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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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venerdì 28 maggio 2004 - ore 20:40
esame di informatica
(categoria: " Università / Scuola ")
credo che troverei più adatto alla mia facoltà uno studio sulla riproduzione delle graminacee con relative diapositive della vacanza a rimini del professore e dell'allergia della moglie ad esse annessa e connessa.
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venerdì 28 maggio 2004 - ore 09:43
gli ex
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli ex sono come fantasmi. Arrivano quando c’è silenzio. Tornano ad angosciarti e tormentarti quando sale la notte. Quando c’è la luna di preferenza, la luna ha qualche strano potere di rievocare le persone, le immagini, i sogni, i ricordi. Nelle notti in cui ti senti solo e hai paura anche del minimo rumore, quando senti un fruscio fuori dalla finestra, che potrebbe essere solo vento. Ma tu lo senti e torni indietro, e pensi a un volto. Arrivano a sorpresa nelle notti di solitudine, gli ex. Sono dei fantasmi. Non ci sono più fisicamente. Ma li puoi chiaramente sentire, sai che sono loro anche se non li vedi. È così, non ci sono scuse, è così.
Quando credi che siano andati via tornano, loro. Perché a loro piace fare di questi scherzi. Scompaiono per giorni nella mente, per mesi, e poi tornano, di prepotenza, è questo che fanno! Basta una canzone, un film, un maledetto disegno, una stupida parola di troppo di qualcuno che non sa. E sei finito.
E ti stendi sul letto quando arriva la notte, con la luce spenta e le testa libera. E senti qualcosa dentro, e lo sai che non è un fantasma, ma è li. Solo che sembra un fantasma, perché non c’è, non lo vedi. È lui che torna.
Che torna a ricordarti cosa c’era e cosa non c’è più. Perché fanno questo? Sono dei sadici anche quando non ci sono? Anche quando le cose sono finite? Anche quando con la tua vita non centrano più nulla? Non è giusto..
Piangere?
Perché? È una storia finita dopotutto, non ha senso. Ma ti viene da piangere lo stesso. Per quanto ti abbia umiliata, ferita, delusa, tradita, lui è li. Lui è lui, quello dei baci, quello della coperta rossa, quello del ristorantino all’angolo.
Riesci a sentirlo li vicino. Anche se non lo vedi, senti la sua presenza. Lo senti senza motivo, senti il suo profumo, quello che gli avevi regalato, senti la sua voce che se cantava gli chiedevi per favore di smettere, quando invece sentirlo cantare era una gioia che non potevi spiegare.
Poi ci sono ex ed ex. Quelli che te ne ricordi volentieri, quelli che ti lasciano l’amaro in bocca, quelli di cui non vuoi nemmeno sentir dire il nome perché fa male, fa un male cane porca miseria, e agli altri fa strano. Perchè non capiscono, o non ci vogliono credere..
Vorrei solo sapere se mi pensa almeno quanto lo penso io. È un periodo che vedo sosia dei miei ex ovunque: al lavoro, per strada, in biblio. Credo che dovrei parlarne con qualcuno. E credo che dovrei parlarne con qualcuno di bravo…
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giovedì 27 maggio 2004 - ore 20:53
oggi ho fatto la commessa!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La ragazza che lavora da Billo non ho capito se è in ferie, in giro o se si è data malata. Fattostà che sono andata io a lavorare al negozio da lui, un negozio di articoli molto particolari: stivali texani, roba di pelle, bigiotteria comeli ciondoli e portafortuna indiani, anche carini a dire il vero, ma roba da motociclisti per farla breve. Non esattamente il mio genere evidentemente. Ma ho deciso di dargli una mano, mi sono sentita un po’ Maria Goretti e per un amico queste cose si fanno.

Solo che tutto il giorno in un negozio fuori centro, con un’affluenza di clienti di uno ogni 2 ore (e uno solo pagante, anche se con un 250€ di scontrino) mi ha uccisa. Non mi passava niente, ero sempre fuori con la cicca in mano, o a mettere cd. Cd tra l’altro ce n’erano pochissimi, più che altro roba country, per cui mi sono ascoltata dalle 10 di stamattina alle 8 di stasera la colonna sonora di Notting Hill (quella commessa mi deve un mezzo migliaio di favori

). Apprezzabile però una canzone di Elvis costello, tale “SHE”, divina.

