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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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venerdì 6 aprile 2012 - ore 11:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ti voglio credere per come cammini
per le promesse che comunque mantieni
io ti voglio credere per quello che chiedi
e che non chiedi

è una città piuttosto dura
dipende quanto puoi pagare
e tu che sai quali porte aprire
sembri sapere come va a finire

sei qui per dire,
che il meglio deve ancora venire
che il meglio deve ancora venire

ti voglio credere perchè tu ci credi
perchè sei dolce tanto quanto sei dura
io ti voglio credere perchè sei sicura di qualcosa
ti vengo a prendere mi aspetto di tutto
e non dev’essere per forza perfetto
io ti vengo a prendere perchè ciò che è fatto
adesso è fatto

[Ligabue]

Mi siedo con le gambe incrociate e mi prendo il tempo per pensare alla canzone che vorrei: questa.
Manca sempre qualcosa, ma non manco più io. All’appello rispondo con "presente".
Ci sarà un giorno una resa dei conti che dirà se si aveva ragione oppure no. Intanto una sera per volta, una notte per volta compongo gli unici giorni che han veramente senso. E sarà un’altra sera alla guida con la mano che si allunga sul sedile del passeggero a trovarlo inesorabilmente vuoto.


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giovedì 5 aprile 2012 - ore 20:54


si può però morire per la fame che non hai...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Imparo dopo anni ad essere fottutamente e orgogliosamente MIA.
Che appartenere a qualcun’altro significa perdersi un po’. E mi trovata da così poco che non ho voglia di smarrirmi di nuovo.
Con le mani ripercorro i confini del mio corpo, disegno linee immaginarie e mi cospargo di creme e coccole. Con la stanchezza di una settimana di festa e la voglia -la voglia!- di farne ancora.
Sono mia.
Ma sono così sfinita che fatico un po’ ad abbracciarmi bene. Eppure resisto alla tentazione di braccia facile.
Solo i baci mi fregano. Da sola non si può.
Pensiero di labbra di cui non conosco il sapore.
Ma sono mia. E per stasera mi basto in silenzio, mi ripasso in silenzio, mi lascio dormire. In silenzio.



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giovedì 5 aprile 2012 - ore 15:02


fumi del barismo cordiale, ovvero le memorie di un mercoledì universitario
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A. L. ed io arriviamo in zona e non fatichiamo a capire qual è l’appartamento della festa: ne esca un baccano infernale. Per un attimo mi chiedo quanto ci metteranno ad arrivare i carabinieri, ma scaccio il pensiero e lascio che le altre suonino il campanello.
Ci metteno un po’ ad aprirci e questo ci lascia il tempo di chiederci se per caso questo imbucamento di due ore postumo rispetto all’orario di inizio della festa non sia per caso inopportuno. Comunque alla fine ci aprono e saliamo.
La scena che ci si apre davanti ha un che di pittoresco e insano: pavimento appiccicoso, coppie avvinghiate, tanti bicchieri in giro, niente alcolici, niente analcolici e un forte odore di fumo. Veniamo subito addocchiate da un gruppo di ragazzi che con la scusa di attaccare bottone ci sfila dalla mani una delle bottiglie che abbiam portato: a fine serata ho avuto modo di ringraziare il furbo sconosciuto per questa maleducazione.
Non serve una laurea per capire che di sobrio in giro non c’è proprio nessuno. Mi parte spontanea un’imprecazione mentale. Perdiamo subito L.. Io e A. rimaniamo vicine e parlottiamo tra noi. Arriva un nuovo gruppetto di ragazzi. Iniziano a provarci. Pesantemente. Ci scocciamo e cambiamo posto.
A fatica riusciamo a muoverci nell’affollamento che pervade il salotto. Ci sediamo sul divano, facciamo un paio di foto, ci dvertiamo a guardare e commentare la gente ubriaca.
Ad un certo punto attacco rogna con un tizio eccessivamente insistente. Brutto approccio e, probabilmente, un’anima ancora più brutta. Chissà perchè mi viene in mente un episodio in cui qualcuno mi aveva riferito di essersi sentito spesso ripetere di avere un’anima buona.
Comunque, facilmente immaginabili, arrivano le lamentele dei vicini. Tutti sono caldamente invitati ad uscire. Noi siamo praticamente le ultime ad uscire per qualche fatica a ritrovarci.
La serata si conclude a sparar cavolate per le vie del Portello. Nego numero e contatto fb al rompipalle invitandolo ad "andare a defecare". Ultima tappa da Gianni, dove approfittiamo della generosità di uno spasimante di L. e ci dividiamo uno spritz in tre. Poi me ne torno alla macchina, accompagnata da un tizio grande e grosso che dopo aver osservato silenzioso tutta la sera i suoi amici che approcciavano, pensa finalmente sia arrivata la sua occasione. Rimane deluso quando, arrivati al parcheggio gli dico "Bene, questa è la mia macchina. Grazie. Ciao" e gli chiudo la portiera praticamente in faccia.
Guido quindi verso casa, prendendo uno spauracchio per una curva presa un po’ alla cacchio, rendendomi conto di quanto sia precaria la vita e di quanto tutto in quella serata sia stato approssimativo. Approssimativi i tentativi di cocktail economici, approssimativi gli approcci di tutti i pippaioli, approssimativa la mia voglia di star là, approssimativa la necessità diffusa di tracannare quanto più alcool possibile per divertirsi, approssimative le modalità di festeggiare, approssimativo un po’ tutto.

