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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

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C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
sabato 6 novembre 2004 - ore 19:23
posso riuscire a rovinare anche questa??
(categoria: " Lavoro ")
Domani è un giorno speciale per la persona più importante della mia vita e per me. Giornata speciale perché la persona in questione è il mio
fratellino adorato e perché io sono la sua madrina. Sento particolarmente il ruolo perché devo stargli vicina, perché potremmo tranquillamente fare tutto da soli, non abbiamo bisogno di nessun altro.
Invece poi pranzo con i mille parenti, chili e pancia di troppo, giornata faticosa e
tacchi alti all day long.
Speriamo che la mia
tradizione di figure di merda in chiesa non si rinnovi e che non ci siano nuovi aneddoti da raccontare che possano demolire la mia opinione di me stessa già provata dagli eventi passati.
Secondo le previsioni e l’infausta evoluzione delle mie performance domani mattina dovrei saltare in piedi dal mio posto in prima fila con i cresimandi e spiazzare il vescovo facendo messa al posto suo.
Ma posso evitare mantenendo un po’ di calma e pensando a cose tristi. Tipo alla messa.
Cavolo se la celebrassi io sarebbe una cresima molto più divertente!
[aggiornamento - the day after]sono stata brava. non ho sfigurato e non mi sono comportata male in chiesa. sono troppo maturata adesso. non combino malanni e mi sento un sacco donna.
ma ho sopportato un pranzo di cresima di quasi 5 ore.
e ho portato i tacchi per quasi 10 ore.
e sono a casa con tutti i parenti residui che non se ne vanno se prima non si finiscono tutte le pizzette del rinfresco.
e il mio fratellino è la creatura più perfetta del mondo.
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giovedì 4 novembre 2004 - ore 20:16
cacatoni & co.
(categoria: " Riflessioni ")
un cane ha decretato la mia fine.
sono un cacatone.
certo, non sono mica una commessa!!!



[aggiornamento x spiegare: il cane in questione non rimorchia fighe, si attacca ai cacatoni perchè ha gusti di merda, mi è stato detto. fattostà che mi ha trovata decisamente interessante!]
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mercoledì 3 novembre 2004 - ore 20:54
Biliardo e Snookers
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando non sai come recuperare una serata partita male, con 50 minuti persi per trovare parcheggio in centro e locali semi vuoti come se vedendo arrivare te e la tua amica tutti si fossero nascosti o fossero fuggiti a gambe levate.
Quando non sai come reagire a un gruppo di
Ultras del Treviso appena usciti dallo stadio, che camminano bellamente dietro te e la tua amica inneggiando ai seni femminili, sbracciandosi come pazzi e cantando come ex detenuti in libertà proprio mentre state arrivando nel locale più affollato del centro storico - fingendo di nulla ma con il viso vistosamente rosso di vergogna.
Quando le uniche persone che incontri in 3 ore di
disagio sociale e un paio di chilometri di camminata sono quelle di cui meno ti interessa sulla faccia della terra.
Quando il gioco si fa duro, vai a giocare a biliardo che tira su il morale.
Sabato sera scatenato, io e la Dany ci siamo fatte tre ore di biliardo. Abbiamo deciso di andarci così su due piedi, ho convinto la Lela perché l’ho presa praticamente per sfinimento, un’idea buttata la a caso tanto per cambiare e andare al coperto che pioveva, ma col senno di poi una di quelle scelte azzeccate da riprovarci appena possibile.
Una partita a testa, più un doppio finale (
tre partite in tre ore mi sembra di aver detto tutto) con due ragazzi che giocavano al tavolo di fianco al nostro e volevano darci dei consigli su come migliorare la nostra tecnica.
Regola 1. Il biliardo è un gioco di
tecnica. E io, la Dany e la Fede ce la siamo inventata una sera d’inverno di 6 anni fa, quando non ci passava niente e abbiamo deciso di impararci a vicenda a giocare a biliardo. Le mani le teniamo come più ci aggrada, la stecca da biliardo non è un prolungamento del nostro braccio ma un appoggio per quando non siamo di mano. Il biliardo è anche per autodidatti. E la tecnica serve fin la. Io faccio buche lo stesso. E come piace a me.
