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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

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C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
domenica 5 settembre 2004 - ore 12:38
non mi smentisco mai
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono stata troppo
baldanzosa quest’anno.
Ieri i miei amici si sono sposati, e come da precedente avviso dovevo leggere al loro matrimonio. Un accordo per redimere me peccatrice agli occhi della cristianità intera. Ma non gliel’avevo chiesto io..
Non mi avevano omaggiato del libretto in anticipo, quindi ho potuto dare un’occhiata alla mia parte solo entrata in chiesa. Dovevo leggere la
Preghiera del Fedeli o una cosa del genere: strofa, per questo noi ti preghiamo, e in coro la sala Ascoltaci o Signore. Si erano raccomandati: Silvia, dopo che la Marta da l’anello a Pablo tu parti ti prepari la vicino al leggio e leggi la Preghiera dei Fedeli. Ero
baldanzosa, fiera ed emozionata, perché sapevo che quest’anno ce l’avrei fatta.
Scambio degli anelli e parto. Salgo tremolante. Provo a leggere bene, ad essere sicura, corretta soprattutto (senza possibili intoppi che avevo individuato nella lettura silenziosa mentre ero al mio posto e che mi avevano traumatizzata) e senza lasciare tempi morti, perché la Fede mi aveva appena detto “io al mio matrimonio non voglio pause, non mi piacciono”. Quindi secondo programma non lascio tempi morti. Mi sento brava. Anzi, mi sento decisamente brava.
Infatti. Ho letto le 5 strofe della preghiera, e il coro di amici sotto di me rispondeva Ascoltaci o Signore. All’ultimo Amen il prete ha esibito un tono minaccioso al microfono, un
Amen autoritario e se posso direi pure scortese, ma a me non interessava: avevo letto! Non ero mancata come l’altra volta!
La messa finisce, io sorridente e contenta perché i miei amici sono sposi, e lei è bellissima.. mi si avvicina la Laura.
“Sei andata spedita eh?”
“Eh si tremavo così tanto che dovevo per forza andare veloce!”
“Anche troppo eh!? Non ti sei accorta che hai fatto anche la parte del prete?”
Panico. Quale parte? Quando scusa? Ma io proprio io?
Tragedia 
. Uno dopo l’altro sono venuti tutti a ridere di me: hai letto la parte del prete! Dovevi vedere la faccia che ha fatto!
Sono stata
troppo baldanzosa. Ero troppo sicura di me. Ma io non lo sapevo! Nessuno mi aveva detto che quella cosa li la legge il prete! Non vado a messa da 2 anni, e cioè dal matrimonio di Chicco!
Non mi avevano detto che mi dovevo fermare!

Non mi avevano detto che c’era un limite, mi avevano detto solo leggi la Preghiera dei Fedeli, e io quello ho fatto!
Momento di simil gloria, perché mi sono auto redenta dal disastro del matrimonio precedente, ma ho anche irrimediabilmente compromesso la mia immagine.
Sono un elemento di disturbo. Me misera me tapina!

Per sdrammatizzare (ho dovuto imparare sulle mie spalle come si fa, è semplicemente sopravvivenza

) sorridevo inebetita, come una comune demente, e canzonavo la mia performance con
se vado avanti così al prossimo matrimonio l’omelia la faccio io! 
..almeno ridevano per una mia stronzata volontaria!

Sono da buttare via..
Ma ero
molto baldanzosa..

e se non fosse stato per me la messa sarebbe passata inosservata!
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venerdì 3 settembre 2004 - ore 13:38
demenza presenile.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io ho 23 anni. Maury 27. Steven e Gabri ne hanno 25 a testa. Il pomeriggio di ieri non è stato propriamente produttivo in biblioteca. Diciamo che arrivati li davanti ci siamo un attimo guardati in faccia. Non si entra oggi: andiamo al bar. Ci ho lasciato la
sindone.
È partito tutto da Maury, che non ha ancora capito che non deve nemmeno lanciare certe idee! Queste cose in nostra presenza sono salti nel buio: non sai mai come ne vieni fuori.
Se ne è uscito con una frase del tipo ieri all’ippodromo abbiamo passato un’ora a fare le telefonate cretine della serie
Pronto Russia? C’è cenia? O pronto mercerie? C’è ntrino?Siamo andati avanti un intero pomeriggio a inventare telefonate impossibili.
Pronto parco naturale? C’è rvo? Metà del tempo lo ammetto lo abbiamo buttato per spiegare meglio il gioco a Gabri che incontrava non poche difficoltà ( la sua frase è stata
Pronto stereo? C’è registratore?

