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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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sabato 20 agosto 2011 - ore 14:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


-Io vi avrei anche fatto parcheggiare più vicini ma poi LEI (indicando me, unica ragazza del gruppo alla guida) non sarebbe più riuscita a tornare indietro perchè è pieno di sensi unici...
-Senti Bella Gioia, cosa credi? Che perchè sono una donna non sono in grado di gestirmi in qualche senso unico? Ti farei ben notare che sono perfettamente autonoma ed autosufficiente e che son sempre riuscita ad arrivare dove dovevo arrivare da sola e senza l’ausilio di navigatori come certa gente. E soprattutto ti rendi conto che siamo in un paese di campagna che avrà si e no 4 strade in tutto?
- Va bene, va bene, senza che ti scaldi. La prossima volta non mi preoccuperò più per te.
-Sì, ti conviene. Non ho di certo bisogno di un uomo che mi indichi la strada o che si metta alla guida della mia macchina. So arrangiarmi benissimo da sola.


-Buonasera, ce l’ha un tè alla pesca?
-No, il tè alla pesca non ce l’ho tesoro.
-[Tesoro tua sorella zoccola] Va bene. Al limone c’è?
-No, tesoro, nemmeno al limone.
-[Dagli con questo tesoro] Allora dammi una birra. Almeno quella c’è?
-Ma, tesoro, non sarebbe meglio un’aranciata, una cocacola? Guarda che ce le ho l’aranciata e la cocacola.
-[Dì un’altra volta tesoro...] La birra va benissimo.
-Ho anche l’acqua...
-Davvero, desidero una birra.
-Sicura?
-Non ho intenzione di passare il resto della serata così. Sono maggiorenne, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e desidero una birra.
-Va ben tesoro, contenta ti...


Simpatici dialoghi per ricordarmi che vivo in una zona fondamentalmente maschilista.
La donna vien sempre dopo, la donna è sempre meno importante, la donna deve sempre compiacere l’uomo. La donna cura la casa, la donna ha uno stipendio inferiore, la donna ha come unico scopo nella vita quello di sfornare un pargolo dietro l’altro e stirare i pantaloni dell’ipotetico marito. La donna da sola non ce la fa, la donna ha bisogno di essere scarrozzata in giro, la donna non sa cambiare una lampadina.
C’è che è vero che non so cambiare una gomma bucata o tirarmi su la catena della bici. E c’è che ho voglia di imparare. Anche per avere un’idea vaga di come funziona un motore, che sia della lavatrice o dell’auto. Non ho voglia di dipendere da nessuno.
C’è anche che non rientra nei desideri più ardenti il clichè bravo ragazzo, quello col lavoro sicuro, che guadagna bene, che ti sposa, che ti compra le pentole, che ti dà dei figli, e che al sabato ti porta al centro commerciale.
Voglio qualcosa di diverso. Ho, come dice mia madre, la testa piena di sogni e belle idee. Ed un cuore grande, troppo grande. Uno di quei cuori che non si accontentano e sono condannati all’eterna insoddisfazione.


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sabato 20 agosto 2011 - ore 13:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")



"La giusta distanza" film ambientato nel Polesine, luogo in cui ho passato gran parte dell’infanzia. Dove sono cresciuta insomma.
Un film che mi ha riportato a posti e luoghi che non ho dimenticato, ma che non ho voglia di rivedere. Diciamo che non mi piace questo genere di nostalgia. Anche se un po’, lo ammetto, tutti quegli spazi aperti mi mancano. E mi manca il mare. Il mare mi manca da morire.
Detesto chi mi chiede se sto meglio qui nella pianura padovana o se preferivo quella rodigina. E se per me fosse indifferente? E se per me un luogo valesse un altro? E se per me "casa" fossero le braccia di qualcuno?
Non voglio essere legata a luoghi. Solo a persone. In quelle sì mi concedo di mettere radici.
Anche se a volte succede di venir sradicati.
Anche se a volte...


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sabato 20 agosto 2011 - ore 00:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ho visto nessuna stella cadente. Nessuna speranza che un desiderio si possa avverare.
Ma io lo esprimo lo stesso. Che non si sa mai.
Ho quantomai bisogno di sognare. Senza risvegli traumatici possibilmente.


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giovedì 18 agosto 2011 - ore 13:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")





...ma non ho scelto io di stare qui con l’uomo nero
appena lui mi lascia
è con voi che voglio stare...