Regola 2. Il biliardo è un gioco di
amicizia. Se la prima partita la vinci tu, la seconda la vinco io perché se no non sei più mia amica. E non serve sforzarsi più di tanto, la regola è fissa e quindi è destino. Succede e basta.
Insomma, ci rimorchiano questi due tipi, Enrico e Luca. Luca decisamente carino. Enrico una specie di elfo con il guanto da professionista. Più serial killer che giocatore di biliardo, ma questa è colpa della mia fantasia malata. Fatalità quando ci chiedono di fare un doppio, l’elfo sceglie me “io prendo la potenza – braccio forte, tu prendi chi va piano va sano e va lontano” e la Dany va col ciccio. Benissimo. Mi pare che la serata si concluda come era malamente iniziata.
Regola 3. Il biliardo è un gioco di
culo. Non solo per le buche da fare o le partite da vincere. Anche per i compagni di gioco che ti scendono dal cielo come maledizioni nere, che fanno i professionisti e poi ti sbagliano una buca che la faceva anche mia nonna con un braccio ingessato.
Ovviamente quello carino mi sta a distanza di sicurezza. Forse do l’impressione di mordere. Però era davvero pollice in alto, non notevole ma comunque fattibile. E comunque io e la Lela adesso ci torniamo più spesso.
Regola 4. Il biliardo è un gioco di
equilibrio: “io cercavo di fare la figa, e lui per farmi tirare mi faceva tenere una gamba su come un cane che deve pisciare” - Dany.
Regola 5. Il biliardo è un gioco di
figure di merda. Non importa quanto concentrato tu sia, succederà sempre che mentre ti guarda qualcuno, generalmente uno carino, fai uno di quei tiri nulli che non toccano nulla, o la bianca ti si va a infilare diretta come un missile dentro la buca più lontana, o canni alla grande un tiro sfiorando il boccino con un mignolo invece che con la stecca. Ma stai sicuro che se qualcuno ti guarda quel tiro meraviglioso di prima col trenino imbroccato alla grandissima e quella 8 in buca centrale con 3 sponde non ti vengono più.
Non ci hanno neanche offerto da bere. Neanche il gesto di dire “ve le buttiamo noi le birre”. No, neanche. Non ci sono più gli uomini di una volta.
Regola 6. Il biliardo è un gioco
da signori. Davanti al tavolo fai sempre bella figura anche se non giochi benissimo, anche se non sei professionista, il biliardo secondo me nobilita. Con la faccia concentrata, e l’espressione assorta, e la posizione elegante (cane a parte). E poi a me il verde del tappeto dona un sacco perché si intona con il colore dei miei occhi.
Regola 6. Il biliardo è un gioco
bellissimo.
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martedì 2 novembre 2004 - ore 20:18
credo che...
(categoria: " Riflessioni ")
credo che se usassi la mia memoria per fini più utili, tipo lavorativi o universitari, avrei risolto metà dei miei problemi.
invece, siccome sono pure stata soprannominata
memoria inutile data la quantità di idiozie che immagazzino al posto di nozioni scientifiche e filosofiche, devo tenere fede al mio nome e domenticare tutto ciò che possa essermi d'aiuto ora o in futuro.
in compenso so a memoria mille e mille e ancora mille testi di canzoni, con relative pause musicali che batto con i piedi o con i pugni sulle ginocchia.
ricordo perfettamente le parole che mi sono state dette dalle persone e posso ripeterle a distanza di giorni.
non perdo un solo fotogramma di figuracce altrui, e poi riesco a ripetere l'azione agli assenti nei minimi particolari senza l'ausilio di videocamere.
poesie, pezzi di teatro, frasi celebri, nomi di personaggi mai sentiti ma incrociati una volta o due sul Bartezzaghi della Settimana Enigmistica sono ormai di mio dominio.
se usassi la mia capacità cerebrale per imparare a memoria libri di testo e relativi manuali, o per lo meno le tesi base, credo che adesso sarei già alla
seconda laurea.
mi chiedo quando si esaurirà il mio potenziale mnemonico. mi sembra già nella fase
arrancamento. sarà di famiglia..
e se tra un po' mi si blocca per
FULL MEMORY sono nella merdddd...