Morale della favola: mai più ad una festa organizzata da ingegneri: troppi uomini, troppo testosterone e troppa poca voglia di far bene.
Riporto uno dei dialoghi più significativi della serata:
-Sai, avresti anche rotto le palle da un pezzo...
-Eh, ma uffa sei proprio una f**a di legno!
-Non è che con te si possa essere altrimenti, eh. E comunque ti assicuro che se almeno ogni tanto mi guardi in faccia, non succede niente. Sono solo tette e non occorre che le controlli ogni due secondi: rimangono sempre lì, non è che si trasformano e tra un po’ me ne cresce un’altra!
-Ah... Bè, comunque me lo lasci il numero?
-NO!
-E il contatto fb?
-NO!
-E stasera me la dai?
-Direi proprio di NO!
-E allora vaffan***o!
-Piuttosto che continuare a parlare con te ci vado più che volentieri!


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mercoledì 4 aprile 2012 - ore 19:05


Bum bum bum
(categoria: " Vita Quotidiana ")



SONO UN’EMERITA E FOTTUTA IDIOTA.
La seduta è tolta.


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mercoledì 4 aprile 2012 - ore 18:40


un conto è sentire che riesci a lasciarti dormire
(categoria: " Vita Quotidiana ")


un conto è la rabbia che provi a 20anni
un conto è la rabbia a 40
un conto che intanto non sembra cambiare mai niente.

[Ligabue]


Sei tossico sempre di cose che non sono tue.
Certo però che qui si esagera.
Vasco canta ’na roba tipo "Chiedi amore così/Come a chiedere di/Di buttarsi nel cesso/Tanto tu non lo sai/quello che vuoi". E stai seriamente a pezzi (come la C.) quando ti rendi conto che una brutta parte di canzone ti descrive più di quanto vorresti.
Sempre citando Vasco, di sicuro non sono la prima e di sicuro non sono nemmeno la più serena. Ma di farsene una ragione ancora non se ne parla.
Invidio la certezza ingenua, ipocrita e ingiustificata di coloro i quali giurano e spergiurano di essere indenni da certe cose. Capita a tutti. Prima o poi capita a tutti.
Ergo, vado a chiedere il conto. Non sarà gratis, ma passo alla cassa con l’amore che posso.


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lunedì 2 aprile 2012 - ore 20:33


Paranoia’s time
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un freddo più pungente
Accordi secchi e tesi
Segnalano il tuo ingresso
Nella mia memoria
Consumami distruggimi
E’ un pò che non mi annoio
Aspetto un’emozione
Sempre più indefinibile
Teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi
Se tu ti proponessi di recitare te...

[CCCP]


Perditi a pensare a tutto quello che vuoi.
Avevo una canzone di Bebe in mente stamattina, mentre programmavo la serata e consideravo che a breve le scarpe nuove mi avrebbero fatto dannare il piedino Sauro con una maxy vescica.
Perditi a pensare.
Oppure perditi e basta.

In ogni caso: vescica presente e degna di nota (dolorosa).
E poi, e poi sono delusa da Zafòn, probabilmente ho beccato il libro sbagliato, o probabilmente son io che non vado d’accordo con i best-seller.
Bah bah bah.

Ahora no estas aqui.
Ahora no estoy aquì.
Abrazame para que piense alguna vez en ti.

[Bebe]



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domenica 1 aprile 2012 - ore 14:16


wake me up
(categoria: " Vita Quotidiana ")



La ricerca in google immagini di "scappare" mi dà come suggerimento "scappare insieme". Sto c***o: io scappo sola, bisogna essere sempre autonomi e autosufficienti.
Così anche nel pomeriggio mi accingo a partire un’altra volta da sola. Destinazione "spritztradonneinaciditedallamancanzadisesso".
Comunque anche le domeniche marce di noia riservano soddisfazioni da tenere in considerazione, come riprovare a fare il pollo al limone e riuscirci miracolosamente.


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domenica 1 aprile 2012 - ore 10:26


sunday morning
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Un altro risveglio senza te.

Ci abbracceremo ancora
più stretti di un anello
che non toglierò
e chiederemo al mondo
che male abbiamo fatto
per restare qui
dimmi se ti ho perduto
e quante volte hai cercato me
io di pensarti non ho smesso neanche un attimo
ci meritiamo l’eternità.
Dimmi se,
senti me
come fossimo una cosa sola

[Giorgia]


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sabato 31 marzo 2012 - ore 14:05


tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le cose non vanno mai come credi
il cuore è pieno di lacrime rotte
il tempo è ladro di cose mai dette.

[Giorgia]


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