Ho potuto fare molte riflessioni oggi, ma tenderei ad essere logorroica e non mi pare il luogo né il momento. Quindi passiamo alle futilità che io adoro.
Sono passati, in queste meravigliose ore di noia mortale, alcuni 4, dei 5, un paio di 6 (sulla fiducia) e un bellissimo 7++ tra l’altro amico di Billo che però non ha avuto la cortesia di presentarci

, senza contare alcuni non pervenuto che mi sono rifiutata di classificare.

Ma le due perle.
Un gruppo di bambine che tornano da scuola e litigano giusto davanti alla mia porta, dimostrando un intuito, una dialettica, una sagacia e una verve che non credo di avere avuto alla loro età, e un uomo che non sa parcheggiare. Ci tengo soprattutto su questo punto chiave della mia giornata. Parlano tanto delle donne? Io ho visto un uomo oggi, essere umano di sesso maschile, che prima non riusciva a parcheggiare a spina di pesce, e poi non ha potuto evitare 4 manovre per uscire da tale parcheggio. Premetto che tale uomo era di razza ariana caucasica o come volete chiamarla, patentato da tempo immagino dati i probabili 35 anni, era in piena salute fisica, non portava apparecchi ortopedici e soprattutto uscito dalla macchina aveva addirittura fatto il figo passandomi davanti credendo che non avessi visto la sua performance.

Non sono femminista, anzi ho più volte dimostrato di sostenere fortemente la causa maschile riguardo all’indiscussa supremazia dimostrata in diversi campi, assolutamente inopinabile.
Ma vi prego, sta cosa delle donne che non sanno parcheggiare:
ma andate tutti a scuola guida!!
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mercoledì 26 maggio 2004 - ore 20:06
connessioni logiche
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando ho in testa una cosa, mi succede che tutto quello che sta intorno si collega direttamente o indirettamente ad essa. Studio informatica da 3 settimane, ci sono parole che mai avevo sentito prima, e lettere che credevo non esistessero associate in un alfabeto latino. O semplicemente parole di cui mai mi ero accorta. Be’, da qualche giorno sento parlare solo di computer e informatica. Magari i miei amici ne parlavano anche prima, o i film, o le persone che mi stanno vicine, ma io non me ne sono mai resa conto, lo giuro! Non me ne sono accorta finché non mi ci sono trovata dentro a queste cose, finché questo cavolo di esame.. e adesso perfino i film mi sembrano tutti incentrati sui computer. Come
Sex and The City, me lo guardo sempre, è il mio preferito. Parla di cose futili e superficiali come se fossero problemi vitali, e io lo trovo adorabile. Ma ieri mi è scaduto. Carrie aveva problemi col PC, e l’ha portato ad aggiustare: il tecnico era un ragazzo con la faccia da indiano dell’India (non indiano d’America

) e ha cacciato dei termini di cui non mi sarei nemmeno resa conto tempo fa. Ma ora come ora, sentir parlare di scheda madre e sistema operativo mi attiva i sensi. Inizio a pensare a cosa servono, quali sono la loro funzione e la loro costruzione, e come si collegano al resto delle scatolette meccaniche del mio computer. Li vedo, li vedo tutti i componenti del mio computer.

Tra poco darò loro dei nomi. Così sarà più facile riconoscerli in sede d’esame. Ovviamente senza passare per la matta di turno.

“Salve prof le presento Lucrezia, la scheda madre. Questa è la piccola Cira, la RAM. Ha detto che oggi si sente in forma. Il sistema operativo invece voglia di lavorare zero – per questo lo chiamiamo affettuosamente Pisolo. Il linguaggio HTML? Cosa? Non so.. aaaahh!! Lei intende Mario!! Gli ho cambiato nome, non gli piaceva, si sentiva a disagio con la Billa, era difficile da ricordare, Mario invece gli sta a pennello! Come chi è la Billa.. è il modem. Non si sentiva maschio. Siamo andati a fare un pellegrinaggio a mediaworld e gli hanno cambiato sesso.. ora si sente rinato!“
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mercoledì 26 maggio 2004 - ore 10:11
tutta colpa di momo
(categoria: " Riflessioni ")
ho un'enorme varietà di cidì nel mio raccoglitore in camera. una colonnina è solo per Vasco, gli altri vedano loro.