LINK
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martedì 2 novembre 2004 - ore 11:17
indovinello: come continua la sequenza?
(categoria: " Vita Quotidiana ")



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lunedì 1 novembre 2004 - ore 12:04
festa di HALLOWEEN in punti per essere più breve possibile ma ormai mi conoscete non ce la faccio..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
1. Festa di Halloween e contemporaneamente compleanno della Nena a mezzanotte. Tanti auguri a te.
2. Ale per esorcizzare la macabra tradizione di nero viola e simili ad Halloween, ha ben pensato di vestirsi da doccia. No, non da uno che fa la doccia, proprio
da doccia. Con tanto di impalcatura a ULAOP e finta acqua che scende da finto tubo che sta appeso a finto box con finta tenda. E pezzi di scotch per tenere su tutto insieme. “mi sembra di essermi vestito da pezzo di scotch che si attacca alla doccia”.
3. I casellanti di Padova non si sono nemmeno accorti che c’erano in macchina
4 persone (le labbra viola, trucco pesante, tagli in faccia, vestiti neri)
e una doccia. Ciò mi fa pensare che forse a Padova si gira anche così.
4. Bello vedere gente felice di vedermi. Fa sempre piacere. Mi ha fatto bene al cuore. E rivedere quei visi ha fatto felice me. Bella festa, bella gente. Ma musica del cazzo.
5.
L’ex Macello a Padova è gestito da ex macellai?6. Per vestirmi da
strega ho usato una maglia che metto spesso, una gonna che porto tutta l’estate, le mie scarpe senza tacco, una calza di quelle a righe che metto sempre, la mia cintura grossa e le mollette da parrucchiera che mi piacciono un sacco e metto pur senza il consenso altrui. Se non fosse stato per lo scialle di lana e il trucco pesantissimo, ero veramente vestita da me stessa, non da strega. Questa cosa mi ha fatto molto ridere. Ho un abbigliamento da strega?
7.
Cuca con i tacchi alti riesce anche a ballare. Io faccio fatica a camminare. E Cuca vestito da donna era più figo di tutte le donne vere. Me esclusa che non ci vengo più calcolata, tra le donne.
8. La coppia più bella il Lem e la Dani vestiti da
Spatola e la donna di Spatola, abbigliamento da rockers anni 80 con tanto di catene e maglie con le maniche strappate, bandane e il lem con imbottitura nel pacco che ingigantiva assai. E Dani colpita da tale esplosione ormonale tanto da proporre una botta e via sul cassonetto della spazzatura.
9. Il
Baffo vestito da scimmia e/o uomo delle caverne e/o primate ha trovato il suo vero IO. Nessuna maschera sarebbe stata più adatta. Confermata l’indole animalesca del Baffo. Tutto ciò è meraviglioso.
10. Commento per i posteri: non bevete nulla di preparato dal Baffo. Credo che
cherosene e mercurio liquido shakerati brucino meno la gola.
11. Maury non è riuscito nel suo intento di fare la balla molesta per menare Ale nella doccia. In compenso in macchina al ritorno si è addormentato ubriaco spolpo sul mio braccio provocandomi una terribile irritazione dovuta alla sua cazzo di
barba sulla pelle.
ps - vestita da strega giuro, secondo me, sono anche un po' figa!

ps2 - pasticcino, sorry ma non ho fatto foto..
