entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
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domenica 24 giugno 2012 - ore 10:14
Ill show you something good.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le cose non vanno mai come credi unaltra notte ti svegli e ti chiedi se hai sbagliato per quella promessa se hai mentito per una carezza per questo viaggio ci vuole coraggio per questo amore pieghiamo il destino ti resto accanto su questo cammino però ti prego tu dammi la mano. [Giorgia]
Se ho sbagliato per quella promessa. Se ho mentito per una carezza.
A conti fatti, siamo comunque sempre soli. A tutte le carezze che ho atteso. Invano. A tutte le carezze che ho rifiutato. A tutte le carezze che ho imparato sola.
-Ma senti, te che studi Psicologia, cosa vuol dire se lui...? -Che non gli piaci abbastanza. [Che non gli piaci o non sei abbastanza. E lo hai sempre saputo.]
Noi donne abbiamo la vocazione allattesa. Aspettiamo che luomo ci provi. Aspettiamo che ci offra da bere. Aspettiamo i tempi canonici del corteggiamento per concederci. Aspettiamo di essere presentate ai suoi. Aspettiamo la proposta di matrimonio. Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo.
-Ma sono uomini, bisogna prendirli così come sono. Sono un po inferiori e bisogna capirli, che ci vuoi fare? -Diventare lesbica o vivere attraverso i battiti di un cuore di metallo.
Voleva il mio essere un consiglio, scusa se invece poi ti ho dato un La stonato.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non trovo pace dentro questa piccola camera da cui entra un vento lontano. La desolazione di un giardino devastato dalla tempesta. Lo stridore dei denti di tutti quelli che, ramazze alle mani, si son messi in strada a mettere a posto. La rassegnazione nel vedere la propria fatica distrutta. I visi stanchi. Le espressioni vuote.
I vecchi stasera li sento vicini. Anche se i motivi dei nostri avvilimenti sono differenti. Per quel che mi riguarda, mi son data una zappata sui piedi. Tutti odiano i consigli non richiesti. I miei non fanno eccezione.
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente
Sono solo e non mi sento neanche un poco di parlare e tanto meno di spiegare cosa è capitato ci fosse poi qualcosa da spiegare sembra tutto così assurdo quasi che qualcuno si sia divertito a farmi un dispetto non cè mai una chiara ragione quando due persone si ritrovano distanti sempre meno amanti ma compagni di una storia in cui si è tralasciato o forse dimenticato il motivo reale per il quale si sta insieme e si finisce per farsi male
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente
Non cè rabbia non cè dolore cè soltanto una tristezza così grande che mi sfonda il cuore chiedo venia per questa nenia ripetitiva e ostinata ma cè un unico pensiero che ossessivamente segue ogni mio respiro da te dipendo mia eroina e metadone e lascio a queste note il compito di toccarti così che ciò che non faccio io possa fare una canzone
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente. [Niccolò Fabi]
da dove ti viene il meglio di chi sei? da dove ti viene il peggio di chi sei?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non ho visto nessuno andare incontro a un calcio in faccia con la tua calma, indifferenza sembra quasi che ti piaccia
camminare nella pioggia ti fa sentire più importante perché stare male è più nobile per te
ricordati che c’è differenza tra l’amore e il pianto fatti un regalo almeno ogni tanto e poi se puoi
fai finta che è normale non riuscire a stare più con me cerca un modo per difenderti una ragione per pensare a te
la vita può cambiare in un momento mi fa paura e anche se il pavimento del paradiso sei per me
fai finta che è normale non riuscire a stare più con me c’è soltanto un modo per riprendersi lasciarsi un giorno e poi dimenticarsi
e qual è il grado di dolore che riesci a sopportare prima di fermare l’esecuzione e chiedere soccorso a me che non ti un motivo ancora per restare nella storia di una storia che non c’è. fai finta che è normale non riuscire a stare più con me cerca un modo per difenderti una ragione per pensare a te
lasciarsi un giorno lasciarsi un giorno a roma un giorno lasciarsi e poi dimenticarsi lasciarsi un giorno lasciarsi un giorno a roma un giorno a roma lasciarsi e poi dimenticarsi. [Niccolò Fabi]
La canzone la dedico a me.
Perchè qualcuno che ci farà soffrire lo troveremo sempre. Perchè qualcuno che faremo soffrire lo troveremo sempre.
Ma non sempre troveremo qualcuno disposto a lasciarsi amare. Ma non semrpe troveremo qualcuno per cui saremo disposti a lasciarci amare.
Ho un’agenda con i miei sbagli segnati giorno per giorno. Ho un cuore con te segnato attimo per attimo.