per la serie
"silvia lasciati andare" i miei cd sono divisi in italiani e stranieri, e in sottocategorie relative al genere musicale e al colore del cd.
si, lo ammetto, è patologico, ma io sistemo i miei dischi anche in base al colore della copertina. quelli masterizzati poi (siae??? siaeeeeee???) mi piace tenerli vicini, perchè ci scrivo i titoli proprio bene e ne sono orgogliosa.
scelgo a caso cosa ascoltare a volte. a volte è il cd che mi chiama, a volte ho bisogno di un certo qualcosa.
c'è il giorno in cui devo mettere su per forza i Matrioska o gli Ska-p o gli Ska-J, perchè ho voglia di ballare
ska a manetta. poi ci sono i giorni
Vasco, a cadenza regolare, nono posso farne a meno per troppo tempo.. a volte
Bersani o
Silvestri.
poi ci sono i giorni da
Janis Joplin o
Bruce. ci sono i giorni da
Jaques Brel o
My Funny Valentina..e oggi, per
"colpa/merito" di Momo è un giorno CC. i giorni CC mi portano con la testa in un mondo che non c'è. ho una strana adorazione per questi ragazzi, li sento molto miei, perchè tra i miei amici sono l'unica che li ascolta, l'unic ache li conosce anzi, e me li ascolto silenziosa, cantando tutto con un entusiasmo tutto mio. piangendo con Raining in Baltimore, saltando con Mister Jones, a squarciagola con Angels of Silent.
tra l'altro non ci avevo pensato, ma è una colonna sonora ottima per il mio ultimo libro da leggere. un mondo delle meraviglie.
Anna begins
Counting Crows
My friend assures me "It's all or nothing"
I am not worried
I am not overly concerned
My friend implores me " For one time only,
make an exception."
I am not not worried
Wrap her up in a package of lies
Send her off to a coconut island
I am not worried
I am not overly concerned
with the status of my emotions
"Oh", She says, "you're changing."
But we're always changing.
It does not bother me to say
this isn't love
Because if you don't want to talk about it
then it isn't love
and I guess I'm going to have to live that
but, I'm sure there's
something in a shade of gray
or something in between
and I can always change my name
if that's what you mean
My friend assures me "it's all or nothing`
But I am not really worried
I am not overly concerned
You try to tell yourself the things
you try to tell yourself to make
yourself forget
to make your self forget
I am not worried
"If it's love" she said,
"then were gonna have to think
about the consequences"
She can't stop shaking
and I can t stop touching her and.....
This time
when kindness falls like rain
It washes her away and Anna begins
to change her mind
"These seconds when I'm shaking
leave me shuddering for days" she says.
And I'm not ready
for this sort of thing
But I'm not gonna break
And I'm not going to worry about it anymore
I'm not gonna bend.
And I'm not gonna break and
I'm not gonna worry about it anymore
It seems like I should say "As long as this is love..."
But it's not all that easy
so maybe I should just snap her up in a butterfly net
Pin her down on a photograph album
I am not worried
I've done this sort of thing before
But then I start to think
about the consequences
Because I don't get no sleep
in a quiet room and...
This time
when kindness falls like rain
It washes me away and Anna begins
to change my mind
And every time she sneezes
I believe it's love
and oh Lord.... I'm not ready
for this sort of thing
She's talking in her sleep
it's keeping me awake
And Anna begins to toss and turn
And every word is nonsense
but I understand it and,
oh Lord, I m not ready
for this sort of thing
Her kindness bangs a gong
It's moving me along
and Anna begins to fade away.
It's chasing me away.
She dissappears, and
oh Lord, I'm not ready
for this sort of thing.
Rain falls down
Rain goes fallin' down
Rain falls down
Rain goes fallin' down on me...
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martedì 25 maggio 2004 - ore 20:52
il mio nuovo libro
(categoria: " Accadde Domani ")
Non ne potevo più di informatica. Mi stava snervando. E sono andata da Canova Zoppelli a prendermi un libro.
Vado sempre li, mi fido di loro, e il posto mi ispira parecchio. Tre titoli fra cui scegliere: così decido di comprarli tutti e tre per sopperire al mio immane desiderio di una lettura decente che non comprenda sigle, algoritmi e formule.
Entro con Gianpa e Vinci, dopo aver accompagnato loro per mezza Treviso a condizione che poi accompagnassero me a prendere libri. Io amo i libri. Non li prendo mai in prestito, io i libri o li compro o niente.
