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Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto, e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino. THE CURE, Three Imaginary Boys

STO ASCOLTANDO

Incubus, Queen of the Stone Age, Peeeearl Jaaam..E molti altri..(Claudio Bluesman!)



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. non mentire mai. poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri.Guardare l’altro con obbiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi.



STO STUDIANDO...




OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Il Bruco e Alice si guardarono a vicenda per qualche tempo in silenzio; finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò con voce languida e sonnacchiosa:

Chi sei? - disse il Bruco.

Non era un bel principio di conversazione. Alice rispose con qualche timidezza: - Davvero non te lo saprei dire ora. So dirti chi fossi, quando mi son levata questa mattina, ma d’allora credo di essere stata cambiata parecchie volte.

- Che cosa mi vai contando? - disse austeramente il Bruco. - Spiegati meglio.

- Temo di non potermi spiegare, - disse Alice, - perchè non sono più quella di prima, come vedi.




sabato 25 ottobre 2003 - ore 11:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se non mi fossi fatto io, sarei stato fatto da qualcun'altro in qualche modo.
Se non mi fossi assemblato, sarei già crollato
Se non mi fossi fatto io, sarei più predisposto a sottomettermi
Il potere mi avrebbe già ingoiato
ma è più di quanto possa concepire
Sottomettersi, awwww yeah
Se lasci che ti facciano, ti faranno diventare un pupazzo di cartapesta
Alla distanza sei resistente, finchè non arriva il vento
e tu crolli e rotoli via
Se lasci che ti fottano, non ci sarà lotta
Sicuro che ti appallottoleranno completamente
Finchè il tuo culo sarà blu e grigio
Dovresti scusarti con te stesso
Perlomeno per una migliore salute, migliore salute
Ma se vuoi veramente vivere
Perchè non provi, e ti fai da solo,
fatti da solo.
Se non mi fossi fatto, sarei già crollato
Non lascerò che mi facciano, è più di quanto possa concepire
Così quando mi faccio, non sarò un pupazzo di pezza
E se mi fotto, lo farò a modo mio!
fottermi a modo mio
Dovresti scusarti con te stesso
Perlomeno per una migliore salute, migliore salute
Ma se vuoi veramente vivere
Perchè non provi, e ti fai da solo,
Fatti da solo.


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venerdì 24 ottobre 2003 - ore 16:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra
tutti i sentimenti e le qualità degli uomini.

Quando la Noia si fu presentata per la terza volta
la Pazzia, come sempre un pò folle, propose:
"giochiamo a nascondino!".

L'Interesse alzò un sopracciglio
e la Curiosità senza potersi contenere chiese:
"A nascondino? Di che si tratta?"
"E' un gioco -spiegò la Pazzia- in cui io mi copro gli occhi
e mi metto a contare fino ad 1.000.000 mentre voi vi nascondete
e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro
prendrà il mio posto per continuare il gioco".

L'Entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'Euforia.
L'Allegria fece tanti salti che finì per convincere
il Dubbio e persino l'Apatia alla quale non interessava nulla.

Però non tutti vollero partecipare.
La Verità preferì non nascondersi. Perchè, se poi alla fine tutti la
scoprono?
La Superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco
(in fondo le dava fastidio che non fosse stata una sua idea)
e la Codardia preferì non arrischiarsi.

"Uno, due, tre...." cominciò a contare la Pazzia.
La prima a nascondersi fu la Pigrizia che si lasciò cadere
dietro la prima pietra che trovò sul percorso.
La Fede volò in cielo e l'Invidia si nascose dietro all'ombra del
Trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell'alberò
più alto

La Generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava
le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici.
Che dire di un lago cristallino? Ideale per la Bellezza.
Le fronde di un albero? Perfetto per la Timidezza.
Le ali di una farfalla? Il migliore per la Voluttà.
Una folata di vento? Magnifico per la Libertà.
Così la Generosità fini col nascondersi in un raggio di sole.

L'Egoismo, al contrario, subito trovò un nascondiglio,
ventilato, confortevole e tutto per sè.
La Menzogna si nascose nel fondo degli oceani
(non è vero, si nascose dietro l'arcobaleno).
La Passione e il Desiderio al centro dei vulcani.
L'Oblio non mi ricordo dove.

