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“Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo. ”

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venerdì 12 dicembre 2003
ore 11:17
(categoria: "Vita Quotidiana")


Telethon: annunciati esperimenti sui cani

11 Dec, 2003
AutoreLS

Telethon annuncia il finanziamento di esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani che, dopo i topi, nei prossimi due anni saranno condotti sui cani da un team dell’Università “La Sapienza” di Roma.

“Il nuovo progetto di ricerca presentato da Telethon conferma il fatto che l’unico modello adatto a studiare patologie umane è l’uomo stesso – dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV del settore Vivisezione - Finora la ricerca Telethon si è infatti basata su topi transgenici, ovvero topi manipolati geneticamente in modo da riprodurre sperimentalmente malattie umane. Esistono così topi malati di diabete, di Alzheimer, di Sclerosi Multipla, o meglio di analoghi di questi patologie, ma che gli animali non conoscerebbero per natura se non grazie all’uomo che le induce sperimentalmente in soggetti altrimenti sani. Telethon decide di passare ad una sperimentazione su mammiferi superiori, cani nella fattispecie; ma non esistono cani geneticamente manipolati correntemente utilizzati nella ricerca. Forse il topo transgenico ha cessato di essere un modello ottimale per l’uomo?”

“Qualsiasi specie animale diversa dall’uomo non può essere considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella ricerca non può essere confermata o confutata sulla semplice base di un’analogia, quella tra uomo ed animale non umano – precisa l’esponente della LAV - in altri termini non si può parlare di scienza. Il grande vantaggio dell’uso di animali rimane sempre quello per i ricercatori di poter lavorare con meno difficoltà, produrre pubblicazioni più velocemente e quindi più velocemente fare carriera che non svolgendo ricerche direttamente sull’uomo, il quale diviene cavia inconsapevole nel momento in cui riceve terapie appena prima testate su animali”.

Le alternative all’uso di animali esistono, sono scientificamente attendibili ed eticamente sicure. Oggi inoltre, esiste un ente che si occupa di diffondere i metodi alternativi alla ricerca su animali, la neonata Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi, costituita da ricercatori di diversa estrazione, industrie ed associazioni animaliste tra cui la LAV. Questa nuova realtà costituisce un mezzo attraverso il quale è possibile finanziare una ricerca veramente scientifica impegnata nella sostituzione degli animali, poiché i cittadini italiani, nel momento in cui vengono coinvolti in una raccolta fondi, hanno il diritto di conoscerne il destino. In un suo studio la LAV ha calcolato che circa il 30% degli animali usati nella ricerca viene ucciso con il solo scopo di prelevare parti di essi per allestire colture cellulari; evidentemente la ricerca in vitro ha un ruolo molto importante nel complesso, quindi se venissero impiegati materiali umani di scarto (da cadavere o interventi chirurgici), ogni anno si risparmierebbe la vita a circa 300.000 animali solo in Italia.



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giovedì 11 dicembre 2003
ore 16:22
(categoria: "Vita Quotidiana")



grazie Andy!!!


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mercoledì 10 dicembre 2003
ore 17:07
(categoria: "Vita Quotidiana")



Ma io dico, ma come cazzo fai a provarci per una vita di tempo con un ragazzo che ormai sta con un altra per più di un anno.
Basta cazzo, mi hai rotto le palle!!
Vattene a fare in culo.


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mercoledì 10 dicembre 2003
ore 17:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



allora mi hai rotto il cazzo brutta merda che non sei altro, vaffanculo tu e il tuo bel visino da culo.
Aiuto...voglio spaccarti di botte.


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mercoledì 10 dicembre 2003
ore 16:14
(categoria: "Vita Quotidiana")



ho i brividi e stasera devo uscire.
Come faccio?.


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mercoledì 10 dicembre 2003
ore 16:13
(categoria: "Vita Quotidiana")



aiuto..sto male...sono ammalata.