- Salve! Posso chiedere a lei?
- Si, dica pure a me
- Volevo Cocaina di Pitigrilli.
- Non c’è te lo devo ordinare.
- Per quando?
- Settimana prossima.
- Ah va bene. Intanto prendo gli altri. Amore e Psiche.
- No, non ce l’ho. Te lo posso ordinare.
- Ah. Per quando?
- Settimana prossima.
- Come? Una settimana?
- Si.. io lo ordino, tanto serve
- Ah d’accordo – dico. Quando in realtà pensavo – vedi di fare un bel po’ di ordini cara la mia gioia che non avete un cazzo oggi e io ho voglia di leggere! Siete deludenti!
- Ti serve altro?
- Veramente si –dico terrorizzata. Alice nel paese delle meraviglie. Carroll.
- Devo controllare. Non sono sicura. Forse ce l’ho in Feltrinelli. È anche scontata del 25.
- Ottimo, è l’edizione che preferisco.
- Mmmm.. non lo trovo. Non ce l’ho.
- Come no? Ma aveva detto di si!
- Ma non c’è mi dispiace. Ce l’ho della Bur. Vuoi dare un occhio?
- Ve bene.. – orrenda. Carta fastidiosa, impaginazione indecente. Brutta. – no, questa no.
- Allora te lo posso ordinare. Per la prossima settimana.
- Ah.. la prossima settimana.. – si è accorta che la prendevo per il culo.
- Aspetta. Forse ce l’ho anche in un’altra edizione nuova, con la copertina di cartone, molto bella. La vuoi vedere?
- Si certo.. grazie. – edizione stupenda, ma con testo a fronte inutile, e da 15 neuroni.
- Dai un occhio se ti piace. – da un muro una voce. Una voce da un muro? Si, c’era il buco. Allora la tipa mi fa:
- C’è anche dell’Einaudi. Ha anche Al di la dello specchio. Vuoi vederla?
- Si, se posso. – finalmente un’edizione guardabile, decente e dal prezzo onesto. Con ben due storie di Alice. Lo prendo. E sono felice.
Ho iniziato a leggerlo prima in biblioteca. Mi guardavano male, perché? È un libro, un best seller, ed è fantastico. Un libro da leggere da grandi, non per tornare bambini, ma per restarlo.
- Che cos’è questa roba? – disse infine
- È una bambina! – rispose con entusiasmo Martio, ponendosi di fronte ad Alice per presentarla e tenendole entrambe le mani in atteggiamento anglosassone. – L’abbiamo scoperta soltanto oggi. È in carne ed ossa, e il doppio del naturale!
- Ho sempre pensato che fossero mostri favolosi! – disse l’unicorno. – E’ viva?
- Sa parlare – disse Martio solennemente.
L’Unicorno guardò Alice come in sogno e disse: - Parla, bambina.
Alice non poté fare a meno di increspare le labbra in un sorriso nel rispondergli: - Ma lo sa che anch’io ho sempre pensato che gli Unicorni fossero mostri favolosi? Mai visto uno prima d’ora!
- Be’, ora che ci siamo visti l’un l’altro, - disse l’Unicorno, - se tu crederai a me, io crederò a te. Siamo d’accordo?Essere al mondo significa stringere patti con l’Unicorno.
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lunedì 24 maggio 2004 - ore 20:43
chiedono..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vorrei che tu fossi un po’ più e un po’ meno.. e magari ogni tanto così, ma mai così. Chi vuole questo? Gli altri, gli altri sono la gente intorno. Vorrebbero che io fossi più diversa e più uguale. Non hanno sempre torto, lo so, il fatto è che non chiedono niente a me. Io vorrei accontentare tutti, ma non si può, non poso io fisicamente perché sono una sola. Sono troppi, loro dico.
C’è chi mi vuole un po’ più audace, chi mi vuole un po’ più dolce, chi mi vuole più bastarda, chi mi vuole più succube, chi mi vuole più indifesa e chi mi vuole più coraggiosa. C’è chi mi vuole più femminile, c’è chi mi vuole più aggraziata, chi non mi vuole e basta, chi mi vuole più silenziosa e chi mi vuole più forte, chi mi vuole in carne e chi mi vuole magra. C’è chi mi vuole più disponibile con alcuni e chi mi vuole meno disponibile con altri. Chi mi vuole più troia, chi mi vuole più santa, chi mi vuole più stronza. Non riesco a stare dietro a tutti. E mentre qualcuno lo fa per aiutarmi, perché mi vuole bene e si preoccupa x me, altri lo fanno per tenermi sotto, per tenermi li di riserva, la Silvia può sempre servire.