Quando la Pazzia arrivò a contare 999.999
l'Amore non aveva ancora trovato un posto ove
nascondersi poichè li trovava tutti occupati,
finchè scorse un cespuglio di rose e decise
di nascondersi tra i suoi fiori.

"Un milione!" contò la Pazzia. E cominciò a cercare.

La prima a comparire fu la Pigrizia, solo a tre passi da una pietra.
Poi udì la fede, che discuteva con Dio su questioni di teologia.
e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani.
Per caso trovò l'Invidia e potè dedurre dove fosse il Trionfo.
L'egoismo non riusci a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio
essendosi accorto che c'era un nido di vespe.
Dopo tanto camminare la Pazzia ebbe sete e nel raggiungere
il lago scoprì la bellezza.
Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacchè lo trovò seduto su
uno steccato senza avere ancora deciso da quale lato nascondersi.
Alla fine trovò un pò tutti:
il Talento nell'erba fresca, L'angoscia in una grotta buia
La menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio
che si era già dimenticato di giocare a nascondino.

Solo l'Amore non le appariva da nessuna parte.

La Pazzia lo cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima
delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e
cominciò a scuotere i rami.
Quando, all'improvviso, si sentì un urlo di dolore:
le spine avevano ferito gli occhi dell'Amore....................!!
La Pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi;
pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine Gli promise che sarebbe
diventata la sua guida.

Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla
terra, l'Amore è cieco e la Pazzia sempre lo accompagna.



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venerdì 24 ottobre 2003 - ore 10:12


Sun!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 23 ottobre 2003 - ore 16:29


Reale?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una donna è tornata a casa dopo aver fatto spese, carica di pacchetti, e ha trovato il suo dobermann steso nell'ingresso boccheggiante e semisoffocato...

Dopo aver lasciato cadere i pacchetti e aver cercato inutilmente di farlo di nuovo respirare, la donna ha caricato in fretta e furia il cane sulla macchina e lo ha trasportato dal veterinario.
Il medico ha dato un'occhiata al dobermann, che riusciva a mala pena ad emettere qualche guaito, e ha detto che probabilmente avrebbe dovuto operarlo per eliminare quello che bloccava i canali respiratori del cane, aggiungendo che la signora avrebbe dovuto tornare a casa e aspettare lì una sua telefonata. intanto, il cane continuava ad ansimare e a tossire in un modo da far pietà, e a diventare sempre più debole.
La donna è andata direttamente a casa e non ha fatto in tempo a scendere dalla macchina che ha sentito il telefono suonare ("squillava tanto da far venire giù il ricevitore" dice la gente quando racconta questa storia), ha aperto la porta di casa e si è precipitata a rispondere: era il veterinario, tutto agitato: "Ora mi ascolti bene" le ha detto con un tono carico di allarme "e faccia quello che le dico: deve riagganciare il telefono, poi senza dire una parola deve voltarsi e uscire di corsa da casa sua. Vada dai vicini e aspetti lì la polizia. L'ho già chiamata io. Ora vada! Non mi chieda niente e non abbia esitazioni, esca solo al più presto di lì".
La donna era molto agitata per il messaggio e per il comportamento del veterinario, ma era anche molto spaventata; così non ha perso tempo e ha eseguito i suoi ordini, nel giro di pochi minuti è arrivata una macchina della polizia a sirene spiegate. I poliziotti hanno raccontato che il veterinario aveva trovato due dita umane ficcate nella gola del cane e aveva immaginato che qualcuno avesse cercato di penetrare nella casa della donna durante la sua assenza, quando il dobermann lo aveva attaccato. Forse il ladro era ancora lì. Poi la polizia aveva perquisito la casa e aveva trovato un uomo nel ripostiglio della camera da letto, acquattato in un angolo in stato di shock, che cercava disperatamente di bloccare l'emorragia dalla mano destra dalla quale due dita erano state completamente amputate.