Gabri non ha capito un cazzo).
Pronto Gabri? C’è rvello? No, è uscito a prendere le sigarette e non è mai più tornato.
Un pomeriggio. Siamo persone in fin dei conti intelligenti – escludendo Gabri, mature – escludendo Gabri, serie – sempre escludendo Gabri, siamo studenti lavoratori impegnati e con un sacco di interessi. Cosa ci spinge a comportarci da insani?
Pronto ragazzi? C’è rebrolesi? sembrerebbe si si..
Ma che risate.. non si finiva più! Ogni parola che iniziava con c’è l’abbiamo già usata.. siamo dovuti ricorrere ai cognomi! Steven è così posato, elegante, e invece ieri delirava e sghignazzava come un comune psicopatico, lui e la sua risata isterica. Maury si flagellava piangendo, povero dottore, perché era lui la causa del nostro delirio, mentre io non partecipavo alla coniazione repentina di puttanate ma cercavo una spiegazione razionale all’incapacità di Iccri di comporre una frase di senso compiuto.
Pronto radiazioni? C’è rnobil? I passanti ci fissavano increduli. È passato così tanto tempo?
Pronto principe? C’è nerentola? Passavano le ore, e noi ancora li, seduti al bar di Enrico con la cicca perennemente in mano (stimola i neuroni!), acqua caffè coca e patatine (commozione generale quando la Ale è uscita portandocele in omaggio al nostro record di stop nella terrazza estiva.
Pronto infermeria? C’è rotto? Pronto orecchio? C’è rume? La gente tornava indietro dopo il lavoro, dopo la visita medica, dopo lo shopping, e noi ancora li.
Pronto tazzine? C’è ramica? E non voglio ripensare alle altre se no scoppio di nuovo.
Pronto Malboro? C'è sterfild?Ultima telefonata inverosimile di Maury via sms ieri sera che ero a cena fuori, e ho rotolato sul pavimento per qualche minuto prima di riprendere a respirare da cristiana.
Pronto Silvia? C’è llulite?Il top da Gabri che ieri sera ha chiamato il 190:
pronto Vodafone? C’è llulare?
Follia allo stato puro. Schegge impazzite.
Pronto Pork? C’è res? 



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giovedì 2 settembre 2004 - ore 13:17
vorrei
(categoria: " Vita Quotidiana ")
da grande vorrei fare
la peccatrice e che nessuno mi rompesse i coglioni.
possibile ma improbabile. altamente improbabile.
mi limiterò a fare la peccatrice che fa finta che nessuno le rompe i coglioni.
da grande voglio fare la peccatrice: ma come cazzo mi vengono certe idee?
test: LINKrisultato: sei equilibrato.Di fronte ad una provocazione, mantieni un atteggiamento equilibrato. Cedi solo se, dopo avere valutato la cosa con ponderazione, decidi che ti puoi concederti una certa avventura senza contraddire il tuo senso del dovere e senza compromettere eventuali legami affettivi… mah.. lo dicono loro..
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martedì 31 agosto 2004 - ore 19:45
saggezza popolare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fai sempre da sobrio quello che hai giurato di fare da ubriaco. Ti insegnerà a tenere la bocca chiusa.
E. Hemingwayio l'ho sempre detto che Hemingway la sapeva lunga.
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lunedì 30 agosto 2004 - ore 19:06
giornata in punti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
1. Ho trovato la maglia per il matrimonio: bianca di un bianco candido neve pura, senza maniche incrociata davanti e scollatura provocante ma non eccessiva.. Però mi sa che è meglio se mi faccio dare un punto dalla mamma che la chiuda un attimo se no mi sviene il prete!

2. Una mia amica ha conosciuto uno che faceva tipo il preparatore atletico di una squadra di pallanuoto e sa delle cose che non tutti sanno. E ha detto alla mia amica che per far galleggiare meglio i giocatori una volta gli mettevano
3 litri di ossigeno su per il sedere.
Se uno mi si avvicina e mi dice “ ti metto 3 litri di ossigeno su per il sedere così galleggi meglio” minimo che gli tiro una mina in faccia.. altro che galleggiare meglio. Gli arriva un calcio in mezzo alle gambe. Galleggia tu adesso, idiota.
..galleggiano.. guarda i palloncini.. galleggiano!!A me sa tanto di IT.