C’è chi mi dice che devo cambiare, e chi mi dice che devo restare come sono.
C'è chi mi dice fottiti. Uno mi insegna a credere di più, uno mi insegna a illudermi di meno; una mi insegna l’arte della seduzione e l’altro mi dice che non mi serve. Uno mi dice di fidarmi degli altri, uno mi dice di non fidarmi di nessuno. Qualcuno mi dice di lavorare di più, qualcuno mi dice di lavorare di meno. Ascolto, incamero, salvo il salvabile e utilizzo, ma qualcosa lo devo resettare, non posso tenere tutto, ci sono dei controsensi terribili.
Accetto i consigli di chi mi vuole bene e bene mi conosce, ma poi ci sono quelli che vogliono darmi consigli solo per sentirsi eroi, senza chiedermi cosa voglio io.
A qualcuno interessa come mi voglio io?
Partiamo dall’inizio vecchia roccia! Silvietta sei un fenomeno. Come sempre hai perso un passaggio. Pensa cosa vuoi e come ti vuoi.
Poi chiudi gli occhi ed esprimi un desiderio.
Così. Brava Silvietta.
Fatto? Ecco. Eccomi.
Per oggi ci sono già.

Sulla mia strada
Ligabue
C'è chi mi vuole come vuole
un po' più santo
più criminale
e un po' più nuovo
un po' più uguale
mi vuole come vuole
c'è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c'è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l'ha offeso
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c'è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c'è chi mi vuole perfetto
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
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domenica 23 maggio 2004 - ore 20:45
devo assolutamente trovare il modo:
(categoria: " Pensieri ")
devo necessariamente diventare FIGA. sarebbe di grande aiuto alla mia autostima.
consigli?
a chiunque abbia un minimo di idea di come si faccia - senza moralismi "devi sentirtelo dentro" - chiedo aiuto.
grazie fin d'ora per la collaborazione.
cordiali saluti.
silvia
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domenica 23 maggio 2004 - ore 14:09
giornata da dimenticare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dio mi deve delle spiegazioni. Giornate come quella di ieri fanno dubitare di qualsiasi esistenza ultraterrena e di qualsiasi potere superiore, nonché dell’utilità dell’essere buoni e bravi e onesti e via discorrendo.
Persa nei miei infiniti vuoti cerebrali tra un microprocessore e un sistema operativo, evito la spiegazione dettagliata delle mie disgrazie e mi dedico a scrivere un pezzo effettivamente poco esplicativo ma indispensabile per sollevare il morale a chi crede che capitino tutte a lui: sbagliato,
siamo in due come minimo. E una soluzione ci sarebbe: impensabile per chi deficiti in fantasia e immaginazione, o per chi sia esente da pazzia e sdoppiamenti di personalità. Io sono arrivata a questa conclusione tra mille traumi e mille depressioni post tragedia.
Un giorno bisogna che mi faccio dare il numero del
Signore del Piano Di Sopra da qualcuno che gli sta vicino, così lo invito per un caffè e ci facciamo una bella chiacchierata io e lui da soli, in confidenza. Ho un po’ di cose di cui discutere e disquisire. Non vado per il sottile: solo c’è qualcosa che non va in questo cielo, c’è qualcuno che non sa che cos’è un uomo.
Potrebbe andare peggio, dice qualcuno. Si, potrebbe. Dio me ne scampi dall’alto della sua misericordia, e prego in ginocchio flagellandomi la schiena con fruste a 9 code che almeno non mi dia la botta finale. Se dovesse davvero andare peggio salgo sul Gazzettino e mi butto a volo d’angelo (è chiaramente ironico.. ma la tengo come soluzione di riserva nei casi disperati).
Una settimana da Dio: bel film. Interessante e illuminante soprattutto. Dovrò un dì farmi piegare come si fa. C’è un numero da prendere tipo alla coda del banco salumi? Qualcosa tipo lotteria di capodanno? O devo essere particolarmente fortunata e attendere la manna dal cielo? Necessito informazioni.