E allora dimmi cosa vale di più. E allora dimmi se davvero non sai chi sono.
Per ogni singolo momento. Per ogni risata. Per ogni sostegno. Per ogni abbraccio. Per ogni stranezza. Mia, tua, vostra, loro. Per ogni esame passato. Per ogni delega. Per ogni menzata. Per ogni gelato. Per ogni spritzata. Per ogni sms. Per ogni chiamata. Per ogni singolo momento che ho passato con voi. Per ogni singolo momento che abbiamo passato con noi.
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. [Dal film "La verità è che non gli piaci abbastanza"]
Quante volte crediamo -o speriamo?!- di essere noi le eccezioni? Quelli che escono dalle statistiche, quelli che rompono gli schemi, quelli che si allontanano dalla media? Quanto tempo perdiamo nell’intento di distinguerci da quella che consideriamo la massa? Quanto tempo deve passare prima di renderci conto che siamo omologati tanto quanto gli altri? Che nella curva di Gauss non stiamo ai lati, ma al centro?
Non sono la fottuta eccezione. Sono l’ancor più fottuta regola.
[La storia è sempre la stessa. E te la sei presa nel c**o mia cara principessa.]
siamo sempre ciò che mangiamo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Continuo a fissare l’invadenza del bianco sul mio curriculum. E non è proprio questione di horror vacui: ieri ho fatto un colloquio e la tizia mi ha fatto notare che l’avevo sparata troppo grossa. Onde per cui, in vista del "colloquio conoscitivo" -si ora la prima scrematura tra centinaia di giovani laureati comodi e disperatamente alla ricerca di soldi la chiamano così- di domani, direi che è il caso di rimediare alla svelta.
Capacità e competenze organizzative. Parliamone. Non so tenere in ordine nemmeno le mutande dentro il cassetto, che cavolo di capacità organizzative credi che abbia? Potrei scrivere che durante le scuole medie ho collezionato cucchiaini di plastica e che li avevo accuratamente suddivisi per sfumatura cromatica. Credo sia stato il momento di massimo splendore della mia capacità organizzativa. Senza contare che, accidenti, com’è che esiste pure una modalità standard di presentazione? Non basta essere un numero per l’università, per gli ambulatori medici, per le ricerche dell’ISTAT, per le Ferrovie di Stato... No: bisogna anche diventarlo quando si è alla ricerca di un lavoro. Costretti ad auto-omologarci a modelli prefatti, con gli appositi spazi da compilare e le rassicuranti frasi già pronte all’uso. Potrei sempre scrivere che so gestire malissimo i tempi per lo studio, figuriamoci sul lavoro. Tanto in ogni caso in un modo o nell’altro la zappata sui piedi troverei comunque il modo di darmela. Potrei schizzarci sopra un disegnino fallico giusto per dare l’impressione -per altro reale- che non mi prendo mai sul serio. Potrei lasciare in bianco. Potrei, come farò senz’altro, adeguarmi senza troppe pretese di originalità a qualche frase falsa e fittizia, ben articolata, ma che in sostanza non significa assolutamente nulla.
Parlare di se stessi è come parlare dei propri prodotti, voi credete a tutta la pubblicità che vedete? [M.J.W]
Disquisizioni menzoniane con gli ingegneri.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Spiegami di cosa mi dovrei vergognare. Però spiegamelo nel dettaglio, spiegamelo con precisione. Forse che sono una donna e non mi è concesso il diritto di ammettere ad alta voce che mi piace fare allamore? Forse che cè qualcosa di male se mi piace uno, due, dieci, cento uomini e non mi faccio problemi a immaginarmeli in versioni a luci rosse? Forse che cè della volgarità nel mio farmi lamore da sola quando mi va? Forse che solo se sei uomo puoi dilungarti in apprezzamenti sul sesso orale? Forse che una mentalità di tipo aperto deve assolutamente e indissolubilmente accompagnarsi ad atteggiamenti "facili"? Forse che noi donne dobbiamo per forza mostrarci deboli e indifese per accontentare virilità sempre più stantie e perdute? Forse che non ho mai usato scuse come mal di testa e non mi sono mai nascosta dietro una finta moralità atta solo ad occultare ciò che si desidera davvero?
Forse che mi sono rotta il c***o di giudizi facili e gratuiti. Forse che mi sono ancor di più rotta il c***o di sentirmi dire "mi ero sbagliato, ho dovuto ricredermi su di te, sei una persona che vale moltissimo"-
Forse che quando è troppo tardi, è davvero troppo tardi.
E verso un cielo in bottiglia vorrei non guardare mai! [Carmen Consoli]