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giovedì 23 ottobre 2003 - ore 14:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sicuramente il vero Amore lo conosce chi lo crea,
chi ama e non chi è amato







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giovedì 23 ottobre 2003 - ore 10:28


David Letterman
(categoria: " Vita Quotidiana ")





David Letterman è nato il 12 aprile 1947 nella città di Indianapolis nello stato dell'Indiana. C'è chi dice scherzosamente che è nato alle nove di sera, in prime-time, con il talento di fare televisione nel sangue.

La sua carriera è stata folgorante e per molti versi fuori dall'ordinario. Ha iniziato presentando le previsioni del tempo in una piccola stazione televisiva locale nella sua città di nascita. Pare sia stato rapidamente licenziato dopo aver fatto alcune battute giudicate fuori luogo e per aver clamorosamente trasformato un temporale estivo imminente uragano che avrebbe colpito il sud dell'Indiana scatenando il panico tra i suoi concittadini. La stoffa dunque era quella dell'attore, del comico se volete, più che del colonnello Bernacca. E infatti, non trovando più lavoro ad Indianapolis, nel 1975 si sposta a Los Angeles dove inizia la carriera come comico partecipando in alcune sit-com tra cui "Good Times" e "The Paul Lynde Comedy Hour". Più tardi si infila come ospite in alcuni show tra cui "The Starland Vocal Band" e "Mary Tyler Moore". Il successo comicia a montare fino a quando viene invitato regolarmente da Johnny Carson. Nel 1980 gli viene offerto il primo programma televisivo tutto suo, che dopo tre mesi viene chiuso perchè non funziona. Letterman convince i produttori della NBC a farlo provare nella fascia notturna, dopo mezzanotte e mezza. "Late Night With David Letterman" nasce dunque come un esperimento condito di molti di quegli elementi ricorrenti come le "Top ten list" che troviamo ancora nell'odierno show televisivo. Con il tempo raccoglie buoni risultati e ospiti importanti cominciano ad affluire al suo programma tv. Dieci anni più tardi quando sembra aver raggiunto l'apice (alcune interviste erano "passate alla storia" come quella di Cher che lo chiamava "stronzo" in diretta, le lacrime di Nastassja Kinski o le sfuriate di Madonna) Letterman è pronto al grande salto. Nel '92 Carson, che guidava la fascia oraria su NBC precedente alla sua, annuncia il ritiro, ma l'emittente decide di affidarsi per le undici e mezza ad un altro talento emergente, Jay Leno. Letterman lascia il network che lo aveva lanciato e si sposta armi e bagali dalla concorrenza - la CBS - che lo porta in seconda serata con un cache da 14 milioni di dollari a stagione. Lo show di Letterman si afferma rapidamente come il più seguito negli USA e, nonostante le diffide dell'NBC (che ritiene il format del programma di sua "proprietà intellettuale") e alcune difficoltà della CBS a far da volano al genio televisivo di Letterman, diviene un vero e proprio cult per la maggior parte del pubblico americano. In Italia lo vediamo solo da poco tempo, da quando il canale satellitare RAISHOW (su Telepiù) ne manda in onda quotidianamente i programmi (differita il giorno dopo, in versione originale con i sottotitoli).

Nel 1995 Letterman, nominato "Uomo dell'Anno", viene richiesto dall'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences per presentare la serata degli Oscar. L'evento, seguito da un numero record di telespettatori, delude però le ormai troppo alte aspettative dei fan, e dà inizio alla fatidica fase "calante" della carriera di Letterman... ehm, no!, forse dire così è un po' esagerato. Diremo che da allora il fenomeno Letterman tornò entro margini più umani (in effetti nel fatidico primo triennio del "Late" Dave fu un po' troppo idolatrato...).
Il 14 gennaio 2000 Dave si è sottoposto a un intervento chirurgico di By-Pass al cuore, che lo ha tenuto lontano dallo show per alcune settimane, durante le quali sono state mandate in onda delle repliche e una serie di puntate speciali condotte da "Guest Hosts" (questo per la prima volta nei 18 anni di show, durante i quali Letterman non si è mai assentato).
David Letterman è stato recentemente inserito dalla rivista "TV Guide" nell'elenco delle 50 personalità che hanno maggiormente influenzato e innovato il modo di fare televisione.
Lo stesso giornale ha stilato nel febbraio 2001 la classifica delle 10 personalità attualmente più importanti nel panorama televisivo americano: al numero 4 è presente Dave.






