entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 22 marzo 2012 - ore 21:11
almeno per ora
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi mi ha chiamata R. per sapere come stavo. Non è vero: mi ha chiamata per avere qualche particolare scabroso su com’è andata. Le dico la verità: ufficialmente sono 5 mesi, nella pratica sono ormai quasi 10. Mi ha chiesto se sto bene, se me la cavo anche da sola. Ho detto di sì. E mi sembra anche ovvio che me la cavo, se no come avrei superato questi mesi?! Mi ha chiesto se sto bene così. Ecco, questa è stata una domanda molto più interessante. Sto bene così? Onestamente no, ma lei non avrebbe capito i motivi: le mancano particolari, dettagli (che poi non sono proprio dettagli) che non le ho rivelato. Mi sono limitata a dire di sì. E a dirle che si va avanti in ogni situazione. Che onestamente, voglio dire, non è che non mi capiti di ripensarci, eh. Anzi. Però è come quando si rompe qualcosa e lo incolli con la vinavil perchè non hai l’attack a portata di mano. Ecco, io sono così: mi si è rotto qualcosa e a metterne insieme i pezzi si vedono le fratture, i segni. Non sono più in grado. Non sono più in grado di pensare a una vita a due. A fare la spesa, a cucinare per un altro, ad uscire con lui, ad aspettare le sue chiamate, ad accettare le litigate, i suoi malumori, a far accettare i miei. E il letto. Non sono più in grado di immaginarmi a dormire al fianco di qualcuno. Non per tutta la vita almeno. Per non parlare dei progetti. Non sono più in grado di scendere a compromessi per far combaciare due destini in uno solo. Non sono più in grado. Almeno per ora.
solo lamore inappagato è davvero romantico.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
-Sono Juan Antonio. Vorrei invitarvi tutte e due a venire con me a Oviedo. Mangiamo bene, beviamo e facciamo lamore. (Juan Antonio)
-Io ci vengo in camera tua. Ma tu dovrai sedurmi... (Cristina)
-Siamo fatti luno per laltra e non siamo fatti luno per laltra: è una contraddizione. (Juan Antonio)
-María Eléna dice che esistono molte verità. (Cristina)
-María Eléna diceva sempre che solo lamore inappagato è davvero romantico. (Juan Antonio)
-Il trucco è di godersi la vita, accettando che non abbia alcun significato, nessuno! (Juan Antonio)
-[Cristina] a livello mentale è unadolescente e, essendo romantica, tende allautodistruzione, quindi per un breve momento di passione è capace di perdere completamente ogni senso della misura. (Vicky)
-Non vedo il motivo di etichettare ogni cosa. Io sono io... (Cristina)
-Cristina continua la sua ricerca, sicura soltanto di quello che non vuole. (Voce fuoricampo)
[Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà. Vicky Cristina Barcelona. Regia di Woody Allen.]
in scioltezza (e non metaforicamente)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I wanna cry, why? I don’t know why maybe I’m sick but I feel fine. I wanna cry but I don’t know the reason why I wanna cry, why? I don’t know why.
I wanna cry, why? I don’t know why maybe it’s you could I be the one. I wanna cry but you are not the reason why. I wanna cry, why? I don’t know why.
Sometimes you lose the reason to be alive sometimes you could be a cloud flying in the sky sometimes you need tears wetting your eyes sometimes you feel that you just wanna cry.
