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NICK: sssun
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STO LEGGENDO
inutile che lo scriva qú, non ci stareste dietro!


HO VISTO
anca massa!


STO ASCOLTANDO
norah jones


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
tranqua (direbbe la emi..)


ORA VORREI TANTO...
la primavera...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
tesiiiiii!!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
umanamente sereno..


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“"Ancora adesso, nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perche' nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno -un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo davvero sarebbe meraviglioso, sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare." ”

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ULTIMI 10 messaggi
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


marted́ 9 novembre 2004
ore 07:14
(categoria: "Riflessioni")



Ho deciso tre cose:
1) gli svedesi sono i ragazzi piu' belli
2) faro' causa a mediaset x il "lunedi' film"...
3) ABORRO il burro d'arachidi!!!


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luned́ 8 novembre 2004
ore 01:55
(categoria: "Pensieri")



Il marinaio ripose piatto e posate nella credenza.
Poi prese due carte dal mazzo sul tavolo. Le poso' con delicatezza, trattenendo il respiro.
Per l'ennesima volta tentava di costruire il suo castello, come gli uomini arroganti carta dopo carta protendeva la sua torre di babele verso una promessa, verso la perfezione. Verso l'impossibile equilibrio di una finzione che sfidi le leggi di natura.
Usava carte diverse, x aumentare la leggerezza, ma lo stesso non c'era mai riuscito.
Forse dipendeva dall'indecisione della mano...
Ma stavolta..
Dannazione, forse ci siamo..
Si fermo', sorso di vino, prese un'ultima carta.
Ma...tac tac tac tac tac tac...
Le carte caddero, l'una dopo l'altra, come prigionieri sotto i colpi del plotone d'esecuzione. Sfumava l'illusione. Decine di jolly finivano a gambe all'aria, ghignando.
Ma stavolta sapeva il perche',era certo di aver visto qualcosa, alla finestra. Un omino con..una cerbottana!
No, non e' possibile.
Poi passetti veloci sopra la sua testa, qualcuno dai piedi piccini stava correndo sul ponte della barca.
Il marinaio scatto' in piedi, afferro' la lanterna. In un attimo fu fuori.
Guardo' ovunque.
Nessuna traccia dell'omino.
Basito torno lentamente in coperta...
Ho bevuto troppo, non c'e' altra spiegazione...
Eppure no, no dannazione...l'immagine intravisto era impressa nella sua mente: un ometto buffo, con un cappello a sonagli, sembrava..uscito dalle sue carte...
Si mise a raccoglierle. Anche i giullari sulle carte sembravano prendersi gioco di lui..
Ma riunito il mazzo multiforme rimase ancora qualcosa sul tavolo di legno.
Una minuscola pallina,rosa.
La rigiro' tra le dita, profumava di zucchero. La mise in bocca.
Buona, sa di fragola...


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venerd́ 5 novembre 2004
ore 00:47
(categoria: "Pensieri")



La prima cosa che la stellina vide della terra fu una strada affollata.
Attorno luci, rumore, clacson, grida e gente, gente, gente.Andavano in tutte le direzioni, come pallottole impazzite, la testa bassa, e le sbattevano addosso senza vederla. Lei stava li' per terra, rannicchiata al centro, non sapeva che fare.
Come si sarebbe mossa in tutto quel casino? Come avrebbe trovato il suo marinaio?
Si sentii confusa, dispersa, sola tra miliardi di persone..si fece piccola piccola, e una lacrima le rigo' la guancia...
Poi alzo' gli occhi, e tra i palazzi di vetro vide un pezzo di cielo profondo, e vide le altre stelle sorriderle da lassu'...il calore del loro amore le arrivava, come polvere d'argento.
Le vennero in mente le parole pronunciate un giorno dal Re bambino: "Vai, piccola stella, vai e illumina un po' di mondo.."
Le sue montagne, il suo lago l'avrebbero' aspettata, ora lei doveva compiere il suo destino.
Si soffio' il naso, s'asciugo' le lacrime e fece un grande, contagioso sorriso.
E torno' a splendere. E la gente nella folla alzava un attimo gli occhi al suo passaggio, e per un secondo si stupiva ancora.
La stellina inizio' a camminare, si mise alla ricerca del suo marinaio.


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marted́ 2 novembre 2004
ore 06:58
(categoria: "Riflessioni")





ora lo sono ancor di piu'...
e rivoglio anchio le mie montagne...


