Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 18 giugno 2012 - ore 20:48
Affacciati alla finestra amore mio.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Come è strano incontrarti di sera in mezzo alla gente
salutarci come due vecchi amici
Ehi ciao come stai?
quando un giorno di notte mhai detto "non ti lascerò mai"
quando un giorno di notte tho detto "non ti lascerò mai";
E adesso siamo occhi negli occhi
e non serve a niente parlare
ho la mappa di tutti i tuoi nei
la potrei disegnare
nei tuoi occhi ritrovo i miei giorni
di qualche anno fa
le domeniche senza far niente
e voglia di sincerità,
parliamo un po
raccontami quello che fai
sei la stessa che un giorno mha detto "non ti lascerò mai"
quando un giorno di notte mhai detto "non ti lascerò mai"
quando un giorno di notte tho detto "non ti lascerò mai" ;
Io ti cercherò
negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò
e dentro quegli sguardi mi ricorderò di noi
chissà se si chiamava amore.
[Jovanotti]
Il mondo è pieno di belle parole di 5 lettere.
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domenica 17 giugno 2012 - ore 20:51
ogni uomo è solo quello che scoprirà inseguendo le sue istanze dentro sè
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una ragazza balla perfettamente a tempo, perfettamente dimentica del mondo che la circonda, perfettamente in pace con se stessa.
I lunghi capelli castani si trasformano in onde sinuose che accarezzano l’aria con dolcezza cadenzata dai momevimenti della testa, le braccia disegnano in volo forme precise e liquide, i fianchi danzano con grazia superba.
Non posso fare a meno di pensare che è Bella con la "B" maiuscola, che si muove benissimo e che sa far fare al suo corpo qualunque cosa. Non posso fare a meno di immaginarmela in altri ambiti. E di provare invidia.
Dev’essere bello riuscire a lasciarsi andare completamente, sentirsi liberi di sentirsi fino in fondo, viversi e lasciarsi vivere senza esitazioni o titubanze, riuscire a darsi e a farsi dare. Anche -o solo- amore.
Non ci sono mai riuscita fino in fondo. Nè a ballare senza freni inibitori da sobria, nè ad appartenere o a farmi appartenere completamente a qualcuno.
Come se fossi sempre più mia del necessario. Come dovessi sempre trattenermi dentro ai miei confini.
Nulla da togliere alle oltrepassate. Che ci sono state e non si discute. Ma sempre a fatica, ma sempre in maniera violenta, ma sempre come scosse ingestibili.
Di fatto: troppo o troppo poco.
E’ un problema non da poco. Non offende solo me. Fa porre quesiti, dubbi, incertezze.
Mette in discussione certezze, crea disagio e incomprensioni.
Rimane il mio sentirmi goffa, ingombrante e poco maneggiabile.
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domenica 17 giugno 2012 - ore 11:03
ore spese per un weekend e un futuro che non cè
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sensi di colpa da cui venire assolti. Chi può dire di non averne?
E quel bisogno disperato di lingue ruvide da cui farci e con cui leccare i strazianti dolori di una quotidianità ripetitiva e quasi abulica che non è mai come la vorremmo.
Camminando per strada con la testa bassa, a controllare che i piedi seguano le direzioni giuste, senza far caso al tramonto che colora di arancio la vita, senza notare la giovane età di una mendicante malata, senza prestar attenzione alle lacrime di un bambino capriccioso.
La rassicurazione di abitudini che, sotto sotto, odiamo astiosamente. La ricerca affannosa di un diversivo da tirare fuori durante il weekend, il facciamo-qualcosa-di-diverso-nuovo-innovativo, salvo poi tornare alla solita monotonia settimanale dopo poche ore. E inveire contro il lunedì, ricominciando il conto alla rovescia per il venerdì.
Viviamo anche durante il resto della settimana, non solo il sabato e la domenica.
Chi siamo durante la settimana?
Chi sono io?
Chi sei tu?
E sta per finire un altro weekend
se ne va coi gol in tele il weekend
così poi aspetteremo il weekend
dimmi che sarà il più bello dei weekend
E sta per finire un altro weekend
se ne va coi gol in tele il weekend
così poi aspetteremo il weekend
dimmi che sarà il più bello dei weekend
[883]
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sabato 16 giugno 2012 - ore 15:14
deviazione professionale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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sabato 16 giugno 2012 - ore 14:51
Sala dattesa.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il tono troppo alto e falsamente disinvolto con cui la donna bionda dà lannuncio alle infermiere mi scuote dal mio torpore. Rabbrividisco cercando di rendermi conto di cosa possa significare perdere in un grumo di sangue le speranze e le attese di una nuova vita da stringere tra le braccia. Mi sforzo di non sentire nemmeno per empatia il dolore di una madre a cui il figlio tanto desiderato è scivolato fuori troppo presto.
Guardo il viso del compagno che si sente chiaramente di troppo e non comprende quale posto prendere in quel dolore così vasto per confortare e sostenere la moglie.