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mercoledì 22 ottobre 2003 - ore 15:10


Vibria
(categoria: " Vita Quotidiana ")






(Spagna). Chi avesse la fortuna di visitare la Cattedrale di Barcellona, potrebbe ammirare un magnifico bassorilievo scolpito sul portale d'ingresso, che raffigura il Conte Goffredo nell'atto di uccidere un gigantesco Drago. Le antiche cronache riferiscono che all'epoca in cui la Spagna era governata da Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, quel mostro, chiamato Vibria, viveva nel profondo di un antro roccioso situato nei pressi della città di Terressa, in Catalogna...


Gli abitanti, stanchi delle sue continue escursioni notturne durante le quali bruciava i raccolti, e depredava le greggi, offrirono una lauta ricompensa a chiunque fosse riuscito ad uccidere la Vibria. Molti si cimentarono nella difficile impresa, ma senza successo. Alla fine il Re Ferdinando rivolse un appello al Conte Goffredo di Pilios, un Cavaliere di provato coraggio che si era distinto durante la Reconquista per aver affrontato ed ucciso migliaia di Mori. Senza lasciarsi intimidire dalle voci che circolavano sul conto del suo avversario, Goffredo, armato fino ai denti, si diresse di buon passo verso la grotta in cui viveva il Drago. Questo, esperto di arti magiche, aveva mutato le proprie sembianze in quelle di un corvo nero, nel tentativo di celarsi agli occhi di Goffredo il quale, tuttavia, non si fece trarre in inganno e pronunciò a gran voce il nome del Drago che si rivelò allora in tutta la sua mostruosa possanza. Senza perdersi d'animo, Goffredo lo trafisse con la sua lancia ferendolo mortalmente alla gola. Il Drago riuscì tuttavia a divincolarsi e ad uscire dalla grotta, ma cadde lungo il fianco della montagna schiantandosi sul fondo del burrone. Goffredo fece poi costruire sul luogo dello scontro un monastero affichè Dio vigilasse su di esso e nessun Drago potesse tornare a risiedere tra le rocce in cui era vissuta la Vibria. Sono evidenti, in questa leggenda quattrocentesca, le assonanze tematiche con la vicenda di S. Giorgio. La narrazione segue un canovaccio prefissato: il difensore della Fede, che in questo caso è un Eroe della Reconquista, affronta e sconfigge il diabolico Drago che è un'evidente metafora dei nemici della Chiesa, siano essi gli eretici o i miscredenti (non è un caso che, secondo una lezione più arcaica della stessa leggenda, erano proprio i Mori a nutrire il Drago, dandogli in pasto giovani fanciulle cristiane). Il contenzioso tra l'eroe ed il mostro si conclude, ovviamente, con la vittoria della Fede che è sancita dalla costruzione di un luogo di culto, atto questo che ha un'evidente funzione esorcizzante.


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mercoledì 22 ottobre 2003 - ore 09:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Mitlogia Inuit, la creazione

All'inizio c'erano tre mondi: il primo mondo, la terra, popolato da animali e da uomini che non erano Inuit, il quale reggeva, per mezzo di pilastri, la volta celeste, abitata da creature simili a quelle dalla terra. Sotto, c'era un angusto mondo sotterraneo dove non si poteva stare in piedi e, ancora più in basso, un mondo fatto anch'esso a somiglianza della terra.
Poi un giorno i pilastri che reggevano la volta celeste tremarono...

..e venne un diluvio che sommerse e uccise ogni forma di vita.
Più tardi apparvero due collinette da cui nacquero due uomini adulti, i primi Inuit. Ben presto vollero riprodursi e uno prese l'altro in sposa. L'uomo-sposa rimase incinto e, quando venne il termine, il suo compagno (ansioso di far nascere il neonato) compose un canto che lo rese donna,affinchè potesse partorire. Da loro discendono tutti gli inuit.