I wanna cry, why? I don’t know why. I wanna cry, If you don’t mind. I wanna cry, it doesn’t matter why. I wanna cry, for you, for us. I wanna cry because I’m alive [Jarabe De Palo]
a caccia di lanterne prendendole per lucciole
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Spesso il male di vivere ho incontrato lho salutato e me ne sono andato diciamo che non siamo amici ma ci rispettiamo non è indifferenza ma senso reciproco di presenza tempo per lamentarmi non ne ho neanche per un po posso permettermi di piangere o lamentare mancanze se cè una cosa che mi manca è la mancanza se cè una cosa che mi manca è solo un po di nostalgia [Lo Stato Sociale]
Per carità molto meglio le banalità!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sono rotto il c***o di questa città degli aperitivi a 10 euro e il clima di terrore a gratis Mi sono rotto il c***o dei giovani di sinistra, arrivisti bugiardi senza lode gente che in una gara di idiozia riuscirebbe ad arrivare secondo [Lo Stato Sociale]
E cè da dire che il paisello si sente un po una Bologna di seconda mano: sforna musicisti, cantanti e gruppi a tutto spiano. Come se con in mano una chitarra fossero tutti artisti. E soprattutto affermati. Spicca tra gli sbarbini con sete di fama una non più giovane pseudo imitazione mal fatta di Gianna Nannini. La partecipazione ad un paio di concorsi (NB: partecipazione, non vittoria) le dà talmente motivo di vanto e di sfoggio di dubbie capacità e talenti, da non ritenere più necessario salutare i comuni mortali incontrati per strada. La suddetta passa le giornate in fb a intasare le bacheche altrui nel vano tentativo di pubblicizzarsi in giro, chiedendo voti, "mi piace" e un po di attenzione. Dio che tristezza. Tutti che hanno bisogno di notorietà, di diventare "qualcuno". Come i concorrenti dei nuovi quiz che ridicolizzano sè stessi alla disperata ricerca di affermarsi come "diverso", come "speciale". Ed è questa menzogna la più grande delusione che cè da affrontare: non tutti diventano famosi, non tutti magicamente si trasformano in imprenditori, non tutti vengono designati per il Nobel. Preferisco la mediocrità che la spasmodica ansia a sfruttare ogni occasione buona per aggiudicarsi gli agognati 5 minuti di notoreità. Meglio essere nessuno con dignità, che un deficiente conosciuto da tutti.
mi sono rotta il c***o del mio stomaco
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sono rotto il c***o delle signorine che vogliono fare un sacco di cose ma non ne sono in grado e se ne accorgono tardi e allora 800 euro per la reflex, 300 per yoga 200 per i peli dal c**o e altri 600 d’affitto per emanciparsi Mi sono rotto il c***o della puzza di piscio nelle zone industriali e la puzza d’industria nei giardini pubblici di tutti al lavoro in auto una persona per auto per finanziare meglio l’E.N.I. [Lo Stato Sociale]
Qualcuno mi procuri un estintore per lo stomaco. Brucia brucia brucia.
por verte sonreir
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mentre il mio stomaco urla bruciori sconosciuti, sbatto la testa contro il muro di km che mi separa da ciò che vorrei vivere. E la prospettiva poco obiettiva delle cose che mi fa sentire dal lato corretto, quandinvece è evidente che sono completa e completamente dalla parte sbagliata? In una puntata del cartone, Mr Bean e la su fidanzata passavano la serata a fare una gara facendo saltellare pesciolini di carta con dei giornali. Una delle immagini più tenere che abbia visto ultimamente, nellla sua semplice ingenuità. Lamore fatto di naturalezza, spontaneità, sorrisi e stare insieme.
Giustificare i loro comportamenti, i loro allontanamenti. Chiediti fino a che punto sei disposto ad accettare tutto ciò. E non centra il bene che vuoi loro. È che tutto ha limite. [G. P. De Felice]
solit(a)udine domenicale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Colazione alle 9 di mattina. Quattro ragazze inacidite dagli eventi e dagli anni delle superiori che pian piano diventan sempre più distanti. Non mi risparmio di considerare che son tutte più magre di me. E quindi evito la brioche e mi riprometto di mettermi a dieta ferrea (per le successive tre ore almeno). Tra un pettegolezzo e l’altro salta fuori che R. aspetta un altro figlio. R. ha la mia età, una figlia di 4 anni ed è in attesa del secondo. E il mio orologio biologico ticchetta più forte al tempo che passa. Un paio di conti in tasca non posso fare a meno di farmeli, mentre son l’unica che beve cappuccino e non latte macchiato all’orzo. Son anche l’unica che si dedica all’alcool e non disdegna qualche cicchetta ogni tanto. Eppure son pure l’unica che inizia a sentire con sempre maggiore intensità qualcosa dentro quando si parla di bambini. Non credo si possa ridurre tutto ciò a "istinto materno", credo piuttosto sia consapevolezza del fatto che non ho un cavolo di niente tra le mani. Voglio una carezza ai capelli.