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"Sapevo che non sarebbe durato, che questa pace sarebbe volata via come se mi venisse strappata dalle braccia, e io l’avrei inseguita, io, la più disperatamente sola tra tutte le creature di Dio, per riportarla indietro."

Da ’Intervista col Vampiro’, Anne Rice


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martedì 1 maggio 2007 - ore 20:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per la prima volta in cinque anni, oggi, traducendo il latino, mi sono letteralmente spanciata dalle risate.
Dice Apuleio nelle ’Metamorfosi’: " Con una sola parola ha trasformato un suo amante che l’aveva lasciata per un’altra in castoro, poichè questo animale, temendo la cattività, si libera dei suoi inseguitori recidendosi i testicoli".

Ma dico... Che senso ha autocastrarsi per salvarsi la pellaccia? In che modo diventare un eunuco risparmierebbe al castoro dal fare una brutta fine? Se gli va male muore dissanguato sul posto, se gli bene potrà per sempre dire addio alla sua mascolinità!!
O Apuleio prima di scrivere questa roba si è fumato una canna all’erba cipollina, o il castoro è senza ombra di dubbiol’animale più idiota di tutto il creato!
Da queste semplici considerazioni, la mia mente malata è subito partita per la tangente...
Un castoro se ne sta tranquillamente a prendere il sole sulle rive di un fiume, quando, all’improvviso, da dietro i cespugli compaiono due agguerritissimi cacciatori, uno dei quali regge, appoggiato sule spalle, un mucchietto di quelle che hanno tutta l’aria di essere pellicce di vari animali.
I cacciatori fanno per avventarsi sulla povera bestia, ma il castoro, per nulla intimorito, balza in piedi di scatto.
"Ah ah!" dice. "Volete farmi secco? E io mi taglio i coglioni!!! Così imparate!!"

Oddio.... A me fa scompisciare.... Uh uh uh.....

- PERMALINK



martedì 1 maggio 2007 - ore 13:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Palle.
Doppie palle.
Triple palle!!!!
Mi sono già stufata......
Ma chi me l’ha fatto fareeeeeeee???
Ok ok... cazzeggiatina di pausa e poi di nuovo sotto....
Un tale di nome Apuleio mi aspetta con le sue ’Metamorfosi’, poi mi lascerò intrattenere dalla ’Guerra Giudaica’ di Giuseppe Flavio (un pirla semisconosciuto, ma che disgraziatamente compare nel mio libro di letteratura greca)
NON HO VOGLIA!!!!!!!!!!!!!!
Che vita triste........

- PERMALINK



martedì 1 maggio 2007 - ore 11:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ok. Adesso basta cazzatine.
DEVO ANDARE A STUDIARE.
In fondo è per questo che mi sono bruciata il mio primo maggio, no?
Me misera.................

- PERMALINK



martedì 1 maggio 2007 - ore 11:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


WILLIAM SHAKESPEARE– "Sonetto 8"


Tu che sei pura musica perché ti ascolti con tristezza?
La dolcezza non fa mai guerra alla dolcezza,
La gioia si nutre di gioia:
Perché sembri amare ciò che non gradisci

E spesso accogli con piacere la tua noia?
Se gli armoniosi suoni di note intonate,
In perfetto assieme ti offendono l’orecchio,
Questo denuncia in te una mente confusa,

Nella pochezza delle parti, incapace di goder l’insieme.
Guarda invece come ogni corda, unitamente a un’altra
Vibra su ognuna in ordine amoroso,

Sembran quasi padre, figlio e felice madre,
Che tutti insieme un sol suono cantano:
Ebbene queste mute voci riunite in un solo coro
In armonia dicono: da solo tu non sarai nessuno.






Ah... Shakespeare.... Un altro dei miei amori.
I suoi sonetti mi scaldano l’anima, quando è fredda, e preservano il suo tepore nelle rare volte in cui è calda. Li sfoglio spesso, semplicemente aprendo il libro a caso e cominciando a leggere da lì, senza una logica precisa... Il mio piccolo Vangelo.

Non per ostentazione di cultura dico questo, ma perchè credo che se noi tutti prestassimo più attenzione a ciò che hanno da dirci i grandi poeti, troveremmo risposte persino più numerose delle domande che ci poniamo.

- PERMALINK



martedì 1 maggio 2007 - ore 11:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Questo è Tidus, un personaggio della serie di videogiochi di Final Fantasy (io non ci ho mai giocato, francamente.. ma mi dicono che è una gran figata..). L’ho beccato per caso cazzeggiando tra il motore di ricerca immagini di Google, e l’ho trovato così caruccio e...DECORATIVO che non ho potuto fare a meno di piazzarlo qui in mezzo alle mie piccole stronzate!

- PERMALINK



martedì 1 maggio 2007 - ore 10:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tristezza.....
Depressione...
Amarezza.....
Oggi saranno tutti in giro a spassarsela per il primo maggio, mentre io.... A CASA A STUDIARE!!! Tanto per cambiare.
Oddio...
Ma chi li ha inventati gli esami di stato??
Che due coglioni.
Vi prego, uccidetemi!!!!!!