Cito questo mito perchè ho trovato almeno 2 stranezze: mentre nella maggior parte delle culture almeno una coppia si salva dal diluvio, qui nessuna. e infatti vengono distrutte tutte le creature. L'altra "stranezza" riscontrata è che invece di essere creati (o ricreati) un maschio e una femmina, qui sono due maschi, inoltre non si fa cenno a un dioche abbia mandato il diluvio...



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martedì 21 ottobre 2003 - ore 19:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")



un uomo giace nel suo letto in una stanza senza porte…
aspetta sperando in una presenza che entri qualcosa, qualsiasi cosa
dopo aver passato metà della sua vita a cercare,
si sente ancora vuoto, come il soffitto che sta fissando…
è vivo ma non sente assolutamente nulla…allora lo è?
quando aveva sei anni credeva che la luna sulla sua testa lo seguisse.
a nove anni aveva decifrato l’illusione.
sacrificando la magia per la realtà …
senza ritorno
così è questo che vuol dire essere un adulto…
se solo sapesse ora quello che sapeva allora…

sono aperto, dai entra…


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lunedì 20 ottobre 2003 - ore 15:35


Jack o'Lantern
(categoria: " Riflessioni ")




(Usa) Un fabbro ubriacone di nome Jack ebbe la sventura di incontrare il Diavolo in un pub, alcuni dicono nella notte di Halloween. Jack aveva bevuto troppo e stava per cadere nelle mani del Diavolo, quando riuscì ad imbrogliarlo offrendo la sua anima al Diavolo in cambio di un’ultima bevuta.


Il Diavolo si trasformò in una moneta da sei pence per pagare l’oste e Jack riuscì velocemente a mettersi quella moneta nel borsellino. Poiché Jack teneva lì anche una croce d’argento, il Diavolo non poteva tornare alla sua forma originaria. Jack lascio andare via il Diavolo solo a patto che questi gli promettesse di non reclamare la sua anima per i successivi 10 anni. Il diavolo accettò.
Dieci anni dopo Jack lo incontrò di nuovo mentre camminava lungo una strada di campagna. Il Diavolo era tornato per la sua anima, ma Jack , riflettendo velocemente, gli disse: “ Verrò, ma prima potresti prendermi una mela da quell’albero?”. Il Diavolo, pensando di non aver nulla da temere, balzò sulle spalle di Jack per prendere la mela. Jack tirò fuori un coltello e intagliò una croce sul tronco dell’albero. Questo lasciò il Diavolo a mezz’aria, incapace di raggiungere Jack o la sua anima. Jack gli fece promettere di non tornare mai più per reclamare la sua anima e, non vedendo via d’uscita, il Diavolo accettò.
Quando alla fine Jack morì, anni dopo, non fu ammesso in cielo, a causa della sua vita da ubriacone e truffatore. Così si recò all’entrata dello inferno, ma il Diavolo lo rimandò indietro perché aveva promesso di non prendere l ‘anima di Jack. “Ma dove posso andare? “, chiese Jack. “Torna da dove sei venuto!”, gli rispose il diavolo. Ma la strada del ritorno era buia e ventosa. Jack implorò il Diavolo di dargli almeno una luce per trovare la giusta via e il Diavolo gli gettò un carbone ardente che proveniva dalle fiamme dell’inferno. Per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise in una rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell’oscurità con la sua lanterna, fino al giorno del Giudizio. Jack della lanterna ( Jack o’Lantern) da allora fu il simbolo delle anime dannate.
Quando il termine Jack o’Lantern apparve per la prima volta in uno scritto del 1750, si riferiva a una sentinella o ad un uomo che portava una lanterna.
La gente credeva che la notte di Halloween gli spiriti ed i fantasmi abbandonassero le tombe per ricercare il calore delle loro vecchie dimore. Gli abitanti dei paesi, timorosi di essere visitati dai fantasmi di vecchi proprietari, si mettevano in costume per spaventare questi spiriti sulla strada del ritorno. Lasciavano anche del cibo ed altri doni (treat) vicino alla porta, in modo da placare gli spiriti e non far distruggere né le case né i raccolti. Iniziarono anche a intagliare e dipingere delle facce nelle rape in cui mettevano delle candele illuminate, sperando che il simulacro di un’anima dannata potesse fare scappare i fantasmi.





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