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sabato 30 ottobre 2004 - ore 19:51
costanzaggine
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una volta alle 11.30 di mattina canale 5 mi sfoggiava
telefilm di tutto rispetto che seguivo con ammirazione ma senza sforzarmi troppo, piacevoli, interessanti a modo loro, fra sogno e realtà, con improponibili ma simpatici protagonisti che tenevano tanta compagnia. L’orario era quello della tipica stasi, basta studio, inizio a mangiucchiare, mi metto sul divano, accendo la tele. Ultime dal Cielo, Settimo Cielo, Providence e altri film leggeri, voci e musica di sottofondo per iniziare a fare da mangiare e preparare la tavola per i primi stuzzichini.
Adesso Canale 5 ha deciso di perdere parte del suo pubblico decidendo di puntare sul
banalesull’irritante, sul patetico, sull’inutile e sull’arrogante atteggiamento da
“mi sono appena svegliato non mi rompete" di
Maurizio Costanzo. Quest’uomo insulso che mi stava simpatico finché si limitava alla pubblicità della
camicia coi baffi, e così giocondo e caciondo faceva quasi tenerezza. Adesso ha deciso di impossessarsi dei palinsesti e vuole istituire una dittatura televisiva per assicurare un futuro prospero a se stesso medesimo e al marito
Maria. Non chiediamoci perché oramai è ovunque, e senza remore si infila in qualsiasi diretta o differita televisiva. Ha rinunciato alla direzione di Canale 5 dopo anni di duro lavoro, e ha chiesto in cambio che la sua faccia non sparisca mai dal video. Un po’ come Tonino Guerra dell’Unieuro, solo che Costanzo non ispira ottimismo nemmeno vestito da
quadrifoglio. E siccome al momento sembra che in Italia sia più importante lui di Umberto Eco, lo hanno accontentato. Tutto suo.
A Maurizio nostro infatti non bastava avere
tutte le notti a disposizione per bacchettare e insultare i suoi ospiti, per regalarci sbadigli e per imparare a sputare con le varie pronunce dialettali della S, non gli bastavano nemmeno le 6 ore domenicali affidate alla sua esperienza decennale e quindi lanciate in pasto ai deficienti da lui convocati, lui voleva di più. E per ottenere ciò che voleva ha inventato dal nulla, senza sforzarsi molto, un programma mattiniero che è la copia del Maurizio Costanzo Show solo che ha le lui ci più alte, che va in onda tutte le mattine e che si chiama appunto
Tutte le Mattine. Manca solo Demo Morselli, che lo segue ovunque, un po’ come quello psicologo incompetente.
Sfidando la decenza chiama accanto a lui, offrendo colazioni principesche a spese dei contribuenti, le peggiori facce della televisione italiana. Riesce a convocare contemporaneamente logorroici nevrotici creati da altri programmi dello stesso canale - e di famiglia, non serve specificare – accompagnandoli a scrittori, letterati o comunque persone che sanno parlare e discutere di argomenti profondi, che al termine della registrazione vanno a farsi tagliare i capelli come
Guido del Grande Fratello per la depressione. Non so quanto duri Tutte le Mattine, ma so che non c’è tempo per i miei film leggeri di sottofondo, e subito dopo di lui parte il GF più noioso e antipatico della storia.
Pietra sopraGli ospiti di Costanzo spesso hanno del comico, inconsapevolmente ridicoli e passibili di risate alle spalle. Gabriel Garko,
Costantino (chiaro riferimento a Costanzo, quasi un’omonimia, non facciamo passare questa cosa sotto silenzio) e il suo amico clone (di cui nessuno sa il nome) sembrano messi insieme con i residui di catrame delle discariche. I nuovi comici chiamati a portare sorrisi sulle nostre labbra sono dei maniaci ossessivi compulsivi dalle indubbie capacità, o forse erano artisti prima di essere
lobotomizzati da Costanzo. Le simil veline di cui si circonda sono semplicemente inutili in quanto non ci sono uomini davanti alla tv a quell’ora, ci sono le donne che cucinano, e delle tue veline con le tette fuori se permetti se ne sbattono altamente le palle. Io ho preso in simpatia Ascanio e TommyV perchè sinceramente anche l’occhio vuole la sua parte. Ci do una sbirciatina veloce, tempo di un’inquadratura per riflettere sulla straordinaria capacità produttiva di certe mamme, ma non posso soffermarmi a lungo. Mi irrita. Non lo odio, perché non gli voglio dare troppa importanza, odiarlo significa renderlo importante per me pur in senso negativo, e non voglio, diciamo che mi irrita. Mi irrita come la puntura di una
zanzara, mi schifa come l’odore dei
cimici, lo detesto come si detesta una
mosca che ti si posa sulla faccia tutte le mattine e la domenica pomeriggio.