AAA informazioni cercansi. Ma giuro, se mi capita, altro che dividere la minestra come Mosè sul Mar Rosso! Altro che avvicinarmi la luna alla finestra per rimorchiare! E alla faccia del libero arbitrio, li c’è veramente da scappare in Guatemala per fuggire alla mia ira funesta! Non ce ne sarà per nessuno. Ieri è successo di tutto, non me ne venivo fuori, a ogni goccia di pioggia mi arrivava una brutta notizia. E ha diluviato. Nel vedere i miei occhietti verdi iniettati di sangue qualcuno si è preoccupato, ma inutilmente, erano le persone sbagliate. Non sono loro le mie prede, le mie prede non se lo aspettano, e sarà più divertente. Ho già la lista dei buoni e dei cattivi, tutti schierati, ognuno con la sua casellina con la X o col V. Non mi tolgo così impunemente dalla lista dei cattivi, qualcuno sicuramente può avercela con me per qualcosa, è possibile e ovvio
piuttosto e anzichennò. Ma se veramente per una settimana Dio sono io, certamente i guai non mi tornano indietro, e nulla mi toccherà per quei benedetti 7 giorni e 7 notti. Quando sarà il loro turno vedano un po’ per come regolarsi.
Se veramente per una settimana Dio sono io, c’è da farsi il segno della croce (tanto per stare in tema). Ho già un paio di idee – veramente un poche di più, e li inizia il walzer.
“Le parlava qualche volta di Dio, ma senza calore, quasi ripetendo malamente le spiegazioni di un altro; e attraverso le sue parole, Dio appariva tutt’al più come un distinto ingegnere del quale gli uomini frugano invano i segreti, e Gesù come un intellettuale che ha avuto delle contrarietà.” - Dolicocefala Bionda
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venerdì 21 maggio 2004 - ore 19:49
le provocazioni
(categoria: " Riflessioni ")
anch'io provoco. in modo delicato ed essenzialmente femminile. sono femmina e devo saper provocare, una donna che non provoca non è donna.. con classe, con discrezione, con eleganza, e bisogna saper provocare: con lo sguardo, con il corpo, con un gesto, con un sorriso. non a parole, a parole è volgare il più delle volte.
indi continuiamo su tale argomento, la provocazione.
la provocazione da il
pepe, diciamo, a un "rapporto", a un "contatto umano" chiamiamolo così.. crea complicità, desiderio, attrazione, un alone di sensualità, qualcosa che a parole è difficile pure da spiegare.
saper provocare è un'arte, va fatto bene, altrimenti non si fa e morta li. o lo sai fare o niente.
io l'ho imparato, devo dire. ci provo, e per quanto poco mi sia esercitata mi viene pure parecchio bene, se mi ci metto, quando mi ci metto.
ma il problema è un altro, ed è grave, perchè sono in crisi totale.
e se provoca lui?
togliamo il punto di domanda. lui mi provoca. è bravissimo nel farlo, e io persa come sono ci casco, perchè non riesco a resistere, non ce la faccio proprio, neanche con tutta la buona volontà che posso metterci.
e poi che fa, il bastardo? sorride e volta i tacchi. io li con gli occhi a cuoricino e lui maledetto bastardo cambia discorso.
prima di compiere un omicidio chiedo consiglio alle donne:
mi sta prendendo per il culo vero?
Non voglio mica la luna
Fiordaliso
Vorrei due ali d'aliante
per volare sempre più distante
e una baracca sul fiume
per pulirmi in pace le mie piume.
Un grande letto
sai di quelli che non si usano più
un giradischi rotto
che funzioni però
quando sono giù un po'.
Non voglio mica la luna
chiedo soltanto di stare
stare in disparte a sognare
e non stare a pensare più a te.
Non voglio mica la luna
voglio soltanto un momento
per riscaldarmi la pelle
guardare la gente e avere più tempo
più tempo per me.
Con gli occhi pieni di vento
non ci si accorge dov'è il sentimento
tra i nostri rami intrecciati
troppi inverni sono già passati.
Io vorrei defilarmi per i fatti miei
io saprei riposarmi ma tu
non cercarmi mai più.
Non voglio mica la luna
chiedo soltanto di andare
di andare a fare l'amore
ma senza aspettarlo da te.
Non voglio mica la luna
voglio soltanto un momento
per riscaldarmi la pelle
guardare le stelle e avere più tempo
più tempo per me.
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