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marted́ 19 ottobre 2004
ore 22:45
(categoria: "Pensieri")



Stella stellina
la notte si avvicina:
la fiamma traballa,
la mucca é nella stalla.
La pecora e l'agnello,
la vacca col vitello,
la chioccia coi pulcini,
la gatta coi gattini;
e tutti fan la nanna
nel cuore della mamma!

Piri pi piri pi piri pi piri
trumble trumble trumble trumble
blob blob
pataaan.
La stellina arrivo' sulla Terra.


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domenica 17 ottobre 2004
ore 06:45
(categoria: "Pensieri")



when you're standing in the crossroad
don't know which path to choose
let me come along,
'cause even if you're wrong
I'll stand by you...

coraggio...
prendi la tua decisione


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venerd́ 15 ottobre 2004
ore 03:56
(categoria: "Pensieri")



Prima di partire la stellina doveva andare in un luogo.
Si fece coraggio, perche' quello era forse il saluto piu' duro, il piu' difficile.
Con un sorriso cercato si sedette sul bordo del lago. Le acque salirono la riva e le bagnarono i piedi.
Le facevano il solletico..il sorriso divenne sentito.
Non erano mai stati troppo lontani. Nei giorni brutti, nei giorni belli, il lago era sempre stato nella sua vita.
Che giocasse con le rane, che vi cercasse dei sassi levigati, che rincorresse le libellule, che sdraiata sulla riva studiasse seriosa la forma delle nuvole.
No matter what.Vicino al lago la stellina si sentiva tranquilla.
E guardando nello specchio lucente, sul fondo, tra i sassi e le alghe,scorgeva se stessa, e vedeva dentro di se'.
Il lago era un essere silenzioso,ma nell'aria calma e tranquilla c'era un canto, un dialogo tra loro, che andava avanti dalla notte dei tempi..
E nella stellina c'era un po' della pace ombrosa della sponda di un lago, e nel buio del fondo di un lago, il brillare argentino di una stella.
La stellina guardava la superficie dell'acqua. Raggrinziva sotto una brezza leggera, e brillava.
I giunchi piegavano dolcemente la testa, ma restavano ancorati al terreno. Passasse pure il temporale piu' feroce del secolo: i giunchi sbattevano ovunque, si piegavano sotto i colpi dell'uragano, affogavano le cime nell'acqua...ma poi tornavano sempre a svettare nel sole.
E giorno dopo giorno miliardi di sottili gocce d'acqua lasciavano il lago, e di nuove vi entravano.
Costantemente cambiava la sua composizione, ma IL LAGO, lui c'era sempre.
Bisogna che tutto cambi perche' ogni cosa possa restare com'e'.


Guardo' il giocatore alla sua destra.
Lo spagnolo si mordeva il labbro, le pupille ballavano agitate tra una carta e l'altra.
Le dita tozze dello slavo ritmavano sul tavolo, come una mosca impazzita in un barattolo.
Il quarto uomo aveva passato, e si annoiava, abbandonato sulla sedia.
Respiri lenti del marinaio, quieti.
Lo spagnolo cerco' gli occhi del suo avversario. Cerco' di leggervi una qualche verita'.
Nulla.
..O forse si'...forse una punta di rassegnazione..
Si decise. Si fidava.
Carte in tavola, giu', una dopo l'altra.
Fiori di donna dieci sette sei due.Colore.
Re re re nove cinque. Tris.
Fin troppo facile. Gli occhi azzurri del marinaio accennarono un sorriso.
Donna donna donna jack jack.
FULL.
I pugni massicci dello slavo che sbattevano sul tavolo.
Puta madre. Lo spagnolo era furente.
Il marinaio si alzo' in piedi, nella rabbia della stanza, e con gesti lenti si mise in tasca le monete dorate, una dopo l'altra.
Infilo' la giacca. Si attardava.
Il suo sguardo vagava nella penombra, sui mobili e sulle pareti.
Ah, eccole li'...
Su una credenza, accanto ad una bottiglia di gin ormai vuota, quattro carte, inutili per il gioco.
Ne prese una. Nessuno piu' lo guardava.
Usci' dalla baracca. Fuori, l'aria notturna era frizzante.
Dannazione, comincia gia'a far freddo...
Il marinaio nascose il collo nel bavero della giacca.
Guardo' in alto, miliardi di stelle...di che gli aveva parlato il vecchietto alla locanda del porto?
Una stellina...chissa' che intendeva..
Scosse la testa..discorsi di un matto..abbasso' lo sguardo e comincio' a camminare.
Ma nel silenzio del sonno del porto, gli parve di udire un suono, dietro alle spalle. Sembrava come..il rumore di tanti piccoli sonagli...
Si volto'.
Ma cio' che vide fu solo la banchina deserta.
E una piccola ombra spariva dietro l'angolo della rimessa.