Allora, facciamo due conti seriamente. Costanzo si è impossessato di tutte le mattine, e tutte le sere c’è il suo decennale show. La
domenica pomeriggio è sua, addirittura all’interno della O di Buona Domenica c’è il logo del
MCS. Gli altri pomeriggi sono della Maria, con Uomini, Donne e Amici, più la prima serata del sabato in cui la De Filippi balla con l’agilità e la grazia di un totano a C’è posta per te – quando inizieranno le tanto attese fasi finali dei nuovi talenti del Bel Paese avremo ben altre serate durante la settimana. Il sabato pomeriggio è diventato preda ambita per il monopolio sulle menti rincretinite dei giovani d’oggi, e quindi ai vari programmi ebeti si somma un’ulteriore puntata di Amici – nome originario
Amici di Maria De Filippi, megalomani fino alla fine, una mandria di ignoranti, un gregge di ragazzini allergici alla lingua italiana, caratteristica esaltata magnificamente da Aldo Busi che par di no ma li prende per i fondelli sfoderando titoli di libri che non riescono nemmeno a pronunciare e proponendo temi in classe. Mi hanno raccontato qualcosa e ho avuto modo di gioire.
Devono essere programmi intellettualmente stimolanti, molto impegnati e soprattutto molto impegnativi. Non ce n’è uno che sia in diretta e contano più minuti di pubblicità che di trasmissione. Ovviamente il calcolo comprende anche promozioni e
televendite inserite a sfregio fra un ospite e l’altro. Metà sono gestite da lui, il sommo, le altre da personaggi un tempo piacevoli trasformati in burattini, ormai privati dell’attività cerebrale e la cui presenza scenica è ridotta a un paio di materassi e delle coperte di lana. Ma non si può mandarlo sull’
Isola dei Famosi che sparisce per un po’?
Ma poi a dire così sembra che io ce l’abbia con quest’omuncolo.. che era minuscolo, innocuo e in fin dei conti insignificante, finché qualcuno per sbaglio un giorno non gli ha affidato una rete televisiva. In tema di
errori umani, beh io ci metterei dentro pure questo. Potrei dilungarmi per ore, potrei davvero intavolare un dibattito di giorni interi, potrei fare un sacco di cose. Ma mi sono stancata di scrivere di lui perché facendolo mi trovo costretta ad avere la sua immagine mentalmente stampata davanti agli occhi. Credo che sto per svenire.
Che poi non ho mai capito perché quando cambi sui canali mediaset il
volume deve essere sempre più alto. Un parente lontano che ti fa i buffetti sulle guance per un quarto d’ora continuato, ecco, questo è l’effetto del volume improvvisamente raddoppiato.

Sono cose della vita, vanno prese un po’ così..
saluti.
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venerdì 29 ottobre 2004 - ore 20:17
scrivere
(categoria: " Riflessioni ")
ma se davvero è già stato scritto tutto.
ma se davvero ci sono stati dei geni della letteratura che hanno avuto fama e gloria praticamente a un passo dalla morte se non dopo.
ma se davvero quelli bravi sul serio si contano sulle dita di una mano e però di libri ne escono a bizzeffe ogni nanosecondo.
ma se davvero ha venduto migliaia di copie il libro di Costantino.
a me che cazzo mi resta da scrivere?
cioè, io non posso inventare niente.
sarò sempre una paradossale brutta copia che viene
dopo il capolavoro.
non è propriamente
stimolante questa cosa.
piuttosto e anzichenò.
caspita.
vado a chiedere a
Nara Camicie se hanno bisogno di una commessa.