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martedì 9 dicembre 2003
ore 13:25
(categoria: "Vita Quotidiana")


e questa pure...
TRATTO DAL NUMERO 3 DI HANDS AROUND YOUR THROAT ZINE PER INFO: fanza@cartapaglia.cjb.net

Pensavo che ci vorrebbe un "multinazionali liberation front", non per liberare le multinazionali, ma per liberarci da loro, si potrebbe chiamare (anche se suona male) MLF, agirebbe nello stesso modo dell’alf (animal liberation front), potrebbe liberare ovviamente bambini sfruttati o altre persone, e agire in modo forte sul danno economico. Mi è venuto in mente perché mentre giravo per un parco all’entrata c’era questa tipa che regalava degli yogurt o roba del genere (sapete quelle cazzate supervitaminiche che a quanto ti dicono se non le prendi ti ammali di certo) e a pensarci dopo, un’azione di quel tipo sarebbe stato solo rovesciarle lo scatolone dove teneva tutti questi yogurt. Non ci vuole niente a non comprare prodotti delle multinazionali (come a non comprare prodotti vegan), se qualcuno pensa che sia difficile voglio dire di no, basta solo stare attenti alle marche (per un vegan agl’ingredienti), e saper rinunciare alla nostra bevanda merdosa preferita o alle merendine "che ci piacciono sol quelle". Ovviamente bisogna crederci (come in ogni cosa), e cercare di invogliare e far aprire gli occhi agl’altri. Poi io non è che voglia essere "il profeta del boicottaggio" eh? Ma secondo me è una buona pratica perché se il numero delle persone boicottanti salisse (e di certo sale) si potrebbe incidere molto sul budget di una multinazionale. Secondo me è una cosa molto importante da fare anche per la coscienza (che dove la mettiamo quella), io non ho più voglia di avere sulla coscienza dello sfruttamento (umano o animale che sia), anche se per certi mangiare verdure potrebbe essere uno sfruttamento ambientale. Voglio dire alle persone che mi chiedono (siccome sono vegan) "ma allora cosa mangi" di pensare di più al perché lo faccio e meno a quello che per loro "rinuncio", ma invece non è per niente una rinuncia, anzi è un guadagno per la mia coscienza.

Tanto per arrivare ad una conclusione volevo invogliare chiunque facesse azioni stile ALF però sulle multinazionali a firmarsi MLF o FLM (Fronte di Liberazione dalle Multinazionali), sperando che nasca anche per questo un movimento.






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martedì 9 dicembre 2003
ore 13:23
(categoria: "Vita Quotidiana")


Questa l'ho già messa tempo fa, ma la rimetto perchè mi piace molto.
Spesso la gente mi dice che sono intollerante e estremista. Quando cerco di spiegare perché il modo in cui trattiamo gli animali nonumani non è
moralmente difendibile mi si dice che ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole e che non è giusto imporre le proprie idee agli altri. Ogni volta che parlo con un carnivoro mi sento rispondere sì hai ragione, rispetto la tua scelta ma non fa per me. Credo che sarebbe utile riflettere un po più seriamente su questo problema. Prendiamo un esempio molto semplice. Ammettiamo che a me diverta un sacco prendere a bastonate i bambini provocando loro solo lievi ferite curabili in pochi giorni. Ammettiamo che uno di voi mi colga sul fatto, cosa fareste? Cerchereste di spiegarmi educatamente che secondo voi il mio hobby è moralmente indifendibile? Sareste soddisfatti se vi rispondessi che rispetto la vostra idea ma che io la penso diversamente? Credo che qualsiasi persona sana di mente non sprecherebbe neanche un istante a cercare di convincermi ma piuttosto mi aggredirebbe violentemente per farmi smettere e far scappare il bambino.
Picchiare un essere senziente come il bambino dell'esempio, pur essendo un atto di crudeltà intollerabile, è un danno di lunga minore rispetto alla tortura e alla sofferenza inflitta dagli umani al resto delle specie animali. Secondo voi ha senso affermare che la gente non picchia i bambini,non uccide i propri vicini o non violenta la prima persona che incontra per strada per scelta personale? Evidentemente la risposta è no. È unidea assurda.
Evidentemente non lo è. Ma allora perché cambiare il significato del termine tolleranza appena si accenna agli animali non umani?
Se uccidere e torturare degli esseri senzienti viene considerato una questione di scelta personale e difendere questa pratica significa far prova di tolleranza allora sono fiero di essere intollerante e incito qualsiasi persona che abbia una coscienza a far prova di intolleranza, a NON RISPETTARE LA SCELTA DI UCCIDERE delle persone che si cibano di esseri sensibili al dolore esattamente come noi. È per questo che per me è assurdo parlare del veganismo definendolo una scelta. Dal momento che mi sono reso conto che gli animali, per quanto riguarda la capacità di provare dolore e piacere, sono simili a noi mi risulta impossibile concepire che uno possa credere di trovarsi davanti ad una scelta. La scelta non c'è. O agisci di conseguenza oppure sei un ipocrita. E per questo che gli animalisti vegan non parlano di carne ma di cadaveri, che dicono che il latte è stupro e che chi si nutre di prodotti animali è un assassino.