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luned́ 4 ottobre 2004
ore 11:59
(categoria: "Pensieri")



Si ricordava benissimo quel giorno.
Si ricordava benissimo quella storia.
Per forza, era la SUA storia!
A dire il vero si ricordava perfettamente ogni singolo racconto del cantastorie. ricordava per filo e per segno ogni dettaglio..ogni singola sfumatura della voce...Come i sonagli dorati tintinnavano al suo gesticolare.
Ogni volta che la stellina era triste o stanca correva a cercarlo.Un omino buffo, tutto bardato...ma con due occhi furbi..
Con un sorriso grande grande lui la faceva sedere al suo fianco.
E cominciava il racconto.
Parlava per ore e ore...a volte erano storie di pirati, o le avventure di una scarpa..spesso erano fatti semplici, di tutti i giorni..racconti di principi, racconti di gatti, storie vere o mondi immaginari...
il cantastorie continuava a parlare, e la sua voce era ipnosi...danzava leggera nell'aria, e la stellina a poco a poco si calmava. Stava ferma, zitta zitta, gli occhioni spalancati, il mento sulle ginocchia.
Si faceva trasportare dal racconto in luoghi lontani che non aveva mai visto, tra persone dai mille colori, oltre il presente.Il cantastorie le aveva mostrato tutto il mondo, e anche di piu'.
Poi in un pomeriggio di sole le aveva narrato la storia di una stellina.
Lei ascoltava rapita. Ogni tanto rideva dei piccoli fatti della sua vita.
La storia di una stellina comune.
Una storia felice.
Ma il racconto non si fermava a quel pomeriggio di sole...il cantastorie ando' avanti e le dipinse il suo domani.
Le racconto' che doveva partire, sarebbe stato un lungo viaggio, perche' un marinaio da qualche parte la' nel mare sconfinato aveva bisogno della sua luce per tornare a casa. E figuratevi che nemmeno lo sapeva.
Si sa, le onde e i porti sono tanti, ma alla fine l'avrebbe trovato, in un'isola lontana...
Era una bella storia.
Una storia felice.
La stellina batte' le mani.


Il marinaio rise di gusto alla battuta dell'uomo. Un irlandese dalle mani grandi e la voce buona da Babbo Natale.
Che sollievo..era un po' che non gli capitava...
L'atmosfera del locale era festosa.
Sara' stato merito di qualche gin in piu', ma non ancora troppi..
o merito della bella cameriera, che pareva conoscere tutti...
o forse delle lampade ad olio, che facevano ballare le pareti della stanza.
Fuori, il sole annoiato si attardava.
Sembrava un posto allegro, un bel posto per passare l'inverno...
Magari stavolta...
Il marinaio si appoggio' al bancone per ordinare da bere.
Poco piu' in la' la cameriera parlava con un vecchio, le guance rosse per il calore delle lampade. Aveva tutta l'aria di un vecchio matto, di quelli che ogni locanda, ogni paese puo' certamente dire di avere.
La ragazza disse qualcosa, e il vecchio rise forte.
E' matto ma felice...
"Non l'hai ancora trovata,eh?"
Gli occhi furbi del vecchio fissavano lui.
"Come scusi?"
"Te lo leggo in faccia...e' dura navigare senza.."
Il marinaio non capiva. "Grazie ma...non ho bisogno di nulla..."
Il vecchio sghignazzo'.
Poi si fece serio serio e gli sussurro', come un segreto:
"Non ti preoccupare...lei ti trovera'...la tua stellina ti sta gia' cercando..."
Il marinaio sorrise.
La conversazione era a dir poco assurda.
Matto era matto, ma il vecchietto gli era simpatico.
"Ah ragazzo..vedrai...capirai..."
Come un enigma il vecchio spari' nella folla chiassosa del locale.


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luned́ 4 ottobre 2004
ore 02:30
(categoria: "Vita Quotidiana")





...


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domenica 3 ottobre 2004
ore 03:00
(categoria: "Musica e Canzoni")




Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise.

Blackbird singing in the dead of night
Take these sunken eyes and learn to see
All your life
You were only waiting for this moment to be free



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