3. Non vedo l'ora che ricomincino
il gioco dei nove: mi è mancato da morire..
Me lo guardavo sempre!!!

Daisy - Daniele Groff
Daisy mi porta a spasso per la città
dove la guardia non guarda neache
ognuno è appeso a un filo di libertà
essere grandi non serve a niente
Da bambino io giocavo nel finto campo di grano
RIT. Daisy mille persone e pochi secondi per fare l'amore
Daisy che confusione sembra che il mondo sia solo un pallone
vetrine di gelati che gusto c'è
per l'uomo che vede in bianco e nero
e un operaio che chiede al sole - sai
se il tempo perso si conta o non vale?
Da bambino io cercavo un posto nel piano infinito
Daisy mille persone e pochi secondi per fare l'amore
Daisy che confusione sembra che il mondo sia solo un pallone
confusione!
Daisy mille persone e pochi secondi per fare l'amore
Daisy che confusione sembra che il mondo sia solo un pallone
Da bambino io giocavo nel finto capo di grano
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lunedì 30 agosto 2004 - ore 14:19
tendenze
(categoria: " Accadde Domani ")
Mi adeguo alle vetrine del centro.
Oggi ho le gambe invernali.

Tanto l'estate ormai non la sento più.
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domenica 29 agosto 2004 - ore 22:09
ginnastiche ritmiche
(categoria: " Riflessioni ")
A parte il fatto che con la mia grazia non potrei nemmeno pensarci di poter fare una cosa del genere, ma sono rimasta piacevolmente sconvolta dalla performance delle ragazze della ginnastica ritmica italiane, argento di squadra.
Se non fosse che le mie movenze anche quando faccio <b>passettini aggraziatissimi</b> sono più simili a quelle di uno che fa taek-wondo che a quelle di una ballerina inizierei settembre con un corso di nastro, cerchio, palla e clavette.
Quando andavo a danza.. no dai.. bello dire <b>quando andavo a danza</b>, potrei quasi crederci.. ma ci sono andata 2 volte. L’anno scorso. L’istruttrice mi diceva un sacco di parole perché ero sgraziata e le altre ballerine mi ridevano dietro perché invece dei saltelli facevo balzi da rincorsa a rete.
Loro avevano tutine strette e body sexy. Io pantaloni della tuta e canottiera della Corona. Io amo la birra.
Loro gambe stecco io polpacci da Ringhio Gattuso. Maledetta pallavolo se sono un mezzo maschio è anche colpa tua.
Ma il problema di base è un altro. Queste atlete non hanno libertà espressiva. Camminano come soldatini messi in fila, tutte uguali e a tempo, sulle punte come se per terra il pavimento fosse di <b>cristallo</b> (io lo faccio solo quando torno a casa troppo tardi e non voglio farmi sentire dai miei al piano sopra) con la testa alta e un sorriso impeccabile. Poi salutano con il braccio sottile teso e la manina un po’ piegata all’indietro. Entrando e uscendo sempre la stessa solfa. Blocchi di cemento. Con una classe che io non ho, lo ammetto, ma io sono più simpatica e so coinvolgere di più il pubblico.
Ma il peggio deve ancora venire. Parlo con voi sei, ragazze magrissime che pesate la metà di me (o forse sono io troppo bassa per quello che peso), vestite come bamboline di <b>Swarosky</b> con le facce e i capelli tutti uguali - a parte una che era proprio brutta.
Salite sul podio. Storico argento italiano. Portate alto il nome del nostro Paese. Vi mettono la medaglia delle seconde migliori del mondo al collo, l’ulivo (ma non era alloro?) in testa, il pianeta vi guarda dal basso e voi cosa fate?
Sorridete e salutate con la manina. Occhiata fugace alla medaglia e sorriso alla curva dei genitori. Piedi in prima posizione, impettite, rigide come da copione, come Carla Fracci che non si scompone nemmeno se uno sbocca in ascensore.

Non solo per la mia goffaggine e per la mia ineleganza nei movimenti sarei un’inverosimile ballerina o ginnasta. Soprattutto per questo: se io sono la sopra e guardo dall’alto al basso tutte quelle altre ragazzette che ho battuto e so che sono in mondovisione, altro che manina e sorriso delicato! Salto e grido come un’ossessa, faccio l’aeroplano, poi faccio il lustrascarpe alla mia vicina come <b>Moriero</b> dei bei tempi (uno dei gesti atletici più belli in assoluto), abbraccio chiunque mi si avvicini e forse tiro anche giù qualche santo perché porca miseria io ho la medaglia d’argento e loro no!!
E poi altra cosa: queste mi arrivano a ballare lo schiaccianoci, musiche popolari, danze senza <i>verve</i>. Io farei il pezzo con <b>Singing In The Rain</b>, o con <b>Freeedooooooom!!!!</b>, oppure con <b>I Love You Baby la la la la la la!!</b> Li si che la gente ti segue con entusiasmo! E vuoi mettere ballare <b>New York New York</b> con la voce di Frank sotto che accompagna le mie movenze da criminale nazista? <b>Proprio da Olimpiade..</b>

e questo è luomo che mi ha fatta innamorare..