E se non la pensate come me, sono il primo ad essere felice di parlarne, ma per favore, non inventatevi inutili giustificazioni per mettervi a posto la coscienza, ammettete che se vi cibate di carne non ve ne frega niente degli animali, non parlate più di scelta personale, non fate discorsi di tolleranza ma soprattutto andate a fanculo dal più profondo del cuore!



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martedì 9 dicembre 2003
ore 13:21
(categoria: "Vita Quotidiana")



Telethon : dopo i topi esperimenti sui cani

Telethon annuncia il finanziamento di esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani che, dopo i topi, nei prossimi due anni saranno condotti sui cani da un team dell’Università “La Sapienza” di Roma.

“Il nuovo progetto di ricerca presentato da Telethon conferma il fatto che l’unico modello adatto a studiare patologie umane è l’uomo stesso – dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV del settore Vivisezione - Finora la ricerca Telethon si è infatti basata su topi transgenici, ovvero topi manipolati geneticamente in modo da riprodurre sperimentalmente malattie umane. Esistono così topi malati di diabete, di Alzheimer, di Sclerosi Multipla, o meglio di analoghi di questi patologie, ma che gli animali non conoscerebbero per natura se non grazie all’uomo che le induce sperimentalmente in soggetti altrimenti sani. Telethon decide di passare ad una sperimentazione su mammiferi superiori, cani nella fattispecie; ma non esistono cani geneticamente manipolati correntemente utilizzati nella ricerca. Forse il topo transgenico ha cessato di essere un modello ottimale per l’uomo?”
“Qualsiasi specie animale diversa dall’uomo non può essere considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella ricerca non può essere confermata o confutata sulla semplice base di un’analogia, quella tra uomo ed animale non umano – precisa l’esponente della LAV - in altri termini non si può parlare di scienza. Il grande vantaggio dell’uso di animali rimane sempre quello per i ricercatori di poter lavorare con meno difficoltà, produrre pubblicazioni più velocemente e quindi più velocemente fare carriera che non svolgendo ricerche direttamente sull’uomo, il quale diviene cavia inconsapevole nel momento in cui riceve terapie appena prima testate su animali”.
Le alternative all’uso di animali esistono, sono scientificamente attendibili ed eticamente sicure. Oggi inoltre, esiste un ente che si occupa di diffondere i metodi alternativi alla ricerca su animali, la neonata Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi, costituita da ricercatori di diversa estrazione, industrie ed associazioni animaliste tra cui la LAV. Questa nuova realtà costituisce un mezzo attraverso il quale è possibile finanziare una ricerca veramente scientifica impegnata nella sostituzione degli animali, poiché i cittadini italiani, nel momento in cui vengono coinvolti in una raccolta fondi, hanno il diritto di conoscerne il destino. In un suo studio la LAV ha calcolato che circa il 30% degli animali usati nella ricerca viene ucciso con il solo scopo di prelevare parti di essi per allestire colture cellulari; evidentemente la ricerca in vitro ha un ruolo molto importante nel complesso, quindi se venissero impiegati materiali umani di scarto (da cadavere o interventi chirurgici), ogni anno si risparmierebbe la vita a circa 300.000 animali solo in Italia.


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lunedì 8 dicembre 2003
ore 13:53
(categoria: "Vita Quotidiana")



Questa associazione non ha voluto dare una risposta alla richiesta di una dichiarazione di "non utilizzo" di animali nelle ricerche da loro finanziate. Non possiamo affermare che essa sicuramente faccia ricerca su animali, ma non ha voluto dichiarare nulla in proposito, e quindi invitiamo a scrivere loro chiedendo che non finanzino alcun esperimento su animali e dichiarino per iscritto la loro decisione.



AIL Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi Onlus
Sede Nazionale - Via Ravenna, 34 00161 Roma
Fax. 06/4404038
http://www.ail.it
ail@tin.it


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