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giovedì 28 ottobre 2004 - ore 22:26
nasi molesti
(categoria: " Accadde Domani ")
siccome il problema è tornato, ripropongo un vecchio blog che spiega a meraviglia la situazione. e non mi devo innervosire nel trovare le parole giuste, di nuovo..
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Ho un problema. Un grosso problema.
Mi fischia il naso. La ari dice che sono come biscottino, quello di ally mcbeal. Ma non è vero, lui il naso lo faceva fischiare a comando quasi, e il suo fischio era come quello di un treno in partenza. Prorompente, forte, vigoroso. E non ridicolo. Il mio è fastidioso e ridicolo. Siccome ho preso il raffreddore, mi devo foffiare il naso ogni tanto e se sono in biblioteca esco dalla sala di lettura e foffio forte forte dove non disturbo nessuno, nell’atrio insomma, vicino ai bibliotecari, tanto di loro mi interessa poco niente. Il fatto è che dopo che ho foffiato forte forte per liberare tutto dall’intasamento.. il mio naso fischia. Un fischietto leggero, neanche molto invadente di per se. Ma fischia! E quando sono sola lo trovo anche divertente, mi ascolto e rido come una bambina che si è sporcata la faccia coi trucchi della mamma. Ma non se sono in una
biblioteca pubblica con 50 persone che studiano, li non mi fa ridere, sono una bambina con la faccia sporca in una biblioteca pubblica, in centro. Il mio naso fischia. Lo ripeto. Il mio naso fischia. In biblioteca fischia. Allora aspetto un po’ prima di rientrare, ho sempre il terrore che si metta a fare quel rumore. Uffa.. Il mio naso fischia! Sono un fenomeno da baraccone! Mi venderanno al miglior offerente, finirò i miei giorni in un circo a far ballare i clown al suono del mio naso! Si, i miei amici faranno finta di non ricordarsi di me, finirò i miei giorni dividendo la roulotte con la donna cannone e l'uomo missile.
Bel trio.
Anche adesso. Fa freddino qui davanti al computer. Sono senza ciabatte, i piedi sul pavimento gelido. Starnutisco. Poi tossisco, e poi mi foffio il naso. Che succede?
FISCHIA!!! Ancora! Non me ne riesco a liberare!!!
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spero il senso sia chiaro. porca miseria mi fischia il naso. ma non ci sono cure per idiozie del genere??
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PERMALINK
martedì 26 ottobre 2004 - ore 20:45
Psicologicamente Parlando
(categoria: " Pensieri ")
Pur non essendo quella che sto studiando una vera psicologia, mi fa comunque sentire
onnipotente e in grado di analizzare qualsiasi scritto o qualsiasi persona o qualsiasi evento della mia vita.
Mi sento un po’ esageratamente potente, ma è una sensazione decisamente
glamour. Mi sento come se conoscessi l’animo delle persone, con le angosce, i dolori e i desideri che contraddistinguono ognuno di noi. È davvero
fotonico.
Mi viene da psicoanalizzarmi ma non so, se riuscissi ad analizzarmi non sarebbe più inconscio ma conscio. E non se ne viene fuori.
Mi piace troppo quello che sto studiando. Ma mi piace talmente tanto che non riesco a concentrarmi nello studio. È perfino difficile da spiegare. Mi piace così tanto che vorrei poterci pensare e pensare tutto il giorno senza dover memorizzare, solo rifletterci sopra e farmi i miei viaggi mentali.
Credo che mi sto reincarnando in
Freud. E credo che Freud sia molto fiero che mi sto reincarnando in lui.
Credo che soffrisse terribilmente perché non aveva le tette. C’ha il sesso che gli batte in testa.
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PERMALINK
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