[Luciano Ligabue]
Abbiamo tutti un uomo nero da ricordare. Magari contro cui combattiamo ancora.
Dove vanno a finire la paure di quando siamo bambini? E le piccole manie? E i desideri rivolti alle stelle cadenti? E le preghierine che ci insegnavano a dire prima di addormentarci?
Ma non l’ho scelto io. Non sono stata io a scegliere un sacco di cose in cui, mio malgrado, mi trovo dentro.
Ho voglia di piangere sul latte versato.
Sulle ingiustizie.
Sui vestiti firmati di M. che, non paga le tasse universitarie, ma non ha problemi di shopping e giudica dozzinali i saldi e negozi in cui vado.
Sulla famiglia che non ho scelto, ma che comunque mi tocca tenermi e anzi ringraziare "che poteva andare peggio".
Sulla mia situazione sentimentale. Che prima o poi dovrò affrontare con serietà. Ma è sempre meglio poi che prima.
Sugli amici di sempre. Un calcio nel sedere senza "grazie e arrivederci". Quelli che si sono volatilizzati nel momento del bisogno. Quelli che no, non fan neanche più male. Ed è così da un po’.
Sulle mie certezze sbriciolate.
Sull’istintivo ritrarmi quando una mano mi si avvicina al viso.
Sull’automatico nascondere le mani se qualcuno cerca di guardarle.
Sul mio sguardo troppo diretto che infastidisce le persone.
Su quella che vorrei, ma non riesco mai ad essere.
Non ho mai saputo fingere.
Fingere no. Ma mentire sì.
Fingere no.
Ma mentire sì.


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mercoledì 17 agosto 2011 - ore 09:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[Riferendosi ad un volontaria arrivata al campo solo per passare l’ultimo weekend]
-Ma lei rimmarrà con noi per sempre?


Il "per sempre" di M., ragazza con la sindrome di Down, dura una cosa tipo tre giorni e due notti. In quel contesto specifico, durava fino alla fine della settimana di campo che stavamo facendo al mare.
E i nostri "per sempre" quanto durano? Fino alla fine dei giorni, o hanno anche loro, come quelli di M, una scadenza più o meno specifica?
Mah, così, mi trovavo a riflettere su tutti i "per sempre" che mi son stati detti. A quelli persi per strada, a quelli ancora validi.
Anche a quelli che ho detto io. Con la sicurezza del momento. Con la convinzione dell’istante. Con la sincerità di un sentimento.
Frego a Ligabue le parole: è un peccato per quelle promesse oneste, ma grosse...




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martedì 16 agosto 2011 - ore 21:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Non mi prendi mai sul serio: 5 giorni ho detto e 5 giorni saranno. Nemmeno uno in meno. Forse qualcuno in più.
Le lacrime peggiori sono quelle che non ti aspetti.
Quelle che scendono nei momenti sbagliati, quando assolutamente non dovrebbero, quando assolutamente non le vorresti.
Quelle che escono per un nonnula che rievoca un tutto.
Quelle che ti fregano e ti costringono a pensare a quello a cui non vorresti.
Oggi pomeriggio un pezzo di canzone.
Un pezzo di anima che ti ho regalato mesi addietro.
Quando mi affannavo per salvare tutto.
Quando mi facevo in quattro per farti ritrovare lo spirito che ti e ci contraddistingueva.
Quando sbattevo contro la fortezza di indifferenza e noncuranza dietro cui ti sei trincerato.

che ne diresti
di comprare un nuovo calendario
ed inventarci finalmente un tempo nuovo?

[Artemoltobuffa]


Suonano pesanti i miei passi. Suonano pesanti pure i miei ricordi.
Tutte le parole, i gesti, i pensieri, i sorrisi, gli abbracci, i baci.
Tutti quelli che ti ho regalato senza chiedere nulla in cambio.
Perchè sapevo amarti solo così. Con l’ingenua leggerezza e serietà di una quindicenne di fronte al grande amore.
Non so se saprò riservare a qualcun’altro la stessa tenera dolcezza e premura che riservavo a te e al nostro rapporto.
Non so se saprò fare per qualcun’altro le pazzie che ho fatto per te.
Perchè ad un certo punto si cresce e si perde il coraggio dei gesti dettati solo dai sentimenti, dei regali che non valgono nulla economicamente, ma che lasciano un segno dentro.
Diventerò banale anche io? Smetterò di regalare oggetti fatti con le mie mani? Smetterò di accompagnare ad ogni pensiero un bigliettino? Smetterò di dedicare canzoni ed emozioni?
Cos’è tutta questa paura di cambiare, di invecchiare? L’arrivo dei 22?
No, penso più che altro di essere stanca.
Stanca di ascoltare scuse e giustificazioni. Inappropriate. Inaccettabili. Inutili.
Stanca di essere quella comprensiva, quella che deve capire, accettare, sopportare.
Stanca di esserci e non trovarti.
Stsanca di illudermi e disilludermi in rapidità.
Stanca. Stanca morta.
Davvero.