OSCAR WILDE – "Ahimè!"

Vagare alla deriva dietro ogni passione finché l’anima mia
Sia un liuto accordato su cui tutti i venti possano suonare;
Per questo dunque ho abbandonato
La mia antica saggezza e il mio controllo austero?
La mia vita mi sembra un palinsesto
Su cui durante un ozio di ragazzi
Siano state vergate futili canzoni per zampogna e virelai,
Buone solo a sciupare il segreto del testo.

Certo vi fu un tempo in cui avrei potuto percorrere
Le sommità assolate, e dalla dissonanza della vita
Trarre un limpido accordo, onde raggiungere le orecchie di Dio:
Quel tempo è morto? Ah! Con una bacchettina
Sfiorai appena il miele dell’avventura...
E debbo perdere il retaggio di un’anima?







- PERMALINK



lunedì 30 aprile 2007 - ore 21:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")








- PERMALINK



lunedì 30 aprile 2007 - ore 21:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo".
Virginia Woolf




- PERMALINK



lunedì 30 aprile 2007 - ore 13:30



(categoria: " Vita Quotidiana ")


GIACOMO LEOPARDI – "L’ultimo canto di Saffo"

Placida notte, e verecondo raggio
Della cadente luna; e tu che spunti
Fra la tacita selva in su la rupe,
Nunzio del giorno; oh dilettose e care
Mentre ignote mi fur l’erinni e il fato,
Sembianze agli occhi miei; già non arride
Spettacol molle ai disperati affetti.

Noi l’insueto allor gaudio ravviva
Quando per l’etra liquido si volve
E per li campi trepidanti il flutto
Polveroso de’ Noti, e quando il carro,
Grave carro di Giove a noi sul capo,
Tonando, il tenebroso aere divide.

Noi per le balze e le profonde valli
Natar giova tra’ nembi, e noi la vasta
Fuga de’ greggi sbigottiti, o d’alto
Fiume alla dubbia sponda
Il suono e la vittrice ira dell’onda.

Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella
Sei tu, rorida terra. Ahi di cotesta
Infinita beltà parte nessuna
Alla misera Saffo i numi e l’empia
Sorte non fenno. A’ tuoi superbi regni
Vile, o natura, e grave ospite addetta,
E dispregiata amante, alle vezzose
Tue forme il core e le pupille invano
Supplichevole intendo. A me non ride
L’aprico margo, e dall’eterea porta
Il mattutino albor; me non il canto
De’ colorati augelli, e non de’ faggi
Il murmure saluta: e dove all’ombra
Degl’inchinati salici dispiega
Candido rivo il puro seno, al mio
Lubrico piè le flessuose linfe
Disdegnando sottragge,
E preme in fuga l’odorate spiagge.

Qual fallo mai, qual sì nefando eccesso
Macchiommi anzi il natale, onde sì torvo
Il ciel mi fosse e di fortuna il volto?
In che peccai bambina, allor che ignara
Di misfatto è la vita, onde poi scemo
Di giovanezza, e disfiorato, al fuso
Dell’indomita Parca si volvesse
Il ferrigno mio stame? Incaute voci
Spande il tuo labbro: i destinati eventi
Move arcano consiglio. Arcano è tutto,
Fuor che il nostro dolor. Negletta prole
Nascemmo al pianto, e la ragione in grembo
De’ celesti si posa. Oh cure, oh speme
De’ più verd’anni! Alle sembianze il Padre,
Alle amene sembianze eterno regno
Diè nelle genti; e per virili imprese,
Per dotta lira o canto,
Virtù non luce in disadorno ammanto.

Morremo. Il velo indegno a terra sparto
Rifuggirà l’ignudo animo a Dite,
E il crudo fallo emenderà del cieco
Dispensator de’ casi. E tu cui lungo
Amore indarno, e lunga fede, e vano
D’implacato desio furor mi strinse,
Vivi felice, se felice in terra
Visse nato mortal. Me non asperse
Del soave licor del doglio avaro
Giove, poi che perir gl’inganni e il sogno
Della mia fanciullezza. Ogni più lieto
Giorno di nostra età primo s’invola.

Sottentra il morbo, e la vecchiezza, e l’ombra
Della gelida morte. Ecco di tante
Sperate palme e dilettosi errori,
Il Tartaro m’avanza; e il prode ingegno
Han la tenaria Diva,
E l’atra notte, e la silente riva.





- PERMALINK



lunedì 30 aprile 2007 - ore 12:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sto seduta al tavolo del soggiorno a smanattare con il computer, quando la testolina di mio papà, che era fuori a tagliare l’erba, spunta tra le pieghe della tenda.
"Oh", mi fa, "invece di cazzeggiare, perchè non prendi lo spry anti-formica e vieni qui a sistemare le fessure della porta? Se non facciamo qualcosa ora di quest’estate avremo più formiche dell’orso Yogi quando fa pic nic nel parco di Yellowstone!"

E c’è ancora chi mi chiede come ho fatto a nascere così.

- PERMALINK




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