La giovane donna che siede di fianco a me ha i capelli nascosti da un velo e tre figli piccoli. Nel suo grembo iniziava a formarsi il quarto e non lo vuole tenere perchè non può mantenerlo.
Lo dice con tranquillità, dopo avermi chiesto se anche io sono incinta, se anche io ho già figli.
Dice di non poter accettare questa nuova gravidanza, di non sapere proprio come gestirla.
Sento montarmi addosso una rabbia violenta. Dallaltra parte della sala una coppia vive un lutto sordo e crudele, e questa donna vive un altro tipo di dolorosa rassegnazione. Da un lato una scelta che non avresti voluto, dallaltro una scelta che non vorresti.
E il peso della comprensione si fa così pesante che accolgo con sollievo la voce dellinfermiera che mi invita ad entrare nellambulatorio.
Abbiamo più rispetto per la morte che per la vita: una delle peggiori oscenità.
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giovedì 14 giugno 2012 - ore 20:41
Te lhan detto tutti quanti che per loro è facile
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi lascio rubare tempo e cuore da una mediocrità in cui non mi riconosco.
Mentre in unassurda speranza mi appello ad un errore, ad una svista, ad una disattenzione poco credibile e poco fattibile.
Chi vivrà vedrà.
Sapore di sconfitta sulle labbra che non so come lavare via.
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giovedì 14 giugno 2012 - ore 20:30
stasera non sono molto empatica, ma molto antipatica
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le coppie si fanno i regali, festeggiano un mese, sei mesi e poi gli anni a cena al Pigneto e poi tornano a casa che al FishnChips oltretutto cè fila. In macchina cala il silenzio, lei è scocciata e si guarda allo specchio. Lui fa finta di niente alza la musica e guida da brillo. Ma non li fermano quasi mai. Anche i vigili più stronzi non li fermano quasi mai.
Le coppie escono insieme e vanno ai concerti tenendosi strette: lui le ha fatto conoscere il gruppo ed essendo più alto labbraccia da dietro. Lei scherza sul fatto che in fondo il tipo che canta è piùttosto carino. Lui la ignora e per altri motivi più tardi sincazza. Ma non si lasciano quasi mai. Non arrivano al punto di rottura quasi mai.
La statistica afferma che spesso chi dà il primo bacio nel seguito del primo amplesso sarà quello che ne uscirà male.
Le coppie si dicono basta e sui social network non sono più amici. Lei comunque sostiene che lui abbia fatto di tutto per farsi lasciare. Dopo mesi lo incontra a una festa e guarda di striscio se laltra è più fica. Si dicono non rimaniamo estranei o nemici. Ma non ci riescono quasi mai. Neanche i meglio intenzionati ce la fanno quasi mai.
La statistica afferma che spesso il primo a staccarsi dal primo dei baci è lo stesso che alla fine dirà di troncare. [I cani]
Grazie a S. per avermi fatto scoprire il gruppo.
Anche se non era il momento per una canzone così cinica.
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mercoledì 13 giugno 2012 - ore 19:52
mi lasciavo sedurre dalle sue manie..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La gente non capisce le ossessioni. Un’ossessione non è una debolezza, un’ossessione è ciò che rende straordinarie le persone, ciò che le distingue dalla massa. Credete che staremmo ancora a parlare di Romeo e Giulietta oggi, a più di quattrocento anni dalla sua prima messa in scena, se i due piccioncini avessero seguito i consigli dei genitori e ognuno si fosse sistemato con un compagno più consono, in una palazzione neoclassica con quattro camente da letto e due bagni e mezzo, in un complesso residenziale nuovo nei sobborghi di Verona?
[Toni Jordan]
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mercoledì 13 giugno 2012 - ore 11:58
a meno che faccia un poco d’ombra tu, a meno che il sole non mi accechi più.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un anno fa scappavo senza che nessuno lo sapesse.
Un anno fa a cercare un albero grande sotto cui riposare.
Un anno fa a non trovarlo, ma a scoprire un’ombra migliore.
Un anno fa foto che non assomigliano più alla realtà.
Un anno fa capelli corti e troppi sandali nuovi.
Un anno fa tutto faceva male.
Un anno fa certe ore rubate riempivano il cuore di immenso.
Un anno fa non c’erano risposte.
Un anno fa non c’erano nemmeno le domande.
Ognuno di noi è anche frutto delle scelte di qualcun’altro.
Di genitori che non hanno chiesto il nostro consenso prima di metterci al mondo.
Di insegnanti capaci di massacrare l’anima a furia di voti mediocri.
Di amici che tradiscono.
Di amici che tradiamo.
Di malattie che ci infettano.
Di dolori che ci seviziano.
Di amanti che se ne vanno.
Di amanti che facciamo andare.
Di innamorati che rifiutiamo.
Di persone che ci rifiutano.
E’ la mancanza di controllo che ci frega. E’ l’essere plasmati sulla scia di decisioni su cui non abbiamo diritto di veto. E’ l’essere in balia della volontà di qualcun’altro.
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PERMALINK
lunedì 11 giugno 2012 - ore 21:43
..ho combattuto il silenzio parlandogli addosso..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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