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martedì 16 agosto 2011 - ore 11:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giovane e ingenuo
io ho perso la testa,
sian stati i libri
o il mio provincialismo,

e un c***o in c**o
e accuse d’ arrivismo,
dubbi di qualunquismo,

son quello che mi resta.

[Francesco Guccini]


Il paisello sempre il paisello rimane.

-Buongiorno cara, come andiamo?

-[Dio, no la pettegola del paese, no!] Bene grazie, un po’ di fretta perchè, a dire la verità, devo tornare a casa a studiare...

-Brava brava e che cosa studi di bello?

-Psicologia.

-Ah. E perchè l’hai scelta? Non potevi fare qualcosa di più serio, di più
utile? Che ne so, scienze infermieristiche? Una cosa più adatta ad una donna insomma.

-A parte che Psicologia è una facoltà seria e utile e che il sesso degli iscritti è prevalentemente femminile, a me piaceva questo e questo ho scelto.

-Sì sì, ho capito io, ma devi anche pensare al lavoro...

-Tanto non ce n’è per nessuno.

-Sì, ma con una professione più seria...

-[E dagli con sta professione più seria!] Sono sicura che saprò cavarmela benissimo. Adesso guardi, devo proprio andare...

-Ma quindi te ti fermi ai tre anni spero...

-No a dire la verità pensavo di continuare con gli altri due.

-E dopo andrai finalmente a lavorare spero..

-[Ma spera un po’ per i cavoli tuoi vecchia impicciona] Sì, poi andrò a lavorare, ma nel frattempo continuerò a studiare per diventare psicoterapeuta.

-Oh Signore, proprio la strizzacervelli vuoi fare. Ciò, ma no te ghe mia intension de farte ’na fameja?

-[Strizzacervelli tua sorella zoccola! E poi farmi una famiglia?! Che esagerazione, a me basta farmi quello più figo della famiglia !] La famiglia ovviamente rientra nei miei progetti, ma non in quelli immediati, prima ho intenzione di affermarmi nel lavoro. O quanto meno provarci...

-Ma tu sei una donna! Queste cose lasciale fare agli uomini. Figuriamoci, una donna che si afferma nel lavoro! Allora dillo che non ti interessa sposarti e fare figli!

-Ma veramente io...

-Devo proprio ringraziare il cielo che la mia Jessy ha deciso di fare la scuola per parrucchiera. Lei sì che è una persona concreta, non certo come te... Poveri i tuoi genitori....

-Ma... ma... ma...

[E se ne andò. Lasciandomi amareggiata a chiedermi dove ho sbagliato.]


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lunedì 15 agosto 2011 - ore 21:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


combattere la propria dipendenza
dipendenza dipendenza
riuscire in qualche modo a fare senza
a fare senza fare senza
capire dove sta la differenza
fra il vizio e l’esigenza
è una questione di coerenza di coerenza

[Daniele Silvestri]

Sei tossico sempre di cose
che non sono tue

[Luciano Ligabue]

Sbatto sempre contro le stesse considerazioni.
Non mi rinnovo mai.
Sempre gli stessi identici fottuti tric e trac.
Mancanza di fantasia suppungo.
Anche mancanza di qualcos’altro devo dire. Di cosa? Ma ovvio: sempre di qualcosa che non posso avere. Sempre di qualcosa che non è mio.
Io chiuderei in questa maniera:


Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare!
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...

Io tutto, io niente, io s*****o, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

[Guccini]

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domenica 14 agosto 2011 - ore 21:00


un nome
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Synonyme d’amour, de paix et de joie,
un personnage dont le non incarne toutes ces définitions
ne doit jamais rester seul et sans défense
car c’est comme si on ne croyait plus à l’amour
Elle est la racine de tout le bonheur des hommes

[Mamadou Diallo]

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