercio più florido? Soprattutto con le grandi capitali d’Europa. E’ stato intercettato un carico diretto verso la Repubblica Ceca: 5.329 chili di giacche confezionate con gatto domestico per rifornire l’esercito. Una nave cinese diretta in Italia è stata messa sotto sequestro per mancanza delle necessarie autorizzazioni.
L’Italia è la vergogna più ingiustificata. La nostra legge ormai punisce e colpisce chi maltratta o uccide un animale. Peccato che l’11 settembre il ministero del Commercio con l’estero abbia risposto così a un’interrogazione della verde Anna Maria Procacci che chiedeva il divieto di acquistare pelli di gatti e di cani: "Dal punto di vista delle regole internazionali non vi sono disposizioni che ne vietino le importazioni". Sostiene inoltre di trovarsi di fronte all’ennesima campagna di movimenti animalisti contro l’Associazione italiana dei pellicciai. Del resto, continua il documento firmato dal sottosegretario Mauro Fabris (che intervistato ritiene di non aver avuto sufficiente documentazione dalla Lav, ma che in compenso deve averne ricevuta molta dall’Associazione italiana pellicciai, citata in continuazione nel documento) Per adesso, facendo un giro nei negozi di sport si incontrano facilmente cappelli sospetti, risvolti di piumini, cappucci e maniche, giacche e pellicce troppo "soriane". Insomma, per chiunque compri capi foderati o adornati di "vera pelliccia" (come è scritto sulle etichette) oggi il dubbio è legittimo: il sangue di un cane o di un gatto è compreso nel prezzo. L’inganno per chi compra si nasconde anche sotto nomi come: "Mountain cat", "Asian wolf", "Dogue du Chien". Ma attenzione soprattutto ai piccoli animali-giocattolo foderati di strano pelo: è quello di cucciolo di pastore tedesco. Ultimo commercio di grande successo. Moltissimi sono i nomi delle aziende italiane coinvolte negli acquisti e nelle vendite di queste pellicce. La Lav indaga da molti mesi in Lombardia, Piemonte, Toscana, Liguria, Veneto e Sicilia con possibilità di analisi molto difficili. Anzi impossibili. Che i pellicciai e le loro tagliole fossero molto potenti si sapeva. Non fino a questo punto. Un successo c’è stato, uno per tutti. Davanti a un parka comprato in un mercato romano, il laboratorio di analisi dell’università di Tor Vergata ha stabilito: "Trattasi di Canis familiaris". Del resto, tra tante bugie qualcuno che racconta la sua verità si è trovato. Gerolamo Groppello, amministratore delegato dell’azienda Pellimport, ha infatti confessato tranquillamente: "Io le pelli di cane le ho sempre comprate. Che male c’è? Lo fanno tutti. Il cane si lavora al tavolo, si attacca insieme pezzo per pezzo. Ha presente le piastrelle dei bagni? Oggi però non compro più queste pelli. Perché è troppo impopolare e perché non servono a molto".
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
domenica 12 ottobre 2003
ore 15:21 (categoria:
"Vita Quotidiana")
grazie a tutti i presenti ieri, grazie a chi mi ha fatto sorridere e anche a chi no. Cmq non può andare sempre tutto bene no???
LEGGI
I COMMENTI (7)
- SEGNALA questo BLOG
> > > MESSAGGI PRECEDENTI
|
|
APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|

|