si chiama Andrea Cassarà, bresciano, classe 1984, e ha un sorriso che scioglie.. adesso qualcuno mi convinca del fatto che ha solo 20 anni..
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domenica 29 agosto 2004 - ore 19:21
saggezza popolare
(categoria: " Accadde Domani ")
la gatta frettolosa fece i gattini ciechi.
i gatti ciechi sanno di essere gatti?
non si vedono, non vedono da chi sono nati.
forse se erano sordi era meglio per loro.
se erano muti era meglio per me.
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sabato 28 agosto 2004 - ore 14:02
ripensamenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ho tolto il post di prima perchè era una puttanata.
quindi dico una cosa seria.
vi rendo partecipi del fatto che ho dato forma e nome al mio amico invisibile. così il dialogo si fa più vivo e interessante, e la strategia comunicativa è più completa.
è il mio dito indice. si chiama
Raymond. ma io lo chiamo Ray.
mi sento molto meglio ora. dopo che si era suicidato per colpa mia non ero più me stessa.
nel suo messaggio d'addio mi aveva detto cose bruttissime.
e
siccome che io sono stronza l'ho resuscitato.
alla faccia sua. così impara.
ma alla fine è felice anche lui perchè sono diventata più buona e conosco un sacco di giochi nuovi da fare perchè guardo sempre
Artattak.
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venerdì 27 agosto 2004 - ore 18:53
stili di vita
(categoria: " Riflessioni ")
Pablo e Marta si sposano sabato prossimo. E mi hanno chiesto di leggere in chiesa durante la celebrazione delle loro nozze. Ne sono onorata devo dire, hanno scelto me fra gli altri e nonostante i miei disastrosi precedenti…
sono contenta, allora qualcuno ancora si fida di me! O forse vogliono solo darmi la famosa seconda possibilità… tristemente probabile.

Mi spiego. Due anni fa si sono sposati Chicco e Katia, che sono tra l’altro i testimoni dei futuri sposi. Anche loro mi avevano chiesto di leggere (Chicco è il mio pseudo fratello). Mi avevano dato il foglio con tutte quelle cose di messa giorni prima, così io diligente e
coscienziosa lo avevo studiato bene tanto da saperlo a memoria, si sa mai che con l’emozione sbaglio parola e scoppia a ridere tutta la navata centrale.
Ripasso da esami di maturità il giorno prima.
Arriva il momento. Quello che deve leggere prima di me (fratello vero dello sposo) sta per finire. Io mi sistemo pantaloni e maglietta e parto fiera e
baldanzosa verso l’altare con il mio foglietto in mano. Il mio unico terrore era di scivolare, ma non poteva succedere, ero concentratissima.
Le mie amiche mi sorridono.
Vai Silvia, crediamo in te.Cammino baldanzosa verso il leggio, il mio collega finisce la sua parte e scende. Io sono davanti all’altare. Sorridente e baldanzosa. E li inverosimilmente succede quello che non avevo minimamente programmato. La moglie di questo tizio non vedendomi prende di corsa un foglio da una panca e si precipita sul leggio.

Io non me ne accorgo finché non la vedo li sopra. Baldanzosa e fiera serenamente
al posto mio. Ero io quella baldanzosa tronfia e fiera secondo il programma...
E io invece dov’ero? In piedi in mezzo alla sala, sola con il mio foglio in mano, rossa in viso di
vergogna e disperazione, occhi sbalorditi, umiliata, derisa, ferita nel corpo e nello spirito.
Cosa fare in quel momento? Raccogliere da terra la dignità rimastami, e camminare all’indietro con lo sguardo ugualmente fiero (dai forse qualcuno non sapeva che li sopra dovevo esserci io…) e tornare a sedermi evitando gli sguardi di chi sapeva e rideva.
Tutti ridevano in effetti. Mi prendono ancora in giro per questo e sono passati
2 anni. Sono uscita perfino nel filmino del matrimonio per qualche secondo. Tipo nel momento in cui sorridente mi alzo dal mio posto per andare a leggere.

Gli sposi hanno detto che mi mettono un asterisco per quando mi devo alzare.
Potrei sentirmi più umiliata? Si. Pagate un gobbo che faccia passare un rullo con la parte che devo leggere io.
Voglio essere ancora
più baldanzosa quest’anno.
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